<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0250</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Attuazione e realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile in vista del forum politico di alto livello del 2026</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0187/2026 - Relatori: Lukas Mandl, Pierfrancesco Maran)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 7 luglio 2026 sull'attuazione e la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile in vista del forum politico di alto livello del 2026 (2025/2248(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 3, paragrafo 5, del trattato sull'Unione europea (TUE) e l'articolo 208, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione comune del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio, del Parlamento europeo e della Commissione europea, del 7 giugno 2017, relativa a un nuovo consenso europeo in materia di sviluppo – "Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro"<FOOTNOTE><FIELD> GU C 210 del 30.6.2017, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (UE) 2022/591 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 aprile 2022, relativa a un programma generale di azione dell'Unione per l'ambiente fino al 2030<FOOTNOTE><FIELD> GU L 114 del 12.4.2022, pag. 22, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2022/591/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la prima revisione volontaria dell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) da parte dell'UE, presentata alle Nazioni Unite il 19 luglio 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di Eurostat dal titolo "Sustainable development in the European Union – monitoring report on progress towards the SDGs in an EU context – 2025 edition" (Sviluppo sostenibile nell'Unione europea – Relazione di monitoraggio dei progressi verso il conseguimento degli OSS nel contesto dell'UE – edizione 2025), pubblicata il 4 giugno 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 70/1 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite dal titolo "Transforming our World – The 2030 Agenda for Sustainable Development" (Trasformare il nostro mondo – L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile) (Agenda 2030), che è stata adottata in occasione del vertice delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile tenutosi a New York il 25 settembre 2015, e che stabilisce gli OSS,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica (UNCBD) e il quadro globale di Kunming-Montreal per la biodiversità, concordati nel dicembre 2022 in occasione della 15ª riunione della Conferenza delle parti dell'UNCBD,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il quadro di riferimento di Sendai per la riduzione del rischio di catastrofi 2015-2030, adottato il 18 marzo 2015 dagli Stati membri delle Nazioni Unite in occasione della 3ª conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla riduzione del rischio di catastrofi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la comunicazione della Commissione del 12 maggio 2021 dal titolo "Un percorso verso un pianeta più sano per tutti – Piano d'azione dell'UE: Verso l'inquinamento zero per l'aria, l'acqua e il suolo"(COM(2021)0400) e i relativi allegati,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e l'accordo di Parigi, adottato in tale città il 12 dicembre 2015 in occasione della 21ª Conferenza delle parti dell'UNFCCC (COP21),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione 2025 delle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo sostenibile,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il vertice sugli OSS 2023, tenutosi nel settembre 2023 durante la settimana ad alto livello dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il vertice sul futuro tenutosi il 22 e 23 settembre 2024 a New York e i suoi risultati, il patto per il futuro, che prevede 56 azioni volte ad accelerare e finanziare lo sviluppo sostenibile, e i due allegati al patto per il futuro, segnatamente il patto digitale globale e la dichiarazione sulle generazioni future,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la 4ª conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo, che ha avuto luogo dal 30 giugno al 3 luglio 2025 a Siviglia, in Spagna,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione della COP29 sull'acqua per l'azione per il clima, adottata il 20 novembre 2024 a Baku, in Azerbaigian, in occasione della 29<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> conferenza delle parti dell'UNFCCC e approvata dall'UE,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'iniziativa "One Health" dell'Organizzazione mondiale della sanità,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione dell'Istituto universitario delle Nazioni Unite per l'acqua, l'ambiente e la salute, del gennaio 2026, dal titolo "Global Water Bankruptcy: Living Beyond our Hydrological Means in the Post-Crisis Era" (Bancarotta idrica globale: Vivere al di là dei nostri mezzi idrologici nell'era post-crisi),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 4 giugno 2025 dal titolo "Strategia europea sulla resilienza idrica" (COM(2025)0280),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue risoluzioni del 5 ottobre 2022 sull'accesso all'acqua in quanto diritto umano – dimensione esterna<FOOTNOTE><FIELD> GU C 132 del 14.4.2023, pag. 54.</FIELD></FOOTNOTE> e del 7 maggio 2025 sulla strategia europea sulla resilienza idrica<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2026/576, 24.2.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/576/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue risoluzioni del 15 giugno 2023 sull'attuazione e la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2024/493, 23.1.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/493/oj.</FIELD></FOOTNOTE> e del 9 luglio 2025 sull'attuazione e la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile in vista del forum politico di alto livello del 2025<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2026/1441, 31.3.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/1441/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite 64/292, del 28 luglio 2010, sul diritto umano all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, e 68/157, del 18 dicembre 2013, sul diritto umano all'acqua potabile sicura e ai servizi igienico-sanitari, nonché la risoluzione 45/8 del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, del 6 ottobre 2020, dal titolo "I diritti umani all'acqua potabile sicura e ai servizi igienico-sanitari",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le deliberazioni congiunte della commissione per lo sviluppo e della commissione per l'ambiente, il clima e la sicurezza alimentare a norma dell'articolo 59 del regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per lo sviluppo e della commissione per l'ambiente, il clima e la sicurezza alimentare (A10-0187/2026),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che l'Agenda 2030 e i 17 OSS che contiene rappresentano l'unico quadro globalmente condiviso e concordato politicamente per politiche basate su dati concreti volte ad affrontare le sfide comuni, riorientare la bussola globale verso la sostenibilità sociale, economica e ambientale, e garantire la pace e la prosperità per tutte le persone;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che nello scorso decennio gli OSS hanno migliorato la vita di milioni di persone e hanno consentito a oltre 100 milioni di bambini e di giovani di avere accesso all'istruzione e a centinaia di milioni di persone di accedere all'acqua potabile sicura, ai servizi igienico-sanitari e all'elettricità, e che il 92 % della popolazione mondiale ha potuto beneficiare dell'energia elettrica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che, sebbene siano stati compiuti progressi sostanziali in alcuni settori, solo il 35 % dei traguardi degli OSS è sulla buona strada o registra progressi moderati, quasi la metà procede troppo lentamente o mostra solo progressi marginali, mentre il 18 % è regredito;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che l'attuale clima geopolitico e le molteplici crisi, tra cui i conflitti armati, la pressione economica e l'instabilità internazionale, la crisi energetica, la crescente scarsità d'acqua e la maggiore incidenza della siccità, la triplice crisi planetaria rappresentata dai cambiamenti climatici, dalla perdita di biodiversità e dall'inquinamento, le crescenti disuguaglianze, il regresso democratico, i movimenti anti-gender e anti-diritti in ascesa e la riduzione dello spazio per la società civile incidono pesantemente sui progressi verso il conseguimento degli OSS;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che, guardando oltre il deficit di finanziamento degli OSS, le crescenti disuguaglianze all'interno dei paesi e tra di essi rappresentano il principale ostacolo strutturale al conseguimento di tali obiettivi; che gli attuali livelli di consumo su scala globale equivalgono alle risorse di 1,8 pianeti all'anno, mentre quelli dell'UE equivalgono alle risorse di 3 pianeti all'anno;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che l'UE e i suoi Stati membri dovrebbero continuare a svolgere un ruolo chiave nella promozione dello sviluppo sostenibile e del multilateralismo basato sulle Nazioni Unite;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che il forum politico di alto livello del 2026 sottoporrà a un esame approfondito gli OSS 6, 7, 9, 11 e 17;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che l'accesso all'acqua potabile sicura e pulita e ai servizi igienico-sanitari è un diritto umano, come riconosciuto dalla risoluzione 64/292 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite; che circa 2,2 miliardi di persone, di cui 600 milioni di bambini, non hanno ancora accesso a un'acqua potabile gestita in modo sicuro, 3,5 miliardi di persone, di cui 1,1 miliardi di bambini, non hanno accesso a servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro e circa 4 miliardi di persone soffrono di grave carenza idrica per almeno un mese all'anno; che quasi tre quarti della popolazione mondiale vive in paesi classificati "in condizioni di insicurezza idrica" o "in condizioni di grave insicurezza idrica"; che nell'UE le perdite economiche dovute alla scarsità d'acqua ammontano annualmente a 9 miliardi di EUR, interessando ogni anno il 30 % degli europei e il 20 % del territorio<FOOTNOTE><FIELD> Relazione 07/2024 dell'Agenzia europea dell'ambiente, del 15 ottobre 2024, dal titolo "Europe's state of water 2024: the need for improved water resilience" (La situazione idrica in Europa nel 2024: la necessità di migliorare la resilienza idrica).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che i cambiamenti climatici fanno pesare una grave minaccia sulle risorse idriche e gli ecosistemi acquatici; che, entro il 2030, la domanda globale di acqua supererà del 40 % le risorse disponibili e che, in base al ritmo attuale della domanda e secondo stime recenti, il mondo non raggiungerà una gestione sostenibile delle risorse idriche almeno fino al 2049;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che le donne e le ragazze hanno la responsabilità primaria dei servizi di approvvigionamento idrico, impianti sanitari e igiene (WASH) e della gestione dell'energia a livello domestico; che le donne e le ragazze sono colpite in modo sproporzionato dalla scarsità d'acqua, a causa delle esigenze sanitarie legate al genere, dei fattori sociali e del fatto che hanno la responsabilità primaria della raccolta e della gestione dell'acqua; che le donne e le ragazze sono esposte a rischi più elevati per la salute, alla perdita di opportunità educative e a una maggiore violenza di genere, in particolare nelle zone colpite da conflitti e durante le crisi umanitarie;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che gli investimenti in politiche WASH e in politiche energetiche che tengano conto della dimensione di genere riducono i rischi di violenza di genere, abbassano la mortalità infantile e materna, aumentano l'accesso delle ragazze all'istruzione e migliorano la qualità dell'educazione che esse ricevono, rafforzano la partecipazione economica e i mezzi di sussistenza delle donne, accelerano la transizione verso un'energia sostenibile e contribuiscono a creare comunità resilienti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che oltre 1 000 bambini di età inferiore ai cinque anni muoiono ogni giorno a causa di malattie legate a un approvvigionamento idrico e a impianti igienico-sanitari non sicuri, come la diarrea; che, per milioni di persone con disabilità, la mancanza di servizi WASH adeguati costituisce un ostacolo significativo, e che l'inaccessibilità delle infrastrutture e lo stigma nuocciono alla loro salute, sicurezza e dignità; che l'attuale ritmo dei progressi dovrà essere raddoppiato se si vogliono raggiungere entro il 2030 i traguardi relativi all'accesso universale all'acqua, ai servizi igienico-sanitari e all'igiene (copertura dei servizi WASH nelle scuole);</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che le infrastrutture idriche ed energetiche godono di protezione nel quadro del diritto internazionale umanitario; che l'accesso all'acqua è essenziale per scopi quali la gestione degli ecosistemi, l'agricoltura e l'energia; che si registra una crescente tendenza a utilizzare l'acqua come strumento di guerra, per cui le parti in conflitto distruggono, accidentalmente o deliberatamente, i sistemi idrici, contaminano le risorse idriche e interrompono l'erogazione di energia elettrica, con gravi ripercussioni sulla popolazione civile; che il ripristino dei servizi WASH nei contesti di conflitto rimane essenziale e può fungere da ponte per la pace; che l'industria mineraria e l'agricoltura industriale richiedono una gestione attenta per proteggere sia la disponibilità che la qualità delle risorse idriche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che l'Europa è leader mondiale nella tecnologia idrica e che gli Stati membri dell'UE producono il 40 % di tutti i brevetti internazionali in materia di tecnologie legate all'acqua; che ecosistemi sani consentono di migliorare la qualità dell'acqua, aumentando nel contempo la resilienza al cambiamento climatico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che l'articolo 208 TFUE stabilisce che l'obiettivo principale della politica dell'Unione nel settore della cooperazione allo sviluppo è la riduzione e, a termine, l'eliminazione della povertà;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che le persone con disabilità sono esposte a un rischio più elevato di povertà a causa delle limitate opportunità di occupazione e di istruzione, dei salari più bassi e dell'aumento del costo della vita; che la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità mette in evidenza l'importanza della cooperazione internazionale allo sviluppo nell'eliminare le barriere architettoniche e di comunicazione, anche nelle città, quale elemento chiave per promuovere l'inclusione professionale e sociale di tali persone;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che investire nei bambini e nei giovani è fondamentale per lo sviluppo socioeconomico a lungo termine, la stabilità e la riduzione della povertà; che i bambini costituiscono una percentuale significativa della popolazione nei paesi in via di sviluppo e sono particolarmente vulnerabili agli effetti della povertà, dei conflitti e dell'accesso limitato alle infrastrutture e ai servizi di base; che le azioni nel quadro degli OSS, anche in settori quali l'accesso all'acqua, all'energia e alle infrastrutture, dovrebbero tenere maggiormente conto delle reali esigenze dei bambini;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che circa 1,18 miliardi di persone a livello globale sono considerati essere in condizioni di povertà energetica, compresi i 685 milioni di persone che non hanno accesso all'elettricità; che la povertà energetica compromette l'erogazione dei servizi, la ripresa economica e la costruzione della pace; che l'energia sostenibile rappresenta un'opportunità trasformativa per migliorare la resilienza, ridurre i conflitti, sostenere le popolazioni sfollate e ridurre la dipendenza da approvvigionamenti instabili;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che circa il 55 % della popolazione mondiale risiede in aree urbane; che, se ben gestiti, le foreste e gli alberi urbani possono abbassare la temperatura dell'aria anche di 8°C, ridurre i costi del condizionamento dell'aria anche del 40 %, diminuire i flussi delle precipitazioni e migliorare la qualità dell'aria filtrando polveri e inquinanti; che le città possono produrre fino al 70 % circa dei rifiuti a livello globale; che una raccolta e una gestione inadeguate dei rifiuti causano inquinamento atmosferico e idrico, generano rifiuti marini e contribuiscono al cambiamento climatico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che un finanziamento inadeguato è l'ostacolo principale che si frappone al conseguimento degli OSS; che permane un deficit annuale di investimenti per gli OSS pari a 4 000 miliardi di USD; che gli elevati livelli di debito dei paesi a basso e medio reddito costituiscono un ostacolo agli investimenti che sono necessari per il conseguimento degli OSS; che oltre il 50 % dei paesi a basso reddito si trova attualmente in una situazione di sovraindebitamento o è esposto a rischi elevati di indebitamento, il che compromette il conseguimento degli OSS; che il Global Gateway, in quanto strategia per gli investimenti sostenibili, può svolgere un ruolo fondamentale nel contribuire ai progressi in materia di OSS; che bisognerebbe porre l'accento anche sull'efficienza della spesa e sulla responsabilità di bilancio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che l'UE ha ribadito il suo impegno inequivocabile a favore dell'Agenda 2030 e degli OSS ivi definiti; che l'UE riconosce la necessità di compiere ulteriori progressi in relazione a molti OSS; che la collaborazione UE-Nazioni Unite, anche a livello nazionale, svolge un ruolo chiave nel promuovere l'attuazione degli OSS, in particolare per quanto riguarda i contesti fragili e complessi; che, secondo le stime, il conseguimento di circa il 65 % dei traguardi dipende dal contributo delle autorità locali e regionali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che l'UE e i suoi Stati membri sono i principali donatori di aiuto pubblico allo sviluppo (APS) a livello globale; che, sebbene l'UE e i suoi Stati membri si siano impegnati collettivamente a destinare lo 0,7 % del reddito nazionale lordo (RNL) all'APS, hanno ridotto i loro impegni in materia di APS dallo 0,53 % nel 2023 allo 0,47 % nel 2024; che l'UE ha fissato l'obiettivo collettivo di destinare lo 0,2 % dell'RNL all'APS a favore dei paesi meno sviluppati, ma che nel 2023 detto APS è stato pari allo 0,12 % dell'RNL; che i paesi meno sviluppati sono colpiti in modo sproporzionato da questa riduzione storica dei finanziamenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che l'amministrazione statunitense ha adottato una serie di decisioni molto preoccupanti e dannose per quanto riguarda lo sviluppo internazionale e l'assistenza umanitaria, in particolare la sospensione della maggior parte dei finanziamenti per i programmi nel quadro di USAID; che tali tagli stanno già perturbando l'accesso ai servizi sanitari, alimentari e di protezione essenziali e si prevede che costringeranno milioni di persone a vivere in condizioni di povertà estrema e aggraveranno le crisi umanitarie; che, secondo analisi recenti, i tagli ai finanziamenti potrebbero contribuire a causare milioni di decessi evitabili, fino a 14 milioni entro il 2030, con conseguenze particolarmente gravi per le donne, i bambini e altri gruppi vulnerabili;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Situazione attuale</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>ribadisce il suo impegno fermo e risoluto a garantire una piena e rapida attuazione e realizzazione di tutti gli OSS; ritiene che l'UE dovrebbe mantenere pienamente il suo impegno a integrare gli OSS in tutte le sue politiche e iniziative legislative, e a garantire la coerenza strategica per lo sviluppo sostenibile, e riconosce nel contempo che gli Stati membri svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere lo sviluppo sostenibile a livello nazionale, regionale e locale; invita l'UE a continuare a svolgere un ruolo guida nel perseguire l'attuazione degli OSS al proprio interno e nel mondo fornendo sostegno politico e finanziario; ribadisce il suo forte impegno a favore del patto per il futuro; chiede che il ruolo e la capacità delle istituzioni multilaterali siano rafforzati al fine di migliorare la realizzazione degli OSS;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>riconosce i passi compiuti verso l'attuazione degli OSS dal 2015 ad oggi a livello dell'UE e mondiale; si rammarica del fatto che, nonostante i notevoli risultati ottenuti nell'ultimo decennio, la comunità mondiale sia in forte ritardo nell'attuazione dell'Agenda 2030; riconosce che i 17 OSS sono interconnessi e il fatto che la realizzazione dell'Agenda 2030 richiederà un'azione accelerata in relazione a tutti gli OSS; sottolinea che gli effetti permanenti dell'escalation dei conflitti, delle tensioni geopolitiche, delle emergenze sanitarie e umanitarie e della triplice crisi planetaria rappresentata dai cambiamenti climatici, dalla perdita di biodiversità e dall'inquinamento costituiscono ostacoli significativi che si frappongono al conseguimento degli OSS; sottolinea pertanto l'urgente necessità di una cooperazione internazionale e di una trasformazione sistemica del quadro di attuazione al fine di conseguire gli OSS, tenendo conto dei vincoli economici e delle differenze di sviluppo tra i paesi; si rammarica del fatto che la maggior parte degli Stati membri non avrà l'opportunità di presentare le revisioni nazionali volontarie dell'attuazione degli OSS durante il forum politico di alto livello del 2026; incoraggia cionondimeno tutti gli Stati membri a effettuare revisioni nazionali volontarie per orientare l'attuazione degli OSS;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>esprime preoccupazione per il fatto che l'attuale situazione geopolitica e di sicurezza, unita alla sfida urgente di conseguire la neutralità climatica, crea ulteriori difficoltà per la società e per il conseguimento degli OSS; ritiene che la stabilità, la sicurezza, la prevenzione dei conflitti e la resilienza economica e climatica, in particolare nei contesti fragili, siano necessarie per il raggiungimento degli OSS, anche per quanto riguarda lo sviluppo umano e l'uguaglianza, e che non possano essere conseguite a prescindere dalla geopolitica, dalla sicurezza energetica e dalla sicurezza alimentare e idrica; sottolinea l'urgente necessità di maggiori sforzi da parte di tutti gli attori ed evidenzia il ruolo indispensabile svolto dal multilateralismo, dalla difesa e dal rafforzamento di un sistema multilaterale democratico e basato su regole sotto l'egida delle Nazioni Unite, nonché da investimenti costanti nell'affrontare i problemi alla base degli OSS;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>mette in evidenza che l'impegno dell'UE a favore dell'attuazione globale ed europea degli OSS e dell'Agenda 2030 rimane fondamentale e dovrebbe inviare un segnale chiaro ai partner di tutto il mondo; ricorda l'impegno dell'UE a rispettare i limiti del pianeta e a conseguire la neutralità climatica entro il 2050 e, a tale proposito, chiede una maggiore efficienza delle risorse; invita l'UE e i suoi Stati membri a rafforzare il loro ruolo guida attraverso la creazione di alleanze globali e a potenziare in modo costruttivo il loro impegno con i paesi partner al fine di realizzare gli OSS e garantire finanziamenti sufficienti e duraturi volti al loro conseguimento, colmando l'enorme deficit di finanziamenti, compreso quello causato dalla sospensione della maggior parte dei finanziamenti di USAID;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>sottolinea che l'attuale tendenza al regresso democratico in tutto il mondo, caratterizzata dall'erosione dello Stato di diritto, dall'indebolimento delle istituzioni, dalla riduzione dello spazio civico e dalla crescita dei movimenti contrari alla parità di genere e ai diritti, con particolare riguardo ai diritti delle donne e delle persone LGBTQI+, rischia di rallentare e invertire i progressi verso gli OSS e compromette il conseguimento dell'Agenda 2030;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>sottolinea che per accelerare l'attuazione degli OSS è richiesto un approccio pragmatico e orientato ai risultati, che dia priorità a soluzioni basate su dati scientifici e concreti, trasformative, innovative e coordinate che forniscano risultati misurabili, ed è necessaria una maggiore coerenza nel nesso tra azione umanitaria, sviluppo e pace; sottolinea che l'efficace attuazione degli OSS richiede una buona governance, il rispetto dello Stato di diritto, misure anticorruzione e una sana gestione delle finanze pubbliche; ribadisce l'importanza di un approccio basato sui diritti umani; chiede di rendere più efficienti il monitoraggio, l'assunzione di responsabilità e la comunicazione basata sui risultati in merito all'attuazione degli OSS a livello dell'UE e mondiale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>sottolinea l'importante ruolo svolto dal settore privato, dall'innovazione e dalla finanza sostenibile nel colmare il deficit di finanziamento degli OSS e chiede il rafforzamento dei partenariati pubblico-privato e della governance pubblica, nonché il miglioramento del contesto imprenditoriale nei paesi partner; sottolinea l'importanza di sostenere l'imprenditorialità locale, le piccole e medie imprese, lo sviluppo delle competenze e quadri normativi adeguati, nel rispetto delle norme ambientali e sociali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>sottolinea la necessità di dare priorità ai gruppi vulnerabili, in particolare i minori, soprattutto in contesti fragili e colpiti da conflitti, e chiede investimenti rafforzati, coordinati e a lungo termine in sistemi di istruzione, assistenza sanitaria e protezione dei minori di qualità, conformemente all'Agenda 2030 e al principio di non lasciare indietro nessuno, riconoscendo che tali investimenti sono essenziali per lo sviluppo umano, la resilienza e la stabilità sostenibile a lungo termine;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">OSS 6: garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell'acqua e delle strutture igienico-sanitarie</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>osserva che l'OSS 6 è tra gli OSS che registrano i peggiori risultati, che nessuno dei suoi traguardi è stato raggiunto né è sulla buona strada per esserlo e che metà dei suoi traguardi è in fase di stagnazione o regressione; ricorda che l'accesso all'acqua potabile sicura e pulita e alle strutture igienico-sanitarie sono diritti fondamentali legati all'interesse pubblico e ai beni pubblici e globali, e contribuiscono a migliorare la copertura sanitaria globale e l'accesso all'istruzione, a ridurre la povertà, a garantire la sicurezza alimentare e a proteggere gli ecosistemi; sottolinea inoltre che è fondamentale rafforzare la resilienza idrica dinanzi alle crescenti pressioni derivanti dai cambiamenti climatici, dalla siccità, dalle inondazioni e dall'inquinamento, in un contesto caratterizzato dall'aumento della domanda di acqua e da usi concorrenti; insiste sul fatto che l'accesso all'acqua e la resilienza idrica sono fondamentali per il conseguimento di diversi altri OSS; ricorda l'iniziativa dei cittadini europei "L'acqua è un diritto" (Right2Water) e la relativa risoluzione del Parlamento<FOOTNOTE><FIELD> Risoluzione del Parlamento europeo dell'8 settembre 2015 sul seguito all'iniziativa dei cittadini europei "L'acqua è un diritto" (Right2Water) (GU C 316 del 22.9.2017, pag. 99).</FIELD></FOOTNOTE> e chiede pertanto l'adozione delle misure ivi proposte al fine di conseguire l'OSS 6;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>sottolinea che il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico ha identificato i servizi WASH come una delle misure di adattamento più efficaci agli shock climatici a breve termine e come una misura di adattamento "<STRING ITALIC="on">low regret</STRING>" (con pochi rimpianti), e sottolinea che i progressi relativi all'OSS 6 sono strettamente legati al rafforzamento di sistemi e settori WASH efficienti e resilienti; riconosce che i servizi WASH sono essenziali per la dignità, la salute, compresi la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, e l'uguaglianza delle donne e delle ragazze e invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere interventi WASH che tengano conto della dimensione di genere, dando priorità agli interventi volti a garantire l'accesso delle donne ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva e a sostenere la partecipazione piena, paritaria e significativa delle donne al processo decisionale in materia di approvvigionamento idrico, impianti sanitari e igiene; sottolinea la necessità di garantire un approccio inclusivo nei confronti delle persone con disabilità nella programmazione WASH;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>riconosce il ruolo centrale degli ecosistemi sani nel conseguimento della sicurezza idrica; sottolinea che il ripristino e la protezione del ciclo dell'acqua sono fondamentali per rafforzare la resilienza contro le inondazioni, la siccità e la carenza idrica; sottolinea l'importanza di proteggere e ripristinare gli ecosistemi di acqua dolce, che sono essenziali per la sicurezza idrica, la biodiversità, la resilienza ai cambiamenti climatici, la salute degli oceani e l'erogazione di servizi ecosistemici; invita gli Stati membri, a tale riguardo, ad attuare pienamente tutta la normativa dell'UE in materia di acque;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>è allarmato dinanzi alle perdite irreversibili di capitale idrico naturale e al fatto che molti sistemi idrici critici sono già in bancarotta, il che incide sull'affidabilità della fornitura dei servizi idrici; ricorda che l'accesso all'acqua è alla base della stabilità globale e invita la comunità internazionale a cogliere l'occasione della prossima conferenza delle Nazioni Unite sull'acqua per inserire le questioni relative all'acqua tra le priorità dell'agenda internazionale; sottolinea che le politiche idriche devono sostenere la gestione sostenibile dei corpi idrici e integrare pratiche di efficienza idrica, comprese soluzioni intelligenti sotto il profilo idrico e soluzioni digitali innovative, in tutti i settori; chiede un'azione internazionale più incisiva per prevenire e attenuare lo stress idrico e lo sfruttamento eccessivo delle risorse idriche, ripristinare gli ecosistemi degradati e migliorare la governance dell'acqua;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per il fatto che, secondo le Nazioni Unite, circa 3,5 miliardi di persone non dispongono ancora di servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro, mentre 1,7 miliardi di persone non dispongono nemmeno dei servizi di base; sottolinea che la sicurezza idrica, e in particolare l'accesso all'acqua pulita e alle strutture igienico-sanitarie, ha un impatto significativo sulla stabilità economica, sulla resilienza ai cambiamenti climatici e sulla pace; osserva, a tale proposito, che la sicurezza idrica è parte integrante dei processi di costruzione della pace; invita l'UE a rafforzare i propri investimenti esterni nell'accesso all'acqua e alle strutture igienico-sanitarie e a rafforzare il proprio ruolo guida nella gestione cooperativa della governance delle risorse idriche in contesti fragili e colpiti da conflitti, quale mezzo per sostenere la stabilità, la costruzione della pace, la resilienza e l'adattamento ai cambiamenti climatici; invita inoltre le parti in conflitto a non colpire le infrastrutture idriche ed energetiche, nel rispetto degli obblighi loro incombenti in forza del diritto internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>chiede un miglioramento dei dati e del monitoraggio, in particolare negli insediamenti informali e nelle regioni con scarsità d'acqua, e investimenti mirati e resilienti ai cambiamenti climatici per garantire la sostenibilità e la resilienza a lungo termine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>sottolinea che l'inquinamento idrico dovrebbe essere affrontato sia alla fonte sia garantendo l'accesso a un trattamento efficiente delle acque reflue; sottolinea la necessità di migliorare la raccolta di dati sulla qualità e la quantità delle acque dolci e di rafforzarne il monitoraggio; incoraggia i partenariati pubblico-privato a potenziare le infrastrutture per l'acqua dolce e le acque reflue, compresi i progetti in materia di acqua e servizi igienico-sanitari; incoraggia l'introduzione di sistemi di allarme rapido e la pianificazione del rischio idrico per prevenire perdite irreversibili; evidenzia l'importanza del trattamento delle acque reflue per la salute delle popolazioni e delle comunità; sottolinea inoltre che le acque reflue sono una fonte essenziale di dati, poiché offrono indicatori chiave per monitorare la diffusione delle pandemie; pone l'accento sul ruolo cruciale del monitoraggio e della raccolta dei dati, che dovrebbero essere concepiti in modo praticabile e realistico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>ricorda che le soluzioni progettate in maniera collaborativa con la partecipazione delle comunità locali e avvalendosi delle loro conoscenze sono le più efficaci per raggiungere la resilienza sociale e delle comunità agli shock idrici; sottolinea l'importanza di sostenere lo sviluppo di capacità per le comunità, le autorità e i servizi di pubblica utilità locali, in particolare in contesti fragili e in via di sviluppo, anche promuovendo soluzioni adattate ai contesti locali e durature a tale livello, che non lascino indietro nessuno; chiede un sostegno mirato per le donne, i bambini e le comunità più vulnerabili per quanto riguarda l'accesso all'acqua e alle strutture igienico-sanitarie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>invita all'eliminazione graduale delle sostanze chimiche eterne (PFAS) – a partire dai beni di consumo – legate a effetti nocivi sulla salute umana e l'ambiente, sulla base di prove scientifiche, consentendone l'utilizzo laddove non vi siano alternative sicure; sottolinea la necessità di aumentare gli investimenti e accelerare la ricerca e lo sviluppo di alternative equivalenti e sicure;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>invita l'UE a fungere da capofila nella diplomazia dell'acqua e nel sostegno alla cooperazione transfrontaliera in materia di acqua, in particolare attraverso una gestione integrata delle risorse idriche, al fine di sfruttare il suo potenziale globale per lo sviluppo sostenibile, i diritti umani, la resilienza ai cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare, la protezione della biodiversità, la prevenzione dei conflitti, la costruzione di una pace duratura e la parità di genere, anche attraverso la piena integrazione di strumenti e infrastrutture idrici e igienico-sanitari resilienti ai cambiamenti climatici nell'agenda climatica dell'UE; chiede all'UE di integrare la gestione transfrontaliera delle risorse idriche e la sicurezza idrica nella cooperazione allo sviluppo e nell'azione umanitaria dell'UE; chiede inoltre all'UE di garantire che le iniziative transfrontaliere nel settore idrico sostenute dall'UE, compresi i progetti infrastrutturali finanziati nell'ambito della strategia "Global Gateway", rispondano alle esigenze delle persone, comprese quelle in condizioni di povertà, e dei gruppi vulnerabili ed emarginati; invita a includere le donne, i giovani e le comunità indigene nella governance delle risorse idriche; raccomanda di rafforzare la cooperazione multilaterale in materia di acqua, anche attraverso la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sulla protezione e l'utilizzazione dei corsi d'acqua transfrontalieri e dei laghi internazionali e della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto relativo alle utilizzazioni dei corsi d'acqua internazionali per scopi diversi dalla navigazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri a integrare l'attuazione degli obiettivi della politica in materia di acque in altri settori strategici pertinenti, al fine di garantire la coerenza delle politiche in una serie di settori, tra cui la politica agricola, commerciale e ambientale, nonché nelle politiche esterne dell'Unione, in linea con il principio della coerenza delle politiche nel settore dello sviluppo internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>accoglie con favore la prima strategia della Commissione sulla resilienza idrica, che prevede l'impegno a sostenere l'accesso all'acqua potabile pulita e alle strutture igienico-sanitarie per almeno 70 milioni di persone; invita l'UE e i suoi Stati membri a intensificare gli sforzi a tale riguardo e a colmare il divario verso il conseguimento dei traguardi dell'OSS 6 attuando in modo efficace e completo tale strategia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>invita gli Stati membri a garantire un migliore coordinamento dei loro programmi in materia di resilienza idrica, prestando particolare attenzione ai servizi e alle infrastrutture idrici e igienico-sanitari resilienti ai cambiamenti climatici; invita l'UE a sostenere, tramite le iniziative Team Europa, lo sviluppo di capacità, il rafforzamento istituzionale e approcci di gestione integrata delle risorse idriche nei paesi partner, al fine di migliorare la pianificazione, la governance e la manutenzione dei servizi idrici e igienico-sanitari, anche mediante partenariati con le autorità locali, i fornitori di servizi pubblici e la società civile; chiede un approccio estremamente ambizioso per rafforzare la governance globale dell'acqua e l'impegno a tale riguardo nei consessi multilaterali, quali i vertici del G7, i vertici del G20, il dialogo di Baku sull'acqua per l'azione per il clima e la conferenza delle Nazioni Unite sull'acqua;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>esprime preoccupazione per la mancanza di progressi per quanto riguarda l'uso sostenibile degli oceani, dei mari e delle risorse marine; invita l'UE e gli Stati membri a basarsi sugli impegni assunti in occasione della conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani del 2025 per proteggere urgentemente gli oceani e ad aumentare il loro contributo finanziario alla protezione e al ripristino degli ecosistemi marini; esprime profonda preoccupazione per i crescenti livelli di inquinamento marino; chiede con urgenza misure più incisive e un'attuazione accelerata per porre fine all'inquinamento marino sia a livello dell'UE che a livello internazionale; deplora che i negoziati globali su un primo trattato intergovernativo sulla plastica siano falliti; chiede che in occasione della ripresa dei negoziati intergovernativi nel 2026 sia adottato un trattato globale sull'inquinamento da plastica ambizioso e vincolante;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">OSS 7: assicurare a tutti l'accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>sottolinea che il conseguimento dell'accesso universale all'energia pulita e a prezzi accessibili è un fattore abilitante trasversale fondamentale per l'intera Agenda 2030; sottolinea che il conseguimento dell'OSS 7 contribuirà a far progredire molti altri OSS, compresi quelli relativi all'eliminazione della povertà, al tenore di vita e allo sviluppo socioeconomico, alla crescita economica inclusiva e sostenibile, alla parità di genere, ai cambiamenti climatici, alla sicurezza alimentare, alla salute pubblica, alle città e alle comunità sostenibili, all'acqua pulita e alle strutture igienico-sanitarie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>invita l'UE a continuare a sostenere la transizione globale verso un sistema energetico basato sulle energie rinnovabili, che costituisce un motore fondamentale dello sviluppo economico, della resilienza e della sicurezza energetica a lungo termine; ricorda il ruolo centrale delle energie rinnovabili per il conseguimento dell'OSS 7;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>sottolinea che il conseguimento dell'OSS 7 richiede una rete europea modernizzata e interconnessa; riconosce il potenziale del pacchetto sulle reti europee per consentire il flusso transfrontaliero di energia a prezzi accessibili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>evidenzia il ruolo centrale dell'energia a prezzi accessibili, sostenibile e sicura nel favorire una crescita economica sostenibile, rafforzare la base industriale dell'UE e preservare posti di lavoro di qualità; sottolinea l'importanza di rafforzare la resilienza a lungo termine del sistema energetico europeo garantendo catene di approvvigionamento sostenibili, promuovendo l'innovazione e mantenendo costi energetici competitivi, accessibili ed equi, consentendo in tal modo un sistema energetico affidabile e adeguato alle esigenze future per i cittadini e l'industria;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>evidenzia la necessità di diversificare le fonti energetiche, in particolare favorendo la produzione di energia rinnovabile, nonché di promuovere l'efficienza energetica, ridurre le emissioni di gas a effetto serra e accelerare gli investimenti sostenibili e responsabili nelle tecnologie pulite, quali componenti chiave del conseguimento dell'OSS 7; invita inoltre la Commissione e gli Stati membri a rimanere all'avanguardia nella diffusione delle energie rinnovabili e a ridurre le dipendenze dai paesi terzi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>accoglie con favore il fatto che l'OSS 7 sia uno degli obiettivi che ha registrato finora i maggiori progressi, in gran parte grazie alla rapida espansione della produzione di energia rinnovabile; incoraggia la Commissione a dare la priorità alla diffusione di soluzioni energetiche rinnovabili ed efficienti per le famiglie e l'industria che siano efficaci sotto il profilo dei costi, insieme ai paesi partner, garantendo i finanziamenti necessari al tale scopo e, in particolare, contribuendo a sbloccare i finanziamenti privati; chiede in particolare di potenziare i sistemi energetici rinnovabili e indipendenti in contesti fragili e colpiti da conflitti, adottando un approccio sensibile ai conflitti, a beneficio sia delle popolazioni sfollate sia delle comunità di accoglienza, e di rafforzare la resilienza e lo sviluppo economico e umano locale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>sottolinea l'importanza di abbandonare gradualmente quanto prima i combustibili fossili, in linea con gli obiettivi dell'accordo di Parigi e del consenso degli Emirati arabi uniti, e di eliminare gradualmente tutte le sovvenzioni ai combustibili fossili e dannose per l'ambiente, in linea con l'ottavo programma d'azione dell'UE per l'ambiente; accoglie con favore, a tale proposito, la prima conferenza sull'abbandono graduale dei combustibili fossili, tenutasi a Santa Marta, Colombia, dal 24 al 29 aprile 2026;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>sottolinea l'importanza di promuovere gli investimenti dell'UE in sistemi energetici decentrati, sostenibili e rinnovabili, compresi i sistemi solari domestici, le mini-reti, i sistemi non collegati alla rete e le iniziative a titolarità locale, al fine di intensificare gli sforzi per colmare il divario di accesso all'energia, in particolare nei paesi partner e in contesti fragili, riconoscendone l'impatto critico sull'istruzione, l'assistenza sanitaria e la protezione, in particolare per le donne e i bambini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>sottolinea che l'ampliamento dell'accesso all'energia può essere accelerato dai partenariati tra istituzioni pubbliche e settore privato; sottolinea che gli interventi e i progetti in ambito energetico dovrebbero basarsi su un'analisi che tenga conto dei conflitti e rispondere alle realtà e alle esigenze locali al fine di massimizzarne gli effetti trasformativi, in particolare in contesti fragili e con scarso accesso ai servizi; sottolinea il ruolo centrale svolto dalle organizzazioni della società civile a tale riguardo e la necessità di un effettivo coinvolgimento dei portatori di interessi locali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>chiede alla Commissione di rafforzare gli investimenti dell'UE, sia nell'ambito dell'iniziativa Global Gateway che dello strumento Europa globale proposto, assicurando che apportino benefici equivalenti ai paesi partner, in particolare in termini di condivisione delle conoscenze e trasferimento di tecnologia, formazione e riqualificazione della popolazione locale, creazione di posti di lavoro, decarbonizzazione delle attività industriali in cui è difficile ridurre le emissioni e accesso a una mobilità e a un'energia più pulite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>evidenzia la necessità di sviluppare ulteriormente la cooperazione globale e le catene del valore sostenibili per garantire che le materie prime critiche, necessarie per la sicurezza energetica globale, nonché per la transizione digitale e verde, siano ottenute seguendo un approccio basato sui diritti; sottolinea che tale approccio deve tenere conto delle esigenze sia dal lato della domanda che dell'offerta, in modo da attenuare gli impatti sociali, ambientali ed economici negativi, le implicazioni in termini di diritti umani, ad esempio il lavoro minorile, come pure gli effetti sulle comunità locali, e contribuire allo sviluppo industriale e socioeconomico dei paesi di origine, compreso il loro ruolo nell'intera catena del valore delle materie prime critiche, nonché garantire un coinvolgimento significativo delle comunità locali e della società civile in tale processo; sottolinea, a tale proposito, la necessità di basarsi sugli obiettivi e sui principi del gruppo di esperti del segretario generale delle Nazioni Unite sui minerali critici per la transizione energetica, copresieduto dall'UE, per promuovere la produzione sostenibile di minerali e lo sviluppo di catene del valore locali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>sottolinea l'importanza della piena ed effettiva partecipazione delle popolazioni indigene e delle comunità locali lungo tutta la catena del valore delle materie prime critiche, in linea con la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>riconosce che, in assenza di una gestione adeguata, la crescente domanda di materie prime critiche rischia di accentuare le dipendenze strategiche, accrescendo le vulnerabilità e le tensioni geopolitiche nonché le violazioni dei diritti umani, e di contribuire alle sfide ambientali e sociali; sottolinea, pertanto, l'importanza di rafforzare un'economia circolare competitiva e resiliente, in particolare migliorando l'efficienza delle risorse, potenziando le capacità di riciclaggio e promuovendo l'innovazione nelle materie prime secondarie, al fine di ridurre l'uso delle risorse naturali e la dipendenza dalle materie prime critiche; chiede, a tal fine, che siano adottate misure a favore di una maggiore cooperazione globale per la gestione sostenibile delle risorse;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>sottolinea che è necessario intensificare le misure volte a combattere la povertà energetica, in particolare in situazioni di fragilità e che comportano sfollamenti di popolazione; mette in evidenza che la povertà energetica influisce sul tenore di vita e compromette i mezzi di sussistenza e la salute delle persone, incide sulla fornitura di servizi essenziali e richiede misure specifiche per i gruppi vulnerabili, in particolare le donne e i bambini, misure tra cui figurino tariffe sociali per l'energia e sovvenzioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>sottolinea che la povertà energetica in contesti fragili e sottoposti a sfollamenti compromette i mezzi di sussistenza, l'erogazione dei servizi essenziali, lo sviluppo umano e la stabilità sociale, colpendo in particolare i gruppi vulnerabili;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">OSS 9: costruire un'infrastruttura resiliente e promuovere l'innovazione e una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>elogia i progressi compiuti complessivamente in relazione all'OSS 9, in particolare quelli relativi allo sviluppo delle infrastrutture come pure alla crescita industriale e all'innovazione inclusive e sostenibili; osserva, tuttavia, che tali progressi sono disomogenei tra i paesi e le regioni; ritiene che sia necessaria un'azione mirata per colmare tale divario e garantire la parità nei progressi per l'attuazione dell'OSS 9;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>sottolinea l'importanza strategica di infrastrutture sicure, sostenibili e resilienti, comprese le infrastrutture digitali, dei trasporti, energetiche e idriche, per sostenere lo sviluppo economico, rafforzare la connettività, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento ai medesimi, nonché migliorare lo sviluppo umano, in particolare nelle zone rurali e periferiche; chiede un approccio olistico per integrare la resilienza climatica in ogni fase del ciclo di vita delle infrastrutture;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>sottolinea la necessità di colmare i divari infrastrutturali e risolvere le disuguaglianze socioeconomiche, anche per quanto riguarda l'accessibilità digitale e la povertà energetica; insiste sul fatto che i progetti infrastrutturali e di connettività devono contribuire alla creazione di valore locale e rispettare i principi di accessibilità universale per garantire che i progetti infrastrutturali non creino nuovi ostacoli e incoraggino la piena inclusione dei gruppi più vulnerabili; sottolinea la necessità di garantire approcci sensibili alla dimensione di genere negli investimenti digitali per colmare il divario digitale di genere, in quanto gli ostacoli persistenti limitano le prospettive delle donne e delle ragazze di trarre vantaggio dalle tecnologie emergenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>sottolinea la necessità di promuovere soluzioni sostenibili per ridurre l'impronta ambientale delle imprese in tutti i settori, come un consumo responsabile delle risorse, l'efficienza delle stesse e maggiori azioni per realizzare un'economia circolare; ricorda l'importanza del principio "chi inquina paga";</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>mette in evidenza che – pur promuovendo la competitività, l'innovazione e gli investimenti – l'industrializzazione inclusiva e sostenibile ai fini dell'Agenda 2030 e oltre deve essere allineata agli obiettivi della neutralità climatica, della protezione dell'ambiente e della biodiversità e di una transizione giusta che non lasci indietro nessuno; sottolinea, a tale proposito, la necessità di ulteriori investimenti per conseguire l'OSS 9, in particolare attraverso partenariati pubblico-privati e altri strumenti di riduzione dei rischi, anche tramite la strategia "Global Gateway" e altre istituzioni europee di finanziamento allo sviluppo; chiede maggiori investimenti pubblici in infrastrutture verdi, digitali e sociali, compresi i trasporti pubblici, le reti energetiche e la connettività digitale, mettendo a frutto i progressi in tutte le regioni, in particolare nei paesi meno sviluppati; invita inoltre l'UE a mobilitare ulteriormente capitali privati al fine di rendere gli investimenti attraenti per gli investitori privati; sottolinea che, per essere reciprocamente vantaggiosi, tali investimenti dovrebbero sostenere il valore aggiunto locale, la buona governance, i benefici fiscali e standard ambientali elevati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>evidenzia il ruolo dell'innovazione, della ricerca e dello sviluppo tecnologico nel migliorare la produttività, la competitività e la sostenibilità, anche per la ricerca, lo sviluppo e la diffusione di tecnologie sostenibili; chiede un maggiore sostegno all'imprenditorialità, all'istruzione e alla formazione professionale e allo sviluppo delle competenze, in quanto fattori abilitanti fondamentali dell'innovazione, della produttività e della crescita industriale inclusiva, in particolare nei paesi a basso reddito;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>chiede una cooperazione rafforzata in materia di trasferimento di tecnologie, partenariati di ricerca ed ecosistemi di innovazione tra l'UE e i paesi partner, che promuova la cooperazione in materia di ricerca e consenta ai paesi meno sviluppati e a basso reddito di progredire nelle catene mondiali del valore;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">OSS 11: rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>prende atto dei rischi associati alla rapida urbanizzazione, coniugata ai cambiamenti climatici, all'inquinamento e alla perdita di biodiversità; sottolinea a tale riguardo la necessità di integrare l'adattamento ai cambiamenti climatici e la biodiversità nella pianificazione urbana e di rafforzare le misure di resilienza nelle città, anche favorendo alloggi efficienti sotto il profilo energetico e resilienti ai cambiamenti climatici, ampliando le zone verdi per il ripristino degli ecosistemi, rafforzando la preparazione alle catastrofi, la prevenzione e la risposta alle stesse, e migliorando la gestione idrica e la protezione dalle alluvioni; evidenzia inoltre l'importanza di garantire un uso efficiente del suolo e di limitare gli effetti negativi dell'espansione urbana incontrollata, al fine di proteggere gli ecosistemi e conseguire uno sviluppo urbano sostenibile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>sottolinea che il conseguimento dell'OSS 11 richiede di prestare un'attenzione particolare alla lotta alle disuguaglianze nelle aree urbane; mette in evidenza inoltre che i cambiamenti climatici, anche nei contesti urbani, colpiscono in modo sproporzionato le donne e le ragazze, in particolare quelle che si trovano in contesti fragili o vulnerabili; invita i governi e le autorità locali a garantire che gli investimenti siano distribuiti equamente, affrontando l'emarginazione, in particolare nelle zone attualmente caratterizzate da una mancanza sistemica di trasporti accessibili anche in termini di costi, servizi pubblici, catene alimentari locali e sostenibili e alloggi, prestando particolare attenzione ai gruppi vulnerabili e svantaggiati a livello socioeconomico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>si rammarica del fatto che gran parte della popolazione urbana non abbia ancora accesso a sistemi di trasporto efficienti, sostenibili e a prezzi accessibili; osserva che aumentare la disponibilità, l'accessibilità e l'uso dei trasporti pubblici, insieme a infrastrutture per la mobilità dolce, come pure altre soluzioni innovative e di mobilità pulita, è una strategia fondamentale per ridurre l'inquinamento atmosferico; sottolinea l'importanza di garantire infrastrutture e servizi adeguati per le persone a mobilità ridotta, comprese le persone con disabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>sottolinea l'urgente necessità di migliorare e attuare ulteriormente i sistemi di raccolta e gestione dei rifiuti, in conformità ai principi della gerarchia dei rifiuti, anche utilizzando se del caso la tecnologia digitale e l'IA, e investendo in sistemi di riutilizzo, riciclaggio e riduzione dei rifiuti; pone in evidenza il ruolo dell'imminente atto legislativo sull'economia circolare nello sbloccare il valore dell'economia circolare; chiede misure volte ad agevolare un vero mercato dell'UE per le materie prime secondarie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>ricorda l'urgente necessità di attuare soluzioni energetiche e climatiche a livello locale e comunale, anche attraverso soluzioni basate sulla natura, per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici, compresa l'esposizione al calore estremo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>rammenta la necessità di agire sulla modernizzazione, sull'accessibilità economica e sulla sostenibilità degli alloggi potenziando i modelli abitativi e le strategie di costruzione efficienti sotto il profilo energetico e resilienti ai cambiamenti climatici; sottolinea l'importanza di aumentare gli investimenti, a tale riguardo, che possono includere investimenti privati e partenariati pubblico-privati, e invita l'UE a sostenere le città nel mobilitare capitali attraverso strumenti di finanziamento innovativi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>riconosce il diritto di vivere in pace, in sicurezza e con dignità quale diritto umano fondamentale e osserva che la crisi dell'accessibilità economica degli alloggi interessa fino a tre miliardi di persone in tutto il mondo; sottolinea la necessità di garantire a tutti, entro il 2030, l'accesso ad alloggi dignitosi, adeguati, sicuri, accessibili, sostenibili, efficienti in termini energetici e a prezzi accessibili e ai servizi di base, anche promuovendo politiche di edilizia popolare; invita l'UE a sostenere i paesi partner nello sviluppo di politiche in materia di alloggi sociali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>incoraggia una più stretta cooperazione tra città, imprese, istituti di ricerca e società civile per promuovere l'innovazione, condividere le migliori pratiche e diffondere su larga scala le soluzioni urbane di successo, anche tramite partenariati tra città europee e paesi e città partner, le piattaforme dell'UE e le iniziative di scambio delle conoscenze;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">OSS 17: rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>invita l'UE a continuare a sostenere il multilateralismo, un ordine internazionale basato sulle regole e il sostegno al sistema delle Nazioni Unite per fornire una leadership globale nell'attuazione dell'Agenda 2030 e colmare i vuoti lasciati da altri, costruendo nuove alleanze e rafforzando quelle esistenti, nonché collaborando con partner globali per mobilitare i finanziamenti; sottolinea la necessità di rafforzare i trattati e gli accordi internazionali, come l'accordo di Parigi, la convenzione sulla diversità biologica e le iniziative regionali di conservazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>ribadisce la sua piena adesione al valore duraturo del multilateralismo e sottolinea l'essenzialità di un sistema multilaterale modernizzato a disciplina degli scambi; ricorda il sostegno dell'UE al mandato dell'OMC e ai negoziati in corso relativi al trattato delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>esprime allarme in relazione al deficit annuale di investimenti pari a circa 4 000 miliardi di USD nei finanziamenti necessari per conseguire gli OSS, che è ulteriormente aggravato dal calo dei livelli di aiuto pubblico allo sviluppo (APS); esorta l'UE e gli Stati membri ad adoperarsi per garantire che siano destinati finanziamenti sufficienti al rispetto dell'impegno di spendere lo 0,7 % dell'RNL per l'APS e di fornire lo 0,2 % dell'RNL sotto forma di APS ai paesi meno sviluppati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>incoraggia vivamente l'esame di opzioni per mobilitare i finanziamenti privati, anche attraverso l'Unione dei mercati dei capitali; accoglie con favore, a tale proposito, la piattaforma degli investitori negli OSS del programma di sviluppo delle Nazioni Unite, che consente alle imprese private di individuare "settori che offrono opportunità di investimento" al fine di contribuire allo sviluppo sostenibile, e incoraggia ulteriori investimenti, anche attraverso partenariati pubblico-privati, per contribuire a colmare il deficit di finanziamento degli OSS, nel rispetto dei criteri del comitato di aiuto allo sviluppo dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici; incoraggia ulteriormente il contrasto ai flussi finanziari illeciti, all'elusione fiscale e all'evasione fiscale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per le prospettive di una crisi del debito nei paesi in via di sviluppo, in particolare nei paesi a basso reddito e meno sviluppati, e chiede l'alleviamento e la ristrutturazione del debito per i paesi interessati, tenendo conto, come primo passo, dei principi della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo in relazione alla promozione della concessione e dell'assunzione responsabile di prestiti sovrani e dei principi dell'OCSE in materia di sostenibilità del debito, nonché della sovranità delle risorse; sottolinea la necessità di un uso efficiente e responsabile delle risorse disponibili; riconosce l'importanza dei finanziamenti non rimborsabili e a condizioni molto agevolate e degli strumenti che non generano debito per i paesi interessati; sottolinea i limiti dell'architettura finanziaria mondiale e il sostegno internazionale insufficiente a tale riguardo; evidenzia che tali paesi necessitano urgentemente di maggiori risorse finanziarie e margini di bilancio più ampi per favorire investimenti molto più cospicui negli OSS; prende atto, a tale proposito, dei negoziati in corso sulla creazione e l'attuazione di una convenzione quadro delle Nazioni Unite sulla cooperazione fiscale internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>evidenzia che partenariati globali efficaci dovrebbero basarsi sulla cooperazione reciproca e conseguire gli obiettivi comuni dei partner; sottolinea l'importanza della trasparenza, della buona governance e di un impatto misurabile in tutti gli sforzi di cooperazione allo sviluppo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>sottolinea l'importanza strategica e il potenziale del Global Gateway dell'UE quale strumento faro per rafforzare i partenariati sostenibili e fornire infrastrutture di alta qualità, promuovendo nel contempo le norme internazionali e lo sviluppo economico e sociale a lungo termine nei paesi partner;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>incoraggia una più stretta collaborazione con paesi partner, istituzioni finanziarie internazionali, banche di sviluppo regionali e portatori di interessi locali al fine di coordinare gli sforzi di sviluppo, evitare duplicazioni e massimizzare l'impatto a sostegno dell'Agenda 2030, in particolare in contesti fragili, colpiti da conflitti e sfollamenti; sottolinea che i programmi di cooperazione allo sviluppo dovrebbero includere chiari meccanismi di valutazione d'impatto e un monitoraggio partecipativo che coinvolga le parti interessate locali;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Prospettive</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>ribadisce che gli OSS sono l'unico insieme di obiettivi completo e concordato a livello globale che risponda alle principali sfide che interessano sia i paesi avanzati che quelli in via di sviluppo, oltre a essere il miglior strumento disponibile attualmente per affrontarne le cause profonde; ribadisce che i paesi meno sviluppati e i paesi a basso reddito, in quanto gruppi di paesi più vulnerabili, necessitano di un maggiore sostegno mondiale al fine di conseguire gli OSS; invita l'UE a continuare a svolgere un ruolo attivo nelle deliberazioni del forum politico di alto livello delle Nazioni Unite del 2026 e a rafforzare tale ruolo, per aprire la strada a un'azione più spedita in vista della scadenza dell'Agenda 2030 e per promuovere un'agenda lungimirante per uno sviluppo sostenibile mondiale che vada oltre il 2030;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>chiede che l'UE e gli Stati membri sviluppino piani di attuazione con scadenze concrete per il conseguimento degli OSS che fissano obiettivi ambiziosi oltre il 2030; invita a tale proposito la Commissione a dare l'esempio e a elaborare una strategia globale accompagnata da un piano strutturato di attuazione degli OSS; accoglie con favore la prima revisione volontaria dell'attuazione degli OSS da parte dell'UE nel 2023 e ritiene che tali revisioni dovrebbero diventare esercitazioni periodiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>fa osservare che gli OSS rappresentano anche un'opportunità economica per costruire un benessere reale e un'economia sostenibile e inclusiva che promuova la competitività, l'innovazione e la resilienza, il che consente alle persone di vivere una vita dignitosa nel pieno rispetto dei limiti del pianeta, tra cui la biodiversità e l'ambiente, utilizzando le nuove tecnologie e creando nuovi settori economici e posti di lavoro; sottolinea che la transizione verso un'economia sostenibile e resiliente dovrebbe includere condizioni di lavoro dignitose, la protezione sociale e diritti dei lavoratori ben consolidati in tutto il mondo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>evidenzia la necessità di garantire la coerenza delle politiche per lo sviluppo ai sensi dell'articolo 208 TFUE, allo scopo di integrare gli aspetti economici, sociali e ambientali dello sviluppo sostenibile in tutte le fasi del ciclo di elaborazione delle politiche, per promuovere sinergie tra i vari ambiti strategici, di individuare e riconciliare i potenziali compromessi nonché di affrontare gli effetti di ricaduta internazionali delle politiche dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>sottolinea che una società civile indipendente e adeguatamente finanziata, come pure le autorità e le comunità locali, sono partner fondamentali per portare avanti l'Agenda 2030; evidenzia la necessità di creare, sostenere e proteggere lo spazio civico e di garantire che le organizzazioni della società civile, comprese le organizzazioni non governative locali, partecipino in modo significativo al conseguimento degli OSS e ricevano finanziamenti adeguati a lungo termine e flessibili, in particolare nei paesi in cui lo spazio civico si sta riducendo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>ricorda che le donne, in particolare le ragazze, e i bambini sono colpiti in modo sproporzionato dalle crisi economiche, da un'assistenza sanitaria limitata, dai cambiamenti climatici, dalla violenza di genere e dai conflitti e che persistenti disuguaglianze continuano a limitare la loro piena partecipazione alla società; sottolinea la necessità di finanziamenti adeguati e flessibili, anche per le organizzazioni locali e per i diritti delle donne, molte delle quali devono far fronte a gravi vincoli di carattere finanziario;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>evidenzia che una crescita economica sostenibile e inclusiva entro i limiti del pianeta, la competitività e l'innovazione e un settore privato forte sono fattori indispensabili per lo sviluppo sostenibile e il benessere delle società e sottolinea che la digitalizzazione, l'IA e le tecnologie pulite hanno il potenziale per contribuire al conseguimento degli obiettivi mondiali di sostenibilità e dovrebbero pertanto svolgere un ruolo nella visione dell'UE in materia di sviluppo; incoraggia l'UE a sfruttare la sua influenza per portare avanti l'Agenda 2030, per conseguire miglioramenti tangibili nel tenore di vita, nella riduzione della povertà e nell'espansione delle opportunità per le generazioni future, anche tramite una resilienza e un'innovazione potenziate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>chiede che gli impegni assunti durante il vertice sul futuro del 2024, il patto per il futuro e la quarta conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo tenutasi a Siviglia nel 2025 si traducano in azioni concrete e che gli investimenti siano incrementati per colmare il deficit di finanziamento per lo sviluppo sostenibile; sottolinea che qualsiasi quadro di sviluppo globale post-2030 deve essere ambizioso, misurabile e orientato al raggiungimento dei risultati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>sottolinea l'importanza degli accordi multilaterali, in particolare gli accordi ambientali, quali quadri efficaci per promuovere la cooperazione internazionale e gli OSS, e incoraggia l'UE a rafforzarne ulteriormente l'attuazione e l'impatto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>chiede che il prossimo quadro finanziario pluriennale dell'UE per il periodo 2028-2034 sia pienamente coerente con l'Agenda 2030 e contribuisca al conseguimento degli OSS; sottolinea che l'impegno dell'UE a favore degli OSS dovrebbe essere sostenuto da impegni finanziari ambiziosi nel quadro finanziario pluriennale 2028-2034; invita l'UE e i suoi Stati membri a fornire finanziamenti supplementari per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi, nonché per le perdite e i danni, in conformità alla "tabella di marcia da Baku a Belém", concordata in occasione della 29<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 29);</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>