<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0222</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Relazione 2025 della Commissione sulla Georgia</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0140/2026 - Relatrice: Rasa Juknevičienė)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 17 giugno 2026 sulla relazione 2025 della Commissione sulla Georgia (2025/2257(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 4 novembre 2025 dal titolo "Comunicazione 2025 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2025)0690), corredata del documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Georgia 2025 Report" (Relazione 2025 sulla Georgia) (SWD(2024)0757),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra<FOOTNOTE><FIELD> GU L 261 del 30.8.2014, pag. 4, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2014/494/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2025/2441 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 novembre 2025, che modifica il regolamento (UE) 2018/1806 per quanto riguarda la revisione del meccanismo di sospensione<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2025/2441, 10.12.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2025/2441/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 78 della Costituzione georgiana, che richiede l'adozione di tutte le misure possibili per garantire la piena integrazione della Georgia nell'UE e nella NATO,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere urgente sulle modifiche al codice degli illeciti amministrativi e al codice penale della Georgia dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), adottato il 12 novembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, di cui la Georgia è parte,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le precedenti relazioni della Commissione sull'allargamento riguardanti la Georgia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione 2025 sulla libertà nel mondo, pubblicata da Freedom House,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'indice sullo Stato di diritto 2025 dell'organizzazione World Justice Project,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'indice di percezione della corruzione 2025 pubblicato da Transparency International,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione sulla missione conoscitiva dell'OSCE in Georgia del 2026, a norma del paragrafo 12 del documento relativo al meccanismo di Mosca, intitolata "Developments in Georgia in Respect of Human Rights and Fundamental Freedoms since Spring 2024" (Sviluppi in Georgia in materia di diritti umani e libertà fondamentali dalla primavera 2024),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni della presidenza del Consiglio del 16 dicembre 2025 sull'allargamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere relativo alla legge sulla registrazione degli agenti stranieri, alle modifiche della legge sulle sovvenzioni e alle altre leggi in materia di "influenza straniera", adottato dalla Commissione di Venezia il 9 e 10 ottobre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulla Georgia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione dell'11 marzo 2026 sulla strategia di allargamento dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2026)0077.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0140/2026),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la Georgia ha presentato domanda di adesione all'UE il 3 marzo 2022; che il Consiglio europeo, nella riunione del 14 e 15 dicembre 2023, ha concesso alla Georgia lo status di paese candidato a condizione che fossero adottate le pertinenti misure indicate nella raccomandazione della Commissione dell'8 novembre 2023; che il processo di adesione della Georgia è di fatto sospeso dal 2024;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che, a seguito delle conclusioni del Consiglio europeo del 19 dicembre 2024, secondo cui le azioni del governo georgiano hanno di fatto portato a un arresto del processo di preadesione, e alla luce del continuo e grave regresso della Georgia rispetto alle questioni fondamentali da allora, la Commissione ritiene che la Georgia sia un paese candidato solo nominalmente;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che la commissaria Marta Kos ha giustamente descritto la relazione 2025 della Commissione sulla Georgia come la peggiore relazione mai elaborata su un paese candidato;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la situazione in Georgia ha continuato a deteriorarsi drasticamente, registrando un ulteriore regresso in materia di democrazia, diritti umani e Stato di diritto a causa delle azioni di Sogno georgiano; che i metodi di repressione, le campagne di disinformazione e le vessazioni politiche messe in atto riflettono le tattiche ibride russe;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che, il 29 gennaio 2026, 24 Stati partecipanti dell'OSCE hanno attivato il meccanismo di Mosca, il che ha consentito a una missione di esperti indipendenti di esaminare le presunte violazioni dei diritti umani, in particolare gli sviluppi verificatisi dalla primavera del 2024; che la relazione degli esperti del meccanismo di Mosca dell'OSCE, pubblicata il 12 marzo 2026, evidenzia gravi preoccupazioni in materia di integrità dei processi elettorali, tra cui accuse di irregolarità e pressioni sull'opposizione politica, nonché il ricorso a misure giuridiche contro leader e partiti politici dell'opposizione; che la relazione chiede l'abrogazione della legislazione restrittiva, tra cui la legge sulla trasparenza dell'influenza straniera e le modifiche che incidono sulla libertà dei media; che documenta casi di uso sproporzionato della forza contro i manifestanti e solleva preoccupazioni in merito alle violazioni del divieto di tortura e maltrattamenti, dal momento che alcuni casi hanno raggiunto la "soglia della tortura"; che chiede inoltre il rilascio immediato delle persone detenute per motivi politici, compresi i membri dell'opposizione e i giornalisti, e sottolinea la necessità che la Georgia cooperi pienamente con gli organismi internazionali, tra cui la Commissione di Venezia e i pertinenti meccanismi internazionali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che il governo di Sogno georgiano ha sistematicamente indebolito il sistema di bilanciamento dei poteri compromettendo l'indipendenza della magistratura, delle procure e della Corte costituzionale, rendendo la Georgia strutturalmente incapace di soddisfare i criteri di adesione all'UE alle condizioni attuali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che le proteste contro le azioni del partito Sogno georgiano proseguono dal 28 novembre 2024, dimostrando la salda volontà democratica del popolo georgiano, nonostante le violenze sistematiche e sproporzionate messe in atto contro i manifestanti, le incarcerazioni e l'introduzione di punizioni sempre più severe per la partecipazione a tali proteste; che le proteste su vasta scala sono iniziate dopo l'annuncio del governo della sospensione dei preparativi per i negoziati di adesione all'UE fino al 2028;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che il documentario della BBC "When Water Burns" (Quando l'acqua brucia), andato in onda il 1º dicembre 2025, ha presentato prove secondo cui, nei mesi di novembre e dicembre 2024, acqua mescolata a una sostanza chimica tossica sarebbe stata utilizzata contro i manifestanti in Georgia; che l'uso di sostanze chimiche tossiche può causare problemi di salute a lungo termine;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che l'OSCE/ODIHR non ha potuto osservare le elezioni locali tenutesi il 4 ottobre 2025 a causa di un invito tardivo da parte delle autorità georgiane;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che le modifiche legislative recentemente adottate introducono ulteriori restrizioni ai finanziamenti esteri e qualificano come reato il cosiddetto "lobbismo esterno"; che la legislazione amplia notevolmente la definizione di "sovvenzioni" per includere l'assistenza tecnica o gratuita e i trasferimenti tra le organizzazioni straniere e le loro filiali locali, estende la portata delle entità considerate beneficiarie di sovvenzioni, comprese le organizzazioni con sede all'estero che si occupano di questioni relative alla Georgia, e introduce sanzioni penali per le violazioni relative alle sovvenzioni; che la legislazione introduce inoltre pene detentive fino a sei anni per le attività di "lobbismo esterno", divieti per un periodo di otto anni di aderire a partiti politici per le persone che hanno lavorato in organizzazioni finanziate da paesi esteri e sanzioni supplementari per le imprese che svolgono attività politiche non correlate alla loro attività principale; che la legislazione introduce altresì una clausola di "estremismo", che consente l'imposizione di pene detentive fino a tre anni per "atti sistematici" volti a "creare l'impressione" che il governo manchi di legittimità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che le modifiche del codice penale che sono state approvate prevedono pene detentive per le persone che rifiutano di riconoscere la legittimità del governo di Sogno georgiano, il che solleva gravi preoccupazioni in merito alla libertà di espressione, al pluralismo politico e alle norme democratiche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che, in risposta al regresso democratico in Georgia sotto il regime di Sogno georgiano e al riorientamento geopolitico del paese, gli Stati Uniti hanno sospeso il partenariato strategico con la Georgia e imposto sanzioni che rimangono in vigore; che il Congresso degli Stati Uniti ha introdotto una legge sulla mobilitazione e il rafforzamento delle opzioni della Georgia per la costruzione di responsabilità, resilienza e indipendenza ("Mobilizing and Enhancing Georgia's Options for Building Accountability, Resilience, and Independence Act", anche nota come "legge MEGOBARI"), che mira ad aumentare il controllo delle azioni del governo georgiano e dei suoi legami con la Russia e altri regimi autoritari, compresa la Cina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che, nel dicembre 2024, gli Stati Uniti hanno designato Bidzina Ivanishvili nell'ambito del loro regime di sanzioni per aver compromesso il futuro democratico ed euro-atlantico della Georgia a beneficio della Federazione russa; che gli Stati Uniti sono giunti alla conclusione che le azioni di Ivanishvili e di Sogno georgiano hanno eroso le istituzioni democratiche, consentito violazioni dei diritti umani e limitato l'esercizio delle libertà fondamentali in Georgia; che tali azioni hanno ulteriormente allontanato il futuro euro-atlantico della Georgia, lasciando il paese sempre più vulnerabile nei confronti della Russia, che continua a occupare oltre il 20 % del territorio georgiano;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che il 2 marzo 2026 nove partiti di opposizione in Georgia hanno annunciato la formazione di un'alleanza in risposta al regresso democratico in corso e al consolidamento autoritario del potere da parte di Sogno georgiano, quale dimostrazione del consolidamento delle forze democratiche filoeuropee e della crescente richiesta della società di difendere il percorso europeo della Georgia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che otto leader ed esponenti politici dell'opposizione, ossia Nika Gvaramia, Zurab Japaridze, Badri Japaridze, Mamuka Khazaradze, Nika Melia, Irakli Okruashvili, Givi Targamadze e Giorgi Vashadze, sono stati condannati a pene detentive da sette a otto mesi e all'interdizione dai pubblici uffici per un periodo di due anni in ragione del loro rifiuto a comparire dinanzi alla commissione temporanea d'inchiesta del parlamento de facto della Georgia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che le autorità di Sogno georgiano hanno creato un sistema di repressione per motivi politici che ha portato all'incarcerazione di numerosi prigionieri politici, tra cui politici dell'opposizione, attivisti, giornalisti e manifestanti pacifici, i quali sono stati privati della libertà unicamente per essersi rifiutati di sottomettersi all'autorità del partito al governo o per aver esercitato i loro diritti fondamentali; che tali detenzioni costituiscono una strategia deliberata di intimidazione volta a mettere a tacere il dissenso, smantellare il pluralismo politico e consolidare il dominio autoritario; che la perdurante detenzione di tali persone costituisce una grave violazione dell'ordine costituzionale della Georgia, dei suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani e dei valori fondamentali alla base del suo status di paese candidato all'adesione all'UE; che numerosi studenti, rappresentanti della società civile e artisti sono stati detenuti o multati per aver partecipato alle proteste;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che la persecuzione politica di esponenti dell'opposizione continua a destare gravi preoccupazioni, comprese le azioni sistematiche contro Giorgi Gakharia, leader del partito Per la Georgia, il quale è stato oggetto di due attacchi fisici e accusato di reati di matrice politica e vive pertanto attualmente in esilio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che da oltre quattro anni l'ex presidente Mikheil Saakashvili è privato della libertà ed è di fatto prigioniero politico dell'oligarca Bidzina Ivanishvili, il quale esercita un controllo sullo Stato e un'influenza illecita sulle sue istituzioni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che dal gennaio 2026 la società civile georgiana ha individuato 48 prigionieri politici che sono stati imprigionati ingiustamente in ragione della partecipazione e del sostegno alle proteste, e altri 68 che rimangono in custodia cautelare sulla base di accuse di matrice politica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che le donne manifestanti in Georgia riferiscono regolarmente di subire trattamenti umilianti da parte della polizia, tra cui abusi verbali sessisti, perquisizioni fisiche sistematiche, minacce di stupro e altre minacce di violenza fisica durante le proteste, la detenzione e le perquisizioni domiciliari; che tale tendenza fa parte di un più ampio modello di abuso e impunità in seno alle autorità di contrasto georgiane;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che Mzia Amaglobeli, giornalista georgiana detenuta e direttrice degli organi di informazione online Batumelebi e Netgazeti, è stata insignita del premio Sacharov 2025 per la libertà di pensiero del Parlamento europeo, insieme ad Andrzej Poczobut dalla Bielorussia; che la Corte suprema della Georgia ha respinto il ricorso di Mzia Amaglobeli, il che fa sì che la Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo sia l'unica via legale che le è rimasta per ottenere giustizia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che la situazione in materia di libertà dei media e libertà di espressione ha subito un drastico peggioramento; che la piattaforma del Consiglio d'Europa "Safety of journalists" ha riportato 32 segnalazioni relative alla Georgia nel 2025, il che corrisponde a un aumento del 78 % rispetto al 2024;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che la crescente pressione sul sistema di istruzione e i tentativi di minare l'autonomia delle università a seguito dell'iniziativa di Sogno georgiano "una città, una facoltà" rischiano di indebolire uno dei pilastri istituzionali chiave a sostegno del dibattito democratico, dell'impegno civico e della traiettoria di integrazione europea della Georgia, nonché di limitare l'accesso all'istruzione; che gli attacchi contro la società civile, i media indipendenti e il settore accademico rivelano un modello più ampio di pressione sulla libertà di espressione e sulla libertà accademica in Georgia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che l'estrazione di manganese in Georgia destinata all'esportazione nell'UE ha provocato frane, inquinamento delle aree circostanti e violazioni dei diritti dei lavoratori nella regione mineraria di Chiatura; che le organizzazioni ambientaliste sostengono che lo scarico dei rifiuti avviene direttamente nel fiume Kvirila; che le persone che protestano contro l'estrazione di manganese hanno segnalato casi di sorveglianza, intimidazione e detenzione da parte delle autorità georgiane; che la direttiva sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2024/1760, 5.7.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1760/oj.</FIELD></FOOTNOTE> impone alle imprese europee di garantire il rispetto dei diritti umani, buone condizioni di lavoro e il rispetto dell'ambiente nelle loro catene di approvvigionamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che alcuni dei territori della Georgia riconosciuti a livello internazionale rimangono occupati; che la Russia ha riconosciuto l'Abkhazia e Tskhinvali/Ossezia del Sud come Stati indipendenti nel 2008 e che, in violazione del diritto internazionale, conta tuttora migliaia di soldati nella regione; che la Russia continua la sua politica di "frontierizzazione", vale a dire l'erezione di barriere fisiche lungo i confini amministrativi delle regioni dell'Abkhazia e di Tskhinvali/Ossezia del Sud, violando la sovranità e l'integrità territoriale della Georgia; che la Corte europea dei diritti dell'uomo ha inoltre constatato che tale politica ha portato a violazioni dei diritti umani quali restrizioni alla libertà di circolazione, accesso limitato alla proprietà o alla terra e separazione di familiari;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che la Russia esercita una crescente influenza sulla Georgia a seguito di campagne politiche, economiche e informative; che l'UE non può continuare ad assumere un atteggiamento passivo e limitarsi a prendere atto del deterioramento della situazione nel paese; che l'UE deve invece adottare un approccio proattivo e strategico nei confronti della Georgia al fine di ridurre le vulnerabilità del paese alla coercizione esterna e salvaguardare la connettività regionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che dal 2022 la Georgia ha notevolmente aumentato le importazioni di beni a duplice uso dai paesi occidentali e dalla Cina; che le prove statistiche disponibili indicano che la Georgia agisce come Stato di transito, facilitando il trasferimento di merci oggetto di sanzioni verso la Federazione russa, dove possono essere utilizzate per la produzione di attrezzature e armi militari; che in numerosi casi tali irregolarità possono essere attribuite a strategie deliberate volte a eludere le sanzioni internazionali imposte alla Russia; che sono state sollevate gravi preoccupazioni in merito al ruolo delle strutture di governance informali e di persone legate a Bidzina Ivanishvili nel facilitare un ambiente favorevole all'elusione delle sanzioni; che attualmente circa 40 000 imprese di proprietà di entità o cittadini russi operano in Georgia e che circa 30 000 di esse sono state registrate dall'inizio della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina; che le imprese impegnate in scambi commerciali con la Russia, anche di merci soggette a sanzioni, sono spesso costituite attraverso strutture offshore, il che complica la trasparenza e l'identificazione della titolarità effettiva, anche in relazione alle reti commerciali associate a Bidzina Ivanishvili; che continue segnalazioni indicano che le merci oggetto di sanzioni, compresi veicoli e tecnologie, continuano a entrare nel mercato russo attraverso la Georgia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che l'attrattiva dell'UE quale modello di governance democratica, crescita economica e cooperazione basata su regole rimane una fonte fondamentale di ispirazione per la società civile georgiana; che le indagini di opinione mostrano costantemente il forte sostegno della popolazione georgiana all'integrazione nell'UE, con circa il 75 % dei cittadini che esprime sostegno al percorso europeo del paese;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AC.</NO.P>considerando che la guerra di aggressione su vasta scala che la Russia conduce contro l'Ucraina dal 2022 ha cambiato il panorama europeo della sicurezza e aumentato l'importanza strategica dell'allargamento dell'UE; che, dall'inizio della guerra, molti georgiani hanno contribuito a sostenere l'Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AD.</NO.P>considerando che l'UE è il principale partner commerciale della Georgia e rappresenta circa il 22,1 % degli scambi complessivi del paese; che tali scambi sono disciplinati dall'accordo di associazione UE-Georgia, nonché dalla relativa zona di libero scambio globale e approfondito, che è entrato pienamente in vigore nel 2016 e offre alle imprese georgiane un accesso preferenziale al mercato dell'UE e ai suoi oltre 450 milioni di consumatori;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AE.</NO.P>considerando che il 6 marzo 2026 la Commissione ha annunciato la sospensione dell'esenzione dal visto per i titolari di passaporti diplomatici, ufficiali e di servizio georgiani almeno fino al marzo 2027 a causa delle preoccupazioni relative al deterioramento della democrazia e dello Stato di diritto; che i cittadini georgiani ordinari continuano a beneficiare dell'esenzione dal visto per i soggiorni di breve durata nello spazio Schengen, in linea con la decisione del 2017;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sospensione dell'integrazione della Georgia nell'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>esprime piena solidarietà al popolo georgiano, che continua la sua lotta per una Georgia europea e democratica di fronte al regresso democratico, alla crescente repressione, agli arresti illegali, all'incessante retorica ostile, alla disinformazione e alle minacce; sottolinea che quasi il 75 % della popolazione georgiana continua a sostenere un'ulteriore integrazione nell'UE; ribadisce che le porte dell'UE rimangono spalancate affinché il popolo georgiano possa tornare sul percorso europeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>osserva con profondo disappunto che Sogno georgiano non solo ha sospeso, ma ha di fatto invertito il percorso di integrazione europea della Georgia; deplora il regresso registrato nell'attuazione di tutte le nove priorità che costituivano le condizioni per la concessione alla Georgia dello status di paese candidato; sottolinea l'incoerenza delle affermazioni di Sogno georgiano secondo cui l'integrazione nell'UE rimane la priorità principale, mentre nel contempo i suoi più alti funzionari e i media affiliati al governo gestiscono una campagna orchestrata e sistematica volta a diffondere narrazioni manipolative in stile russo, disinformazione e teorie complottiste contro l'UE, i suoi funzionari e i suoi diplomatici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>deplora il fatto che, dopo le elezioni parlamentari truccate dell'ottobre 2024, Sogno georgiano ha ulteriormente rafforzato la sua traiettoria verso il pieno autoritarismo; è costernato per il rapido smantellamento delle fondamenta democratiche della Georgia mediante attacchi mirati contro le sue istituzioni democratiche, le libertà fondamentali e il pluralismo democratico, il che è in netto contrasto con lo sviluppo democratico necessario per l'adesione all'UE; condivide la valutazione della Commissione secondo cui le istituzioni fondamentali – come la commissione elettorale centrale, la commissione per le comunicazioni, il Consiglio superiore della giustizia, la Corte costituzionale, la procura, la Banca nazionale, le autorità di contrasto e le agenzie di sicurezza – mancano di imparzialità, indipendenza e controllo democratico; sottolinea che la Georgia potrà compiere progressi nel processo di adesione all'UE soltanto quando tornerà sulla via delle riforme democratiche, garantirà, tra le altre cose, elezioni libere, eque e competitive, proteggerà l'indipendenza delle istituzioni ufficiali, affronterà efficacemente il controllo oligarchico e migliorerà la tutela dei diritti umani e la libertà dei media;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>evidenzia che le sanzioni personali mirate imposte dall'UE e dai suoi Stati membri nei confronti di Bidzina Ivanishvili, uno dei principali leader di Sogno georgiano, nonché dei giudici, dei pubblici ministeri e di altri funzionari responsabili del continuo regresso democratico in Georgia, dei brogli elettorali, delle gravi violazioni dei diritti umani e della persecuzione di oppositori e attivisti politici, e nei confronti di persone conniventi proprietarie di aziende e testate giornalistiche legate a Sogno georgiano, costituirebbero un importante strumento contro l'impunità; accoglie con favore il fatto che, in assenza di unanimità a livello dell'UE, un numero crescente di Stati membri ha introdotto divieti individuali di concessione del visto e altre sanzioni nei confronti di funzionari georgiani; esorta gli altri Stati membri a fare altrettanto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>ribadisce il suo fermo invito all'UE e ai suoi Stati membri a introdurre sanzioni personali immediate e mirate nei confronti di Bidzina Ivanishvili, dei suoi familiari e delle sue imprese e invita l'UE a congelare i suoi beni e a cooperare in materia con altre giurisdizioni, in particolare il Regno Unito e gli Stati Uniti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>condanna l'impunità sistemica dei funzionari e delle istituzioni responsabili della repressione politica, delle vessazioni nei confronti dei giornalisti e dei difensori dei diritti umani, nonché della persecuzione di esponenti dell'opposizione; sottolinea che la risposta dell'UE è stata finora inadeguata e tardiva, alla luce del crescente consolidamento autoritario in Georgia; esorta il Consiglio e gli Stati membri ad adottare con urgenza misure restrittive coordinate a livello dell'UE nei confronti di tutti i politici, i funzionari e i sostenitori responsabili, anche mediante l'ampliamento degli elenchi delle sanzioni, il congelamento totale dei beni e il divieto di concessione del visto alle persone responsabili dell'appropriazione dello Stato, della repressione e della propaganda promossa dal regime; esorta il nuovo governo ungherese a rimuovere il blocco imposto dal suo predecessore alle sanzioni mirate a livello dell'UE nei confronti di Ivanishvili e, più in generale, della dirigenza di Sogno georgiano; invita il Consiglio a esaminare meccanismi collettivi qualora l'unanimità non sia possibile, al fine di garantire una risposta efficace e unificata dell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Costante regresso della democrazia e dello Stato di diritto e consolidamento autocratico del potere</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>deplora che Sogno georgiano non abbia adottato alcuna misura per invertire la sua rotta antidemocratica e antieuropea; ritiene che il dialogo con le autorità georgiane dovrebbe essere strettamente subordinato alla loro adozione di misure concrete e verificabili atte a produrre un'inversione dell'attuale tendenza al regresso democratico, alla repressione, alle restrizioni e alla violenta disinformazione anti-UE di stampo russo; ribadisce pertanto le sue precedenti posizioni in merito al fatto di non riconoscere la legittimità del parlamento e il presidente da esso nominato; si rammarica del fatto che il parlamento georgiano sia di fatto un parlamento monopartitico che si limita ad avallare iniziative legislative volte a smantellare le fondamenta di una democrazia parlamentare pluralistica; osserva con preoccupazione che il parlamento de facto della Georgia ha dichiarato il proprio ritiro temporaneo dall'assemblea parlamentare EuroNest;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>ribadisce il suo invito affinché i rappresentanti e i deputati dell'UE e degli Stati membri si astengano dal partecipare a riunioni con i rappresentanti del regime, a partire dall'attuale presidente de facto, finché il regresso democratico e la repressione da parte delle autorità georgiane continueranno; invita gli Stati membri ad adottare un approccio comune e coordinato circa la limitazione dei contatti politici con le autorità di Sogno georgiano a questioni di stringente necessità, mantenendo e rafforzando nel contempo l'impegno con la società civile georgiana, i media indipendenti e le istituzioni accademiche; condanna la persistente retorica aggressiva nei confronti dei diplomatici, dei politici e dei funzionari dell'UE e degli Stati membri; sottolinea l'importanza di continuare a promuovere le norme europee, i valori democratici e il percorso europeo tra la popolazione georgiana e le forze politiche impegnate a favore dei principi democratici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>prende atto con preoccupazione della retorica aggressiva nei confronti degli Stati Uniti, del Regno Unito e di altri alleati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>invita le autorità georgiane a ripristinare le garanzie basate sul merito nella funzione pubblica, a ristabilire una tutela giuridica efficace contro i licenziamenti basati su motivazioni politiche e a garantire l'effettiva attuazione del diritto di accesso alle informazioni pubbliche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>sottolinea che le elezioni comunali del 4 ottobre 2025 sono state boicottate dalla maggioranza dei partiti di opposizione, il che riflette la profonda sfiducia che la maggior parte della società nutre nell'indipendenza del processo elettorale; deplora che le modifiche apportate al codice elettorale georgiano nel dicembre 2024, come pure nel marzo e nell'aprile 2025, abbiano ulteriormente rafforzato il dominio del partito al governo e introdotto nuove restrizioni alla registrazione degli osservatori locali, dei media e dei soggetti elettorali; ribadisce che le autorità georgiane hanno ignorato gli appelli della Commissione di Venezia a revocare le modifiche apportate nel 2024; sottolinea che la mancanza di missioni di osservazione da parte dell'OSCE/ODIHR, dovuta a un invito tardivo, nonché da parte delle organizzazioni di osservatori locali, a causa delle restrizioni adottate nei loro confronti, incide gravemente sulla trasparenza del processo elettorale e sulla credibilità dei suoi risultati; ribadisce la sua richiesta affinché un'amministrazione elettorale indipendente e imparziale istituisca un contesto elettorale migliorato in vista di future elezioni, sotto la diligente osservazione di organizzazioni non governative internazionali e nazionali; esprime profonda preoccupazione per la modifica del codice elettorale del dicembre 2025, che vieta ai cittadini georgiani di votare dall'estero; sottolinea che la partecipazione elettorale è un diritto costituzionale fondamentale di ciascun cittadino e deve essere garantita a prescindere dal luogo di residenza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>condanna l'adozione di una legislazione senza precedenti e sempre più restrittiva, che di fatto mira a impedire che il sostegno internazionale, comprese le risorse finanziarie, raggiunga la società civile e i media, nonché a privarli di qualsiasi finanziamento indipendente; attira l'attenzione sulle più recenti modifiche alla legge sulle sovvenzioni, entrate in vigore il 5 marzo 2026, che ampliano notevolmente la nozione di "sovvenzione" e rendono l'ottenimento di sovvenzioni o finanziamenti dall'estero senza previa autorizzazione governativa un reato punibile con la reclusione fino a sei anni; osserva che si tratta di una violazione diretta dell'accordo di associazione UE-Georgia; chiede che le fondazioni politiche, le ONG internazionali e le agenzie di sviluppo siano protette; ricorda alle autorità georgiane che qualsiasi forma di vessazione nei confronti delle organizzazioni degli Stati membri dell'Unione comporterà conseguenze dirette;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>rileva che tali modifiche fanno seguito a quelle apportate alla legge sulle sovvenzioni adottate nell'aprile 2025, che hanno già limitato notevolmente le possibilità di sostegno finanziario internazionale e hanno introdotto l'obbligo per i donatori internazionali di chiedere l'approvazione preventiva delle autorità statali per le sovvenzioni nonché una sorveglianza restrittiva e una responsabilità amministrativa punitiva per i beneficiari, al fine di dissuadere le organizzazioni dall'accettare assistenza internazionale, compresi i finanziamenti dell'Unione; sottolinea che l'ampia definizione di "sovvenzione" può comprendere operazioni di vario tipo soggette ad approvazione preventiva e può rendere qualsiasi cittadino un potenziale bersaglio di persecuzioni per mano del governo; prende atto con preoccupazione del divieto di affiliazione politica per otto anni per chiunque sia stato precedentemente impiegato presso un'organizzazione che ha beneficiato di finanziamenti esteri, il che impedisce a un gran numero di persone socialmente attive di partecipare alla vita politica dei partiti; esorta vivamente l'UE e i suoi Stati membri a intervenire immediatamente per tutelare e sostenere i media indipendenti e le organizzazioni della società civile ancora presenti in Georgia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>deplora i continui tentativi del partito al potere Sogno georgiano di perseguitare gli oppositori politici, anche mediante arresti e detenzioni illegali, minacce e attacchi fisici; condanna l'incarcerazione di oppositori politici in ragione del loro rifiuto a comparire dinanzi alla commissione temporanea d'inchiesta del parlamento de facto della Georgia, che è stata utilizzata da Sogno georgiano per condurre una sorta di processi politici farsa volti ad aprire la strada a ulteriori persecuzioni degli oppositori politici e al divieto dei partiti di opposizione; sottolinea che l'esistenza di prigionieri politici è incompatibile con gli obblighi della Georgia nel quadro dell'accordo di associazione UE-Georgia; chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti coloro che sono detenuti per motivi politici, compresi i politici dell'opposizione e gli ex funzionari; osserva che due politici dell'opposizione sono stati graziati dal presidente de facto prima delle elezioni comunali per garantire una parvenza di elezioni competitive; ribadisce con forza la sua richiesta di rilasciare immediatamente l'ex presidente Mikheil Saakashvili per motivi umanitari, affinché possa ricevere le necessarie cure mediche all'estero; invita inoltre le autorità del partito Sogno georgiano a garantire che i deputati al Parlamento europeo possano incontrare liberamente Mikheil Saakashvili e altri prigionieri politici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>osserva che, nonostante un'ammissione di colpevolezza e l'esistenza di prove pubbliche credibili di corruzione, l'incarcerazione dell'ex primo ministro Irakli Gharibashvili solleva serie preoccupazioni in merito alla conformità del procedimento alle norme in materia di processo equo; sottolinea che il caso riflette preoccupazioni più ampie in merito a una giustizia che subisce influenze politiche, alle strutture di potere informali e alle divisioni interne in seno al partito al potere Sogno georgiano, compreso il ruolo di Bidzina Ivanishvili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>invita le autorità georgiane ad attuare meccanismi indipendenti di accertamento delle responsabilità, a garantire l'imparzialità giudiziaria e ad assicurare alla giustizia gli autori di abusi di matrice politica, conformemente alle norme internazionali in materia di diritti umani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>chiede una riforma globale del Consiglio superiore della giustizia in linea con le raccomandazioni della Commissione di Venezia, compresa l'introduzione di mandati fissi non rinnovabili, procedure di nomina trasparenti e controlli straordinari di integrità per i titolari di cariche giudiziarie di alto livello con il coinvolgimento significativo di esperti internazionali, al fine di rafforzare l'indipendenza della magistratura e la fiducia del pubblico nel sistema giudiziario; prende atto con disappunto dello scioglimento dell'Ufficio anticorruzione, istituito nel 2022, che era uno dei requisiti fondamentali dell'UE per concedere alla Georgia lo status di paese candidato; invita le autorità georgiane a modificare la procedura di nomina alla carica di procuratore generale richiedendo una maggioranza parlamentare qualificata e ad allineare la legge sulla Procura alle norme europee;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>esorta il difensore civico della Georgia a intensificare l'esercizio del suo mandato e a utilizzare tutti i meccanismi a sua disposizione per salvaguardare i diritti umani, impegnandosi al contempo in un dialogo costruttivo e in una collaborazione con i difensori dei diritti umani e la società civile in Georgia; sottolinea la necessità di impedire qualsiasi applicazione selettiva del suo mandato, come indicato nella relazione 2025 della Commissione sulla Georgia; pone l'accento sulla particolare facoltà del difensore civico di chiedere pareri legislativi all'OSCE/ODIHR in merito a una legislazione autoritaria o non democratica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>deplora la mancanza di progressi compiuti in materia di deoligarchizzazione e invita le autorità georgiane ad adottare un approccio sistemico in linea con le pertinenti raccomandazioni della Commissione di Venezia, anche attraverso requisiti di trasparenza più rigorosi, norme efficaci in materia di conflitti di interessi e garanzie contro l'indebita influenza sul processo decisionale politico ed economico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>condanna fermamente i tentativi delle autorità georgiane di vietare i partiti di opposizione; esorta le autorità a porre immediatamente fine a tali tentativi e a ritirare la causa costituzionale intentata da 88 deputati del parlamento de facto della Georgia, con la quale si chiede che le attività di tre importanti partiti di opposizione – il Movimento nazionale unito, la Coalizione per il cambiamento e la coalizione Georgia Forte-Lelo – siano dichiarate incostituzionali e che la loro registrazione sia revocata; sottolinea che tali azioni rappresentano una minaccia pericolosa per i principi democratici fondamentali e il pluralismo politico; sottolinea che una democrazia sana richiede una concorrenza leale e libera tra i diversi partiti politici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>esprime forte disapprovazione per la recente introduzione di un nuovo articolo del codice penale che vieta la critica "pubblica e sistematica" delle autorità o la messa in discussione della loro legittimità, nonché "qualsiasi altra azione pubblica e sistematica da parte della stessa persona", disposizione che rimane aperta a interpretazioni ma prevede una reclusione fino a tre anni; sottolinea che ciò consente di fatto di configurare come reato la libertà di espressione e invita il governo a denunciare tale legge;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Repressione delle libertà civili e dei diritti fondamentali</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il fatto che Sogno georgiano abbia già adottato una serie di atti legislativi che mirano a soffocare la società civile e i media indipendenti e a limitare il pluralismo, come la legge sulla registrazione degli agenti stranieri, le modifiche restrittive alla legge sulla radiodiffusione, la legge sulla funzione pubblica, la legge sulle riunioni e le manifestazioni, nonché le disposizioni più rigorose del codice penale e del codice sugli illeciti amministrativi; condanna in particolare le misure legislative che innalzano l'importo delle ammende previste dai codici amministrativi, che comportano sempre più spesso la carcerazione dei manifestanti che non sono in grado di pagare tali ammende; ribadisce il suo invito a rilasciare senza indugio tutti i prigionieri politici e le altre persone detenute illegalmente; mette in guardia contro il fatto che gli sforzi delle autorità georgiane intesi a trasformare la dinamica società civile georgiana in un ambiente rigorosamente controllato, composto di organizzazioni filogovernative, rappresentano un ulteriore passo verso la trasformazione in un regime autoritario; ricorda che la maggior parte di tali leggi ricalca i primi sviluppi osservati sotto il regime di Putin nella Russia totalitaria; invita le autorità georgiane ad abrogare tali atti legislativi, quale passo concreto per riprendere il percorso verso l'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>condanna il trattamento degradante e disumano che sarebbe stato inflitto a Elene Khoshtaria durante la sua detenzione; chiede il suo rilascio immediato e incondizionato e il ritiro immediato delle accuse di matrice politica nei suoi confronti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il continuo uso improprio della detenzione amministrativa nei confronti di manifestanti e attivisti; prende atto della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo nella causa Mekvabishvili/Georgia, secondo cui il solo ricorso a testimonianze della polizia senza prove indipendenti ha compromesso le garanzie di un processo equo e ha contribuito all'imposizione di sanzioni sproporzionate nei confronti di manifestanti pacifici; invita le autorità georgiane a riformare le loro procedure in materia di illeciti amministrativi per allinearle alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>condanna le segnalazioni credibili di uso eccessivo della forza, tortura e maltrattamenti a danno di manifestanti e detenuti, comprese le recenti conclusioni del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT), che documentano le accuse di abusi da parte della polizia e carenze sistematiche in materia di garanzie e responsabilità; invita le autorità georgiane a garantire indagini tempestive, indipendenti ed efficaci, a perseguire i responsabili e ad attuare pienamente le raccomandazioni del CPT;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>condanna la crescente tendenza delle forze dell'ordine georgiane a ricorrere ad abusi verbali e fisici contro i manifestanti, a minacce di stupro e altre violenze di genere e a perquisizioni illegali nell'ambito di una campagna volta a intimidire i dissidenti, in particolare le donne che protestano, e a reprimere i diritti umani del popolo georgiano alla libertà di espressione e di riunione pacifica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>condanna la legislazione adottata che prevede la detenzione automatica e l'applicazione di conseguenti sanzioni penali, compresa la reclusione fino a un anno, per le persone che protestano pacificamente sui marciapiedi e nelle aree pedonali; sottolinea che tali misure costituiscono strumenti repressivi intesi a reprimere il dissenso a fini politici; deplora la frequente detenzione di persone per aver condiviso le loro opinioni sui social media;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>si dichiara profondamente allarmato per le accuse secondo cui un agente chimico vietato potrebbe essere stato utilizzato in Georgia contro persone nel contesto delle proteste; sottolinea che, se confermato, l'uso di qualsiasi agente chimico contro i civili costituirebbe una grave violazione dei diritti umani fondamentali, delle norme internazionali umanitarie e degli obblighi della Georgia a norma del diritto internazionale, compreso il divieto delle armi chimiche; deplora l'inadeguata indagine condotta dalle autorità georgiane sulla questione; chiede che sia condotta un'indagine internazionale immediata, indipendente e trasparente su tali accuse; chiede un esame da parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per la proibizione delle armi chimiche ed esorta gli Stati membri a deferire il caso perché siano svolte ulteriori indagini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per la violazione sistematica dei diritti umani in Georgia e per le discriminazioni nei confronti dei gruppi vulnerabili, comprese le persone LGBTIQ+; sottolinea che tali violazioni sono incompatibili con gli obblighi della Georgia derivanti dall'accordo di associazione UE-Georgia e con le norme internazionali in materia di diritti umani; invita le autorità georgiane a difendere il diritto alla libertà di espressione, di riunione, di associazione e di partecipazione politica, e a garantire la sicurezza, la protezione e mezzi di ricorso efficaci per tutti i difensori dei diritti umani e gli attivisti; esorta vivamente l'UE e gli Stati membri a monitorare tali violazioni, a fornire sostegno e protezione alle persone a rischio e a subordinare i progressi compiuti in materia di assistenza, cooperazione e adesione all'UE a miglioramenti tangibili nella protezione dei diritti umani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>esorta il parlamento de facto della Georgia ad abrogare la legge sui valori della famiglia e sulla tutela dei minori, le cui disposizioni violano gravemente i diritti umani, compresi i diritti all'uguaglianza, alla non discriminazione, all'istruzione, alla salute, alla libertà di espressione, alla libertà di riunione pacifica e di associazione, nonché alla vita privata, alla libertà e alla sicurezza; si schiera al fianco della comunità LGBTIQ+ georgiana e guarda con profondo sconcerto alla falsa equiparazione operata dalla legge tra le relazioni consensuali tra persone dello stesso sesso e l'incesto; ricorda che, nella Russia di Putin, leggi analoghe hanno aperto la strada a una repressione generalizzata delle minoranze e, in ultima analisi, a un clima di intimidazione e discriminazione nel paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per la situazione nella regione georgiana di Chiatura a seguito dell'estrazione di manganese per il mercato dell'UE e chiede l'attuazione della direttiva sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità, in quanto l'UE è responsabile del benessere dei residenti locali e della protezione dell'ambiente interessato dai danni causati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>ribadisce la sua opposizione alla regressione del diritto del lavoro e dei diritti dei lavoratori in Georgia, di cui le modifiche del 2024 alla legge sulla funzione pubblica costituiscono un esempio; invita le autorità georgiane a rispettare le norme del diritto del lavoro e ad astenersi dal limitare i diritti dei lavoratori; ricorda che l'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE comprende l'allineamento alle convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro, alla Carta sociale europea e alla legislazione dell'UE sulle condizioni di lavoro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>accoglie con favore l'attivazione del cosiddetto meccanismo di Mosca da parte dell'OSCE su iniziativa di 24 Stati partecipanti, che ha offerto l'opportunità di inviare una missione di esperti per valutare l'attuazione da parte della Georgia degli impegni nel quadro dell'OSCE, in particolare per quanto riguarda la situazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali dalla primavera del 2024; invita le autorità georgiane a impegnarsi in modo sostanziale in relazione alle sue conclusioni e ad attuare le sue raccomandazioni entro termini chiari, anche per quanto riguarda la liberazione delle persone detenute per motivi politici, l'abrogazione della legislazione incompatibile con gli obblighi internazionali e la responsabilità in relazione ai maltrattamenti; sottolinea che, qualora le autorità non adottino misure concrete e verificabili per attuare le sue raccomandazioni, gli Stati partecipanti e le pertinenti istituzioni internazionali dovrebbero prendere in considerazione misure di follow-up adeguate per garantire la responsabilità, comprese sanzioni mirate e il ricorso ai pertinenti meccanismi giuridici internazionali; invita gli Stati membri dell'UE che partecipano all'OSCE a sostenere attivamente un'estensione del mandato della missione, date le violazioni sistematiche e ben documentate che richiedono una valutazione indipendente globale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>accoglie con favore la risoluzione dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa dell'ottobre 2025, che esorta gli organi del Consiglio d'Europa a "utilizzare tutti i mezzi disponibili", tra cui l'articolo 52 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e i ricorsi interstatali alla Corte europea dei diritti dell'uomo a norma dell'articolo 33, per garantire che la Georgia rispetti i suoi obblighi in quanto Stato membro del Consiglio d'Europa; invita gli Stati membri dell'UE e del Consiglio d'Europa a prendere in considerazione l'attuazione di tale raccomandazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>condanna il ruolo svolto dagli organi di informazione vicini a Sogno georgiano, tra cui Imedi TV, PosTV e Rustavi 2 TV, nella diffusione sistematica di disinformazione, campagne diffamatorie e propaganda ostile contro l'UE, le sue istituzioni e i suoi rappresentanti, in particolare il capo della delegazione dell'UE in Georgia e i diplomatici degli Stati membri dell'UE; prende atto della recente decisione del Regno Unito di imporre sanzioni nei confronti di Imedi TV e PosTV; invita le istituzioni dell'UE a rivedere l'accreditamento di tali organi di informazione all'interno delle istituzioni dell'UE e incoraggia gli Stati membri dell'UE a seguire l'esempio del Regno Unito e ad adottare misure restrittive adeguate e proporzionate nei confronti delle persone e delle entità responsabili dell'organizzazione e del finanziamento di tali campagne di disinformazione, anche nell'ambito del regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani; chiede l'inclusione nell'elenco delle sanzioni dell'UE dei membri della dirigenza della Commissione nazionale georgiana per le comunicazioni e dell'emittente pubblica georgiana;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>esprime preoccupazione per le pressioni e i procedimenti giudiziari nei confronti dei media indipendenti; sottolinea che il pluralismo dei media e la sicurezza dei giornalisti sono presupposti essenziali per una società democratica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>prende atto con preoccupazione delle recenti riforme nel settore dell'istruzione della Georgia che sembrano centralizzare il controllo sulle istituzioni accademiche, indebolire la libertà accademica e l'autonomia universitaria e ostacolare l'integrazione della Georgia nel sistema di istruzione superiore europeo; mette in guardia contro le misure volte a modificare la struttura e la durata dei programmi accademici, nonché l'introduzione di un principio "una città, una facoltà" che limita la gamma di discipline offerte dalle singole università; esprime preoccupazione per la pressione normativa esercitata su istituzioni come l'Università statale di Ilia a seguito del loro sostegno pubblico alle proteste studentesche, mentre viene offerto sostegno alle istituzioni private legate a figure vicine all'élite al potere; sottolinea che gli esperti indipendenti in materia di istruzione avvertono che l'effetto cumulativo di tali misure rischia di ridurre il pluralismo accademico e di politicizzare ulteriormente il sistema dell'istruzione superiore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>esprime preoccupazione per le reti organizzate di call center fraudolenti che operano dalla Georgia, che prendono di mira in particolare i cittadini dell'UE; sottolinea che le indagini di giornalisti internazionali suggeriscono che funzionari di alto rango di Sogno georgiano offrono protezione a tali reti truffaldine in cambio di una compensazione finanziaria, il che li aiuta a reggere le sanzioni economiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>apprezza la decisione della Commissione di sospendere l'esenzione dal visto per i titolari di passaporti diplomatici, di servizio e ufficiali georgiani, che si applica a decorrere dal 6 marzo 2026 in tutti gli Stati membri dell'UE nell'ambito del meccanismo rivisto e più flessibile di sospensione dei visti entrato in vigore il 30 dicembre 2025, quale conseguenza diretta delle azioni commesse dal regime di Sogno georgiano in violazione dei valori fondamentali; incoraggia gli Stati membri a effettuare un controllo approfondito, a condurre un colloquio e a richiedere documenti giustificativi ai richiedenti il visto e a rifiutare i visti in caso di dubbi sull'affidabilità delle informazioni da essi fornite; deplora che non sia stato possibile imporre, a livello dell'Unione, un divieto di rilascio dei visti nei confronti dei funzionari georgiani responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, del regresso democratico e della repressione, a causa dell'opposizione da parte dei governi ungherese e slovacco; osserva che l'ottava relazione sul meccanismo di sospensione dei visti evidenzia la mancata conformità della Georgia ai principali parametri di riferimento e alle precedenti raccomandazioni; avverte che la continua inazione delle autorità georgiane potrebbe portare alla sospensione dell'esenzione dal visto per l'intera popolazione, conseguenza di cui Sogno georgiano sarebbe pienamente responsabile; invita la Commissione a istituire un meccanismo che consenta agli attivisti della società civile, ai giornalisti e agli studenti di continuare a beneficiare dell'esenzione dal visto per accedere all'UE e a rafforzare il sostegno diretto ai programmi di scambio interpersonale quali Erasmus+, Orizzonte Europa, il Corpo europeo di solidarietà e Europa creativa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>sottolinea che la mancanza di una ricerca accademica approfondita, di un insegnamento della storia e di una consapevolezza pubblica in merito all'occupazione sovietica e alle sue conseguenze a lungo termine consente la diffusione di campagne di manipolazione storica e disinformazione che la Federazione russa sfrutta per minare le aspirazioni euro-atlantiche della società georgiana; sottolinea pertanto l'importanza della ricerca accademica, della documentazione e della diffusione delle conoscenze sulla storia della Georgia sotto l'occupazione sovietica, comprese la repressione politica, le esecuzioni di massa e la storia della resistenza all'occupazione sovietica e russa, nonché del recupero di tali eventi nella memoria collettiva; esprime rammarico per il fatto che, negli ultimi anni, almeno con l'acquiescenza passiva delle autorità, si osservino sforzi per relativizzare i crimini comunisti e invertire il processo di de-stalinizzazione; sottolinea, a tale proposito, l'importante ruolo di storici, ricercatori e organizzazioni della società civile indipendenti, come SovLab, nello studio dell'occupazione sovietica e delle sue conseguenze politiche, giuridiche e morali, nonché nell'individuare i luoghi di sepoltura delle vittime del terrore comunista e nel garantirne l'identificazione e la commemorazione dignitosa; incoraggia le istituzioni competenti degli Stati membri impegnate a documentare le conseguenze dell'occupazione sovietica, dei crimini comunisti e di altri regimi totalitari ad approfondire la cooperazione con i loro omologhi georgiani, a sostenere progetti di ricerca comuni e a partecipare a programmi e iniziative educativi volti a scoprire, documentare e diffondere conoscenze su questo capitolo della storia della Georgia; esprime preoccupazione per l'ostruzionismo sistematico all'accesso agli archivi in relazione alla repressione e ai crimini commessi durante il periodo di occupazione sovietica; invita le autorità georgiane a garantire a studiosi, ricercatori e organizzazioni della società civile un accesso pieno, trasparente e non discriminatorio agli archivi relativi al periodo sovietico;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Allineamento alle tematiche di politica estera e di sicurezza</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>deplora che il livello di allineamento della Georgia alle dichiarazioni della vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e alle decisioni del Consiglio in materia di sanzioni sia ulteriormente diminuito, passando dal 53 % nel 2024 al 40 %, dimostrando la sua mancanza di impegno a favore dell'integrazione europea; esprime particolare delusione per il fatto che la Georgia non si sia sistematicamente allineata alle iniziative internazionali e dell'UE a sostegno dell'Ucraina, comprese le risoluzioni adottate dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite e dal Consiglio d'Europa, ma abbia invece rafforzato le sue relazioni con la Russia e sostenuto le narrazioni russe che mirano a trasferire la responsabilità della guerra di aggressione e dei crimini commessi dalla Russia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>è estremamente grato per la forte solidarietà che il popolo georgiano ha dimostrato nei confronti dell'Ucraina durante la guerra di aggressione della Russia, il che riflette la diffusa opposizione pubblica alle politiche imperialiste russe, l'esperienza dell'aggressione militare russa che il paese stesso ha vissuto e la forte volontà del popolo di preservare la propria indipendenza e rimanere al di fuori della sfera di influenza di Mosca; sottolinea che molti volontari georgiani hanno combattuto a fianco delle forze armate ucraine, in particolare nella Legione georgiana, e che la società civile georgiana ha partecipato a campagne di aiuti umanitari a sostegno dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>rimarca che la Georgia non si è ancora allineata alla stragrande maggioranza delle sanzioni imposte nei confronti della Russia, della Bielorussia e dell'Iran; invita le autorità georgiane ad adottare misure verificabili e a rafforzare la cooperazione e i controlli doganali per impedire che il territorio della Georgia e/o i soggetti giuridici registrati in Georgia siano utilizzati per eludere le misure restrittive dell'UE; ritiene che l'attuale livello di allineamento e gli sforzi di applicazione siano manifestamente insufficienti e incompatibili con le responsabilità di un paese candidato all'adesione all'UE; sottolinea l'urgente necessità di un'azione più risoluta, che comprenda il pieno allineamento alle misure restrittive dell'UE, meccanismi efficaci di monitoraggio e applicazione e una cooperazione trasparente con le istituzioni dell'UE per prevenire l'elusione delle sanzioni, anche per quanto riguarda i beni a duplice uso, le esportazioni di petrolio e i flussi finanziari connessi a entità russe e iraniane; avverte che il continuo insuccesso nell'allineamento al regime di politica estera e sanzioni dell'Unione avrà conseguenze dirette sul processo di adesione della Georgia all'UE; invita l'UE e i suoi Stati membri a continuare a monitorare attentamente il rispetto del regime di sanzioni dell'UE da parte della Georgia, compresi i rischi di elusione delle sanzioni attraverso il territorio georgiano o le entità registrate in Georgia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri ad adottare misure urgenti e incisive per porre fine all'elusione sistematica delle sanzioni dell'UE da parte della Russia, agevolata dalle autorità georgiane, anche istituendo un meccanismo di monitoraggio specifico dell'UE per tracciare i flussi commerciali di beni a duplice uso e componenti aeronautici ad alta priorità che transitano attraverso la Georgia; invita inoltre le autorità georgiane a cooperare pienamente a tali sforzi e a pubblicare relazioni periodiche e trasparenti su tali flussi commerciali, al fine di rafforzare l'attività di contrasto in materia doganale e di prevenire un'ulteriore evasione delle sanzioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>esprime preoccupazione per il potenziale utilizzo dei porti, delle infrastrutture di raffinazione e degli impianti di trattamento del petrolio della Georgia per facilitare la riesportazione o la miscelazione di prodotti petroliferi russi al fine di eludere i regimi di sanzioni internazionali; esprime profonda preoccupazione per le segnalazioni secondo cui il petrolio greggio russo viene spedito in Georgia alla raffineria appena costruita e parzialmente finanziata dallo Stato di Kulevi, sulla costa del Mar Nero; invita le autorità georgiane a fermare immediatamente e prevenire tali attività e a garantire che le infrastrutture georgiane non siano utilizzate per facilitare l'elusione delle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia; osserva che il terminale petrolifero di Kulevi non è stato incluso nel ventesimo pacchetto di sanzioni dell'UE nei confronti della Russia sulla base degli impegni assunti dalle autorità georgiane e dall'operatore del terminale di rispettare rigorosamente le sanzioni dell'UE; chiede che sia incluso nelle future sanzioni qualora le autorità georgiane e gli operatori del terminale non rispettino rigorosamente le sanzioni dell'UE; chiede una cooperazione rafforzata tra l'UE e i partner internazionali per garantire la piena applicazione delle misure restrittive;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>invita la Commissione, in cooperazione con l'Autorità antiriciclaggio, a valutare il quadro giuridico e normativo della Georgia, comprese le disposizioni del codice fiscale georgiano che possono facilitare il ricorso a società offshore e occultare la titolarità effettiva, consentendo in tal modo l'elusione delle sanzioni e il riciclaggio di denaro; chiede un monitoraggio e un controllo rafforzati delle società registrate in Georgia possedute o controllate da cittadini o entità russi, in particolare quelle costituite dal febbraio 2022; invita le autorità georgiane a istituire un ufficio per il recupero dei beni, un ufficio per la gestione dei beni e un registro dei titolari effettivi finali al fine di rafforzare le garanzie antiriciclaggio e ridurre il rischio di elusione delle sanzioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>osserva che, avendo abbandonato il percorso verso l'integrazione euro-atlantica, Sogno georgiano sta compiendo una svolta strategica verso la cooperazione con la Cina, la Russia e l'Iran, come confermato in numerose segnalazioni; sottolinea che tale riorientamento dimostra il mancato rispetto dell'impegno costituzionale della Georgia a favore dell'integrazione euro-atlantica e della volontà chiara e costantemente espressa dalla società georgiana; esprime indignazione per il fatto che, invece di dare seguito alle conclusioni credibili che indicano una crescente influenza dei poteri autoritari, sono state avviate indagini contro gli autori di tali segnalazioni, tra cui Giorgi Kandelaki, ricercatore dell'Hudson Institute, e Tinatin Khidasheli;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>esprime preoccupazione per il coinvolgimento di imprese statali cinesi in progetti strategici come il porto marittimo profondo di Anaklia, originariamente sviluppato con partner occidentali e destinato a rafforzare la connettività est-ovest indipendente dall'influenza russa e cinese; ricorda alle autorità georgiane che il successo del corridoio centrale è legato all'adesione della Georgia allo Stato di diritto e che gli investimenti del Global Gateway richiedono che la Georgia sia un partner stabile e trasparente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>prende atto delle iniziative per progetti strategici di connettività nella regione del Mar Nero, tra cui il cavo sottomarino per la connettività digitale del Mar Nero e il cavo sottomarino per l'energia elettrica del Mar Nero, che rafforzano i collegamenti energetici e digitali tra l'UE e il Caucaso meridionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>osserva che la Chiesa ortodossa georgiana rimane un'istituzione influente nella società georgiana e svolge un ruolo importante nel plasmare il discorso pubblico; esprime preoccupazione per l'uso delle reti religiose da parte della Russia come canali per le operazioni di disinformazione e influenza in tutta la Georgia, con l'obiettivo di compromettere l'orientamento filoeuropeo e la resilienza democratica; ricorda che alcuni chierici in Georgia hanno resistito a tale strumentalizzazione e si sono espressi sia contro l'influenza russa sia contro il regime di Sogno georgiano; sottolinea che la diocesi e le comunità ortodosse georgiane sono presenti anche nell'UE, il che evidenzia la necessità di vigilanza e resilienza contro le iniziative di disinformazione transnazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>prende atto con particolare preoccupazione della crescente influenza dell'Iran nel paese, in particolare attraverso le istituzioni religiose e gli istituti di istruzione e la mobilitazione dei giovani, così come attraverso strutture economiche che consentono di fatto all'Iran di eludere le sanzioni; esprime inoltre preoccupazione per la crescente influenza degli attori economici legati al regime iraniano che operano in Georgia; sottolinea che tali attori possono essere utilizzati per eludere le sanzioni finanziarie, riciclare denaro ed esportare illegalmente beni iraniani, a beneficio di attori collegati sia al regime iraniano che a quello del Sogno georgiano attraverso la corruzione e appalti pubblici alterati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>ritiene che la Georgia dovrebbe svolgere un ruolo costruttivo nell'agevolare l'accesso dell'Armenia alle rotte commerciali marittime internazionali, contribuendo in tal modo alla connettività regionale, alla resilienza economica e alla stabilità nel Caucaso meridionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>ribadisce il suo risoluto sostegno alla sovranità e all'integrità territoriale della Georgia; condanna fermamente l'occupazione in corso, da parte della Russia, delle regioni georgiane dell'Abkhazia e di Tskhinvali/Ossezia meridionale e del continuo processo di "frontierizzazione", che costituisce una violazione della sovranità e dell'integrità territoriale della Georgia; esorta il governo georgiano a mantenere una posizione chiara e coerente sull'aggressione russa; condanna fermamente gli sforzi della Russia volti a integrare politicamente, militarmente ed economicamente i territori occupati nella Federazione russa; prende atto con profonda preoccupazione delle continue detenzioni illegali e degli attacchi a danno delle persone di etnia georgiana in Abkhazia e nella regione di Tskhinvali, tra cui donne e giovani, sulla base di accuse false, come lo spionaggio o il possesso di un passaporto georgiano; condanna tali pratiche in quanto gravi violazioni dei diritti umani che contribuiscono all'intimidazione, alla discriminazione e allo sfollamento forzato della popolazione georgiana; condanna fermamente lo sviluppo in corso della base navale russa a Ochamchire, che non costituisce solo una violazione dell'integrità territoriale, ma anche una minaccia diretta alla sicurezza dell'intero bacino del Mar Nero e alle ambizioni commerciali marittime della Georgia; ribadisce il suo invito al ritiro immediato e incondizionato delle forze russe dalle regioni georgiane dell'Abkhazia e da Tskhinvali/Ossezia meridionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>chiede l'adozione di misure restrittive mirate nei confronti dei responsabili di violazioni dei diritti umani nei territori occupati sulla base di precedenti quali la "lista di Otkhozoria-Tatunashvili" del 2018;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>ribadisce l'importanza del lavoro della missione di vigilanza dell'UE (EUMM) in Georgia sulla risoluzione dei conflitti, sul monitoraggio dei diritti umani e sul sostegno alle comunità colpite; condanna fermamente il continuo ostruzionismo da parte della Federazione russa nei confronti dell'accesso dell'EUMM alle regioni occupate della Georgia, nonché i precedenti atti di intimidazione nei confronti degli osservatori dell'EUMM, tra cui detenzioni illegali e altri incidenti che comportano minacce e ingerenze nel lavoro dell'EUMM; ritiene che l'attuazione visibile e pubblica del mandato dell'EUMM dovrebbe essere ulteriormente rafforzata attraverso un maggiore sostegno e personale aggiuntivo e debba essere comunicata in modo più evidente, in quanto contribuisce in modo significativo all'impegno dell'UE nella regione ed espone le tattiche aggressive della Russia, che dalla guerra del 2008 contro la Georgia hanno continuato a portare morte, sofferenza e instabilità nella regione;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, alla Presidente della Georgia Salome Zourabichvili e alle autorità de facto georgiane.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>