<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0219</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Relazione 2025 della Commissione sulla Bosnia-Erzegovina</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0165/2026 - Relatore: Ondřej Kolář)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 17 giugno 2026 sulla relazione 2025 della Commissione sulla Bosnia-Erzegovina (2025/2251(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Bosnia-Erzegovina, dall'altra<FOOTNOTE><FIELD> GU L 164 del 30.6.2015, pag. 2, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2015/997/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, entrato in vigore il 1º giugno 2015,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo quadro generale per la pace in Bosnia-Erzegovina siglato a Dayton il 21 novembre 1995 e firmato a Parigi il 14 dicembre 1995 (accordo di pace di Dayton),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni della Presidenza in occasione della riunione del Consiglio europeo di Copenaghen del 21 e 22 giugno 1993, che definiscono i criteri di Copenaghen,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la domanda di adesione all'UE presentata dalla Bosnia-Erzegovina il 15 febbraio 2016,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 29 maggio 2019, dal titolo "Parere della Commissione sulla domanda di adesione della Bosnia-Erzegovina all'Unione europea" (COM(2019)0261),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 15 dicembre 2022, che concedono alla Bosnia-Erzegovina lo status di paese candidato all'adesione all'UE,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 22 marzo 2024 e la decisione di avviare negoziati di adesione con la Bosnia-Erzegovina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1529 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 settembre 2021, che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA III)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 330 del 20.9.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1529/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1449 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sull'istituzione di uno strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1449, 24.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1449/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione del vertice UE-Balcani occidentali tenutosi a Salonicco il 21 giugno 2003,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione di Zagabria adottata in occasione del vertice UE-Balcani occidentali tenutosi a Zagabria il 6 maggio 2020, che ha ribadito le priorità comuni, tra cui la prospettiva europea della regione e il rafforzamento della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, nonché la necessità di processi politici inclusivi e di una riconciliazione reciproca,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione del vertice UE-Balcani occidentali adottata il 17 dicembre 2025 a Bruxelles,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni della Presidenza sull'allargamento del 16 dicembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il processo di Berlino, avviato il 28 agosto 2014,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 6 ottobre 2020, dal titolo "Un piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali" (COM(2020)0641),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, dell'8 novembre 2023, dal titolo "Un nuovo piano di crescita per i Balcani occidentali" (COM(2023)0691),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 20 marzo 2024, sulle riforme e sulle revisioni strategiche pre-allargamento (COM(2024)0146),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la comunicazione della Commissione, del 4 novembre 2025, dal titolo "Comunicazione 2025 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2025)0690) e il relativo documento di lavoro dei servizi della Commissione, dal titolo "Bosnia and Herzegovina 2025 Report" (Relazione 2025 sulla Bosnia-Erzegovina) (SWD(2025)0751),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la sintesi e la valutazione per paese della Commissione, del 2 giugno 2025, sul programma di riforma economica della Bosnia-Erzegovina e le conclusioni comuni del dialogo economico e finanziario con i partner regionali, del 13 maggio 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il quinto Consiglio di stabilizzazione e di associazione UE-Bosnia-Erzegovina del 19 luglio 2023 e l'ottava riunione del comitato di stabilizzazione e di associazione UE-Bosnia-Erzegovina dell'11 settembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i risultati della settima e dell'ottava riunione del comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Bosnia-Erzegovina, tenutesi rispettivamente il 17 e 18 settembre 2025 e l'11 e 12 marzo 2026,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione degli esperti, del 5 dicembre 2019, sulle questioni relative allo Stato di diritto in Bosnia-Erzegovina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la 67<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> e 68<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> relazione dell'Alto rappresentante per l'attuazione dell'accordo di pace sulla Bosnia-Erzegovina al Segretario generale delle Nazioni Unite, rispettivamente del 6 maggio 2025 e del 31 ottobre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 2795 (2025) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, del 31 ottobre 2025, che proroga il mandato della forza dell'UE in Bosnia-Erzegovina (EUFOR) fino al 31 ottobre 2026,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 78/282 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 23 maggio 2024, che ha proclamato l'11 luglio Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del genocidio del 1995 a Srebrenica,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Costituzione della Bosnia-Erzegovina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 21 e 22 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le risoluzioni dell'Unesco sul diritto all'istruzione nella lingua madre,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la raccomandazione del Parlamento europeo del 17 gennaio 2024 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione / alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente il ruolo della diplomazia preventiva nell'affrontare i conflitti congelati nel mondo: un'occasione mancata o un cambiamento per il futuro?</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione dell'11 marzo 2026 sulla strategia di allargamento dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2026)0077.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulla Bosnia-Erzegovina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0165/2026),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la Bosnia-Erzegovina è un paese candidato che aspira all'integrazione euro-atlantica come via per una pace sostenibile, la democrazia e la prosperità a lungo termine; che, secondo recenti sondaggi di opinione, il 70 % dei cittadini della Bosnia-Erzegovina è favorevole all'adesione all'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che la guerra di aggressione condotta dalla Russia nei confronti dell'Ucraina ha indebolito la situazione della sicurezza in Europa e ha messo ulteriormente in evidenza la posizione strategica dei paesi dei Balcani occidentali nell'assetto di sicurezza europeo; che la Bosnia-Erzegovina intrattiene strette relazioni con la NATO,</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che ciascun paese candidato viene valutato in base ai propri meriti per quanto riguarda il rispetto dei criteri di Copenaghen stabiliti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che il processo di allargamento è un progetto di pace che richiede una Bosnia-Erzegovina funzionale, democratica e multietnica, in cui tutti i cittadini godano di pari diritti e opportunità; che i continui blocchi e la retorica secessionista compromettono tale obiettivo e la prospettiva europea dell'intero paese;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che gli effetti positivi dell'allargamento possono rivelarsi particolarmente vantaggiosi nell'aiutare la Bosnia-Erzegovina a superare le sue annose difficoltà interne;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che l'UE rimane il principale partner politico ed economico dei paesi dei Balcani occidentali; che l'UE continua a essere il principale partner commerciale e di investimento della Bosnia-Erzegovina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che la Bosnia-Erzegovina rimane sotto vigilanza internazionale, come stabilito dall'accordo di pace di Dayton, che ha posto fine alle ostilità attive e gettato le basi per la pace nel paese, che costituisce ancora oggi il fondamento del suo assetto istituzionale e che era inteso come garanzia di uguaglianza tra i suoi tre popoli costitutivi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che, per salvaguardare e consolidare la pace raggiunta grazie all'accordo di pace di Dayton e consentire alla Bosnia-Erzegovina di diventare un membro a pieno titolo e operativo dell'UE, è necessario passare a una fase successiva dell'assetto costituzionale post-Dayton, che rafforzerà l'unità in questo paese multietnico e conferirà esclusivamente ai suoi cittadini pieni diritti e responsabilità nel processo decisionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che la bussola strategica ha sottolineato che, in un'ottica di sicurezza e stabilità, è di particolare interesse sostenere la sovranità, l'unità e l'integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che la Bosnia-Erzegovina è uno Stato multietnico sul cui territorio convivono da secoli diverse religioni e diversi popoli, in un clima di tolleranza e rispetto reciproco; che la diversità linguistica e culturale è uno dei principi fondamentali dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che Milorad Dodik si è recato in visita negli Stati Uniti all'inizio di febbraio 2026 e ha incontrato diversi alti funzionari statunitensi; che diversi membri dell'amministrazione dell'entità Republika Srpska sono stati rimossi dall'elenco delle sanzioni degli Stati Uniti; che l'entità Republika Srpska ha ingaggiato società di lobbying straniere e che, secondo quanto riferito, tali accordi contrattuali mirano a garantire un sostegno internazionale agli obiettivi secessionisti riguardo allo status dell'entità della Republika Srpska in Bosnia-Erzegovina;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Impegno a favore dell'adesione all'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>ribadisce con forza il proprio sostegno all'adesione della Bosnia-Erzegovina all'UE sulla base dell'unità, della sovranità e dell'integrità territoriale; ricorda che i progressi sono fondati sul merito e richiedono l'attuazione di riforme durature e credibili al fine di soddisfare i criteri di Copenaghen, tutelare le istituzioni democratiche, garantire la democrazia, difendere lo Stato di diritto, combattere la corruzione e la criminalità organizzata e assicurare il rispetto dei diritti fondamentali e la non discriminazione per tutti i cittadini, compresi i popoli costitutivi, indipendentemente dall'appartenenza etnica, religiosa o di altro tipo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>ribadisce l'importanza della Bosnia-Erzegovina nei Balcani occidentali; invita la Commissione a mobilitare gli strumenti diplomatici, politici e culturali necessari per rafforzare i partenariati strategici della Bosnia-Erzegovina con l'UE e sostenere l'integrazione regionale nel pieno rispetto della sovranità e della cooperazione internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sottolinea che l'UE deve mantenere un approccio esigente e allo stesso tempo equo nel valutare i progressi compiuti dal paese rispetto ai criteri di adesione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>sostiene la graduale integrazione della Bosnia-Erzegovina in determinati programmi e politiche dell'UE prima della piena adesione, sulla base dei progressi compiuti nelle riforme; ritiene che tale integrazione graduale apporti benefici tangibili ai cittadini della Bosnia-Erzegovina, ne rafforzi la fiducia nel processo di adesione all'UE e crei uno slancio irreversibile verso la piena adesione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>esorta i leader politici della Bosnia-Erzegovina a rinnovare e riaffermare il proprio impegno nei confronti dell'obiettivo strategico dell'adesione all'UE e ad attuare, in modo credibile, concreto e tempestivo, le necessarie riforme e misure, da tempo attese, definite dalla Commissione, senza ulteriori ritardi né ostruzionismo politico, garantendo nel contempo che gli sforzi di adesione contribuiscano alla coesione politica e non aggravino le divisioni interne, in modo che i negoziati di adesione possano essere avviati non appena le necessarie condizioni preliminari saranno soddisfatte in modo credibile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>chiede che sia posta fine all'ostruzionismo, all'uso del diritto di veto per motivi politici da parte delle entità, alla retorica controproducente e alle tattiche divisive che ostacolano i progressi e distolgono l'attenzione dalle riforme connesse all'UE; incoraggia tutti i leader a impegnarsi in modo costruttivo per soddisfare le aspirazioni dei cittadini e superare la situazione di stallo; sottolinea che i progressi nel percorso di adesione della Bosnia Erzegovina dipendono, in ultima analisi, dalla volontà politica e dalla titolarità delle autorità a tutti i livelli di governance; ricorda che gli attori politici della Bosnia-Erzegovina hanno già dimostrato in passato la loro capacità di raggiungere un consenso e di attuare riforme fondamentali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>sottolinea il ruolo cruciale svolto dall'Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina nel processo di adesione; incoraggia quest'ultima a dare priorità alle riforme connesse all'UE e a instaurare un dialogo costruttivo per garantire un processo legislativo efficace e senza ostacoli; esprime profondo sconcerto e preoccupazione per l'ostruzionismo di matrice politica e i ripetuti blocchi che hanno ostacolato in modo significativo il funzionamento del potere legislativo a livello statale e ritardato l'adozione della legislazione richiesta dall'UE; chiede l'adozione della legge sul Consiglio superiore della magistratura e delle procure della Bosnia-Erzegovina e della legge sugli organi giurisdizionali, tenendo debitamente conto delle raccomandazioni della Commissione di Venezia, a seguito di un processo di consultazione pubblica significativo e inclusivo e in linea con le norme europee;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>sottolinea che, nei paesi candidati che presentano complessi assetti costituzionali, come la Bosnia-Erzegovina, le riforme fondamentali che incidono sul funzionamento, sull'indipendenza e sulle competenze delle istituzioni a livello statale non devono essere né affrettate né strumentalizzate politicamente; sottolinea che l'accelerazione delle procedure o le pressioni esercitate perché vengano rispettate le scadenze politiche non devono andare a scapito della qualità giuridica, dell'integrità istituzionale o della ripartizione costituzionale dei poteri; evidenzia che le riforme che riducono l'efficacia delle istituzioni centrali non possono essere considerate un passo avanti nel percorso verso l'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>invita il Consiglio dei ministri della Bosnia-Erzegovina a nominare rapidamente un capo negoziatore per i negoziati di adesione della Bosnia-Erzegovina all'UE, in linea con le recenti sentenze della Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina e nel pieno rispetto delle competenze costituzionali e dell'ordinamento giuridico del paese; incoraggia le autorità della Bosnia-Erzegovina a coordinarsi a tutti i livelli per garantire un allineamento armonizzato all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>invita la Bosnia-Erzegovina a rivedere, prima dell'istituzione del quadro nazionale per i negoziati di adesione all'UE, la decisione relativa al sistema di coordinamento del processo di integrazione europea, in modo da garantire un sistema più funzionale, efficiente, trasparente e responsabile, anche attraverso l'allineamento dei diritti di voto alle competenze costituzionali, l'introduzione di meccanismi di responsabilità e di criteri chiari per le nomine e l'adozione del programma nazionale per l'adozione dell'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> o di un programma di integrazione equivalente, quale tabella di marcia per il processo di adesione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>invita inoltre le autorità della Bosnia-Erzegovina a garantire che l'istituzione del quadro interno per i negoziati di adesione all'UE sia trasparente e inclusiva, con meccanismi efficaci di dialogo con la società civile e le parti sociali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>deplora il persistere di divisioni politiche, l'incitamento all'odio e, tra l'altro, all'intolleranza etnica, religiosa e razziale, la negazione del genocidio e di altri crimini di guerra, la glorificazione dei criminali di guerra, le spinte secessioniste da parte dell'entità Republika Srpska e l'appropriazione dello Stato, fenomeni che, decenni dopo la guerra, erodono la fiducia dei cittadini, accelerano la fuga di cervelli e paralizzano il paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>prende atto delle decisioni dell'assemblea dell'entità Republika Srpska di abrogare le leggi dichiarate incostituzionali dalla Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina; condanna la retorica incendiaria e denigratoria e le politiche secessioniste perseguite dalla leadership formale e di fatto dell'entità della Republika Srpska e il comportamento ostile dei funzionari pubblici nei confronti degli alti funzionari pubblici, delle organizzazioni della società civile, dell'opposizione politica e di altre voci indipendenti nella società, oltre che la celebrazione della cosiddetta Giornata della Republika Srpska, che indeboliscono la Bosnia-Erzegovina e ne compromettono il percorso di adesione e costituiscono una violazione diretta dell'accordo di pace di Dayton;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>denuncia il continuo dialogo delle autorità dell'entità della Republika Srpska con entità ufficiali russe oggetto di sanzioni, evidenziandone i rischi per la sicurezza e la stabilità della Bosnia-Erzegovina; esorta tutti gli attori politici dell'entità Republika Srpska a impegnarsi in modo costruttivo all'interno delle istituzioni statali e a dare priorità alle riforme necessarie per il percorso europeo della Bosnia-Erzegovina; condanna fermamente qualsiasi attività di lobbying da parte del governo dell'entità Republika Srpska volta a ottenere un sostegno internazionale a favore della sua secessione o a mettere in discussione il mandato dell'Alto rappresentante, in quanto tali azioni costituiscono una violazione diretta della Costituzione della Bosnia-Erzegovina e sono in contrasto con la sovranità, l'integrità territoriale e il percorso europeo del paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>invita il Consiglio e la Commissione a prendere in considerazione tutti gli strumenti disponibili, comprese misure restrittive mirate nell'ambito dell'attuale quadro di sanzioni dell'UE per la Bosnia-Erzegovina e delle sue successive proroghe, da adottare nei confronti delle persone responsabili di gravi e persistenti atti di ostruzionismo verso le istituzioni democratiche, il processo di riforma, l'integrità territoriale e il processo di integrazione nell'UE; sottolinea che tali misure devono essere proporzionate, reversibili e concepite in modo da non incidere sulla popolazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>incoraggia la Commissione a rafforzare il suo impegno sul campo al fine di promuovere il dialogo, instaurare un clima di fiducia e favorire l'integrazione regionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>accoglie con favore il costante e pieno allineamento formale della Bosnia-Erzegovina alla politica estera e di sicurezza comune dell'UE, anche per quanto concerne le sanzioni adottate a seguito della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, ed esorta tutti gli attori politici ad attuare e a fare rispettare tali sanzioni in modo efficace; accoglie con favore la continua partecipazione della Bosnia-Erzegovina alle operazioni di gestione delle crisi dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>accoglie con favore l'adozione all'unanimità da parte del Consiglio dei ministri della Bosnia-Erzegovina del programma di riforma per il 2025 e si compiace del costante impegno mostrato dal paese nel quadro del partenariato per la pace della NATO; incoraggia le istituzioni della Bosnia-Erzegovina a continuare ad attuare le priorità e gli obblighi derivanti da tale cooperazione, al fine di rafforzare la capacità istituzionale, la cooperazione in materia di sicurezza e l'integrazione euro-atlantica, nonché di migliorare la prontezza del paese in materia di difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>ribadisce il proprio sostegno all'Ufficio dell'Alto rappresentante e all'operazione EUFOR Althea e, pur deplorando il fatto che la Bosnia-Erzegovina continui a dipendere da tali istituzioni, ne riconosce il ruolo fondamentale nella salvaguardia della pace e della stabilità nel paese e nella regione e ne appoggia i mandati fino a quando non saranno state istituite strutture di responsabilità a livello nazionale; deplora, a più di trent'anni dall'accordo di pace di Dayton, la continua necessità di rinnovare il mandato dell'operazione EUFOR Althea e incoraggia la Bosnia-Erzegovina a rispettare l'impegno dell'"agenda 5+2", atteso da tempo, affinché si possa arrivare a porre fine alla vigilanza internazionale; invita tutti gli Stati membri idonei a incrementare la loro partecipazione alle missioni di mantenimento della pace dell'UE, tra cui l'operazione EUFOR Althea in Bosnia-Erzegovina; sottolinea l'importanza di mantenere livelli di forza e una conoscenza situazionale adeguati, anche attraverso il monitoraggio dell'evoluzione del contesto politico e di sicurezza; evidenzia che la missione rimane un fattore di stabilizzazione fondamentale nel paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>deplora le dimissioni dell'Alto rappresentante Christian Schmidt e sottolinea che qualsiasi futura transizione riguardante l'Ufficio dell'Alto rappresentante dovrebbe basarsi sul pieno rispetto dell'ordine costituzionale, della sovranità e dell'integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina, promuovendo nel contempo una maggiore titolarità locale e responsabilità istituzionale affinché il paese possa avanzare nel proprio percorso europeo; sottolinea che, dato il sostanziale contributo finanziario fornito dall'UE, qualsiasi futuro Alto rappresentante dovrebbe essere nominato da uno Stato membro dell'UE e operare sulla base di una chiara tabella di marcia volta alla graduale chiusura dell'Ufficio dell'Alto rappresentante e al trasferimento delle responsabilità al rappresentante speciale dell'UE; sottolinea che tali dimissioni non devono essere collegate o subordinate all'abrogazione della legislazione adottata in risposta alle iniziative secessioniste o alle misure incostituzionali promosse da Milorad Dodik;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>continua a nutrire preoccupazione per gli sforzi malevoli di disinformazione e ingerenza straniera condotti da attori di paesi terzi in Bosnia-Erzegovina, che mirano a seminare discordia, violenza e tensioni interetniche e a destabilizzare il paese e il suo percorso di adesione; esprime particolare preoccupazione per le continue operazioni di disinformazione provenienti dalla Russia e dalla Serbia e rivolte ai Balcani occidentali in generale, che vengono promosse anche da attori interni, nonché, in misura minore, dalla Turchia, dall'Iran e da altri paesi del Golfo; esprime inoltre inquietudine per la crescente influenza economica e politica esercitata dalla Cina nella regione, in particolare attraverso infrastrutture strategiche e prestiti; invita la Bosnia-Erzegovina ad adottare misure risolute per contrastare tali minacce e rafforzare la resilienza della società, anche adoperandosi per allinearsi al regolamento sui servizi digitali<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 ottobre 2022, relativo a un mercato unico dei servizi digitali e che modifica la direttiva 2000/31/CE (regolamento sui servizi digitali) (GU L 277 del 27.10.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/2065/oj).</FIELD></FOOTNOTE> e sviluppando strategie, capacità e meccanismi di coordinamento per rispondere ai rischi connessi alle elezioni e di altro tipo nello spazio dell'informazione digitale, conformemente agli obiettivi dello scudo europeo per la democrazia; invita la Bosnia-Erzegovina a continuare a sviluppare e ad attuare iniziative di alfabetizzazione mediatica complete e inclusive in tutto il sistema educativo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>sottolinea l'importanza di una comunicazione strategica sui vantaggi dell'adesione all'UE; invita il servizio europeo per l'azione esterna e la delegazione dell'UE in Bosnia-Erzegovina a intensificare gli sforzi in tal senso e a rafforzare le misure di assistenza finanziate dall'UE a sostegno della resilienza democratica e dell'integrità dell'informazione; mette in evidenza il ruolo cruciale svolto dalle organizzazioni della società civile nel favorire un dibattito pubblico diretto sull'integrazione nell'UE, nel contrastare la disinformazione e nell'agevolare un dibattito pubblico informato e invita la Commissione e gli Stati membri dell'UE a coinvolgerle negli sforzi di comunicazione strategica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>ricorda che la sicurezza e la stabilità nell'intera regione dei Balcani occidentali non possono ancora essere date per scontate e che sussiste un rischio di potenziali ripercussioni dovute all'attuale deterioramento della situazione della sicurezza europea; insiste sulla necessità di contrastare in modo proattivo la propaganda degli attori malevoli nella regione, volta a minare gli interessi e i valori dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>accoglie con favore l'impegno della Bosnia-Erzegovina in seno al comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Bosnia-Erzegovina, in adempimento di una delle 14 priorità fondamentali stabilite dalla Commissione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>invita la Commissione europea e il Consiglio dei ministri della Bosnia-Erzegovina a rispettare appieno la decisione (UE) 2015/1900 del Consiglio del 5 ottobre 2015<FOOTNOTE><FIELD> Decisione (UE) 2015/1900 del Consiglio, del 5 ottobre 2015, relativa alla posizione che deve essere adottata a nome dell'Unione europea in sede di consiglio di stabilizzazione e di associazione istituito dall'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Bosnia-Erzegovina, dall'altra, in merito a una decisione del consiglio di stabilizzazione e di associazione che adotta il suo regolamento interno (GU L 277 del 22.10.2015, pag. 17, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2015/1900/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, in particolare le disposizioni relative alla composizione e alla rappresentanza dei membri del comitato di stabilizzazione e di associazione, e a garantirne la piena ed effettiva attuazione pratica;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Democrazia e Stato di diritto</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>deplora il fatto che gli attori politici della Bosnia-Erzegovina non abbiano ancora attuato le riforme costituzionali ed elettorali necessarie per garantire che tutti i cittadini possano esercitare i propri diritti politici su un piano di parità; invita ancora una volta la Bosnia-Erzegovina ad allinearsi alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e a dare attuazione alle pertinenti sentenze della Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina e della Corte europea dei diritti dell'uomo, al fine di eliminare tutte le disuguaglianze e le discriminazioni; esorta tutte le autorità politiche e i rappresentanti delle istituzioni a impegnarsi per introdurre i cambiamenti necessari attraverso un dialogo autentico, un processo inclusivo e consultazioni approfondite con i cittadini, la società civile, esperti indipendenti e tutte le parti interessate del paese, al fine di consentire una trasformazione sostenibile dell'accordo di pace di Dayton in una costituzione pienamente conforme alle norme e ai principi europei, con l'obiettivo di garantire un sistema di governance funzionale, responsabile e rappresentativo, che goda di legittimità popolare; ribadisce che una riforma elettorale non deve né aggravare né consolidare le divisioni etniche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>esorta le autorità della Bosnia-Erzegovina ad attuare, senza ulteriori indugi, le raccomandazioni internazionali volte a rafforzare l'integrità, la credibilità e la trasparenza del processo elettorale, anche durante la fase preelettorale, in particolare per quanto riguarda il finanziamento dei partiti e delle campagne, la pubblicità e le campagne elettorali, le garanzie contro la manipolazione e la disinformazione nelle informazioni diffuse al pubblico, la registrazione dei partiti, le misure volte ad assicurare la parità di genere e le disposizioni relative alle moderne tecnologie elettorali, quali l'identificazione biometrica degli elettori e lo screening delle schede elettorali; chiede un finanziamento sostenibile della Commissione elettorale centrale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>invita le autorità della Bosnia-Erzegovina a garantire una nomina politicamente indipendente e un efficace controllo dei presidenti e dei vicepresidenti delle commissioni elettorali e a prevenire l'elusione delle norme sulla gestione imparziale delle commissioni elettorali, a verificare regolarmente i registri elettorali e le anomalie nell'affluenza alle urne e ad assicurare indagini tempestive e sanzioni efficaci contro le frodi elettorali, compresi il furto di identità, la falsificazione delle firme e i modelli di affluenza inverosimili, nonché una copertura mediatica equilibrata e un controllo efficace delle emittenti del servizio pubblico durante le campagne elettorali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>sottolinea che, sebbene il decentramento sia compatibile con l'adesione all'UE, la Bosnia-Erzegovina deve allineare il proprio quadro costituzionale alle norme dell'Unione e alle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo e della Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina e garantire che le proprie istituzioni funzionino efficacemente, così da poter adempiere pienamente agli obblighi derivanti dall'adesione all'UE e assicurare benefici a tutti i cittadini, anche attraverso una maggiore certezza del diritto nella ripartizione delle competenze, un'effettiva capacità a livello statale di coordinare, adottare, attuare e applicare l'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE e accordi istituzionali in grado di prevenire blocchi persistenti e l'abuso dei meccanismi di veto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>esorta tutte le autorità, in particolare quelle dell'entità Republika Srpska, a rispettare e ad attuare le sentenze della Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina, a difendere l'ordine costituzionale e a procedere senza indugio alla nomina dei giudici dell'entità Republika Srpska che mancano all'interno della Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>sottolinea il ruolo centrale svolto dallo Stato di diritto nella trasformazione democratica; chiede una riforma giudiziaria urgente volta a consolidare l'indipendenza, la professionalità, la responsabilità e l'efficienza della magistratura, anche attraverso un quadro giuridico che rafforzi l'integrità, l'indipendenza, la stabilità finanziaria, il funzionamento e la trasparenza del Consiglio superiore della magistratura e che stabilisca garanzie in materia di nomine, conflitti di interessi, dichiarazioni patrimoniali e di interessi e limiti di mandato; evidenzia che tutte le nomine giudiziarie in Bosnia-Erzegovina dovrebbero essere basate sul merito, sulla competenza e sulle qualifiche professionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>rileva con preoccupazione i limitati progressi ottenuti nella lotta alla corruzione diffusa e i sempre più evidenti segnali di appropriazione dello Stato, che costituiscono un problema strutturale profondamente radicato nell'estremamente complesso sistema di governance del paese, basato sull'appartenenza etnica; esorta le autorità politiche ad adottare misure immediate e concrete a livello statale e delle entità, nonché a rafforzare la cooperazione tra gli organismi anticorruzione, la polizia e la procura, al fine di contrastare più efficacemente la corruzione e l'appropriazione dello Stato, in modo da ripristinare la fiducia dei cittadini e favorire il ritorno dei cervelli; chiede un seguito giudiziario indipendente e trasparente e la protezione della magistratura dalle ingerenze politiche, dalle intimidazioni o dall'applicazione selettiva;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>invita tutti i livelli di governo in Bosnia-Erzegovina ad allineare i loro quadri giuridici e istituzionali per la protezione degli informatori al pertinente <STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE e ad attuarli pienamente nella pratica; invita inoltre le autorità a tutti i livelli a garantire il trattamento professionale, basato sui diritti e non intimidatorio delle persone segnalanti, anche attraverso la formazione e la sensibilizzazione sistematiche dei funzionari pubblici che ricevono e trattano le segnalazioni, in modo da prevenire pratiche che minano la fiducia nei meccanismi di segnalazione, compresa la messa in discussione delle motivazioni degli informatori; esorta le autorità della Bosnia-Erzegovina a tutti i livelli a migliorare e applicare pienamente le norme in materia di conflitti di interessi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>invita la Bosnia-Erzegovina ad affrontare le lacune sistemiche nella lotta alla criminalità organizzata, migliorando la cooperazione operativa tra gli organismi delle forze dell'ordine a livello statale e di entità, la loro capacità investigativa, le indagini e i sequestri e le confische di beni, nonché contrastando l'ingerenza politica; accoglie con favore le operazioni supportate da Europol; esprime preoccupazione per le vulnerabilità alle infiltrazioni criminali nei sistemi politici e giuridici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>esorta la Bosnia-Erzegovina a colmare le lacune nel proprio quadro normativo di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo per evitare l'inserimento nella "lista grigia", anche adottando i regolamenti necessari per l'efficace attuazione della legge e istituendo rapidamente registri dei titolari effettivi per le persone giuridiche, in particolare garantendo un'azione immediata da parte delle entità e del distretto di Brčko, pienamente in linea con l'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE e le raccomandazioni MONEYVAL;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>invita la Bosnia-Erzegovina ad allinearsi alla politica dei visti dell'UE e, nel frattempo, ad applicare misure di sicurezza supplementari; invita inoltre la Bosnia-Erzegovina a migliorare la sicurezza delle frontiere e la gestione della migrazione, nel pieno rispetto delle norme in materia di diritti umani e del diritto internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>chiede una pubblica amministrazione forte ed efficiente e un servizio pubblico professionale e depoliticizzato, con nomine basate esclusivamente sul merito, capacità rafforzate per i coordinatori delle riforme a livello di entità come pure a livello locale, dove i cittadini hanno il loro primo punto di contatto, e il coordinamento delle politiche a livello nazionale, nonché la digitalizzazione della pubblica amministrazione per ridurre la politicizzazione e l'inefficienza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>sottolinea la necessità di ulteriori sforzi nell'attuazione delle riforme in materia di gestione delle finanze pubbliche e di pubblica amministrazione, nonché nell'affrontare le persistenti limitazioni in termini di capacità amministrativa attraverso costanti investimenti dell'UE in quadri di sviluppo delle capacità e di condivisione delle conoscenze di alta qualità, basati su modelli di buone pratiche dei partner dell'UE e internazionali consolidati; invita le autorità a tutti i livelli in Bosnia-Erzegovina, in particolare l'esecutivo, a garantire la trasparenza e l'accesso del pubblico alle informazioni in tutte le fasi del processo decisionale, anche attraverso la pubblicazione tempestiva dei progetti di atti e dei relativi documenti, nonché tavole di concordanza sull'allineamento all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE, e attraverso una consultazione pubblica significativa in linea con le norme europee in materia di trasparenza e responsabilità politica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>sottolinea il ruolo cruciale che le organizzazioni della società civile svolgono nel processo di allargamento e nel favorire la democrazia e il pluralismo e nel promuovere la buona governance e il progresso sociale; sottolinea che la partecipazione significativa, strutturata e continua delle organizzazioni della società civile con una comprovata esperienza e competenze settoriali dovrebbe essere garantita in tutte le fasi del processo di adesione; invita le autorità a tutti i livelli in Bosnia-Erzegovina a rafforzare la trasparenza, la rendicontabilità e l'integrità dei finanziamenti pubblici per le organizzazioni della società civile, anche attraverso inviti pubblici obbligatori, criteri di aggiudicazione chiari e misurabili, la pubblicazione proattiva dei dati sui beneficiari, l'istituzione di registri pubblici delle sovvenzioni e tutele contro i conflitti di interessi, le ingerenze politiche e l'utilizzo improprio di fondi pubblici per finalità di parte o legate alla campagna elettorale; invita le autorità della Bosnia-Erzegovina e la Commissione a garantire finanziamenti maggiori, trasparenti e sostenibili per la società civile, comprese le iniziative volte a superare le divisioni sociali, promuovere la riconciliazione e rafforzare il dialogo interetnico;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Libertà fondamentali e diritti umani</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>sottolinea che mezzi di comunicazione liberi e pluralistici sono alla base della democrazia; esprime preoccupazione per la persistente carenza di fondi destinati all'emittente pubblica della Bosnia-Erzegovina, invita le autorità competenti ad applicare le sentenze definitive degli organi giurisdizionali emesse a Banja Luka in merito al debito dell'emittente pubblica RTRS nei confronti di BHRT e ribadisce il suo invito all'Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina ad adottare un quadro giuridico sostenibile a lungo termine per il finanziamento di tutte e tre le emittenti pubbliche nel paese, garantendo sempre nel contempo la trasparenza della proprietà dei media; ricorda che l'emittente pubblica ha svolto un ruolo chiave in Bosnia-Erzegovina quale strumento per unificare il paese dopo la guerra; invita a fornire e trasmettere i programmi nelle lingue ufficiali della Bosnia-Erzegovina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>deplora il peggioramento della situazione della libertà dei media nel paese; invita la Bosnia-Erzegovina a salvaguardare i media pubblici dall'influenza politica, ad allineare le leggi a livello di entità a quelle statali e a introdurre norme sulla trasparenza della proprietà dei media e sulla pubblicità pubblica; esorta la Bosnia-Erzegovina ad accelerare l'adozione della legge sulle comunicazioni elettroniche, conformemente al regolamento sui servizi digitali e al regolamento dell'UE sulla libertà dei media<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2024/1083 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, che istituisce un quadro comune per i servizi di media nell'ambito del mercato interno e che modifica la direttiva 2010/13/UE (regolamento europeo sulla libertà dei media) (GU L, 2024/1083, 17.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1083/oj).</FIELD></FOOTNOTE>; condanna la continua diffusione della disinformazione russa nell'entità Republika Srpska;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>condanna fermamente gli attacchi, le minacce, le intimidazioni, le pressioni politiche, la reintroduzione e l'uso di disposizioni penali in materia di diffamazione e le azioni legali strategiche contro la partecipazione pubblica (SLAPP) rivolte contro i giornalisti, gli attivisti ambientali, i difensori dei diritti umani e altri portatori di interessi, anche da parte di figure politiche di alto livello, investitori e altri attori influenti; esorta la Bosnia-Erzegovina ad applicare una politica di tolleranza zero e a garantire che la gravità di tali casi non sia sminuita; invita le autorità ad adottare un quadro giuridico che protegga efficacemente dalle SLAPP; invita la Bosnia-Erzegovina a garantire la libertà e la sicurezza dei giornalisti e a impegnarsi per limitare il loro libero esercizio delle loro attività; condanna inoltre gli attacchi contro i deputati al Parlamento europeo, i commissari dell'UE, i funzionari dell'UE e l'Ufficio dell'alto rappresentante;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>invita la Bosnia-Erzegovina ad armonizzare il quadro giuridico e politico in materia di libertà di espressione e incitamento all'odio a tutti i livelli di governo, in piena conformità con le norme europee e internazionali in materia di diritti umani, al fine di garantire il giusto equilibrio tra la protezione della libertà di espressione e la prevenzione e il perseguimento dell'incitamento all'odio, anche affrontando le lacune esistenti nel quadro giuridico della Federazione di Bosnia-Erzegovina; invita a combattere l'incitamento all'odio nei media pubblici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>invita la Bosnia-Erzegovina a tutelare appieno la libertà di riunione e di associazione in tutto il paese; invita le autorità dell'entità Republika Srpska a rispettare la sentenza della Corte costituzionale che abroga la legge sugli "agenti stranieri" in stile russo e ad astenersi dal reintrodurre misure analoghe o dal commettere violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali; sottolinea la necessità di rafforzare l'applicazione della legge da parte delle autorità giudiziarie e di depenalizzare la diffamazione in tutta la Bosnia-Erzegovina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>invita le autorità della Bosnia-Erzegovina a rafforzare la protezione giuridica e istituzionale dei difensori dei diritti umani e a garantire un ambiente sicuro e favorevole per il loro lavoro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>denuncia gli attacchi, la discriminazione e l'incitamento all'odio nei confronti delle minoranze e chiede un'azione legale sollecita ed efficace; invita la Bosnia-Erzegovina a rispettare pienamente la sua Costituzione, a difendere i principi di uguaglianza, non discriminazione e carattere multietnico dello Stato e ad adottare una strategia a livello nazionale per garantire una rappresentanza equa e proporzionata di tutti i cittadini, comprese le minoranze, nella pubblica amministrazione e nelle istituzioni pubbliche, nonché la loro piena partecipazione alla vita pubblica e politica, in linea con le norme democratiche e gli impegni della Bosnia-Erzegovina in materia di integrazione europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>invita la Bosnia-Erzegovina a revocare le modifiche apportate al suo codice penale nel marzo e nel giugno 2025 per quanto riguarda, rispettivamente, l'eliminazione dell'identità di genere quale caratteristica protetta dei transgender e l'esclusione delle coppie dello stesso sesso dalle tutele contro la violenza domestica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>invita le autorità della Bosnia-Erzegovina ad adottare le misure necessarie per ottenere lo status di osservatore nei lavori dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, al fine di rafforzare l'allineamento all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE in materia di diritti fondamentali, migliorare l'elaborazione delle politiche e la raccolta dei dati basate su elementi concreti e rafforzare la cooperazione nel settore dei diritti fondamentali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>chiede il rafforzamento dell'indipendenza, dell'efficacia e della visibilità dell'Istituto del difensore civico dei diritti umani della Bosnia-Erzegovina, anche attraverso un approccio più proattivo alle violazioni gravi e sistemiche dei diritti umani e un seguito più efficace alle sue raccomandazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>chiede maggiori sforzi per la parità di genere e una maggiore partecipazione femminile alla vita pubblica e politica; esorta la Bosnia-Erzegovina a rafforzare le risposte istituzionali alla violenza di genere; accoglie con favore i progressi legislativi in seno all'entità della Federazione; esprime preoccupazione per la risposta incoerente e frammentata delle autorità della Bosnia-Erzegovina agli episodi di violenza di genere; esorta le autorità ad affrontare la violenza di genere come questione strutturale; sottolinea l'importanza di garantire un accesso libero e senza ostacoli ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva in tutto il paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>ricorda che, sebbene la Bosnia-Erzegovina abbia ratificato la convenzione di Istanbul del Consiglio d'Europa nel novembre 2013, che la impegna giuridicamente alla prevenzione e alla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, l'attuazione rimane incoerente; invita la Bosnia-Erzegovina a intensificare gli sforzi in corso incentrati sul rafforzamento della protezione delle vittime, sul miglioramento della formazione della polizia, sul coordinamento delle risposte istituzionali e sulla risoluzione delle carenze nel perseguire gli autori degli atti di violenza di genere e domestica, in particolare nelle zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>incoraggia soluzioni a lungo termine per sviluppare un'istruzione di qualità inclusiva, equa e depoliticizzata, promuovendo la comprensione e la riconciliazione nonché garantendo il diritto all'istruzione nella propria lingua madre; sollecita lo sviluppo di un'educazione alla storia basata sui fatti, non discriminatoria e fondata sui fatti storici e sul rispetto dei valori democratici, al fine di rafforzare la comprensione reciproca e combattere la discriminazione; invita l'UE a sostenere attivamente questo processo; ribadisce il suo invito a porre fine alla pratica delle "due scuole sotto lo stesso tetto"; sottolinea l'importanza della tutela dell'espressione culturale e linguistica di tutti in Bosnia-Erzegovina; osserva che l'adozione di programmi e piani di studio dovrebbe rispettare la diversità culturale e linguistica del paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>ricorda che la Bosnia-Erzegovina dovrebbe assumere la piena titolarità della gestione migratoria, attuare con efficacia la legge sul controllo delle frontiere, migliorare il coordinamento e la ripartizione delle responsabilità tra tutti i livelli di governo, dotare la polizia di frontiera di sufficiente personale e fornire procedure di asilo eque, efficienti e accessibili, garantendo nel contempo il pieno rispetto dei diritti umani e delle norme in materia di protezione internazionale; prende atto dell'entrata in funzione del sistema di ingressi/uscite dell'UE (EES), che rafforza il monitoraggio delle frontiere esterne; invita le autorità della Bosnia-Erzegovina a garantire la piena preparazione e il pieno allineamento ai requisiti tecnici e di protezione dei dati previsti dall'EES; invita la Commissione a trovare soluzioni alle sfide poste dalle nuove norme dell'UE in materia di EES ai conducenti di autocarri provenienti dalla Bosnia-Erzegovina e da altri paesi dei Balcani occidentali;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Relazioni di buon vicinato e riconciliazione</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>accoglie con favore il ruolo attivo della Bosnia-Erzegovina nell'ambito della cooperazione regionale; sottolinea che le relazioni di buon vicinato sono un elemento chiave del processo di allargamento dell'UE e nel cammino di adesione di ogni paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>sottolinea l'importanza della riconciliazione in Bosnia-Erzegovina ed esorta le autorità a garantire l'accesso alla verità, alla giustizia e alle azioni riparatorie, comprese la tutela giuridica e le riparazioni per le vittime civili dei crimini di guerra, e ad adottare una legge di Stato che garantisca la protezione e il riconoscimento delle vittime di tortura; accoglie con favore le iniziative locali di costruzione della pace e di commemorazione; chiede di compiere ulteriori sforzi in merito alle persone scomparse, anche attraverso la cooperazione regionale; invita le autorità a tutti i livelli a sostenere attivamente e ad astenersi dall'ostacolare gli sforzi di commemorazione delle vittime, in particolare nelle comunità locali, quale componente essenziale della riconciliazione e della memoria;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>riconosce che la riconciliazione deve basarsi sul riconoscimento e l'insegnamento di fatti storici, sull'onore e la memoria delle vittime, sulla ricerca di tutte le persone scomparse, sulla consegna alla giustizia di tutti i responsabili e sulla promozione di un ambiente di riconciliazione, fiducia e rispetto 30 anni dopo l'accordo di pace di Dayton; sottolinea che gli attori politici e coloro che si trovano in posizioni di influenza hanno la particolare responsabilità di contribuire alla creazione di un ambiente favorevole alla riconciliazione; ribadisce l'importanza che tutte le nazioni e gli individui responsabili si assumano la responsabilità dei crimini commessi durante le guerre dei Balcani, al fine di superare il passato e raggiungere la riconciliazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>ribadisce il suo invito ad attuare ulteriori misure e programmi concreti per quanto riguarda il ritorno sostenibile dei rifugiati e degli sfollati interni, l'accesso all'assistenza sanitaria e all'occupazione, alla protezione sociale e all'istruzione e il pieno rispetto di tutti i loro diritti al risarcimento per le proprietà che non possono essere restituite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>respinge tutte le narrazioni che sfruttano le tensioni etniche, promuovono il revisionismo storico, la negazione del genocidio e l'esaltazione dei criminali di guerra, nonché qualsiasi esaltazione pubblica del fascismo, del nazionalsocialismo e del comunismo, compreso il grido del saluto Ustaša "Za dom spremni" al concerto di Marko Perković Thompson a Široki Brijeg, l'esposizione dei simboli Chetnik in un incontro del movimento Ravna Gora a Višegrad e le dichiarazioni rese dal rimosso Presidente della Camera dei rappresentanti dell'entità federale Dragan Mioković con cui giustificava i crimini commessi dal regime comunista jugoslavo dopo la seconda guerra mondiale, così come la contestazione di fatti accertati e dell'indipendenza e imparzialità dei tribunali nazionali e internazionali, o la rappresentazione delle istituzioni democratiche e dei controlli costituzionali come illegittimi, in particolare da parte di attori politici; ricorda che tali narrazioni compromettono direttamente la riconciliazione, la stabilità democratica e la fiducia dei cittadini; invita tutti gli attori politici in Bosnia-Erzegovina ad astenersi da una retorica divisiva e incendiaria e invita le autorità a rafforzare la comunicazione strategica, a sostenere la verifica indipendente dei fatti e a investire nell'alfabetizzazione mediatica e nell'educazione civica, anche a livello locale, nell'ambito di un approccio alla resilienza democratica esteso a tutta la società; esorta la Bosnia-Erzegovina ad allineare il codice penale statale all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE in merito alla negazione del genocidio e all'esaltazione dei criminali di guerra;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per i concetti e le narrazioni di natura politica promossi nella regione, che sostengono l'unificazione o il coordinamento transfrontaliero sulla base dell'identità etnica, compreso il cosiddetto "mondo serbo", che minano la sovranità e l'integrità territoriale degli Stati vicini e rischiano di destabilizzare la regione; sottolinea che tali narrazioni sono incompatibili con i principi delle relazioni di buon vicinato e il processo di adesione all'UE; invita la Serbia e tutti i paesi nella regione a impegnarsi in modo costruttivo a favore della stabilità e dell'integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina e a sostenere attivamente il suo percorso di adesione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>esorta la Bosnia-Erzegovina ad attuare efficacemente la strategia nazionale rivista sui crimini di guerra e a rafforzare ulteriormente la cooperazione giudiziaria regionale, anche rispetto all'estradizione degli indagati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>ricorda l'importanza del pieno accesso agli archivi dell'ex servizio segreto jugoslavo (UDBA) e del servizio di controspionaggio dell'esercito popolare jugoslavo (KOS), compresi quelli detenuti a Sarajevo, Banja Luka e, in particolare, Belgrado; invita le autorità a chiedere formalmente, e le autorità serbe a concedere senza indugio, il pieno accesso al materiale archivistico pertinente e, se del caso, il suo trasferimento; sottolinea che qualsiasi rifiuto o ritardo compromette la responsabilità, la giustizia per le vittime e la riconciliazione regionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>sottolinea l'importanza della diplomazia preventiva in Bosnia-Erzegovina; invita il SEAE a rafforzare lo sviluppo delle competenze tra il suo personale per comprendere meglio il contesto storico, culturale e religioso locale, come sottolineato nella relazione sul ruolo della diplomazia preventiva adottata dal Parlamento europeo nel gennaio 2024;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Riforme socioeconomiche</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>accoglie con favore il programma di riforme della Bosnia-Erzegovina e ne sollecita la rapida attuazione, nonché la tempestiva pubblicazione nelle lingue ufficiali della Bosnia-Erzegovina e la presentazione al pubblico in modo accessibile e trasparente; ricorda che la Bosnia-Erzegovina può ancora beneficiare dello stanziamento di 976,6 milioni di EUR; sottolinea che la volontà politica di attuare le riforme è fondamentale per garantire i fondi e impedirne la ridistribuzione; sottolinea che il mancato rispetto delle scadenze e l'assenza di progressi possono determinare un ritardo della Bosnia-Erzegovina rispetto ad altri paesi dell'allargamento in termini di convergenza economica e integrazione nell'UE e privare i cittadini di significativi benefici socioeconomici; deplora il fatto che il 10% dei fondi, pari a oltre 100 milioni di EUR, sia andato perduto in modo permanente a causa dei ritardi iniziali delle autorità politiche nella presentazione del programma di riforme; chiede la rapida ratifica dell'accordo di finanziamento e di prestito;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>sottolinea che qualsiasi svincolo ed erogazione di tali fondi deve rimanere strettamente subordinato al conseguimento di traguardi chiari, misurabili e verificabili in materia di Stato di diritto, funzionamento democratico delle istituzioni, libertà fondamentali e riforme socioeconomiche; chiede l'effettivo coinvolgimento dell'Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina, delle autorità locali e regionali, delle parti sociali e della società civile nel monitoraggio dell'attuazione del programma di riforme e nella supervisione dell'utilizzo dei fondi dell'UE, conformemente al principio di partenariato inclusivo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>esorta la Bosnia-Erzegovina a istituire un quadro istituzionale per la gestione dei fondi dell'UE, anche nominando un coordinatore nazionale dello strumento per le riforme e la crescita, istituendo le strutture di sostegno necessarie per l'attuazione del programma di riforme, designando un punto di contatto unico per ciascuna riforma al fine di garantire un'attuazione armonizzata e coordinata tra diversi livelli di governo e nominando coordinatore nazionale IPA III il direttore della direzione per l'integrazione europea, in linea con le prassi precedenti; chiede un migliore assorbimento dei fondi IPA III in Bosnia-Erzegovina, anche a livello locale e regionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>ritiene che il finanziamento dell'UE dovrebbe sostenere meglio le riforme democratiche nel paese e pertanto chiede che i pertinenti finanziamenti dell'UE siano riprogrammati per orientare maggiori risorse verso il sostegno all'assistenza tecnica nell'assorbimento dei fondi, alle riforme del sistema giudiziario e alle misure anticorruzione; invita l'UE e i paesi dei Balcani occidentali a istituire un quadro per una cooperazione proficua tra la Procura europea (EPPO) e le controparti dei paesi dei Balcani occidentali, al fine di garantire che l'EPPO possa esercitare efficacemente le sue competenze;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>ricorda che i finanziamenti dell'UE destinati a progetti nell'entità Republika Srpska dovrebbero rimanere congelati fintanto che quest'ultima non avrà invertito il processo di regresso democratico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>accoglie con favore la proposta della Commissione di avviare negoziati con i Balcani occidentali sull'adesione al regime dell'UE di roaming a tariffa nazionale, che offrirà alla popolazione dei Balcani occidentali uno dei vantaggi più tangibili e percepiti istantaneamente durante il processo di adesione del loro paese all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>prende atto della resilienza e, al tempo stesso, del rallentamento dell'economia della Bosnia-Erzegovina; chiede un approccio di bilancio sostenibile per affrontare i vincoli alla crescita, migliorare la competitività e il contesto imprenditoriale e degli investimenti, garantire l'adozione tempestiva dei bilanci a livello statale, attuare azioni volte ad affrontare gli squilibri tra domanda e offerta di competenze, la fuga di cervelli, la rapida evoluzione della crisi demografica, la disoccupazione e le strategie del mercato del lavoro, sostenere l'innovazione, le piccole e medie imprese e la transizione verde e digitale e garantire una maggiore trasparenza, responsabilità e un processo decisionale depoliticizzato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>invita le autorità della Bosnia-Erzegovina ad adottare misure concrete per affrontare la fuga di cervelli, in particolare tra i giovani, investendo in un'istruzione di qualità, posti di lavoro dignitosi, protezione sociale e politiche inclusive e attuando pienamente la garanzia per i giovani; sottolinea l'importanza fondamentale di un autentico dialogo sociale per far sì che i benefici dell'allargamento raggiungano tutti i segmenti della popolazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>invita la Bosnia-Erzegovina, in particolare i parlamenti della Federazione e le entità della Republika Srpska a completare senza ritardo le restanti misure legislative e istituzionali necessarie per l'adesione all'area unica dei pagamenti in euro (SEPA), al fine di consentire ai cittadini e alle imprese bosniaci di beneficiare di risparmi significativi in termini di costi di transazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>invita la Bosnia-Erzegovina a riformare gli appalti pubblici in linea con le norme dell'UE, a rafforzare la supervisione, le capacità e il coordinamento a livello statale e di entità, a garantire procedure trasparenti, competitive e a prova di corruzione, anche attraverso sanzioni più severe, un organo di riesame degli appalti pubblici realmente indipendente, un sistema di appalti elettronici pienamente funzionante e limiti più rigorosi agli accordi diretti e ad altre procedure non competitive;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Energia, ambiente e connettività</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>incoraggia la Bosnia-Erzegovina a modernizzare le proprie norme sul mercato del gas e dell'energia elettrica, in linea con il terzo pacchetto energia dell'UE, a garantire trasparenza, a collegare i sistemi energetici nazionali alle reti regionali e dell'UE per accrescere l'efficienza e la sicurezza; esorta la Bosnia-Erzegovina e le sue entità a sfruttare la bassa dipendenza del paese dal gas per trasformarsi in un sistema energetico decarbonizzato ed evitare di creare attivi non recuperabili investendo massicciamente in nuove importanti infrastrutture del gas, perseguendo al contempo la diversificazione dell'approvvigionamento di gas attraverso l'interconnessione con gli Stati membri al fine di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>74.</NO.P>invita la Bosnia-Erzegovina ad adottare una legge sul clima e strategie di protezione ambientale, ad allinearsi alla normativa ambientale dell'UE, a garantire una pianificazione strategica e trasparente degli investimenti, inclusa una partecipazione pubblica significativa, a migliorare la tutela della biodiversità e accelerare la transizione verde giusta; esprime preoccupazione per la situazione degli animali randagi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>75.</NO.P>invita tutte le entità del settore minerario che operano in Bosnia-Erzegovina a rispettare pienamente la legislazione nazionale e a dare priorità alla tutela dell'ambiente e alla salute pubblica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>76.</NO.P>esorta la Bosnia-Erzegovina ad attuare una gestione integrata delle risorse idriche e delle acque reflue, un'efficace prevenzione delle inondazioni e una strategia nazionale per combattere l'inquinamento atmosferico, anche onorando i suoi impegni vincolanti di chiudere il blocco 4 della centrale elettrica a carbone di Tuzla e il blocco 5 della centrale di Kakanj e di rispettare il suo piano nazionale di riduzione delle emissioni ai sensi del trattato che istituisce la Comunità dell'energia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>77.</NO.P>invita la Bosnia-Erzegovina a migliorare le reti di trasporto e la cooperazione transnazionale, nonché a fare progressi nei principali progetti infrastrutturali regionali, sfruttando appieno gli strumenti di finanziamento dell'UE disponibili; sottolinea l'importanza strategica della partecipazione attiva della Bosnia-Erzegovina ai principali progetti di interconnessione regionale nei settori dei trasporti, dell'energia e delle reti digitali nei Balcani occidentali; sottolinea che tali progetti sostengono la creazione di catene di approvvigionamento resilienti, riducono le dipendenze strategiche e contribuiscono in modo decisivo alla convergenza economica, all'integrazione regionale e alla resilienza del paese, nonché alla sua graduale integrazione nel mercato unico dell'Unione; invita la Bosnia-Erzegovina a promuovere altresì progetti in materia di mobilità militare;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>78.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, alla Presidenza della Bosnia-Erzegovina, al Consiglio dei ministri della Bosnia-Erzegovina, all'Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina, al governo e al parlamento dell'entità della Federazione di Bosnia-Erzegovina, all’entità della Repubblica Srpska e al Distretto di Brčko, nonché all'Ufficio dell'Alto rappresentante.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>