<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0182</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Raccomandazione concernente l'81ª sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0103/2026 - Relatore: Andrey Kovatchev)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RECOM><TI><STRING BOLD="on">Raccomandazione del Parlamento europeo del 20 maggio 2026 al Consiglio, alla Commissione e alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente l'81</STRING><STRING BOLD="on"><STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING></STRING><STRING BOLD="on"> sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (2025/2167(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Carta delle Nazioni Unite,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare gli articoli 21, 34 e 36,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare gli articoli 208, 214 e 220,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Dichiarazione universale dei diritti umani, in particolare il suo preambolo e l'articolo 18, nonché le convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti umani e i relativi protocolli facoltativi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sul commercio delle armi (ATT),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'80<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e il messaggio del Segretario generale per commemorare l'80º anniversario delle Nazioni Unite,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 79/318 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 18 luglio 2025, sull'iniziativa UN80,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione ES-11/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 24 febbraio 2025, sulla promozione di una pace globale, giusta e duratura in Ucraina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 79/174 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 17 dicembre 2024, sulla libertà di religione e di credo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 79/1 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 22 settembre 2024, sul Patto per il futuro,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione ES-11/4 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 12 ottobre 2022, sull'integrità territoriale dell'Ucraina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 65/276 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 10 maggio 2011, sulla partecipazione dell'Unione europea ai lavori delle Nazioni Unite,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 377 (V) dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 3 novembre 1950, dal titolo "Uniting for peace" (Uniti per la pace),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, del 31 ottobre 2000, su donne, pace e sicurezza,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, del 17 novembre 2025, che adotta il piano per il cessate il fuoco a Gaza,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dell'11 marzo 2026, sulla condanna degli attacchi dell'Iran contro i vicini regionali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il piano d'azione dell'iniziativa UN80 del 21 novembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite, del 18 settembre 2025, intitolata "Shifting Paradigms: United to Deliver" (Cambiare paradigmi: uniti per agire),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite, del 4 settembre 2025, sulle stime rivedute relative al bilancio del programma proposto per il 2026 e al conto di sostegno per le operazioni di mantenimento della pace per il periodo 2025/26,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite, del 31 luglio 2025, intitolata "Report of the mandate implementation review" (Relazione della revisione dell'esecuzione del mandato),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue risoluzioni del 21 gennaio 2026 sull'attuazione della politica estera e di sicurezza comune – relazione annuale 2025<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2026)0012.</FIELD></FOOTNOTE>, e sui diritti umani e la democrazia nel mondo e sulla politica dell'Unione europea in materia – relazione annuale 2025<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2026)0014.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua raccomandazione al Consiglio, del 9 giugno 2021, concernente la 75<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> e la 76<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite<FOOTNOTE><FIELD> GU C 67 dell'8.2.2022, pag. 150.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 24 ottobre 2024 sull'interpretazione errata della risoluzione 2758 delle Nazioni Unite da parte della Repubblica popolare cinese e le sue continue provocazioni militari intorno a Taiwan<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/487, 29.1.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/487/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 23 ottobre 2020 sull'uguaglianza di genere nella politica estera e di sicurezza dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> GU C 404 del 6.10.2021, pag. 202.</FIELD></FOOTNOTE>, che menziona una politica estera femminista,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio, del 20 ottobre 2025, sul rafforzamento del partenariato strategico UE-ONU per la pace e la sicurezza: priorità comuni per il periodo 2025-2028,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio, del 23 giugno 2025, sulle priorità dell'UE nel contesto delle Nazioni Unite durante l'80<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (settembre 2025-settembre 2026),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio, del 27 gennaio 2025, sulle priorità dell'UE nelle sedi delle Nazioni Unite competenti in materia di diritti umani nel 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 20 marzo 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione conclusiva del presidente António Costa a seguito della riunione informale dei membri del Consiglio europeo del 22 gennaio 2026,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 121 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0103/2026),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che, nell'attuale clima geopolitico, è di fondamentale importanza sostenere e rafforzare l'ordine internazionale basato su regole e garantire il funzionamento efficiente delle organizzazioni intergovernative;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che la democrazia, i suoi sistemi, le sue norme e i suoi valori sono pilastri fondamentali dell'attuale sistema multilaterale; che le democrazie promuovono un sistema multilaterale basato su regole, in quanto sono reciprocamente vantaggiosi; che un mondo costituito da democrazie, intese come sistemi democratici maturi, è un mondo sostanzialmente più libero, poiché dispongono di un importante sistema di bilanciamento dei poteri che impedisce alle autocrazie di assumere comportamenti imprevedibili nel contesto internazionale; che la democrazia è sotto assedio sulla scena internazionale da parte di regimi autoritari, totalitari e illiberali, che la attaccano sia all'interno che all'esterno dei loro confini;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che il sistema multilaterale si trova ad affrontare crescenti minacce, come la guerra di aggressione illegale della Russia nei confronti dell'Ucraina, che costituiscono attacchi all'architettura globale di pace e sicurezza, compreso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la crescente influenza della Cina e il preoccupante ritiro degli Stati Uniti dalle organizzazioni internazionali, nonché i tagli ai finanziamenti che interessano settori critici quali l'assistenza umanitaria, l'istruzione, i cambiamenti climatici, le minacce ibride, il diritto internazionale, la sanità e la costruzione della pace; che le critiche nei confronti dello stato attuale del sistema multilaterale provengono anche da paesi democratici e alleati (naturali) dell'UE; che l'incapacità del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e dei suoi membri permanenti di agire di fronte alle gravi violazioni della Carta delle Nazioni Unite ha contribuito alle critiche pubbliche nei confronti delle Nazioni Unite nel loro complesso;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che il ricorso a strumenti economici quali dazi, controlli delle esportazioni e sanzioni per conseguire obiettivi geopolitici al di fuori dei quadri multilaterali può indebolire l'Organizzazione mondiale del commercio, frammentare l'economia globale, aggravare le disuguaglianze globali e incidere sui paesi in via di sviluppo e sulle popolazioni vulnerabili;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che i tentativi di indebolire l'architettura di pace delle Nazioni Unite, compresi gli attacchi alla commissione delle Nazioni Unite per il consolidamento della pace e a strutture più ampie di governance della pace, costituiscono uno sforzo volto a minare la capacità delle Nazioni Unite di prevenire i conflitti, sostenere la ricostruzione postbellica e fungere da garante della pace e della sicurezza internazionali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la globalizzazione e sfide quali, tra le altre, i cambiamenti climatici, la non proliferazione delle armi di distruzione di massa, le pandemie, il terrorismo, la lotta contro la criminalità organizzata, il traffico di droga e la tratta di esseri umani nonché la gestione della migrazione richiedono risposte multilaterali; che i tagli ai finanziamenti e i ritiri dai principali organismi e dalle principali piattaforme multilaterali hanno indebolito la capacità della comunità internazionale di rispondere efficacemente a tali crisi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che il sistema delle Nazioni Unite è la pietra angolare dell'attuale sistema multilaterale; che, con i suoi obiettivi fondamentali in materia di promozione della pace, diritti umani e sviluppo sostenibile a livello globale, il sistema delle Nazioni Unite rimane il quadro più appropriato in cui progredire; che il sistema delle Nazioni Unite potrebbe essere esposto a un affaticamento strutturale, in parte a causa della sua mancanza di adattamento ai nuovi attori internazionali che ne condividono i principi, come l'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è un organismo molto importante per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali e, data la gravità e la complessità delle sfide attuali, dovrebbe svolgere un ruolo più efficace e decisivo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>che la riforma del sistema delle Nazioni Unite è necessaria per garantirne l'idoneità allo scopo; che l'iniziativa UN80 è un'iniziativa positiva; che non ci si può aspettare che le Nazioni Unite facciano di più con meno risorse a disposizione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che le dichiarazioni e le azioni che minacciano la sovranità e l'integrità territoriale del Regno di Danimarca e della Groenlandia e l'autodeterminazione della popolazione groenlandese rappresentano una violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale, tra cui il rispetto della sovranità, dell'integrità territoriale e dell'autodeterminazione, e contribuiscono alla normalizzazione della diplomazia coercitiva;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che la risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha accolto con favore l'istituzione di un consiglio di pace quale amministrazione transitoria dotata di personalità giuridica internazionale che definisce il quadro e coordina i finanziamenti per il rinnovato sviluppo di Gaza conformemente al piano globale e, in modo coerente con i pertinenti principi giuridici internazionali, per un percorso credibile verso una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati; che il presidente del Consiglio europeo Costa, tra gli altri, ha espresso seri dubbi su una serie di elementi della carta del consiglio di pace per quanto riguarda il suo ambito, la sua governance e la sua compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite; che il Parlamento esprime solidarietà alle vittime della violenza dei coloni in Cisgiordania;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che nell'agosto 2025 l'amministrazione Trump ha impedito al presidente palestinese Mahmoud Abbas e a 80 funzionari palestinesi di partecipare alla riunione dei leader mondiali in occasione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York; che i principi di inclusività e universalità alla base del sistema delle Nazioni Unite devono essere rispettati in ogni momento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che l'UE mantiene il suo impegno a favore del diritto internazionale come pure della Carta delle Nazioni Unite e delle sue norme e principi, compresi quelli di sovranità, integrità territoriale e autodeterminazione, nonché dei diritti umani e delle libertà fondamentali, e sostiene fermamente un sistema multilaterale basato sul diritto internazionale, imperniato sulle Nazioni Unite;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che l’UE, in quanto attore globale, dovrebbe svolgere un ruolo più incisivo in seno alle Nazioni Unite; che l'UE sta progressivamente aumentando le sue capacità di sicurezza e di difesa con l'obiettivo di assumere maggiori responsabilità in materia di prevenzione dei conflitti, gestione delle crisi, difesa e costruzione della pace;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che appare essenziale che l'UE intensifichi la cooperazione con tutti i partner, comprese le Nazioni Unite e le sue agenzie, per far progredire congiuntamente il processo di riforma interna delle Nazioni Unite e garantire in tal modo che le Nazioni Unite rimangano efficaci, efficienti in termini di costi e in grado di affrontare le crescenti sfide globali del nostro tempo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che la commissione per gli affari esteri (AFET) del Parlamento è competente, tra l'altro, per le relazioni con le Nazioni Unite riguardo alle questioni che rientrano nelle sue attribuzioni, nonché per la promozione, l'attuazione e il monitoraggio della politica estera e di sicurezza comune dell'UE, anche attraverso scambi con i partner internazionali e la diplomazia parlamentare; che la sessione annuale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite è un forum multilaterale fondamentale per la promozione delle priorità di politica estera dell'UE e per il controllo parlamentare; che, alla luce di quanto precede, missioni regolari della commissione AFET presso le sessioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sosterrebbero tale mandato, consentendo al Parlamento di dialogare con le controparti, rafforzare il suo ruolo negli affari multilaterali e sostenere l'impegno dell'UE a favore di un'azione esterna efficace e coerente;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">raccomanda al Consiglio, alla Commissione e alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza:</INT.LI><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Salvaguardare e rafforzare il multilateralismo</STRING></STRING></P><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>di continuare a sostenere un multilateralismo efficace in cui le leggi e le norme siano più forti dei conflitti, imperniato sulle Nazioni Unite e integrato dalle relazioni bilaterali dell'UE con i paesi terzi, al fine di dare priorità all'efficacia, promuovere e difendere il diritto internazionale e sostenere le norme e i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l'integrità territoriale (comprese le zone marittime quali definite dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare), il non ricorso all'uso della forza, l'indipendenza politica, l'autodeterminazione e la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché opporsi alla diplomazia coercitiva e ai tentativi di qualsiasi Stato di minare o erodere l'ordine multilaterale basato su regole;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>di continuare a difendere con fermezza il rispetto, la tutela e la realizzazione dei diritti umani universali, della democrazia, della dignità umana, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e di processi elettorali trasparenti, credibili e inclusivi, in linea con le conclusioni del Consiglio sulle priorità dell'UE nelle sedi delle Nazioni Unite competenti in materia di diritti umani nel 2025; di sostenere fermamente il principio secondo cui i diritti umani sono universali, indivisibili, interdipendenti e interconnessi, siano essi civili, culturali, economici, politici o sociali;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>c)</SYMBOL>di riaffermare il ruolo essenziale delle organizzazioni multilaterali quali piattaforme indispensabili per la risoluzione dei conflitti e la governance globale, nonché quali attori in grado di rispondere alle grandi sfide globali come, tra le altre, i cambiamenti climatici, la gestione dei flussi migratori, la non proliferazione delle armi di distruzione di massa, le pandemie, il terrorismo e la lotta contro la criminalità organizzata e il traffico di droga, nonché, in stretta cooperazione con i partner dell'UE che condividono gli stessi principi, di avviare iniziative multilaterali, saldamente ancorate a norme globali, che contribuiscano a garantire la sicurezza e la prosperità dell'Europa;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>d)</SYMBOL>di sottolineare che un sistema multilaterale stabile, affidabile ed equo e consessi multilaterali come le Nazioni Unite sono essenziali per garantire la pace e la sicurezza nel contesto dell'intensificarsi delle tensioni geopolitiche e dei punti critici di policrisi umanitaria in tutto il mondo e devono far parte dell'architettura di sicurezza dell'UE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>e)</SYMBOL>di prendere atto con preoccupazione dei tentativi da parte di diversi attori di minare la legittimità, l'autorità e l'universalità delle Nazioni Unite, di indebolire le strutture di governance della pace e di politicizzare il funzionamento degli organismi delle Nazioni Unite;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>f)</SYMBOL>di riconoscere l'impatto negativo dei ritardi nei pagamenti o dei mancati pagamenti da parte dei principali contributori; di sottolineare l'importanza di un forte coinvolgimento degli Stati Uniti nel garantire la sostenibilità finanziaria del sistema delle Nazioni Unite, contrastando nel contempo qualsiasi tentativo volto a indebolire la cooperazione multilaterale nel momento in cui è più necessaria e a ostacolare la realizzazione del mandato delle Nazioni Unite, in particolare nel settore umanitario; di evidenziare la necessità di tenere attivamente a freno gli sforzi degli attori autoritari e revisionisti volti a sfruttare qualsiasi ritiro o disimpegno delle potenze occidentali dalle organizzazioni internazionali;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>g)</SYMBOL>di fare quanto in loro potere per provvedere affinché il deficit di bilancio per il 2025 possa essere colmato il più rapidamente possibile al fine di evitare il collasso finanziario, nonché di garantire la continuità dei programmi a livello mondiale, il funzionamento efficace della sede centrale delle Nazioni Unite e lo svolgimento dell'81<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>h)</SYMBOL>di sottolineare l'importanza di promuovere la parità di genere, l'emancipazione delle donne e dei giovani e la piena attuazione dei pertinenti impegni internazionali, tra cui l'agenda su donne, pace e sicurezza, l'agenda in materia di giovani, pace e sicurezza e l'agenda di UN Women; di sostenere attivamente l'integrazione della parità di genere in tutte le politiche e in tutti i programmi delle Nazioni Unite, garantendo la partecipazione paritaria delle donne e dei giovani alla leadership e ai processi decisionali multilaterali, anche attraverso meccanismi strutturati di consulenza per i giovani, risorse adeguate nonché la tutela e la promozione dei diritti delle donne e delle ragazze in linea con le norme internazionali; di riconoscere che le donne e le ragazze sono colpite in modo sproporzionato dai conflitti armati, ma sono anche potenti agenti di cambiamento nella prevenzione dei conflitti, nella mediazione, nella costruzione della pace e nella ripresa postbellica; di chiedere la partecipazione piena, paritaria e significativa delle donne ai processi di pace e decisionali, nonché risorse e responsabilità adeguate per l'attuazione degli impegni in materia dell'agenda su donne, pace e sicurezza in tutte le operazioni di pace e in tutti gli sforzi di mediazione delle Nazioni Unite;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>i)</SYMBOL>di sottolineare l'importanza strategica della futura selezione del prossimo Segretario generale delle Nazioni Unite; di agire in modo coordinato e trasparente a sostegno di un processo di selezione aperto, inclusivo e meritocratico, al fine di garantire la nomina di un candidato con comprovate credenziali di leadership che sia indipendente e impegnato a favore della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale e di un multilateralismo efficace, nonché in grado di guidare la riforma delle Nazioni Unite, rafforzare la prevenzione dei conflitti e rispondere in modo deciso alle sfide attuali ed emergenti in materia di sicurezza globale; di prendere in debita considerazione la promozione della parità di genere laddove i candidati siano ugualmente qualificati, anche in vista della nomina di una donna come Segretaria generale;</ITEM><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Riforma del sistema delle Nazioni Unite</STRING></STRING></P><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>j)</SYMBOL>di sostenere riforme ambiziose del sistema delle Nazioni Unite e di collaborare con gli Stati membri delle Nazioni Unite, il sistema delle Nazioni Unite e il Segretario generale delle Nazioni Unite per portare avanti il programma di riforme UN80 e garantire che le Nazioni Unite siano in grado di realizzare efficacemente tutti e tre i pilastri – pace e sicurezza, sviluppo sostenibile e diritti umani – e siano più efficaci, efficienti, imparziali, trasparenti, finanziariamente sostenibili e reattive, nonché in grado di affrontare le sfide globali attuali ed emergenti;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>k)</SYMBOL>di prendere atto delle prossime fasi del piano d'azione dell'iniziativa UN80 e di parteciparvi, per garantire che non diventi un mero esercizio di riassegnazione di bilancio che ne mette a repentaglio il buon funzionamento in settori chiave quali i diritti umani; di partecipare attivamente a qualsiasi discussione sulla riforma del sistema delle contribuzioni e delle restituzioni finanziarie in materia di bilancio delle Nazioni Unite per garantire una riscossione più tempestiva e un'assegnazione efficiente delle risorse, al fine di dissipare le preoccupazioni in merito al fatto che i contributi alle Nazioni Unite siano ben spesi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>l)</SYMBOL>di sottolineare che, quando altri attori globali, in particolare i nostri alleati tradizionali, riducono il loro impegno, l'UE deve assumersi una maggiore responsabilità nel sostenere, finanziare e rafforzare le istituzioni multilaterali, comprese le Nazioni Unite, in particolare riformando il Consiglio di sicurezza affinché rispecchi meglio il mondo odierno nonché mantenendo e aumentando il sostegno di base alle Nazioni Unite e alle sue agenzie; di impegnarsi, a tale riguardo, con paesi terzi come la Cina e gli Stati Uniti per garantire che i loro contributi volontari al sistema delle Nazioni Unite siano commisurati al loro sviluppo economico e al loro ruolo di primo piano in qualità di membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; di ricordare il ruolo fondamentale degli Stati Uniti nella costruzione del sistema delle Nazioni Unite; di esprimere preoccupazione per quanto riguarda il cambiamento di atteggiamento del nostro alleato nei confronti delle Nazioni Unite e del più ampio sistema multilaterale; di esortare gli Stati Uniti, in quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ad adempiere i propri obblighi e a sostenere un ordine internazionale basato su regole e l'osservanza del diritto internazionale, nonché a contribuire attivamente alla pace;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>m)</SYMBOL>di ribadire il loro impegno a favore del Patto per il futuro quale passo importante verso il rilancio delle Nazioni Unite, il conseguimento dell'Agenda 2030 e degli OSS e il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>n)</SYMBOL>di sottolineare che la legittimità e la sostenibilità dell'ordine internazionale dipendono da una riforma globale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per renderlo più efficace, inclusivo, trasparente, democratico e responsabile, garantendo che rifletta meglio le realtà globali odierne e stabilisca condizioni per limitare rigorosamente l'uso del veto quando blocca un'azione essenziale delle Nazioni Unite, in particolare nei casi di crimini di guerra e crimini contro l'umanità, con l'obiettivo di revocarlo pienamente in futuro; di sottolineare che la Russia ha perso la sua legittimità morale quale membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite violando in maniera flagrante i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite, in particolare intraprendendo una guerra di aggressione contro l'Ucraina, e bloccando, mediante il veto, le decisioni relative alle proprie azioni illegali;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>o)</SYMBOL>di adoperarsi per conseguire un seggio permanente per l'UE in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in aggiunta al seggio già detenuto dalla Francia, nel contesto di una futura riforma consensuale di tale organismo; di adoperarsi per conseguire un seggio permanente per l'UE in ogni consesso multilaterale al fine di consolidare il ruolo dell'UE quale interlocutore con i paesi terzi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>p)</SYMBOL>di elogiare il ruolo delle Nazioni Unite e delle sue agenzie, in particolare nelle zone di conflitto; di raddoppiare il sostegno al multilateralismo rafforzando il sostegno politico e finanziario all'attività delle Nazioni Unite e delle sue agenzie, sottolineando nel contempo la necessità di affrontare la frammentazione sistemica tra le organizzazioni e al loro interno, la duplicazione e il disallineamento dei mandati e dei finanziamenti tra le strutture e gli organismi delle Nazioni Unite; di provvedere affinché il prossimo QFP fornisca finanziamenti dedicati, sufficienti e prevedibili alle Nazioni Unite e alle sue agenzie;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>q)</SYMBOL>di promuovere il parere che la posizione della Russia quale membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sia giuridicamente discutibile, in quanto l'articolo 23 della Carta delle Nazioni Unite nomina l'Unione Sovietica, e non la Russia, quale membro permanente;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>r)</SYMBOL>di incoraggiare gli Stati membri a coordinare e sincronizzare le loro azioni in seno agli organismi e alle agenzie delle Nazioni Unite e ad adoperarsi per una riforma del sistema dei relatori speciali delle Nazioni Unite; di ribadire l'importanza che tutti i paesi si impegnino nuovamente a concedere pieno accesso ai relatori speciali delle Nazioni Unite; di adottare le procedure per affrontare efficacemente potenziali distorsioni, inefficienze, ostacoli o limitazioni che potrebbero compromettere il mandato delle agenzie delle Nazioni Unite, anche per quanto riguarda i contributi e i finanziamenti dell'UE, garantendo un'adeguata verifica delle credenziali e supervisione del personale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>s)</SYMBOL>di continuare a rafforzare la cooperazione con i partner, in particolare i paesi che condividono gli stessi principi e quelli disposti a rispettare e rafforzare il sistema multilaterale e a contribuirvi, al fine di creare consenso e promuovere un ordine multilaterale efficace; di evidenziare che tale cooperazione deve basarsi sul rispetto del multilateralismo, del diritto internazionale, dei diritti umani e del processo decisionale condiviso in seno alle istituzioni internazionali, garantendo nel contempo che l'UE sviluppi la capacità politica, finanziaria e istituzionale di agire in modo autonomo quando i partner si disimpegnano dai quadri multilaterali, li compromettono o li strumentalizzano; di sottolineare che il rispetto delle istituzioni multilaterali, del diritto internazionale e dell'uguaglianza sovrana degli Stati è indispensabile per la pace, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile globali;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>t)</SYMBOL>di impegnarsi con urgenza, in quanto UE, con il Sud globale in modo autentico e strutturato in qualità di partner alla pari nella governance globale, anche attraverso una maggiore rappresentanza negli organi decisionali, un accesso equo ai finanziamenti e alla tecnologia e la titolarità congiunta di iniziative internazionali in settori quali lo sviluppo, l'azione per il clima, la governance digitale e la costruzione della pace; di collaborare con gli Stati membri per rafforzare l'impegno dell'UE in tali paesi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>u)</SYMBOL>di rafforzare il coordinamento con i paesi dell'America latina, con i quali l'UE condivide numerosi legami e una visione comune dell'ordine internazionale basato sulle regole e sul multilateralismo, dato che entrambe le regioni rappresentano congiuntamente un terzo dei diritti di voto in seno alle Nazioni Unite;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>v)</SYMBOL>di ricordare la responsabilità del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare dei suoi membri permanenti, di difendere la pace e la sicurezza internazionali e di garantire l'assunzione di responsabilità per le violazioni del diritto internazionale, astenendosi da disparità di trattamento e da un'applicazione selettiva delle norme internazionali; di vagliare modalità per rafforzare il ruolo dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite in tale ambito, attraverso sistemi di voto innovativi e democratici in base ai quali una maggioranza qualificata in seno all'Assemblea generale delle Nazioni Unite possa superare uno stallo in caso di veto in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in linea con la dottrina "Uniti per la pace";</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>w)</SYMBOL>di sostenere la responsabilità di proteggere, una norma emergente proposta dal gruppo ad alto livello "Minacce, sfide e cambiamento" e dalla Commissione internazionale sull'intervento e la sovranità di Stato, e di raccomandare che la responsabilità di proteggere costituisca, nel quadro delle Nazioni Unite, la base per un'azione collettiva volta a proteggere le popolazioni in grave pericolo quando i relativi governi non possono o non vogliono agire;</ITEM><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Pace e sicurezza</STRING></STRING></P><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>x)</SYMBOL>di ribadire la loro ferma condanna nei confronti della guerra di aggressione illegale condotta dalla Russia nei confronti l'Ucraina e degli attacchi russi contro l'architettura globale di pace e sicurezza, compresi gli strumenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; di sollecitare un cessate il fuoco completo per alleviare le sofferenze della popolazione civile, nonché una pace globale, giusta e duratura per l'Ucraina, che includa solide garanzie di sicurezza basate sulla Carta delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale, che prevengano e contrastino immediatamente qualsiasi nuova aggressione, garantendo nel contempo la piena assunzione di responsabilità per i crimini di guerra e il ritorno dei minori ucraini rapiti, dei civili detenuti e dei prigionieri di guerra; di sostenere le Nazioni Unite nell'individuazione di meccanismi giuridici atti a mobilitare i beni russi congelati a favore della ricostruzione dell'Ucraina senza imporre un onere finanziario agli Stati membri dell'UE; di chiedere la condanna degli attacchi informatici perpetrati dalla Russia e dai suoi alleati contro entità e persone di paesi terzi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>y)</SYMBOL>di sottolineare che la regione artica è un'area di crescente tensione geopolitica, segnata da una competizione per le risorse naturali e da una presenza militare sempre più diffusa; di esprimere profonda preoccupazione per le attività destabilizzanti condotte dalla Russia nella regione in ambito strategico e di sicurezza; di sottolineare l'importanza del rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale del Regno di Danimarca e della Groenlandia e dell'autodeterminazione del popolo groenlandese, prendendo atto della forte opposizione di quest'ultimo a qualsiasi tentativo esterno di modificare tale status senza la sua libera volontà e il suo consenso; di invitare l'UE e i suoi partner a sostenere la Danimarca e la Groenlandia nella salvaguardia della stabilità della regione dinanzi alle pressioni geopolitiche esterne, anche attraverso una cooperazione artica rafforzata; di evidenziare la necessità di una maggiore attenzione da parte dell'UE e delle Nazioni Unite alla stabilità, al dialogo costruttivo e al pieno rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite nelle questioni relative all'Artico;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>z)</SYMBOL>di promuovere attivamente un maggiore impegno a sostegno della Georgia in seno alle Nazioni Unite, ricordando che circa il 20 % del suo territorio riconosciuto a livello internazionale continua a essere occupato illegalmente dalla Russia; di dare seguito alla risoluzione sulla cooperazione con la Georgia adottata per consenso dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC) nel 2024, che invita a garantire ai meccanismi internazionali per i diritti umani un accesso immediato e senza ostacoli alle regioni occupate e sottolinea l'esistenza di continue violazioni, in particolare nei confronti delle persone di etnia georgiana in Abkhazia e nella regione di Tskhinvali; di collaborare con i partner delle Nazioni Unite per rafforzare il monitoraggio e l'assunzione di responsabilità, difendere la sovranità e l'integrità territoriale della Georgia, affrontare la situazione dei diritti umani nei territori occupati e favorire il ritorno sicuro e dignitoso degli sfollati interni, nel pieno rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>aa)</SYMBOL>di esprimere profonda preoccupazione per le azioni militari in corso in tutto il Medio Oriente, in particolare per il ruolo destabilizzante svolto dall'Iran e dalle organizzazioni terroristiche che agiscono per suo conto nella regione; di sottolineare che gli attacchi condotti dagli Stati Uniti e da Israele esulano dal sistema multilaterale basato su regole; di esprimere piena solidarietà e sostegno al popolo iraniano, di condannare fermamente il regime iraniano per la violenta repressione delle proteste pacifiche, le uccisioni di massa, le detenzioni arbitrarie e le esecuzioni e di chiedere l'istituzione di una missione di accertamento dei fatti indipendente delle Nazioni Unite e la piena cooperazione con essa, al fine di garantire l'assunzione di responsabilità per tutte le gravi violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario; di accogliere con favore l'adozione della risoluzione 2817 (2026) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che condanna con la massima fermezza gli attacchi sferrati dall'Iran contro il Bahrein, il Kuwait, l'Oman, il Qatar, l'Arabia Saudita, gli Emirati arabi uniti, la Giordania e l'Iraq e ne chiede l'immediata cessazione; di condannare inoltre gli attacchi condotti dall'Iran contro Israele; di intensificare gli sforzi diplomatici nei consessi multilaterali e di perseguire una più stretta cooperazione con i partner dell'UE nella regione, al fine di promuovere l'allentamento delle tensioni, la ricostruzione, l'avvio di un dialogo costruttivo e una stabilità regionale sostenibile, in conformità al diritto internazionale e ai principi delle Nazioni Unite; di considerare il rafforzamento delle strutture statali libanesi un fattore essenziale per la stabilità, attraverso la piena attuazione delle risoluzioni 1701, 1559 e 1680 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il disarmo dei gruppi armati non statali, compreso lo smantellamento delle infrastrutture militari di Hezbollah, il pieno dispiegamento delle forze armate libanesi, anche nel sud, e, se richiesto dal Libano, un adeguato sostegno internazionale ai sensi della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, appoggiando nel contempo gli sforzi volti a una soluzione duratura con Israele;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ab)</SYMBOL>di esortare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a deferire la situazione in Iran alla Corte penale internazionale, attribuendo in tal modo alla Corte la giurisdizione sui crimini commessi nel contesto del conflitto armato internazionale e della sua più ampia dimensione regionale, al fine di garantire l'accertamento delle responsabilità per i crimini di guerra, i crimini contro l'umanità e le altre gravi violazioni del diritto penale internazionale commessi da tutte le parti, che si tratti di attori sia statali che non statali; di sottolineare la necessità di affrontare la questione delle uccisioni su vasta scala perpetrate dalle forze di sicurezza iraniane contro la popolazione civile nel gennaio 2026 nell'ambito di tali sforzi internazionali volti ad accertare le responsabilità;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ac)</SYMBOL>di condannare fermamente gli attacchi contro beni civili, comprese scuole e zone residenziali, che hanno causato la morte di minori e possono costituire gravi violazioni del diritto internazionale umanitario; di ricordare che il divieto di prendere di mira beni civili è uno dei principi fondamentali del diritto internazionale umanitario, di ricordare inoltre che i minori hanno diritto a una protezione speciale a norma del diritto internazionale e di chiedere un pieno accertamento delle responsabilità per tutte le violazioni commesse nei loro confronti;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ad)</SYMBOL>di prendere atto della risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, del 17 novembre 2025, sul piano globale per porre fine al conflitto a Gaza; di sottolineare l'importanza di promuovere ulteriormente le sinergie e la cooperazione tra eventuali nuovi meccanismi e le strutture internazionali di pace e sicurezza esistenti nel quadro della Carta delle Nazioni Unite; di collaborare attivamente con gli Stati membri per pervenire a un cessate il fuoco permanente che sia effettivamente applicato e rispettato, nonché alla piena attuazione della soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati; di sottolineare che un futuro sostenibile per Gaza richiede la demilitarizzazione di Hamas e di altri gruppi armati a Gaza e che tali gruppi non dovrebbero avere alcun ruolo nella governance e nell’amministrazione del territorio; di condannare tutte le violazioni del diritto internazionale umanitario, compresi i crimini di guerra;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ae)</SYMBOL>di condannare l'azione unilaterale di Israele tesa ad ampliare la sua presenza in Cisgiordania, l'espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, dichiarata illegale dalla Corte internazionale di giustizia (CIG) nel suo parere consultivo del 19 luglio 2024, l'intensificarsi delle violenze da parte di coloni estremisti e lo sfollamento forzato di palestinesi e il progetto di legge approvato dalla Knesset che estende l'utilizzo della pena di morte dinanzi ai tribunali sia militari che civili; di impegnarsi attivamente per adottare misure restrittive mirate del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nei confronti dei coloni israeliani violenti responsabili di attacchi contro palestinesi in Cisgiordania, in linea con le conclusioni del Consiglio europeo dell'11 maggio 2026 nel quadro del regime globale di sanzioni in materia di diritti umani; di esortare tutte le parti a rispettare pienamente i loro obblighi in virtù del diritto internazionale, con l'obiettivo di conseguire una pace giusta, globale e duratura basata sulla soluzione dei due Stati; di approvare nel prossimo QFP uno strumento dell'UE destinato alla ricostruzione di Gaza, che fornisca un sostegno finanziario sufficiente e prevedibile a favore della ricostruzione e della governance democratica palestinese e contribuisca alla realizzazione di una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>af)</SYMBOL>di ribadire il ruolo dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA) nel fornire aiuti umanitari e servizi essenziali, tra cui sanità e istruzione, ai profughi palestinesi a Gaza e nell'intera regione, rilevando che attualmente non esiste alcuna alternativa valida in grado di sostituirne le funzioni; di continuare a monitorare il lavoro e l'imparzialità dell'UNRWA, assicurando garanzie di sicurezza credibili e il pieno rispetto del diritto internazionale, compresa l'attuazione della relazione Colonna; di accogliere con favore le relazioni sui progressi compiuti a tale riguardo e di sollecitare una piena e rapida adozione delle raccomandazioni contenute nella relazione per quanto concerne il rafforzamento delle garanzie di neutralità e dei sistemi di controllo interno in seno all'UNWRA; di monitorare l'applicazione del piano d'azione presentato dall'UNRWA; chiedere il ripristino integrale del mandato e dei finanziamenti dell'UNRWA, garantendo un rigoroso controllo e una solida assunzione di responsabilità; di sottolineare che qualsiasi forma di cooperazione con il terrorismo o di tolleranza nei suoi confronti compromette fondamentalmente i principi umanitari, la stabilità regionale e le prospettive di pace;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ag)</SYMBOL>di portare avanti il costante dialogo della Commissione con le autorità competenti in materia di istruzione e di sottolineare l'importanza di promuovere programmi di studio che favoriscano la coesistenza, la tolleranza e la riconciliazione, oltre che il rispetto dei diritti umani, sia in Israele che in Palestina, in linea con le norme dell'UNESCO; di accogliere con favore il costante dialogo della Commissione con l'Autorità palestinese in merito alla riforma dei programmi di studio e i progressi tangibili segnalati nel 2025, tra cui la revisione e la modifica in corso dei libri di testo da parte del ministero palestinese dell'Istruzione e dell'insegnamento superiore al fine di garantire l'allineamento alle norme dell'UNESCO; di esortare l'Autorità palestinese a rimuovere qualsiasi materiale e contenuto didattico che non rispetti le norme dell'UNESCO, in particolare quelli che includono messaggi antisemiti e di incitamento alla violenza e al terrorismo, ai quali i bambini palestinesi non dovrebbero essere esposti; di sottolineare l'importanza di condannare ed eliminare tutte le forme di incitamento all'odio e di comportamenti violenti tanto da parte israeliana che palestinese, quale che sia il contesto; di porre l'accento sul ruolo fondamentale dell'istruzione nella costruzione di prospettive per una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati; di ribadire la posizione dell'UE secondo cui tutti i libri di testo e i materiali scolastici di entrambe le parti devono essere allineati alle norme dell'UNESCO in materia di pace, tolleranza, coesistenza e non violenza;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ah)</SYMBOL>di riaffermare il pieno impegno dell'UE a rispettare la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale di tutti i suoi Stati membri, in conformità alla Carta delle Nazioni Unite; di sottolineare che la permanenza illegale di truppe turche sul territorio della Repubblica di Cipro, uno Stato membro dell'UE, costituisce una violazione del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali e di chiedere pertanto il ritiro immediato e completo delle forze di occupazione turche, il rispetto del diritto di tutti i rifugiati di tornare nel proprio paese di origine e l'accertamento della sorte di tutte le persone scomparse; di continuare a favorire la rapida ripresa dei colloqui per la risoluzione del problema di Cipro nel quadro concordato dalle Nazioni Unite, sulla base di una federazione bizonale e bicomunitaria con uguaglianza politica, conformemente alle risoluzioni delle Nazioni Unite in materia, e di mettere in guardia contro qualsiasi azione unilaterale incompatibile con una soluzione pacifica; di chiedere il rispetto dello status di zona cuscinetto e del mandato della forza di mantenimento della pace delle Nazioni Unite a Cipro; di sostenere il lavoro dell'inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per Cipro e dell'inviato speciale dell'UE per Cipro;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ai)</SYMBOL>di condannare con forza la nomina di rappresentanti di Stati che attuano una discriminazione sistematica nei confronti delle donne a cariche o ruoli dirigenziali negli organismi delle Nazioni Unite per i diritti delle donne e i diritti umani;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>aj)</SYMBOL>di sottolineare che la transizione politica e relativa alla sicurezza in Siria rimane fragile e continua a essere caratterizzata da mancanza di sicurezza, gravi violazioni dei diritti umani, sfollamenti e attacchi contro le comunità religiose ed etniche; di supportare la variegata società siriana, che da oltre dieci anni è oppressa sotto il regime di Assad, sostenuto dall'Iran e dalla Russia, e dei gruppi terroristici; di sostenere un processo politico inclusivo guidato dalla Siria e sotto la sua titolarità, che garantisca l'integrità territoriale e la riconciliazione; di esortare le autorità siriane a coinvolgere tutte le componenti della società siriana nel processo decisionale e ad assicurare lo svolgimento di indagini rapide, trasparenti e indipendenti sugli attacchi rivolti alle comunità religiose ed etniche, al fine di contrastare le violenze settarie e l'impunità; di sottolineare la necessità di un impegno coordinato da parte dell'UE e delle Nazioni Unite a sostegno di tale processo, compreso l'accordo di integrazione del 29 gennaio 2026 tra il governo di transizione siriano e l'amministrazione guidata dai curdi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ak)</SYMBOL>di ribadire che i meccanismi internazionali in materia di diritti umani non devono essere strumentalizzati per creare diritti di migrazione di fatto o per minare il diritto sovrano degli Stati di controllare le proprie frontiere e le proprie politiche migratorie;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>al)</SYMBOL>di mantenere una posizione ferma nei confronti delle autorità de facto dell'Afghanistan e del deterioramento della situazione umanitaria; di portare avanti e intensificare il sostegno dell'UE al popolo afghano, in particolare alle donne e alle ragazze, i cui diritti sono costantemente violati dai talebani; di esortare i talebani ad abolire le restrizioni che limitano la parità di accesso delle donne e delle ragazze all'istruzione e la loro partecipazione alla vita pubblica; di insistere sul mantenere un dialogo soggetto a rigorose condizioni con le autorità de facto, in linea con i parametri di riferimento stabiliti dall'UE e con le raccomandazioni del relatore speciale delle Nazioni Unite; di chiamare le autorità de facto dell'Afghanistan a rispondere delle loro azioni attraverso indagini condotte dalla Corte penale internazionale (CPI) e dal meccanismo investigativo indipendente delle Nazioni Unite;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>am)</SYMBOL>di impegnarsi negli sforzi diplomatici per prevenire un'ulteriore escalation nello stretto di Taiwan e nel Mar cinese meridionale e di opporsi a qualsiasi cambiamento unilaterale dello status quo ottenuto con la coercizione o con la forza; di collaborare con partner che condividono gli stessi principi al fine di rafforzare la stabilità e la sicurezza nella regione e aumentare la deterrenza contro azioni coercitive o militari; di continuare a difendere il principio del divieto dell'uso della forza sancito dalla Carta delle Nazioni Unite; di sottolineare che la risoluzione 2758 delle Nazioni Unite non stabilisce la sovranità di Taiwan, né fa alcun riferimento a Taiwan, e non può essere utilizzata per escludere quest'ultimo dal sistema internazionale; di intensificare il sostegno dell'UE a favore di una partecipazione significativa di Taiwan alle organizzazioni internazionali le cui attività o l'adesione alle quali non siano limitate agli Stati, comprese quelle in cui è possibile ottenere lo status di osservatore, a beneficio della comunità internazionale; di invitare le Nazioni Unite a concedere l'accesso ai suoi eventi agli attivisti, ai rappresentanti della società civile e ai giornalisti in possesso di un passaporto taiwanese;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>an)</SYMBOL>di incoraggiare il Regno di Thailandia e il Regno di Cambogia a risolvere eventuali controversie in modo pacifico e attraverso il dialogo diplomatico, avvalendosi appieno dei meccanismi bilaterali, regionali e internazionali esistenti, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e con i trattati e gli accordi pertinenti;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ao)</SYMBOL>di rafforzare il ruolo dell'Unione quale partner privilegiato dell'Africa in materia di sicurezza approfondendo la cooperazione tra l'UE, l'Unione africana e le Nazioni Unite in relazione alla prevenzione dei conflitti, alla mediazione e alla risposta alle crisi, anche grazie alla fornitura di finanziamenti prevedibili e sostenibili alle operazioni di pace a guida africana, in particolare attraverso l'architettura africana di pace e di sicurezza e, se del caso, contributi valutati dalle Nazioni Unite; di affrontare le gravi crisi umanitarie e di sicurezza tra loro interconnesse presenti nel Sahel, nel Corno d'Africa, in Sudan e nella Repubblica democratica del Congo, tra cui la diffusione del terrorismo jihadista, l'estremismo violento, i colpi di Stato militari e la fragilità degli Stati; di denunciare esplicitamente la violenza e la mancanza di sicurezza persistenti nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo, di svolgere un ruolo attivo e coordinato nel processo di pace e di sollecitare rinnovati sforzi a livello internazionale per promuovere la giustizia, combattere l'impunità e assicurare il pieno seguito della relazione sinottica delle Nazioni Unite, comprese le sanzioni; di chiedere di estendere il regime di embargo sulle armi che si applica attualmente al Darfur anche al resto del Sudan, al fine di conseguire un cessate il fuoco duraturo nel paese; di rispondere ai vuoti di sicurezza aggravati dal ritiro delle missioni internazionali e dalla crescente presenza di attori esterni destabilizzanti, tra cui reti mercenarie russe e ingerenze ibride; di garantire che qualsiasi impegno dell'UE in materia di sicurezza sia fondato sulla titolarità locale, la responsabilità democratica, l'inclusione di genere e il nesso tra azione umanitaria, sviluppo e pace, in linea con il quadro delle Nazioni Unite per la costruzione della pace e quello per le donne, la pace e la sicurezza;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ap)</SYMBOL>di continuare a dialogare con le Nazioni Unite per affrontare le sfide globali in materia di sicurezza attraverso la prevenzione dei conflitti, la mediazione, la costruzione della pace, la gestione delle crisi e la lotta al terrorismo, conformemente al partenariato strategico UE-ONU per la pace e la sicurezza; di riconoscere il ruolo essenziale delle operazioni di pace delle Nazioni Unite e di sfruttare il riesame relativo al futuro di tali operazioni per provvedere affinché siano adattate conformemente al panorama della sicurezza odierno; di chiedere l'istituzione dei necessari strumenti giuridici che definiscano la portata e l'applicabilità del principio di autodifesa, così da poter rispondere adeguatamente alle minacce provenienti da attori non statali in un'epoca sempre più segnata da guerre asimmetriche e misure ibride; di evidenziare l'interconnessione tra il sostegno alla democrazia e la sicurezza sulla scena internazionale; di aumentare il sostegno alla promozione della democrazia, in linea con gli obblighi previsti dai trattati, compresa l'osservazione elettorale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>aq)</SYMBOL>di ribadire il ruolo cruciale svolto dalle donne nella mediazione dei conflitti e nelle missioni di mantenimento della pace; di ricordare la loro sottorappresentanza a tutti i livelli nelle missioni delle Nazioni Unite e dell'UE e l'importanza fondamentale di proteggere le donne e le ragazze in situazioni di conflitto e post-conflitto; di sottolineare l'importanza fondamentale di garantire il pieno accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti per le donne e le ragazze in contesti di conflitto e post-conflitto;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ar)</SYMBOL>di riconoscere i gravi rischi derivanti da una nuova corsa agli armamenti e dall'indebolimento degli sforzi globali di disarmo, in gran parte attribuibili al potenziamento delle capacità nucleari della Russia, della Cina e della Corea del Nord a seguito della sospensione unilaterale da parte della Russia della sua adesione al nuovo trattato per la riduzione delle armi strategiche (nuovo START) nel 2023; di esortare tutti gli Stati dotati di armi nucleari a porre fine all'espansione quantitativa e qualitativa dei loro arsenali nucleari e ad avviare processi di riduzione del rischio, trasparenza e controllo degli armamenti; di continuare a salvaguardare e rafforzare i quadri multilaterali che disciplinano la non proliferazione e il controllo degli armamenti, nonché quelli che regolano l'esportazione di armi e di beni e tecnologie a duplice uso; di promuovere e rafforzare gli strumenti multilaterali contro la produzione, lo stoccaggio e l'uso di armi chimiche e biologiche;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>as)</SYMBOL>di intensificare gli sforzi volti a porre fine all'impunità e garantire l'assunzione di responsabilità per le violazioni del diritto internazionale, anche favorendo la rapida adozione della Convenzione per la prevenzione e la repressione dei crimini contro l'umanità, rafforzando le indagini indipendenti sui crimini internazionali e sostenendo pienamente la CPI e la CIG in quanto istituzioni giudiziarie essenziali, indipendenti e imparziali, anche attraverso il rispetto dello Statuto di Roma e il riconoscimento della natura vincolante delle ordinanze e delle sentenze della CIG; di deplorare le minacce senza precedenti subite dalla CPI, anche da parte degli Stati Uniti, e di chiedere l'attivazione, l'applicazione effettiva e il rafforzamento del regolamento di blocco dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (CE) n. 2271/96 del Consiglio, del 22 novembre 1996, relativo alla protezione degli effetti extraterritoriali derivanti dall'applicazione di una normativa adottata da un paese terzo, e dalle azioni su di essa basate o da essa derivanti (GU L 309 del 29.11.1996, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/1996/2271/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, al fine di tutelare l'indipendenza e il funzionamento degli organi giudiziari internazionali, in particolare la CPI e la CIG e gli organismi che collaborano con tali tribunali e li sostengono;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>at)</SYMBOL>di chiedere una revisione globale dei regimi di sanzioni internazionali al fine di garantire maggiore efficacia, coerenza e assunzione di responsabilità, prevenendo nel contempo la loro politicizzazione e riducendo al minimo il loro potenziale impatto negativo sulle popolazioni civili, in linea con il diritto internazionale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>au)</SYMBOL>di condannare tutti gli attacchi, le minacce e gli atti di violenza contro il personale, le forze di pace e le strutture delle Nazioni Unite e di invitare tutte le parti in conflitto a rispettare la sicurezza, la protezione e la neutralità del personale e delle infrastrutture delle Nazioni Unite, in piena conformità al diritto internazionale, compresa la Convenzione sulla sicurezza del personale delle Nazioni Unite e del personale associato; di evidenziare, a questo proposito, il coraggioso intervento della forza interinale delle Nazioni Unite in Libano, che comprende diversi contingenti europei operanti in condizioni difficili, e di rendere omaggio alla memoria dei due soldati del contingente francese caduti nel Libano meridionale in un'imboscata tesa da Hezbollah il 18 aprile 2026; di esprimere particolare preoccupazione per i ripetuti attacchi contro il personale militare italiano schierato in Libano nel quadro della missione della forza interinale delle Nazioni Unite in Libano, che hanno causato feriti e minacciato la stabilità della forza di mantenimento della pace, e di raccomandare di intensificare le misure coordinate di protezione delle Nazioni Unite, comprese indagini indipendenti e sanzioni nei confronti dei responsabili degli attacchi, al fine di garantire l'effettiva operatività della missione e il rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;</ITEM><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sviluppo sostenibile e diritti umani</STRING></STRING></P><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>av)</SYMBOL>di continuare a integrare un approccio basato sui diritti umani nello sviluppo sostenibile, riconoscendo che la piena attuazione dei diritti umani costituisce un pilastro fondamentale dell'Agenda 2030; di sottolineare il ruolo di primo piano dell'UE in quanto principale fornitore mondiale di aiuti pubblici allo sviluppo; di approfondire la cooperazione multilaterale per migliorare la preparazione e sviluppare la resilienza alle crisi e alle sfide che minacciano i progressi verso il conseguimento degli OSS; di sottolineare che la cooperazione allo sviluppo e l'assistenza bilaterale dell'UE devono essere subordinate al rispetto dei diritti umani fondamentali, dei principi democratici e dei valori sanciti dai trattati dell'UE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>aw)</SYMBOL>di sfruttare ulteriormente il Global Gateway quale alternativa sostenibile, trasparente, democratica e basata sui valori rispetto alle iniziative infrastrutturali concorrenti, in particolare quelle russe e cinesi, quale strumento strategico per rafforzare la presenza geopolitica, la visibilità e la resilienza dell'Unione a livello mondiale e quale iniziativa che contribuisce al conseguimento degli OSS grazie alla promozione della crescita reciproca, dell'attività economica e della creazione di posti di lavoro nei paesi partner, consolidando nel contempo l'autonomia strategica, la posizione geopolitica e la credibilità globale dell'UE; di migliorare tuttavia il monitoraggio della conformità e la valutazione della prestazione dei progetti finanziati nell'ambito la strategia Global Gateway;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ax)</SYMBOL>di accogliere con favore i risultati dei recenti vertici delle Nazioni Unite, che invitano a rafforzare e modernizzare le istituzioni finanziarie internazionali, tra cui il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca mondiale; di chiedere di rendere l'architettura finanziaria internazionale più efficace e inclusiva, di aumentare i finanziamenti agevolati e quelli destinati allo sviluppo, di affrontare il problema dell'indebitamento insostenibile grazie a migliori meccanismi di alleviamento e ristrutturazione del debito e di allineare i flussi finanziari agli OSS e agli impegni in materia di clima;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ay)</SYMBOL>di mettere in guardia contro l'uso della leva finanziaria, delle misure extraterritoriali e della coercizione economica come strumenti di politica estera, in quanto minano la fiducia nel sistema finanziario internazionale e contribuiscono all'instabilità e alla disuguaglianza globali;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>az)</SYMBOL>di ribadire e affermare in modo inequivocabile che tutti i diritti umani, in particolare quelli sanciti dalle convenzioni delle Nazioni Unite, sono universali e devono essere pienamente rispettati; di invitare le Nazioni Unite a condannare le tendenze globali che pregiudicano tali diritti, tra cui la crescente marginalizzazione dei diritti umani e la riduzione degli spazi per la società civile, anche in democrazie consolidate;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ba)</SYMBOL>di promuovere una trasformazione antropocentrica e fondata sui diritti sostenendo un futuro digitale inclusivo, aperto, sicuro e protetto e garantendo l'efficace attuazione del patto digitale globale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bb)</SYMBOL>di continuare a promuovere i diritti delle donne sanciti dalla dichiarazione e dalla piattaforma d'azione di Pechino delle Nazioni Unite; di impiegare tutti gli strumenti a disposizione per combattere la violenza contro le donne e le ragazze nell'UE e nel mondo; di prestare particolare attenzione alle comunità vulnerabili ed emarginate negli Stati in cui i diritti delle donne stanno ripetutamente venendo messi a repentaglio dai governi nazionali; di incrementare i finanziamenti dell'UE a favore di UN Women, del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione e di altri programmi delle Nazioni Unite volti a promuovere i diritti delle donne, la parità di genere e l'emancipazione di tutte le donne e le ragazze;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bc)</SYMBOL>di portare avanti, in tutti i consessi delle Nazioni Unite, un dialogo costante sulla necessità di combattere la persistente discriminazione nei confronti della comunità LGBTIQ+ e garantire la parità di accesso alla protezione sociale, all'assistenza sanitaria, all'istruzione e a beni e servizi; di sostenere la campagna "Free&amp;Equal" (Liberi e uguali) delle Nazioni Unite sensibilizzando l'opinione pubblica e promuovendo tutele giuridiche più solide, in particolare negli Stati in cui le pratiche discriminatorie rimangono diffuse;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bd)</SYMBOL>di dare priorità alla lotta contro la disinformazione e le notizie false, diffuse attraverso l'amplificazione algoritmica da parte delle grandi piattaforme online, il crescente utilizzo di modelli linguistici di grandi dimensioni senza adeguate garanzie, lo sfruttamento degli stessi ad opera di soggetti stranieri malintenzionati e il mancato rispetto da parte delle grandi imprese tecnologiche degli obblighi che gli incombono ai sensi della legislazione vigente in materia, che compromettono la democrazia e i processi elettorali; di invitare l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ad adottare quadri più solidi per contrastare le minacce ibride, comprese le campagne di disinformazione e altre operazioni di influenza non cinetiche che minano i processi democratici e la coesione sociale a livello globale; di adoperarsi a favore dell'attuazione di un quadro globale per la tutela dei minori online, che comprenda requisiti di verifica dell'identità sulle piattaforme dei social media, con l'obiettivo di garantire che ciascun account utente sia associato a una persona fisica che utilizza il proprio nome e la propria identità legali, assicurando nel contempo che tali misure siano messe in atto nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia di protezione dei dati personali; di dotare le divisioni Comunicazione e previsioni strategiche del Servizio europeo per l'azione esterna di risorse sufficienti per contrastare efficacemente le campagne di disinformazione e le narrazioni anti-UE diffuse strategicamente da regimi autoritari e illiberali che cercano di compromettere sia le relazioni dell'UE con l'America latina, l'Africa e l'Asia sia l'azione esterna dell'UE nei consessi multilaterali;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>be)</SYMBOL>di evidenziare l'importanza di garantire ai media un ambiente sicuro, indipendenza editoriale e sostegno finanziario; di opporsi alle crescenti minacce nei confronti dei giornalisti in tutto il mondo, in particolare delle giornaliste, prese di mira in modo sproporzionato; di rafforzare la collaborazione con l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR), al fine di promuovere l'attuazione del piano d'azione delle Nazioni Unite sulla sicurezza dei giornalisti e la questione dell'impunità;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bf)</SYMBOL>di rafforzare la promozione della libertà di religione, di pensiero, di coscienza e di credo, che costituisce un diritto umano fondamentale, e di chiedere misure più incisive a tutela di tutte le minoranze religiose, etniche e di altro tipo, comprese le comunità cristiane, musulmane ed ebraiche; di condannare fermamente la persecuzione di tutte le comunità religiose, in particolare dei cristiani, che sono oggetto di diffuse persecuzioni in tutto il mondo, e tutte le forme di violenza o discriminazione nei confronti di altre comunità religiose; di esortare tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a garantire a tutte le persone la piena libertà di religione e di culto, in linea con i loro impegni internazionali in materia di diritti umani;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bg)</SYMBOL>di ribadire la necessità di rivedere la procedura di elezione dell'UNHRC, in particolare per impedire che paesi che violano i diritti umani siedano in seno al Consiglio; di sottolineare l'obbligo dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite di prendere in considerazione, al momento dell'elezione dei membri dell'UNHRC, l'impegno dei candidati nella promozione e nella tutela dei diritti umani; di invitare gli Stati membri dell'UE ad adottare una posizione coordinata riguardo all'appartenenza all'UNHRC e a votare contro tutti i candidati dell'UNHRC che non rispettano i diritti umani;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bh)</SYMBOL>di consolidare l'impegno dell'UE nella promozione della salute globale insieme ai partner, sostenendo le campagne di vaccinazione, attuando l'accordo sulle pandemie, lottando contro le malattie non trasmissibili e rafforzando i meccanismi multilaterali per la prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bi)</SYMBOL>di rafforzare la promozione della libertà artistica e la tutela del patrimonio culturale e dei diritti culturali sostenendo il lavoro dell'UNESCO e procedendo verso l'istituzione di un relatore o di un interlocutore permanente dell'UE presso l'UNESCO;</ITEM></LIST></P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e, per informazione, all'Assemblea generale e al Segretario generale delle Nazioni Unite.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RECOM></TXTLST></SDOCTA>