<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0186</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">La situazione delle donne e delle ragazze in Afghanistan in seguito all'adozione del codice di procedura penale per i tribunali da parte dei talebani</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0247, 0252, 0254, 0255 e 0258/2026)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 21 maggio 2026 sulla situazione delle donne e delle ragazze in Afghanistan in seguito all'adozione del codice di procedura penale per i tribunali da parte dei talebani (2026/2737(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sull'Afghanistan,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 150, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che, dalla presa illegale del potere da parte dei talebani nel 2021, le donne e le ragazze afghane sono state sottoposte a persecuzione sistematica attraverso oltre 150 editti, che le hanno private dell'istruzione oltre la prima media, dell'occupazione, della giustizia, della libertà di circolazione, dell'assistenza sanitaria e della vita pubblica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che nel 2026 i talebani hanno adottato il codice di procedura penale per i tribunali (codice), che criminalizza le critiche nei confronti delle autorità e conferisce ai giudici ampi poteri discrezionali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che il codice erode i diritti delle donne legalizzando la violenza domestica, criminalizzando le donne che cercano protezione dagli abusi, istituzionalizzando punizioni corporali che equivalgono alla tortura, riconoscendo la schiavitù, prescrivendo la pena di morte senza garanzie di un processo equo, concedendo ai mariti l'autorità discrezionale di punire le mogli per disobbedienza, sottoponendo le donne che lasciano l'Islam a una detenzione a tempo indeterminato e istituzionalizzando la discriminazione basata sul genere, sulla religione e sullo status sociale; che il codice non prevede alcun diritto alla rappresentanza legale o tutele contro le confessioni forzate e che la rimozione delle giudici, delle procuratrici e delle avvocate lascia le donne senza mezzi di ricorso, in violazione degli obblighi dell'Afghanistan a norma del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti e della Convenzione relativa alla schiavitù;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che i talebani hanno notevolmente aumentato le fustigazioni pubbliche e le punizioni corporali, anche nei confronti di almeno 170 donne nel 2025;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che il regime talebano ha istituzionalizzato la persecuzione di genere e l'apartheid di genere; che la Corte penale internazionale ha emesso mandati d'arresto nei confronti di Akhundzada e Haqqani per il crimine contro l'umanità di persecuzione basata sul genere;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna con fermezza il codice; invita il regime talebano ad abrogarlo immediatamente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>dichiara che il regime talebano ha istituzionalizzato la schiavitù, l'apartheid di genere e il matrimonio precoce; invita il Consiglio e la Commissione a denunciare questa situazione in tutti i rapporti diplomatici e a sostenere il loro riconoscimento come crimini contro l'umanità nel proposto trattato sui crimini contro l'umanità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>chiede l'immediata cessazione delle fustigazioni pubbliche, delle punizioni corporali e delle esecuzioni, come pure la revoca di tutte le restrizioni imposte alle donne e alle ragazze, alle persone LGBTQ+, alle minoranze religiose e ad altri gruppi vulnerabili nella vita pubblica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>esorta la Commissione e gli Stati membri a sostenere il non riconoscimento e la non normalizzazione dei talebani, in linea con i cinque parametri di riferimento del Consiglio; deplora la decisione di invitare i talebani a Bruxelles e chiede che siano esercitate pressioni sui talebani affinché ripristinino i diritti umani, in particolare i diritti delle donne e delle ragazze; ribadisce il suo pieno sostegno ai mandati d'arresto della Corte penale internazionale ed esorta gli Stati membri ad eseguirli;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>esorta l'UE e i suoi Stati membri a sostenere il meccanismo di indagine istituito dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>invita il Consiglio a estendere le sanzioni globali dell'UE in materia di diritti umani ai leader talebani responsabili della persecuzione di donne e ragazze, compresi i divieti di viaggio e il congelamento dei beni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>esorta l'UE e i suoi Stati membri ad aumentare il sostegno umanitario a favore di coloro che lottano contro la fame in Afghanistan e delle donne afghane impegnate nella difesa dei diritti umani, delle giudici, delle avvocate, delle giornaliste, delle attiviste e delle organizzazioni guidate da donne e a garantire che gli aiuti raggiungano in modo sicuro le donne e le ragazze afghane;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, alla VP / AR, agli Stati membri, alle Nazioni Unite e alle autorità afghane de facto.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>