<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0220</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Relazione 2025 della Commissione sul Kosovo</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0166/2026 - Relatore: Riho Terras)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 17 giugno 2026 sulla relazione 2025 della Commissione sul Kosovo (2025/2252(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica, da un lato, e il Kosovo, dall'altro<FOOTNOTE><FIELD> GU L 71 del 16.3.2016, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2016/342/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, in vigore dal 1º aprile 2016,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la domanda di adesione del Kosovo all'Unione europea del 15 dicembre 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la domanda di adesione del Kosovo al Consiglio d'Europa del 12 maggio 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo quadro tra l'Unione europea e il Kosovo sui principi generali della partecipazione del Kosovo ai programmi dell'Unione<FOOTNOTE><FIELD> GU L 195 del 27.7.2017, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2017/1388/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, in vigore dal 1° agosto 2017,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1529 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 settembre 2021, che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA III)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 330 del 20.9.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1529/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2023/850 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 aprile 2023, che modifica il regolamento (UE) 2018/1806, che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo<FOOTNOTE><FIELD> GU L 110 del 25.4.2023, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/850/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, per quanto riguarda il Kosovo, che consente l'esenzione dal visto per i titolari di passaporto biometrico del Kosovo dal 1° gennaio 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2024/1449 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sull'istituzione di uno strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1449, 24.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1449/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni della presidenza in occasione della riunione del Consiglio europeo di Salonicco del 19 e 20 giugno 2003,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i vertici UE-Balcani occidentali tenutisi a Sofia, Zagabria e Brdo pri Kranju rispettivamente nel 2018, 2020 e 2021 e le dichiarazioni che ne sono scaturite,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la riunione dei leader dei Balcani occidentali del 1º luglio 2025 a Skopje, Macedonia del Nord, sul piano di crescita per i Balcani occidentali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione del vertice UE-Balcani occidentali del 17 dicembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni della presidenza del 16 dicembre 2025 sull'allargamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il processo di Berlino, avviato il 28 agosto 2014,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni della presidenza del vertice del 2025 sul processo di Berlino, tenutosi il 22 ottobre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 6 ottobre 2020, dal titolo "Un piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali" (COM(2020)0641),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione dell'8 novembre 2023, dal titolo "Un nuovo piano di crescita per i Balcani occidentali" (COM(2023)0691),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 20 marzo 2024 sulle riforme e sulle revisioni strategiche pre-allargamento (COM(2024)0146),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 4 novembre 2025, dal titolo "Comunicazione 2025 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2025)0690), accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Kosovo 2025 Report" (Relazione 2025 sul Kosovo) (SWD(2024)0752),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato che istituisce la Comunità dell'energia, firmato ad Atene il 25 ottobre 2005, che mira a estendere le norme del mercato interno dell'energia dell'UE all'Europa sudorientale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 10 giugno 1999, il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia (CIG) del 22 luglio 2010 sulla conformità al diritto internazionale della dichiarazione unilaterale d'indipendenza del Kosovo, nonché la risoluzione 64/298 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 9 settembre 2010, in cui si prende atto del contenuto del parere della CIG e si plaude alla disponibilità dell'UE a favorire il dialogo tra Serbia e Kosovo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'allineamento costante del Kosovo alla politica estera e di sicurezza comune dell'UE;</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il primo accordo sui principi che disciplinano la normalizzazione delle relazioni tra la Serbia e il Kosovo, del 19 aprile 2013, gli accordi del 25 agosto 2015 e il dialogo in corso, facilitato dall'UE, per la normalizzazione delle relazioni,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'accordo di Bruxelles del 27 febbraio 2023 e l'accordo di Ohrid del 18 marzo 2023, nonché il relativo allegato di attuazione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la costante presenza e il mandato della Forza per il Kosovo guidata dalla NATO, che continua a contribuire al mantenimento di un ambiente sicuro e protetto e della libertà di circolazione in Kosovo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (PESC) 2025/1161 del Consiglio, del 5 giugno 2025, che modifica l'azione comune 2008/124/PESC, relativa alla missione dell'Unione europea sullo Stato di diritto in Kosovo, EULEX Kosovo<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2025/1161, 6.6.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2025/1161/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, che ha prorogato il mandato della missione fino al 14 giugno 2027,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'Unione europea sulle elezioni parlamentari svoltesi in Kosovo nel 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sul Kosovo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le raccomandazioni comuni adottate in occasione della 12<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> riunione del comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Kosovo, tenutasi il 9 dicembre 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'indice di percezione della corruzione 2025 di Transparency International,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'indice 2025 sulla libertà di stampa nel mondo di Reporter senza frontiere,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la missione d'informazione della piattaforma del Consiglio d'Europa per la sicurezza dei giornalisti effettuata a Pristina il 24 e 25 marzo 2026,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0166/2026),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la politica di allargamento è uno degli strumenti più efficaci della politica estera dell'UE e una delle politiche di maggior successo per incentivare e incoraggiare le riforme fondamentali nei paesi dell'allargamento, nonché un investimento geopolitico strategico nella pace, nella stabilità e nella sicurezza a lungo termine in tutto il continente;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto sono i valori basilari su cui si fonda l'UE; che tali valori fondamentali non possono essere compromessi nel contesto del processo di allargamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che la Costituzione della Repubblica del Kosovo è una delle più progressiste in termini di diritti delle minoranze;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che ciascun paese dell'allargamento è valutato esclusivamente sulla base dei propri meriti; che il calendario e i progressi dell'adesione sono determinati dall'attuazione delle riforme necessarie e dal rispetto dell'insieme di criteri e valori comuni; che il processo di adesione non può procedere senza l'attuazione delle riforme necessarie;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che il percorso del Kosovo verso l'adesione all'UE dipende anche dalla normalizzazione delle relazioni con la Serbia e dalle relazioni di buon vicinato;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la salvaguardia dell'integrità dei processi democratici è diventata una considerazione centrale della politica di allargamento dell'UE; che il Kosovo è stato oggetto di ingerenze straniere e campagne di disinformazione, soprattutto da parte della Russia, anche attraverso i mezzi d'informazione nazionalisti serbi, che puntano a destabilizzare le sue istituzioni democratiche, mettere a repentaglio la coesione sociale e ostacolare l'integrazione europea del Kosovo; che il rafforzamento della resilienza democratica è parte integrante dell'adempimento dei criteri politici per l'adesione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che, contrariamente alla linea generale europea, l'indipendenza del Kosovo non è ancora stata riconosciuta da Cipro, Grecia, Romania, Slovacchia e Spagna;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Impegno a favore dell'adesione all'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>elogia l'impegno costante del Kosovo a favore dell'adesione all'UE, che riflette una scelta geopolitica strategica chiara volta a consolidare la sicurezza, un maggiore radicamento europeo, un consenso generale interpartitico per quanto riguarda l'integrazione nell'UE, nonché un elevato livello di sostegno pubblico a favore del percorso europeo del Kosovo, in particolare attraverso lo sviluppo di relazioni strette e concrete con l'Unione europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>ribadisce la sua ferma convinzione che il futuro del Kosovo sia nell'UE, in particolare alla luce delle attuali dinamiche geopolitiche nella regione, dei rapidi e importanti cambiamenti nella politica mondiale e della crescente concorrenza con i regimi autoritari; sottolinea che il ravvicinamento tra il Kosovo e l'UE fa parte di un processo di graduale integrazione che va oltre la sola adesione formale; evidenzia che forme concrete di cooperazione e integrazione progressiva, anche attraverso partenariati settoriali, la partecipazione a programmi dell'UE come Erasmus+ e l'inclusione in determinate politiche europee, rappresentano fattori essenziali per rafforzare i legami con il Kosovo; sottolinea che tali strumenti contribuiscono a consolidare il radicamento europeo del Kosovo e di rispondere alle sfide geostrategiche della regione, anche prevenendo l'influenza di attori terzi, senza pregiudicare il ritmo o l'esito del processo di allargamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>accoglie con favore la formazione della nuova Assemblea e del nuovo governo del Kosovo il 12 febbraio 2026, a seguito delle elezioni parlamentari democratiche anticipate tenutesi nel dicembre 2025 e dopo oltre un anno di stallo politico e profonda polarizzazione politica; deplora, tuttavia, la paralisi del processo politico nel 2025, che ha portato il Kosovo a "perdere un anno"; deplora inoltre il fatto che l'Assemblea nazionale non abbia eletto un nuovo presidente entro il termine costituzionale; prende atto dello scioglimento dell'Assemblea nazionale mediante decreto presidenziale in data 6 marzo 2026 e della successiva sentenza della Corte costituzione del Kosovo che annulla tale decisione e concede ai membri dell'Assemblea un periodo di 34 giorni per eleggere un nuovo presidente, al termine del quale il paese dovrà indire nuove elezioni; prende atto dei tentativi falliti di eleggere un presidente entro tale termine e del conseguente annuncio di nuove elezioni legislative, previste il 7 giugno 2026;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>accoglie inoltre con favore la ratifica, da parte dell'Assemblea nazionale del Kosovo, degli accordi nell'ambito dello strumento per le riforme e la crescita in data 13 febbraio 2026; osserva che ciò apre la strada alla possibilità per il Kosovo di accedere a ingenti sovvenzioni e prestiti agevolati per realizzare progressi in materia di riforme fondamentali, di accelerare la sua convergenza economica e di conseguire ulteriori progressi lungo il suo percorso europeo; si rammarica profondamente del fatto che, per via dell'"anno perso" e della prospettiva di perdere potenzialmente altri mesi per la campagna elettorale, il paese potrebbe non essere in grado di realizzare entro i termini tutte le riforme necessarie e rischierebbe di perdere importi significativi di sostegno finanziario nell'ambito dello strumento per le riforme e la crescita;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>sottolinea che un allargamento credibile si basa su un processo meritocratico e richiede uno slancio di riforma sostenuto e irreversibile e la rigorosa attuazione di riforme allineate alle norme europee, in particolare il rispetto dei criteri di Copenaghen; invita il Kosovo a intensificare i progressi nell'attuazione delle riforme connesse all'UE, in particolare in ambiti quali lo Stato di diritto, le libertà fondamentali e la lotta alla corruzione, in particolare la corruzione ad alto livello, e a proseguire i suoi sforzi in tal senso, consolidando ulteriormente il suo impegno a favore dei valori e delle norme europei; evidenzia che qualsiasi assistenza preadesione e relativa assistenza finanziaria deve rimanere strettamente subordinata a risultati misurabili e verificabili in tali settori; ricorda, a tale proposito, l'importanza di difendere lo Stato di diritto, garantendo il rispetto delle opinioni di tutti, e di applicare in modo efficace le leggi nella pratica; sottolinea che è necessario ridefinire le priorità di tali riforme e conseguire progressi tangibili al riguardo affinché il Kosovo rafforzi il proprio radicamento europeo e continui ad adoperarsi per tornare sulla strada giusta verso l'adesione all'UE; evidenzia che l'allargamento comporta anche un'approfondita preparazione da parte delle istituzioni e degli Stati membri dell'Unione europea, al fine di garantire la riuscita integrazione dei potenziali nuovi membri, nel rispetto della stabilità economica del mercato interno, delle norme sociali e ambientali e del corretto funzionamento delle istituzioni dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>sostiene la domanda di adesione all'UE presentata dal Kosovo nel dicembre 2022; ribadisce il suo invito agli Stati membri in seno al Consiglio a invitare la Commissione a presentare il suo questionario senza indebito ritardo e a trasmettere il suo parere sul merito della domanda di adesione del paese; invita successivamente il Consiglio ad agire rapidamente, in particolare concedendo lo status di paese candidato una volta soddisfatti i criteri pertinenti; chiede ai cinque Stati membri che non hanno ancora riconosciuto l'indipendenza del Kosovo a farlo senza indugio, consentendogli di avanzare su un piano di parità con gli altri candidati; ricorda il parere consultivo della CIG del 22 luglio 2010, in cui si afferma che la dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo non viola il diritto internazionale generale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>ribadisce il suo pieno sostegno alla domanda di adesione del Kosovo al Consiglio d'Europa, al progetto di orientamento strategico del paese di aderire al programma di partenariato per la pace della NATO e alle sue domande di adesione ad altre organizzazioni internazionali; invita le organizzazioni pertinenti e gli Stati membri a sostenere attivamente tali domande di adesione; osserva che il ravvicinamento del Kosovo alla NATO rafforza la sicurezza europea; invita la Commissione e l'Ufficio dell'UE in Kosovo a intensificare gli sforzi al fine di rafforzare la visibilità e la comprensione, in Kosovo, dell'UE e dei benefici concreti derivanti da un partenariato rafforzato tra l'Unione europea e il Kosovo; sollecita la Serbia a non opporsi all'adesione del Kosovo al Consiglio d'Europa e ad altre organizzazioni internazionali, in quanto ciò sarebbe in contrasto con l'accordo del 2023 tra il Kosovo e la Serbia sul percorso verso la normalizzazione delle loro relazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>encomia il Kosovo in quanto partner affidabile dell'UE, come dimostrato dal suo continuo allineamento volontario alla politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell'UE, compresa la continua attuazione delle misure restrittive dell'UE nei confronti della Russia e della Bielorussia, la sua chiara condanna della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e il livello costantemente elevato di sostegno pubblico a favore dell'integrazione nell'UE tra i suoi cittadini; si attende che il Kosovo mantenga tale allineamento e prosegua i suoi sforzi per contenere la minaccia russa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>accoglie con favore la firma, avvenuta il 18 marzo 2025, della dichiarazione trilaterale sulla cooperazione in materia di difesa tra Kosovo, Albania e Croazia, volta a rafforzare le capacità di difesa e a migliorare la cooperazione nella lotta alle minacce ibride;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>accoglie con favore la decisione attesa da tempo di revocare le misure dell'UE nei confronti del Kosovo, tra cui lo sblocco di 216 milioni di EUR in contratti prioritari e programmazione nel dicembre 2025 e di altri 205 milioni di EUR all'inizio del 2026; ritiene che tali misure fossero in palese contraddizione con l'impegno dimostrato dal Kosovo a favore dei valori europei e con il suo allineamento alle politiche dell'UE e che non fossero più giustificate alla luce del soddisfacimento di tutti i requisiti necessari; prende atto dell'impatto negativo di tali misure sulla società del Kosovo, in particolare sulle comunità locali, le organizzazioni della società civile e le piccole e medie imprese (PMI); si interroga sulla mancanza di trasparenza e prevedibilità, sull'inadeguata comunicazione pubblica e sulla durata prolungata delle misure nonostante la conformità del Kosovo ai requisiti stabiliti dall'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Democrazia e Stato di diritto</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>accoglie con favore la valutazione complessivamente positiva dello svolgimento delle elezioni parlamentari e locali nel 2025, osservando che si sono svolte in modo pacifico, competitivo e inclusivo, nell'ambito di un quadro elettorale riveduto in linea con le precedenti raccomandazioni della missione di osservazione elettorale dell'UE; elogia le autorità per aver introdotto il sistema di votazione elettronico in Kosovo; rileva, tuttavia, che sono state individuate alcune carenze nello svolgimento delle elezioni ed esorta le autorità kosovare a tenerne conto nell'organizzazione delle future elezioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>accoglie con favore la partecipazione dei serbi del Kosovo alle elezioni parlamentari e locali del 2025 e l'elezione dei quattro nuovi sindaci serbi che sono subentrati ai loro predecessori albanesi nei comuni a maggioranza serba nel nord del Kosovo; esprime tuttavia preoccupazione per la pressione esercitata sugli elettori che dipendono dai servizi di assistenza sociale e per l'impiego serbi affinché votassero per i rappresentanti della Srpska Lista alle elezioni parlamentari del febbraio 2025;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>deplora i continui tentativi di politicizzare le istituzioni indipendenti, tra cui la commissione elettorale centrale, e le carenze in materia di governance all'interno della commissione indipendente per i media; invita il Kosovo ad allineare ulteriormente il quadro giuridico che disciplina la commissione indipendente per i media alle raccomandazioni del Consiglio d'Europa e alle norme dell'UE, al fine di rafforzare l'indipendenza normativa, la certezza del diritto e la fiducia del pubblico nella vigilanza sui media; invita le autorità a garantire nomine basate sul merito, trasparenza nelle procedure di assunzione e pieno rispetto dell'indipendenza di tali istituzioni; sottolinea che istituzioni democratiche resilienti rappresentano la prima linea di difesa contro la manipolazione dell'ambiente informativo, l'influenza occulta e la distorsione del dibattito pubblico motivata politicamente; chiede al Kosovo di istituire un quadro di resilienza democratica istituzionalizzato, che riunisca l'Assemblea nazionale, il governo, regolatori indipendenti e l'amministrazione elettorale, con responsabilità chiaramente definite, valutazioni del rischio periodiche e comunicazione al pubblico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>accoglie con favore il fatto che le organizzazioni della società civile operino in un contesto generale favorevole e invita le autorità a garantire che la società civile sia coinvolta in misura significativa, sin dall'inizio, nella preparazione e nell'attuazione delle riforme connesse all'UE; pone in evidenza l'importanza di accrescere la responsabilità e la trasparenza in relazione ai finanziamenti pubblici delle organizzazioni della società civile; sottolinea che la società civile è fondamentale per favorire la democrazia e il pluralismo e promuovere il buon governo e il progresso sociale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>elogia le autorità per aver consultato la Commissione di Venezia sul pacchetto di progetti di legge sulla magistratura, compresa la legge sul Consiglio delle procure del Kosovo; continua tuttavia a nutrire preoccupazione per la limitata attuazione della strategia sullo Stato di diritto e per l'insufficiente seguito dato alle riforme da parte del governo, per la composizione incompleta del Consiglio della magistratura e per i ritardi nell'attuazione delle riforme della giustizia; esprime preoccupazione per l'incapacità del governo di adottare il necessario atto secondario che delinea la struttura organizzativa e i meccanismi di cooperazione tra l'unità investigativa speciale della polizia del Kosovo e la procura speciale; si compiace dei progressi compiuti per quanto riguarda la nomina del nuovo presidente del Consiglio delle procure del Kosovo e si attende che la nuova composizione sia finalizzata una volta che l'Assemblea nazionale riprenderà i lavori; accoglie con favore l'assunzione secondo un processo trasparente e meritocratico di 17 nuovi giudici da parte del Consiglio giudiziario del Kosovo ed esorta il Presidente del Kosovo a confermare tali nomine senza ritardi; esorta il Kosovo ad adottare misure incisive per affrontare le carenze e garantire che la legislazione sull'integrità e la responsabilità della magistratura sia in linea con le norme europee e le pertinenti raccomandazioni della Commissione di Venezia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>accoglie con favore il fatto che il Kosovo abbia ridotto gli oneri amministrativi attraverso l'attuazione del programma di prevenzione e riduzione degli oneri amministrativi per il periodo 2025-2028 e il relativo piano d'azione per il periodo 2025-2026; plaude al miglioramento e all'adozione delle modifiche della legge sui funzionari pubblici e invita il Kosovo a migliorare ulteriormente la pubblica amministrazione e il sistema della funzione pubblica basato sul merito; osserva che in Kosovo esiste un quadro strategico per la pubblica amministrazione, ma non viene attuato in modo efficiente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il livello insufficiente di progressi realizzati nel complesso in materia di lotta alla corruzione; deplora la mancanza di progressi strutturali tangibili in tale ambito, nonostante gli impegni assunti, e sottolinea che la corruzione rimane un problema sistemico che compromette il funzionamento delle istituzioni pubbliche e la fiducia dei cittadini; prende atto con preoccupazione del posizionamento del Kosovo nell'indice di percezione della corruzione 2025, dove si colloca al 76° posto su 182 paesi e territori, tre posizioni più in basso rispetto al 2024, il che segna un regresso preoccupante della precedente tendenza al graduale miglioramento, sebbene il paese continui a essere in una posizione migliore rispetto ad altri paesi della regione; invita le autorità ad adottare e attuare senza indugio misure concrete, efficaci e verificabili per rafforzare la prevenzione, le indagini e il perseguimento della corruzione; chiede, in particolare, la rapida adozione di una strategia e di un piano d'azione nazionali anticorruzione per il periodo 2025-2028, un maggiore ricorso alle dichiarazioni della situazione patrimoniale e ai piani di integrità e un'applicazione più efficace degli strumenti di confisca nei casi di corruzione; sottolinea la necessità di rafforzare l'indipendenza e la capacità operativa degli organismi anticorruzione e di garantire un coordinamento efficace tra procuratori, polizia e unità di informazione finanziaria; richiama l'attenzione sul fatto che le precedenti raccomandazioni della Commissione sul rafforzamento della capacità dell'Agenzia per la prevenzione della corruzione e sull'attuazione della legislazione anticorruzione devono ancora essere messe in atto; invita al costante miglioramento della qualità delle indagini nei casi di corruzione ad alto livello;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>esprime preoccupazione per il fatto che siano stati compiuti progressi limitati nella lotta contro la criminalità organizzata; chiede la rapida adozione di una strategia nazionale e di un piano d'azione contro la criminalità organizzata; sottolinea l'importanza di contrastare le reti criminali rafforzando la cooperazione internazionale attraverso la condivisione di intelligence e il potenziamento della collaborazione tra le autorità di contrasto e le procure; invita i vicini del Kosovo a consentire a quest'ultimo di partecipare alla cooperazione internazionale a tutti i livelli, al fine di massimizzare l'impatto della lotta contro la criminalità organizzata; evidenzia la necessità di intensificare la cooperazione nella lotta alle droghe; chiede un ulteriore allineamento per quanto riguarda la lotta al terrorismo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>sottolinea gli sforzi costanti di EULEX nell'assistere le autorità kosovare nella creazione di istituzioni dello Stato di diritto sostenibili e indipendenti; osserva che sfide persistenti, tra cui i poteri di esecuzione limitati, hanno ridotto l'impatto del suo lavoro; chiede una continua rivalutazione del valore aggiunto, della portata e degli obiettivi strategici della missione per garantirne la pertinenza e l'efficienza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>esprime preoccupazione per le segnalazioni di casi di uso eccessivo della forza e cattiva condotta da parte di alcuni agenti di polizia del Kosovo nel nord del paese; invita la polizia del Kosovo a garantire che il proprio personale rispetti pienamente tutti i requisiti in materia di Stato di diritto e diritti umani; ricorda la responsabilità condivisa di tutti i rappresentanti politici e di tutti i cittadini del Kosovo nel difendere la pace e lo Stato di diritto;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Libertà fondamentali e diritti umani</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>osserva che, sebbene il quadro giuridico e istituzionale per i diritti umani sia ampiamente in vigore, la sua attuazione rimane insufficiente; accoglie con favore l'adozione della strategia per la protezione e la promozione dei diritti delle comunità; si compiace del fatto che il Kosovo abbia attuato la sentenza della Corte costituzionale sulla proprietà fondiaria del monastero Dečani; invita il Kosovo a investire a favore di un'attuazione più efficace del quadro in materia di diritti umani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>riconosce che la Costituzione del Kosovo è molto progressista in termini di diritti delle minoranze; osserva con rammarico, a tale riguardo, che la petizione firmata da quasi 500 persone che storicamente si autoidentificano come bulgare, depositata presso l'Assemblea nazionale del Kosovo nel gennaio 2023, non è ancora stata esaminata e raccomanda che i diritti di tali persone siano sanciti dalla legge e garantiti nella pratica al fine di proteggere l'identità storica, culturale e politica della minoranza bulgara; invita il Kosovo a garantire che tutte le minoranze riconosciute ai sensi della legge sulla tutela e la promozione dei diritti delle comunità e dei loro membri siano pienamente integrate nella Costituzione del paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>osserva che il sistema carcerario in Kosovo è ampiamente allineato alle regole minime standard delle Nazioni Unite e del Consiglio d'Europa; chiede una migliore tutela dei diritti dei detenuti, in particolare delle donne, dei detenuti appartenenti a una minoranza e di quelli con problemi di salute mentale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>sottolinea la necessità di rafforzare l'attuazione della legislazione a tutela dei diritti dei gruppi vulnerabili e delle persone appartenenti a comunità non maggioritarie, in particolare per quanto concerne la loro rappresentanza in seno alle istituzioni pubbliche e l'uso delle lingue, tra l'altro garantendo un accesso equo ed effettivo all'istruzione pubblica nella loro lingua madre nonché l'accesso all'assistenza sanitaria e ai servizi pubblici, il rispetto dei diritti linguistici e di proprietà, una rappresentanza adeguata nell'amministrazione centrale e locale e la salvaguardia del patrimonio religioso, tradizionale e culturale tangibile e non tangibile; invita il Kosovo a intensificare gli sforzi volti a garantire pari opportunità ai gruppi minoritari e un'adeguata rappresentanza nella vita politica e culturale, nei mezzi di comunicazione pubblici, nella pubblica amministrazione e nella magistratura; chiede che le minoranze religiose siano protette in Kosovo e che sia garantito l'accesso ai luoghi di culto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>deplora che le donne appartenenti a gruppi minoritari, in particolare alle comunità rom, ashkali ed egiziane, subiscano numerose forme di discriminazione, in particolare nell'ambito dell'istruzione, dell'occupazione e dell'accesso all'assistenza sanitaria; esprime preoccupazione per il fatto che le comunità minoritarie non siano adeguatamente rappresentate in seno all'amministrazione del Kosovo e che il numero di donne nelle posizioni di alto livello resti esiguo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>invita il Kosovo a migliorare l'attuazione dei meccanismi esistenti volti a tutelare i diritti delle comunità non maggioritarie, delle comunità religiose e della comunità LGBTIQ+ finalizzando il nuovo codice civile, che non è ancora stato adottato; continua a nutrire preoccupazione per il persistere di un linguaggio discriminatorio nei confronti delle donne e delle persone LGBTIQ+;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>pone l'accento sulla necessità di rafforzare la parità di genere e i diritti delle donne in Kosovo; osserva che il quadro giuridico e istituzionale per la parità di genere e la lotta contro la violenza di genere è ampiamente in vigore; accoglie con favore l'aumento dei finanziamenti a favore dei servizi di sostegno specializzati, compresi i rifugi per le vittime di violenza di genere, la banca dati in cui sono registrati i casi di violenza domestica, già pienamente operativa, e gli sforzi di sensibilizzazione in corso; esprime tuttavia preoccupazione per il persistere della violenza di genere e per il fatto che l'attuazione e l'applicazione rimangono insufficienti, in particolare dal momento che le donne, soprattutto quelle appartenenti a comunità minoritarie, continuano a subire molteplici forme di discriminazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>ribadisce l'invito alle autorità a migliorare il dialogo interno e a impegnarsi realmente e direttamente con le organizzazioni indipendenti della società civile dei serbi del Kosovo, in particolare nel nord, nell'ottica di rafforzare la fiducia, facilitare la vita quotidiana dei serbi del Kosovo e integrarli con successo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>elogia il governo per aver approvato la strategia per i diritti delle persone con disabilità 2025-2030 e il relativo piano d'azione per il periodo 2025-2027; deplora tuttavia che la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità non sia ancora stata adottata dal Kosovo; esprime preoccupazione per l'insufficiente allineamento del Kosovo all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'Unione in tale settore come pure per le discriminazioni e gli ostacoli cui devono far fronte le persone con disabilità, compresi i minori, nell'accesso all'istruzione, all'assistenza sanitaria e ai servizi sociali; invita le autorità a rafforzare la tutela dei loro diritti e ad adottare il progetto di legge sul riconoscimento dello status, sui servizi e sulle prestazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>sottolinea l'importanza di tutelare il patrimonio multiculturale del Kosovo, compreso quello della comunità croata, favorendo nel contempo lo sviluppo locale sostenibile e la partecipazione delle comunità; accoglie con favore il progetto finanziato dall'UE e attuato dal programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo volto a preservare e rivitalizzare il patrimonio culturale di Janjevo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>deplora che il nuovo progetto di legge sui libri di testo non sia ancora stato adottato dall'Assemblea nazionale del Kosovo; esprime preoccupazione per il ritardo nell'attuazione della strategia del Kosovo in materia di istruzione per il periodo 2022-2026 e per la continua diminuzione dei finanziamenti per l'istruzione pubblica di base; invita il Kosovo a finalizzare l'adozione della nuova legge sui libri di testo, a completare la revisione degli attuali libri di testo e a prevedere una formazione sostenibile e sistematica per i docenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>prende atto del panorama mediatico pluralista del Kosovo, ma sottolinea che esso rimane fragile ed esposto a pressioni di vario genere; si rammarica vivamente per la mancanza di progressi nel garantire la libertà di espressione e la protezione efficace dei giornalisti; deplora che nella classifica per la libertà dei media il Kosovo sia sceso di 24 posti, attestandosi al 99° posto nell'indice 2025 sulla libertà di stampa nel mondo, il che rappresenta un significativo e preoccupante passo indietro; osserva che la libertà di stampa è un valore europeo fondamentale e che il Kosovo deve agire in modo più efficace di quanto non stia attualmente facendo per salvaguardarla;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>ribadisce la sua profonda preoccupazione per il deterioramento dell'ambiente mediatico e per il clima in cui operano i professionisti dell'informazione, in particolare per gli attacchi e le minacce contro i giornalisti e gli operatori dei media, compreso l'uso di un linguaggio offensivo nei confronti dei media da parte di alti funzionari kosovari durante la campagna elettorale; deplora che il progetto di legge sulla protezione delle fonti giornalistiche non sia ancora stato adottato, il che lascia i giornalisti senza un'adeguata tutela giuridica; sottolinea che non deve esserci alcuna tolleranza per gli attacchi fisici contro i giornalisti e chiede di rafforzare le indagini e il perseguimento di tutte le minacce nei confronti del personale dei media e di allineare la legislazione sui media all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE, con particolare riferimento al regolamento europeo sulla libertà dei media<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2024/1083 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, che istituisce un quadro comune per i servizi di media nell'ambito del mercato interno e che modifica la direttiva 2010/13/UE (regolamento europeo sulla libertà dei media) (GU L, 2024/1083, 17.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1083/oj).</FIELD></FOOTNOTE> e alla direttiva anti-SLAPP dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva (UE) 2024/1069 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, sulla protezione delle persone attive nella partecipazione pubblica da domande manifestamente infondate o procedimenti giudiziari abusivi ("azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica") (GU L, 2024/1069, 16.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1069/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, nonché ad altri pertinenti obblighi internazionali in materia di diritti umani; invita le autorità ad adottare misure immediate e concrete per garantire l'indipendenza dei media, contrastare le intimidazioni e assicurare un ambiente favorevole al giornalismo libero e pluralistico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per le segnalazioni di pressioni esercitate sui giornalisti da attori politici e gruppi della criminalità organizzata, che hanno portato a casi di autocensura; osserva che i giornalisti potrebbero astenersi dall'impegnarsi in un giornalismo d'inchiesta di taglio critico a causa di preoccupazioni relative alla loro incolumità fisica o alla sicurezza del lavoro; sottolinea inoltre le segnalazioni relative alla possibilità che le autorità pubbliche ritirino la pubblicità dai mezzi di comunicazione che pubblicano contenuti critici, esercitando in tal modo una pressione economica indiretta;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>	esprime preoccupazione per il fatto che il progetto di legge sulla Radiotelevisione del Kosovo (RTK), l'emittente pubblica del paese, non sia ancora stato adottato e invita a provvedere rapidamente in tal senso; sottolinea la necessità di garantire il finanziamento sostenibile e l'indipendenza dell'emittente pubblica; si rammarica del fatto che la posizione di direttore generale della RTK sia vacante dal settembre 2024 e che non vi sia un quorum in seno al consiglio di amministrazione dal dicembre 2024, il che rende di fatto l'emittente pubblica non operativa e incapace di adempiere al suo ruolo; chiede un controllo di vigilanza equilibrato, rappresentativo e politicamente indipendente sulla RTK; chiede alle autorità kosovare di nominare i membri del consiglio di amministrazione e il direttore generale della RTK mediante un processo trasparente e basato sul merito, garantendo così il funzionamento efficace del servizio pubblico radiotelevisivo in Kosovo; sottolinea che qualsiasi riforma dell'emittente pubblica deve salvaguardare l'indipendenza editoriale, evitare l'influenza politica e garantire finanziamenti sostenibili e trasparenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>rileva con preoccupazione che la relazione 2025 sulla tratta di esseri umani sottolinea che le autorità competenti del Kosovo non hanno rispettato appieno le norme minime per l'eliminazione della tratta di esseri umani, nonostante abbiano dimostrato di aver compiuto maggiori sforzi, tra l'altro registrando migliori tassi di azione penale e rafforzando il sostegno alle vittime;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>esprime preoccupazione per l'aumento della disinformazione diffusa da attori stranieri di paesi della regione, anche in relazione alle tensioni interetniche, soprattutto da fonti russe e serbe legate allo Stato, in particolare durante i periodi elettorali, il che contribuisce ulteriormente alla polarizzazione politica; resta seriamente preoccupato per le ingerenze straniere malevole, gli sforzi di destabilizzazione e le minacce ibride, tra cui la disinformazione generata dall'IA e le campagne online coordinate volte a influenzare i processi politici e l'opinione pubblica; chiede una risposta istituzionale rafforzata e una migliore alfabetizzazione mediatica, che deve essere realizzata attraverso misure quali una più solida formazione degli insegnanti e risorse di apprendimento moderne, e invita a intensificare la cooperazione con i media indipendenti, le organizzazioni di verifica dei fatti e i pertinenti programmi dell'Unione al fine di promuovere il pensiero critico e l'impegno digitale responsabile; invita il Kosovo e i suoi partner regionali a restare uniti e chiede un rafforzamento ulteriore della cooperazione regionale, come pure della cooperazione europea con il Kosovo, in materia di lotta contro le minacce esterne, la disinformazione, le ingerenze straniere e le minacce informatiche e ibride che mirano a compromettere la prospettiva europea del paese e della regione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>plaude all'impegno attivo del Kosovo in una serie di iniziative di cooperazione regionale, quali l'Accordo centroeuropeo di libero scambio, la Comunità dell'energia, la Comunità dei trasporti, il processo di cooperazione per l'Europa sudorientale e il Consiglio di cooperazione regionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>elogia le autorità del Kosovo per l'efficace attuazione della tabella di marcia per una soluzione sostenibile alla detenzione, all'uso e al traffico illeciti di armi leggere e di piccolo calibro e di esplosivi; accoglie con favore l'elevata conformità alle norme del protocollo delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Riconciliazione e relazioni di buon vicinato</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>ricorda che la normalizzazione delle relazioni con la Serbia e l'attuazione di tutti gli accordi raggiunti nel quadro del dialogo Belgrado-Pristina rimangono parte integrante e un elemento fondamentale e imprescindibile della prospettiva europea del Kosovo; sottolinea che progressi concreti, duraturi e verificabili in tale ambito sono essenziali per rafforzare la stabilità regionale e promuovere la prospettiva europea del paese; evidenzia che la normalizzazione non può essere considerata una questione secondaria, ma deve rimanere una priorità politica assoluta; pone l'accento sull'importanza di incrementare ulteriormente gli sforzi dell'UE volti ad agevolare il dialogo tra le parti al fine di superare l'attuale situazione di stallo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>ribadisce il suo pieno sostegno al dialogo facilitato dall'UE e plaude al fatto che il mandato di Peter Sørensen in quanto rappresentante speciale dell'Unione per il dialogo tra Belgrado e Pristina sia stato prorogato fino al 29 febbraio 2028;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>ribadisce il suo invito a migliorare la qualità del processo di dialogo attraverso la partecipazione delle donne, una maggiore trasparenza nei confronti del pubblico e il coinvolgimento significativo della società civile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>riafferma l'importanza di un impegno costruttivo da parte delle autorità del Kosovo e della Serbia per progredire nell'attuazione dell'accordo sul percorso verso la normalizzazione e del relativo allegato di attuazione, che resta valido e giuridicamente vincolante per entrambe le parti; invita sia il Kosovo che la Serbia ad attuare pienamente gli accordi di Bruxelles e di Ohrid, tra l'altro attraverso l'istituzione dell'associazione/comunità dei comuni a maggioranza serba e il superamento della resistenza serba nei confronti dell'adesione del Kosovo alle organizzazioni regionali e internazionali, e ad astenersi da azioni unilaterali che potrebbero compromettere il processo di dialogo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>accoglie con favore l'accordo raggiunto il 14 marzo 2026 sull'attuazione della legislazione del Kosovo sugli stranieri, che introduce misure di attenuazione per i membri della comunità serba; osserva che tale accordo contribuisce a garantire la continuità dell'accesso ai servizi pubblici ed evita il rischio di esclusione di fatto dei serbi del Kosovo; sottolinea che tali soluzioni contribuiscono a rafforzare la fiducia e rappresentano un passo positivo verso la normalizzazione delle relazioni tra Belgrado e Pristina e la promozione di relazioni di buon vicinato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>rileva che nel nord del Kosovo sono state chiuse in modo non coordinato decine di istituzioni sostenute dalla Serbia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>si aspetta che la Serbia cooperi pienamente con il Kosovo per consegnare finalmente alla giustizia i responsabili degli attentati terroristici perpetrati nel 2023 a Banjska; condanna il fatto che la Serbia non abbia ancora perseguito i colpevoli, in particolare Milan Radoičić, ex vicepresidente della Srpska Lista; ribadisce che tutte le persone responsabili di atti di violenza devono essere chiamate senza indugio a rispondere delle loro azioni davanti alla giustizia, in linea con lo Stato di diritto e il giusto processo; condanna fermamente l'attacco al canale Ibër-Lepenc/Ibar-Lepenac nel nord del Kosovo nel novembre 2024 e chiede che i responsabili siano rapidamente arrestati e consegnati alla giustizia; invita la Serbia a rispondere senza ulteriori indugi alla richiesta di assistenza giudiziaria reciproca presentata dal Kosovo nel gennaio 2025 in relazione a tale attacco e a cooperare pienamente alle indagini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>rileva che non è ancora stata fatta luce sul destino di 1 590 persone scomparse, e osserva che tra aprile 2024 e la fine del periodo di riferimento a settembre 2025 sono stati risolti appena 26 casi di persone scomparse; invita sia il Kosovo che la Serbia a impegnarsi in modo costruttivo e in buona fede in tutte le discussioni tecniche volte a fare luce sulle sorti delle restanti persone scomparse, anche attraverso il sottogruppo "Questioni forensi", e ad astenersi da qualsiasi politicizzazione; accoglie con favore la prima riunione della commissione congiunta per le persone scomparse, indetta dai capi negoziatori del Kosovo e della Serbia nel gennaio 2026 nel quadro del dialogo facilitato dall'UE, e invita a rafforzare la cooperazione per accelerare l'individuazione di fosse comuni e lo scambio di informazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>invita la Serbia a rendere accessibile e a condividere tutta la pertinente documentazione della polizia, dell'esercito e d'archivio relativa alla guerra in Kosovo del 1998-1999 al fine di perseguire la verità, la giustizia e l'assunzione di responsabilità, anche nei casi di violenza sessuale legata al conflitto; osserva che l'accordo generale sulla condivisione di tali informazioni non è ancora stato attuato ed esprime preoccupazione per l'estensione delle classificazioni di sicurezza, che rischia di ritardare ulteriormente la giustizia e il riconoscimento per i superstiti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>ricorda l'importanza di garantire il pieno accesso agli archivi degli ex servizi segreti jugoslavi (UDBA) e servizi segreti dell'esercito popolare jugoslavo (KOS), inclusi quelli ubicati a Pristina e Belgrado, al fine di consentire ricerche approfondite e azioni adeguate in relazione ai crimini e alle organizzazioni criminali del periodo comunista; sottolinea che l'apertura di tali archivi in tutta la regione contribuirebbe alla ricerca della verità, alla giustizia per le vittime, alla riconciliazione e al consolidamento della governance democratica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>invita il Kosovo a proseguire il suo impegno in una serie di iniziative di cooperazione regionale; ribadisce l'importanza della forza per il Kosovo guidata dalla NATO ai fini della sicurezza in senso più ampio ed elogia i suoi sforzi costanti volti a creare e mantenere un contesto sicuro in Kosovo e nella regione dei Balcani occidentali in generale; ricorda l'importanza della missione per il continuo sviluppo della Forza di sicurezza del Kosovo mediante la messa a disposizione di consulenza e formazione e lo sviluppo delle capacità; invita gli Stati membri che contribuiscono alla forza per il Kosovo a non ridurre la propria presenza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>chiede rinnovati sforzi per salvaguardare il patrimonio religioso e culturale in Kosovo, compresi i siti ortodossi, islamici, cattolici e di altro credo, nel quadro di un più ampio impegno a favore del pluralismo, della riconciliazione e del rispetto del patrimonio culturale condiviso dell'Europa;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Riforme socioeconomiche</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>osserva che il Kosovo è moderatamente preparato nei settori della politica economica e monetaria e della competitività; sottolinea che il Kosovo deve allineare il suo quadro di bilancio all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE e far fronte alle carenze strutturali, in particolare una base manifatturiera ristretta e un difficile accesso ai finanziamenti per le PMI; pone l'accento sull'importanza di garantire una crescita economica sostenibile, di ridurre la disoccupazione e di rafforzare il sistema di protezione sociale del paese in linea con l'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> sociale dell'UE; sottolinea che il paese deve intraprendere riforme più ampie per far fronte alle restanti debolezze strutturali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>accoglie con favore le conclusioni della Commissione secondo cui il Kosovo ha compiuto alcuni progressi nello sviluppo di un'economia di mercato funzionante, in particolare attraverso una crescita più forte, un settore bancario solido e resiliente, la riduzione del settore informale e i minori tempi di risoluzione delle controversie commerciali; prende atto della persistente prevalenza dell'economia informale e invita le autorità a fornire all'ispettorato del lavoro le risorse necessarie per svolgere pienamente le sue funzioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>accoglie con favore il fatto che il tribunale commerciale del Kosovo si occupi efficacemente delle cause relative ai diritti di proprietà intellettuale; invita il tribunale commerciale a rafforzare la cooperazione con l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>chiede che siano garantiti un'adeguata protezione del lavoro, salari equi e l'applicazione del diritto del lavoro, in linea con le norme dell'UE; deplora che il dialogo sociale in Kosovo rimanga limitato; chiede un sostegno mirato al rafforzamento delle capacità delle parti sociali; invita le autorità a garantire l'indipendenza e il ruolo legittimo dei sindacati riconosciuti, nonché i diritti fondamentali dei lavoratori, in particolare il diritto alla contrattazione collettiva, sia nella legislazione che nella pratica, tanto nel settore pubblico quanto in quello privato; invita le autorità del Kosovo a rinnovare il mandato del Consiglio economico sociale, a promuovere il dialogo sociale e a utilizzare lo strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali per contribuire allo sviluppo delle capacità delle parti sociali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>accoglie con favore il consolidamento del sistema retributivo nell'ambito della legge sulle retribuzioni nel settore pubblico; deplora tuttavia che non si sia ancora provveduto alla classificazione delle professioni e alla sistematizzazione delle posizioni e che non sia ancora stato dato seguito alla sentenza della Corte costituzionale sull'incostituzionalità di alcune disposizioni; invita le autorità ad adottare il progetto di legge sulla gestione delle finanze pubbliche e a integrare nella legislazione la valutazione dei rischi di bilancio e la metodologia per gli investimenti pubblici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>esprime preoccupazione per il fatto che l'aspettativa di vita alla nascita rimane inferiore alla media dell'UE e che la mortalità infantile rimane la più elevata nella regione ed è significativamente superiore alla media dell'UE; deplora che i progressi verso la copertura sanitaria universale siano ancora molto limitati e che permangano significative inefficienze; invita le autorità a garantire un migliore accesso ai servizi sanitari per tutti i cittadini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>invita il Kosovo a dare priorità a un'istruzione professionale di alta qualità, a legami più forti tra l'istruzione e le esigenze del mercato del lavoro e a un sostegno mirato per i giovani imprenditori e ricercatori, al fine di creare prospettive credibili per i giovani nel paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>incoraggia il Kosovo a continuare a concludere accordi sul coordinamento della sicurezza sociale con gli Stati membri dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>osserva che il Kosovo ha compiuto alcuni progressi nella preparazione alla trasformazione digitale, anche per quanto riguarda l'espansione dei servizi online e della copertura 5G; deplora che solo il 10 % dei servizi pubblici sia attualmente offerto online e che la digitalizzazione rimanga frammentata; sottolinea la necessità che il Kosovo si allinei alla pertinente legislazione digitale dell'UE, tra cui il codice europeo delle comunicazioni elettroniche, la direttiva NIS 2, il pacchetto di strumenti dell'UE per la cibersicurezza del 5G, il regolamento sui servizi digitali, il regolamento sui mercati digitali e il regolamento sull'identità digitale europea; si rammarica che il Kosovo abbia adottato solo 8 dei 14 atti di diritto derivato derivanti dalla legge sulla cibersicurezza e che sia l'Agenzia per la cibersicurezza che il Consiglio nazionale per la cibersicurezza non siano ancora pienamente operativi; chiede l'adozione di una strategia globale in materia di e-governance in linea con le norme dell'UE e una migliore interoperabilità dei sistemi della pubblica amministrazione; invita il Kosovo a promuovere con più forza la digitalizzazione e a sviluppare ulteriormente servizi pubblici digitali sicuri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>accoglie con favore i primi passi compiuti dal Kosovo verso un approccio più strategico alla ricerca e all'innovazione, tra cui l'avvio dei finanziamenti per le misure di sostegno all'innovazione e la partecipazione del Kosovo alla rete dei poli europei dell'innovazione digitale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>accoglie con favore la proposta della Commissione di avviare negoziati volti a estendere ai Balcani occidentali, compreso il Kosovo, il regime di roaming a tariffa nazionale dell'UE, al fine di apportare benefici concreti ai cittadini e alle imprese e rafforzare la connettività regionale; osserva che tale iniziativa si basa sugli accordi esistenti in materia di roaming regionale; chiede la rapida adozione dei mandati negoziali e la tempestiva conclusione di accordi per garantire la rapida ed efficace integrazione nell'area di roaming a tariffa nazionale dell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Energia, ambiente, sviluppo sostenibile e connettività</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>osserva che il Kosovo continua a dipendere fortemente da centrali elettriche a carbone obsolete e deve accelerare gli investimenti nell'efficienza energetica; accoglie con favore il fatto che siano stati compiuti alcuni progressi nel settore dell'energia, in particolare con l'avvio di un'asta per l'energia eolica pari a 100 MW; esorta il Kosovo ad accelerare la transizione verde e a ridurre in modo significativo la dipendenza dalle centrali elettriche a combustibili fossili e a carbone; invita l'UE a intensificare gli sforzi volti ad aiutare il Kosovo a raggiungere tali obiettivi; invita il governo del Kosovo a investire in un mix energetico diversificato che rafforzi la sicurezza dell'approvvigionamento; incoraggia il Kosovo a proseguire gli sforzi volti a integrare il suo mercato dell'energia elettrica con i mercati europei dell'energia elettrica, anche attraverso l'efficace attuazione delle riforme di tale mercato e il rafforzamento della cooperazione transfrontaliera nel settore dell'energia elettrica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>incoraggia il Kosovo a rafforzare la sua capacità istituzionale e amministrativa di attuare progetti infrastrutturali strategici, tra l'altro attraverso il ricorso a valutazioni d'impatto ambientale complete e a misure di sostenibilità nella fase di pianificazione, e a portare avanti l'attuazione dei progetti in sospeso riguardanti la connettività nel settore dei trasporti e dell'energia; invita la Commissione e il Kosovo a dare priorità ai progetti strategici di connettività che collegano i Balcani occidentali ai corridoi europei di trasporto, energetici e digitali e allo spazio del Mar Nero, anche attraverso interconnessioni energetiche, misure di efficienza energetica, investimenti nelle energie rinnovabili, l'integrazione nell'area unica dei pagamenti in euro (SEPA) e un migliore accesso ai finanziamenti per le PMI; sottolinea che tali investimenti aumentano la convergenza socioeconomica, la resilienza geostrategica e la sicurezza economica europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>esorta il Kosovo ad aumentare le aree protette nel paese e a garantire che siano adottate misure adeguate per gestire le aree protette e i siti del patrimonio storico-culturale al fine di salvaguardare la biodiversità, compresi gli habitat fondamentali per la lince dei Balcani, che è una specie in pericolo critico; plaude alla costante cooperazione del Kosovo con la Macedonia del Nord e l'Albania in relazione al parco nazionale transfrontaliero dei Monti Sharr; incoraggia il Kosovo a intensificare e accelerare ulteriormente gli sforzi di collaborazione con i paesi limitrofi per designare aree protette transfrontaliere e stabilire piani di gestione transfrontalieri coerenti; esorta il Kosovo a modificare la legge sulla gestione dei rifiuti e ad attuare la legge sui cambiamenti climatici;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Presidente del Consiglio europeo, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché alla Presidente, al governo e all'Assemblea nazionale del Kosovo.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>