<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0216</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Relazione 2025 della Commissione sul Montenegro</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0143/2026 - Relatore: Marjan Šarec)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 17 giugno  2026 sulla relazione 2025 della Commissione sul Montenegro (2025/2253(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Montenegro, dall'altra<FOOTNOTE><FIELD> GU L 108 del 29.4.2010, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2010/224/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, entrato in vigore il 1º maggio 2010,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la domanda di adesione all'Unione europea presentata dal Montenegro il 15 dicembre 2008,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il parere della Commissione, del 9 novembre 2010, sulla domanda di adesione del Montenegro all'Unione europea (COM(2010)0670), la decisione del Consiglio europeo, del 17 dicembre 2010, di concedere al Montenegro lo status di paese candidato e la decisione del Consiglio europeo, del 29 giugno 2012, di avviare i negoziati di adesione all'Unione europea con il Montenegro,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1529 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 settembre 2021, che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA III)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 330 del 20.9.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1529/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1449 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sull'istituzione di uno strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1449, 24.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1449/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni della Presidenza in occasione della riunione del Consiglio europeo di Salonicco del 19 e 20 giugno 2003,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le dichiarazioni dei vertici UE-Balcani occidentali tenutisi a Sofia (Bulgaria), Zagabria (Croazia) e Brdo pri Kranju (Slovenia) rispettivamente nel 2018, 2020 e 2021,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la riunione dei leader dei Balcani occidentali del 1º luglio 2025 a Skopje, Macedonia del Nord, sul piano di crescita per i Balcani occidentali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione del vertice UE-Balcani occidentali del 17 dicembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni della Presidenza sull'allargamento del 16 dicembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il processo di Berlino, avviato il 28 agosto 2014,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni della presidenza del vertice del 2025 sul processo di Berlino, tenutosi il 22 ottobre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 6 ottobre 2020, dal titolo "Un piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali" (COM(2020)0641),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, dell'8 novembre 2023, dal titolo "Un nuovo piano di crescita per i Balcani occidentali" (COM(2023)0691),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 20 marzo 2024, sulle riforme e sulle revisioni strategiche pre-allargamento (COM(2024)0146),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la comunicazione della Commissione, dell'8 luglio 2025, dal titolo "Relazione sullo Stato di diritto 2025 – La situazione dello Stato di diritto nell'Unione europea" (COM(2025)0900) e il relativo documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "2025 Rule of Law Report – Country Chapter on the rule of law situation in Montenegro" (Relazione sullo Stato di diritto 2025 – Capitolo sulla situazione dello Stato di diritto in Montenegro) (SWD(2025)0929),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la comunicazione della Commissione, del 4 novembre 2025, dal titolo "Comunicazione 2025 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2025)0690) e il relativo documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Montenegro 2025 Report" (Relazione 2025 sul Montenegro) (SWD(2025)0754),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la sintesi e la valutazione per paese della Commissione, del 2 giugno 2025, sul programma di riforma economica del Montenegro e le conclusioni comuni del dialogo economico e finanziario con i partner regionali, del 13 maggio 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli esiti delle conferenze di adesione con il Montenegro del 22 giugno 2021, del 13 dicembre 2021, del 29 gennaio 2024, del 26 giugno 2024, del 16 dicembre 2024, del 27 giugno 2025, del 16 dicembre 2025, del 26 gennaio 2026 e del 17 marzo 2026,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'esito dell'11<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione del consiglio di stabilizzazione e di associazione UE-Montenegro tenutasi il 14 luglio 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la lista UE delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le dichiarazioni e le raccomandazioni adottate in occasione della 23<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> e 24<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> riunione del comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Montenegro, tenutesi rispettivamente il 2 e 3 aprile 2025 e il 18 e 19 settembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'adesione del Montenegro alla NATO il 5 giugno 2017,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sul Montenegro,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0143/2026),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che l'allargamento è uno strumento fondamentale della politica estera dell'UE e un investimento strategico nella pace, nella sicurezza e nella prosperità nel continente europeo, in particolare alla luce dello scenario geopolitico in evoluzione e delle sfide in materia di sicurezza in Europa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che ciascun paese candidato è giudicato in base ai propri meriti nel soddisfare i criteri di Copenaghen, con una condizionalità rigorosa ma equa e risultati misurabili, in particolare nei settore dello Stato di diritto e dell'allineamento ai valori dell'UE e alla politica estera e di sicurezza comune;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che il Montenegro ha presentato domanda di adesione all'UE nel 2008; che nel 2010 gli è stato concesso lo status di paese candidato; che i negoziati sono iniziati nel 2012; che il governo del Montenegro ha dichiarato la propria ambizione di diventare il 28º Stato membro dell'UE entro il 2028;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che il Montenegro è il paese candidato che ha compiuto i maggiori progressi verso l'adesione all'UE; che il Montenegro ha aperto tutti i 33 capitoli di negoziato, alcuni dei quali sono stati già chiusi; che ulteriori progressi dipendono dal conseguimento di risultati duraturi nell'attuazione delle riforme, in particolare nei capitoli 23 e 24;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che l'UE è il partner più fidato del Montenegro e gode della fiducia del 69 % dei cittadini del paese, il che rappresenta uno dei livelli più elevati di fiducia nei confronti dell'UE nella regione; che ciò aumenta l'obbligo per gli attori politici di attuare riforme responsabili, coerenti ed efficaci;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che un impegno politico costante da parte sia dei paesi candidati sia dell'UE è essenziale per sostenere la coerenza, la credibilità, la trasparenza e l'efficacia complessiva del processo di allargamento; che le questioni bilaterali dovrebbero essere risolte bilateralmente e non dovrebbero essere utilizzate per bloccare o politicizzare ulteriormente il processo di allargamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che l'UE rimane il principale partner economico e finanziario nonché il maggior partner commerciale del Montenegro; che il corretto funzionamento dei flussi commerciali e di trasporto tra il Montenegro e l'UE è essenziale per la stabilità economica, la resilienza della catena di approvvigionamento e la graduale integrazione del paese nel mercato interno dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che la stabilità del Montenegro è essenziale per la sicurezza dei Balcani occidentali e dell'UE; che i progetti politici esterni che perseguono un'influenza transfrontaliera basata sull'appartenenza etnica o religiosa rischiano di compromettere la sovranità e l'ordine costituzionale dei paesi della regione; che il futuro dei Balcani occidentali risiede nell'integrazione europea e non in sfere di influenza geopolitica concorrenti o allineamenti regionali basati sull'etnia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che il Montenegro rimane vulnerabile ai tentativi di manipolare lo spazio informativo provenienti dall'estero e dall'interno; che la Commissione ha sottolineato la necessità di ridurre lo spazio di manovra per le ingerenze straniere e la manipolazione delle informazioni, compresa la disinformazione, e di rafforzare la resilienza della società; che la Russia ha cercato di accrescere la propria influenza nei Balcani occidentali, compreso il Montenegro, attraverso la diffusione strategica di narrazioni religiose, culturali e "basate sui valori" volte a plasmare il discorso pubblico e compromettere l'integrazione euro-atlantica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che, nonostante alcuni progressi istituzionali, la corruzione e la criminalità organizzata continuano a essere presenti in diversi settori dell'economia e delle istituzioni pubbliche del Montenegro;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che l'allineamento all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE in materia di fiscalità e buona governance fiscale rimane un caposaldo della stabilità finanziaria e della fiducia nel contesto dell'adesione all'UE;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Impegno a favore dell'adesione all'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>plaude ai costanti progressi del Montenegro in materia di riforme connesse all'UE, sostenuti da un ampio impegno politico e dall'ambizione di completare i negoziati entro la fine del 2026; accoglie con favore la chiusura provvisoria di altri sei capitoli negoziali nel 2025 e di quattro capitoli nel 2026, portando il totale a 16; ribadisce il suo pieno sostegno al futuro del paese nell'UE; plaude alla costituzione in seno al Consiglio di un gruppo di lavoro ad hoc sulla stesura del trattato di adesione con il Montenegro, quale passo importante e tempestivo per far avanzare la fase finale del processo di adesione del Montenegro all'UE e riaffermare l'impegno di quest'ultima a favore dell'allargamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>ribadisce che il Montenegro mantiene una posizione avanzata nel processo di adesione all'UE e sottolinea che il ritmo e le tappe dell'allargamento devono continuare a essere determinati dal principio del merito individuale; sottolinea che i progressi verso l'adesione dovrebbero essere valutati in maniera rigorosa sulla base dell'oggettivo raggiungimento dei parametri di riferimento stabiliti; chiede che gli sforzi di riforma sostenuti siano accompagnati da una prospettiva dell'UE altrettanto credibile, prevedibile e tempestiva; sottolinea che l'integrità della politica di allargamento si fonda sulla coerenza, l'equità e la parità di trattamento, tenuto conto del livello di preparazione dimostrato da ciascun candidato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>accoglie con favore l'ampio e coerente sostegno dei cittadini montenegrini al percorso europeo del paese, con una forte maggioranza di cittadini che esprime fiducia nel futuro del Montenegro all'interno dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>incoraggia tutti gli attori politici a rimanere concentrati, a mantenere lo slancio verso la conclusione positiva dei negoziati di adesione e a intensificare gli sforzi al fine di realizzare le riforme necessarie; sottolinea la necessità di stabilità politica e di una cooperazione costruttiva tra i partiti a tale riguardo; sottolinea che i progressi reali dipendono dall'effettiva attuazione delle riforme adottate e da risultati duraturi e misurabili nel settore dello Stato di diritto, compresa la pronuncia di condanne definitive nei casi di corruzione ad alto livello e di criminalità organizzata; incoraggia il Montenegro a portare avanti ulteriormente l'attuazione dei parametri di chiusura, in particolare per i capitoli 23 e 24;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>invita tutte le autorità statali ad agire in uno spirito di responsabilità istituzionale, garantendo che le differenze politiche non ritardino l'adozione e l'attuazione delle riforme connesse all'UE; sottolinea che la salvaguardia dell'obiettivo strategico dell'adesione all'UE deve rimanere una priorità nazionale condivisa al di sopra di considerazioni di parte; esorta il parlamento e il governo montenegrini a evitare che la politica identitaria distolga l'attenzione dall'agenda dell'UE o metta a dura prova le relazioni con i paesi limitrofi, garantendo che il Montenegro rimanga saldamente sul cammino verso l'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>incoraggia il Montenegro, in quanto paese candidato più avanzato, a continuare a svolgere un ruolo costruttivo e stabilizzatore nella regione e a dimostrare attraverso la leadership che sovranità, identità civica e integrazione europea si rafforzano reciprocamente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>accoglie con favore il costante e pieno allineamento del Montenegro alla politica estera e di sicurezza comune dell'UE, comprese le misure restrittive dell'UE, in particolare quelle relative alla guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, nonché la sua posizione di principio in seno alle Nazioni Unite e la partecipazione alle missioni e operazioni di gestione delle crisi dell'UE, nonché alla NATO e ad altre missioni multilaterali internazionali, tra cui EU NAVFOR ATALANTA, la missione di assistenza militare dell'UE a sostegno dell'Ucraina (EUMAM Ucraina) e la forza per il Kosovo; elogia la decisione del parlamento montenegrino di approvare la partecipazione del paese all'EUMAM Ucraina; ribadisce che l'allineamento coerente del Montenegro alla politica estera e di sicurezza comune dell'UE, comprese le misure restrittive nei confronti della Russia, costituisce un indicatore chiave del suo orientamento strategico; evidenzia che tale allineamento deve rimanere risoluto; sottolinea che il fermo impegno dei rappresentanti politici del Montenegro a favore della statualità indipendente e dell'orientamento strategico europeo del paese rimane un criterio politico fondamentale accanto ai parametri di riferimento per le riforme tecniche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>plaude al dialogo UE-Montenegro in materia di sicurezza e difesa, compresi gli scambi strutturati riguardanti la cooperazione per la sicurezza e la difesa, la resilienza alle minacce emergenti e la cooperazione e il sostegno all'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>accoglie con favore la decisione del parlamento montenegrino di inviare membri delle forze armate del paese a partecipare all'EUMAM Ucraina, indice di un chiaro e fermo allineamento alle priorità di sicurezza dell'UE e della NATO; ricorda che il Montenegro è un alleato fondamentale dell'UE nella regione; accoglie con favore la decisione del governo montenegrino di rispettare l'impegno del 2 % di spesa per la difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>continua a nutrire seria preoccupazione per le ingerenze straniere malevole crescenti e persistenti, le attività di destabilizzazione, le minacce ibride e le campagne di disinformazione da parte di attori di paesi terzi in Montenegro, volte a compromettere le istituzioni democratiche e la coesione sociale del Montenegro, nonché l'orientamento strategico del paese verso l'adesione all'UE e alla NATO; sottolinea che tali ingerenze rappresentano una sfida diretta per lo Stato di diritto, la governance democratica e la sovranità nazionale; rileva in particolare le ingerenze malevole della Cina, della Russia e della Serbia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>prende atto con grave preoccupazione delle notizie secondo cui i sostenitori del presidente serbo Vučić si sarebbero recati a Tivat il 3 giugno 2026 nel tentativo di destabilizzare il Montenegro e di perturbare il vertice UE-Balcani occidentali; osserva inoltre che alcune delle persone coinvolte erano state precedentemente identificate in occasione di mobilitazioni filogovernative, hanno partecipato a operazioni intese a reprimere le proteste studentesche in Serbia e hanno precedenti di reati violenti o reati minori; condanna con fermezza le azioni delle strutture legate al partito serbo al governo volte a destabilizzare il Montenegro e a comprometterne i progressi verso l'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>chiede lo sviluppo di un sostegno su misura da parte dell'UE e della NATO e la loro cooperazione rafforzata con il Montenegro per stabilire misure più incisive volte a contrastare tali minacce ibride, la manipolazione delle informazioni da parte di attori stranieri e i finanziamenti politici occulti nonché per potenziare la resilienza sociale e istituzionale, anche rafforzando la cibersicurezza, migliorando l'alfabetizzazione mediatica a tutti i livelli di istruzione, garantendo un'adeguata formazione degli insegnanti e risorse didattiche moderne, consolidando la comunicazione strategica, incrementando le capacità di contrasto alla disinformazione e aumentando la trasparenza della proprietà dei media; incoraggia la Commissione a garantire che il Montenegro possa beneficiare pienamente dello scudo europeo per la democrazia; chiede meccanismi di controllo e di verifica dell'integrità più solidi all'interno dei servizi di sicurezza e di intelligence del Montenegro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>esprime preoccupazione per la strumentalizzazione politica delle istituzioni religiose da parte di attori esterni; sottolinea che le organizzazioni religiose devono operare in modo trasparente e indipendente dalle ingerenze politiche straniere, nel pieno rispetto del quadro costituzionale e laico del Montenegro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>invita l'UE e il Montenegro a continuare a perseguire e a rafforzare in modo significativo una comunicazione strategica mirata sui benefici dell'allargamento e dell'adesione all'UE, adottando un approccio più proattivo e adattato a livello locale in stretta cooperazione con le istituzioni nazionali e la società civile; osserva con preoccupazione che, secondo l'ultima indagine speciale Eurobarometro, solo il 39 % dei cittadini montenegrini si ritiene ben informato o molto ben informato sull'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>accoglie con favore l'impegno attivo del parlamento montenegrino in seno al comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Montenegro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>accoglie con favore lo svolgimento del forum dei cittadini dal titolo "Citizens at the Heart of the Enlargement of the European Union" (I cittadini al centro dell'allargamento dell'Unione europea) il 20 e 21 settembre 2025 a Podgorica, Montenegro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>accoglie con favore la designazione delle città di Nikšić come capitale europea della cultura 2030 e Podgorica come capitale europea della gioventù 2028, sottolineando il loro ruolo nel promuovere il coinvolgimento dei giovani, l'innovazione, lo scambio culturale e legami più stretti tra il Montenegro e l'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Democrazia e Stato di diritto</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>evidenzia l'importanza del parlamento montenegrino nel processo di adesione e sottolinea il suo ruolo chiave nel garantire la responsabilità democratica, il controllo parlamentare e la trasparenza del processo legislativo; incoraggia un dialogo e una cooperazione costruttivi tra tutti gli schieramenti politici, al fine di adottare una normativa di alta qualità che risolva o migliori significativamente i problemi strutturali e consenta al Montenegro di progredire nel suo percorso di adesione; sottolinea che una stretta cooperazione tra il governo e il parlamento del Montenegro è fondamentale per l'attuazione tempestiva ed efficace delle riforme; sottolinea che l'accelerazione del processo legislativo non dovrebbe limitare un dibattito parlamentare significativo né il ruolo dell'opposizione e chiede un adeguato bilanciamento tra il ritmo delle riforme e la qualità del controllo legislativo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>accoglie con favore le modifiche apportate all'ordinamento elettorale del Montenegro, in particolare quelle riguardanti la vigilanza del finanziamento delle campagne elettorali e dei media, l'integrità elettorale, le quote di genere nelle liste elettorali e un'unica data elettorale locale; esorta il Montenegro ad allinearsi pienamente alle norme dell'UE e a dare piena attuazione a tutte le raccomandazioni in sospeso formulate dall'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e dal Gruppo di Stati contro la corruzione, in particolare per quanto riguarda la trasparenza nella spesa dei partiti politici, compreso l'uso dei fondi destinati alle organizzazioni di donne nei partiti politici, la pubblicità politica online, compresa la divulgazione degli sponsor e dei criteri di targeting, nonché la prevenzione dell'abuso delle risorse statali, l'aggiornamento del registro degli elettori e la questione della registrazione della residenza; ricorda che ciò dovrebbe avvenire attraverso un processo di consultazione trasparente e inclusivo con tutti i portatori di interessi; invita le autorità montenegrine, nel periodo che precede le elezioni, a proteggere sistematicamente l'ambiente informativo elettorale istituendo canali di cooperazione rapida tra l'amministrazione elettorale, l'autorità di regolamentazione dei media e le autorità competenti, al fine di individuare e la disinformazione coordinata e le ingerenze illecite e rispondervi, nel pieno rispetto della libertà di espressione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>accoglie con favore l'inclusione del Montenegro nella relazione sullo Stato di diritto 2025 della Commissione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>chiede che le nomine giudiziarie siano effettuate più rapidamente, utilizzando procedure meritocratiche e trasparenti, libere da influenze politiche e basate sulle competenze e sull'integrità, e che non subiscano ritardi nei tempi di trattamento, comprese le nomine alla Corte costituzionale nonché al Consiglio giudiziario e al Consiglio delle procure, pienamente in linea con i requisiti dei parametri di chiusura; sottolinea il ruolo cruciale di una Corte costituzionale pienamente funzionante per la stabilità dell'ordinamento giuridico e del quadro elettorale; esprime profonda preoccupazione per i continui ritardi nella nomina di un giudice della Corte costituzionale, che rischiano di compromettere il pieno funzionamento di una delle istituzioni chiave per la salvaguardia dello Stato di diritto e dell'integrazione nell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>esorta il Montenegro ad allineare ulteriormente il suo quadro giuridico all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE e alle norme europee in materia di indipendenza, responsabilità, imparzialità, integrità e professionalità della magistratura, nonché ad attuare le raccomandazioni in sospeso; chiede una maggiore efficienza del sistema giudiziario, compresa la riduzione dell'arretrato accumulato, in particolare per quanto riguarda i casi di corruzione e criminalità organizzata, il che è fondamentale per rafforzare la fiducia dei cittadini e soddisfare le condizioni per l'adesione all'UE; ricorda che i parametri di chiusura richiedono risultati dimostrati nella pratica, tra cui migliori condizioni di lavoro, personale sufficiente e una gestione efficace dei casi, dal momento che le persistenti carenze strutturali continuano a incidere sull'efficienza giudiziaria; accoglie con favore le misure volte a incrementare l'attrattività delle carriere giudiziarie; chiede l'adozione della legge montenegrina sulle retribuzioni e sugli altri diritti connessi all'esercizio delle funzioni giudiziarie e di Corte costituzionale al fine di garantire retribuzioni e condizioni di lavoro adeguate, stabili e prevedibili per i giudici e i pubblici ministeri, in quanto garanzie essenziali della loro indipendenza e del corretto funzionamento del sistema giudiziario;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>osserva che gli esperti della società civile hanno sollevato gravi preoccupazioni in merito alla sostanza dei progetti di modifica del Consiglio delle procure previsti dal governo, dal momento che essi non rafforzano in modo significativo l'indipendenza del Consiglio e potrebbero persino rendere più difficile garantirne una composizione veramente indipendente; prende atto con preoccupazione dell'adozione delle modifiche alla legge sugli affari interni e alla legge sull'Agenzia per la sicurezza nazionale, nonostante le forti critiche dell'opposizione e della società civile; sollecita procedure trasparenti nonché una cooperazione e una consultazione autentiche, in particolare su tutte le leggi relative al processo di integrazione nell'UE, con tutti i portatori di interessi pertinenti, compresi l'opposizione, gli esperti giuridici e la Commissione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>condanna fermamente le frequenti pressioni politiche e pubbliche su giudici e pubblici ministeri e invita le istituzioni competenti a reagire prontamente ed efficacemente per proteggerne l'indipendenza e l'integrità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>chiede un ulteriore miglioramento dei risultati in materia di indagini e azioni penali relative alla corruzione ad alto livello, compresa la confisca dei beni; esorta il Montenegro a intensificare le indagini proattive e il perseguimento della corruzione ad alto livello, nonché a rafforzare la capacità e le prestazioni degli organi giudiziari e anticorruzione; osserva che l'Agenzia per la prevenzione della corruzione continua a operare con carenze a livello di personale dirigente, organico limitato e insufficiente indipendenza finanziaria, il che ne limita l'impatto complessivo, e chiede misure per garantirne la piena indipendenza operativa, finanziaria e funzionale in linea con le norme europee; chiede un ulteriore allineamento all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE e alle norme dell'UE nella lotta contro la corruzione e sollecita il Montenegro a dare seguito a tutte le raccomandazioni in sospeso in tale ambito;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>chiede politiche globali in materia di integrità per salvaguardare le autorità di contrasto e la magistratura dalla corruzione e dalla criminalità organizzata; chiede che l'istituzione di meccanismi disciplinari e di meccanismi di responsabilità etica più forti e più efficienti, in particolare nei casi che riguardano l'omessa dichiarazione dei beni, al fine di garantire nella pratica una responsabilità significativa ed effettiva; accoglie con favore i progressi compiuti in settori quali la regolamentazione delle attività di lobbying, la protezione degli informatori e la trasparenza degli appalti pubblici, a dimostrazione che riforme mirate e correttamente attuate possono produrre risultati tangibili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>esorta il Montenegro ad aumentare l'efficacia dell'azione penale e dei procedimenti giudiziari per la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità, al fine di stabilire una solida prassi di condanne definitive e confisca dei beni; osserva che, nel settore dell'antiriciclaggio, il Montenegro ha compiuto progressi significativi nel miglioramento del suo quadro di contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, nonché nell'attuazione delle sanzioni dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>accoglie con favore la cooperazione in corso tra il Montenegro e Frontex, Europol, Eurojust e l'Agenzia dell'Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto nella lotta alla criminalità transfrontaliera, compreso il traffico di armi, droga ed esseri umani, e nella lotta al terrorismo e all'estremismo; sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione nella lotta alle droghe;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>rinnova il proprio invito al Montenegro ad allineare pienamente la sua politica in materia di visti a quella dell'UE, in particolare per quanto riguarda i paesi che presentano rischi per la sicurezza; prende atto della decisione del governo montenegrino di rimuovere diversi paesi dal suo elenco dei paesi esenti dall'obbligo del visto nel 2025; ricorda che ciò è un requisito del parametro di chiusura nell'ambito del capitolo 24;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>sottolinea l'importanza di una pubblica amministrazione trasparente e responsabile, di una maggiore capacità amministrativa e di una funzione pubblica professionale e meritocratica; osserva con preoccupazione che la prosecuzione delle assunzioni su larga scala nella pubblica amministrazione, senza criteri trasparenti e valutazioni chiare delle esigenze, compromette i principi di selezione e professionalizzazione meritocratiche; chiede un'ulteriore depoliticizzazione delle nomine dell'alta funzione pubblica, l'introduzione di chiari meccanismi di valutazione basati sulle prestazioni e la continuità delle competenze;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Libertà fondamentali e diritti umani</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>deplora il fatto che in Montenegro le minoranze nazionali, i gruppi vulnerabili, compresi i rom e gli egiziani, le persone con disabilità e le persone LGBTIQ+ siano ancora oggetto di discriminazione, incitamento all'odio, in particolare online, e reati generati dall'odio; accoglie con favore la recente adozione della legge sulla tutela della parità e sul divieto di discriminazione; chiede di rafforzare l'attuazione della parità di trattamento per le comunità etniche, assicurando che a tutti i gruppi etnici, religiosi e sociali siano garantiti pari diritti e opportunità e che possano partecipare pienamente ed efficacemente alla vita sociale, politica ed economica; riconosce che la salvaguardia dei diritti delle minoranze è fondamentale per promuovere la coesione sociale e la governance democratica nonché difendere i valori europei; esorta il Montenegro ad adottare e applicare una legislazione e politiche globali che prevengano la discriminazione e promuovano l'inclusività;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>invita il Montenegro ad attuare pienamente la normativa sulle unioni registrate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>chiede al Montenegro di attuare una strategia di deistituzionalizzazione per le persone con disabilità, nonché un solido sistema di protezione dei minori basato sull'assistenza di prossimità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>riconosce il carattere multietnico della società montenegrina e invita a un maggiore rispetto per tutte le lingue, le tradizioni e il patrimonio culturale delle comunità locali e delle minoranze nazionali; invita il Montenegro a intensificare gli sforzi sull'uso non discriminatorio delle lingue minoritarie nell'istruzione e negli appositi spazi mediatici all'interno degli organi di informazione statali e locali; chiede il rispetto dell'identità multietnica della baia di Kotor, in particolare riconoscendo il patrimonio culturale della comunità croata; esprime profonda preoccupazione per i grandi lavori di costruzione in corso nel sito UNESCO della baia di Kotor, che hanno un impatto sulla conservazione del patrimonio e sulla protezione del sito naturale, e chiede il completamento della protezione giuridica del parco Miločer;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>rileva la necessità di una gestione sensibile e inclusiva delle discussioni relative all'identità al fine di prevenire la polarizzazione e creare un ampio consenso su questioni di cruciale interesse per l'indipendenza, la sovranità e il percorso europeo del Montenegro; ribadisce la sua preoccupazione per i tentativi di modificare la legge sulla cittadinanza montenegrina in seno al parlamento del paese al fine di consentire l'acquisizione della doppia cittadinanza, che potrebbero avere implicazioni gravi e a lungo termine per il processo decisionale e l'identità del paese; incoraggia le autorità a continuare a consultarsi e coordinarsi con l'UE in merito a eventuali modifiche della normativa per garantire che sia pienamente allineata all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE e alle norme internazionali e rispetti i diritti fondamentali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>condanna fermamente tutte le forme di incitamento all'odio, anche online, e i reati generati dall'odio; accoglie con favore l'aumento del numero di azioni penali per razzismo e incitamento all'odio, ma esprime preoccupazione per l'insufficiente azione contro discorsi, dichiarazioni pubbliche o atti simbolici volti a esaltare criminali di guerra o a revisionare i fatti storici; incoraggia il Montenegro a intensificare la sua risposta istituzionale all'incitamento all'odio, a garantire indagini e azioni penali efficaci e ad allinearsi pienamente all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>esorta il Montenegro a garantire l'effettiva applicazione dei suoi quadri in materia di diritti fondamentali, compreso l'accesso alla giustizia e la tutela delle persone vulnerabili, e ad attuare tutte le raccomandazioni degli organismi internazionali di monitoraggio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>sottolinea la necessità di affrontare la discriminazione nei confronti delle donne, in particolare di quelle appartenenti a gruppi minoritari; esprime preoccupazione per i matrimoni precoci, che colpiscono in modo sproporzionato le ragazze delle comunità rom ed egiziana in Montenegro; deplora la natura diffusa della violenza di genere e degli atteggiamenti di colpevolizzazione delle vittime, nonché l'incitamento all'odio e la disinformazione basati sul genere, anche online, in particolare nei confronti delle donne nella vita pubblica e politica; esorta il Montenegro a finanziare, dotare di risorse, coordinare e applicare in modo adeguato il suo quadro per la parità di genere; invita le rispettive autorità a mantenere una maggiore vigilanza e a istituire sistemi di sostegno per le vittime di violenza di genere e domestica; chiede di migliorare la raccolta di dati sulla violenza domestica e di genere, nonché su redditi e retribuzioni, sanità e sicurezza sociale; invita le autorità montenegrine a garantire una maggiore partecipazione politica delle donne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>prende atto della politica di tolleranza zero del Montenegro rispetto alla violenza contro i giornalisti e condanna le intimidazioni e tutti i casi di forti attacchi verbali nei confronti dei rappresentanti dei media e della società civile, in particolare le donne che lavorano nei media e quelle impegnate nella difesa dei diritti umani, da parte di funzionari pubblici e partiti politici; esprime preoccupazione per l'uso di convocazioni informali e colloqui investigativi nei confronti di giornalisti, editorialisti e attori della società civile per le loro critiche nei confronti di funzionari pubblici; chiede un'applicazione sollecita ed efficace della legge e una tutela giurisdizionale effettiva, accordando priorità alla conduzione di indagini e dando pieno ed efficace seguito ai casi irrisolti, come l'omicidio di Duško Jovanović, nonché sanzioni dissuasive; osserva che il sistema giuridico montenegrino non dispone di una definizione specifica di azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica o di un procedimento accelerato per individuarle e respingerle, e chiede l'istituzione di tali meccanismi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>sottolinea il ruolo chiave dei media liberi e pluralistici quale pilastro fondamentale della società democratica; ricorda che garantire l'indipendenza dell'emittente pubblica e dell'autorità di regolamentazione dei media resta un parametro di riferimento del capitolo 23; sottolinea l'importanza di garantire la piena trasparenza in merito alla proprietà e ai finanziamenti dei mezzi di comunicazione, compresi gli organi di informazione online; accoglie con favore la recente nomina di membri del consiglio dell'Agenzia per i servizi di media audiovisivi e sottolinea che l'Agenzia deve essere in grado di operare in modo indipendente e libero da influenze politiche; esprime preoccupazione per la continua influenza politica sull'emittente pubblica invita le autorità a rispettare i procedimenti giudiziari, a ripristinare la legalità e a garantire l'indipendenza istituzionale ed editoriale dell'emittente; invita il Montenegro ad allineare la sua legislazione in materia di mezzi di informazione al regolamento europeo sulla libertà dei media<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2024/1083 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, che istituisce un quadro comune per i servizi di media nell'ambito del mercato interno e che modifica la direttiva 2010/13/UE (regolamento europeo sulla libertà dei media) (GU L, 2024/1083, 17.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1083/oj).</FIELD></FOOTNOTE> e ad aumentare la resilienza all'influenza straniera e alla disinformazione; chiede la piena trasparenza delle strutture di proprietà dei media e delle fonti di finanziamento straniere, in particolare se legate ad attori politici o interessi di Stati stranieri, al fine di impedire influenze esterne occulte sul discorso pubblico del Montenegro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>accoglie con favore il dinamismo e lo spirito costruttivo dimostrati dalla società civile del Montenegro, che svolge un ruolo cruciale e positivo nel processo di riforma; chiede un coinvolgimento significativo della società civile nell'elaborazione delle politiche, anche garantendo una partecipazione più sistematica e un accesso tempestivo alle informazioni pertinenti; esorta le autorità a garantire che il processo legislativo connesso all'adesione all'UE non eluda i requisiti di consultazione pubblica e le norme consolidate in materia di governance partecipativa; chiede di riprendere, dopo una lunga interruzione, i lavori del consiglio di cooperazione tra il governo e le organizzazioni non governative, al fine di instaurare relazioni collaborative e coinvolgere realmente la società civile in un processo legislativo trasparente sin dalle prime fasi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>incoraggia il Montenegro ad attuare pienamente tutte le raccomandazioni del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti; rileva con preoccupazione il crescente numero di denunce di tortura e coercizione per ottenere dichiarazioni, l'arretrato di casi e l'uso limitato di garanzie come la registrazione audiovisiva degli interrogatori; deplora le sospensioni e le azioni disciplinari incoerenti, nonché le sanzioni più miti in caso di maltrattamenti da parte della polizia, e chiede indagini tempestive, efficaci e imparziali;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Riconciliazione e relazioni di buon vicinato </STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>accoglie con favore l'organizzazione da parte del Montenegro del vertice UE-Balcani occidentali il 5 giugno 2026 a Tivat, che offre un'importante piattaforma per rafforzare la cooperazione regionale, far progredire il programma di adesione, rafforzare l'integrazione economica e affrontare le sfide comuni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>sottolinea il ruolo chiave delle relazioni di buon vicinato e della cooperazione regionale nel processo di allargamento; ricorda che le relazioni di buon vicinato sono uno dei criteri fondamentali per valutare i progressi compiuti nel processo di adesione del Montenegro, conformemente al quadro di negoziazione dell'UE; chiede soluzioni costruttive, in uno spirito di rispetto reciproco, alle questioni bilaterali in sospeso, dando priorità agli interessi dei cittadini; ricorda che le controversie bilaterali e regionali irrisolte non dovrebbero essere sfruttate per bloccare i processi di adesione dei paesi candidati; accoglie con favore le consultazioni bilaterali tra Croazia e Montenegro quale meccanismo costruttivo per risolvere le questioni in sospeso e rafforzare la fiducia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>elogia il Montenegro per i costanti progressi compiuti nella gestione interna dei casi di crimini di guerra; osserva, tuttavia, che dal giugno 2024 l'Ufficio specializzato della Procura dello Stato non ha avviato nuove indagini o presentato richieste di rinvio a giudizio in relazione a casi di crimini di guerra e che non si sono registrati progressi in materia di responsabilità di comando; sottolinea la necessità di intensificare gli sforzi e di continuare a costruire una prassi credibile e consolidata di indagini, azioni penali e processi efficaci per quanto riguarda i crimini di guerra, anche in casi di alto livello, in linea con il diritto e le norme internazionali; sottolinea, a tale riguardo, l'importanza dell'accesso agli archivi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>incoraggia il Montenegro a continuare ad adottare un approccio proattivo per garantire l'accesso alla giustizia e risarcimenti efficaci, compreso il sostegno istituzionale, per le vittime, anche garantendo indennizzi adeguati ed equi a tutti coloro che furono prigionieri di guerra nei campi in Montenegro negli anni novanta; plaude alla cooperazione regionale su tali questioni e chiede la piena cooperazione nella regione e con gli Stati membri dell'UE, anche per quanto riguarda lo scambio di prove e i chiarimenti circa il destino delle persone scomparse; accoglie con favore l'arresto in Montenegro, a seguito di una richiesta della Croazia, di una persona condannata in contumacia per crimini di guerra perpetrati nei confronti dei prigionieri di guerra ed elogia la cooperazione tra le autorità competenti di entrambi i paesi in questo caso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>ribadisce la sua preoccupazione per le espressioni di revisionismo politico di alcuni attori politici, che compromettono l'assunzione di responsabilità e aggravano le divisioni sociali; condanna fermamente qualsiasi esaltazione dei criminali di guerra e la negazione pubblica dei crimini di guerra;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>esprime preoccupazione per narrazioni e concetti politici nella regione, con cui sono promossi l'unificazione transfrontaliera o il coordinamento basato sull'identità etnica, compreso il cosiddetto mondo serbo, e che mettono in discussione la sovranità e l'integrità territoriale degli Stati vicini; invita tutti gli attori regionali a rispettare l'indipendenza del Montenegro e ad astenersi da ingerenze nei suoi affari interni; sottolinea che tali narrazioni sono incompatibili con i principi delle relazioni di buon vicinato e del processo di adesione all'UE; sottolinea che il futuro dei Balcani occidentali risiede nell'integrazione all'UE, non in sfere di influenza geopolitica concorrenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>rinnova la propria richiesta di aprire gli archivi relativi alle ex repubbliche della Iugoslavia e di concedere l'accesso ai fascicoli dei servizi segreti dell'ex Iugoslavia e del servizio segreto dell'esercito popolare iugoslavo, al fine di consentire che i crimini dell'epoca comunista siano oggetto di ricerche approfondite e siano affrontati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>chiede la risoluzione delle questioni patrimoniali in sospeso; sottolinea che la risoluzione delle questioni in sospeso relative ai diritti di proprietà, compresa la restituzione, è essenziale per adempiere gli obblighi del Montenegro a norma del capitolo 23 e rimane un parametro di riferimento fondamentale per la chiusura dei negoziati sui diritti fondamentali;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Riforme socioeconomiche</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>accoglie con favore l'impegno del Montenegro nel piano di crescita dell'UE per i Balcani occidentali; elogia i progressi compiuti nell'attuazione del suo programma di riforme, con l'erogazione di 18 milioni di EUR, e ne incoraggia l'ulteriore attuazione; sottolinea l'importanza di risultati misurabili e duraturi nell'attuazione delle riforme, in particolare nei settori dello Stato di diritto e della gestione delle finanze pubbliche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>continua a incoraggiare il Montenegro a fare pieno ed efficace uso di tutti i finanziamenti dell'UE ad esso concessi, anche migliorando la capacità amministrativa, accelerando la programmazione e l'aggiudicazione e migliorando il coordinamento; sottolinea l'importanza di un coinvolgimento ampio e significativo dei portatori di interessi, comprese le autorità locali, le associazioni di imprese, le parti sociali e la società civile, in tutte le fasi, anche nell'elaborazione delle misure di riforma, nell'attuazione dei progetti e nel monitoraggio dei risultati; ricorda la condizionalità del sostegno finanziario dell'UE, in base alla quale i finanziamenti dipendono dal conseguimento di progressi tangibili nelle riforme e dal rispetto dello Stato di diritto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>accoglie con favore la partecipazione operativa del Montenegro all'area unica dei pagamenti in euro (SEPA), che costituisce un passo fondamentale verso una maggiore integrazione finanziaria con l'UE e una riduzione dei costi di transazione per i cittadini e le imprese; prende atto dei risultati iniziali che evidenziano risparmi significativi nei costi di transazione da quando la SEPA è diventata operativa nell'ottobre 2025;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>accoglie con favore la proposta della Commissione di avviare negoziati con i partner dei Balcani occidentali, compreso il Montenegro, per estendere il regime del roaming a tariffa nazionale dell'UE, consentendo in tal modo ai cittadini e alle imprese di beneficiare di una connettività mobile senza soluzione di continuità a tariffe nazionali in tutta l'UE e nei Balcani occidentali, promuovendo i contatti interpersonali, stimolando i legami economici, sostenendo gli scambi educativi e agevolando il turismo; sottolinea che tale iniziativa costituisce un passo concreto verso una più profonda integrazione preadesione, promuove i legami sociali ed economici transfrontalieri e apporta benefici tangibili ai cittadini ben prima della piena adesione all'UE; si compiace dell'autorizzazione concessa dal Consiglio all'avvio dei negoziati sull'estensione ai Balcani occidentali del regime di roaming a tariffa nazionale dell'UE e chiede la tempestiva conclusione di accordi bilaterali con tali partner;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>prende atto della crescita economica del Montenegro e lo esorta a proseguire con la disciplina di bilancio, le riforme strutturali, il miglioramento della governance e le necessarie misure volte a stimolare la competitività, la crescita del settore privato, gli investimenti esteri e lo sviluppo sociale ed economico; incoraggia il Montenegro ad allineare le politiche doganali, sociali e fiscali alle norme dell'UE, compresi la trasparenza e l'efficace scambio di informazioni fiscali, al fine di compiere progressi nell'ambito del capitolo 16; invita il Montenegro ad allinearsi al quadro dell'UE per il controllo degli investimenti esteri diretti, in particolare in settori strategici quali l'energia, le telecomunicazioni, le infrastrutture critiche e i media, al fine di prevenire dipendenze strategiche e salvaguardare le infrastrutture critiche e i settori economici chiave; accoglie con favore la prima conferenza dedicata agli investimenti UE-Montenegro quale forte segnale di rafforzamento dei legami economici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>invita il Montenegro a promuovere la digitalizzazione dei servizi pubblici e a migliorare la formazione professionale legata alle imprese; sottolinea che la protezione dei dati personali e sensibili dei cittadini deve essere garantita in tutti i sistemi digitali; accoglie con favore le richieste di integrare tutti i paesi dei Balcani occidentali nel mercato unico digitale dell'UE prima dell'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>sollecita il Montenegro a intensificare la lotta contro la corruzione negli appalti pubblici rafforzando il quadro giuridico e migliorando l'individuazione delle irregolarità, e lo invita a provvedere affinché tutti gli accordi intergovernativi siano pienamente conformi alle norme e ai principi dell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Energia, ambiente e connettività</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>esorta il Montenegro a intensificare gli sforzi verso una transizione sostenibile e verde e ad adottare e attuare finalmente il suo piano nazionale per l'energia e il clima; sottolinea l'importanza della sicurezza energetica, della diversificazione dell'approvvigionamento, della riduzione delle dipendenze strategiche da attori esterni e della piena integrazione nel mercato energetico regionale ed europeo; chiede il pieno allineamento con il pacchetto sull'integrazione nel settore dell'energia elettrica e misure più incisive in materia di efficienza energetica; chiede l'allineamento alle norme dell'UE in materia di sicurezza dell'approvvigionamento e procedure di appalto trasparenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>invita il Montenegro a intensificare gli sforzi per soddisfare i parametri di chiusura del capitolo 27 e ad accelerare l'allineamento all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> ambientale dell'UE nonché la sua effettiva attuazione in tutti i settori pertinenti, tra cui qualità dell'aria, acqua, protezione della natura, gestione dei rifiuti, inquinamento industriale e cambiamenti climatici, e ad adottare strategie e piani d'azione per la qualità dell'aria e la protezione della natura, nonché piani locali di gestione dei rifiuti; accoglie con favore il fatto che il Montenegro abbia aderito al programma LIFE dell'UE; invita tutte le parti a raggiungere un accordo sull'impianto di trattamento delle acque reflue nel comune di Zeta in un modo che rispetti la necessità di realizzare l'impianto e affronti le preoccupazioni della popolazione locale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>esorta il Montenegro a salvaguardare le zone che presentano un elevato valore in termini di biodiversità, compresi i siti Emerald e quelli con una futura designazione Natura 2000, garantendone la protezione giuridica e l'allineamento alle pertinenti direttive dell'UE; invita il Montenegro ad accelerare in modo significativo l'istituzione e l'attuazione della rete Natura 2000 in pieno allineamento con l'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE, garantendo che l'individuazione, la designazione e la gestione dei siti protetti si basino su criteri scientifici e processi di consultazione pubblica trasparenti; chiede un'applicazione più rigorosa della legislazione in materia di benessere degli animali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>invita il Montenegro a rafforzare le sue capacità amministrative e ispettive a livello nazionale e locale, nonché a migliorare il coordinamento interistituzionale e il suo processo decisionale per quanto riguarda i progetti infrastrutturali, anche istituendo un coordinamento efficace tra le valutazioni ambientali strategiche, le valutazioni d'impatto ambientale e le procedure di valutazione adeguate; esorta il Montenegro a orientare la sua politica dei trasporti verso una mobilità sostenibile e intelligente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>sottolinea l'importanza della connettività regionale dei trasporti e dell'energia quale elemento chiave dello sviluppo economico e della stabilità nei Balcani occidentali e chiede progetti che approfondiscano l'integrazione con gli Stati membri dell'UE; esprime preoccupazione per i recenti blocchi ai valichi di frontiera nello spazio Schengen da parte di conducenti professionisti provenienti dai paesi dei Balcani occidentali in relazione all'attuazione del sistema dell'UE di ingressi/uscite a partire dall'ottobre 2025; sottolinea che interruzioni prolungate rischiano di incidere negativamente sulle catene di approvvigionamento, sui flussi commerciali e sulle relazioni economiche tra l'UE e il Montenegro; invita la Commissione, in stretta cooperazione con gli Stati membri, a valutare possibili soluzioni pragmatiche e giuridicamente valide che trovino un equilibrio tra le realtà operative nel settore dei trasporti e la necessità di preservare l'integrità dell'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> di Schengen, assicurando garanzie adeguate e prevenendo eventuali abusi;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché di farla tradurre in montenegrino e trasmetterla al presidente, al governo e al parlamento del Montenegro.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>