<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0259</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Relazione 2025 della Commissione sull'Ucraina</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A10-0172/2026 - Relatore: Michael Gahler)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo dell’8 luglio 2026 sulla relazione 2025 della Commissione sull'Ucraina (2025/2259(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sull'Ucraina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 24 giugno 2022 sulla concessione all'Ucraina dello status di paese candidato, del 15 dicembre 2023, che approvano l'avvio dei negoziati di adesione, e del 20 marzo 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione dell'11 marzo 2026 sulla strategia di allargamento dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2026)0077.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 21 gennaio 2026 sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune – relazione annuale 2025<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2026)0013.</FIELD></FOOTNOTE> e la sua risoluzione dell'11 marzo 2026 sulla strategia di allargamento dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P10_TA(2026)0077.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti lo strumento per l'Ucraina e il piano per l'Ucraina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione comune della commissaria Marta Kos e del vice primo ministro ucraino Taras Kachka dell'11 dicembre 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti le tabelle di marcia sullo Stato di diritto, la riforma della pubblica amministrazione e il funzionamento delle istituzioni democratiche, nonché il piano d'azione sulla tutela dei diritti delle persone appartenenti alle minoranze nazionali (comunità) dell'Ucraina, approvata nel maggio 2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il programma nazionale per il ravvicinamento all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> adottato dal governo ucraino il 1º aprile 2026,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 4 novembre 2025 dal titolo "Ukraine 2025 Report" (Relazione 2025 sull'Ucraina) (SWD(2025)0759) e la comunicazione complementare della Commissione dal titolo "Comunicazione 2025 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2025)0690),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 55 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A10-0172/2026),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il Parlamento condanna con la massima fermezza la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, che costituisce una palese violazione del diritto internazionale e dei principi fondamentali del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario, dimostrata da crimini di guerra diffusi e sistematici, crimini contro l'umanità e dalla deportazione forzata di migliaia di ucraini in territorio russo, in particolare di minori, atti che richiedono piena assunzione di responsabilità e giustizia; che il Parlamento sostiene il diritto dell'Ucraina alla sovranità, all'indipendenza e all'integrità territoriale entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale; che la Russia ha invaso l'Ucraina e potrebbe fermare la brutale guerra che sta conducendo contro il paese vicino in qualsiasi momento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che dal 24 febbraio 2022 la Russia, con il sostegno politico, materiale e militare fornito dai suoi alleati, in particolare da Bielorussia, Iran e Corea del Nord come pure dalla Cina, conduce una guerra di aggressione su vasta scala, illegale, non provocata e ingiustificata contro l'Ucraina; che la guerra della Russia contro l'Ucraina è iniziata nel 2014 con l'occupazione e l'annessione illegale della Crimea e la successiva occupazione di parti delle regioni di Donetsk e Lugansk;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che le recenti e continue violazioni della sovranità degli Stati europei da parte della Russia confermano che i suoi obiettivi vanno ben oltre l'Ucraina e rappresentano una minaccia esistenziale per la libertà e la democrazie europee;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che, nonostante l'ampia condanna internazionale e le sanzioni senza precedenti, la Russia sta intensificando i suoi sforzi bellici attraverso attacchi mirati alle infrastrutture energetiche critiche, agli edifici residenziali e alle infrastrutture civili, come pure al patrimonio culturale e ai siti religiosi, come il monastero delle Grotte di Kiev (Kyiv Pechersk Lavra); che milioni di persone in Ucraina sono di recente sopravvissute alle gelide temperature invernali con un accesso limitato all'energia elettrica, al riscaldamento e all'acqua corrente; che i danni ambientali provocati dalla Russia negli ultimi quattro anni hanno avuto conseguenze devastanti anche per le risorse naturali e gli ecosistemi critici dell'Ucraina, nonché per la salute, i mezzi di sussistenza e la sicurezza della sua popolazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che, a seguito dell'invasione russa, oltre 4 milioni di ucraini vivono attualmente negli Stati membri dell'UE nell'ambito del meccanismo di protezione temporanea e beneficiano dei diritti di soggiorno, accesso al mercato del lavoro, alloggio, assistenza medica, assistenza sociale e istruzione per i loro figli;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che l'Ucraina, difendendosi dalla Russia, contribuisce in modo significativo alla sicurezza dell'Unione europea; che l'UE e i suoi Stati membri sono stati e sono il principale fornitore di assistenza finanziaria, economica, militare e umanitaria all'Ucraina dall'inizio dell'invasione su vasta scala; che, dall'inizio della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, l'UE e i suoi Stati membri hanno fornito all'Ucraina circa 75 miliardi di EUR in assistenza militare; che il sostegno all'Ucraina deve anche contribuire al rafforzamento della base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB) e dell'autonomia strategica dell'Unione e non deve portare a una maggiore dipendenza da attori esterni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che, dall'inizio dell'occupazione illegale e in corso di parti del territorio ucraino nel febbraio 2014, la Federazione russa ha commesso persistenti e diffuse violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali nei territori temporaneamente occupati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che l'Ucraina e gli organismi internazionali hanno documentato centinaia di esecuzioni di prigionieri di guerra ucraini da parte delle forze russe; che tali esecuzioni costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani e sono esplicitamente riconosciute come crimini di guerra ai sensi delle convenzioni di Ginevra e dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che almeno 20 000 e forse fino a 35 000 minori ucraini sono stati deportati con la forza in Russia e Bielorussia o detenuti nei territori ucraini temporaneamente occupati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che, in risposta alla guerra di aggressione della Russia, sono stati istituiti all'Aia il centro internazionale per il perseguimento del crimine di aggressione nei confronti dell'Ucraina e il Registro dei danni dell'Ucraina, e che il tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l'Ucraina è in fase di istituzione; che la Commissione ha adottato una proposta che avvia il processo affinché l'Unione europea diventi membro fondatore del tribunale speciale; che la Corte penale internazionale ha incriminato Vladimir Putin e Maria Lvova-Belova per crimini di guerra; che il 14 maggio 2026, a margine della 135<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa a Chișinău, in Moldova, è stata inaugurata una commissione internazionale per le richieste di risarcimento a favore dell'Ucraina; che la commissione internazionale per le richieste di risarcimento rafforzerà la capacità di garantire l'assunzione di responsabilità per i crimini internazionali commessi in Ucraina e contro di essa e di difendere il diritto dell'Ucraina al pieno risarcimento dei danni risultanti dalle azioni illegali della Russia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che l'Ucraina ha dimostrato una resilienza e una determinazione notevoli nel suo percorso europeo verso l'adesione all'UE, una scelta che rispecchia la volontà di resistere del popolo ucraino, nonostante la perdurante guerra di aggressione della Russia, che ha provocato migliaia di morti, inflitto traumi profondi sui sopravvissuti, sulle famiglie delle vittime, sui veterani e le loro famiglie, nonché sulla società civile, lasciato in rovina molte città e infrastrutture civili vitali e portato all'occupazione prolungata di parti del suo territorio da parte delle forze russe;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che la lotta dell'Ucraina non riguarda soltanto il diritto di vivere liberamente e di scegliere liberamente le sue alleanze, né solo la sua sovranità, pace, stabilità e sicurezza, ma anche la salvaguardia della democrazia stessa di fronte a una minaccia esistenziale; che la resilienza della democrazia ucraina sarà giudicata, in ultima analisi, non solo in funzione della sua capacità di resistere all'aggressione esterna, ma anche della sua volontà di tutelare il pluralismo, l'inclusività, l'apertura e la diversità politica all'interno del paese;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che l'integrazione europea dell'Ucraina è un investimento strategico per la pace, la sicurezza, la democrazia e la prosperità dell'intero continente; che il fermo sostegno dell'UE alla sovranità, all'integrità territoriale e all'indipendenza dell'Ucraina non dipende dalla rapidità dell'integrazione europea del paese;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che gli attuali criteri di Copenaghen prevedono non solo un allineamento formale al diritto dell'UE, bensì anche un'attuazione efficace e garanzie dei diritti fondamentali, della democrazia e dello Stato di diritto; che il percorso di ciascun paese verso l'integrazione nell'UE deve essere valutato in base ai suoi meriti e che nessun paese dovrebbe essere associato a un altro o trattato come parte di un pacchetto;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che l'Ucraina mantiene il suo impegno ad allineare la sua legislazione all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE e ha continuato ad adottare misure per attuare le riforme nonostante la guerra di aggressione della Russia; che nel 2025 l'Ucraina ha conseguito l'84 % di attuazione dell'accordo di associazione UE-Ucraina<FOOTNOTE><FIELD> Accordo di libero scambio tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'Ucraina, dall'altra (ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2014/295/oj).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che la Commissione ha confermato che l'Ucraina ha completato il processo di screening bilaterale per tutti i capitoli di negoziato ed è pronta ad aprire tutti i gruppi di capitoli negoziali, a cominciare dal gruppo di capitoli sulle questioni fondamentali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che sono stati compiuti progressi, ma che sono necessari ulteriori sforzi, tra l'altro, per potenziare lo Stato di diritto in Ucraina e combattere la corruzione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che garantire l'uso trasparente e responsabile del sostegno finanziario internazionale e dell'UE e dei futuri fondi per la ricostruzione richiede istituzioni anticorruzione solide, indipendenti e ben funzionanti, nonché un efficace controllo democratico che coinvolga la società civile e le parti sociali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che gli esperti internazionali che lavorano nelle commissioni di selezione giudiziaria hanno contribuito a rafforzare la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario rafforzando l'indipendenza della magistratura; che il coinvolgimento di esperti internazionali nella selezione dell'Alta commissione di qualificazione dei giudici si è concluso il 1º giugno 2025;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che le istituzioni democratiche ucraine hanno dimostrato adattabilità mostrando che, anche nel corso della guerra di aggressione da parte della Russia e nel quadro della legge marziale, continuano a servire gli interessi dei cittadini e ad attuare le riforme connesse all'adesione all'UE; che il Parlamento accoglie con favore le indicazioni secondo cui i preparativi per le elezioni potrebbero iniziare quando sarà revocata la legge marziale e dopo che la situazione della sicurezza consentirà di svolgere le elezioni in conformità alle norme internazionali; che l'Ucraina dovrebbe continuare ad adoperarsi per proteggere la sua democrazia e garantire la trasparenza e l'equilibrio dei poteri;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che la società civile rimane un pilastro della resilienza e della democrazia in Ucraina, sebbene le pressioni esercitate sugli attivisti e sui sindacati suscitino preoccupazioni e richiedano l'intervento del governo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che l'integrazione nell'UE gode di un ampio sostegno da parte della società e delle istituzioni ucraine e rimane una forza trainante fondamentale per lo sviluppo democratico dell'Ucraina; che l'adesione dell'Ucraina all'UE rafforzerà anche l'Unione stessa contribuendo alla sua resilienza geopolitica, rafforzando il suo potenziale economico e il suo impegno a favore di valori condivisi di democrazia, Stato di diritto e libertà;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che l'ultima relazione Eurobarometro sull'allargamento indica che il 56 % dei cittadini dell'UE è a favore di un ulteriore allargamento dell'Unione europea e che l'Ucraina è il candidato favorito per l'adesione all'UE, una volta che avrà soddisfatto tutti i criteri previsti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che la dichiarazione comune firmata l'11 dicembre 2025 dalla commissaria Marta Kos e dal vice primo ministro ucraino Taras Kachka (nota come "piano Kos-Kachka") è un piano di riforma prioritario in 10 punti da attuare entro la fine del 2026; che tali riforme riguardano il rafforzamento dello Stato di diritto, le procedure giudiziarie e l'indipendenza delle istituzioni anticorruzione ucraine; che la piena e inequivocabile attuazione di tali misure sarà un'importante e tangibile dimostrazione dell'impegno dell'Ucraina; che i gruppi di riflessione competenti ritengono che circa il 15 % del piano sia stato attuato entro la metà del 2026;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che la Russia continua a proseguire e intensificare gli sforzi volti a giustificare la sua aggressione contro l'Ucraina attraverso la deliberata falsificazione della storia, la manipolazione delle narrazioni storiche e l'uso strategico di narrazioni religiose, culturali e basate su valori intesi a distorcere il dibattito pubblico, a negare e delegittimare l'identità nazionale, la statualità e la sovranità dell'Ucraina, e a impedire l'adesione dell'Ucraina all'Unione europea; che tali attività sono coerenti con la dottrina militare russa approvata il 25 dicembre 2014 e con i successivi documenti strategici, tra cui la strategia di sicurezza nazionale della Federazione russa approvata dal presidente Vladimir Putin il 31 dicembre 2015, che enfatizzano la protezione dei "valori spirituali e morali tradizionali russi" contrapponendoli all'influenza occidentale percepita; che tale approccio è stato ulteriormente rafforzato nella strategia di sicurezza nazionale del 2021, che ha elevato la salvaguardia dei "valori tradizionali", la promozione del concetto di "mondo russo" ("Russkiy Mir") e la protezione dei "compatrioti che vivono all'estero" a priorità fondamentali per la sicurezza nazionale, dimostrando in tal modo l'uso costante e sistematico delle narrazioni culturali, religiose e civili come strumenti di influenza geopolitica e giustificazione per l'aggressione contro l'Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che, secondo il ministero della Politica sociale ucraino, oltre 3 milioni di ucraini sono riconosciuti come affetti da una o più disabilità e che tale numero dovrebbe aumentare di 17 000 unità al mese, in gran parte a causa della guerra in corso;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che i danni ambientali cagionati dalla Russia hanno causato conseguenze devastanti per le risorse naturali, gli ecosistemi critici e la salute, i mezzi di sussistenza e la sicurezza delle persone dell'Ucraina; che la ripresa verde consiste nel porre rimedio a tali danni e nell'indirizzare l'Ucraina su un nuovo percorso di sostenibilità ambientale e sociale allineato alla legislazione ambientale dell'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che un'indagine del 2024 condotta dall'Istituto internazionale di sociologia di Kiev ha confermato che l'atteggiamento della società ucraina nei confronti delle persone LGBTIQ+ è rimasto prevalentemente neutrale o positivo, dal momento che oltre il 70 % degli ucraini intervistati sostengono la parità di diritti per le persone LGBTIQ+;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AC.</NO.P>considerando che la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina ha causato immense sofferenze umane e distruzione e che la portata della devastazione umana rende indispensabile la ricerca di una pace giusta, sostenibile e duratura;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AD.</NO.P>considerando che la nuova legge sugli appalti pubblici, adottata dalla Verkhovna Rada dell'Ucraina il 27 maggio 2026 ed entrata in vigore il 24 giugno 2026, è largamente ritenuta una riforma autentica, allineata alla legislazione dell'UE e che stabilisce garanzie in materia di trasparenza e contrasto alla corruzione per le grandi gare d'appalto; che l'adozione di tale normativa ha sbloccato 3,4 miliardi di USD di sostegno diretto al bilancio per l'Ucraina da parte della Banca mondiale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AE.</NO.P>considerando che il 15 giugno 2026 l'UE ha avviato i negoziati di adesione con l'Ucraina e la Moldova sul gruppo di capitoli 1 (questioni fondamentali) comprendente: il capitolo 23 (sistema giudiziario e diritti fondamentali), il capitolo 24 (giustizia, libertà e sicurezza), il capitolo 5: (appalti pubblici), il capitolo 18 (statistiche) e il capitolo 32 (controllo finanziario); che i negoziati sul gruppo di capitoli relativo alle questioni fondamentali sono i primi a essere avviati e gli ultimi a essere conclusi nel processo di adesione e che i progressi compiuti nell'ambito di tale gruppo di capitoli determinano il ritmo generale dei negoziati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AF.</NO.P>considerando che vari Stati membri hanno diffuso documenti informali sulle dinamiche dell'adesione dell'Ucraina all'UE e sulle possibilità di rafforzamento dei futuri trattati di adesione all'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AG.</NO.P>considerando che l'analisi congiunta del servizio europeo per l'azione esterna e del Centro ucraino per la lotta alla disinformazione ha individuato strategie e operazioni russe di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri volte a minare ed erodere il sostegno pubblico al processo di adesione dell'Ucraina all'UE, sia in Ucraina che nell'UE;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT>I.<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Stato di avanzamento della guerra di aggressione russa e delle sanzioni dell'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna con massima fermezza la perdurante guerra di aggressione illegale condotta dalla Russia contro l'Ucraina e ribadisce la sua ferma solidarietà al popolo ucraino e il suo sostegno all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale del paese entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale; riafferma la sua politica di non riconoscimento di tutti i territori dell'Ucraina illegalmente e temporaneamente occupati dalla Russia, compresa la Crimea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>chiede che la Federazione russa cessi immediatamente e incondizionatamente tutte le attività militari all'interno e contro l'Ucraina e ritiri tutte le sue forze e attrezzature militari dall'intero territorio dell'Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale, compreso il suo mare territoriale; sottolinea che il coraggioso popolo ucraino ha pagato il prezzo più alto per proteggere l'Ucraina e, per estensione, la sicurezza dell'Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>esprime la sua più profonda vicinanza e piena solidarietà a tutte le persone colpite dalla guerra di aggressione condotta dalla Federazione russa ai danni dell'Ucraina, compresi i membri delle forze armate, i veterani, le famiglie delle persone uccise o ferite, gli sfollati interni, i rifugiati e tutti i civili che subiscono le gravi conseguenze umanitarie, sanitarie, psicologiche, sociali ed economiche della guerra;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>condanna gli attacchi diffusi e sistematici perpetrati dalla Federazione russa contro la popolazione civile ucraina, in particolare attraverso attacchi alle infrastrutture energetiche e idriche critiche, che costituiscono palesi violazioni del diritto internazionale umanitario;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>deplora vivamente le gravi violazioni perpetrate ai danni dei minori ucraini dalla Federazione russa, tra cui l'omicidio, i maltrattamenti, il trasferimento forzato e la deportazione, nonché l'adozione illegale, l'alterazione dei dati personali e la limitazione dei contatti con le famiglie; condanna inoltre la loro russificazione forzata e la loro esposizione alla formazione militare-patriottica, alla propaganda di guerra e alla militarizzazione; esige il ritorno immediato, sicuro e incondizionato dei minori rapiti e chiede all'UE di dare priorità alla salute mentale dei minori quale componente specifica del suo sostegno alla ripresa; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare il sostegno alle autorità ucraine, nonché alle organizzazioni internazionali e non governative, nel documentare tali crimini e nell'identificare, rimpatriare, reintegrare, riabilitare e sostenere i minori coinvolti; accoglie con favore il crescente impegno in seno alla coalizione internazionale per il rimpatrio dei minori ucraini, quale piattaforma chiave per un'azione internazionale coordinata volta al rimpatrio dei minori ucraini deportati e trasferiti con la forza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>deplora il drastico deterioramento della situazione dei diritti umani nelle zone sotto l'occupazione russa, come le detenzioni e le sparizioni arbitrarie, le torture, il conferimento forzato di passaporti russi ai cittadini ucraini e la loro mobilitazione nei territori temporaneamente occupati, le esecuzioni di prigionieri di guerra e le deportazioni illegali; ribadisce fermamente il diritto inalienabile di tutti gli ucraini sfollati con la forza a seguito dell'aggressione della Russia di ritornare nelle loro case in modo sicuro, volontario e senza precondizioni successivamente alla cessazione totale dell'occupazione e al ripristino dell'integrità territoriale dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>condanna fermamente l'imposizione illegale, da parte della Federazione russa, della sua amministrazione di occupazione nei territori dell'Ucraina temporaneamente occupati, nonché la sua appropriazione sistematica e illegale di beni pubblici e privati, il saccheggio e la rimozione illegale dei beni e del patrimonio culturale ucraino, la distruzione delle attività economiche e lo sfruttamento di tali territori per i suoi interessi politici ed economici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>condanna fermamente il reclutamento da parte della Federazione russa di cittadini stranieri affinché partecipino alla sua guerra di aggressione contro l'Ucraina, spesso attraverso pratiche ingannevoli e lo sfruttamento di condizioni socioeconomiche vulnerabili; sottolinea che tali pratiche costituiscono una forma di tratta di esseri umani e gravi violazioni dei diritti umani; invita l'UE e i suoi Stati membri, insieme ai partner internazionali, a opporsi a tali pratiche, anche attraverso sanzioni, misure di sensibilizzazione e sostegno alle vittime, e sollecita i paesi terzi a impedire tale reclutamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>condanna il trattamento disumano dei prigionieri di guerra ucraini da parte della Federazione russa, comprese la tortura e le esecuzioni, in violazione del diritto internazionale umanitario, e chiede il loro rilascio immediato e incondizionato; invita l'UE, i suoi Stati membri e la comunità internazionale a intensificare gli sforzi, anche attraverso mezzi diplomatici e giuridici, per garantire il rispetto del diritto internazionale e agevolare ulteriori scambi di prigionieri; invita il Comitato internazionale della Croce Rossa a esercitare pienamente il suo mandato ai sensi del diritto internazionale umanitario, garantendo un accesso senza ostacoli e regolare a tutti i luoghi in cui si trovano i prigionieri di guerra ucraini e i civili, compresi i detenuti; prende atto che l'Ucraina continua ad assolvere i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale nel trattamento dei prigionieri di guerra;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri ad aumentare in modo significativo l'assistenza sanitaria e a garantire che le esigenze di riabilitazione siano pienamente rispecchiate nei quadri di sostegno dell'UE; esorta la Commissione e gli Stati membri a mantenere e ampliare, se necessario, il sostegno ai rifugiati ucraini attualmente ospitati in tutti gli Stati membri, nonché agli sfollati interni in Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>invita l'UE e gli Stati membri a combattere la disinformazione della Russia sulla sua guerra di aggressione e sul processo di adesione dell'Ucraina all'UE, limitando pienamente le attività associate alle organizzazioni dei media russi controllate dallo Stato e ai loro contributori in tutti gli Stati membri dell'UE, estendendo i pertinenti elenchi di sanzioni individuali, accertando la responsabilità giuridica dei complici della propaganda condotta dallo Stato, rafforzando l'alfabetizzazione digitale, promuovendo le informazioni basate sui fatti prestando particolare attenzione ai paesi specificamente presi di mira dalla propaganda russa al di fuori dell'Europa e chiamando le piattaforme dei social media a rispondere della diffusione di contenuti dannosi applicando rigorosamente il regolamento sui servizi digitali<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 ottobre 2022, relativo a un mercato unico dei servizi digitali e che modifica la direttiva 2000/31/CE (regolamento sui servizi digitali) (GU L 277 del 27.10.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/2065/oj).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>sottolinea con forza il diritto naturale dell'Ucraina all'autodifesa, in conformità dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, compreso il diritto dell'Ucraina – sebbene sia impegnata in una lotta difensiva – di colpire obiettivi legittimi nel territorio dell'aggressore, la Russia; prende atto con profonda preoccupazione della riduzione del 99 % degli aiuti militari offerti dagli Stati Uniti nel 2025; elogia pertanto l'iniziativa della NATO sull'elenco prioritario delle esigenze dell'Ucraina (<STRING ITALIC="on">Prioritised Ukraine Requirements List</STRING>), nonché la missione NATO di assistenza e formazione in materia di sicurezza per l'Ucraina; accoglie con favore la leadership dell'UE e dei suoi Stati membri nel loro ruolo di principale fornitore di sostegno finanziario e militare all'Ucraina, anche tramite le iniziative di formazione della missione di assistenza militare dell'UE a sostegno dell'Ucraina e il finanziamento e la fornitura di sostegno militare, come i sistemi di difesa aerea e le capacità di attacco in profondità; invita l'UE e i suoi Stati membri ad aumentare l'assistenza per difendere il diritto dell'Ucraina all'autodifesa; sottolinea che un'assistenza militare sufficiente e prevedibile, che preveda anche l'accesso ai finanziamenti per la produzione di armi, un sostegno per tale produzione al di fuori dell'Ucraina e la cooperazione tra l'EDTIB e l'industria della difesa ucraina, è fondamentale per un'efficace resistenza dell'Ucraina all'aggressione della Russia, in particolare alla luce della drastica riduzione degli aiuti militari statunitensi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>osserva che il ritmo delle conquiste territoriali russe in Ucraina ha subito un rallentamento nel 2026 e che l'Ucraina ha riconquistato territorio nell'aprile 2026, mentre la Russia ha subito perdite particolarmente consistenti; è persuaso che l'Ucraina può e deve avere la meglio e che l'esito del conflitto non è scontato; ritiene pertanto che un sostegno militare costante e rafforzato dell'UE possa avere un impatto decisivo sul campo di battaglia; invita gli Stati membri ad agire con maggiore determinazione e urgenza, anche intensificando e accelerando in modo significativo la consegna e il finanziamento di armi e munizioni all'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>esorta, in particolare, la Germania a inviare missili Taurus a lungo raggio all'Ucraina e invita gli altri Stati membri a fornire urgentemente all'Ucraina ulteriori capacità di difesa aerea, compresi i sistemi Patriot e i missili per i sistemi Patriot, SAMP/T, NASAMS, IRIS-T e HAWK;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>accoglie con favore gli sforzi diplomatici internazionali volti a porre fine alla guerra ed elogia l'approccio costruttivo dell'Ucraina; insiste, tuttavia, sul fatto che i negoziati di pace devono essere preceduti da un cessate il fuoco sostenibile; sottolinea la necessità che la pace sia giusta e sostenibile e che avvenga nel pieno rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina; evidenzia che qualsiasi accordo di pace non dovrebbe danneggiare gli interessi strategici ucraini ed europei, né limitare la capacità dell'Ucraina di difendersi e di scegliere le sue alleanze politiche e di sicurezza senza alcun veto russo; evidenzia che qualsiasi accordo di pace deve basarsi sul pieno rispetto dei principi del diritto internazionale, sull'assunzione di responsabilità per i crimini di guerra, i crimini contro l'umanità e il crimine di aggressione e sui risarcimenti da parte della Russia per gli ingenti danni causati in Ucraina; sottolinea che dovrebbe includere un impegno da parte della Russia a cessare immediatamente la sua guerra ibrida contro l'UE e i suoi partner, compresa l'Ucraina, e dovrebbe altresì prevedere il ritorno di tutti i minori ucraini rapiti e i civili ucraini detenuti e uno scambio completo di prigionieri di guerra che comprenda i resti dei soldati caduti; evidenzia che qualsiasi accordo di questo tipo dovrebbe prevedere garanzie di sicurezza solide e credibili per l'Ucraina, equivalenti a quelle previste all'articolo 5 del trattato di Washington e all'articolo 42, paragrafo 7, del trattato sull'Unione europea, non appena conclusosi formalmente lo stato di guerra; riconosce che l'Ucraina ritiene l'adesione all'UE un'importante garanzia di sicurezza, anche alla luce dell'articolo 42, paragrafo 7, del Trattato sull'Unione europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>ribadisce che soltanto l'Ucraina può fissare i termini di un accordo di pace che sia accettabile per il suo popolo; insiste sul fatto che nessuna questione riguardante l'Ucraina dovrebbe essere decisa senza l'Ucraina, così come nessuna questione riguardante l'Europa dovrebbe essere decisa senza l'Europa; riafferma che qualsiasi accordo volto a porre fine alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina va ben oltre questi due paesi e ha profonde implicazioni per l'intero assetto di sicurezza europeo; sottolinea che tale accordo può essere raggiunto solo con la partecipazione dell'UE e dei suoi Stati membri; invita la Commissione e gli Stati membri a valutare la possibilità di nominare un negoziatore europeo di alto livello e di conferirgli il pieno potere di rappresentare l'UE e i suoi Stati membri nei colloqui diplomatici con un mandato definito con precisione; invita la Commissione, il Servizio europeo per l'azione esterna e il Consiglio a elaborare, in coordinamento con l'Ucraina e in consultazione con gli Stati membri, un documento sugli scenari strategici per l'architettura di sicurezza e la cooperazione postbellica nel continente europeo, che rifletta gli insegnamenti tratti dal passato e contenga potenziali parametri per le future relazioni con la Russia dopo la fine della guerra, riguardanti anche le questioni relative alla sicurezza, all'energia, alle frontiere, alle responsabilità e alle riparazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>deplora vivamente che finora la Russia non abbia mostrato alcuna intenzione di concludere una pace sostenibile e che essa utilizzi i suoi contatti diplomatici con gli Stati Uniti solo come parte di una campagna di guerra psicologica per minare il sostegno internazionale all'Ucraina; ribadisce, a tale proposito, la necessità di aumentare la pressione sulla Russia e condanna il parziale allentamento delle sanzioni nei confronti della stessa deciso dagli Stati Uniti; denuncia la posizione degli Stati Uniti di subordinare le garanzie di sicurezza statunitensi per l'Ucraina al ritiro dell'Ucraina dal Donbas; ricorda che interagire direttamente con la Russia senza esercitare pressioni significative, rinunciare pubblicamente a un importante effetto leva, ridurre il sostegno militare, rifiutare di attuare ulteriori sanzioni e revocare quelle già in essere, ricattare l'Ucraina affinché dia un accesso preferenziale alle imprese statunitensi per la ricostruzione e conceda l'accesso alle risorse naturali e tentare di costringere l'Ucraina a fare concessioni territoriali e a rinunciare al suo legittimo diritto all'autodifesa sono tutti elementi di uno sforzo diplomatico destinato a fallire;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>accoglie con favore la dichiarazione dei leader del G7 sull'Ucraina del giugno 2026, tra cui l'impegno a) a sostenere il nuovo slancio sul campo di battaglia e la sua accelerazione, anche valutando la possibilità di estendere all'Ucraina il beneficio delle licenze per consentire un aumento della produzione militare ucraina e b) ad aumentare la pressione sull'economia di guerra russa; invita l'UE e i suoi Stati membri ad adottare tutte le misure necessarie per garantire l'attuazione pratica di tali impegni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>insiste sul fatto che l'UE e i suoi Stati membri, insieme ai loro partner e alleati, devono contribuire all'istituzione di garanzie di sicurezza solide e giuridicamente vincolanti a favore dell'Ucraina, al fine di scoraggiare ulteriori aggressioni russe, che dovrebbero essere rafforzate da meccanismi vincolanti per monitorare la conformità, coordinare sistematicamente l'assistenza e garantire un sostegno costante e a lungo termine alla sovranità, all'integrità territoriale e alla ricostruzione dell'Ucraina; accoglie con favore le conclusioni della riunione della "Coalizione dei volenterosi" tenutasi a Parigi il 6 gennaio 2026; apprezza fortemente la proposta di una "forza di rassicurazione" multinazionale per l'Ucraina e incoraggia tutti gli Stati membri dell'UE a riflettere in modo approfondito su come sostenere al meglio tale forza; accoglie con favore l'accordo volto a mettere a punto un impegno politicamente e giuridicamente vincolante per ripristinare la pace e la sicurezza in caso di un futuro attacco armato da parte della Russia e un quadro chiaro per il sostegno all'Ucraina; ribadisce il suo invito affinché una coalizione di Stati membri volenterosi dell'UE esamini le modalità per istituire una zona di protezione integrata a scopo difensivo guidata dall'Europa che potrebbe utilizzare pattuglie aeree da combattimento nelle zone non contestate dell'Ucraina, il che contribuirebbe a proteggere i civili ucraini dagli attacchi indiscriminati alle infrastrutture civili, a offrire una difesa proattiva dalle incursioni russe nello spazio aereo dell'UE e a spostare l'equilibrio di potere per aiutare a far sì che la Russia si sieda al tavolo dei negoziati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>chiede, alla luce della necessità di aumentare la pressione sulla Russia, sanzioni rafforzate, più globali e strutturali nei confronti di quest'ultima e dei suoi alleati, con l'obiettivo di privarla delle risorse necessarie per finanziare la sua macchina militare e sostenere la sua aggressione contro l'Ucraina, comprese sanzioni individuali mirate nell'ambito del regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani (legge Magnitsky dell'UE) nei confronti dei responsabili di gravi violazioni dei diritti umani; chiede un maggiore allineamento degli elenchi delle sanzioni con quelli dei partner che condividono gli stessi principi; chiede con forza il potenziamento della capacità amministrativa e maggiori risorse finanziarie per migliorare la progettazione, l'attuazione e l'applicazione delle sanzioni dell'UE; insiste sul fatto che nessuna sanzione dovrebbe essere revocata prima che sia stato negoziato e attuato in modo sostenibile un accordo di pace; invita il Consiglio e gli Stati membri ad affrontare sistematicamente la questione dell'elusione delle sanzioni; sottolinea che le sanzioni hanno un chiaro impatto sull'economia russa, ma ribadisce la necessità che il regime sanzionatorio sia più ampio e la sua attuazione più rigorosa affinché possa sortire l'effetto desiderato di limitare i fondi a disposizione della Russia per la sua guerra di aggressione; chiede, pertanto, il rafforzamento e l'ampliamento delle sanzioni nei confronti delle fonti primarie di entrate della Russia, compresi, tra l'altro, i settori dell'energia, delle materie prime, finanziario e dei trasporti; invita l'UE e gli Stati membri a lavorare in modo coordinato al fine di vietare ogni attività commerciale con la Russia e la Bielorussia, prestando particolare attenzione ai beni e alle tecnologie con potenziali applicazioni a duplice uso, nonché a proibire il transito di merci da e verso l'Unione attraverso i loro territori; chiede un divieto totale dei prodotti siderurgici russi e dell'esportazione di allumina in Russia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>chiede di intensificare gli sforzi per smantellare le operazioni della flotta ombra russa, che rappresentano un rischio sostanziale e crescente per la sicurezza marittima e l'ambiente, in particolare nel Mar Baltico, di vitale importanza strategica; chiede, a tale proposito, una più stretta cooperazione tra le autorità degli Stati membri che si affacciano sul Mar Baltico per garantire che le operazioni della flotta ombra siano interrotte in modo efficace; esorta gli Stati membri a rispettare rigorosamente la legislazione dell'UE e a cessare tutte le importazioni di gas naturale liquefatto e gas naturale russi, i cui proventi sostengono costantemente la macchina da guerra russa e compromettono l'efficacia delle sanzioni dell'UE e del sostegno dell'UE all'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>deplora le dure decisioni adottate dal Comitato olimpico internazionale e dal Comitato paralimpico internazionale in merito alla libertà di espressione degli atleti ucraini durante i Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026, nonché la decisione della World Acquatics di revocare le sanzioni nei confronti degli atleti russi e bielorussi e quella della Biennale di Venezia di ammettere nuovamente gli artisti russi; evidenzia che lo sport e la cultura vengono attivamente utilizzati dai regimi russo e bielorusso a fini di propaganda di Stato e per distorcere la narrazione riguardo agli autori di gravi violazioni dei diritti umani e crimini di guerra; esprime solidarietà agli atleti ucraini che hanno subito discriminazioni e invita l'UE e i suoi Stati membri a garantire la piena applicazione e il rispetto del diritto europeo della concorrenza; chiede di impedire il rilascio di visti dell'UE agli atleti e agli artisti russi che non prendono le distanze dalla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT>II.<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sostegno finanziario a lungo termine all'Ucraina e riparazioni di guerra</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>elogia la Commissione per aver annunciato, nel gennaio 2026, che fornirà 90 miliardi di EUR di sostegno essenziale alle esigenze militari e di bilancio dell'Ucraina nel biennio 2026-2027 e accoglie con favore la necessaria flessibilità prevista nel pacchetto nell'ambito del regime di deroga di cui all'articolo 13, paragrafo 5, della proposta di regolamento che istituisce il prestito a sostegno dell'Ucraina per il 2026 e il 2027<FOOTNOTE><FIELD> Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione del prestito a sostegno dell'Ucraina per il 2026 e il 2027 (COM(2026)0020), presentata dalla Commissione il 14 gennaio 2026.</FIELD></FOOTNOTE>; accoglie con favore il fatto che il Consiglio abbia risolto la situazione di stallo che impedisce l'operatività del prestito a sostegno dell'Ucraina e lo sblocco del Fondo di assistenza per l'Ucraina nell'ambito dello strumento europeo per la pace; invita i governi di Ungheria, Slovacchia e Cechia a riconsiderare il loro regime di deroga e a partecipare alle garanzie per il prestito; accoglie con favore la prima rata di 3,2 miliardi di EUR nell'ambito del prestito a sostegno dell'Ucraina, che è stata erogata all'Ucraina il 25 giugno 2026;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare un approccio più globale, a lungo termine e strategico per sostenere l'Ucraina, che vada al di là delle misure di assistenza ad hoc; sottolinea la necessità di una strategia dell'UE strutturata e multidimensionale che combini un sostegno militare, economico e industriale duraturo; chiede, a tale proposito, un aumento significativo delle capacità di produzione europea nel settore della difesa e l'istituzione di meccanismi di appalto coordinati e paneuropei per garantire la consegna tempestiva e sufficiente di munizioni e attrezzature all'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>ribadisce la sua ferma convinzione che la Russia debba pagare per gli ingenti danni causati in Ucraina; sottolinea la necessità di un quadro finanziario pluriennale prevedibile per l'Ucraina, che la aiuti a coprire le spese per la ripresa e la difesa durante l'aggressione russa, senza incertezze legate alle scadenze annuali; si rammarica che la Commissione e il Consiglio non abbiano raggiunto un accordo sulla proposta della Commissione relativa a un prestito per le riparazioni<FOOTNOTE><FIELD> Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il prestito per le riparazioni all'Ucraina e modifica il regolamento (UE) 2024/792 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 febbraio 2024, che istituisce lo strumento per l'Ucraina (COM(2025)3502), presentata dalla Commissione il 3 dicembre 2025.</FIELD></FOOTNOTE> utilizzando le disponibilità liquide associate ai beni sovrani russi, e plaude all'invito rivolto dal Consiglio alla Commissione a continuare a lavorare sugli aspetti tecnici e giuridici degli strumenti che istituiscono un prestito per le riparazioni sulla base delle disponibilità liquide associate ai beni bloccati della Russia, al fine di finanziare la difesa, la ricostruzione e le riparazioni dell'Ucraina; ribadisce la necessità di trasferire tali beni bloccati a un'apposita società veicolo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>accoglie con favore l'accordo sulla Convenzione che istituisce una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento e ne sollecita la rapida ratifica; plaude alla proposta della Commissione di avviare il processo affinché l'UE diventi membro fondatore del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l'Ucraina, quale passo per garantire l'accertamento delle responsabilità per il crimine di aggressione e sostenere gli sforzi in materia di giustizia internazionale; chiede un maggiore sostegno dell'UE alla raccolta e alla conservazione delle prove dei crimini di guerra perpetrati della Russia in Ucraina, compreso un aumento significativo dell'assistenza finanziaria, tecnica e forense fornito alle autorità inquirenti e agli organi investigativi ucraini per i crimini di guerra;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT>III.<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Impegno a favore dell'adesione all'UE e dei negoziati di adesione </STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>accoglie con grande favore il costante impegno dell'Ucraina a soddisfare i requisiti di adesione all'UE e la sua capacità di compiere progressi nel percorso di adesione all'UE; sottolinea che i risultati dell'Ucraina devono sempre essere presi in considerazione nel contesto della perdurante guerra di aggressione della Russia e del suo impatto negativo sui processi democratici e sulla pubblica amministrazione dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>ribadisce che, sebbene il processo di allargamento dell'UE debba rimanere rigorosamente basato sul merito, oggettivo e conforme ai criteri di Copenaghen e alle condizioni del quadro di allargamento, l'allargamento costituisce un investimento geostrategico reciprocamente vantaggioso nella pace, nella stabilità e nella sicurezza nel continente europeo nonché un obbligo morale; sottolinea, pertanto, che il futuro dell'Ucraina è nell'UE e riconosce l'integrazione europea dell'Ucraina come una priorità strategica per l'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>elogia l'adozione da parte dell'Ucraina del programma nazionale di ravvicinamento della legislazione ucraina al diritto dell'Unione europea quale strumento fondamentale per una pianificazione strutturata e trasparente del processo di allineamento legislativo, compreso il suo ambizioso calendario per il completamento di tutte le misure necessarie al fine di soddisfare i parametri di riferimento entro il 2027;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>apprezza il completamento del processo di screening per tutti i gruppi di capitoli, prendendo atto delle valutazioni della Commissione e del Consiglio secondo cui l'Ucraina ha compiuto progressi sostanziali verso l'apertura di gruppi di capitoli di negoziato; plaude all'invito rivolto dal Consiglio europeo al Consiglio nel marzo 2026 ad aprire senza indugio tutti i gruppi di capitoli di negoziato, e chiede al Consiglio di agire immediatamente per dare seguito a tale decisione, a cominciare dal gruppo di capitoli sulle questioni fondamentali; si compiace, nel contempo, della decisione della Commissione e della presidenza cipriota del Consiglio di proseguire i negoziati a livello tecnico in previsione dell'apertura di futuri negoziati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>esorta vivamente tutti gli Stati membri, e in particolare il nuovo governo ungherese, a non porre più il veto all'apertura di gruppi di capitoli di negoziato e a cessare di sfruttare la prospettiva di adesione dell'Ucraina all'UE a fini di politica interna e nelle campagne politiche; accoglie con favore l'apertura del primo gruppo di capitoli dei negoziati di adesione sulle questioni fondamentali e si attende che i gruppi di capitoli successivi seguiranno;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>è consapevole del fatto che la potenziale adesione dell'Ucraina all'Unione avrà notevoli implicazioni di bilancio; sottolinea tuttavia che la maggior parte dei costi della ricostruzione dovrebbe essere coperta da fonti diverse dal bilancio dell'UE e che, accanto a enormi sforzi a livello nazionale, occorrerà il contributo delle istituzioni finanziarie internazionali, degli investimenti privati e dei paesi partner; sottolinea l'importanza di preservare e rafforzare ulteriormente il sostegno pubblico negli Stati membri e in Ucraina a favore del processo di allargamento e dell'adesione di quest'ultima, il che richiede una comunicazione su misura e basata sui fatti a livello dell'UE e nazionale, anche su come affrontare le legittime preoccupazioni in merito all'impatto su determinati settori economici e sulle politiche dell'UE, quali la politica agricola comune;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>invita il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri ad adottare un pensiero quanto più possibile innovativo per garantire che le discussioni sull'adesione dell'Ucraina all'UE non diventino un fattore negativo nei colloqui di pace, per gli altri paesi candidati all'adesione o per la politica interna dell'Ucraina; invita gli Stati membri a partecipare attivamente e in modo costruttivo alla discussione delle proposte volte a promuovere l'integrazione europea dell'Ucraina, tenendo conto nel contempo degli interessi strategici dell'UE e delle dinamiche nei paesi in via di adesione, tra cui i tentativi della Russia di minare il sostegno pubblico all'allargamento e all'adesione all'UE, e promuovendo la futura sicurezza dell'Ucraina e del continente europeo; ribadisce il suo invito a rafforzare la capacità dell'UE di agire mediante la semplificazione dei processi decisionali, come l'introduzione del voto a maggioranza qualificata nelle fasi intermedie del processo di allargamento quando si decide l'apertura e la chiusura di singoli capitoli e gruppi di capitoli di negoziato, pienamente in conformità ai trattati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>ricorda la sua posizione precedentemente adottata sul massacro di Volinia e deplora la recente escalation non necessaria e non provocata del presidente Volodymyr Zelenskyy, che ha ribattezzato un'unità militare d'élite delle forze armate ucraine in onore degli eroi dell'esercito insurrezionale ucraino (UPA); deplora il mancato rispetto delle sensibilità e delle sofferenze polacche in relazione alle numerose vittime dell'UPA, stimate a decine di migliaia, e alle loro famiglie, in particolare alla luce del fermo sostegno dato dalla Polonia alla lotta dell'Ucraina all'aggressione russa; ritiene che tale decisione comprometta le relazioni di vicinato e i precedenti sforzi volti ad affrontare gli aspetti irrisolti e dolorosi delle relazioni storiche bilaterali in uno spirito di riconciliazione autentica e sincera e che essa non sia allineata ai valori europei; chiede un allentamento delle tensioni e un rinnovato impegno in buona fede a favore della riconciliazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>ritiene che la politica di cooperazione e lungimirante dell'Ucraina nei confronti dei paesi vicini, compresa la risoluzione delle controversie bilaterali e il dialogo storico, contribuisca all'avanzamento del processo di adesione e sottolinea che il processo di adesione non dovrebbe essere utilizzato in modo improprio per ostacolare il progresso basato sul merito lungo il percorso europeo o per prevalere sugli interessi strategici più ampi dell'Unione, e che tali questioni devono piuttosto essere affrontate attraverso un dialogo aperto e una cooperazione autentica;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT>IV.<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Democrazia e istituzioni democratiche</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>elogia gli sforzi straordinari compiuti dall'Ucraina per rafforzare le istituzioni democratiche in tempo di guerra; esprime tuttavia preoccupazione per il recente deterioramento delle relazioni tra i rami legislativo ed esecutivo del governo; esorta vivamente tutte le parti interessate a ripristinare relazioni produttive tra il governo e la Verkhovna Rada e invita tutti gli attori politici in Ucraina, in particolare quelli attualmente al potere, a promuovere l'unità politica e l'elaborazione di politiche coerenti e inclusive, esortando le forze politiche ucraine a rimanere unite riguardo alla difesa del paese e al suo percorso di integrazione nell'UE; sollecita in particolare le autorità ucraine a difendere il principio della ripartizione dei poteri, il pluralismo multipartitico e l'inclusione, garantendo il debito rispetto delle competenze e dei diritti delle autorità locali e degli organi autonomi locali, nonché il rispetto dello Stato di diritto e delle libertà fondamentali, compreso il pluralismo dei media, in linea con i principi e i valori democratici che gli ucraini difendono in modo così risoluto e coraggioso; invita le istituzioni dell'UE a intensificare il loro dialogo con la Verkhovna Rada;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>ribadisce l'importanza cruciale dell'unità politica interna quale pilastro fondamentale della resilienza a lungo termine dell'Ucraina di fronte alla perdurante aggressione da parte della Federazione russa; ribadisce inoltre l'importanza di difendere il pluralismo parlamentare in quanto fondamento della governance democratica; sottolinea la necessità di una cooperazione costruttiva e significativa tra tutte le forze politiche parlamentari rappresentate nella Verkhovna Rada, con l'obiettivo di rafforzare la resilienza politica, militare, economica e sociale, nonché l'attuazione dei criteri di adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>ribadisce il ruolo centrale della Verkhovna Rada nella tempestiva adozione delle riforme; considera importante rispettare e consolidare il ruolo istituzionale della Verkhovna Rada e sostiene gli sforzi di riforma in atto volti a rafforzare la sua capacità legislativa, la sua supervisione dell'esecutivo e la sua responsabilità dinanzi ai cittadini; esprime preoccupazione in merito ai ritardi nell'adozione di tali leggi e invita la Verkhovna Rada e i suoi membri a istituire una procedura accelerata per assicurarne la rapida adozione, nel pieno rispetto del controllo parlamentare delle proposte legislative;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>esorta il governo dell'Ucraina e l'opposizione a cercare attivamente modi e modalità pratiche, anche esplorando nuovi approcci alla cooperazione politica ad ampio raggio, al fine di collaborare nel promuovere le riforme europee nel percorso dell'Ucraina verso l'adesione all'UE; ricorda la sua preoccupazione per le restrizioni ai viaggi all'estero dei membri della Verkhovna Rada dell'Ucraina e ribadisce la sua raccomandazione di revocare le restrizioni per i deputati riguardanti i viaggi all'estero di natura politica o legati al loro mandato; raccomanda di rafforzare la capacità legislativa della Verkhovna Rada al fine di migliorare la qualità normativa e combattere l’eccesso di produzione normativa, che fa sì che circolino più progetti di legge paralleli di scarsa qualità sullo stesso argomento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>accoglie con favore la costante partecipazione dell'Ucraina al partenariato orientale e all'Assemblea parlamentare Euronest; accoglie con favore la partecipazione dei membri dell'opposizione della Verkhovna Rada alle sue riunioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>sottolinea l'importanza di favorire una cultura politica costruttiva e di promuovere una cooperazione fondata sulla fiducia tra i partiti politici in Ucraina; prende atto della partecipazione attiva dei parlamentari ucraini al dialogo Jean Monnet per la pace e la democrazia con la Verkhovna Rada dell'Ucraina, dialogo che quest'anno celebra il decimo anniversario dal suo avvio nell'ottobre 2016; plaude a tale formato quale strumento duraturo e costruttivo di dialogo interpartitico che ha aiutato la leadership e tutte le fazioni e i gruppi parlamentari della Verkhovna Rada a costruire un consenso sulle riforme istituzionali; incoraggia la Verkhovna Rada a convocare un'ulteriore sessione al fine di consolidare le riforme necessarie per il processo di adesione dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>elogia gli sforzi straordinari compiuti dall'Ucraina in preparazione delle elezioni democratiche, che si terranno una volta revocata la legge marziale, e insiste sul fatto che deve essere concesso il tempo sufficiente per soddisfare le norme e le condizioni necessarie per elezioni libere e regolari; ricorda che, conformemente ai principi democratici ampiamente riconosciuti nonché alla Costituzione ucraina, le elezioni non possono tenersi in tempo di guerra e in regime di legge marziale e che, per soddisfare le norme internazionali, occorrono una situazione generale sicura, tempi di preparazione adeguati e l'accesso alle informazioni; ritiene pertanto inopportuna la pressione esercitata dall'amministrazione statunitense sull'Ucraina affinché quest'ultima tenga elezioni mentre la guerra di aggressione della Russia è ancora in corso e il paese si trova in uno stato di legge marziale, e ritiene che ciò non contribuisca all'obiettivo della legittimità democratica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>riconosce l'importante lavoro svolto dai gruppi di lavoro creati dalla Verkhovna Rada per elaborare una legislazione elettorale in vista delle prime elezioni del dopoguerra; invita l'UE e i suoi Stati membri a fornire assistenza nella riforma della legislazione elettorale ucraina, anche rimuovendo gli ostacoli che impediscono alle persone sfollate con la forza di partecipare alle elezioni parlamentari e presidenziali, e a fornire assistenza finanziaria, in particolare per l'organizzazione del voto al di fuori dell'Ucraina; raccomanda che l'Unione europea sostenga pienamente e prepari una missione internazionale di osservazione elettorale a lungo termine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>ricorda che la guerra di aggressione della Russia è condotta anche nella sfera dell'informazione e condanna fermamente i tentativi della Russia di delegittimare le istituzioni ucraine; sottolinea che la guerra cognitiva della Russia prende di mira il sostegno pubblico all'Ucraina nelle democrazie europee, anche attraverso il sostegno a diversi partiti politici; insiste pertanto affinché l'Ucraina riceva assistenza dall'UE nella lotta contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri durante le sue elezioni postbelliche, analogamente all'assistenza fornita alla Repubblica di Moldova, ed esorta l'Ucraina e l'UE a unire le forze a tal fine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>plaude al ripristino delle trasmissioni parlamentari, che ha rafforzato la legittimità democratica dell'Ucraina; riconosce che mantenere il pluralismo dei media in tempo di guerra comporta sfide; sottolinea che eventuali restrizioni introdotte in tali circostanze straordinarie non sono permanenti e dovrebbero essere riesaminate e adeguate periodicamente, ove opportuno e fattibile, in linea con l'evoluzione della situazione; sottolinea che il protrarsi della guerra non giustifica di per sé il mantenimento illimitato delle restrizioni e che, con il rafforzamento della resilienza dell'Ucraina, tali misure dovrebbero essere progressivamente allentate, mantenendo solo quelle strettamente necessarie e proporzionate alle considerazioni in materia di sicurezza nazionale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT>V.<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Stato di diritto e riforme del sistema giudiziario</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>elogia l'adozione del piano prioritario di riforma in 10 punti (il cosiddetto "piano Kos-Kachka"), concordato tra l'UE e l'Ucraina nel dicembre 2025, quale passo importante verso il rafforzamento dello Stato di diritto, la promozione della riforma giudiziaria e l'intensificazione degli sforzi anticorruzione; accoglie con favore i lavori in corso per attuare il piano e incoraggia l'Ucraina a produrre risultati concreti quanto prima, facendo avanzare le riforme fondamentali oltre le fasi di discussione o dei gruppi di lavoro; sottolinea che il livello di attuazione del piano, pari a circa il 15 %, quale misurato dalla comunità formata dai gruppi di riflessione ucraini a metà del 2026, dovrebbe essere considerato insoddisfacente per l'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>sottolinea l'importanza di un'attuazione tempestiva e completa, anche attraverso traguardi chiaramente definiti, indicatori misurabili e meccanismi di monitoraggio efficaci; esprime preoccupazione per i progressi limitati compiuti in alcuni settori prioritari ed esorta le autorità ucraine ad accelerare l'attuazione sulla base di parametri di riferimento chiari e di un impegno politico costante, in quanto un'attuazione tempestiva, credibile ed efficace sarà essenziale per rafforzare la resilienza democratica dell'Ucraina e far progredire il suo processo di adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>accoglie con favore la creazione dell'iniziativa faro Ukraine2EU, avviata dall'UE, dalla Lituania e dalla Danimarca, cui hanno aderito successivamente Svezia, Irlanda e Polonia, che fornisce assistenza mirata alle istituzioni statali ucraine nel loro percorso verso il completamento del processo di adesione all'UE e la preparazione all'adesione all'UE; sottolinea l'importanza di progetti di assistenza tecnica come questo e ne chiede il costante sostegno e il coinvolgimento di un maggior numero di Stati membri; elogia inoltre gli sforzi compiuti dalle organizzazioni della società civile per monitorare l'attuazione e sostenere l'ulteriore avanzamento delle riforme;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>accoglie con favore i progressi dell'Ucraina nella riforma giudiziaria e nella lotta alla corruzione e riconosce che tali progressi sono compiuti sotto l'eccezionale pressione della guerra; chiede progressi sostenuti e più rapidi in questi settori critici, in quanto uno Stato di diritto forte consente la trasparenza e la responsabilità nei processi di ricostruzione e ripresa economica e migliora il clima degli investimenti e la fiducia dei partner internazionali; accoglie con favore l'attuazione della tabella di marcia per lo Stato di diritto adottata nel maggio 2025 e sottolinea che tali progressi sono direttamente connessi alla crescente fiducia del pubblico nelle istituzioni statali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>continua a nutrire preoccupazione per la mancata nomina di giudici sottoposti a verifica a livello internazionale presso la Corte costituzionale dell'Ucraina; invita la Verkhovna Rada ad adottare la legge sulla corte costituzionale in linea con i pareri della Commissione di Venezia, garantendo una procedura di selezione trasparente con la partecipazione di esperti internazionali e una maggioranza parlamentare di due terzi per le nomine; esorta l'Ucraina ad avvalersi delle competenze e dell'assistenza internazionali disponibili per la trasformazione del potere giudiziario, riconoscendo che un miglioramento istituzionale richiede l'attuazione di misure più ampie volte a rafforzare le prestazioni e l'indipendenza; chiede che si compiano progressi verso una riforma globale dell'ordine nazionale degli avvocati dell'Ucraina, in via prioritaria per il 2026;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>esorta l'Ucraina a compiere ulteriori sforzi per garantire la professionalità e l'integrità dei titolari di cariche giudiziarie; sottolinea la necessità di nomine trasparenti nell'ambito del potere giudiziario e di indagini e sanzioni efficaci per i reati di corruzione a tutti i livelli; incoraggia l'Ucraina a riformare il processo di selezione e di destituzione del procuratore generale e a limitare l'indebita influenza sui singoli procedimenti, anche attraverso l'assegnazione automatica dei casi e la limitazione dell'accesso ai fascicoli; incoraggia la magistratura a continuare a investire nelle nuove tecnologie al fine di ovviare alla carenza di personale e agli elevati carichi di lavoro; elogia la magistratura per aver proseguito il suo lavoro in condizioni difficili e la società civile ucraina per il monitoraggio dell'attuazione delle riforme in materia di Stato di diritto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>chiede una riforma del servizio di sicurezza (SBU) e dell'Ufficio statale di investigazione, sulla base dell'iniziativa del presidente Zelensky annunciata il 2 gennaio 2026, rivolgendo particolare attenzione all'attività controinformativa, alla lotta contro il terrorismo e ad altre fonti di minacce alla sicurezza, nonché al potenziale abuso di potere e alla difesa dei diritti umani; apprezza gli sforzi intrapresi per riformare tali istituzioni in tempo di guerra; deplora, tuttavia, che il progetto di legge sulla riforma dell'Ufficio statale di investigazione non sia stato adottato in sessione plenaria dalla Verkhovna Rada entro la fine di aprile 2026; riconosce i contributi della missione consultiva dell'UE in Ucraina per l'importante lavoro svolto sull'integrazione europea, anche per quanto riguarda la riforma del settore della sicurezza, lo Stato di diritto e l'assunzione di responsabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>chiede una revisione del codice di procedura penale e della legislazione correlata al fine di garantire una giustizia rapida e di alta qualità, in particolare attraverso una revisione delle disposizioni che prevedono la chiusura automatica delle indagini a causa della scadenza dei termini per le indagini preliminari e termini di indagine abbreviati, che mettono a rischio l'efficacia delle indagini su casi penali complessi, compresi i casi di corruzione ad alto livello; esorta inoltre le autorità ucraine ad affrontare le questioni delle pratiche di custodia cautelare e delle violazioni dei diritti procedurali; incoraggia una maggiore trasparenza nell'accesso ai registri pubblici, riconoscendo nel contempo le esigenze di sicurezza in tempo di guerra; plaude all'introduzione di una nuova legge sulle attività di lobbying;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>esorta le autorità ucraine ad astenersi dall'avviare qualsiasi procedimento giudiziario motivato da ragioni politiche e dall'introdurre sanzioni personali contro i rappresentanti dell'opposizione e i leader delle organizzazioni della società civile; sottolinea che tali pratiche rischiano di compromettere le norme democratiche e la fiducia dei cittadini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>invita le autorità ucraine a eliminare dalla legislazione nazionale le disposizioni che violano le norme europee e internazionali generalmente riconosciute in materia di indipendenza parlamentare, quali la libertà di mandato dei rappresentanti, la separazione dei poteri e il principio della certezza del diritto, nella misura in cui equiparano erroneamente lo status di un deputato del parlamento ucraino a quello di un funzionario pubblico; sottolinea che un deputato del parlamento ucraino esercita un mandato rappresentativo e non appartiene ad alcuna gerarchia amministrativa, non è nominato a una carica, non svolge funzioni ufficiali e pertanto non può essere definito funzionario pubblico nella legislazione nazionale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT>VI.<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Lotta alla corruzione</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>accoglie con favore i progressi compiuti dalle agenzie anticorruzione specializzate nell'individuazione e nel perseguimento di casi di alto profilo ed elogia l'attuazione di meccanismi relativi agli informatori; sottolinea che la recente scoperta di casi di corruzione ad alto livello dimostra sia la necessità di continuare a lottare contro la corruzione, sia il successo degli sforzi profusi in tal senso; riconosce che l'Ucraina ha conseguito risultati notevoli nelle indagini e nel perseguimento della corruzione; sottolinea che una casistica solida e irreversibile in materia di indagini, azioni penali e condanne definitive nei casi di corruzione ad alto livello resta fondamentale; avverte che qualsiasi arretramento nelle riforme anticorruzione minerebbe gravemente la fiducia dei cittadini e il percorso di integrazione europea dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>accoglie con favore il reclutamento su ampia scala di nuovi dipendenti presso l'Ufficio nazionale anticorruzione dell'Ucraina (<STRING ITALIC="on">National Anti-Corruption Bureau of Ukraine </STRING>- NABU) e la Procura specializzata anticorruzione (<STRING ITALIC="on">Specialised Anti-Corruption Prosecutor's Office</STRING> - SAPO); accoglie inoltre con favore l'approvazione della strategia di sviluppo del NABU e l'avvio dei lavori sulla strategia di sviluppo istituzionale della SAPO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>sottolinea il lavoro fondamentale svolto da istituzioni anticorruzione chiave come il NABU, nonché gli sforzi compiuti dalla società civile per salvaguardare l'indipendenza delle amministrazioni anticorruzione e potenziarne l'efficienza; accoglie con favore la nomina dei membri internazionali della commissione di selezione della SAPO, esprimendo nel contempo preoccupazione per le questioni etiche sollevate riguardo a uno dei membri ucraini; accoglie con favore i progressi sostanziali compiuti a livello dei colloqui con i candidati attraverso un processo rigoroso, indipendente, inclusivo e trasparente per l'Alta corte anticorruzione da parte del Consiglio pubblico di esperti internazionali e dell’Alta commissione di qualificazione dei giudici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>insiste affinché le autorità ucraine garantiscano l'indipendenza istituzionale e operativa del NABU e della SAPO; denuncia qualsiasi ingerenza politica, strumentalizzazione o intimidazione nei confronti delle istituzioni anticorruzione, comprese ispezioni, azioni penali o vincoli operativi ingiustificati, e chiede di porre immediatamente fine alle indebite pressioni esercitate dai servizi di sicurezza e di intelligence, compreso lo SBU; sottolinea che la salvaguardia del NABU e della SAPO è un prerequisito fondamentale per lo Stato di diritto, il processo di adesione dell'Ucraina all'UE e il ricorso credibile al sostegno internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>ribadisce la necessità che l'agenzia nazionale per la prevenzione della corruzione migliori le sue procedure di verifica delle dichiarazioni patrimoniali e concentri i suoi sforzi sugli alti funzionari in settori identificati come ad alto rischio; esorta l'Ucraina ad attuare pienamente la riforma dell'agenzia per il recupero e la gestione dei beni, compresi i relativi regolamenti necessari; si rammarica che le autorità di contrasto, diverse dagli organismi specializzati anticorruzione, abbiano compiuto progressi limitati nel migliorare i loro risultati nei casi di lotta alla corruzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>plaude all'adesione dell'Ucraina al gruppo di lavoro sulla corruzione dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici, che costituisce un passo positivo verso la piena adesione e un'ulteriore conferma dell'impegno dell'Ucraina a rispettare le norme internazionali di trasparenza e buona governance; riconosce i progressi compiuti dall'Ucraina nell'attuazione della legislazione anticorruzione per le operazioni internazionali, quale segno di un paese che si sta integrando nella comunità mondiale degli attori economici responsabili, e incoraggia l'Ucraina a proseguire i propri sforzi per sostenere tali progressi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>ribadisce l'importanza di una lotta continua contro la criminalità organizzata; esorta l'Ucraina a compiere ulteriori sforzi per intensificare la lotta contro le truffe e le frodi online;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT>VII.<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Libertà fondamentali e diritti umani</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>elogia l'impegno dell'Ucraina a difendere i diritti fondamentali nonostante l'aggressione russa in corso, e plaude in particolare al piano d'azione per le minoranze nazionali; incoraggia l'Ucraina a mantenere un dialogo strutturato e costruttivo con gli Stati membri confinanti in merito ai diritti dei membri delle minoranze nazionali, in conformità delle norme europee e delle raccomandazioni della Commissione di Venezia; apprezza gli sforzi compiuti dalle autorità ucraine volti a riformare il sistema di istruzione ed esprime l'auspicio che le disposizioni della legge sull'istruzione che entreranno in vigore nel 2027 non compromettano il diritto delle minoranze all'istruzione nella propria lingua madre;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>invita l'Ucraina a garantire un sostegno costante alla libertà di espressione e all'indipendenza dei media; invita l'Ucraina a garantire che le restrizioni della legge marziale siano strettamente necessarie e proporzionate; chiede indagini rapide, indipendenti ed efficaci sui casi di intimidazione e molestie dirette, nonché sulle forme indirette di pressione sui giornalisti e sugli enti che operano nel settore dei mezzi di comunicazione; ricorda il ruolo cruciale di finanziamenti adeguati nel garantire l'indipendenza della radiodiffusione pubblica, consentendole di svolgere il suo ruolo sancito dal diritto ucraino, e invita le autorità ucraine a garantire che i contenuti prodotti dai media finanziati con fondi pubblici siano rappresentativi del pluralismo politico e sociale dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>incoraggia l'adozione del disegno di legge n. 13597 che rafforza le tutele giuridiche contro la discriminazione, i reati generati dall'odio e l'incitamento all'odio per motivi di razza, colore della pelle, convinzioni politiche, religiose e di altro tipo, genere, orientamento sessuale, identità di genere, nazionalità, origine etnica, sociale o straniera, età, stato di salute, disabilità, stato di famiglia e situazione patrimoniale, diritti e responsabilità familiari, luogo di residenza, lingua, occupazione o per altri motivi, in linea con gli impegni assunti dall'Ucraina nel quadro dell'accordo di associazione e del processo di adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>accoglie con favore gli sforzi in corso dell'Ucraina volti a modernizzare la sua legislazione civile; sottolinea l'importanza di garantire che tali riforme siano pienamente in linea con le norme dell'UE in materia di uguaglianza e non discriminazione, compresa la protezione dei diritti delle donne e delle persone LGBTIQ+; accoglie con favore la recente sentenza della Corte suprema ucraina che riconosce una coppia omosessuale come famiglia di fatto; chiede l'adozione del progetto di legge n. 9103 sul riconoscimento giuridico delle unioni civili in Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>elogia le attività di controllo e di sensibilizzazione della società civile ucraina che hanno condotto all'impegno, da parte dei legislatori ucraini, di ritirare i progetti di modifica del codice della famiglia che avrebbero consentito ai tribunali di approvare i matrimoni infantili per le ragazze di 14 anni, in casi eccezionali; esorta la Verkhovna Rada a garantire che tali disposizioni siano effettivamente ritirate in modo permanente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>invita l'Ucraina a procedere con l'adozione della legislazione in fase di stallo sulla protezione dei dati personali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>accoglie con favore l'adozione di una strategia di deistituzionalizzazione e i lavori sulla riforma dell'accessibilità e dei servizi di riabilitazione; sottolinea tuttavia la necessità di adottare rapidamente una legislazione sulla riabilitazione delle persone con disabilità, garantendo nel contempo che tali riforme inclusive raggiungano i livelli locale e di comunità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>	prende atto dell'adozione della legge che consentirà alle parrocchie ortodosse ucraine di disaffiliarsi dalla giurisdizione del Patriarcato di Mosca e di decidere liberamente in merito alla loro nuova affiliazione gerarchica; osserva che nell'agosto 2024 le parrocchie ortodosse rumene in Ucraina hanno presentato una richiesta di riconoscimento dell'associazione religiosa "Chiesa ortodossa rumena in Ucraina" alla quale possono aderire le parrocchie ortodosse rumene che si disaffiliano dalla giurisdizione del Patriarcato di Mosca; invita le autorità ucraine a registrare senza ulteriori indugi l'associazione religiosa "Chiesa ortodossa rumena in Ucraina";</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">VIII. Ruolo della società civile</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>elogia la società civile ucraina per essere rimasta attiva nonostante le difficoltà subite in tempo di guerra; esorta tutte le autorità ucraine ad assicurare una consultazione sistematica e significativa con la società civile e le parti sociali, a garantire che i contributi da esse ricevuti siano presi in debita considerazione e a combattere qualsiasi forma di pressione politica esercitata sulle organizzazioni della società civile; invita l'Ucraina ad adottare la legge relativa ai ricorsi dei cittadini per garantire il buon governo e la partecipazione dei cittadini; riconosce l'importanza della società civile in relazione al rafforzamento della resilienza del popolo ucraino durante la guerra e sottolinea il ruolo cruciale che la società civile deve svolgere nella ripresa postbellica sostenibile dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>accoglie con favore l'uso degli strumenti di democrazia digitale, comprese le petizioni elettroniche e le lettere aperte, e sostiene forme più strutturate e istituzionalizzate di impegno civico, anche per le comunità della diaspora;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>invita la Commissione a includere sistematicamente la società civile e altre pertinenti organizzazioni e istituzioni sociali in Ucraina nell'elaborazione e nel monitoraggio del sostegno finanziario e delle riforme dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>74.</NO.P>accoglie con favore il contributo delle organizzazioni non governative europee allo scambio di esperienze e il sostegno della società civile ucraina, in particolare il loro impegno nel contrastare le campagne di disinformazione russe dirette contro l'Ucraina e gli ucraini all'interno dell'UE; chiede un ulteriore rafforzamento della cooperazione con tali organizzazioni al fine di tutelare i diritti fondamentali, rafforzare la resilienza delle informazioni e sostenere un dibattito pubblico credibile;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT>IX.<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Integrazione nel mercato unico</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>75.</NO.P>sottolinea l'importanza di accelerare la graduale integrazione dell'Ucraina nel mercato unico dell'UE, che offre vantaggi economici per entrambe le parti, sia per l'Ucraina che per gli Stati membri; sottolinea che si tratta di un elemento cruciale del sostegno economico dell'UE nella lotta contro l'aggressione russa e nella preparazione dell'industria ucraina a operare secondo le condizioni del mercato unico dell'UE; raccomanda all'Ucraina di seguire le 10 priorità delineate nel piano d'azione prioritario della zona di libero scambio globale e approfondita UE-Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>76.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a tenere conto degli stretti legami tra la ricostruzione e la futura integrazione dell'Ucraina nel mercato unico dell'UE; sottolinea che il piano di ricostruzione dovrebbe includere misure volte a promuovere l'allineamento normativo e sostenere gli investimenti nelle infrastrutture critiche, nelle reti di trasporto e nei collegamenti ferroviari, facilitando in tal modo il rispetto delle norme del mercato unico e rafforzando la cooperazione commerciale ed economica con gli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>77.</NO.P>accoglie con favore l'adesione dell'Ucraina al "roaming a tariffa nazionale" dell'UE nel gennaio 2026, che fornirà alla popolazione ucraina uno dei benefici più tangibili e immediatamente percepiti durante il processo di adesione all'UE del loro paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>78.</NO.P>accoglie con favore l'aumento dell'impegno dell'Ucraina volto ad allineare le sue posizioni a quelle dell'UE e dell'Organizzazione mondiale del commercio; incoraggia uno stretto coordinamento con l'UE nei negoziati commerciali internazionali, in particolare con l'obiettivo di integrare gradualmente l'Ucraina nel mercato unico dell'UE e di rafforzare la sua partecipazione nelle catene globali del valore;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT>X.<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Cooperazione in materia di difesa</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>79.</NO.P>riconosce che l'industria della difesa ucraina è diventata una componente essenziale e complementare della sicurezza europea, in particolare per quanto riguarda la capacità di produzione di droni, l'innovazione testata in battaglia nei sistemi senza equipaggio, la guerra elettronica e il software del campo di battaglia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>80.</NO.P>accoglie pertanto con favore la maggiore cooperazione in materia di sicurezza e difesa tra l'Ucraina e l'UE e i suoi Stati membri, in particolare attraverso lo strumento europeo per la pace, e chiede una cooperazione rafforzata nell'ambito dello strumento di azione per la sicurezza dell'Europa (SAFE) e del programma per l'industria europea della difesa (EDIP) per soddisfare le esigenze critiche di difesa dell'Ucraina e agevolare l'integrazione dell'industria della difesa ucraina nell'ecosistema industriale dell'UE; sottolinea l'importanza dell'adesione dell'Ucraina al Fondo europeo per la difesa in quanto paese associato e chiede la rapida conduzione dei necessari negoziati; accoglie con favore l'istituzione della task force UE-Ucraina per la cooperazione industriale nel settore della difesa e l'iniziativa BraveTechEU; invita l'UE a sostenere l'integrazione della base industriale e tecnologica di difesa ucraina nell'EDTIB, anche tramite l'EDIP e il futuro Fondo europeo per la competitività; riconosce che le competenze ucraine sul campo di battaglia sono state ancora una volta dimostrate in Medio Oriente nella difesa degli Stati del Golfo; ribadisce che l'Ucraina possiede l'esercito con maggiore esperienza in Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>81.</NO.P>sottolinea l'importanza strategica dell'organizzazione di esercitazioni militari congiunte periodiche e la progressiva integrazione dell'Ucraina nei quadri operativi e di formazione guidati dall'UE, quale mezzo per migliorare la prontezza, l'interoperabilità con le forze europee e l'allineamento agli standard della NATO; chiede inoltre maggiori iniziative di investimento congiunte tra l'Unione e l'Ucraina nel settore industriale della difesa, compresi lo sviluppo congiunto e la coproduzione di attrezzature militari, che potenzierebbero le capacità di autodifesa dell'Ucraina; chiede misure durature per rafforzare il legame tra le basi tecnologiche e industriali di difesa ucraine ed europee, ridurre le dipendenze strategiche e contribuire alla sicurezza e alla stabilità a lungo termine nel continente europeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>82.</NO.P>sottolinea l'importanza strategica di rafforzare la mobilità militare per sostenere la difesa e la resilienza dell'Ucraina, garantendo il rapido dispiegamento di attrezzature e aiuti umanitari alle forze ucraine; sottolinea il ruolo fondamentale degli Stati costieri del Mar Nero e dei paesi alle frontiere orientali nel facilitare rotte di transito sicure, il preposizionamento del materiale e il coordinamento operativo congiunto con l'Ucraina; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare le infrastrutture, l'interoperabilità e i quadri logistici in tali regioni, anche attraverso esercitazioni congiunte e investimenti mirati, al fine di potenziare le capacità operative dell'Ucraina, rafforzarne l'integrità territoriale e scoraggiare ulteriori aggressioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>83.</NO.P>accoglie con favore l'adozione della strategia politica dell'Ucraina in materia di veterani per il 2030; sottolinea l'importanza di un'efficace reintegrazione dei veterani di guerra ucraini nella vita civile quale componente importante della ripresa a lungo termine e della coesione sociale dell'Ucraina; sottolinea il crescente numero di veterani con disabilità e la necessità di rafforzare l'attuazione delle politiche di accessibilità e i diritti delle persone con disabilità; invita, a tal proposito, l'UE e i suoi Stati membri a fornire ulteriore assistenza all'Ucraina; riconosce il valore strategico dell'esperienza dei veterani ucraini per la sicurezza e la difesa europee, compreso il loro know-how unico nella guerra moderna, come il contrasto ai sistemi senza equipaggio, la medicina sul campo di battaglia e l'evacuazione delle vittime nei conflitti ad alta intensità; sottolinea la necessità di prevenirne la vulnerabilità all'emarginazione sociale e alla manipolazione ostile, anche da parte della Federazione russa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>84.</NO.P>invita la Commissione a sviluppare quadri adeguati per integrare l'esperienza bellica unica dell'Ucraina in materia di protezione civile, resilienza delle infrastrutture critiche, lotta alla disinformazione e governance nell'ambito di un'aggressione militare su vasta scala nelle politiche dell'Unione in materia di preparazione, resilienza e sicurezza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>85.</NO.P>riconosce la notevole assistenza politica, finanziaria, umanitaria e militare fornita all'Ucraina da paesi terzi e partner internazionali sin dall'inizio dell'invasione su vasta scala della Federazione russa nel 2022; sottolinea che questa ampia coalizione di sostegno riflette un impegno condiviso a favore del rispetto del diritto internazionale e dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite; pone in evidenza, a tale proposito, l'importante contributo degli Stati Uniti, che hanno fornito oltre 66,9 miliardi di USD in assistenza militare; sottolinea inoltre l'importante ruolo del Regno Unito, del Canada, del Giappone, della Norvegia, della Nuova Zelanda e dell'Australia, che si sono allineati alle sanzioni internazionali nei confronti della Federazione russa e hanno contribuito al sostegno militare e alla formazione del personale, nonché all'assistenza umanitaria e macrofinanziaria a favore dell'Ucraina; riconosce l'importante assistenza fornita dalla Turchia, compresi il sostegno militare e umanitario e gli sforzi diplomatici; riconosce inoltre l'assistenza umanitaria fornita dalla Repubblica di Moldova, che ha dato prova di solidarietà regionale di fronte alle continue aggressioni;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT>XI.<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Cooperazione regionale e relazioni di buon vicinato</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>86.</NO.P>apprezza la risoluzione della controversia tra l'Ucraina e l'Ungheria (e la Slovacchia) in merito all'interruzione delle forniture di petrolio russo attraverso l'oleodotto Druzhba; sottolinea che non vi è stata alcuna carenza di approvvigionamento in Ungheria o Slovacchia a seguito della controversia, date le opzioni di trasporto alternative prontamente disponibili attraverso il gasdotto Adria, che hanno il vantaggio aggiuntivo di non finanziare l'economia russa; osserva che le imprese ungheresi hanno aumentato le loro importazioni di energia russa dall'inizio dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, contrariamente alle politiche dell'UE; rileva che i prezzi del carburante in Ungheria sono superiori alla media europea e che le argomentazioni sull'aumento dei costi attraverso l'oleodotto Adria erano fittizie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>87.</NO.P>sottolinea l'obbligo di tutti gli Stati membri, non soltanto del governo ungherese e slovacco, di eliminare gradualmente le dipendenze dalle forniture e infrastrutture energetiche russe;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>88.</NO.P>condanna le precedenti azioni delle forze dell'ordine ungheresi nella detenzione del personale della banca ucraina Oschadbank e nella confisca di denaro contante e oro, che era stata debitamente e preventivamente autorizzata dalle autorità doganali ungheresi; accoglie con favore la recente risoluzione della controversia;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT>XII.<STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Riforme socioeconomiche</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>89.</NO.P>elogia l'adozione da parte dell'Ucraina della riforma dell'amministrazione pubblica e accoglie con favore l'integrazione pratica in itinere dell'Ucraina nelle strutture di governance e nei quadri economici, normativi e di sicurezza dell'UE; incoraggia il governo ucraino ad adottare un approccio sistemico alla riforma della pubblica amministrazione e alla gestione delle finanze pubbliche, garantendo l'allineamento con la tabella di marcia esistente, e a migliorare l'efficienza; accoglie con favore l'adozione della strategia per la riforma del sistema di gestione delle finanze pubbliche per il periodo 2026-2030 e incoraggia la rapida messa a punto e adozione della strategia per la riforma della pubblica amministrazione per il periodo 2026-2030; elogia il successo del programma Create Ukraine, che, sulla base dell'esperienza acquisita in Lituania, aiuta i giovani ucraini con un bagaglio di preziose competenze maturate all'estero a inserirsi nel settore pubblico ucraino; incoraggia l'espansione di questa iniziativa e di iniziative analoghe per richiamare i professionisti in Ucraina e contribuire alla sua adesione all'UE e alla ricostruzione postbellica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>90.</NO.P>accoglie con favore i progressi compiuti nella riforma dell'Ufficio per la sicurezza economica dell'Ucraina e della sua agenzia per il recupero e la gestione dei beni; accoglie inoltre con favore la nomina del capo del servizio doganale statale dell'Ucraina e sottolinea l'importanza di portare avanti la riforma doganale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>91.</NO.P>prende atto dei risultati positivi contenuti nelle ultime relazioni della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale, che evidenziano la resilienza economica dell'Ucraina e i progressi nella stabilizzazione macroeconomica, nonostante la guerra in corso; accoglie con favore la recente adozione del programma del Fondo monetario internazionale per un valore di 1,8 miliardi di USD e le relative riforme; esorta l'Ucraina a procedere rapidamente all'attuazione delle riforme;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>92.</NO.P>esorta nuovamente l'Ucraina e gli Stati membri a cooperare strettamente al fine di massimizzare il potenziale contributo economico dei rifugiati e della diaspora ucraini, onde garantire la resilienza e l'inclusività della ripresa economica e della ricostruzione attuali e future dell'Ucraina; invita la Commissione a formulare proposte concrete a tale riguardo; osserva che la direttiva sulla protezione temporanea<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell'equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell'accoglienza degli stessi (GU L 212 del 7.8.2001, pag. 12, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2001/55/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, che ha conferito uno status giuridico a oltre 4 milioni di ucraini nell'UE, scadrà nel marzo 2027; esorta l'UE, i suoi Stati membri e l'Ucraina ad adoperarsi per una politica coordinata, armonizzata e comunicata in modo efficace, che offra certezze agli ucraini che si preparano al rimpatrio o che prendono in considerazione percorsi legali per rimanere nei paesi ospitanti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>93.</NO.P>sottolinea che la ricostruzione dell'Ucraina e i relativi piani preparatori devono essere strettamente collegati alle riforme realizzate dal paese in vista dell'adesione all'UE e guidati dai principi di equità sociale, sostenibilità, trasparenza e titolarità locale; sottolinea inoltre che la ricostruzione dell'Ucraina deve fondarsi su uno Stato di diritto solido, su una governance trasparente e sull'inclusione democratica; evidenzia che la riforma del sistema giudiziario, le misure anticorruzione e il miglioramento della pubblica amministrazione non costituiscono soltanto condizioni necessarie per l'adesione all'UE, ma anche fattori fondamentali per attrarre investimenti e ripristinare la fiducia tra i partner dell'Ucraina e i suoi cittadini; chiede l'integrazione di approcci sensibili alla dimensione di genere in tutti gli sforzi di ricostruzione e, in particolare, una maggiore rappresentanza delle donne e delle minoranze nei processi decisionali per conseguire il massimo impatto e la sostenibilità a lungo termine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>94.</NO.P>sottolinea che la politica di coesione dell'UE, in quanto strumento principale per promuovere l'unità economica, sociale e territoriale, è essenziale per conseguire gli obiettivi della politica regionale dell'UE e approfondire la cooperazione tra le regioni dell'UE e dell'Ucraina; chiede che tale politica sia pienamente presa in considerazione nel quadro della cooperazione regionale e di vicinato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>95.</NO.P>sottolinea la crescente importanza dell'Ucraina quale partner strategico per l'Unione europea nell'approvvigionamento di materie prime chiave e materie prime critiche, compresi i prodotti agricoli quali cereali, semi oleaginosi e oli vegetali, nonché litio, titanio e altre risorse minerali essenziali per la transizione verde e digitale; sollecita la trasparenza, la responsabilità pubblica e le salvaguardie degli interessi nazionali in tutti i processi di privatizzazione e di investimento; osserva che una percentuale significativa di risorse critiche si trova in territori temporaneamente occupati dalla Federazione russa; sottolinea pertanto la necessità di rafforzare la solidarietà dell'UE a sostegno dell'Ucraina nella protezione delle sue risorse naturali, della sua capacità agricola e della sua integrità territoriale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>96.</NO.P>accoglie con favore gli sforzi volti a migliorare il dialogo sociale tripartito in Ucraina, anche con il sostegno dell'accordo di partenariato firmato di recente con l'UE e l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL); insiste sul fatto che i principi del pilastro europeo dei diritti sociali e tutte le pertinenti convenzioni dell'OIL devono essere rispettati durante l'intero processo di preadesione; invita l'Ucraina a proseguire con il ravvicinamento delle norme sul lavoro, in particolare per quanto riguarda la libertà di riunione e il dialogo sociale; sottolinea la necessità di ampie consultazioni con i sindacati e la società civile e raccomanda di tenere in considerazione le competenze dell'OIL in materia; esorta l'Ucraina e la Commissione a dialogare con le principali parti sociali, compresi i sindacati indipendenti, in merito all'elaborazione, all'attuazione e al monitoraggio delle riforme socioeconomiche, riconoscendo nel contempo la necessità di misure di riforma per migliorare il clima imprenditoriale e il funzionamento dell'economia di mercato; chiede una maggiore attenzione alle misure volte a correggere le distorsioni del mercato e alle misure di protezione sociale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>97.</NO.P>prende atto delle segnalazioni di ingerenze statali negli affari sindacali, compreso il sequestro di proprietà sindacali; chiede la restituzione dei beni sindacali sequestrati; invita le autorità ucraine a garantire che i sindacalisti possano esercitare liberamente il loro mandato e chiede la piena protezione giuridica contro le pratiche antisindacali; esorta la Commissione e il servizio europeo per l'azione esterna a monitorare attivamente la situazione dei diritti dei lavoratori in Ucraina, in stretta cooperazione con la Confederazione europea dei sindacati e l'OIL;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>98.</NO.P>chiede sforzi costanti per liberalizzare i movimenti di capitali, anche mediante l'allineamento al regolamento sull'area unica dei pagamenti in euro<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) n. 260/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2012, che stabilisce i requisiti tecnici e commerciali per i bonifici e gli addebiti diretti in euro e che modifica il regolamento (CE) n. 924/2009 (GU L 94 del 30.3.2012, pag. 22, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2012/260/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, e per rafforzare la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>99.</NO.P>elogia l'efficace governance multilivello dell'Ucraina; accoglie con favore i progressi compiuti in consonanza con i requisiti di adesione all'UE in materia di decentramento; chiede ulteriori riforme per rafforzare le autonomie locali, in linea con i principi della Carta europea delle autonomie locali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>100.</NO.P>elogia l'Ucraina per aver soddisfatto 63 delle 68 condizioni di riforma delineate nel piano per l'Ucraina, originariamente concepite per essere attuate dopo la fine della guerra e che tuttavia sono state messe in atto durante la guerra, consentendo l'erogazione di 26,8 miliardi di EUR nel 2025; chiede un impegno all'attuazione costante, conformemente al regolamento (UE) 2024/792<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2024/792 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 febbraio 2024, che istituisce lo strumento per l'Ucraina (GU L, 2024/792, 29.2.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/792/oj).</FIELD></FOOTNOTE>, in particolare per incoraggiare l'Ucraina ad allinearsi alla legislazione dell'UE in materia di appalti pubblici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>101.</NO.P>	elogia il lavoro fondamentale svolto quotidianamente dai servizi sanitari ucraini e, in particolare, dagli infermieri ucraini, nel corso della guerra; prende atto che un'ampia percentuale dei lavoratori nel settore dell'assistenza pubblica riceve un salario minimo, che attualmente ammonta a 6 658 UAH netti; ricorda che il minimo di sussistenza effettivo per una persona, calcolato dal ministero della Politica sociale nel dicembre 2025, era di 10 979 UAH; sottolinea inoltre la necessità di introdurre una regolamentazione specifica e ragionevole per il carico di lavoro degli infermieri;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">XIII. Energia, trasporti e sviluppo sostenibile</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>102.</NO.P>accoglie con favore i progressi sostanziali compiuti in materia di riforme del settore energetico e l'allineamento dell'Ucraina agli obiettivi del Green Deal europeo e del patto per l'industria pulita ed elogia l'Ucraina per aver compiuto buoni progressi nell'attuazione del suo piano nazionale per l'energia e il clima, nonostante la vasta distruzione delle infrastrutture energetiche ucraine da parte della Russia; sottolinea che l'allineamento alle iniziative dell'UE, tra cui il Green Deal europeo e il patto per l'industria pulita, dovrebbe tenere in considerazione le esigenze immediate di ricostruzione, alla competitività economica e alla sicurezza energetica a lungo termine dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>103.</NO.P>invita l'UE e gli Stati membri a intensificare il sostegno al sistema energetico ucraino, sottolineando che una maggiore resilienza in Ucraina contribuisce direttamente alla più ampia sicurezza energetica dell'Europa; sottolinea che un sostegno energetico costante e prevedibile all'Ucraina è essenziale per salvaguardare la resilienza civile, la stabilità economica e la continuità dei servizi critici nel contesto di questi perduranti attacchi e in previsione del prossimo inverno; invita la Commissione a considerare prioritaria la ricostruzione del settore energetico, passando da aiuti di emergenza ad hoc a meccanismi a lungo termine per la ripresa, la protezione e la modernizzazione del settore energetico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>104.</NO.P>sottolinea che l'Ucraina possiede un notevole potenziale quale fornitore di energia e di prodotti ad alta intensità energetica per il resto dell'Europa; chiede l'accelerazione dell'integrazione dell'Ucraina nel mercato dell'energia dell'UE, quale uno degli elementi che contribuisce alla sicurezza dell'Unione, anche attraverso la sincronizzazione delle misure di regolamentazione e gli investimenti nelle fonti energetiche rinnovabili; chiede di continuare a sviluppare interconnessioni energetiche con gli Stati membri confinanti e i partner regionali come la Repubblica di Moldova, al fine di un'ulteriore integrazione dell'Ucraina nel mercato dell'energia dell'UE; invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli investimenti nell'espansione e nella modernizzazione delle interconnessioni energetiche transfrontaliere con l'Ucraina e a integrare e armonizzare ulteriormente le reti di trasmissione quale fase preparatoria fondamentale verso l'integrazione dell'Ucraina nel mercato interno dell'energia dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>105.</NO.P>prende atto dell'importanza strategica di un futuro accordo per la vendita di due reattori nucleari VVER-1000 dalla Bulgaria all'Ucraina quale esempio di approfondimento della cooperazione energetica e osserva, inoltre, che ciò contribuirà alla sicurezza energetica dell'Ucraina; sottolinea il potenziale di tale progetto nel rafforzamento della connettività energetica regionale e nell'integrazione del sistema energetico ucraino nel sistema energetico dell'UE; incoraggia l'ulteriore sviluppo di iniziative congiunte in settori quali le infrastrutture energetiche, comprese le linee di trasmissione dell'energia e lo stoccaggio dell'energia, nonché il miglioramento dei collegamenti di trasporto intermodale, al fine di agevolare le catene di approvvigionamento, la logistica e gli scambi tra i due paesi e nella più ampia regione del Mar Nero;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>106.</NO.P>osserva le richieste dell'Ucraina di un'eccezione temporanea per causa di forza maggiore all'introduzione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere o di misure correlate per tenere conto dell'impatto della guerra di aggressione della Russia sulla capacità dell'Ucraina di ridurre l'impronta di carbonio delle sue industrie; incoraggia la Commissione ad avviare consultazioni al fine di individuare soluzioni temporanee reciprocamente accettabili a tale riguardo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>107.</NO.P>esorta l'Ucraina ad approfittare della ricostruzione per ricostruire meglio, utilizzando, per quanto possibile, le tecnologie più rispettose del clima e le soluzioni più efficaci sotto il profilo dei costi e più affidabili per il settore energetico dell'Ucraina, investendo nelle fonti energetiche rinnovabili e nell'efficienza energetica e riducendo al minimo l'impatto sull'ambiente lungo tutta la catena di produzione; accoglie con favore il costante impegno profuso in questo ambito dalla Commissione per sostenere la riforma del settore energetico ucraino; invita la Commissione e le autorità ucraine a utilizzare in modo strategico i fondi dello strumento per l'Ucraina per dare priorità agli investimenti nelle fonti energetiche rinnovabili; invita a procedere nell'attuazione degli impegni esistenti nell'ambito del piano per l'Ucraina e dei pacchetti relativi alla Comunità dell'energia, in particolare la separazione delle società regionali di distribuzione di energia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>108.</NO.P>accoglie con favore gli sforzi dell'Ucraina per allineare la sua politica dei trasporti all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE e rafforzare la connettività con l'Unione; sottolinea l'importanza di attuare la strategia nazionale in materia di trasporti e la strategia per lo sviluppo e l'espansione delle infrastrutture di frontiera con gli Stati membri dell'UE e la Moldova; chiede di accelerare la modernizzazione sostenibile delle infrastrutture ferroviarie, stradali, portuali e di attraversamento delle frontiere, in linea con le priorità della TEN-T; invita l'Ucraina ad accelerare la riforma ferroviaria, compreso l'allineamento all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE in materia di sicurezza ferroviaria e interoperabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>109.</NO.P>sottolinea, al tempo stesso, che il rispetto delle norme ambientali nell'attuazione dei progetti nel settore dell'energia e dei trasporti è di fondamentale importanza per portare avanti il programma di riforme necessario per il percorso dell'Ucraina verso l'adesione all'UE; sottolinea l'importanza che l'UE sostenga l'Ucraina per una migliore ricostruzione basata sulla sostenibilità ambientale e sociale; invita l'UE e i suoi Stati membri a incrementare il sostegno all'Ucraina, sia finanziario che in termini di competenze, per accelerare il suo allineamento all'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE in materia ambientale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>110.</NO.P>sottolinea che l'Ucraina continua ad affrontare sfide ambientali significative, che sono state ulteriormente esacerbate dalla guerra in corso; prende atto che il protrarsi del conflitto continua ad avere gravi ripercussioni negative sull'ambiente, tra cui l'inquinamento del suolo e delle acque, il degrado degli ecosistemi e una maggiore pressione sulle risorse naturali; esprime preoccupazione per la conseguente perdita di biodiversità, compresi i danni agli ecosistemi forestali, alle steppe e alle zone umide; sottolinea l'importanza di integrare la tutela dell'ambiente e la sostenibilità negli sforzi di ripresa e ricostruzione; chiede una governance ambientale rafforzata, migliori sistemi di monitoraggio e un'attuazione efficace delle procedure di valutazione dell'impatto ambientale e di valutazione ambientale strategica, in linea con l'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE di cui al capitolo 27;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>111.</NO.P>esprime preoccupazione per lo sviluppo di parchi eolici nelle aree protette degli altopiani delle montagne dei Carpazi nell'Ucraina occidentale, in particolare per l'installazione prevista di 30 turbine sul Monte Runa; sottolinea che l'energia eolica offre un'alternativa più sicura e sostenibile ai combustibili fossili e invita l'Ucraina a perseguire il suo elevato potenziale di sviluppo dell'energia eolica al di fuori delle aree protette; sottolinea che la produzione di energia verde e la conservazione della natura non devono necessariamente escludersi a vicenda in Ucraina, in quanto vi sono altre aree già designate per lo sviluppo delle infrastrutture energetiche, senza habitat unici e foreste vergini e con strade di accesso preesistenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>112.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per la situazione in corso nella centrale nucleare di Zaporizhzhia, che rimane sotto il controllo illegale russo e continua a comportare rischi significativi per la sicurezza nucleare a causa delle perduranti attività militari nelle sue vicinanze; sottolinea che il coinvolgimento dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, sebbene essenziale per garantire la sicurezza e protezione nucleare, dovrebbe rimanere di natura strettamente tecnica; sottolinea, in tale contesto, che detto coinvolgimento dovrebbe avvenire nel pieno rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina e non dovrebbe essere interpretato in modo da incidere sullo status dello strumento; ribadisce l'importanza di garantire il funzionamento sicuro e protetto della centrale, in linea con le norme internazionali di sicurezza nucleare e sotto la legittima autorità dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>113.</NO.P>ricorda che il 2026 segna il 40° anniversario del disastro nucleare di Chernobyl, che rimane uno degli incidenti nucleari più gravi della storia; condanna fermamente gli attacchi mirati della Russia contro il sito della centrale nucleare di Cernobyl e i danni catastrofici arrecati al suo scudo protettivo, che era stato costruito per contenere il materiale radioattivo e che non può più svolgere la sua principale funzione di sicurezza, con gravi rischi per la sicurezza nucleare; osserva che il costo delle riparazioni è stimato a 500 milioni di EUR;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>114.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché al governo e al parlamento dell'Ucraina.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>