<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0221</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Raccomandazione concernente la promozione della governance transnazionale delle risorse idriche nell'interesse della pace e della prevenzione dei conflitti</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0150/2026 - Relatore: Leoluca Orlando)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RECOM><TI><STRING BOLD="on">Raccomandazione del Parlamento europeo del 17 giugno 2026 al Consiglio, alla Commissione e alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente la promozione della governance transnazionale delle risorse idriche nell'interesse della pace e della prevenzione dei conflitti (2025/2216(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione delle Nazioni Unite sulla protezione e l'utilizzazione dei corsi d'acqua transfrontalieri e dei laghi internazionali (convenzione sull'acqua) del 1992,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 7 maggio 2025 sulla strategia europea sulla resilienza idrica<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2026/576, 24.2.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/576/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 4 giugno 2025, dal titolo "Strategia europea sulla resilienza idrica" (COM(2025)0280),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 5 ottobre 2022 sull'accesso all'acqua in quanto diritto umano – dimensione esterna<FOOTNOTE><FIELD> GU C 132 del 14.4.2023, pag. 54.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la conferenza delle Nazioni Unite sull'acqua del 2023 e il programma d'azione per l'acqua adottato, nonché la prossima conferenza delle Nazioni Unite sull'acqua del 2026,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la scheda informativa dell'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani dal titolo "The Right to Water" (Il diritto all'acqua), pubblicata nell'agosto 2010,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione dell'Istituto universitario delle Nazioni Unite per l'acqua, l'ambiente e la salute, del 20 gennaio 2026, dal titolo "Global Water Bankrupcy - Living Beyond Our Hydrological Means in the Post-Crisis Era" (Fallimento idrico globale – Vivere al di là dei nostri mezzi idrologici nell'era post-crisi),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio, del 19 novembre 2018, sulla diplomazia dell'acqua,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio, del 19 novembre 2021, sull'acqua nell'azione esterna dell'UE,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli orientamenti dell'UE del 17 giugno 2019 riguardanti l'acqua potabile sicura e i servizi igienico-sanitari,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 121 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 2 aprile 2025 sui diritti umani e la democrazia nel mondo e sulla politica dell'Unione europea in materia – relazione annuale 2024<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/4390, 9.9.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/4390/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 21 gennaio 2026 sui diritti umani e la democrazia nel mondo e sulla politica dell'Unione europea in materia – relazione annuale 2025<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2026)0014.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 4 dicembre 2024 dal titolo "Politica idrica: responsabilizzare i giovani, le donne e le comunità indigene e locali"<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2025/769, 11.2.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/769/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0150/2026),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che l'acqua è essenziale per la sopravvivenza dell'umanità e di tutta la vita sulla Terra e deve pertanto essere gestita in modo sostenibile ed equo in quanto bene comune pubblico e globale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che l'accesso all'acqua potabile sicura e ai servizi igienico-sanitari è un diritto umano e un prerequisito per la salute, la stabilità, la sicurezza e la pace, nonché per il pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani; che una cattiva governance dell'acqua, la carenza idrica e la disparità di accesso possono contribuire all'instabilità, ai conflitti e agli sfollamenti; che circa 2,2 miliardi di persone non hanno ancora accesso all'acqua potabile gestita in modo sicuro, 3,5 miliardi di persone non dispongono di servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro e circa 4 miliardi di persone soffrono di grave carenza idrica per almeno un mese all'anno;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che l'inadeguatezza dei servizi idrici e igienico-sanitari contribuisce in modo significativo alla diffusione di malattie infettive prevenibili, come il colera, la malaria e le malattie gastrointestinali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che i cambiamenti climatici e l'attività umana non sostenibile rappresentano una grave minaccia per le risorse idriche e aggravano lo stress idrico; che una crescente pressione sulle risorse idriche causata dalla rapida crescita delle popolazioni, dall'aumento della domanda e da un uso non sostenibile dell'acqua e del suolo contribuisce alla carenza idrica, alla fame e ai conflitti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che solo un terzo circa dei bacini idrografici continentali si trovava in condizioni di scarico idrico normali in ciascuno degli ultimi sei anni; che il 90 % del totale delle calamità naturali è associato all'acqua; che i cicli idrologici stanno diventando sempre più irregolari e sono caratterizzati da oscillazioni violente tra grave siccità e inondazioni devastanti, innescate dai cambiamenti climatici; che negli ultimi anni tutte le regioni glaciali del mondo hanno registrato perdite di ghiaccio; che le attività umane sono responsabili di una quantità significativa di inquinamento delle risorse di acqua dolce in tutto il mondo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la quantità e la qualità dell'acqua sono ugualmente importanti; che una gestione sufficiente di entrambe crea opportunità economiche e sociali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che il 60 % dei flussi mondiali di acqua dolce è costituito da falde acquifere transfrontaliere, laghi e bacini fluviali condivisi da due o più paesi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che, nonostante i progressi compiuti, la cooperazione transfrontaliera nel settore idrico rimane insufficiente a livello mondiale; che dei 153 Stati membri delle Nazioni Unite che condividono acque transfrontaliere, solo 43 hanno concluso accordi operativi; che oltre 20 paesi non dispongono di accordi di questo tipo, e si riscontrano progressi particolarmente limitati in Asia e in America latina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che una forte governance dell'acqua, la trasparenza e il monitoraggio nel settore idrico e igienico-sanitario assicurano che le risorse finanziarie siano utilizzate nell'interesse pubblico e sostengano lo sviluppo sostenibile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che lo stress idrico e le azioni unilaterali dei paesi nelle acque transfrontaliere, come l'inquinamento, lo sfruttamento eccessivo o la costruzione di infrastrutture, possono avere implicazioni per tutti gli Stati che confinano con tali acque; che le controversie sull'accesso all'acqua alimentano e possono esacerbare conflitti più ampi e il tracollo economico, con gravi conseguenze per la stabilità regionale e la sicurezza umana;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che negli ultimi anni i conflitti legati all'acqua hanno superato la cooperazione; che, nonostante i progressi compiuti nell'ultimo decennio nella fornitura di acqua potabile e servizi igienico-sanitari, miliardi di persone in tutto il mondo non hanno ancora accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari essenziali, il che li espone al rischio di malattie e di una maggiore esclusione sociale; che determinati gruppi, in particolare le donne, i bambini, i rifugiati, le popolazioni indigene, le comunità svantaggiate, le persone con disabilità e altri gruppi, sono spesso trascurati o subiscono discriminazioni nella pianificazione e nello sviluppo di infrastrutture idriche e igienico-sanitarie; che il degrado ambientale e i rischi legati al clima tendono ad avere effetti sproporzionati sulle comunità povere ed emarginate; che tali condizioni sono sempre più sfruttate dalle reti criminali, dalle organizzazioni terroristiche e dalle milizie locali per rafforzare la loro influenza e portare avanti i loro programmi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che solo un accesso equo e sostenibile alle risorse idriche può garantire la prevedibilità a lungo termine per tutti; che la cooperazione strategica transnazionale in materia di risorse idriche consente di gestire in modo sostenibile le attività umane e di prepararsi congiuntamente a cicli idrologici irregolari, a vantaggio di tutti i vicini;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che il patto per il Mediterraneo costituisce un quadro per una cooperazione regionale rafforzata; che la diplomazia dell'acqua dovrebbe essere inclusa tra le sue azioni prioritarie, data la crescente pressione sulle risorse idriche condivise in tutto il Mediterraneo, anche in regioni come il Mediterraneo orientale e l'Africa settentrionale; che la gestione cooperativa delle risorse idriche, i progetti infrastrutturali comuni e il dialogo sulle risorse transfrontaliere dovrebbero essere riconosciuti come strumenti importanti per la prevenzione dei conflitti, la resilienza ai cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che i conflitti armati e l'occupazione perturbano in modo significativo l'accessibilità dell'acqua e la cooperazione transnazionale nel settore idrico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che gli impegni politici a livello globale per la gestione sostenibile delle risorse idriche non sono stati accompagnati dai finanziamenti o dalle azioni necessari sul campo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che il diritto internazionale umanitario, in particolare i protocolli addizionali del 1977 alle convenzioni di Ginevra, prevede tutele esplicite per le dighe e altre "installazioni che racchiudono forze pericolose"; che la strumentalizzazione dell'acqua, compresi gli attacchi contro i sistemi e gli impianti idrici o i conseguenti danni ambientali, costituisce una grave violazione dei diritti umani e potrebbe costituire crimine contro l'umanità ed ecocidio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che la guerra contemporanea comporta sempre più spesso l'attacco deliberato e la strumentalizzazione delle forniture idriche e delle infrastrutture idriche, come dimostrato da ultimo dalla devastante distruzione della diga di Kakhovka in Ucraina da parte della Russia nel 2023; che la distruzione della diga di Kakhovka ha causato gravi danni ambientali, tra cui inondazioni, inquinamento delle risorse di acqua dolce, perdita di biodiversità e danni a lungo termine agli ecosistemi, nonché morti e sfollamenti di massa della popolazione civile, privandola dell'accesso all'acqua potabile sicura e ai mezzi di sussistenza; che la distruzione della diga ha creato gravi rischi per la sicurezza nucleare nella vicina centrale nucleare di Zaporizhzhia; che, a seguito della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, circa 1,7 milioni di minori in Ucraina non hanno attualmente un accesso affidabile all'acqua potabile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che il Parlamento ha condannato con la massima fermezza la distruzione deliberata da parte della Russia delle infrastrutture idriche, comprese le dighe, come arma di guerra; che la distruzione ha causato gravi danni ambientali, compromesso la sicurezza idrica e minacciato le popolazioni civili; che tali atti costituiscono violazioni del diritto internazionale ed è auspicabile la piena attribuzione di responsabilità nei confronti dei responsabili; che la Commissione e gli Stati membri dell'UE continuano a fornire assistenza all'Ucraina nell'indagare sui responsabili, in modo che possano essere perseguiti per crimini di guerra e crimini contro l'umanità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che l'UE sostiene i meccanismi congiunti israelo-palestinesi di governance delle risorse idriche, compreso il rilancio dei quadri esistenti, come il comitato misto per l'acqua, al fine di promuovere un'equa distribuzione dell'acqua, una maggiore trasparenza e un efficace sviluppo delle infrastrutture; che la disparità nell'accesso alle risorse idriche condivise rimane un fattore strutturale di instabilità in Medio Oriente, in particolare nel bacino del Giordano, dove gli squilibri storici e in corso nell'assegnazione e nel controllo per quanto riguarda le comunità palestinesi aggravano le disparità socioeconomiche; che, nell'ambito degli accordi esistenti, le autorità israeliane esercitano un controllo effettivo sulla maggior parte delle risorse idriche in Cisgiordania e provenienti da tale territorio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che il conflitto tra Israele e Hamas ha portato a un'ampia distruzione delle infrastrutture idriche, igienico-sanitarie e igieniche nella Striscia di Gaza, compresi gli impianti di desalinizzazione, gli impianti di trattamento delle acque reflue e le reti di distribuzione, lasciando gran parte della popolazione senza un accesso affidabile all'acqua potabile sicura e aggravando le esigenze umanitarie; che l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha riferito, nel luglio 2025, che l'89 % delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie di Gaza è stato danneggiato o distrutto, lasciando il 90 % delle famiglie in condizioni di insicurezza idrica; che una consegna rapida e senza ostacoli dei materiali, del combustibile e dell'assistenza tecnica è necessaria per la riparazione e la ricostruzione delle infrastrutture idriche critiche, comprese le condotte, le unità di desalinizzazione e gli impianti di trattamento delle acque reflue;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che l'impatto transfrontaliero dei progetti di dighe su larga scala intrapresi dalla Turchia nell'ambito del progetto per l'Anatolia sudorientale (GAP), compresa la diga di Ilısu, hanno inciso sui flussi idrici a valle nei fiumi Tigri ed Eufrate e hanno contribuito alla carenza idrica, a perdite agricole e al degrado ambientale in Iraq e Siria; che è necessario un dialogo strutturato e inclusivo a livello di bacino tra i portatori di interessi turchi, iracheni e siriani sulla gestione del sistema fluviale Tigri-Eufrate, sulla base dei principi del diritto internazionale in materia di acque, compresi un uso equo e ragionevole e l'obbligo di non causare danni significativi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che permangono tensioni tra Egitto ed Etiopia a seguito del completamento e dell'inaugurazione della Grande diga del rinascimento etiope nel 2025, che potrebbero incidere in modo significativo sull'equilibrio idropolitico nel bacino del Nilo; che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha discusso a più riprese della Grande diga del rinascimento etiope; che tutte le parti interessate dovrebbero astenersi da misure unilaterali che potrebbero esacerbare le tensioni e dovrebbero dare priorità alle misure volte a rafforzare la fiducia, tra cui la trasparenza nelle operazioni relative alle dighe e la cooperazione tecnica in materia di previsioni dei flussi idrici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che per l'Armenia e l'Azerbaigian il fiume Aras è essenziale in termini di agricoltura, sviluppo economico e acqua potabile, mentre la qualità e la quantità dell'acqua nel fiume Aras sono sotto pressione; che un futuro accordo tra Armenia e Azerbaigian riguardante il loro corpo idrico transfrontaliero condiviso, compresi meccanismi per la condivisione dei dati, il monitoraggio congiunto, la sicurezza delle dighe e la ripartizione equa e sostenibile dell'acqua per uso agricolo e civile, consentirebbe al fiume di essere una risorsa condivisa piuttosto che una fonte di instabilità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che l'inquinamento e i rifiuti trasportati dai fiumi e dalle correnti marine possono accumularsi sulle coste di altri Stati, causando danni ambientali, economici e sociali, anche al turismo e alla pesca;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che la carenza idrica e il degrado delle risorse idriche possono anche portare a sfollamenti di massa della popolazione e alla migrazione forzata, aggravando l'insicurezza alimentare, la povertà e l'instabilità nelle regioni più vulnerabili; che uno dei mezzi per affrontare le cause profonde della migrazione consiste nel migliorare la gestione delle risorse idriche nei paesi terzi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che gli attori statali e non statali armati nelle zone interessate da conflitti utilizzano le popolazioni indebolite come mezzo per acquisire legittimità controllando le risorse idriche; che l'accesso alle infrastrutture idriche e il loro controllo sono sempre più spesso utilizzati come strumenti di pressione politica, coercizione o guerra;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che i partenariati pubblico-privato dovrebbero promuovere un accesso migliore e più economico all'acqua e ai servizi igienico-sanitari per tutti, in particolare nella creazione nonché nella manutenzione e nella gestione efficienti e sostenibili delle infrastrutture idriche; che gli investimenti e le politiche a livello pubblico dovrebbero incoraggiare e incentivare il settore privato a investire in tecnologie e pratiche di gestione che promuovano l'attività economica sostenibile;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">raccomanda al Consiglio, alla Commissione e alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>di rafforzare il ruolo della governance transfrontaliera delle risorse idriche nell'azione esterna dell'UE, in modo che funga da strumento significativo per la prevenzione e la risoluzione dei conflitti e il rafforzamento della fiducia a livello regionale, nazionale e internazionale, in particolare nelle zone vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici e in cui l'acqua è già scarsa, specialmente nelle regioni di importanza strategica; di riconoscere esplicitamente lo stress idrico quale importante fattore di rischio di sicurezza, geopolitico e umanitario e di integrare pienamente la prevenzione dei conflitti legati all'acqua nella politica estera, di sicurezza e di sviluppo dell'UE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>di affrontare la mancanza di accordi operativi tra i governi che condividono bacini idrici transfrontalieri e di mettere a disposizione tutte le competenze e l'assistenza tecnica e finanziaria dell'UE necessarie per sostenere i governi nella definizione e nell'attuazione di tali accordi e per sostenere le organizzazioni dei bacini idrografici, nel pieno rispetto della sovranità dei paesi partner e della loro responsabilità primaria per la gestione delle risorse idriche, al fine di ridurre il rischio di tensioni o conflitti, promuovere la cooperazione e migliorare la gestione sostenibile delle risorse naturali; di sollevare sistematicamente le questioni relative alla governance transnazionale delle risorse idriche nei dialoghi bilaterali dell'UE con i paesi partner;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>c)</SYMBOL>di sostenere gli sforzi dei paesi partner volti a creare un contesto giuridico e una politica favorevole alla gestione collaborativa delle risorse idriche e rafforzare il ruolo della governance transnazionale delle risorse idriche nell'azione esterna e nella diplomazia dell'UE; di fornire al Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e alle delegazioni dell'UE in tutto il mondo, a tal fine, le risorse finanziarie e umane adeguate per sostenere la gestione transfrontaliera delle risorse idriche sul campo, all'interno dei paesi partner e tra di essi, e promuovere lo sviluppo e l'attuazione della diplomazia blu;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>d)</SYMBOL>di garantire finanziamenti adeguati ed efficienti per la gestione transfrontaliera delle risorse idriche dell'Unione nell'azione esterna dell'UE nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale attraverso gli strumenti Europa Globale e Global Gateway; di rafforzare l'adattamento degli investimenti esterni dell'UE nell'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari ai contesti fragili e colpiti da conflitti, al fine di sostenere la pace e la resilienza, anche attraverso maggiori finanziamenti per l'accesso globale a infrastrutture idriche e igienico-sanitarie resilienti ai cambiamenti climatici e sostenibili; di assicurare che i progetti nell'ambito delle infrastrutture e dell'energia finanziati dagli strumenti di cooperazione allo sviluppo e di politica esterna dell'UE, compresa la Banca europea per gli investimenti, continuino a essere pienamente in linea con il diritto internazionale, non compromettano le relazioni transfrontaliere in materia di risorse idriche, la parità di accesso e la gestione sostenibile e agevolino l'accesso delle popolazioni alle loro terre, in particolare le popolazioni indigene; di allineare i finanziamenti alle azioni faro globali della prima strategia dell'UE sulla resilienza idrica;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>e)</SYMBOL>di riconoscere e rafforzare il sostegno per quanto riguarda il lavoro cruciale svolto dai difensori dei diritti ambientali e dalle organizzazioni della società civile a favore della conservazione delle risorse idriche, della parità di accesso e della governance transfrontaliera delle risorse idriche; di coinvolgere da vicino i difensori locali dei diritti ambientali e le organizzazioni della società civile nel sostegno dell'UE alla governance transnazionale delle risorse idriche nei paesi terzi e di promuoverne la sicurezza e la libertà di operare senza violenze e intimidazioni; di aumentare il sostegno per le organizzazioni non governative attive nei settori della diplomazia dell'acqua, della prevenzione dei conflitti e della cooperazione transfrontaliera in materia di acqua, specie nelle regioni fragili e colpite da conflitti, riconoscendone l'importante ruolo nel facilitare il dialogo a livello locale e regionale, nel sostenere la gestione delle risorse idriche a livello di comunità, nel promuovere il rafforzamento della fiducia e nel contribuire a iniziative di governance sostenibile e inclusiva delle risorse idriche;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>f)</SYMBOL>di estendere la portata geografica dei progetti transfrontalieri dell'UE in materia di governance delle risorse idriche al di là di determinate parti dell'Africa e dell'Asia centrale in modo da includere anche le Americhe, il Medio Oriente e il Nord Africa e l'Asia orientale e meridionale attraverso un approccio Team Europa, in particolare nei luoghi in cui l'insicurezza idrica può contribuire all'instabilità e agli sfollamenti;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>g)</SYMBOL>di rafforzare la gestione sostenibile delle risorse idriche e delle acque reflue integrando sistematicamente la cooperazione in materia di infrastrutture, tecnologie e competenze nei partenariati e nei programmi di sviluppo; di sostenere lo sviluppo di capacità e il rafforzamento istituzionale nei paesi partner per migliorare la pianificazione, la governance e la manutenzione dei servizi idrici e igienico-sanitari, anche attraverso partenariati con le autorità locali, i servizi pubblici, la società civile e le organizzazioni locali; di adattare gli investimenti infrastrutturali ai contesti locali e storici al fine di trasformare l'acqua in uno strumento di pace e stabilità;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>h)</SYMBOL>di rafforzare la cooperazione multilaterale in materia di acqua, in particolare nell'ambito delle Nazioni Unite, proseguendo e intensificando la globalizzazione della convenzione delle Nazioni Unite sull'acqua e sostenendo l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), in particolare l'OSS 6 sull'acqua pulita e i servizi igienico-sanitari, nonché affrontando le notevoli disuguaglianze tra i paesi e all'interno degli stessi nell'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari; di garantire la prosecuzione dell'attuazione degli impegni assunti dall'UE in occasione della conferenza delle Nazioni Unite sull'acqua del 2023, preservando nel contempo tali ambizioni e azioni in preparazione della conferenza delle Nazioni Unite sull'acqua del 2026; di intensificare i dialoghi multilivello con i paesi situati in bacini soggetti a conflitti, compresi i vertici e le iniziative congiunte, come pure i formati di cooperazione a lungo termine;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>i)</SYMBOL>di sottolineare che un'efficace governance transfrontaliera delle risorse idriche dipende dalla conservazione della biodiversità e del clima e di chiedere pertanto che la gestione dell'acqua, in quanto esigenza fondamentale per le piante, gli animali e gli esseri umani, risponda in primo luogo agli interessi ambientali e sia guidata da una logica fondata sull'interesse pubblico e su beni pubblici e globali comuni;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>j)</SYMBOL>di rafforzare la resilienza idrica globale quale mezzo per promuovere la stabilità attraverso l'efficace attuazione della strategia dell'UE sulla resilienza idrica, in particolare le sue azioni globali volte a sostenere l'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari per almeno 70 milioni di persone e a rafforzare la governance e l'impegno globali in materia di acqua nei consessi multilaterali quali il G7, il G20 e il dialogo di Baku sull'acqua per l'azione per il clima;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>k)</SYMBOL>di investire per giungere a una panoramica più trasparente di tutto il sostegno dell'UE in corso destinato alla promozione della gestione transfrontaliera delle risorse idriche a livello internazionale e garantire la coerenza e la razionalizzazione di tutte le attività e di tutti i finanziamenti in tutte le direzioni generali pertinenti come pure tra il SEAE e la Commissione, assicurando nel contempo che i vari programmi si integrino a vicenda e non si sovrappongano; di rafforzare la comunicazione sugli sforzi e i risultati dell'UE nel settore della cooperazione transfrontaliera in materia di risorse idriche per dare maggiore visibilità a questo strumento essenziale e al ruolo guida dell'UE nella relativa attuazione;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>l)</SYMBOL>di promuovere una cooperazione internazionale rafforzata, anche a livello delle organizzazioni dei bacini idrografici, per affrontare la crescente crisi idrica; di garantire e migliorare l'accesso ad acqua pulita e di alta qualità e ai servizi igienico-sanitari; di promuovere una gestione sostenibile delle risorse idriche, aumentare il riutilizzo dell'acqua, contrastare l'inquinamento, l'uso eccessivo e lo spreco di risorse idriche e attuare varie tecnologie idriche innovative, comprese soluzioni basate sulla natura;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>m)</SYMBOL>di far sì che le iniziative dell'UE in materia di acque in tutto il mondo affrontino le persistenti lacune nei dati e la mancanza di condivisione dei dati tra i governi, dotando i paesi partner di risorse tecniche e fisiche per monitorare efficacemente i livelli idrici e la qualità dei bacini transfrontalieri, nonché scambiando dati e promuovendo norme comuni per la raccolta dei dati tra i paesi partner al fine di aumentare la compatibilità; di fungere da attore credibile e affidabile nel facilitare lo scambio di informazioni affidabili sull'acqua tra i governi, i portatori di interessi e il pubblico in situazioni di stress idrico e di alta tensione, anche quando la condivisione di informazioni è una questione sensibile a causa di preoccupazioni in materia di sicurezza; di basarsi sull'esperienza, sui programmi, sulle pratiche e sulle strategie pertinenti dell'UE per rafforzare la condivisione delle migliori pratiche tra gli attori regionali e nazionali;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>n)</SYMBOL>di promuovere strumenti di cooperazione intergovernativa e regionale nella gestione delle risorse idriche, concentrandosi in particolare sulla garanzia di un'equa distribuzione dell'acqua, e di sostenere le strutture di governance a livello locale e di comunità; di prendere in considerazione la possibilità di sostenere i partenariati pubblico-privato laddove contribuiscano a una gestione efficiente delle risorse idriche e a un accesso più economico all'acqua e ai servizi igienico-sanitari per tutti; di incentivare gli investimenti in tecnologie e pratiche di gestione che migliorino l'uso di pratiche agricole sostenibili nella produzione di colture, bestiame e risorse alieutiche da parte di imprese piccole e grandi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>o)</SYMBOL>di sottolineare il principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo e dell'allineamento delle politiche dell'UE alle priorità di sviluppo dei paesi partner, sulla base di valutazioni del loro impatto sulle risorse locali, al fine di evitare congiuntamente l'esaurimento o l'inquinamento delle risorse idriche nei paesi terzi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>p)</SYMBOL>di rafforzare l'attuazione della gestione integrata delle risorse idriche quale strumento fondamentale che promuove lo sviluppo coordinato e la gestione sostenibile dell'acqua, del suolo e delle risorse correlate, anche a livello transfrontaliero, in linea con l'indicatore OSS 6.5.2, a vantaggio reciproco degli Stati rivieraschi, nonché di sottolineare l'importanza del nesso esistente tra acqua, energia, alimenti ed ecosistemi nell'affrontare le sinergie e i compromessi in materia di risorse idriche in tutta l'azione esterna dell'UE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>q)</SYMBOL>di rafforzare le capacità di monitoraggio e di allarme rapido dell'UE attraverso la digitalizzazione e le tecnologie moderne, tra cui la sorveglianza satellitare e il tracciamento dell'inquinamento in tempo reale, che sono fondamentali per prevenire e combattere l'inquinamento transfrontaliero e per sostenere la riduzione del rischio di catastrofi; di rafforzare il monitoraggio della carenza idrica e dei rischi di conflitto legati all'acqua in tutto il mondo, come la strumentalizzazione dell'acqua e delle infrastrutture idriche e la deliberata privazione dell'accesso all'acqua, integrando tale monitoraggio nei sistemi di prevenzione dei conflitti del Centro di risposta alle crisi del SEAE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>r)</SYMBOL>di incentivare e finanziare la ricerca sulla gestione sostenibile delle risorse idriche transfrontaliere e sulla condivisione, cooperazione e innovazione in materia di acqua, anche attraverso Orizzonte Europa, e di esaminare le sfide emergenti quali le attività di modifica delle condizioni meteorologiche;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>s)</SYMBOL>di valutare la possibilità di incaricare il rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani di prevenire e risolvere i conflitti legati all'acqua, promuovere la cooperazione e lo stato di diritto nel settore idrico e proteggere le fonti e i sistemi idrici, anche durante i conflitti armati e in contesti transfrontalieri, e guidare, a nome dell'UE, gli sforzi internazionali volti a proteggere e ripristinare gli ecosistemi idrici in linea con l'OSS 6, in quanto la resilienza idrica è fondamentale nell'affrontare le crisi sanitarie, alimentari, energetiche e di sicurezza attuali e future; di consultare il Parlamento in merito al mandato, alle risorse e agli accordi di cooperazione a sostegno delle attività del rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>t)</SYMBOL>di rafforzare il ruolo del diritto internazionale e dei tribunali internazionali competenti e promuovere il dialogo, la mediazione e le soluzioni regionali quali strumenti primari per risolvere le controversie relative ai corpi idrici transnazionali, garantendo chiarezza e attribuzione di responsabilità per quanto riguarda gli obblighi giuridici di tutti gli Stati che si affacciano sulle acque interessate; di condannare sistematicamente l'uso dell'acqua come arma nei conflitti; di provvedere affinché i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>u)</SYMBOL>di sostenere le iniziative giuridiche volte a garantire giustizia e risarcimenti per gli attacchi e gli atti di distruzione deliberati nei confronti delle forniture e delle infrastrutture idriche;</ITEM></LIST></P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio, alla Commissione e alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RECOM></TXTLST></SDOCTA>