<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0158</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">L'imprenditorialità femminile nelle zone rurali e insulari e nelle regioni ultraperiferiche</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0058/2026 - Relatrice: Elżbieta Katarzyna Łukacijewska)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 30 aprile 2026 sull'imprenditorialità femminile nelle zone rurali e insulari e nelle regioni ultraperiferiche (2024/2124(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 8 e 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego<FOOTNOTE><FIELD> GU L 204 del 26.7.2006, pag. 23, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2006/54/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva (UE) 2023/970 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione<FOOTNOTE><FIELD> GU L 132 del 17.5.2023, pag. 21, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2023/970/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva (UE) 2019/1158 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio<FOOTNOTE><FIELD> GU L 188 del 12.7.2019, pag. 79, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2019/1158/oj.</FIELD></FOOTNOTE> ("direttiva sull'equilibrio tra attività professionale e vita familiare"),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 5 marzo 2020 dal titolo "Un'Unione dell'uguaglianza: la strategia per la parità di genere 2020-2025" (COM(2020)0152),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 7 marzo 2025 dal titolo "Una tabella di marcia per i diritti delle donne" (COM(2025)0097),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la strategia del Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e del gruppo della Banca europea per gli investimenti (BEI) per la parità di genere e l'emancipazione economica delle donne,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura, e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo Sicurezza interna e allo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti<FOOTNOTE><FIELD> GU L 231 del 30.6.2021, pag. 159, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1060/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 30 giugno 2021 dal titolo "Una visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE: verso zone rurali più forti, connesse, resilienti e prospere entro il 2040" (COM(2021)0345),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 3 maggio 2022 dal titolo "Mettere al primo posto le persone, garantire una crescita sostenibile e inclusiva, liberare il potenziale delle regioni ultraperiferiche dell'UE" (COM(2022)0198),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il programma Leadership delle donne dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia e del Consiglio europeo per l'innovazione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i piani per la parità di genere dello Spazio europeo della ricerca,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 3 maggio 2022 sul raggiungimento dell'indipendenza economica delle donne attraverso l'imprenditorialità e il lavoro autonomo<FOOTNOTE><FIELD> GU C 465 del 6.12.2022, pag. 54.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 14 settembre 2021 sul tema "Verso un rafforzamento del partenariato con le regioni ultraperiferiche dell'Unione"<FOOTNOTE><FIELD> GU C 117 dell'11.3.2022, pag. 18.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 174 TFUE,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 7 giugno 2022 sulle isole dell'UE e la politica di coesione: situazione attuale e sfide future<FOOTNOTE><FIELD> GU C 493 del 27.12.2022, pag. 48.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la raccomandazione del Consiglio, dell'8 dicembre 2022, sull'educazione e la cura della prima infanzia: obiettivi di Barcellona per il 2030<FOOTNOTE><FIELD> GU C 484 del 20.12.2022, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione delle Nazioni Unite del 28 settembre 2018 sui diritti dei piccoli coltivatori e di altre persone che lavorano nelle zone rurali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione speciale n. 10/2021 della Corte dei conti europea, del 26 maggio 2021, dal titolo "Integrazione della dimensione di genere nel bilancio dell'UE: è tempo di tradurre le parole in azione",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere (A10-0058/2026),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che le donne nelle zone rurali e insulari e nelle regioni ultraperiferiche svolgono un ruolo chiave nel dinamismo delle economie locali, nella sostenibilità del settore agricolo e nella conservazione del patrimonio culturale, costituendo un pilastro fondamentale per la coesione territoriale, la sostenibilità sociale e la resilienza economica nelle zone rurali; che, nonostante tale contributo indispensabile, continuano ad affrontare ostacoli giuridici, finanziari, culturali e infrastrutturali che limitano l'imprenditorialità femminile e il pieno conseguimento della loro indipendenza economica; che in molti Stati membri le donne nelle zone rurali sono colpite in modo sproporzionato dalla mancanza di accesso a servizi di assistenza all'infanzia a prezzi accessibili, a collegamenti di trasporto adeguati, a infrastrutture digitali, a sistemi di sostegno sensibili alla dimensione di genere e a opportunità di svago, il che limita la possibilità di una piena partecipazione al mercato del lavoro e contribuisce a un deterioramento della salute mentale; che gran parte del lavoro svolto dalle donne nelle zone rurali rimane informale, non retribuito e spesso non riconosciuto all'interno delle statistiche ufficiali, il che accentua l'invisibilità del loro contributo allo sviluppo economico e sociale; che le zone rurali sono una parte integrante dello stile di vita europeo, in quanto riflettono un equilibrio unico tra patrimonio tradizionale e progresso, la cui continuità dipende dal riconoscimento e dall'effettiva integrazione delle donne nei processi di sviluppo rurale; che circa il 30 % della popolazione dell'UE vive in zone rurali, le quali rappresentano circa l'83 % del territorio totale dell'UE; che tali regioni sono essenziali per la stabilità economica, la coesione sociale e la competitività dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> Secondo la modellizzazione a livello di unità amministrativa locale (LAU) del 2018, basata sui dati demografici Eurostat del Centro comune di ricerca (JRC), Atlante demografico.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che è responsabilità dell'UE, nell'ambito di tutte le sue azioni, promuovere la parità tra donne e uomini conformemente ai trattati; che la parità di genere è un valore fondamentale dell'UE, un diritto fondamentale e un principio chiave del pilastro europeo dei diritti sociali, sancito dall'articolo 2 del trattato sull'Unione europea; che l'articolo 8 TFUE sancisce il principio dell'integrazione della dimensione di genere, in base al quale la prospettiva della parità di genere deve essere integrata in tutte le politiche e in tutti i programmi; che nessuno Stato membro ha finora raggiunto la piena parità di genere e i progressi sono ancora lenti, tenuto conto del fatto che gli Stati membri hanno ottenuto in media 67,4 punti su 100 nell'indice dell'UE sull'uguaglianza di genere 2019, il che rappresenta un miglioramento di soli 5,4 punti dal 2005;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che il successo e il benessere economico delle donne non possono essere dissociati dal rispetto dei diritti fondamentali, tra cui il diritto a vivere libere dalla violenza di genere e il diritto all'autonomia fisica attraverso l'accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti, compreso l'accesso a un'assistenza all'aborto sicura e legale in tutta l'UE; che la garanzia di ambienti di lavoro sicuri e rispettosi, liberi da molestie e stereotipi di genere, rafforza le opportunità di carriera delle donne e promuove una cultura del rispetto, della responsabilità e della dignità reciproci; che, di conseguenza, l'indipendenza economica delle donne contribuisce in modo significativo alla loro sicurezza e protezione dalla violenza di genere e domestica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che il divario occupazionale tra uomini e donne nelle zone rurali è pari a circa 13 punti percentuali (rispetto ai 10 punti percentuali nelle città), superando i 20 punti percentuali in alcuni Stati membri, con una partecipazione femminile alla forza lavoro soltanto del 31,6 % nel 2022, secondo i dati Eurostat; che la perdita economica dovuta al divario occupazionale di genere ammonta a 370 miliardi di EUR all'anno e che il miglioramento della parità di genere potrebbe portare a un aumento del PIL dell'UE fino a 3 150 miliardi di EUR entro il 2050;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che il declino demografico pone sfide particolari per le regioni rurali, insulari, montane e ultraperiferiche e rappresenta al tempo stesso una sfida e un'opportunità per aumentare l'attrattiva dell'imprenditorialità e consentire sia la creazione di imprese che una vita sostenibile in tali zone, in quanto l'emigrazione dei giovani e delle donne in cerca di migliori opportunità compromette il ricambio generazionale, la vitalità della comunità e lo sviluppo economico a lungo termine; che nell'UE il numero di donne relativamente giovani che abbandonano le zone rurali tende a superare quello degli uomini relativamente giovani, il che può essere una conseguenza, tra l'altro, di ostacoli quali l'isolamento e una gamma limitata di opportunità di istruzione e occupazione; che tali tendenze demografiche possono ostacolare lo sviluppo socioeconomico di alcune zone rurali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che le agricoltrici continuano ad affrontare disuguaglianze, in particolare nell'accesso alla terra, alla formazione e ai finanziamenti; che le statistiche mostrano che le donne imprenditrici hanno più difficoltà degli uomini a reperire finanziamenti e capitale; che nell'UE la percentuale di imprenditrici è pari al 30 %, ma che esse ricevono solamente il 2 % dei finanziamenti non bancari disponibili; che tale cifra sembra essere scesa all'1 % durante la pandemia<FOOTNOTE><FIELD> Commissione europea e BEI, "<STRING ITALIC="on">Funding women entrepreneurs. How to empower growth</STRING>", (Finanziare le imprenditrici: come rafforzare la crescita), giugno 2020.</FIELD></FOOTNOTE>; che i dati mostrano che le imprenditrici generano maggiori entrate nonostante ricevano un sostegno finanziario inferiore<FOOTNOTE><FIELD> Women in VC, Experior Venture Fund and Unconventional Ventures, <STRING ITALIC="on">Funding in the CEE Region Through the Lens of Gender Diversity and Positive Impact</STRING>, (Finanziamenti in Europa centrale e orientale – Attraverso la lente della diversità di genere e impatto positivo), 2021, https://ceereport2021experiorvc.unconventional.vc/.</FIELD></FOOTNOTE>; che un sostegno pratico mirato, ad esempio microprestiti, tutoraggio e semplificazione amministrativa, può essere uno strumento efficace per promuovere l'imprenditorialità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che le donne nelle regioni frontaliere, montane, ultraperiferiche e remote si trovano ad affrontare sfide e ostacoli intensificati a causa dell'isolamento, dell'invecchiamento della popolazione e dei servizi limitati; che il tasso di occupazione femminile nelle regioni ultraperiferiche è quasi costantemente inferiore alla media dell'UE e che la differenza maggiore ha raggiunto i 38,5 punti percentuali nel 2020; che in alcune regioni ultraperiferiche è estremamente elevata anche la disoccupazione giovanile<FOOTNOTE><FIELD> Documento di lavoro dei servizi della Commissione "Outermost regions at a glance – assets, challenges and opportunities (Le regioni ultraperiferiche in sintesi: risorse, sfide e opportunità)" (SWD(2022)0133).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che le donne che vivono nelle zone insulari e nelle regioni ultraperiferiche si trovano ad affrontare ulteriori difficoltà e ostacoli specifici derivanti dall'isolamento geografico, dalla bassa densità demografica, dall'invecchiamento demografico e dalla scarsità di servizi pubblici e privati essenziali, fattori che aggravano le disparità socioeconomiche e limitano l'accesso all'occupazione, alla formazione e alle opportunità imprenditoriali; che il sostegno alla partecipazione delle donne all'imprenditorialità digitale e innovativa rafforza lo sviluppo economico e la competitività; che le donne che vivono nelle zone rurali delle regioni frontaliere orientali si trovano inoltre ad affrontare le conseguenze della guerra in Ucraina, tra cui le minacce alla sicurezza, le perturbazioni della catena di approvvigionamento e i rischi ibridi, che ostacolano l'imprenditorialità nonché l'accesso ai servizi e ai finanziamenti; che per affrontare tali sfide combinate sono necessarie politiche pubbliche europee mirate e differenziate, conformemente all'articolo 349 TFUE, nonché misure specifiche che riflettano le vulnerabilità specifiche delle regioni frontaliere, al fine di garantire la piena inclusione economica, sociale e politica delle donne in tali territori;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che le donne che vivono nelle regioni montane europee devono spesso affrontare sfide specifiche che ne limitano il potenziale imprenditoriale, tra cui collegamenti di trasporto difficoltosi e un accesso limitato alle infrastrutture digitali, ai servizi di assistenza all'infanzia, alle opportunità di formazione e al sostegno finanziario; che le donne nelle regioni montane europee dovrebbero essere emancipate non solo in quanto lavoratrici o imprenditrici, ma anche in quanto comproprietarie e responsabili decisionali nelle iniziative economiche locali; che la creazione di società veicolo e di strutture di proprietà cooperativa può consentire alle donne di possedere e gestire congiuntamente imprese di comunità e trarne beneficio; che tali modelli, come dimostrato da numerose iniziative del settore privato, promuovono una governance inclusiva, rafforzano l'indipendenza economica e contribuiscono a mantenere valore nelle zone montane, promuovendo in tal modo l'imprenditorialità collettiva, la responsabilità condivisa e lo sviluppo regionale sostenibile per le donne e le ragazze;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che le donne rappresentano il 52 % della popolazione europea e il 34,4 % dei lavoratori autonomi nell'UE e che solo il 30 % delle start-up è fondato da donne<FOOTNOTE><FIELD> Global Entrepreneurship Monitor, relazione speciale, "<STRING ITALIC="on">Women's Entrepreneurship 2020/21: Thriving Through Crisis</STRING>" (Imprenditoria femminile 2020/21: prosperare attraverso la crisi), Londra, 2021.</FIELD></FOOTNOTE>, il che dimostra sia la loro crescente partecipazione sia il potenziale inutilizzato dell'imprenditoria femminile; che le donne nelle imprese non solo generano crescita economica e occupazione, ma guidano anche modelli imprenditoriali più sostenibili e inclusivi, ottengono punteggi più elevati negli indicatori ambientali, sociali e di governance aziendale e hanno maggiori probabilità di offrire opportunità di formazione alla loro forza lavoro (BEI, 2021); che gruppi decisionali diversificati producono risultati migliori, più inclusivi e più sostenibili;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che le donne nelle zone rurali sono spesso esposte in modo sproporzionato alla violenza sessuale durante i periodi di guerra, le invasioni e i conflitti a causa dell'isolamento, dell'accesso limitato ai servizi di protezione e dell'indebolimento delle infrastrutture di sicurezza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che le donne nelle zone rurali sono spesso sottorappresentate nei processi decisionali e negli organi di governance, come le cooperative agricole, le parti sociali e le amministrazioni municipali<FOOTNOTE><FIELD> Istituto per la politica ambientale europea, "What is the link between gender equality and agriculture sustainability?" (Che legame c'è tra parità di genere e sostenibilità dell'agricoltura?), settembre 2021.</FIELD></FOOTNOTE>; che le donne in posizioni di leadership e decisionali fungono da modelli cruciali per la prossima generazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che l'accesso a dati affidabili, comparabili, disaggregati per genere e territorio è una condizione essenziale per comprendere accuratamente la situazione delle donne nelle zone rurali e, di conseguenza, per elaborare, attuare e valutare politiche pubbliche efficaci che rispondano adeguatamente alle esigenze delle donne e contribuiscano a ridurre le disuguaglianze, in quanto la piena integrazione delle donne nell'agricoltura e nella vita economica contribuisce al conseguimento degli obiettivi dell'UE in materia di coesione economica, sociale e territoriale, parità di genere e sviluppo sostenibile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che i ruoli e gli stereotipi di genere tradizionali influenzano ancora la ripartizione del lavoro in ambito domestico e nella società; che la conciliazione della vita professionale, soprattutto dell'imprenditorialità, con la vita familiare rimane difficile e continua a rappresentare una sfida significativa, in particolare per le donne; che tale difficoltà è particolarmente forte nelle zone rurali e montane, nelle isole e nelle regioni ultraperiferiche, in cui la disponibilità di servizi pubblici, segnatamente istruzione, assistenza sanitaria, mobilità e assistenza all'infanzia, è limitata; che tale mancanza di infrastrutture e meccanismi di sostegno compromette le pari opportunità, crea ostacoli alle donne che vogliono sviluppare appieno il loro potenziale imprenditoriale, limita la piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro e aggrava le disparità tra le zone urbane e quelle rurali; che le donne che sviluppano piccole imprese nelle zone rurali contribuiscono a ridurre lo spopolamento dei villaggi; che l'imprenditorialità femminile dovrebbe essere promossa attraverso misure intersezionali e olistiche, garantendo parità di partecipazione al mercato del lavoro, colmando i divari retributivi di genere e contrastando la discriminazione di genere nei mercati del lavoro e, più in generale, eliminando gli stereotipi di genere, le molestie e la discriminazione nel mondo del lavoro e oltre; che le lacune nell'accesso alla protezione sociale per le lavoratrici autonome e i coniugi coadiuvanti, tra cui le pensioni, i congedi di malattia e i congedi familiari, aggravano i divari retributivi e pensionistici di genere e scoraggiano l'imprenditorialità; che il lavoro assistenziale e domestico non retribuito è svolto principalmente da donne, il che incide sull'occupazione e sull'avanzamento di carriera e contribuisce al divario retributivo e pensionistico di genere; che la ripartizione iniqua e la sottovalutazione del lavoro assistenziale e domestico, insieme alla discriminazione e agli stereotipi di genere, continuano a limitare il tempo, la mobilità e l'accesso ai diritti sociali e alle opportunità delle donne nelle zone rurali e remote, comportando una perdita di potenziale imprenditoriale e un minore equilibrio tra vita privata e professionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che tutte le forme di violenza di genere, tra cui la violenza domestica e sessuale, psicologica, economica, gli abusi online e gli atti persecutori, costituiscono una violazione dei diritti umani, tra cui il diritto all'autonomia e all'integrità fisica e il diritto a vivere liberi da discriminazioni; che le donne e le ragazze che vivono in zone rurali e remote trovano ulteriori ostacoli nell'accesso alla giustizia, alla protezione, ai servizi di sostegno e all'assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva quando subiscono violenza di genere, a causa di fattori quali l'isolamento geografico, la mancanza di infrastrutture, l'accesso limitato ai servizi specializzati, il divario digitale e la stigmatizzazione sociale; che tali ostacoli spesso portano a un numero inferiore di denunce, a una maggiore vulnerabilità, al mancato accesso ai servizi di assistenza e all'impunità dei responsabili; che essi ostacolano la piena partecipazione delle donne alla vita sociale, economica e politica delle zone rurali a causa della mancanza di reti di protezione e di servizi specializzati, a cui si aggiunge il peso persistente dei ruoli di genere tradizionali, e accrescono la vulnerabilità delle donne, protraggono situazioni di esclusione e limitano la loro capacità di esercitare i diritti fondamentali; che l'eliminazione di tali ostacoli è una condizione essenziale per la promozione della parità di genere, il rafforzamento della coesione sociale e lo sviluppo armonioso delle zone rurali; che le giovani donne nelle zone rurali subiscono tassi di violenza più elevati rispetto alle loro coetanee delle zone urbane e che, secondo uno studio dell'Organizzazione mondiale della sanità, una donna su tre in tutto il mondo ha subito violenza fisica o sessuale, con un'incidenza sproporzionatamente elevata tra le giovani donne nelle zone rurali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che persistono notevoli disparità tra uomini e donne in termini di occupazione nelle zone rurali, pari a circa il 13 % (rispetto al 10 % nelle zone urbane); che in alcuni Stati membri tali disparità superano i 20 punti percentuali; che dal 2012 tali disparità sono rimaste relativamente stabili a livello dell'UE; che in oltre la metà degli Stati membri le disuguaglianze di genere sono più pronunciate nelle zone rurali che nelle città; che molte donne si trovano inoltre in situazioni di maggiore vulnerabilità a causa di condizioni di lavoro precarie, come il lavoro stagionale, o in altri casi perché svolgono un "ruolo invisibile" nelle aziende agricole a conduzione familiare come coniugi coadiuvanti, il che spesso si traduce in una mancanza di accesso alla protezione sociale o alle prestazioni di maternità; che le donne che vivono nelle regioni rurali e svantaggiate hanno maggiori probabilità di intraprendere attività imprenditoriali e di lavoro autonomo rispetto a quelle che vivono nelle regioni urbane ed economicamente prospere; che il lavoro autonomo può essere una forma di lavoro che contribuisce a creare posti di lavoro e a ridurre la disoccupazione femminile, ma richiede lo sviluppo di adeguate tutele sociali; che nelle zone rurali la percentuale di donne che svolgono un lavoro autonomo è del 38 %; che le donne sono sovrarappresentate nelle tipologie precarie di lavoro autonomo; che le donne sono al tempo stesso una forza trainante fondamentale per la prosperità economica e l'inclusione sociale nelle zone rurali, in particolare attraverso l'imprenditorialità, la cui promozione rappresenta una priorità strategica per lo sviluppo sostenibile dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che l'imprenditorialità richiede conoscenze e competenze; che le donne nelle zone rurali si trovano ad affrontare più ostacoli nell'accesso all'istruzione rispetto agli uomini; che nel 2019 nell'UE la proporzione di abitanti delle zone rurali in possesso almeno delle competenze digitali di base era inferiore del 14 % rispetto a quella degli abitanti delle zone urbane (48 % rispetto al 62 %); che l'inclusione digitale è un requisito essenziale affinché le donne e le ragazze abbiano accesso a un'istruzione e una formazione di qualità e al mercato del lavoro, ad esempio attraverso la diversificazione delle attività agricole, al lavoro a distanza e alle opportunità di innovazione e di impiego, sia in presenza che a distanza, e possano beneficiare delle dinamiche di innovazione tecnologica e aziendale; che la promozione del pieno accesso delle donne a tutti i livelli di istruzione, comprese, a titolo esemplificativo, discipline quali scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica (STEAM), e all'istruzione in ambito finanziario è fondamentale, tenendo conto che, come evidenziato nella relazione di Mario Draghi sul futuro della competitività europea, pubblicata nel settembre 2024, il numero dei laureati uomini nelle discipline STEAM è doppio rispetto a quello delle donne, disparità che si accentuano ulteriormente nelle scelte professionali dopo gli studi, tenuto conto del fatto che gli uomini che lavorano nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) sono quasi quattro volte più numerosi delle donne, e che pertanto questa istruzione svolge un ruolo chiave nel colmare i divari di genere, diversificare le competenze professionali e rafforzare la competitività economica e sociale delle zone rurali; che l'integrazione digitale delle donne contribuisce alla loro autonomia economica, alla coesione territoriale e alla modernizzazione del settore agricolo e del tessuto imprenditoriale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che l'istruzione è uno strumento fondamentale per promuovere l'indipendenza economica delle donne, colmare i divari retributivi di genere e affrontare la discriminazione di genere nei mercati del lavoro; che si ravvisa l'urgente necessità di fornire un'educazione sessuale e relazionale completa e adeguata all'età in tutta l'UE, quale mezzo essenziale per contrastare gli stereotipi di genere e promuovere l'uguaglianza fin dalla più tenera età; che, sebbene le donne siano in media più istruite degli uomini, rimangono sottorappresentate nelle professioni STEAM e spesso lasciano tali settori a causa della persistente discriminazione e degli stereotipi; che è necessario aumentare gli investimenti dell'UE nei programmi di istruzione, miglioramento delle competenze e riqualificazione per creare condizioni di parità nei settori STEAM e garantire che settori emergenti come l'intelligenza artificiale (IA) non riproducano i pregiudizi di genere esistenti; che i programmi di tutoraggio, i poli imprenditoriali guidati da donne e il sostegno alle organizzazioni non governative che si adoperano per l'emancipazione delle donne nelle discipline STEAM sono importanti; che l'integrazione della dimensione di genere è importante in tutte le politiche e in tutti gli aspetti del bilancio dell'UE, tra cui finanziamenti adeguati per campagne di sensibilizzazione a livello dell'UE in merito ai programmi disponibili e alle opportunità di finanziamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che negli ultimi anni il numero di donne nel settore agricolo è a poco a poco aumentato; che solo il 30 % delle aziende agricole di tutta l'UE sono gestite da donne e che tali aziende tendono ad essere più piccole rispetto a quelle gestite da uomini, a generare guadagni inferiori e ad avere un minore accesso al sostegno finanziario; che dietro tale numero si celano differenze significative a livello di rappresentanza femminile nei settori agricoli dei vari Stati membri; che spesso le donne condividono con il partner le responsabilità di gestione delle aziende agricole, senza beneficiare dello status o della tutela sociale associati a tale lavoro;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che le donne, almeno a livello di dirigenza o gestione delle aziende agricole, ricevono un sostegno proporzionalmente inferiore da entrambi i pilastri della politica agricola comune (PAC) rispetto agli uomini; che ciò è dovuto al fatto che le donne tendono a gestire attività agricole più piccole, possedendo meno terreni e avendo un minore accesso all'istruzione formale e specializzata<FOOTNOTE><FIELD> Casares Guillen, B., "Women in Rural Development: Integrating a gender dimension into policies for rural areas in Europe" (Le donne nello sviluppo rurale: integrare la dimensione di genere nelle politiche per le aree rurali in Europa), Società europea di valutazione, Rotterdam, 2021.</FIELD></FOOTNOTE>; che, rispetto agli uomini, le donne trovano maggiori ostacoli nell'accesso alla proprietà della terra poiché il modello "di padre in figlio" rimane diffuso nelle aree rurali; che anche il fatto che le aziende agricole gestite da donne siano in media più piccole, nonché i modelli di produzione che adottano, generalmente più diversificati e attenti all'ambiente, rendono inoltre più difficile il loro accesso ai prestiti bancari<FOOTNOTE><FIELD> Camille Tourtelier, Monica Gorman, Saoirse Tracy, "Influence of gender on the development of sustainable agriculture in France" (Come il genere incide sullo sviluppo dell'agricoltura sostenibile in Francia), Journal of Rural Studies, 2023.</FIELD></FOOTNOTE>; che tali caratteristiche, tuttavia, rendono le loro aziende agricole più resilienti alle variazioni climatiche e del mercato e più facili da trasmettere;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che le donne con disabilità possono avere maggiori difficoltà ad avviare un'attività in proprio; che l'imprenditorialità delle donne più mature non viene promossa, sebbene esse dovrebbero essere considerate un potenziale di crescita economica prezioso e non sfruttato, soprattutto nelle zone rurali in cui la popolazione sta invecchiando più rapidamente che nelle aree urbane; che la promozione dell'imprenditorialità tra le donne migranti può offrire grandi opportunità per la loro integrazione nel mercato del lavoro e favorirne l'indipendenza economica e l'emancipazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che l'agricoltura svolge un ruolo cruciale nelle zone rurali in termini di conservazione delle risorse naturali, garanzia della sicurezza alimentare, promozione dello sviluppo economico e occupazionale e sostegno alle comunità; che il coinvolgimento attivo delle donne lungo tutta la catena del valore, dalla produzione alla trasformazione, fino alla distribuzione e all'innovazione, è un fattore chiave per la competitività, la qualità e la sostenibilità del settore;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che il numero di donne che ricoprono ruoli di proprietà agricola è in aumento in tutta l'UE, ma che esse rimangono ancora una minoranza; che nel 2020 solo il 31,6 % dei proprietari di aziende agricole nell'UE era costituito da donne<FOOTNOTE><FIELD> Eurostat, "Farmers and the agricultural labour force - statistics" (Gli agricoltori e la forza lavoro agricola - statistiche).</FIELD></FOOTNOTE>, che gestivano in media solo il 12 % della superficie agricola utilizzata; che le aziende agricole gestite da donne tendono ad essere più piccole rispetto a quelle gestite da uomini, a generare guadagni inferiori e ad avere un minore accesso al sostegno finanziario; che queste statistiche celano notevoli differenze tra gli Stati membri rispetto alla rappresentanza femminile nel settore agricolo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che la maggior parte delle donne che lavorano nel settore agricolo o agroalimentare sono impiegate con contratti atipici o a tempo parziale; che gli agricoltori di età inferiore ai 40 anni gestiscono solo il 12 % di tutte le aziende agricole nell'UE, e che di questi solo il 3 % sono giovani agricoltrici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che nelle zone rurali, dove le tradizioni locali e le comunità coese sono spesso la pietra angolare della società, dotare i giovani, in particolare le ragazze, di competenze pratiche e orientate al futuro contribuirà alla loro capacità di prosperare e portare avanti la forza del loro patrimonio culturale nell'era digitale; che il riconoscimento giuridico e il sostegno previdenziale alle donne nell'agricoltura, nell'artigianato tradizionale e nei settori creativi contribuiscono alla resilienza economica e allo sviluppo locale, alla conservazione culturale e al ricambio generazionale; che le donne nelle zone rurali ricevono spesso una retribuzione inferiore a quella degli uomini e che garantire la parità di retribuzione per uno stesso lavoro è essenziale per rendere l'imprenditorialità più attraente e consentire sia la creazione di imprese che una vita sostenibile nelle zone rurali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che, dalle conserve artigianali alla ristorazione con prodotti freschi provenienti direttamente dalle aziende agricole fino ai prodotti alimentari innovativi, le donne delle zone rurali sono spesso in prima linea nel coniugare il patrimonio locale con l'imprenditorialità, creando così imprese solide e sostenibili che nutrono le loro comunità e preservano la cultura alimentare locale per le generazioni future;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che il programma LEADER, coinvolgendo i soggetti interessati a livello locale nella progettazione e attuazione delle strategie, nei processi decisionali e nell'assegnazione delle risorse per lo sviluppo delle rispettive zone rurali, è stato uno strumento particolarmente efficace nel sostenere donne leader e imprenditrici nelle zone rurali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che il sostegno a favore della partecipazione delle donne all'imprenditorialità digitale e innovativa rafforza lo sviluppo economico e la competitività, in particolare nelle zone insulari e nelle regioni ultraperiferiche, contribuendo a superare gli ostacoli derivanti dall'isolamento geografico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AC.</NO.P>considerando che l'emancipazione delle donne nell'agricoltura europea e nell'economia rurale è essenziale non solo per conseguire la parità di genere, ma anche per promuovere lo sviluppo rurale sostenibile, in linea con l'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 5 delle Nazioni Unite sull'uguaglianza di genere;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AD.</NO.P>considerando che le donne delle zone rurali svolgono un ruolo fondamentale nel preservare e arricchire l'abbigliamento classico e tradizionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AE.</NO.P>considerando che, attualmente, le donne nell'UE ricevono solo l'1-2 % dei finanziamenti in capitale di rischio, il che evidenzia la necessità di rafforzare gli strumenti di finanziamento attenti alla dimensione di genere e di garantire parità di accesso alle opportunità di investimento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AF.</NO.P>considerando che i dati disaggregati per genere e la consultazione delle parti interessate sono essenziali per sviluppare politiche di imprenditorialità rurale che rispondano efficacemente alle esigenze specifiche delle donne; che, per affrontare le sfide specifiche cui devono far fronte le donne nel settore agricolo, la Commissione e gli Stati membri devono tenere maggiormente conto dell'impatto delle politiche agricole sulle donne;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Emancipazione delle donne imprenditrici</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>sottolinea che le imprenditrici, incluse quelle delle regioni remote e ultraperiferiche, sono un motore fondamentale dell'innovazione, della coesione e della competitività nelle regioni rurali, insulari e ultraperiferiche; chiede un migliore accesso a tutti i finanziamenti, in particolare i finanziamenti per l'innovazione, programmi di sostegno su misura per le piccole e medie imprese (PMI) e opportunità nell'ambito delle economie verdi e digitali, con la garanzia che le imprenditrici possano partecipare pienamente ai mercati emergenti; chiede l'espansione dell'accesso agli investimenti privati e la promozione di opportunità di libero mercato; sottolinea che le donne imprenditrici devono beneficiare appieno della tabella di marcia strategica delineata nell'ambito della bussola per la competitività dell'UE, che mira a ripristinare il dinamismo dell'Europa e a stimolare la sua crescita economica creando un ambiente favorevole alle giovani start-up innovative, promuovendo la leadership industriale nei settori ad alta crescita basati su tecnologie innovative e incoraggiando la diffusione delle tecnologie all'interno delle imprese consolidate e delle PMI; esorta, a tal fine, a un maggiore orientamento strategico dell'UE verso l'adozione di un approccio trasversale e integrato in relazione alla realtà e alle sfide delle regioni ultraperiferiche in tutte le politiche pubbliche europee, se del caso; insiste sul fatto che ogni persona in Europa dovrebbe avere il diritto e l'opportunità di costruirsi una vita soddisfacente nella propria regione di origine, segnatamente il diritto di rimanere;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>sottolinea che la parità di genere è fondamentale per realizzare l'agenda dell'UE per la competitività e la prosperità economica, in quanto la piena ed equa partecipazione delle donne al mercato del lavoro, al mercato dell'imprenditorialità e al sistema di innovazione migliora la produttività e promuove una crescita inclusiva e sostenibile, che nel complesso rafforza la competitività globale dell'UE; sottolinea che la mancanza di servizi di assistenza all'infanzia accessibili e a prezzi abbordabili rimane uno dei principali ostacoli alla piena partecipazione delle donne all'imprenditorialità e all'occupazione nelle regioni rurali, remote e insulari; invita gli Stati membri a dare priorità agli investimenti nell'educazione e cura della prima infanzia nei programmi finanziati dal Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR); esorta la Commissione e gli Stati membri a rafforzare i meccanismi di sostegno all'imprenditorialità femminile nelle zone rurali, in particolare facilitando l'accesso al credito, all'innovazione e a strumenti finanziari adeguati, promuovendo in tal modo l'autonomia economica delle donne e la diversificazione delle attività agricole;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>chiede lo sviluppo di programmi che garantiscano alle donne l'accesso all'istruzione in settori quali la digitalizzazione, la finanza e l'amministrazione aziendale, anche attraverso iniziative orientate al mercato e partenariati del settore privato; chiede altresì la promozione dell'imprenditorialità e dell'innovazione attraverso reti strutturate di tutoraggio e piattaforme di apprendimento tra pari, in particolare in settori quali la digitalizzazione, la finanza e l'amministrazione; sottolinea inoltre l'importanza di iniziative di sensibilizzazione per promuovere la disponibilità e i vantaggi di tali reti e piattaforme tra le agricoltrici, promuovendo in tal modo una maggiore partecipazione ed emancipazione delle lavoratrici agricole; sottolinea il potenziale valore di un sostegno dell'UE orientato ai risultati per contribuire a istituire iniziative guidate a livello locale quali, tra l'altro, reti di imprese che rafforzino l'imprenditorialità femminile e l'impegno delle comunità nelle zone rurali, incoraggiando nel contempo la cooperazione del settore privato per tutti i cittadini delle zone rurali, comprese le donne; osserva che la gestione di un'impresa può creare posti di lavoro e reddito e quindi un valore aggiunto per le imprese e la società nel suo complesso; prende atto del successo dei progetti che promuovono il tutoraggio e l'apprendimento tra pari tra le imprenditrici; invita la Commissione a basarsi su tali iniziative di successo e a trarne insegnamenti nell'elaborazione e nell'ampliamento di programmi strutturati di tutoraggio e apprendimento tra pari in tutta l'UE, al fine di garantire che le imprenditrici possano beneficiare appieno della condivisione delle conoscenze e delle strutture di sostegno; sottolinea l'importanza di agire fin da una prima fase dell'istruzione per contrastare gli stereotipi di genere che limitano ancora l'accesso delle donne a determinati settori economici e posizioni di leadership, al fine di garantire pari opportunità e rafforzare il contributo delle donne al dinamismo economico e sociale delle regioni rurali, insulari, montane e ultraperiferiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>sottolinea l'importanza di un sostegno equo all'imprenditorialità femminile mediante aiuti e risorse dedicati, che si tratti delle STEAM, delle TIC, dell'economia sociale, dei servizi di trasporto, dell'artigianato e delle imprese legate all'assistenza, ecc.; sottolinea l'importanza di sostenere le giovani donne nelle zone rurali che accedono a settori professionali tradizionalmente a prevalenza maschile, riconoscendo il loro crescente successo e la crescente apertura di molte imprese al talento e all'innovazione da parte delle donne, continuando nel contempo a promuovere culture inclusive e favorevoli sul luogo di lavoro; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere programmi di tutoraggio e formazione per le imprenditrici, con particolare attenzione alle madri che rientrano nel mercato del lavoro dopo il congedo di maternità o parentale e ai genitori di bambini piccoli nelle zone rurali, in modo da rendere possibile la partecipazione a tali programmi adempiendo al contempo alle responsabilità di assistenza e al fine di ridurre gli oneri sproporzionati a carico delle donne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>incoraggia la Commissione e gli Stati membri a sviluppare programmi per sostenere le imprese guidate da donne, comprese la formazione imprenditoriale e manageriale, le reti imprenditoriali locali e la condivisione delle conoscenze in settori chiave, in particolare nelle regioni rurali, insulari e ultraperiferiche; chiede una formazione rafforzata sulle norme del mercato unico dell'UE, sull'uso delle piattaforme online di commercio elettronico e sulla partecipazione alle fiere internazionali; sottolinea che agevolare l'accesso delle imprenditrici ai mercati di esportazione aumenterà la competitività, la resilienza e il valore aggiunto delle economie rurali; osserva che, ampliando l'accesso a un'internet a prezzi accessibili, fornendo programmi di formazione su misura che valorizzino i punti di forza delle donne e promuovendo politiche a favore di una partecipazione paritaria, le donne delle zone rurali sono sempre più in grado di superare gli ostacoli e assumere ruoli attivi e di primo piano nell'economia digitale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>incoraggia la creazione di reti di cooperative e associazioni di donne nel settore agroalimentare, attraverso la promozione di modelli imprenditoriali sostenibili, circolari e a valore aggiunto locale, con particolare attenzione all'agricoltura biologica, alla trasformazione artigianale e alla vendita diretta;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>apprezza l'impegno della Commissione a creare una "piattaforma per le donne nell'agricoltura", quale forum di discussione e scambio di buone pratiche, per rafforzare la partecipazione e promuovere le pari opportunità nel settore agroalimentare; invita la Commissione a presentare al Parlamento una relazione annuale sulle attività e i risultati della piattaforma; invita, inoltre, la Commissione a garantire che il lavoro di tale piattaforma sia debitamente preso in considerazione nella preparazione e nell'elaborazione delle future iniziative politiche nei settori dell'agricoltura e dello sviluppo rurale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>esorta gli Stati membri a promuovere e a porre in evidenza gli esempi di successo delle imprenditrici nelle regioni rurali e ultraperiferiche attraverso campagne di sensibilizzazione, anche sui media tradizionali e sui social media, al fine di rafforzare la visibilità, la fiducia e l'impegno della comunità; rileva, tenendo presente questo contesto, l'importanza di promuovere l'alfabetizzazione finanziaria, rivolgendosi in particolare alle donne, poiché esiste un divario di genere nelle conoscenze finanziarie: in media, nell'UE, gli uomini hanno ottenuto un punteggio di 18 punti percentuali superiore rispetto alle donne in un sondaggio sulle conoscenze finanziarie condotto dalla Commissione europea<FOOTNOTE><FIELD> Commissione europea (2023) "Monitoring the level of financial literacy in the EU" (Monitoraggio del livello di alfabetizzazione finanziaria nell'UE), Flash Eurobarometro 525, 2023.</FIELD></FOOTNOTE>; chiede che le misure volte a coinvolgere le donne nelle loro comunità utilizzino approcci locali e dal basso verso l'alto e promuovano, tra le altre iniziative, reti intese a promuovere la partecipazione delle donne; chiede campagne mirate che diano un'immagine moderna delle donne nell'agricoltura al fine di attirare le giovani donne verso le attività imprenditoriali nel settore agricolo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>invita la Commissione, gli Stati membri e l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE), in cooperazione con le parti sociali, a continuare ad analizzare i principali ostacoli all'occupazione e all'imprenditorialità femminile, anche nelle regioni ultraperiferiche, insulari e remote e a proporre azioni coinvolgenti per superare tali ostacoli alla crescita e alla prosperità; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere le imprese guidate da donne, fornendo consulenza giuridica e tecnica, attraverso lo scambio di migliori pratiche, aiutando le imprenditrici a superare l'isolamento nelle zone rurali e rafforzando la loro competitività e aumentando la quota di  imprenditrici e lavoratrici autonome nelle zone rurali dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>invita gli Stati membri a basarsi sulle analisi e sulle risultanze dell'EIGE relative al lavoro autonomo e all'imprenditorialità femminili in tutti gli Stati membri, garantendo una raccolta di dati di buona qualità e comparabili e parametri coerenti per l'accesso a finanziamenti, tassi di sopravvivenza delle imprese, crescita, rappresentanza settoriale e innovazione, a pubblicare schede di valutazione comparative annuali a livello dell'UE e nazionale al fine di monitorare i progressi, individuare le regioni in ritardo (comprese le regioni remote, insulari, ultraperiferiche e rurali) e promuovere la trasparenza, a identificare e potenziare le buone pratiche e gli esempi di successo imprenditoriale documentati dall'EIGE, quali reti di tutoraggio, programmi di investimento inclusivi, poli imprenditoriali femminili e reti tra pari, e a diffonderle nei contesti rurali, a proporre strumenti finanziari mirati, sistemi di garanzia e iniziative di sviluppo delle capacità basandosi sugli ostacoli individuati dall'EIGE (ad esempio carenze di reti, pregiudizi nelle decisioni di finanziamento, mancanza di modelli di riferimento), in modo da colmare il divario in termini di attuazione, e a fornire assistenza tecnica e mezzi per lo sviluppo delle capacità degli enti locali e regionali al fine di includere l'integrazione della dimensione di genere nei programmi per l'imprenditorialità, garantendo l'allineamento con la metodologia dell'EIGE, le migliori pratiche e il quadro relativo all'indice sull'uguaglianza di genere; invita la Commissione e gli Stati membri a raccogliere dati disaggregati per genere così da garantire un quadro completo della posizione socioeconomica delle donne nelle zone rurali e tenere conto della dimensione di genere nella progettazione, attuazione e valutazione di politiche e programmi nell'ambito dello sviluppo rurale; sottolinea l'importanza delle valutazioni d'impatto dell'elaborazione di tali proposte nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi di integrazione della dimensione di genere nelle zone rurali; esorta a includere dati disaggregati per genere nelle valutazioni dei programmi dell'UE per garantire che gli investimenti pubblici sostengano efficacemente l'imprenditorialità femminile e contribuiscano a colmare il divario di genere nell'accesso ai finanziamenti e alle opportunità economiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>sostiene la strategia della Commissione per l'Unione del risparmio e degli investimenti nonché la creazione e l'espansione di strumenti finanziari inclusivi, compreso un conto di risparmio-investimento con marchio UE per aumentare e facilitare l'accesso ai finanziamenti per le imprese dell'Unione a guida femminile e rileva che la strategia dovrebbe includere l'integrazione della dimensione di genere; apprezza, a tal fine, il lancio di "Finance Europe", un marchio per i prodotti di investimento e di risparmio a lungo termine dell'UE che investono il 70 % delle loro attività in imprese europee;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>invita la Commissione a introdurre un fondo per le donne fondatrici di imprese, al fine di fornire un sostegno finanziario mirato e opportunità di investimento per le imprese guidate da donne; sottolinea che tale fondo amplierebbe la capacità del Fondo europeo per gli investimenti di sostenere i fondi di private equity e di capitale di rischio, contribuendo nel contempo a colmare il divario di genere nel settore dei finanziamenti e a conseguire la competitività in tutta l'UE; chiede misure, in linea con la direttiva relativa alla presenza delle donne nei consigli di amministrazione<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva (UE) 2022/2381 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 novembre 2022, riguardante il miglioramento dell'equilibrio di genere fra gli amministratori delle società quotate e relative misure (GU L 315 del 7.12.2022, pag. 44, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2022/2381/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, per affrontare i pregiudizi di genere nell'accesso ai finanziamenti, compresa una rete europea di investitori consapevoli dell'importante necessità di un equilibrio di genere, nonché strumenti e obiettivi specifici (ad esempio microfinanza, garanzie e capitale proprio) adattati alle PMI rurali guidate da donne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>sottolinea come le imprenditrici rurali abbiano il potere di trasformare le idee locali in esempi di successo transfrontalieri all'interno dell'UE; valuta positivamente il progresso dei moderni strumenti digitali e la libertà di circolazione e commercio all'interno dell'UE, che facilitano le imprese rurali guidate da donne e consentono loro di connettersi con nuovi mercati, collaborare a livello transfrontaliero e condividere i loro prodotti e servizi autentici e realizzati localmente con i clienti di tutta Europa; osserva che, sebbene alcune realtà locali abbiano un potenziale europeo ancora inespresso, alcuni Stati membri non dispongono della capacità geografica di partecipare a tale attività economica transfrontaliera;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>riconosce il crescente slancio e il forte impegno a favore di investimenti in infrastrutture digitali, sviluppo delle competenze e quadri strategici digitali inclusivi, che creano interessanti opportunità per emancipare le donne delle zone rurali e garantire che traggano pienamente vantaggio dalla transizione digitale; sottolinea l'importanza e chiede la realizzazione di investimenti mirati nelle infrastrutture digitali, nelle opportunità di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione, nello sviluppo delle competenze e in quadri strategici digitali inclusivi che garantiscano che le donne delle zone rurali e, in particolare, le donne delle regioni insulari e ultraperiferiche possano partecipare pienamente alla transizione digitale; invita la Commissione a ridurre l'onere amministrativo; sottolinea che la parità di genere è essenziale per il successo della transizione digitale, in quanto la piena partecipazione delle donne ai settori digitali rafforza l'innovazione e la resilienza economica; invita la Commissione a garantire che la parità di genere sia integrata negli obiettivi di tutte le politiche digitali e di tutti i programmi per le competenze affinché le donne possano beneficiare in egual misura delle opportunità offerte dall'economia digitale in evoluzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>invita gli Stati membri a garantire che i sistemi di istruzione nazionali, compresa l'istruzione professionale e terziaria e i sistemi che servono le zone rurali e remote, offrano un solido accesso alle competenze digitali e alle materie STEM, in modo da consentire a ragazze e ragazzi di realizzare il loro pieno potenziale; sottolinea la necessità di promuovere scelte professionali imprenditoriali, in modo non stereotipato, e di includere la parità di genere e finanziare l'istruzione finanziaria nei programmi scolastici; evidenzia l'importanza di programmi di tutoraggio, modelli di ruolo femminili e partenariati tra scuole, università, imprese e organizzazioni della società civile per ispirare le ragazze a intraprendere carriere STEM; chiede l'inclusione di obiettivi in materia di parità di genere nel piano d'azione per l'istruzione digitale e finanziamenti mirati dell'UE e nazionali per sostenere le donne e le ragazze in settori digitali emergenti quali l'IA, la scienza dei dati e le tecnologie pulite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>chiede misure mirate per rafforzare l'accesso delle donne alle opportunità di miglioramento delle competenze e riqualificazione nonché alle informazioni sulla formazione imprenditoriale, ai programmi finanziati dall'UE e ai regimi di finanziamento per le imprese nelle aree rurali e insulari e nelle regioni ultraperiferiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>chiede che i programmi di promozione dell'innovazione nelle zone rurali includano esplicitamente misure volte a raggiungere le donne in quanto gruppo destinatario, ad esempio attraverso servizi informativi a bassa soglia, seminari sull'innovazione specifici per le donne e la sensibilizzazione attiva delle donne a capo di aziende agricole;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>incoraggia gli Stati membri a riconoscere e a sostenere le competenze tradizionali delle donne delle zone rurali, quali la confezione di abiti e la realizzazione di cesti, in quanto beni culturali vitali che preservano il patrimonio e creano opportunità economiche, in particolare alla luce dei ruoli essenziali che svolgono le donne nell'agriturismo, nelle industrie artigianali, nella produzione alimentare artigianale, nel marketing diretto e nelle catene del valore regionali; chiede investimenti in programmi di formazione professionale su misura per le donne e le ragazze delle zone rurali, che consentano loro di generare un reddito sostenibile e provvedere al sostentamento delle loro famiglie; sottolinea, inoltre, che le donne possono contribuire a colmare il divario digitale e realizzare il loro immenso potenziale in quanto innovatrici, imprenditrici e leader di comunità, aprendo la strada a società più inclusive, dinamiche e resilienti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>sottolinea che quando si sostiene un'impresa rurale a guida femminile con capitale di rischio allo scopo di garantire la piena inclusione e responsabilizzazione delle donne in tutta la loro diversità, si invia un forte segnale di fiducia, rafforzando la fiducia in sé stessa dell'imprenditrice e dandole maggiore visibilità nell'ecosistema imprenditoriale; osserva altresì il potenziale degli investitori informali (<STRING ITALIC="on">business angel</STRING>), che possono intervenire anche in una fase precedente, offrendo finanziamenti di avviamento per aiutare le imprenditrici a compiere i primi passi; osserva che gli investitori informali sono disposti a scommettere su idee nuove o non ancora collaudate, soprattutto quando scorgono potenzialità nella visione e nella dedizione del fondatore; sottolinea come questo tipo di sostegno sia essenziale nelle zone rurali, dove le imprese potrebbero non soddisfare i criteri di finanziamento tradizionali; ricorda che il capitale di rischio su larga scala è incentrato sulle zone urbane e che i rispettivi investitori spesso sono stabiliti nelle città, mentre gli investitori informali sono più coinvolti a livello locale, con un interesse personale nel sostenere le comunità rurali e nell'emancipare le donne quale forza di rinnovamento economico locale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>chiede misure mirate per migliorare l'accesso delle donne ai terreni, ai finanziamenti, all'istruzione e alla formazione, tra cui opzioni flessibili, in particolare per le aspiranti agricoltrici e imprenditrici; sottolinea la necessità di affrontare gli ostacoli strutturali e istituzionali, tra cui le difficoltà per le aziende agricole nell'ottenere lo status giuridico, le norme fiscali e previdenziali che penalizzano le donne nelle coppie di agricoltori e gli ostacoli amministrativi nella proprietà delle aziende agricole a svantaggio delle donne; sottolinea che le donne che desiderano intraprendere un'attività imprenditoriale dovrebbero essere incoraggiate a compiere questo passo, dal momento che la conduzione di un'impresa può creare posti di lavoro e reddito e, quindi, valore aggiunto per la società; invita le cooperative agricole e le organizzazioni di produttori finanziate nell'ambito della PAC a introdurre progressivamente parametri di riferimento per la rappresentanza di genere nei loro organi direttivi, garantendo alle donne parità di accesso alle strutture decisionali; sottolinea che tale partecipazione migliorerà la competitività delle imprese rurali sfruttando il potenziale innovativo e le capacità gestionali delle donne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>sottolinea che i programmi a sostegno dell'accesso femminile all'imprenditorialità e al lavoro autonomo nelle zone rurali dovrebbero essere specificamente mirati alle donne in situazioni precarie, come le lavoratrici migranti, in particolare le lavoratrici agricole migranti, le donne con disabilità, le donne con una lunga storia di disoccupazione e le donne in età avanzata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere l'imprenditoria femminile, comprese reti specifiche per il trasferimento della proprietà di imprese e il tutoraggio a elaborare programmi di finanziamento o misure di sostegno, compreso un servizio di orientamento unico, in modo tale che le piccole imprese e le parti interessate possano accedervi e che gli oneri amministrativi continuino a essere proporzionati alle dimensioni dell'azienda, dato che le imprese e le aziende agricole gestite da donne sono in media più piccole di quelle gestite da uomini; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che anche le persone fisiche e le organizzazioni più piccole possano avere un quadro delle opportunità di finanziamento disponibili, fare domanda e ricevere assistenza in tal senso; invita la Commissione a proporre misure specifiche a sostegno delle giovani agricoltrici e imprenditrici nel settore agroalimentare, fra cui incentivi finanziari, e iniziative per far fronte agli ostacoli nell'accesso ai terreni e nella successione agraria; pone l'accento sul fatto che il ricambio generazionale è fondamentale per mantenere e sviluppare l'attività agricola, a garanzia sia della sicurezza alimentare che della dinamicità della comunità rurali; invita la Commissione a proporre, in particolare, misure specifiche destinate alle giovani agricoltrici nell'ambito della PAC;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>incoraggia gli Stati membri e le amministrazioni regionali e locali a utilizzare i fondi strutturali e d'investimento dell'UE per sostenere e promuovere le imprenditrici e le lavoratrici autonome; sottolinea la necessità di campagne di sensibilizzazione e d'informazione sulle possibilità di finanziamento dell'UE attuali e future per le imprenditrici delle aree rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>chiede l'introduzione di una "corsia preferenziale" per l'accesso ai finanziamenti e agli appalti pubblici per le microimprese e le piccole imprese guidate da donne nelle zone rurali; sottolinea che tale meccanismo dovrebbe includere una riduzione degli oneri amministrativi e la semplificazione delle procedure, nonché l'introduzione di anticipi per le start-up che consentano l'avvio di attività imprenditoriali; sottolinea l'importante ruolo del microcredito nel migliorare l'inclusione finanziaria delle donne sfruttando al meglio le opportunità di mercato e sociali per accedere ai mercati finanziari; accoglie con favore i fondi pubblici e privati che mettono in atto politiche a favore della parità di genere, della diversità e dell'inclusione; loda gli esempi in cui i fondi privati si sono impegnati a misurare e monitorare la rappresentanza di genere e a riferire annualmente e pubblicamente in merito alle loro conclusioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>invita la Commissione a stanziare finanziamenti adeguati nell'ambito dei pertinenti programmi per sostenere le imprese guidate da donne nelle zone rurali e remote, in particolare nei settori innovativi e nel settore del turismo, se possibile, attraverso misure appropriate nell'ambito dei pertinenti programmi; invita la Commissione e gli Stati membri ad affrontare la questione della sottorappresentanza sproporzionata delle persone con disabilità, in particolare delle donne, nel mercato del lavoro, introducendo misure specifiche, tra cui adeguati incentivi e misure di sostegno per i datori di lavoro e le imprese che assumono persone con disabilità, tenendo conto delle capacità delle microimprese e delle piccole imprese; sottolinea la necessità di promuovere l'occupazione delle donne con disabilità anche all'interno delle PMI e attraverso il lavoro autonomo, ricorrendo a incentivi mirati nonché obiettivi occupazionali per le persone con disabilità e percorsi di formazione adeguati alle esigenze delle persone con disabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che l'imprenditorialità femminile nelle aree rurali e insulari e nelle regioni ultraperiferiche sia adeguatamente sostenuta nell'ambito del quadro finanziario pluriennale (QFP) post 2027, compresi i finanziamenti attraverso programmi pertinenti quali la PAC, incluso il POSEI, Orizzonte Europa il programma LEADER ed Europa digitale; sottolinea l'importanza di agevolare l'accesso ai finanziamenti dell'UE per le imprese rurali, le cooperative e i progetti a livello di comunità guidati da donne; chiede, inoltre, l'integrazione della dimensione di genere in tutti i settori strategici e in tutti i bilanci, poiché ciò consentirebbe alle politiche dell'UE di rispondere realmente alle esigenze di tutte le donne, in particolare le imprenditrici; ribadisce la necessità di una strategia globale dell'UE per l'imprenditorialità femminile nelle aree rurali e insulari e nelle regioni ultraperiferiche e chiede che a tale strategia siano espressamente assegnate risorse finanziarie e meccanismi di finanziamento specifici; invita, inoltre, la Commissione a mantenere o aumentare l'accantonamento del bilancio destinato al programma LEADER; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare il programma LEADER riducendo il carico amministrativo per le amministrazioni locali e semplificando l'accesso, promuovendo la titolarità locale dei progetti di sviluppo di tipo partecipativo, incoraggiando la partecipazione delle donne ai gruppi di azione locali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>deplora l'accesso insufficiente ai servizi per l'infanzia e di assistenza per le imprenditrici nelle zone rurali; incoraggia gli investimenti nelle infrastrutture di assistenza e la promozione di politiche favorevoli alla famiglia per le famiglie in tutta la loro diversità per sostenere l'equilibrio tra vita professionale e vita privata per le imprenditrici; incoraggia gli Stati membri e le regioni a sviluppare politiche specifiche per le regioni ultraperiferiche, conformemente all'articolo 349 TFUE, tenendo conto dell'isolamento, dell'invecchiamento della popolazione e della scarsità di servizi e garantendo misure che siano adeguate alla realtà delle donne in tali territori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>rileva l'importanza della semplificazione ai fini della competitività; invita la Commissione e gli Stati membri a semplificare gli obblighi amministrativi e di rendicontazione, compreso il ricorso a un servizio di orientamento unico, affinché le piccole imprese, le cooperative e le iniziative comunitarie guidate da donne possano accedere ai finanziamenti senza oneri sproporzionati, e a garantire un accesso mirato al sostegno finanziario mediante i programmi di finanziamento dell'UE volti a promuovere l'imprenditorialità femminile, comprese reti specifiche per la successione aziendale e il tutoraggio;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Integrazione della dimensione di genere</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>invita gli Stati membri a garantire un'istruzione completa e adeguata all'età, l'inclusione di competenze e materie digitali, compresi i sistemi che servono le zone rurali e remote, e a offrire un solido accesso alle competenze digitali e alle materie STEAM, in modo attento alla dimensione di genere per combattere gli stereotipi e consentire alle ragazze di realizzare il loro pieno potenziale; invita la Commissione a garantire un'istruzione completa e adeguata all'età per ragazzi e ragazze in materia di sessualità e relazioni che metta in discussione gli stereotipi di genere e insegni il consenso e i diritti, garantendo un'istruzione inclusiva basata sul rispetto reciproco e sulla non discriminazione, promuovendo nel contempo la piena emancipazione delle giovani donne affinché partecipino in condizioni di parità alla società e al mercato del lavoro, in quanto l'emancipazione economica è fondamentale per promuovere un'economia più competitiva e resiliente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a garantire la raccolta, l'analisi e la diffusione sistematiche di dati statistici affidabili, aggiornati e disaggregati per genere, età, territorio e settore, quale fondamento per la definizione di politiche pubbliche basate su dati concreti, in stretta collaborazione con Eurostat, gli istituti nazionali di statistica e gli osservatori regionali; riconosce l'importanza delle valutazioni d'impatto dell'elaborazione di tali proposte nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi di integrazione della dimensione di genere nelle zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>sottolinea il potenziale di trasformazione dell'intelligenza artificiale, delle piattaforme online e degli strumenti di lavoro a distanza nel facilitare la partecipazione economica delle donne nei contesti rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>esorta gli Stati membri a fornire formazione, servizi di emergenza e infrastrutture sensibili alla dimensione di genere per attenuare l'impatto delle crisi sulle comunità rurali, remote e ultraperiferiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>invita la Commissione a garantire che, nell'ambito della sua risposta alle crisi, i kit di igiene mestruale siano inclusi tra le componenti di base di tutte le sue misure di risposta alle emergenze;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>ricorda che, nella sua relazione speciale n. 10/21 sull'integrazione della dimensione di genere nel bilancio dell'UE, la Corte dei conti europea ha riscontrato che la Commissione non ha applicato adeguatamente l'integrazione della dimensione di genere e ha fatto un uso insufficiente di dati e indicatori disaggregati per sesso; sottolinea in particolare che la Corte dei conti europea deplora il fatto che il sistema dei pagamenti diretti della PAC non lasci "spazio ad azioni positive nei confronti delle donne" e rileva "la chiara necessità di un'analisi di genere del sostegno al reddito erogato agli agricoltori attraverso i pagamenti diretti, compresa la distribuzione del reddito e il suo rapporto con la proprietà fondiaria, i terreni ammissibili e i beneficiari dei pagamenti"; osserva che, poiché le aziende agricole delle donne sono in media più piccole di quelle degli uomini, un sistema di pagamenti diretti basato sulla superficie svantaggia inevitabilmente le agricoltrici; esprime profonda preoccupazione per il fatto che non siano stati introdotti miglioramenti a tal proposito, né nell'attuale PAC né nel progetto pubblicato il 16 luglio 2025;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere campagne di sensibilizzazione e programmi di sviluppo delle capacità in materia di diritti sociali e del lavoro delle donne, in particolare nelle zone rurali e remote, anche per quanto riguarda i diritti alla protezione sociale, alla maternità, alla salute e alla sicurezza sul lavoro, al fine di rafforzare la loro piena e consapevole partecipazione alla vita economica e sociale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Cultura e artigianato tradizionali </STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>plaude alle comunità che preservano il patrimonio e le tradizioni locali e che promuovono e abbracciano iniziative volte a valorizzare l'agricoltura locale a guida femminile nonché la conservazione e la promozione delle opere artigianali tradizionali, spesso realizzate e mantenute da associazioni femminili locali, tra cui organizzazioni di donne delle zone rurali, gruppi culturali, monumenti e musei; riconosce che queste attività contribuiscono in modo essenziale alla diversificazione economica, alla conservazione del patrimonio culturale e immateriale, al rafforzamento del turismo sostenibile e alla promozione del riconoscimento culturale all'interno della comunità locale, una dimensione spesso invisibile e sottovalutata delle economie rurali; sottolinea inoltre che il coinvolgimento attivo delle donne in tali attività rafforza la coesione sociale, l'identità territoriale e l'attrattiva delle zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>evidenzia il ruolo delle associazioni organizzate di agricoltrici e donne nelle zone rurali in quanto spina dorsale dello sviluppo imprenditoriale, sociale e culturale nelle zone rurali; chiede che tali organizzazioni siano strutturalmente rafforzate e coinvolte nell'attuazione delle misure in materia di parità di genere, in particolare nell'erogazione di programmi di formazione e tutoraggio, assistenza sanitaria e consulenza per le start-up;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>evidenzia l'enorme potenziale dell'artigianato tradizionale e delle economie circolari locali, in particolare per le donne in situazioni precarie, tra cui le donne anziane, le donne con disabilità, le donne migranti e le donne che vivono in povertà; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere l'imprenditorialità intergenerazionale e multiculturale e le catene del valore basate sull'artigianato attraverso azioni di formazione, finanziamento e visibilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>sottolinea che molte imprese guidate da donne nelle zone rurali operano su piccola scala e sono spesso basate su molteplici attività e sul carattere multifunzionale dell'agricoltura, ad esempio combinando l'attività agricola con il turismo, l'artigianato o i servizi sociali; chiede programmi di sostegno che tengano esplicitamente conto di tali combinazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>sottolinea come le donne, mediante il loro coinvolgimento nella realizzazione artigianale di abiti tradizionali, ricami e tessuti, e la loro conoscenza di materiali e modelli locali tramandata di generazione in generazione contribuiscano a mantenere vivo il patrimonio culturale, aggiungendo al contempo creatività e innovazione; riconosce che il contributo delle donne, oltre a sostenere le tecniche tradizionali, ispira anche le nuove generazioni a valorizzare l'autenticità, la qualità e l'identità nella moda femminile in tutta la sua diversità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>incoraggia la promozione di programmi di apprendimento permanente rivolti alle donne nelle zone rurali, che garantiscano opportunità continue di aggiornamento delle conoscenze e di acquisizione di nuove competenze; sottolinea l'importanza di riconoscere formalmente l'apprendimento precedente al fine di valorizzare l'esperienza acquisita al di fuori dei contesti educativi formali e di facilitare l'integrazione o il reinserimento nel mercato del lavoro; raccomanda inoltre l'attuazione di iniziative specifiche per l'inclusione digitale delle donne anziane nelle zone rurali e remote e nelle regioni ultraperiferiche al fine di ridurre il divario digitale tra territori e generazioni, rafforzando al contempo l'autonomia di tali donne, la loro partecipazione sociale e la loro piena inclusione nella transizione digitale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>osserva che gli sforzi di base non solo preservano pratiche agricole e artigianali tradizionali, ma costituiscono anche espressioni vivaci del patrimonio culturale, spesso rendendo omaggio ai contributi di donne e ragazze alla comunità e all'umanità in generale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>pone in risalto l'importanza di promuovere opportunità di apprendimento permanente nelle zone rurali, al fine di sostenere un buon livello di salute mentale tra le donne anziane che risiedono in tali zone;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>chiede di dare maggiore visibilità agli esempi che evidenziano il talento e la dedizione delle donne artigiane e agricoltrici, in quanto tali comunità creano attrazioni uniche che richiamano i turisti, generando in tal modo opportunità economiche sostenibili ed esempi tangibili del patrimonio rurale e culturale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>chiede un maggiore sostegno al mantenimento di tradizioni artigianali secolari come la tessitura, il ricamo, la ceramica, la produzione alimentare artigianale e la trasformazione alimentare presso le aziende agricole, come pure le catene del valore locali e l'attività agrituristica, come promosso da numerose associazioni rurali guidate da donne; riconosce l'importante ruolo delle organizzazioni di donne delle zone rurali nella conservazione del patrimonio culturale e nella promozione della coesione sociale, rilevando il successo di esempi irlandesi come l'Irish Countrywomen's Association e i luoghi di ritrovo femminili locali nel sostenere le competenze, l'impegno della comunità e le opportunità economiche per le donne delle zone rurali; invita la Commissione a sostenere e a riconoscere tali iniziative in tutta l'UE quale mezzo per rafforzare le economie rurali, mantenere l'artigianato tradizionale ed emancipare le donne delle zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>sostiene la creazione di un sottoprogramma tematico specifico per le donne delle zone rurali nel quadro dei piani strategici della PAC, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, che promuove l'occupazione e l'imprenditorialità femminili attraverso opportunità legate all'agriturismo, lo sviluppo di "villaggi digitali" e la promozione dell'agricoltura sostenibile, migliorando l'accesso delle agricoltrici ai terreni, al credito, agli strumenti finanziari, allo sviluppo delle competenze e alle prestazioni professionali attraverso programmi di formazione e servizi di consulenza, nonché rafforzando la partecipazione delle donne ai gruppi di azione locale e ai partenariati territoriali sviluppati nell'ambito del programma LEADER;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>chiede l'integrazione delle industrie tessili e artigianali guidate da donne delle zone rurali nei piani di sviluppo economico regionali e degli Stati membri, sottolineando il ruolo dei partenariati del settore privato per ampliare l'accesso al mercato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>invita la Commissione a sensibilizzare le regioni insulari, remote e ultraperiferiche in merito agli strumenti finanziari e di altro tipo disponibili a livello dell'UE che promuovono l'imprenditorialità, incoraggiando le donne di tali zone ad avviare progetti imprenditoriali e promuovendo opportunità di lavoro autonomo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>incoraggia la promozione di etichette volontarie per i produttori su piccola scala nelle piccole regioni insulari periferiche per mettere in risalto i prodotti che sono stati creati, trasformati o commercializzati in ampia misura da donne; propone di sviluppare tali etichette, in particolare nel contesto delle iniziative di trasformazione gestite dalle comunità, per rafforzare le imprese femminili nella creazione di valore e nella commercializzazione a livello locale; raccomanda di collegare tali etichette ai marchi e alle iniziative regionali esistenti per facilitarne l'attuazione e l'accettazione;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Agricoltura, pesca e filiera agroalimentare</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>plaude alla resilienza delle donne nell'agricoltura e nella pesca e al loro ruolo nel contribuire ad alimentare la nostra società, far crescere le economie locali e costruire comunità forti in tutta l'UE, in particolare nelle zone rurali e insulari e nelle regioni ultraperiferiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>sottolinea la necessità di promuovere sistematicamente la visibilità, il riconoscimento e l'apprezzamento del contributo delle donne all'agricoltura e allo sviluppo rurale, anche nelle aziende agricole a conduzione familiare; invita gli Stati membri a rimuovere gli ostacoli pratici alla proprietà e alla successione dei terreni da parte delle donne al fine di garantire la parità di genere nell'accesso ai terreni, al credito, ai fondi della PAC e della politica di coesione, ai servizi di consulenza, al sostegno all'innovazione e ai diritti di successione; evidenzia che la PAC deve essere maggiormente allineata ai principi dell'integrazione della dimensione di genere e della parità di genere; sottolinea l'importanza di garantire che le misure di sostegno della PAC offrano un sostegno mirato e attento alla dimensione di genere alle agricoltrici, tra cui servizi di consulenza aziendale e orientamenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, congedo di maternità e per prestatori di assistenza, salute mentale e accesso ai servizi sanitari; invita le organizzazioni rappresentative a promuovere e valorizzare il coinvolgimento di rappresentanti e portavoce femminili che riflettano accuratamente la presenza delle donne nell'agricoltura e nelle zone rurali; chiede che si tenga conto del lavoro agricolo svolto dalle donne, in particolare del lavoro svolto per assistere coniugi e partner, per garantire un maggiore apprezzamento del loro lavoro e dei loro diritti; pone l'accento sul fatto che, sebbene molte donne lavorino per anni, questa preziosa esperienza non culmina in ruoli dirigenziali o decisionali di spicco;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>sottolinea che le posizioni dirigenziali nelle aziende agricole continuano a essere occupate prevalentemente da uomini, il che evidenzia la marcata sottorappresentanza delle donne nei ruoli di leadership all'interno del settore agricolo; ritiene che tale situazione metta in luce l'urgente necessità di politiche pubbliche e strumenti specifici che promuovano l'accesso delle donne a posizioni dirigenziali e decisionali, garantendo pari opportunità, il riconoscimento delle competenze delle donne e incoraggiando il ricambio generazionale; sottolinea che le donne nelle zone rurali, comprese le donne con disabilità, svolgono un ruolo fondamentale nel sostenere le comunità locali attraverso attività sia economiche che sociali, eppure rimangono sottorappresentate nelle strutture decisionali; raccomanda che i programmi di sostegno all'agricoltura e allo sviluppo rurale includano obiettivi chiari per una partecipazione equilibrata di uomini e donne ai ruoli dirigenziali nelle aziende agricole e all'interno delle organizzazioni del settore primario;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>sottolinea che molti coniugi che lavorano nelle aziende agricole non sono adeguatamente tutelati in caso di divorzio, separazione o decesso del coniuge; chiede alla Commissione e agli Stati membri di collaborare con i gruppi di interesse agricoli per sviluppare modelli che tengano maggiormente conto della sicurezza sociale, della co-imprenditorialità e dei diritti di successione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>chiede agli Stati membri di raccogliere dati disaggregati per genere sulla proprietà fondiaria, sulla leadership agricola e sui contributi informali delle donne, in modo da emancipare le donne e promuovere l'elaborazione di decisioni strategiche consapevoli, che riflettano la forza e il talento delle donne; accoglie con favore l'intenzione della Commissione di istituire un osservatorio dell'UE sui terreni agricoli; accoglie con favore la proposta del commissario Hansen e la sua visione per l'agricoltura e l'alimentazione, allo scopo di creare un osservatorio europeo dei terreni agricoli, e sottolinea la necessità che tale osservatorio raccolga dati disaggregati per genere; invita la Commissione a valutare le lacune politiche che costituiscono ostacoli per le donne quando si tratta di acquisire o ereditare terreni e a formulare raccomandazioni politiche per contrastare tale situazione; invita la Commissione a proporre, in particolare, misure specifiche destinate alle giovani agricoltrici nell'ambito della PAC;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>invita la Commissione a proporre misure specifiche a sostegno delle giovani agricoltrici e imprenditrici nel settore agroalimentare, fra cui incentivi finanziari, e iniziative per far fronte agli ostacoli strutturali e culturali nell'accesso ai terreni e nella successione agraria; pone l'accento sul fatto che il ricambio generazionale è fondamentale per mantenere e sviluppare l'attività agricola, a garanzia sia della sicurezza alimentare che della dinamicità della comunità rurali; chiede un aumento della quota di bilancio a titolo della PAC destinata a misure specifiche di sostegno alle agricoltrici, al fine di promuovere la parità di genere nelle zone rurali e migliorare l'inclusione socioeconomica delle donne nell'agricoltura; invita in particolare la Commissione a proporre misure specifiche nell'ambito della PAC per le giovani agricoltrici, dato che attualmente è impossibile dare priorità alle donne nell'ambito del regime per i giovani agricoltori del Fondo europeo agricolo di garanzia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>sostiene, in particolare, l'inclusione di misure specifiche per le giovani agricoltrici nel futuro bilancio della PAC, segnatamente nelle regioni ultraperiferiche, per migliorare l'accesso al credito, ai terreni e all'innovazione, in modo da garantire il ricambio generazionale in zone particolarmente vulnerabili all'abbandono dell'attività agricola;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>invita gli Stati membri e gli enti locali e regionali a informare, formare e sostenere specificamente le donne nelle zone rurali perché possano partecipare ai consessi decisionali nei propri territori, ad esempio nei consigli comunali e scolastici, nei consigli di amministrazione delle cooperative e nei consigli sindacali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>sollecita criteri di selezione attenti alla dimensione di genere e misure specifiche nell'ambito di entrambi i pilastri della PAC per sostenere le agricoltrici e le imprese rurali guidate da donne, con servizi di sensibilizzazione e consulenza circoscritti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>invita la Commissione, gli Stati membri e gli enti locali e regionali ad assicurare una maggiore inclusione sociale ed economica all'interno delle zone rurali, garantendo pari opportunità e la partecipazione attiva delle donne e dei gruppi più vulnerabili; sottolinea l'importanza e chiede agli Stati membri di garantire che i fondi dell'UE siano utilizzati per sviluppare territori resilienti, sostenibili e ben collegati in grado di garantire l'accesso universale a beni e servizi pubblici e privati sicuri, accessibili e di alta qualità, tra cui istruzione, assistenza sanitaria, mobilità, infrastrutture digitali e servizi sociali, al fine di rafforzare lo sviluppo economico locale e la coesione regionale, l'attrattiva delle zone rurali e il loro contributo al benessere della società in generale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>sottolinea che una buona connettività nelle zone rurali è essenziale non solo per lo sviluppo economico, ma anche per la sicurezza e la salute, osservando che reti di comunicazione affidabili possono intervenire in situazioni di violenza di genere, garantire un accesso tempestivo alle cure mediche in caso di emergenza e migliorare la sicurezza e il benessere generale; invita gli Stati membri a dare priorità agli investimenti nella connettività digitale e dei trasporti nel quadro degli sforzi volti a creare comunità rurali inclusive e sicure;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>ribadisce la necessità di rafforzare l'attrattiva, in particolare per le donne, delle professioni legate all'agricoltura, all'allevamento, alla pesca, al settore marittimo e all'ambiente nelle regioni ultraperiferiche, dato il loro ruolo organizzativo a livello economico, sociale e ambientale, con un sostegno costante rivolto alle generazioni più giovani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>sottolinea che la progettazione della maggior parte delle attrezzature, degli strumenti e dei materiali utilizzati in agricoltura si basa su caratteristiche maschili medie, il che limita la possibilità delle donne di utilizzarli in modo sicuro ed efficiente; esprime rammarico per il fatto che tale mancanza di una progettazione sensibile alla dimensione di genere contribuisca alle eccessive richieste fisiche rivolte alle donne e le scoraggi dall'intraprendere l'attività agricola; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere lo sviluppo e la distribuzione di attrezzature e materiali ergonomici adeguati alle esigenze delle donne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>sottolinea la necessità di rendere la professione agricola più attraente, in particolare per le giovani generazioni e per le donne; reputa essenziale eliminare la stigmatizzazione dell'agricoltura come professione, riconoscendo che l'agricoltura moderna significa anche imprenditorialità, innovazione e valore aggiunto; invita la Commissione e gli Stati membri a includere nelle loro strategie e iniziative misure volte a promuovere l'agricoltura come una carriera redditizia con buone prospettive, che concilia dimensioni tradizionali e imprenditoriali;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Parità di accesso alle infrastrutture, ai servizi e alla protezione sociale</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>sottolinea che un accesso equo a infrastrutture e servizi di alta qualità, quali Internet ad alta velocità, trasporti affidabili e sostenibili, servizi idrici, servizi di assistenza all'infanzia e di istruzione, servizi di assistenza agli anziani e alle persone con disabilità, accesso tempestivo a servizi medici e sociali essenziali e altri servizi di base come i servizi postali e bancari, è fondamentale per consentire alle donne che vivono nelle zone insulari e rurali e nelle zone remote e ultraperiferiche di partecipare alla vita economica, educativa e civica; riconosce l'importanza di garantire la presenza di scuole nelle zone rurali;  invita gli Stati membri a consultare la popolazione locale in merito all'eventuale chiusura delle scuole pubbliche e a proporre valide alternative in tali casi; sollecita l'adozione di politiche di mobilità rurale sensibili alla dimensione di genere, tra cui trasporti pubblici sicuri, affidabili e a prezzi accessibili, servizi di trasporto a richiesta, fermate e tratte sicure e misure per prevenire e affrontare le molestie; invita la Commissione a sviluppare politiche e strumenti che consentano la connettività di queste regioni, in particolare, nel caso delle regioni ultraperiferiche, attraverso un programma di finanziamento POSEI-Trasporti, al fine di garantire il diritto di rimanere, creando le condizioni affinché tutti, e in particolare le donne, possano restare in queste regioni e creare ed espandere opportunità nell'istruzione, nell'occupazione e nell'imprenditorialità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>riconosce l'importanza di un'equa condivisione delle responsabilità domestiche e assistenziali tra donne e uomini al fine di conseguire l'equilibrio tra vita lavorativa e vita privata necessario affinché le donne possano intraprendere attività imprenditoriali e di lavoro autonomo; invita gli Stati membri e gli enti locali e regionali a investire nelle imprese sociali, nelle cooperative e nei modelli imprenditoriali legati all'assistenza che emancipano le donne nelle zone rurali, rispondendo nel contempo alle esigenze locali, nonché a garantire adeguata assistenza all'infanzia, assistenza agli anziani e benessere delle comunità; invita gli Stati membri ad attuare gli obiettivi di Barcellona, garantendo che tali esigenze siano soddisfatte con investimenti in servizi di assistenza di alta qualità accessibili e a prezzi abbordabili; accoglie con favore le azioni già adottate in materia da alcuni Stati membri; esorta gli Stati membri a recepire e attuare integralmente la direttiva sull'equilibrio tra attività professionale e vita familiare e invita la Commissione svolgere un'efficace monitoraggio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>sottolinea come l'imprenditorialità femminile nelle regioni montane e spopolate d'Europa apporti vitalità alle comunità di alta quota, contribuendo a mantenere vivaci i villaggi di montagna, a proteggere gli ecosistemi fragili e a garantire che la vita nelle zone ad alta quota rimanga ricca di opportunità e orgoglio, con un buon accesso alle risorse e ai servizi specifici per le donne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>osserva che le economie stagionali, che comprendono attività quali la raccolta e il turismo, e lo spopolamento aumentano ulteriormente l'isolamento e la vulnerabilità delle donne e delle ragazze; sottolinea come un'azione volta ad affrontare tali ostacoli attraverso una migliore connettività, finanziamenti mirati e reti di sostegno locali sia essenziale per sfruttare appieno il potenziale delle imprenditrici nelle zone montane;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>osserva che l'inadeguatezza dei servizi di sostituzione nelle aziende agricole in molti Stati membri colpisce soprattutto le agricoltrici; invita gli Stati membri a rafforzare tali servizi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a esaminare nuove concezioni di edilizia abitativa intergenerazionale per le zone rurali che combinino alloggio, assistenza e vita comunitaria per le giovani famiglie e per gli anziani e forniscano nuovi impulsi per lo sviluppo rurale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>sottolinea che l'accesso limitato all'assistenza sanitaria, compresi l'accesso ai diritti e ai servizi in materia di salute sessuale e riproduttiva e i servizi di salute mentale, colpisce in modo sproporzionato le donne che vivono nelle zone rurali e insulari e nelle regioni ultraperiferiche, aggravando le disuguaglianze esistenti e compromettendo il pieno esercizio dei loro diritti fondamentali; sottolinea che la scarsità di infrastrutture mediche, la mancanza di operatori sanitari e le barriere geografiche e di trasporto rappresentano ulteriori ostacoli alla fornitura tempestiva di servizi di assistenza adeguati; invita gli Stati membri a garantire l'equità, l'accessibilità economica e la continuità dei servizi sanitari essenziali in tali territori nonché la possibilità di accedervi tempestivamente, promuovendo soluzioni innovative come ambulatori mobili, unità locali, telemedicina, rafforzando le cliniche di assistenza primaria e, ove opportuno, disposizioni di cura transfrontaliere e programmi di prevenzione mirati, al fine di garantire un accesso equo all'assistenza sanitaria e la coesione sociale e territoriale; sottolinea inoltre l'importanza di garantire la disponibilità di un adeguato sostegno e di adeguati servizi per la salute mentale adatti alle esigenze specifiche delle donne in queste regioni, per poter affrontare l'accresciuto rischio di isolamento, stress e burnout;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>riconosce che le donne con disabilità sono sottorappresentate nell'imprenditoria nelle zone rurali e insulari e nelle regioni ultraperiferiche; invita gli Stati membri a garantire che l'istruzione, l'occupazione, i servizi di sostegno alle imprese rurali, i programmi di formazione e gli eventi di networking siano accessibili alle donne con vari tipi di disabilità; sottolinea che l'imprenditorialità digitale e le opportunità di lavoro a distanza possono essere particolarmente preziose per le donne con mobilità ridotta che vivono in zone geograficamente isolate; incoraggia la condivisione di migliori pratiche tra regioni sulle modalità per adattare il sostegno all'imprenditorialità per le donne con disabilità; osserva che i miglioramenti dell'accessibilità negli ambienti imprenditoriali rurali vanno a beneficio non solo degli imprenditori con disabilità, ma anche degli imprenditori che invecchiano e della comunità in generale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>sottolinea le particolari sfide economiche cui fanno fronte le regioni frontaliere orientali, tra cui le limitate opportunità di lavoro e le disuguaglianze salariali; richiama in particolare l'attenzione sull'elevato tasso di disoccupazione femminile e giovanile in tali regioni, che è nettamente superiore alla media dell'UE; invita la Commissione e gli Stati membri a sviluppare programmi mirati che sostengano l'imprenditorialità, facilitino l'accesso delle giovani agricoltrici ai terreni e ai finanziamenti e garantiscano l'uso efficace degli strumenti della PAC e della politica di coesione per rafforzare la resilienza e lo sviluppo di tali regioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>sottolinea che le donne continuano a svolgere prevalentemente ruoli di assistenza, che si tratti di prendersi cura di un parente malato, di un bambino o di una persona anziana, circostanza che troppo spesso le porta a interrompere o abbandonare la loro carriera professionale; evidenzia la necessità di sviluppare e rendere accessibili servizi di alta qualità e a prezzi contenuti, in particolare l'assistenza all'infanzia, per facilitare la conciliazione della vita privata e professionale, compresa la prosecuzione di progetti imprenditoriali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>74.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a istituire uno "sportello unico" integrato nell'ambito della PAC, con una sezione dedicata alle donne nelle zone rurali, rendendolo accessibile online; sottolinea che tale strumento dovrebbe includere una mappa interattiva degli strumenti finanziari disponibili, modelli applicativi standardizzati e servizi di consulenza per la preparazione di piani aziendali e progetti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>75.</NO.P>ritiene che la politica di coesione dovrebbe emancipare maggiormente le donne che vivono nelle regioni ultraperiferiche dell'UE e dovrebbe promuovere la parità di genere nonché l'efficace attuazione della strategia dell'UE sulla parità di genere nelle regioni ultraperiferiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>76.</NO.P>sottolinea che nelle piccole isole l'imprenditoria femminile apporta un contributo decisivo alla coesione sociale, alla sostenibilità, al rafforzamento dell'identità locale e allo sviluppo sostenibile; ricorda che i vincoli spaziali cui è soggetto il mercato nelle isole e nelle zone remote limitano lo sviluppo dell'agricoltura e, implicitamente, delle iniziative imprenditoriali femminili in questo settore e rappresentano una sfida per l'imprenditorialità; invita, in tale contesto, i responsabili politici dell'UE e le autorità nazionali a prestare attenzione a questo aspetto, in modo da garantire condizioni di parità per le imprenditrici nelle isole e nei territori rurali remoti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>77.</NO.P>invita gli Stati membri a garantire un accesso effettivo alla protezione sociale per le lavoratrici autonome e i coniugi e i partner coadiuvanti nelle microimprese agricole e artigianali, comprese pensioni adeguate e congedi per motivi familiari, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Violenza</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>78.</NO.P>condanna ogni forma di violenza di genere in quanto violazione dei diritti fondamentali delle donne e ostacolo all'autonomia e all'emancipazione economica delle donne, anche attraverso l'imprenditorialità; invita gli Stati membri a dare priorità al sostegno mirato, alle misure di protezione e alle risorse accessibili per le donne delle zone rurali vittime di violenza, garantendo loro sicurezza, dignità e accesso alla giustizia, anche per le donne che sono impegnate nella ripresa postbellica e che prendono parte agli sforzi di costruzione della pace; sottolinea che la natura e le condizioni del lavoro femminile nelle zone rurali e insulari, insieme all'isolamento fisico, ne accrescono la vulnerabilità alla violenza di genere; chiede una prevenzione globale che includa la sensibilizzazione in materia di violenza domestica, economica, sessuale e psicologica e a garantire l'accesso a servizi quali linee telefoniche di assistenza, servizi di sostegno e case rifugio, nonché misure efficaci per porre fine all'impunità; sottolinea la necessità di campagne mirate nelle zone rurali per sensibilizzare e contrastare la violenza di genere, in particolare nelle comunità in cui i ruoli di genere tradizionali e le dipendenze economiche o familiari spesso impediscono alle donne di cercare aiuto o di abbandonare situazioni di abuso; ribadisce l'invito all'UE e a tutti gli Stati membri a ratificare, attuare e finanziare adeguatamente la convenzione di Istanbul e a garantire un accesso paritario ai servizi per le donne nelle zone rurali e insulari e nelle regioni ultraperiferiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>79.</NO.P>sottolinea l'importanza dell'accesso a servizi confidenziali nelle comunità rurali e delle case rifugio per le donne e i minori in situazioni di violenza domestica; ricorda lo standard previsto dalla convenzione di Istanbul in relazione alle case rifugio per le donne, pari a una casa famiglia ogni 10 000 abitanti; deplora il fatto che nelle zone rurali l'accesso a tali case rifugio sia limitato; invita gli Stati membri e le amministrazioni locali e regionali a fornire risorse e aiuti finanziari sufficienti alle organizzazioni femminili specializzate ai fini della creazione e della gestione di tali case rifugio e della continuità dei servizi nelle zone interessate; esorta gli Stati membri e gli enti locali a promuovere attivamente una cultura del rispetto, della dignità e della comprensione reciproca, con particolare attenzione all'emancipazione delle comunità rurali e vulnerabili costituite da donne e ragazze; sottolinea che il dialogo aperto, le testimonianze incentrate sui sopravvissuti, la responsabilità collettiva per la prevenzione della violenza e le iniziative educative positive possono ispirare empatia e favorire un processo di guarigione collettiva;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>80.</NO.P>invita gli Stati membri a sostenere la realizzazione di monumenti o memoriali dedicati al dolore e alle sofferenze subiti storicamente dalle donne durante i conflitti postbellici, compresi i crimini commessi in aree geograficamente vulnerabili, come le zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>81.</NO.P>sollecita l'introduzione di misure a sostegno dell'indipendenza economica delle sopravvissute, tra cui formazione mirata, inserimento lavorativo, sovvenzioni all'imprenditorialità e microcrediti, in modo che possano inserirsi o reinserirsi in sicurezza nel mercato del lavoro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>82.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che l'attuazione della direttiva (UE) 2024/1385 sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva (UE) 2024/1385 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica (GU L, 2024/1385, 24.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1385/oj).</FIELD></FOOTNOTE> risponda appieno alle esigenze specifiche delle vittime nelle zone rurali e insulari; sottolinea l'importanza di includere considerazioni sulle zone rurali nei piani nazionali di recepimento; esorta gli Stati membri a utilizzare gli strumenti di finanziamento dell'UE, compresi i fondi per la politica di coesione e lo sviluppo rurale, per sostenere gli sforzi volti a contrastare la violenza di genere, tra cui lo sviluppo di strategie mirate al fine di garantire che le vittime in tali aree abbiano un accesso equo alla giustizia, alla tutela e al sostegno, anche attraverso unità mobili di sostegno alle vittime, linee telefoniche di assistenza per le zone rurali, servizi di prossimità e campagne di sensibilizzazione specifiche per la popolazione rurale; sottolinea la necessità di colmare il divario digitale e di migliorare le infrastrutture per facilitare le denunce e l'accesso ai servizi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>83.</NO.P>sottolinea che l'assenza di status o lo status inferiore delle donne che lavorano nell'azienda agricola del coniuge/partner contribuiscono alla loro dipendenza economica; osserva che i tassi inferiori di occupazione femminile, gli ostacoli all'eredità di terreni o all'acquisizione delle aziende agricole dei genitori, nonché l'accesso limitato al credito e ai finanziamenti, hanno un effetto analogo, aumentando il rischio di abusi domestici ed economici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>84.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che l'imprenditorialità femminile nelle zone rurali, montagnose, frontaliere e insulari e nelle regioni ultraperiferiche sia pienamente sostenuta nell'ambito del QFP post-2027; ribadisce la necessità di integrare la dimensione di genere in tutti i programmi del QFP; sottolinea la necessità di garantire che i programmi di finanziamento dell'Unione europea, come il FESR, il FES+, il Fondo per una transizione giusta, Interreg e in particolare la PAC, la politica di coesione, Orizzonte Europa e il programma Europa digitale, includano misure specifiche volte a promuovere la partecipazione attiva delle donne, sostenere la creazione e il consolidamento delle imprese rurali e favorire l'innovazione e la digitalizzazione; sottolinea inoltre l'importanza di agevolare l'accesso semplificato ed efficace delle donne ai fondi dell'UE destinati non solo alle imprese agricole, ma anche a cooperative, associazioni locali e progetti comunitari guidati da donne, al fine di rafforzare la coesione territoriale, la parità di genere e la sostenibilità economica delle comunità delle zone rurali e insulari e delle regioni ultraperiferiche; invita, a tal proposito, la Commissione e gli Stati membri a migliorare la visibilità e l'accessibilità delle opportunità di finanziamento specificamente dedicate alle donne nelle zone rurali, anche attraverso campagne di informazione e promozione mirate volte ad aumentare la consapevolezza e la diffusione; accoglie con favore il recente annuncio della BEI relativo all'estensione del suo quadro di obbligazioni a favore della sostenibilità (Sustainability Awareness Bond) per includere due nuovi obiettivi sociali, ossia la parità di genere e l'emancipazione economica delle donne, che rappresenta un passo avanti nell'integrazione della dimensione di genere nei finanziamenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>85.</NO.P>si oppone fermamente alla centralizzazione del finanziamento della politica di coesione, poiché il sostegno alle donne attraverso i fondi della politica di coesione dipenderebbe quindi dalla buona volontà e dall'assegnazione da parte dei governi nazionali anziché essere distribuito a livello regionale; invita, a tale proposito, la Commissione e gli Stati membri a rispettare i principi di governance multilivello e le soluzioni basate sul territorio, nonché il principio di partenariato a norma dei trattati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>86.</NO.P>sostiene la strategia della Commissione per l'Unione del risparmio e degli investimenti nonché la creazione e l'espansione di strumenti finanziari inclusivi, compreso un conto di risparmio-investimento con marchio UE per aumentare e facilitare l'accesso ai finanziamenti per le imprese dell'Unione; chiede un conto di risparmio-investimento su misura appositamente concepito per le donne che vivono in zone svantaggiate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>87.</NO.P>accoglie con favore qualsiasi esempio che celebri la dedizione delle donne agricoltrici e promuova la consapevolezza delle pratiche agricole sostenibili radicate nelle tradizioni europee;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>88.</NO.P>sottolinea che le politiche a favore dell'imprenditorialità femminile nelle zone rurali e insulari e nelle regioni ultraperiferiche devono adottare un approccio intersezionale, riconoscendo che le esperienze delle donne e il loro accesso alle opportunità sono influenzati da fattori multipli e intersezionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>89.</NO.P>sottolinea che le diverse iniziative e i diversi regimi di finanziamento dell'UE devono essere concepiti e attuati in un'ottica intersezionale, affrontando i molteplici e sovrapposti ostacoli cui le donne fanno fronte e garantendo che nessuna imprenditrice sia esclusa o lasciata senza un sostegno adeguato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>90.</NO.P>sottolinea l'importanza di mobilitare tutti gli attori del sistema finanziario per migliorare l'accesso delle donne ai finanziamenti e, a tal fine, incoraggia l'istituzione di una carta europea per la parità di accesso ai finanziamenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>91.</NO.P>ribadisce la necessità che l'UE adotti una strategia globale e integrata per l'imprenditorialità femminile nelle zone rurali e insulari e nelle regioni ultraperiferiche, definendo obiettivi chiari, traguardi misurabili e azioni coordinate tra i vari strumenti di finanziamento dell'UE; chiede che a tale strategia siano assegnate risorse finanziarie specifiche, stabili e adeguate, nonché meccanismi di finanziamento dedicati e adattati alle peculiarità di tali territori, al fine di garantire la parità di accesso, promuovere l'innovazione e la digitalizzazione e rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale dell'UE, nonché assicurare un sostegno adeguato da parte degli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>92.</NO.P>sottolinea il contributo fornito dell'iniziativa LEADER e dello sviluppo locale di tipo partecipativo alla parità di genere e all'emancipazione locale; invita a mantenere, rafforzare e circoscrivere tali approcci garantendo un accesso semplificato alle iniziative guidate da donne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>93.</NO.P>invita l'UE e gli Stati membri a combattere la tratta di donne e la prostituzione forzata con una strategia globale che includa la prevenzione, un'azione penale efficace, la cooperazione transfrontaliera, l'assistenza alle vittime e la loro protezione; sottolinea che le donne devono essere in grado di decidere autonomamente il tipo di lavoro che svolgono;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>94.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>