<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0161</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Garantire assunzione di responsabilità e giustizia in risposta ai continui attacchi della Russia contro la popolazione civile in Ucraina</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0201, 0204, 0211, 0215 e 0227/2026)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 30 aprile 2026 "Garantire assunzione di responsabilità e giustizia in risposta ai continui attacchi della Russia contro la popolazione civile in Ucraina" (2026/2700(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sull'Ucraina e la Russia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Carta delle Nazioni Unite,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti le convenzioni di Ginevra del 1949 e i relativi protocolli aggiuntivi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo del 25 giugno 2025 tra il Consiglio d'Europa e l'Ucraina sull'istituzione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l'Ucraina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 26 giugno 2025, 18 dicembre 2025 e 19 marzo 2026,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 2 marzo 2022 che deplora l'aggressione della Russia contro l'Ucraina in violazione della Carta delle Nazioni Unite, e la risoluzione del 14 novembre 2022 sulla promozione dei mezzi di risarcimento e riparazione per l'aggressione contro l'Ucraina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione del Consiglio d'Europa che istituisce la Commissione internazionale per le richieste di risarcimento a favore dell'Ucraina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la creazione del centro internazionale per il perseguimento del crimine di aggressione nei confronti dell'Ucraina;</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 136, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che sono trascorsi più di quattro anni da quando la Russia ha avviato una guerra di aggressione su vasta scala contro l'Ucraina, una guerra illegale, non provocata e ingiustificata, portando avanti l'aggressione iniziata nel 2014 con l'annessione della Crimea e l'occupazione di parti della regione del Donbas, in palese violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina, con gravi conseguenze umanitarie, economiche, ambientali e regionali; che la guerra di aggressione della Russia è guidata da un'ideologia imperialista di stampo nazionalista e si inscrive in una più ampia serie di obiettivi diretti contro l'Occidente e i suoi interessi e valori;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che la Russia ha preso di mira deliberatamente e ripetutamente i civili e i beni di carattere civile, incluse le infrastrutture energetiche e le strutture sanitarie, commettendo così gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, comprese le convenzioni di Ginevra e lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale; che nell'ultimo inverno, prendendo ripetutamente di mira le infrastrutture energetiche civili ucraine, la Russia ha costretto milioni di ucraini a fronteggiare temperature gelide con un accesso limitato a elettricità, riscaldamento e acqua corrente; che i continui e sistematici attacchi alle infrastrutture energetiche provocano estesi blackout che colpiscono anche gli ospedali e i servizi essenziali, mettendo così in pericolo la vita della popolazione civile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che recentemente le forze russe hanno intensificato gli attacchi aerei e missilistici contro le principali città ucraine, tra cui Kiev, Kharkiv, Dnipro, Odessa e Zaporizhzhia, causando numerose vittime civili e la distruzione su vasta scala di zone residenziali; che, nel corso dell'aprile 2026, la Russia ha lanciato un numero senza precedenti di attacchi contro l'Ucraina che hanno provocato la morte di almeno 75 civili e il ferimento di oltre 400 persone; che, secondo l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, dal 24 febbraio 2022 sono stati uccisi oltre 15 500 civili e più di 43 000 sono stati feriti, e che le cifre effettive potrebbero essere molto più elevate;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che, secondo l'Unicef, più di 3 200 bambini ucraini sono stati uccisi o feriti, oltre un terzo è ancora sfollato e migliaia di scuole e strutture educative sono state danneggiate o distrutte, con la conseguenza che un bambino su tre non può frequentare la scuola a tempo pieno in presenza; che nel marzo 2026 la Commissione d'inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sull'Ucraina è giunta alla conclusione che le autorità russe hanno commesso crimini contro l'umanità e crimini di guerra con la deportazione, il trasferimento forzato e la sparizione forzata di minori ucraini; che l'UE ha ripetutamente invitato la Russia e la Bielorussia a garantire il ritorno sicuro e incondizionato in Ucraina di tutti i minori ucraini e di altri civili che sono stati deportati o trasferiti; che i minori rimpatriati riferiscono di essere stati oggetto di attività di "rieducazione" da parte delle autorità russe, intese a cancellare la loro identità ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che dal 24 febbraio 2022 l'Organizzazione mondiale della sanità ha documentato almeno 2 881 attacchi contro operatori sanitari, strutture sanitarie, ambulanze e magazzini di forniture mediche in tutta l'Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha riconosciuto che la Russia deve essere chiamata a rispondere di tutte le violazioni del diritto internazionale commesse in Ucraina o contro di essa e deve assumersi le conseguenze giuridiche dei suoi atti illeciti a livello internazionale, compreso il risarcimento dei danni causati da tali atti; che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha altresì riconosciuto la necessità di istituire un meccanismo internazionale di risarcimento per i danni, le perdite o le lesioni derivanti dagli atti illeciti a livello internazionale commessi dalla Federazione russa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che nel marzo 2023 la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto nei confronti di Vladimir Putin e Maria Lvova-Belova per il crimine di guerra di deportazione e trasferimento illegali di minori ucraini; che successivamente la Corte ha emesso mandati di arresto nei confronti di altri quattro alti esponenti militari russi – Viktor Sokolov, Sergei Kobylash, Sergei Shoigu e Valery Gerasimov – accusati di aver diretto attacchi contro beni di carattere civile e crimini contro l'umanità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che la Russia ha sistematicamente preso di mira e danneggiato oltre 1 700 siti del patrimonio culturale ucraino e oltre 2 500 infrastrutture culturali, compresi musei e archivi, in violazione della convenzione dell'Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato; che l'Unesco ha registrato danni a oltre 500 siti del patrimonio culturale ucraino, in particolare a seguito dei ripetuti attacchi missilistici e con droni russi; che tra questi figurano siti di eccezionale valore universale, come la cattedrale di Santa Sofia a Kiev e il centro storico di Odessa, che è stato iscritto nella lista del patrimonio mondiale in pericolo come conseguenza diretta della guerra di aggressione della Russia; che la distruzione deliberata dell'identità culturale è un'ulteriore dimensione del danno inflitto al popolo ucraino;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che il continuo utilizzo da parte della Russia di missili e droni in prossimità degli impianti nucleari ucraini, compresa la zona di esclusione di Chernobyl, dove sono stati causati gravi danni al nuovo confinamento sicuro della centrale nucleare, rappresenta un rischio grave e continuo per la sicurezza nucleare;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che l'UE ha ribadito la propria determinazione a garantire il pieno accertamento delle responsabilità per i crimini di guerra e gli altri crimini di estrema gravità, ha chiesto sforzi costanti per rendere operativo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l'Ucraina e ha inoltre fornito un contributo di 10 milioni di EUR per finanziare un gruppo preparatorio incaricato di gettare le basi istituzionali, logistiche e organizzative del tribunale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che il 16 dicembre 2025 l'UE ha firmato la Convenzione del Consiglio d'Europa che istituisce la Commissione internazionale per le richieste di risarcimento a favore dell'Ucraina, al fine di consentire il risarcimento delle vittime civili; che il 14 maggio 2026, a margine della 135<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa a Chișinău, sarà inaugurata la Commissione internazionale per le richieste di risarcimento a favore dell'Ucraina; che il registro dei danni, istituito nel 2023, funge da registro delle richieste ammissibili di risarcimento per i danni inflitti dalla Russia e si è rivelato uno strumento essenziale per consentire all'Ucraina e ai suoi cittadini di chiedere risarcimenti ai sensi del diritto internazionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che, nella sentenza del 9 luglio 2025 relativa alla causa <STRING ITALIC="on">Ucraina e Paesi Bassi contro Russia</STRING>, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha ritenuto la Russia responsabile di diffuse e flagranti violazioni dei diritti umani, in violazione della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, nell'ambito del conflitto iniziato nell'Ucraina orientale nel 2014, compreso l'abbattimento del volo MH17 nel luglio 2014;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che nessun futuro cessate il fuoco o processo di pace deve ostacolare, ritardare o compromettere i processi di accertamento delle responsabilità in corso e futuri; che l'accertamento delle responsabilità e la pace sono imperativi che si rafforzano reciprocamente ai sensi del diritto internazionale;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>ribadisce con la massima fermezza la sua condanna nei confronti della brutale guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, compresi i suoi attacchi deliberati contro zone residenziali e infrastrutture civili e critiche, e condanna fermamente i recenti e violenti attacchi sferrati dalla Russia contro i civili nell'aprile 2026;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>rinnova il suo appello affinché la Russia cessi immediatamente, completamente e incondizionatamente gli attacchi contro i civili e le infrastrutture civili, ritiri tutte le forze militari dal territorio ucraino riconosciuto a livello internazionale, ponga fine alle deportazioni forzate e alle adozioni illegali, cessi il ricorso alla tortura e al trattamento disumano e assicuri il rilascio e il ritorno di tutti i civili detenuti, rapiti e adottati in modo illegale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>ribadisce la sua ferma solidarietà al coraggioso popolo ucraino e il suo sostegno all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale e pone in evidenza il diritto naturale di autotutela dell'Ucraina a norma dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>sottolinea che la guerra di aggressione della Russia costituisce un'evidente violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, nonché un attacco senza precedenti alla sicurezza europea; evidenzia che i leader della Russia e i suoi alleati devono essere chiamati a rispondere del loro ruolo rispetto al crimine di aggressione, ai crimini di guerra, ai crimini contro l'umanità e ad altri crimini internazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>constata con profonda preoccupazione che lo Stato russo e il suo predecessore, l'Unione Sovietica, non sono mai stati chiamati a rispondere dei loro crimini, tra cui il massacro di Katyn – di cui Mosca sta cercando ancora una volta di distorcere la verità storica, contraddicendo apertamente le prove riconosciute e le proprie precedenti ammissioni – e la deportazione di massa di intere nazioni in Siberia, il che ha consolidato una cultura dell'impunità che è stata perpetuata attraverso i crimini di guerra commessi durante la prima e la seconda guerra cecena, l'aggressione russa nei confronti della Georgia nel 2008, l'intervento militare in Siria e, dal 2014, in Ucraina e che continua a rendere possibili ulteriori atrocità; ritiene che la continua esaltazione di figure quali il famigerato fondatore dell'apparato di sicurezza sovietico e architetto del terrore di Stato, Felix Dzerzhinsky, a cui, tra l'altro, è stata recentemente intitolata l'accademia del Servizio federale di sicurezza, e la sistematica negazione, distorsione e persino giustificazione dei crimini commessi dall'Unione Sovietica contro i popoli occupati e quelli che abitano il territorio dell'attuale Federazione russa costituiscano un'esplicita perpetuazione di questa cultura dell'impunità e forniscano una chiara indicazione dei valori sostenuti da coloro che ricoprono posizioni di potere in Russia; ritiene pertanto che le brutalità perpetrate dalla Russia in Ucraina, sotto la guida della leadership politica e delle massime strutture militari e con il sostegno di ampi segmenti della società, siano di natura sistemica e riflettano una politica imperialista profondamente radicata, indissolubilmente legata alla violenza, alla repressione e allo spargimento di sangue; avverte che, se non si garantisce subito un'assunzione di responsabilità concreta e vincolante, qualsiasi speranza di un cambiamento futuro sarà non solo infondata, ma anche pericolosamente ingenua;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>deplora il fatto che gli sforzi internazionali non siano finora stati sufficienti per porre fine all'aggressione russa; esorta l'UE, i suoi Stati membri e i suoi partner a intensificare la pressione sulla Russia e ad aumentare in misura massiccia il loro sostegno militare all'Ucraina, in particolare in ambiti quali la difesa aerea e le capacità di attacco in profondità, al fine di proteggere la popolazione civile e le infrastrutture critiche ucraine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>plaude al lavoro svolto dalla commissione d'inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sull'Ucraina nell'indagare su presunti abusi e violazioni dei diritti umani, violazioni del diritto internazionale umanitario e crimini connessi, e accoglie con favore la proroga del suo mandato; respinge fermamente le affermazioni della Russia secondo cui essa persegue esclusivamente obiettivi militari; ricorda che, secondo le conclusioni della commissione d'inchiesta, le forze russe attaccano sistematicamente la popolazione civile e beni civili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>sostiene l'istituzione e la rapida entrata in funzione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l'Ucraina e incoraggia tutti gli Stati membri dell'UE ad aderirvi; accoglie con favore l'impegno dei Paesi Bassi a ospitare la fase iniziale del Tribunale speciale e incoraggia maggiori sforzi per finalizzare l'offerta di ospiti per la seconda fase; invita l'UE e i suoi Stati membri a continuare a sostenere l'istituzione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l'Ucraina, a garantire che diventi operativo quanto prima e a promuovere un più ampio sostegno internazionale a favore di tale istituzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>plaude al ruolo cruciale svolto da Eurojust e dalla sua squadra investigativa comune nel sostenere l'assunzione di responsabilità per i crimini commessi in Ucraina; invita la Commissione ad assicurare finanziamenti di lunga durata per il centro internazionale per il perseguimento del crimine di aggressione contro l'Ucraina oltre dicembre del 2026, garantendo che tutte le prove raccolte rimangano pienamente trasferibili al futuro Tribunale speciale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>encomia le organizzazioni della società civile ucraine e internazionali che documentano i crimini di guerra commessi dalla Russia in Ucraina e offrono sostegno alle vittime e ai testimoni; accoglie con favore il continuo sostegno fornito dalla missione consultiva dell'UE per la riforma del settore della sicurezza civile in Ucraina, separatamente e nel quadro del gruppo consultivo sulle atrocità, che svolge un ruolo fondamentale nel rafforzamento dei meccanismi di responsabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>sottolinea che la responsabilità deve estendersi a tutti coloro che sono nella posizione di dirigere o rendere possibile il crimine di aggressione, comprese le alte cariche politiche, militari e giudiziarie; evidenzia, a tale proposito, che tale responsabilità dovrebbe estendersi anche ai giudici della Corte costituzionale della Federazione russa e ai membri della Duma di Stato, le cui decisioni hanno autorizzato l'annessione dei territori ucraini e hanno dunque contribuito direttamente a rendere possibile il crimine di aggressione, dando priorità a coloro che hanno maggiori responsabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>enfatizza il suo pieno sostegno alle indagini della Corte penale internazionale sulle accuse di crimini di guerra, crimini contro l'umanità o genocidio commessi in Ucraina; ricorda che, ai sensi dello statuto di Roma, gli Stati membri hanno l'obbligo di arrestare e consegnare qualsiasi persona oggetto di un mandato d'arresto della Corte penale internazionale che entri nel loro territorio; esprime massima preoccupazione per le sanzioni degli Stati Uniti nei confronti della Corte penale internazionale e dei suoi procuratori, giudici e membri del personale, dal momento che esse ne compromettono tutto il lavoro investigativo e penale in corso e costituiscono un grave attacco al sistema di giustizia internazionale; invita la Commissione ad attivare con urgenza il regolamento di blocco e gli Stati membri a intensificare urgentemente i loro sforzi diplomatici al fine di proteggere e salvaguardare la Corte penale internazionale quale fondamento indispensabile del sistema di giustizia internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>denuncia l'esportazione, da parte della Russia, di cereali rubati nelle zone occupate dell'Ucraina e sottolinea che la loro confisca può costituire un crimine di guerra; chiede un intervento immediato per fermare l'esportazione e il commercio dei cereali confiscati illegalmente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>esprime il suo sostegno all'adesione a pieno titolo dell'UE alla Commissione internazionale per le richieste di risarcimento a favore dell'Ucraina; invita gli Stati membri a completare rapidamente tutte le procedure formali per la loro adesione, consentendo in tal modo alla Commissione internazionale per le richieste di risarcimento di avviare rapidamente i suoi lavori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>sottolinea la necessità di un coordinamento efficace di tutti i meccanismi di responsabilità al fine di evitare la duplicazione degli sforzi, garantire l'efficienza e ridurre al minimo l'impatto negativo sulle vittime e sui testimoni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>invita la vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e la Commissione a istituire una delegazione dell'UE presso le organizzazioni internazionali con sede all'Aia, che attualmente includono la Corte penale internazionale, la Corte internazionale di giustizia e l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, anche al fine di garantire che l'UE partecipi in maniera efficace ai nuovi e importanti organismi internazionali che verranno istituiti in tale città;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>accoglie con favore l'approvazione da parte del Consiglio, attesa da tempo, di un prestito dell'UE di 90 miliardi di EUR a favore dell'Ucraina; si attende, in linea con i chiarimenti forniti dalla Commissione durante la sessione plenaria di febbraio 2026, la corretta attuazione della flessibilità prevista dal pacchetto nell'ambito del regime di deroga di cui all'articolo 13, paragrafo 5, del regolamento che istituisce il prestito a sostegno dell'Ucraina<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (EU) 2026/467 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 febbraio 2026, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione del prestito a sostegno dell'Ucraina per il 2026 e il 2027 (GU L, 2026/467, 26.2.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2026/467/oj).</FIELD></FOOTNOTE>; ribadisce il suo invito a trovare modalità legali per utilizzare le disponibilità liquide associate ai beni sovrani russi bloccati nell'ambito delle sanzioni dell'UE per sostenere la difesa e la ricostruzione dell'Ucraina – anche attraverso la concessione di un risarcimento nell'ambito della Commissione internazionale per le richieste di risarcimento a favore dell'Ucraina – e, tra le altre priorità, per finanziare il ripristino del nuovo confinamento sicuro presso la centrale nucleare di Chernobyl in seguito ai danni inferti dagli attacchi con droni russi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>accoglie con favore l'adozione del 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia; prende atto del ricorso allo strumento antielusione per bloccare la diversione delle esportazioni di tecnologie sensibili attraverso paesi terzi; insiste sul fatto che nessuna sanzione dovrebbe essere revocata prima che sia stato negoziato e attuato in modo sostenibile un accordo di pace; invita l'UE e i suoi Stati membri ad affrontare sistematicamente la questione dell'elusione delle sanzioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>invita il Consiglio e la Commissione a garantire che le sanzioni dell'UE nei confronti della Russia siano rigorosamente mantenute e ulteriormente estese a tutte le persone ed entità le cui decisioni hanno consentito la commissione di crimini di guerra e altri gravi crimini contro la popolazione civile ucraina o vi hanno contribuito;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>invita le istituzioni e gli organismi dell'UE, in particolare il Servizio europeo per l'azione esterna, a collaborare con le autorità ucraine e a condurre una campagna di comunicazione attiva in tutta Europa e nel mondo, al fine di diffondere consapevolezza riguardo ai crimini di guerra commessi dalla Russia e dai suoi alleati e di incentivare la promozione dell'assunzione di responsabilità e della giustizia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>ribadisce che la deportazione illegale e il trasferimento forzato di minori ucraini costituiscono una grave violazione del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani; accoglie con favore l'iniziativa della Commissione, in collaborazione con l'Ucraina e il Canada, di co-organizzare a Bruxelles una riunione ad alto livello della coalizione internazionale per il rimpatrio dei bambini ucraini nel maggio 2026; invita gli Stati membri che non lo abbiano ancora fatto ad aderire senza indugio alla coalizione internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>denuncia i tentativi sistematici della Russia di cancellare la storia, la cultura, la lingua e l'identità dell'Ucraina; ricorda che l'entità della distruzione causata dall'aggressione russa rimane ingente e che i danni diretti alle infrastrutture e al patrimonio culturali dell'Ucraina sono stimati, ad aprile 2026, a oltre 4 miliardi di EUR;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>sottolinea che la guerra di aggressione russa e gli attacchi contro le infrastrutture industriali ed energetiche hanno causato danni gravi e duraturi all'ambiente ucraino, tra cui la distruzione di ecosistemi e la contaminazione delle acque e del suolo; invita l'UE e i suoi Stati membri a sostenere tutte le iniziative intese a documentare la distruzione ambientale causata dalla guerra condotta dalla Russia e a promuovere gli sforzi volti ad assicurare le responsabilità e i risarcimenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>ribadisce il fermo impegno dell'UE a favore della ricostruzione dell'Ucraina e ricorda la propria disponibilità a contribuire alla ricostruzione dell'economia e delle infrastrutture civili e critiche ucraine; sottolinea l'importanza strategica dello strumento per l'Ucraina nel rafforzare la resilienza del paese, accelerare la sua ripresa e sostenere il suo percorso verso lo sviluppo sostenibile e l'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Presidente, al governo e alla Verchovna Rada dell'Ucraina, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Consiglio d'Europa, al Congresso degli Stati Uniti, alla Corte penale internazionale e alle autorità russe.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>