<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0229</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Repressione politica e situazione umanitaria a Cuba</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0285, 0286 e 0291/2026)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 18 giugno 2026 sulla repressione politica e la situazione umanitaria a Cuba (2026/2735(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione a Cuba, in particolare quelle del 19 settembre 2024 sul caso di José Daniel Ferrer García a Cuba<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/7213, 10.12.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/7213/oj .</FIELD></FOOTNOTE>, del 29 febbraio 2024 sulla situazione critica a Cuba<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/6748, 26.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6748/oj.</FIELD></FOOTNOTE> e del 12 luglio 2023 sulla situazione dell'accordo di dialogo politico e di cooperazione UE-Cuba alla luce della recente visita dell'alto rappresentante nell'isola<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/4001, 17.7.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4001/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo di dialogo politico e di cooperazione (ADPC) tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Cuba, dall'altra<FOOTNOTE><FIELD> GU L 337I, 13.12.2016, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2016/2232/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, firmato nel dicembre 2016 e applicato in via provvisoria dal 1º novembre 2017 e in particolare la clausola sugli elementi essenziali di cui all'articolo 1, paragrafo 5, e la clausola di sospensione di cui all'articolo 85, paragrafo 3, lettera b),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'approvazione concessa dal Parlamento europeo all'ADPC il 5 luglio 2017, subordinata a un miglioramento tangibile dei diritti umani e delle libertà fondamentali a Cuba,</P></VISA><VISA><P><NO.P>—</NO.P>visto il regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani (legge Magnitsky dell'UE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, la Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, dei quali Cuba è firmataria,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le relazioni dell'organizzazione non governativa Prisoners Defenders, in particolare l'edizione di maggio 2026 della sua relazione mensile, pubblicata il 11 giugno 2026, che esamina la tortura, la violazione strutturale del diritto a un giusto processo, la "pericolosità sociale pre-criminale", la sorveglianza digitale e la malnutrizione forzata nelle carceri cubane,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste l'audizione congiunta della sua commissione per gli affari esteri e della sua sottocommissione per i diritti dell'uomo sulla situazione a Cuba, tenutasi il 5 maggio 2026, e le testimonianze presentate dal relatore per Cuba della Commissione interamericana dei diritti dell'uomo (IACHR), Stuardo Ralón Orellana, e dal leader dell'opposizione cubana ed ex prigioniero politico José Daniel Ferrer,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i discorsi pronunciati dalla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) Kaja Kallas in occasione della plenaria del Parlamento, in particolare quelli del 6 maggio 2025 e del 19 maggio 2026, e i dialoghi UE-Cuba in materia di diritti umani,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista le dichiarazioni dell'IACHR su Cuba del 25 marzo 2026,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il Freedom Accord (accordo di liberazione) firmato a Miami il 2 marzo 2026 dalle coalizioni dell'opposizione cubana Pasos de Cambio e Asamblea de la Resistencia Cubana (ARC),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della Commissione interamericana dei diritti dell'uomo, del 12 giugno 2023, sul caso dei difensori dei diritti umani Oswaldo Payá e Harold Cepero a Cuba,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'atto di imputazione reso noto il 20 maggio 2026 presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto meridionale della Florida, che accusa Raúl Castro e altri cinque funzionari in relazione all'abbattimento di due aeromobili civili appartenenti all'organizzazione Brothers to the Rescue nel 1996,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 136, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che oltre cinquant'anni di scelte politiche ed economiche da parte del regime comunista cubano hanno fatto precipitare il paese in una crisi profonda, caratterizzata da blackout di fino a 22 ore al giorno, da una grave penuria di cibo, acqua, carburante e medicinali e da una diffusa povertà, sotto un regime monopartitico costituzionalmente radicato che dura da oltre 67 anni e in cui è l'unica forza politica consentita; che questo crollo di un modello politico ed economico basato sull'immobilità, sulla repressione e sulla resistenza al cambiamento, aggravato dall'assenza di elezioni libere, eque e competitive e dal divieto del pluralismo politico, avvicina sempre più Cuba alle caratteristiche di uno Stato fallito e costituisce un'anomalia antidemocratica nella sua regione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che, secondo l'ONG Prisoners Defenders, alla fine del maggio 2026 Cuba deteneva un numero record di 1 281 prigionieri politici, tra cui minori, alcuni dei quali detenuti in carceri di massima sicurezza insieme ad adulti, e molti detenuti in gravi condizioni di salute, tra cui atleti, artisti, giornalisti indipendenti e attivisti pacifici; che l'organizzazione documenta torture, violenze sessuali e minacce di morte sistematiche nei confronti dei detenuti e rileva, in uno studio statisticamente rappresentativo, che ogni prigioniero politico esaminato, compresi i minori, aveva subito torture e si era visto negare l'assistenza medica, in un contesto di ricorrenti modelli di detenzione arbitraria e in isolamento, sparizioni temporanee forzate e vessazioni nei confronti delle famiglie; che il caso di José Daniel Ferrer, fondatore dell'Unione patriottica di Cuba e prigioniero di coscienza di cui il Parlamento ha ripetutamente chiesto il rilascio, è emblematico dei metodi del regime e ha portato al suo esilio forzato nell'ottobre 2025;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che, nella loro vita quotidiana, i comuni cittadini cubani devono fare i conti con ospedali impossibilitati a funzionare normalmente e privi di medicinali di base e nei quali i pazienti devono portare le proprie provviste, oltre a dover affrontare una carenza cronica di cibo e acqua e beni essenziali, venduti solo in negozi in valuta straniera, al di fuori della portata di coloro che percepiscono i salari statali normali; che, secondo l'Osservatorio cubano dei diritti umani, l'89 % delle famiglie vive in condizioni di estrema povertà e 7 cubani su 10 sono costretti a saltare i pasti, mentre le Nazioni Unite segnalano un arretrato di oltre 96 000 interventi chirurgici in sospeso, di cui 11 000 per bambini, e circa 1 milioni di persone dipendono dagli approvvigionamenti idrici tramite autobotte che sono limitati a causa della penuria di diesel;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che nell'aprile 2026 l'UE ha sbloccato altri 2 milioni di EUR in aiuti umanitari, in aggiunta ai 4 milioni di EUR già stanziati quest'anno per la regione dei Caraibi, per sostenere i partner umanitari che forniscono aiuti urgenti ai più vulnerabili; che il piano d'azione aggiornato delle Nazioni Unite per Cuba, che mira ad assistere circa due milioni di persone, continua a essere fortemente sottofinanziato, dal momento che le Nazioni Unite hanno mobilitato 26,2 milioni di dollari a fronte di un rimanente deficit di 68 milioni di dollari;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che l'inflazione cumulativa degli ultimi quattro anni supera il 500 % e che gli stipendi statali oscillano tra i 15 e i 25 dollari al mese al tasso del mercato nero, che è l'unico tasso realistico sull'isola; che il regime ha reso il paese dipendente dalle importazioni di carburante e che, poiché i suoi fornitori tradizionali Russia e Venezuela hanno ridotto le forniture, l'emergenza energetica si è aggravata, culminando nel collasso completo del sistema elettrico nazionale per diversi giorni nell'ottobre 2024, lasciando 11 milioni di persone senza energia elettrica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che Cuba importa oggi oltre il 70 % degli alimenti che consuma, in un fertile paese tropicale che un tempo era uno dei maggiori produttori mondiali di zucchero, un crollo che è il risultato diretto di decenni di agricoltura collettivizzata, controllata dallo Stato e militarizzata e di un modello economico improduttivo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che l'emergenza umanitaria non è il risultato di un embargo esterno, bensì la diretta conseguenza del modello e dei fallimenti del regime, vale a dire la militarizzazione e la monopolizzazione dell'economia da parte dello Stato, la soppressione dell'impresa privata e la distrazione delle risorse verso l'apparato di sicurezza anziché verso l'alimentazione, i medicinali e l'elettricità di cui la popolazione ha bisogno; che tale modello è incarnato nel conglomerato militare corrotto GAESA, che controlla quasi la metà dell'economia dell'isola, non risponde a nessuno e si appropria delle entrate in valuta forte del regime, comprese quelle derivanti dalle missioni mediche che le Nazioni Unite hanno equiparato al lavoro forzato, mentre gli ospedali sono lasciati privi di forniture di base; che tale crisi non può essere distinta dai decenni di repressione da parte dello Stato e che un'ulteriore instabilità rischia di avere gravi conseguenze umanitarie, migratorie e per la sicurezza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che le relazioni UE-Cuba sono disciplinate dall'ADPC, il cui obiettivo dichiarato era che il regime si aprisse progressivamente e migliorasse la situazione dei suoi cittadini; che, quasi nove anni dopo che il Parlamento ha dato la sua approvazione all'ADPC, il regime non ha fatto alcuna apertura significativa, ma ha invece intensificato la repressione, perseguitato il dissenso e aumentato il numero di prigionieri politici, mentre la situazione economica è peggiorata a livelli inaccettabili; che l'accordo è fallito nel suo scopo principale e che la VP/AR ha riconosciuto che l'accordo non ha raggiunto i suoi obiettivi ed è ora oggetto di revisione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che il rifiuto del regime è diffuso sia all'interno che all'esterno dell'isola, come dimostrano le ricorrenti manifestazioni e proteste "delle pentole"(<STRING ITALIC="on">cacerolazo</STRING>) e il più grande esodo della storia cubana, con centinaia di migliaia di persone in fuga alla ricerca di un futuro migliore, mentre a molte persone fuggite o costrette a fuggire non è consentito tornare e rimangono in esilio; che l'unica risposta del regime alle richieste di cambiamento consiste nel trincerarsi e intensificare la repressione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che una repressione brutale e incessante è l'unico meccanismo che mantiene vivo il regime; che nel luglio 2021 migliaia di persone sono scese in strada in oltre cinquanta località cantando "Libertà!" – la più grande ondata di proteste dal 1994 – e che sono state represse dalla polizia in borghese, da gruppi di paramilitari e dalle commissioni per la difesa della rivoluzione; che centinaia di persone sono state detenute arbitrariamente e più di 700 sono state processate con procedimenti sommari – biasimati dal Parlamento come "farsa giudiziaria" – e condannate fino a 25 anni di detenzione per aver protestato pacificamente, il che può costituire un crimine contro l'umanità; che il messaggio è stato deliberatamente esemplare: chiunque protesti mette a rischio il proprio posto di lavoro, la propria libertà, la propria famiglia e la propria vita;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che il regime nega sistematicamente l'ingresso nel suo territorio alle delegazioni del Parlamento europeo, ai relatori speciali delle Nazioni Unite e agli osservatori indipendenti e continua a escludere l'opposizione democratica e la società civile indipendente da qualsiasi dialogo politico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che negli ultimi mesi si sono svolti colloqui tra il regime e l'amministrazione degli Stati Uniti, il cui contenuto non è ancora stato reso pubblico, e che il regime ha riconosciuto di aver preso parte a negoziati con Washington; che gli Stati Uniti hanno adottato sanzioni mirate nei confronti di alti funzionari del regime e delle istituzioni del suo apparato militare e di sicurezza, facendo riferimento alla repressione interna messa in atto dal regime e alle attività ostili all'estero; che qualsiasi processo di normalizzazione non deve andare a scapito dei diritti umani né dispensare il regime dall'obbligo di rendere conto delle proprie azioni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che il regime intrattiene una stretta cooperazione militare con la Federazione russa, compreso il presunto reclutamento di migliaia di cittadini cubani inviati a combattere nella guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, il che è incompatibile con lo spirito dell'ADPC e contrario agli interessi di sicurezza dell'UE; che alla fine di marzo 2026 una petroliera di proprietà russa che trasportava circa 730 000 barili di petrolio greggio è stata autorizzata ad attraccare sulla costa settentrionale di Cuba;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che il 2 marzo 2026 oltre 50 organizzazioni dell'opposizione e della società civile cubane, provenienti dall'isola e in esilio, hanno presentato una tabella di marcia verso la transizione democratica nota come "accordo di liberazione" o "accordo per la libertà", che prevede tre fasi, ossia la liberazione, la stabilizzazione e ricostruzione e la democratizzazione, che dovrebbero culminare in elezioni libere, eque e multipartitiche sotto la supervisione della comunità internazionale; che qualsiasi transizione deve essere guidata da Cuba e includere tutti i cubani, sia sull'isola che nella diaspora;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna con la massima fermezza la repressione sistematica messa in atto dal regime cubano – in particolare le torture, le violenze sessuali, le minacce di morte, la denutrizione forzata, la sorveglianza di massa, il lavoro forzato e le persecuzioni giudiziarie nei confronti di prigionieri politici, manifestanti, dissidenti, studenti, leader religiosi e difensori dei diritti umani – nonché l'incarcerazione di minori; esprime piena solidarietà al popolo cubano e a tutte le persone perseguitate per aver difeso i loro diritti fondamentali, compresi i leader dell'opposizione democratica storica e di quella emergente e i movimenti civici indipendenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri politici e di tutte le persone detenute arbitrariamente per aver esercitato i loro diritti fondamentali, compresi i minori, la fine delle torture e dei maltrattamenti, un accesso immediato a processi liberi ed equi nonché all'assistenza medica per le persone gravemente malate, come pure un risarcimento integrale per le vittime di tortura; chiede che il regime conceda al Comitato internazionale della Croce Rossa, ai relatori e alle procedure speciali delle Nazioni Unite, a una delegazione del Parlamento europeo e a osservatori indipendenti un accesso senza restrizioni a tutti i luoghi di detenzione e deplora i suoi reiterati rifiuti in tal senso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>ritiene che l'unica via d'uscita dalle difficoltà, dalla povertà e dall'isolamento con cui convive il popolo cubano consista in profondi cambiamenti economici e politici che portino rapidamente a una transizione verso una democrazia piena e multipartitica, nella quale i dissidenti non siano perseguitati, incarcerati, torturati o assassinati e in cui siano rispettati i diritti e le libertà fondamentali grazie a un dialogo nazionale inclusivo e senza restrizioni nell'ottica di tale transizione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>esorta il regime cubano a presentare riforme economiche sostenibili e significative che garantiscano la certezza del diritto e sostengano gli attori economici indipendenti, le iniziative private, gli investimenti e le libertà, intese come forme essenziali per evitare il collasso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>chiede che le autorità cubane tutelino i diritti umani e garantiscano il diritto di riunione pacifica e la libertà di espressione, senza alcuna discriminazione fondata sulle opinioni politiche; condanna fermamente tutte le violazioni dei diritti civili e politici e delle libertà, tra cui la detenzione arbitraria, i maltrattamenti, la tortura, le restrizioni alla libertà di espressione, di associazione e di riunione pacifica, le vessazioni nei confronti di giornalisti indipendenti, difensori dei diritti umani e attori della società civile, nonché il ricorso sproporzionato a sanzioni penali nei confronti di manifestanti pacifici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>ribadisce le sue precedenti posizioni in merito all'attivazione della clausola di sospensione dell'ADPC e invita la VP/AR e gli Stati membri a chiarire che, a meno che nel breve termine non si adottino misure esplicite, concrete e significative per introdurre tali cambiamenti – tra cui una proposta chiara di tabella di marcia per la transizione democratica a Cuba, il rilascio immediato e incondizionato dei quasi 1 300 prigionieri politici e l'autorizzazione al rientro senza subire rappresaglie per i cubani costretti a intraprendere il doloroso percorso dell'esilio – l'UE dovrebbe procedere senza ulteriori indugi alla sospensione dell'ADPC, che è stato sistematicamente violato dal regime cubano;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>chiede l'adozione di misure mirate nell'ambito del regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani nei confronti dei responsabili della repressione, a cominciare dai più alti funzionari del regime, compresi Miguel Díaz-Canel e i vertici della catena di comando dell'apparato giudiziario, penitenziario e di sicurezza, nonché dei dirigenti di GAESA;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>invita il regime ad abolire, in tutte le loro forme, i meccanismi pre-criminali utilizzati per mettere a tacere e detenere arbitrariamente i cittadini, nonché a liberare tutte le persone che sono state condannate in virtù di tali meccanismi senza che sia stato commesso alcun reato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>chiede che sia condotta un'indagine internazionale indipendente sulle condizioni carcerarie, sul regime di denutrizione forzata e sui decessi durante la detenzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>condanna il sostegno materiale offerto dal regime alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, compreso il reclutamento di cittadini cubani che combattono contro l'Ucraina, come anche l'approfondimento della sua cooperazione militare con Mosca, e insiste affinché tali questioni siano trattate come un elemento centrale della revisione delle relazioni dell'UE con Cuba; condanna altresì l'allineamento del regime al regime di Lukashenko in Bielorussia, in particolare gli stretti legami in ambito militare e di sicurezza che compromettono la sicurezza europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>insiste affinché la società civile indipendente e l'opposizione democratica partecipino, senza subire rappresaglie, a tutti i dialoghi nell'ambito dell'ADPC – dal momento che la loro inclusione è richiesta dall'accordo stesso – e affinché l'UE non sia in alcun modo complice delle violazioni dei diritti umani perpetrate sull'isola, comprese quelle commesse dalle brigate mediche che ricorrono al lavoro forzato, e chiede al regime di porre fine a tutte le forme di violenza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>esprime la sua massima e urgente preoccupazione per il drammatico deterioramento delle condizioni di vita a Cuba e per il crescente impatto umanitario della mancanza di accesso al carburante, ai medicinali, ai prodotti alimentari nonché ad altri beni e servizi pubblici essenziali, che colpisce in particolare i gruppi vulnerabili; invita la Commissione e gli Stati membri a creare canali umanitari che forniscano energia, prodotti alimentari e medicinali direttamente al popolo cubano e alle imprese indipendenti, eludendo lo Stato, e invita tutti i donatori a intensificare gli aiuti umanitari, che devono continuare a essere protetti e liberi da qualsiasi intermediazione statale e non devono mai finanziare il regime;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>è pronto, insieme alla comunità internazionale, a fornire a Cuba un'assistenza sostanziale mediante canali indipendenti dal governo mentre il paese intraprende una transizione democratica credibile, affinché l'isola possa prosperare e garantire il benessere dei suoi cittadini; invita la VP/AR e gli Stati membri a sollevare sistematicamente tali questioni in tutte le sedi pertinenti e a sostenere l'assunzione di responsabilità nonché una transizione pacifica, guidata dai cittadini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla presidenza di turno del Consiglio, alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, all'Organizzazione degli Stati americani, alle Nazioni Unite, all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana, nonché alla Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici e al regime cubano.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>