<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0267</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Minaccia di crimini di guerra, crescenti violazioni del diritto internazionale umanitario e situazione dei diritti umani a El-Obeid, Sudan</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0357, 0358, 0359, 0361 e 0362/2026)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 9 luglio 2026 sulla minaccia di crimini di guerra, le crescenti violazioni del diritto internazionale umanitario e la situazione dei diritti umani a El-Obeid, Sudan (2026/2799(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 150, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il conflitto tra le Forze armate sudanesi e le Forze di supporto rapido (<STRING ITALIC="on">Rapid Support Forces</STRING> – RSF) si è aggravato fino a diventare la più grande crisi umanitaria al mondo, nell'ambito della quale oltre 33 milioni di persone, tra cui 16 milioni di bambini, necessitano di aiuti e milioni di persone devono affrontare la fame e lo sfollamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che le RSF hanno assediato El-Obeid e starebbero preparando, secondo quanto riferito, un'imminente offensiva di terra; che gli attori internazionali avvertono del rischio di atrocità di massa a El-Obeid, dove sarebbero a rischio 500 000 civili;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che la missione indipendente di accertamento dei fatti delle Nazioni Unite ha rilevato che la presa di El-Fasher da parte delle RSF presentava le caratteristiche di un genocidio e mette in guardia da ulteriori crimini di guerra; che lo stupro e altre forme di violenza sessuale sono utilizzati come armi di guerra;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che gli attacchi con droni a El-Obeid hanno causato la morte di civili, interrotto l'accesso della città all'elettricità, al carburante e all'approvvigionamento idrico e hanno ostacolato l'accesso ai beni di prima necessità; che il sistema sanitario sudanese sta crollando;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che, secondo quanto riportato da fonti attendibili, le RSF potrebbero contare su un appoggio esterno, anche attraverso contraenti militari stranieri e il trasferimento di attrezzature militari in violazione dell'embargo delle Nazioni Unite sulle armi;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna con la massima fermezza i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità perpetrati in Sudan, in particolare l'assedio in corso da parte delle RSF di El-Obeid, e insiste affinché la comunità internazionale impedisca il ripetersi del massacro di El-Fasher e costringa le RSF ad abbandonare l'assedio di El-Obeid;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>esorta tutte le parti belligeranti a cessare il fuoco, rispettare il diritto internazionale umanitario e porre immediatamente fine a tutti gli attacchi ai civili, tra cui la violenza sessuale e la fame forzata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>invita l'UE ad aumentare con urgenza il sostegno umanitario al Sudan, anche a favore delle persone sopravvissute alla violenza sessuale, di coloro che soffrono la fame, degli sfollati interni e dei rifugiati; chiede finanziamenti diretti a favore dei centri per la risposta alle emergenze e di altre organizzazioni locali attive in prima linea; sottolinea la necessità di corridoi umanitari che garantiscano percorsi di evacuazione per i civili e un accesso umanitario a El-Obeid che attraversi le linee del fronte e le frontiere;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>esorta l'UE a unirsi all'Unione africana e alle Nazioni Unite negli sforzi volti ad avviare un dialogo con le parti belligeranti a favore di un cessate il fuoco e a sostenere un processo di pace guidato da civili; invita l'UE a imporre sanzioni mirate alle entità e alle persone responsabili di crimini di guerra in Sudan;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>condanna tutte le ingerenze esterne che alimentano la guerra; esorta tutti gli Stati, compresi gli Emirati arabi uniti, a cessare di finanziare le RSF e di fornire loro armi o altri tipi di sostegno; esorta il SEAE e il Consiglio a sanzionare le persone, le entità, i sostenitori esterni e le imprese di sicurezza private, come il Global Security Services Group, per aver violato l'embargo delle Nazioni Unite sulle armi, e a collaborare con il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per estendere l'embargo a tutto il Sudan;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>esige che tutti gli autori di crimini siano chiamati a rispondere delle loro azioni e chiede indagini indipendenti sui presunti crimini di guerra; esorta l'UE a sostenere tali sforzi a livello finanziario e politico, a esercitare pressioni per estendere la giurisdizione della CPI a tutto il Sudan, ad appoggiare il mandato della missione di accertamento delle Nazioni Unite e a valutare la possibilità di includere le RSF nell'elenco dei soggetti terroristici stabilito dall'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alle autorità del Sudan, all'Unione africana e al segretario generale delle Nazioni Unite.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>