<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0184</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Stato di diritto, diritti fondamentali e uso improprio dei fondi dell'UE in Slovacchia: necessità di una risposta dell'UE</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0245/2026)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 20 maggio 2026 sullo Stato di diritto, i diritti fondamentali e l'uso improprio dei fondi dell'UE in Slovacchia: necessità di una risposta dell'UE (2026/2607(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare l'articolo 2, l'articolo 4, paragrafo 3, e gli articoli 5, 6, 9 e 10, e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare l'articolo 20,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("Carta"),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e i relativi protocolli, nonché le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo riguardanti la Slovacchia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Dichiarazione universale dei diritti umani,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i trattati internazionali delle Nazioni Unite e del Consiglio d'Europa in materia di diritti umani,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2019, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione<FOOTNOTE><FIELD> GU L 305 del 26.11.2019, pag. 17, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2019/1937/oj.</FIELD></FOOTNOTE> (direttiva sugli informatori),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, relativo a un regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione<FOOTNOTE><FIELD> GU L 433 I del 22.12.2020, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2020/2092/oj.</FIELD></FOOTNOTE> (regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura, e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo Sicurezza interna e allo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti<FOOTNOTE><FIELD> GU L 231 del 30.6.2021, pag. 159, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1060/oj.</FIELD></FOOTNOTE> (regolamento recante disposizioni comuni),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 19 aprile 2018 sulla protezione dei giornalisti investigativi in Europa: il caso dei giornalisti slovacchi Ján Kuciak e Martina Kušnírová<FOOTNOTE><FIELD> GU C 390 del 18.11.2019, pag. 111.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 28 marzo 2019 sulla situazione dello Stato di diritto e della lotta contro la corruzione nell'UE, in particolare a Malta e in Slovacchia<FOOTNOTE><FIELD> GU C 108 del 26.3.2021, pag. 107.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 20 ottobre 2022 sull'aumento dei reati generati dall'odio contro persone LGBTIQ+ in Europa alla luce del recente omicidio omofobo in Slovacchia<FOOTNOTE><FIELD> GU C 149 del 28.4.2023, pag. 22.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 17 gennaio 2024 sul previsto scioglimento delle principali strutture anticorruzione in Slovacchia e le relative implicazioni per lo Stato di diritto<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/5712, 17.10.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/5712/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue relazioni a seguito delle missioni della commissione per il controllo dei bilanci in Slovacchia dal 26 al 28 maggio 2025 e del gruppo di monitoraggio della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali (DRFMG) della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni a Bratislava, Slovacchia, dall'1 al 3 giugno 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i capitoli sulla Slovacchia delle relazioni annuali della Commissione sullo Stato di diritto,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti le relazioni, le indagini e i pareri dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la piattaforma del Consiglio d'Europa per promuovere la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti e la sua relazione annuale del 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, del 30 aprile 2014, sulla protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti e degli altri operatori dei mezzi d'informazione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli impegni degli Stati partecipanti dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa in materia di libertà dei mezzi d'informazione, la libertà di espressione e il libero flusso delle informazioni,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione n. 464/2024 del Consiglio giudiziario della Repubblica slovacca, del 20 novembre 2024, che esprime preoccupazione per il reato di "abuso di diritto" e ne raccomanda l'abrogazione o la modifica per assicurare garanzie più solide in linea con l'indipendenza della magistratura,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione della Commissione internazionale di giuristi, del 14 febbraio 2025, che esprime preoccupazione per le evidenti ingerenze dell'esecutivo nei lavori del Consiglio giudiziario della Repubblica slovacca e sottolinea la necessità di salvaguardare l'indipendenza dei consigli giudiziari dall'influenza parlamentare ed esecutiva,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la lettera aperta congiunta del 16 ottobre 2025, firmata da 56 organizzazioni della società civile, che esprime profonda preoccupazione per le modifiche costituzionali recentemente adottate in Slovacchia e invita l'UE ad agire con urgenza,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la lettera in data 28 novembre 2025 della Procura europea (EPPO) alla Commissione in cui si esprime preoccupazione per il fatto che le modifiche proposte alla legislazione in materia di protezione degli informatori in Slovacchia potrebbero essere incompatibili con i principi dello Stato di diritto, limitare la protezione di determinate categorie di informatori, introdurre effetti retroattivi sui casi in corso e incidere negativamente sulla tutela degli interessi finanziari dell'UE,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'audizione pubblica della commissione per il controllo dei bilanci del 27 gennaio 2026 sulla tutela degli interessi finanziari dell'UE in Slovacchia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'indice di percezione della corruzione 2025, che ha assegnato alla Slovacchia un punteggio di 48 su 100, collocandola al 61° posto a livello mondiale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'indice sull'uguaglianza di genere per il 2025 pubblicato dall'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, che ha assegnato alla Slovacchia un punteggio di 57,2 su 100, collocandola al 20° posto nell'UE, il che indica che ha compiuto progressi nel tempo ma continua a registrare risultati inferiori alla media dell'UE,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le dichiarazioni del Consiglio e della Commissione dell'11 febbraio 2026 sullo Stato di diritto, i diritti fondamentali e l'uso improprio dei fondi dell'UE in Slovacchia: necessità di una risposta dell'UE,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la sua risoluzione del 29 aprile 2026 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2024, sezione III – Commissione e agenzie esecutive e nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2026)0125.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 136, paragrafo 2, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che l'UE si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze, quali definiti all'articolo 2 TUE e rispecchiati nella Carta, nonché sanciti dai trattati internazionali in materia di diritti umani; che tali valori sono comuni a tutti gli Stati membri e dovrebbero essere rispettati e promossi attivamente dall'UE e da ogni singolo Stato membro in tutte le loro politiche, sia interne che esterne, in modo coerente; che gli Stati membri dovrebbero garantire che non vi sia alcun regresso nella protezione dei valori sanciti dall'articolo 2 TUE; che qualsiasi indebolimento di tali valori rischia di erodere i diritti e le libertà delle persone che vivono nell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che l'articolo 6, paragrafo 3, TUE riconosce che i diritti fondamentali, garantiti dalla CEDU e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri, fanno parte del diritto dell'UE in quanto principi generali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che il funzionamento dell'UE si basa sulla fiducia reciproca tra gli Stati membri, fondata sul presupposto che essi rispettino la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, come garantito dalla CEDU e dalla Carta;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che una missione conoscitiva in Slovacchia del gruppo di monitoraggio sulla democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, svoltasi dall'1 al 3 giugno 2025, ha sollevato serie preoccupazioni in merito alle riforme del diritto penale che indeboliscono gli sforzi anticorruzione, alla riduzione dei termini di prescrizione e al ricorso a procedure accelerate senza un'adeguata consultazione; che la missione ha inoltre evidenziato i rischi connessi alla discrezionalità dell'azione penale, all'assenza di una strategia globale anticorruzione, alla crescente pressione sul sistema giudiziario, sui media e sulla società civile, al declino della libertà dei media e alle proposte che mettono in discussione il primato del diritto dell'UE; che è stato osservato, in particolare, che la lotta alla corruzione non è più una priorità del governo, essendo diminuite le azioni penali per corruzione, non a causa della riduzione dei livelli di corruzione, ma a seguito di un'applicazione meno rigorosa della legge, e che non saranno perseguiti nuovi casi di rilievo oltre a quelli relativi al precedente governo del primo ministro; che, secondo le stime, 1 324 detenuti avrebbero beneficiato di riforme giuridiche, con 446 rilasci anticipati, molti dei quali legati al mondo politico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che la missione della commissione per il controllo dei bilanci in Slovacchia dal 26 al 28 maggio 2025 ha sollevato gravi preoccupazioni in merito al funzionamento dei sistemi di controllo e di audit, alla gestione dei fondi dell'UE e al più ampio contesto dello Stato di diritto; che la missione si è svolta in un clima politico teso ed è stata caratterizzata da attacchi pubblici contro i suoi membri, sollevando gravi preoccupazioni in merito alla trasparenza, alla contraddittorietà delle informazioni fornite dalle autorità e dalle parti interessate e a un ambiente ostile nei confronti della società civile e dei giornalisti investigativi; che ha inoltre evidenziato i rischi connessi alla gestione dei fondi dell'UE, tra cui carenze strutturali nei meccanismi di controllo, garanzie insufficienti contro la frode e una ridotta capacità investigativa a seguito dello smantellamento della Procura speciale e della riforma del codice penale, che hanno portato a statistiche preliminari allarmanti secondo cui, nei primi mesi del 2025, sarebbero stati formulati solo due capi d'accusa per reati simili a quelli precedentemente oggetto di indagini da parte della Procura speciale; che la procura speciale seguiva precedentemente tra 120 e 150 capi d'accusa all'anno; che la missione ha inoltre rivelato carenze nell'uso efficace dei fondi dell'UE a favore delle comunità vulnerabili, in particolare nell'attuazione dei fondi dell'UE destinati alle comunità rom;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la modifica della Costituzione slovacca adottata il 26 settembre 2025 ha integrato l'articolo 7 con disposizioni aggiuntive in materia di identità nazionale che consentono alle autorità slovacche, compresi i tribunali, di valutare se e in quale misura il diritto dell'UE si applichi in Slovacchia, comprese le sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE); considerando che il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, la Commissione di Venezia e il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno espresso preoccupazione in merito alla modifica; considerando che il 21 novembre 2025 la Commissione ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora alla Slovacchia per violazione dei principi fondamentali del diritto dell'UE, in particolare i principi di primato, autonomia, efficacia e applicazione uniforme del diritto dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che il sistema giudiziario continua a incontrare difficoltà in termini di efficacia, in particolare nei procedimenti amministrativi; che, nella sua relazione sullo Stato di diritto 2025, la Commissione ha raccomandato alla Slovacchia di introdurre misure volte a garantire sufficienti garanzie di indipendenza per quanto riguarda la revoca dei membri del Consiglio giudiziario, in particolare quelli non eletti dai giudici, tenendo conto delle norme europee in materia di indipendenza dei consigli giudiziari, e ad assicurare che siano predisposte e debitamente rispettate garanzie sufficienti in sede di valutazione della responsabilità penale dei giudici per il reato di "abuso di diritto" nelle loro decisioni giudiziarie;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che, nella sua relazione sullo Stato di diritto 2025, la Commissione ha raccomandato alla Slovacchia di introdurre proposte volte a regolamentare le attività di lobbying e a rafforzare il sistema di verifica e di dichiarazione patrimoniale, nonché di proseguire gli sforzi in corso per riformare le norme sui conflitti di interessi e garantire indagini e azioni penali efficaci e indipendenti nei casi di corruzione ad alto livello, al fine di stabilire una solida casistica, anche prevenendo qualsiasi ingerenza indebita e limitando l'uso dei poteri del procuratore generale di annullare le decisioni definitive in materia di indagini e azioni penali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che l'8 maggio 2025, a seguito di una raccomandazione dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), la Commissione ha adottato una decisione di esecuzione relativa alla riduzione del sostegno nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza in caso di conflitto di interessi conformemente all'articolo 22, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/241 e all'articolo 19, paragrafo 1, e paragrafo 2, lettera a), dell'accordo di finanziamento per la Slovacchia (C(2025)0294);</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che il 6 giugno 2025 il Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) ha adottato la sua relazione ad hoc sulla Repubblica slovacca, in cui ha formulato una serie di raccomandazioni alla luce delle conclusioni relative al ricorso alla procedura legislativa accelerata, alla riduzione dei termini di prescrizione, alla riduzione delle condanne penali, alle riforme istituzionali che interessano la procura e le forze di polizia, nonché all'applicazione del reato di "abuso di diritto"; che il 6 e 7 marzo 2026 la Commissione di Venezia e la direzione generale per i Diritti umani e lo Stato di diritto del Consiglio d'Europa hanno indicato che il reato di abuso di diritto desta preoccupazione, in quanto rischia intrinsecamente di compromettere l'indipendenza della magistratura, e hanno ribadito che la via di ricorso primaria dovrebbe essere il normale esame in appello;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che, nella sua relazione sullo Stato di diritto 2025, la Commissione ha raccomandato alla Slovacchia di rafforzare le norme e i meccanismi per ripristinare e salvaguardare ulteriormente l'indipendenza editoriale e della governance dei media del servizio pubblico, tenendo conto delle norme europee in materia di media del servizio pubblico, e di proseguire nella predisposizione di garanzie legislative e di altro tipo per migliorare la sicurezza fisica e l'ambiente di lavoro dei giornalisti, compresa la riforma della legge sulla diffamazione, tenendo conto delle norme europee sulla protezione dei giornalisti; che nel 2025 il governo e il parlamento slovacchi hanno nominato il consiglio di amministrazione della televisione e della radio slovacche (STVR), composto esclusivamente da membri designati dalla coalizione di governo, come dimostra la scelta del direttore generale e le forti pressioni esercitate sul personale della STVR in merito ai contenuti editoriali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che l'11 febbraio 2026 la Corte costituzionale slovacca ha deciso di chiedere una pronuncia pregiudiziale alla CGUE (C-107/26) in merito alla compatibilità della legge sulla televisione e la radio slovacche con il regolamento europeo sulla libertà dei media<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2024/1083 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, che istituisce un quadro comune per i servizi di media nell'ambito del mercato interno e che modifica la direttiva 2010/13/UE (regolamento europeo sulla libertà dei media) (GU L, 2024/1083, 17.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1083/oj).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che in passato gli attacchi pubblici sferrati dai politici slovacchi contro giornalisti, società civile e gruppi vulnerabili hanno contribuito a una sorta di normalizzazione dell'incitamento all'odio, nel quale sono stati commessi gravi crimini violenti, tra cui l'omicidio di Ján Kuciak e Martina Kušnírová; che l'omicidio di Ján Kuciak e Martina Kušnírová è uno dei casi più complessi attualmente oggetto di indagine; che il caso era sotto la supervisione della procura speciale ed è ora sotto l'autorità del procuratore generale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che, nella sua relazione sullo Stato di diritto 2025, la Commissione ha raccomandato alla Slovacchia di garantire una consultazione pubblica effettiva e il coinvolgimento dei portatori di interessi nel processo legislativo, anche affrontando il frequente ricorso alla procedura accelerata; che nel 2025 il 20 % delle leggi approvate dal parlamento slovacco è stato discusso e adottato con la procedura legislativa accelerata;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che il 12 dicembre 2025 il parlamento slovacco ha modificato la legislazione sulla protezione degli informatori attraverso una procedura accelerata; che il 17 dicembre 2025 la Corte costituzionale slovacca ha sospeso l'effetto di tali modifiche; che il 30 gennaio 2026 la Commissione ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora alla Slovacchia per violazione delle norme dell'UE in materia di protezione degli informatori;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che il 16 aprile 2025 il parlamento slovacco ha modificato la legislazione sulle organizzazioni senza scopo di lucro; che il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa e la Commissione di Venezia hanno espresso preoccupazione per la conformità della modifica alla CEDU; che le organizzazioni non governative (ONG) sono state oggetto di campagne diffamatorie, minacce e intimidazioni<FOOTNOTE><FIELD> Civil Liberties Union for Europe (Liberties), Relazione sullo Stato di diritto 2025: Slovacchia; Commissione europea, Relazione sullo Stato di diritto 2025 – Capitolo sulla Slovacchia; informazioni fornite dall'Ufficio del difensore civico (mediatore) della Repubblica Slovacca, 2025.</FIELD></FOOTNOTE>; che il 17 dicembre 2025 la Corte costituzionale ha concluso che la modifica non è conforme alla Costituzione slovacca o alla CEDU; che, nonostante tale sentenza, le autorità slovacche hanno introdotto misure alternative che rafforzano il controllo amministrativo sulle organizzazioni della società civile e hanno modificato le norme in materia di trasparenza, sollevando preoccupazioni in merito alle continue pressioni esercitate sullo spazio civico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che gli esperti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani e il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno espresso preoccupazione per la stigmatizzazione e la persecuzione delle ONG, dei giornalisti e delle organizzazioni della società civile in Slovacchia, nonché per le restrizioni allo spazio civico; che il Comitato ha invitato la Slovacchia a rivedere e modificare la propria legislazione per garantire la piena tutela del diritto di riunione pacifica e assicurare un quadro adeguato per le ONG; che la Slovacchia rimane soggetta a una procedura rafforzata per quanto riguarda l'esecuzione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo a causa della mancanza di garanzie in materia di sorveglianza segreta<FOOTNOTE><FIELD> Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 26 ottobre 2023 nella causa <STRING ITALIC="on">Plechlo/Slovacchia</STRING> (18593/19) e del 20 luglio 2021 nella causa <STRING ITALIC="on">Zoltan Varga/Slovacchia</STRING> (58361/12).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che l'11 dicembre 2025 il parlamento slovacco ha modificato il codice penale al fine di considerare reato l'ostruzionismo alla campagna elettorale "in relazione a una potenza straniera o a un agente straniero"; che il 27 marzo 2026 è stata presentata una proposta di modifica della legislazione sulle condizioni di esercizio del diritto di voto al fine di sostituire il voto per corrispondenza dall'estero con il voto di persona presso le rappresentanze diplomatiche e consolari;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che le modifiche alla Costituzione adottate il 26 settembre 2025 hanno introdotto disposizioni relative all'adozione, alle attività educative e alla definizione costituzionale di sesso; che il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa e la Commissione di Venezia hanno espresso preoccupazione in merito a tali emendamenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che in Slovacchia sussistono carenze sistemiche nell'efficacia delle indagini e del perseguimento degli atti di violenza domestica, come evidenziato dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo<FOOTNOTE><FIELD> Sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 22 gennaio 2026 nella causa <STRING ITALIC="on">J.S./Slovacchia</STRING> (35767/23).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che la causa C-799/23, <STRING ITALIC="on">Commissione/Slovacchia</STRING>, è tuttora pendente dinanzi alla CGUE; che la Slovacchia rimane soggetta a una procedura rafforzata per quanto riguarda l'esecuzione di una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo concernente l'iscrizione e la scolarizzazione discriminatorie di bambini rom in classi speciali nelle scuole primarie per bambini con disabilità intellettive<FOOTNOTE><FIELD> Sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 27 febbraio 2025 nella causa <STRING ITALIC="on">Salay/Slovacchia</STRING> (29359/22).</FIELD></FOOTNOTE>; che il 25 febbraio 2025 il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa ha chiesto misure urgenti per affrontare le condizioni di vita inadeguate delle comunità rom emarginate; che il commissario ha formulato raccomandazioni volte a garantire l'accesso a un'istruzione inclusiva e di qualità per i bambini rom e a porre fine alla loro segregazione, nonché a contrastare l'antiziganismo e la discriminazione, in particolare nelle attività di polizia; che la Slovacchia rimane soggetta a una procedura rafforzata per quanto riguarda l'esecuzione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo relative al trattamento riservato ai rom da parte della polizia<FOOTNOTE><FIELD> Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 1° settembre 2020 nella causa <STRING ITALIC="on">R.R. e R.D./Slovacchia</STRING>, dell'8 settembre 2022 nella causa <STRING ITALIC="on">P.H./Slovacchia</STRING> (37574/19) e del 24 ottobre 2024 nella causa <STRING ITALIC="on">B.B./Slovacchia</STRING> (48587/21).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che la relazione 2025 sullo Stato di diritto presentata dall'Unione delle libertà civili per l'Europa (<STRING ITALIC="on">Civil Liberties Union for Europe</STRING>)<FOOTNOTE><FIELD> https://www.liberties.eu/f/vdxw3e.</FIELD></FOOTNOTE> evidenzia preoccupazioni persistenti in Slovacchia nei settori dell'indipendenza della magistratura, del quadro anticorruzione, della libertà dei media, del ricorso a procedure legislative accelerate, dello spazio della società civile e dei diritti fondamentali, con particolare riferimento alle minoranze e ai gruppi vulnerabili;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che l'11 dicembre 2025 il parlamento slovacco ha modificato il codice penale al fine di introdurre il reato di " messa in discussione di decreti successivi alla Seconda guerra mondiale"; che questa legge di recente adozione rischia di creare un effetto dissuasivo sulla libertà di espressione e sulla libertà accademica, tutelate dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; che la continua confisca di terreni sulla base dei suddetti decreti, applicati in particolare a cittadini appartenenti alla minoranza nazionale ungherese, è in realtà un programma di accaparramento di terreni che ha privato centinaia di proprietari di terreni di valore e che solleva preoccupazioni in merito alla certezza del diritto e al rispetto dello Stato di diritto; che il 2 febbraio 2022 il comitato consultivo della convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali ha invitato le autorità slovacche ad avviare un dialogo con i rappresentanti delle minoranze nazionali interessate per quanto riguarda gli eventuali effetti negativi della legislazione del 1945 relativa alla confisca dei beni sulle attuali relazioni interetniche;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il deterioramento della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali in Slovacchia; sottolinea che il rispetto verificabile dello Stato di diritto e della Carta da parte degli Stati membri deve essere considerato un prerequisito essenziale per ottenere i fondi dell'UE; evidenzia che tutti i programmi e gli investimenti finanziati dal bilancio dell'UE devono essere al servizio dell'interesse pubblico; sottolinea che le carenze sistemiche nello Stato di diritto, in particolare nell'indipendenza della magistratura e nei sistemi di audit e controllo, mettono a repentaglio la tutela degli interessi finanziari dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>invita la Commissione a valutare se sussista un evidente rischio di violazione grave dei valori di cui all'articolo 2 TUE da parte della Slovacchia; invita inoltre la Commissione a sfruttare appieno tutti gli strumenti disponibili per affrontare le preoccupazioni in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali, a partire da strumenti preventivi e cooperativi nel quadro della sua relazione annuale sullo Stato di diritto, al fine di garantire il rispetto dei valori sanciti dall'articolo 2 TUE; sottolinea tuttavia che, laddove persistano preoccupazioni debitamente motivate, la Commissione non dovrebbe esitare ad avvalersi di tutte le misure di esecuzione a sua disposizione per proteggere il bilancio dell'UE e difendere i valori sanciti dall'articolo 2 TUE, comprese le procedure di infrazione e, in particolare, le procedure di infrazione accelerate, le domande di provvedimenti provvisori dinanzi alla CGUE e le misure inerenti alla mancata esecuzione delle sentenze della CGUE, nonché gli audit rafforzati, la sospensione dei pagamenti, l'applicazione sistematica di rettifiche finanziarie e le procedure di recupero;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>deplora il fatto che la Slovacchia abbia adottato una serie di modifiche del diritto penale e di procedura penale, tra cui una riduzione delle sanzioni per la corruzione e i reati finanziari, una riduzione dei termini di prescrizione e la chiusura di entità specializzate nella lotta alla corruzione, dell'Agenzia nazionale per la lotta alla criminalità e della Procura speciale, il che ha determinato ritardi nelle indagini trasferite ad altri organismi e un calo significativo del numero di casi di corruzione, e che compromette il perseguimento dei reati relativi ai fondi dell'UE; esprime preoccupazione per gli ampi poteri discrezionali concessi al procuratore generale in Slovacchia a norma dell'articolo 363 del codice di procedura penale slovacco, che possono consentire l'interruzione o la dilazione di procedimenti penali per motivi formali senza garanzie sufficienti, mettendo così a rischio l'efficacia delle indagini e del perseguimento dei casi, in particolare dei reati connessi alla corruzione; esprime preoccupazione per le presunte molestie e indagini nei confronti di ex inquirenti in casi di corruzione e ritiene che tali azioni indeboliscano la lotta alla corruzione, rischino di compromettere la tutela degli interessi finanziari dell'UE e possano avere un effetto dissuasivo sulle indagini indipendenti; esprime un'ulteriore preoccupazione per l'accertamento di conflitti di interesse nell'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per le modifiche apportate alla Costituzione in Slovacchia, in particolare quelle che limitano i diritti fondamentali, lo Stato di diritto e il primato del diritto dell'UE; rileva con preoccupazione che le organizzazioni della società civile hanno avvertito che tali modifiche possono violare diritti fondamentali; sottolinea che le disposizioni costituzionali devono essere formulate con sufficiente precisione per evitare interpretazioni arbitrarie e devono rispettare pienamente gli obblighi derivanti dal diritto dell'UE, compresa la Carta, come pure le norme internazionali in materia di diritti umani; ricorda che il primato del diritto dell'UE e la natura vincolante degli obblighi internazionali devono essere pienamente rispettati e che nessuna disposizione costituzionale può giustificare il mancato rispetto delle sentenze della CGUE o della Corte europea dei diritti dell'uomo; invita le autorità slovacche a garantire che la loro Costituzione sia pienamente conforme al diritto dell'UE e al diritto internazionale in materia di diritti umani e a tenere conto delle raccomandazioni della Commissione di Venezia e degli organismi internazionali per i diritti umani, in particolare per quanto riguarda il primato del diritto dell'UE, i diritti al rispetto della vita privata e familiare, la non discriminazione sulla base del genere e dell'orientamento sessuale e il diritto all'istruzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>invita la Commissione a valutare la conformità delle recenti modifiche legislative al diritto dell'UE e ad applicare le disposizioni del regolamento recante disposizioni comuni nei casi di inosservanza delle condizioni abilitanti orizzontali ivi previste;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>sottolinea che il regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto non si limita alle misure di ultima istanza, ma prevede anche un'azione tempestiva con sospensioni parziali, laddove siano individuate violazioni dello Stato di diritto che rappresentano un grave rischio per la sana gestione finanziaria del bilancio dell'UE; ribadisce l'invito, formulato nel contesto del discarico del bilancio 2024 della Commissione, ad avviare la prima fase della procedura di cui all'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il tentativo di sopprimere l'Ufficio per la protezione degli informatori, cosa che avrebbe portato a una riduzione sostanziale del livello di protezione offerto agli informatori, compresa una maggiore esposizione alle ritorsioni e un accesso ridotto alle garanzie giuridiche; respinge le disposizioni che introducono un "meccanismo di riesame" che consente alle autorità o ai datori di lavoro di revocare la protezione degli informatori senza controllo giurisdizionale, compromettendo in tal modo il diritto fondamentale a un ricorso effettivo sancito dalla Carta; sottolinea che limitare la protezione degli informatori è incompatibile con la direttiva dell'UE sugli informatori e compromette lo Stato di diritto; accoglie con favore la decisione del parlamento slovacco del 17 marzo 2026 di abrogare la legge controversa e di mantenere l'Ufficio per la protezione degli informatori; invita la Commissione a monitorare attentamente l'attuazione dell'abrogazione della legge intesa a sopprimere l'Ufficio per la protezione degli informatori in Slovacchia, in modo da garantire che la suddetta abrogazione ripristini pienamente il precedente livello di protezione e sia in linea con il diritto dell'UE, nonché a valutare la portata e l'efficacia dell'abrogazione prima di prendere in considerazione ulteriori azioni; invita le autorità slovacche a garantire il rispetto del diritto e delle norme dell'UE in materia di protezione degli informatori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>esorta la Commissione a intensificare i controlli mirati e le verifiche in loco in Slovacchia, anche attraverso una cooperazione rafforzata e sistematica con l'OLAF e l'EPPO, in modo da compensare l'indebolimento delle capacità nazionali di contrasto e garantire un seguito efficace alle indagini in corso; sottolinea che tali controlli devono essere applicati sistematicamente in tutti i pertinenti flussi di finanziamento dell'UE, compresi i fondi provenienti sia dal quadro finanziario pluriennale che dal dispositivo per la ripresa e la resilienza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>ribadisce la sua disponibilità a lavorare in uno spirito di leale cooperazione con le autorità slovacche, come pure con la società civile e le istituzioni indipendenti, al fine di affrontare le carenze individuate; sottolinea che l'obiettivo del suo controllo e delle sue missioni è quello di sostenere il rafforzamento delle istituzioni democratiche, lo Stato di diritto e il corretto utilizzo dei fondi dell'UE; invita le autorità slovacche a impegnarsi in modo costruttivo e proattivo con le istituzioni dell'UE in tale processo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>invita le autorità slovacche ad attuare pienamente le raccomandazioni della Commissione, del GRECO e della Commissione di Venezia sulla magistratura e la lotta alla corruzione, in particolare per quanto riguarda l'abrogazione del reato di abuso di diritto e la garanzia dell'indipendenza e dell'imparzialità del Consiglio giudiziario nel diritto e nella pratica, il funzionamento delle entità specializzate nella lotta alla corruzione, il diritto penale sostanziale e procedurale e l'indipendenza dei pubblici ministeri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>condanna con fermezza la chiusura della Procura speciale, dato il suo impatto evidente sulle indagini e sul perseguimento della corruzione, che non può essere compensato dalle attività dell'EPPO, in particolare alla luce della presunta "frammentazione" dell'attività fraudolenta finalizzata a far sì che il presunto valore di un caso rimanga al di sotto della soglia stabilita per il coinvolgimento dell'EPPO; sottolinea la necessità di una rivalutazione urgente delle recenti modifiche; invita le autorità slovacche a garantire una cooperazione piena, tempestiva e proattiva con l'EPPO e l'OLAF;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>ribadisce le sue preoccupazioni in merito al funzionamento dell'organismo pagatore slovacco per il settore dell'agricoltura e alla gestione dei finanziamenti della politica agricola comune, comprese le carenze strutturali confermate dall'Istituto supremo per la revisione contabile della Repubblica slovacca, i meccanismi di controllo inadeguati, le azioni correttive insufficienti e l'aumento degli esborsi con controlli carenti; ritiene che tali carenze confermino l'esistenza di debolezze gravi e sistemiche nel sistema di gestione e di controllo che disciplina la spesa agricola in Slovacchia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>esprime preoccupazione per le accuse di uso improprio e irregolarità nell'attuazione dei progetti di sviluppo rurale e turismo finanziati dall'UE in Slovacchia, tra cui i casi relativi a progetti di strutture ricettive turistiche finanziati dall'UE, che implicano un presunto uso improprio di fondi destinati all'agricoltura e allo sviluppo rurale per la costruzione o la ristrutturazione di complessi residenziali privati di lusso, con un valore aggiunto per l'UE limitato o inesistente; sottolinea che tali pratiche, se confermate, costituirebbero una grave violazione dei principi di sana gestione finanziaria, trasparenza e parità di trattamento e minerebbero la fiducia dei cittadini nel bilancio dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>ricorda l'obbligo degli Stati membri di garantire una gestione efficace, trasparente e responsabile dei fondi dell'UE; invita le autorità slovacche ad adottare misure correttive immediate ed efficaci per apportare benefici concreti ai cittadini, tra cui il rafforzamento dei sistemi di controllo interno, la garanzia di un'adeguata individuazione e gestione dei conflitti di interessi e il miglioramento del recupero dei pagamenti irregolari, in piena cooperazione con la Commissione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il deterioramento della libertà e del pluralismo dei media in Slovacchia, comprese le ingerenze politiche nei media del servizio pubblico, le pressioni esercitate sui giornalisti attraverso un clima di ostilità, le campagne diffamatorie e la disinformazione, il ricorso ad azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP), anche da parte di figure politiche di alto livello, e il rischio di una concentrazione della proprietà dei media in mani politicamente allineate, unitamente ai licenziamenti di importanti dirigenti di istituzioni culturali, che rischiano di creare un effetto dissuasivo sulla libertà di stampa e sul dibattito pubblico; sottolinea che un ambiente dei media indebolito riduce notevolmente il controllo democratico e facilita la corruzione nell'esecuzione dei fondi dell'UE; invita le autorità slovacche ad attuare pienamente le raccomandazioni della Commissione relative ai media, con particolare riferimento al quadro giuridico per i media del servizio pubblico, conformemente al regolamento europeo sulla libertà dei media e garantendo l'indipendenza editoriale e la protezione dei giornalisti; invita la Slovacchia a rispettare pienamente ed efficacemente il regolamento europeo sulla libertà dei media ed esorta la Commissione a monitorare attentamente e proattivamente la sua attuazione; ricorda che le autorità slovacche devono rispettare la libertà di espressione e delle arti nel funzionamento e nel finanziamento delle istituzioni culturali e devono astenersi dall'uso improprio di azioni legali intese a limitare il dibattito pubblico; rende omaggio a Ján Kuciak dopo il suo assassinio, come pure al suo lavoro fondamentale di giornalista investigativo; invita le autorità slovacche a provvedere affinché sia assicurata la giustizia in questo caso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>deplora il ricorso ripetuto e ingiustificato a procedure legislative accelerate per riforme sostanziali; sottolinea che tali procedure non devono diventare la norma e dovrebbero essere rigorosamente giustificate solo in circostanze debitamente motivate, dato che compromettono il controllo pubblico, la trasparenza e l'inclusività del processo legislativo e limitano la consultazione significativa e il dibattito parlamentare; invita le autorità slovacche ad attuare pienamente le raccomandazioni della Commissione e del GRECO in materia di bilanciamento dei poteri, in particolare per quanto riguarda un'efficace consultazione pubblica e la partecipazione dei portatori di interessi al processo legislativo, anche affrontando il frequente ricorso alla procedura accelerata; ribadisce le sue preoccupazioni in merito all'accesso alle informazioni per i giornalisti e le organizzazioni della società civile, anche per quanto riguarda le relazioni dell'Istituto supremo per la revisione contabile e della sezione di controllo dell'Ufficio governativo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>denuncia con forza la pressione crescente esercitata sulle organizzazioni della società civile, sugli organi di controllo e sugli operatori della giustizia, compresi gli oneri amministrativi e i tentativi di delegittimare il loro lavoro; ritiene che simili azioni compromettano la responsabilità e l'effettiva tutela dei diritti fondamentali; invita le autorità slovacche a porre fine alla stigmatizzazione e alla persecuzione delle organizzazioni della società civile e a garantire che la legislazione che incide sulla società civile, anche in materia di finanziamento e rendicontazione, rispetti pienamente il diritto dell'UE e il diritto internazionale in materia di diritti umani, con particolare riferimento al diritto alla vita privata, alla libertà di espressione, alla libertà di riunione e alla libertà di associazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>invita le autorità slovacche a provvedere affinché la legislazione elettorale, anche per quanto riguarda il voto per corrispondenza, e le sanzioni penali relative alle violazioni di tale legislazione rispettino pienamente il diritto dell'UE e il diritto internazionale in materia di diritti umani, con particolare riferimento al diritto di voto e all'eleggibilità, alla libertà di espressione e alla libertà di associazione; ricorda che le restrizioni al voto per corrispondenza dovrebbero essere debitamente giustificate e proporzionate, in particolare in assenza di carenze sistemiche comprovate per quanto riguarda l'integrità di tale modalità di voto, e sottolinea la necessità di garantire la parità di accesso alla partecipazione elettorale per i cittadini slovacchi residenti all'estero;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>invita le autorità slovacche a garantire una prevenzione e una lotta efficaci contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica nel diritto e nella pratica, conformemente al diritto dell'UE e al diritto internazionale in materia di diritti umani; ribadisce l'importanza di ratificare senza indugio la convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica e di allineare la definizione giuridica di stupro alle norme internazionali in materia di diritti umani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>invita le autorità slovacche, alla luce del regresso provocato da diverse iniziative legislative in Slovacchia, soprattutto a partire dal 2023, a garantire il pieno rispetto dei propri obblighi in relazione alla garanzia di un accesso effettivo, tempestivo e non discriminatorio alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti, compreso l'accesso all'aborto sicuro e legale; ricorda che tali obblighi derivano dalle norme internazionali in materia di diritti umani e sono parte integrante della tutela dei diritti fondamentali, compresi i diritti alla vita privata e familiare, alla salute e alla non discriminazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>invita le autorità slovacche a garantire l'effettiva protezione dei diritti delle persone LGBTIQ+ nel diritto e nella pratica, conformemente al diritto dell'UE e al diritto internazionale in materia di diritti umani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>invita le autorità slovacche a garantire l'effettiva tutela dei diritti della popolazione rom nel diritto e nella pratica, conformemente al diritto dell'UE e al diritto internazionale in materia di diritti umani, con particolare riferimento alla fine della segregazione nell'istruzione, all'accesso all'assistenza sanitaria e alle attività di polizia; ribadisce la sua preoccupazione in merito all'esecuzione dei fondi dell'UE destinati alle comunità rom in Slovacchia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>esprime una particolare preoccupazione per i diritti delle minoranze in Slovacchia, alla luce del dibattito politico, delle iniziative legislative e delle pratiche amministrative che rischiano di condurre alla discriminazione, alla stigmatizzazione o all'esclusione, così come per la confisca retroattiva di beni sulla base della colpa collettiva di cittadini dell'UE di varie origini etniche; ritiene che le rimostranze storiche debbano essere affrontate attraverso il dialogo piuttosto che attraverso la criminalizzazione; sottolinea che la tutela dei diritti delle minoranze è una componente fondamentale dello Stato di diritto e della governance democratica; invita le autorità slovacche a garantire l'effettiva protezione delle persone appartenenti a minoranze nel diritto e nella pratica, conformemente al diritto dell'UE e al diritto internazionale in materia di diritti umani, con particolare riferimento alla libertà di espressione e al diritto di proprietà;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per le pratiche amministrative e giudiziarie che coinvolgono il Fondo slovacco per la proprietà fondiaria e l'impresa statale "Foreste della Repubblica slovacca" e che si traducono in confische senza indennizzo di terreni e foreste sulla base di decreti risalenti al dopoguerra; invita le autorità slovacche ad abrogare la modifica del codice penale, a sospendere tutti i procedimenti giudiziari e a porre fine alle confische di terreni in corso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>invita le autorità slovacche a indagare sulle carenze sistemiche persistenti nella gestione delle denunce di maltrattamenti da parte della polizia, compresa la mancanza di indagini imparziali ed efficaci in relazione ad accuse credibili di maltrattamento; chiede il rafforzamento delle tutele contro i maltrattamenti da parte delle autorità di contrasto, comprese garanzie di indipendenza istituzionale, meccanismi di controllo efficaci e garanzie procedurali adeguate per garantire la responsabilità e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni di contrasto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e alle Nazioni Unite.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>