<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P10_TA(2026)0271</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Comunicazione congiunta sugli aiuti umanitari (JOIN(2026)0025)</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B10-0339/2026)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 9 luglio 2026 sulla comunicazione congiunta sugli aiuti umanitari (JOIN(2026)0025) (2026/2734(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 27 maggio 2026, dal titolo "Difendere i valori, guidare la riforma, generare un impatto: l'azione umanitaria dell'UE in un ordine mondiale in mutamento"(JOIN(2026)0025) ("comunicazione congiunta sugli aiuti umanitari") e i relativi documenti di lavoro congiunti dei servizi su un approccio strategico alla diplomazia umanitaria dell'UE (SWD(2026)0312), su un approccio integrato alla fragilità (SWD (2026) 0313) e sulle catene di approvvigionamento umanitarie (SWD (2026) 0314),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>	vista la risoluzione 1325 (2000) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, del 31 ottobre 2000, e le successive nove risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'interrogazione alla Commissione sulla comunicazione congiunta sugli aiuti umanitari (JOIN(2026)0025) (O-000026/2026 – B10‑0013/2026),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 142, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 2, del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di risoluzione della commissione per lo sviluppo,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che le esigenze umanitarie stanno aumentando rapidamente e sono superiori ai finanziamenti disponibili; che oltre 300 milioni di persone necessitano attualmente di aiuti umanitari; che le Nazioni Unite hanno lanciato un appello mondiale a mobilitare 33 miliardi di USD con l'obiettivo di raggiungere, grazie a tali finanziamenti, 135 milioni di persone in 50 paesi nel 2026; che l'appello equivalente lanciato dalle Nazioni Unite nel 2025 ha ricevuto solo 12 miliardi di USD, ossia il livello di finanziamento più basso registrato in un decennio<FOOTNOTE><FIELD> Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, "Global Humanitarian Overview 2026" (Panoramica umanitaria a livello mondiale 2026), https://humanitarianaction.info/document/global-humanitarian-overview-2026.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che le violazioni del diritto internazionale umanitario stanno raggiungendo livelli allarmanti, in particolare le aggressioni deliberate e le uccisioni di civili, la distruzione di infrastrutture essenziali quali scuole e ospedali, la violenza sessuale diffusa, il reclutamento di minori come combattenti, gli attacchi contro gli operatori umanitari e il personale medico, gli sfollamenti forzati, l'inedia come metodo di guerra, nonché la negazione deliberata e la strumentalizzazione dell'accesso umanitario;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che tali violazioni sono in contrasto con gli obblighi in materia di diritto internazionale umanitario, comprese le risoluzioni 2286 (2016) e 2417 (2018) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; che gli aiuti umanitari non dovrebbero mai essere strumentalizzati e dovrebbero arrivare ai civili bisognosi senza ostacoli né discriminazioni di alcun tipo, nel pieno rispetto del diritto internazionale umanitario;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che le limitazioni di accesso, compresi gli ostacoli burocratici, le restrizioni alla circolazione e le ingerenze delle parti in conflitto, riducono sempre più la capacità degli attori umanitari di raggiungere le popolazioni colpite;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari ha avviato una riforma umanitaria a livello sistemico, al fine di rendere il sistema mondiale di aiuti umanitari più efficiente ed efficace;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che l'UE e i suoi Stati membri forniscono la maggior parte dei finanziamenti umanitari a livello mondiale<FOOTNOTE><FIELD> Consiglio europeo e Consiglio dell'Unione europea, "Aiuti umanitari", https://www.consilium.europa.eu/it/policies/humanitarian-aid/.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che le catene di approvvigionamento umanitarie, dagli appalti alla consegna finale, rappresentano fino all'80 % della spesa umanitaria totale a livello mondiale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che, a seguito degli shock degli ultimi cinque anni, la fragilità mondiale rimane quasi ai massimi storici<FOOTNOTE><FIELD> Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), "States of Fragility 2025" (Stati di fragilità 2025), pubblicazioni dell'OCSE, Parigi, 2025, https://doi.org/10.1787/81982370-en.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che i conflitti, i cambiamenti climatici e i fattori economici sono i tre principali elementi all'origine dell'aumento delle esigenze umanitarie, in quanto aggravano l'insicurezza alimentare, gli sfollamenti e i rischi per la salute, oltre ad aumentare la frequenza e l'intensità delle catastrofi; che l'innalzamento del livello del mare può rappresentare una minaccia esistenziale per i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, che sono tra i paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici, il che aumenta la necessità di azioni umanitarie e di misure di preparazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che, in tempi di conflitto e di crisi, le disuguaglianze di genere preesistenti sono spesso esacerbate, con la conseguenza che le donne e le ragazze, in particolare quelle che presentano vulnerabilità intersezionali, sono colpite in misura sproporzionata dai conflitti, dagli sfollamenti, dalla violenza di genere nonché dall'esclusione dai servizi salvavita e dai processi decisionali; che la quota degli aiuti umanitari bilaterali che perseguono obiettivi in materia di parità di genere è storicamente bassa ed è ulteriormente diminuita negli ultimi anni, registrando una stagnazione al 17 % nel periodo 2021-2022<FOOTNOTE><FIELD> OCSE, "Development Finance for Gender Equality 2024" (Finanziamenti allo sviluppo per la parità di genere 2024), pubblicazioni dell'OCSE, Parigi, 2024, https://doi.org/10.1787/e340afbf-en.</FIELD></FOOTNOTE>; che le organizzazioni guidate da donne ricevono solo lo 0,4 % degli aiuti bilaterali negli Stati fragili<FOOTNOTE><FIELD> Segretario generale delle Nazioni Unite, "Women and peace and security – Report of the UN Secretary" (Le donne e la pace e la sicurezza – Relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite), 5 settembre 2025.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che gli sfollamenti forzati stanno raggiungendo livelli senza precedenti e che una cospicua parte dei rifugiati e degli sfollati interni nel mondo risiede in Stati fragili e a basso reddito, il che aumenta la domanda di assistenza umanitaria e di servizi di protezione;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Protezione – Sostenere il diritto internazionale umanitario, i principi umanitari e la protezione dei civili e degli operatori umanitari, nonché sviluppare una strategia comune di diplomazia umanitaria</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>accoglie con favore gli impegni assunti nella comunicazione congiunta sugli aiuti umanitari per quanto riguarda il diritto internazionale umanitario e i principi umanitari di umanità, imparzialità, neutralità e indipendenza; ricorda che il diritto internazionale umanitario consuetudinario è vincolante per tutte le parti di un conflitto armato; condanna fermamente l'ostruzione degli aiuti umanitari; condanna e si oppone fermamente alla fornitura di aiuti umanitari finalizzata a promuovere programmi militari, nonché alla politicizzazione degli aiuti umanitari mediante la drastica riduzione dell'accesso agli aiuti salvavita, le quali minano i principi umanitari fondamentali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>invita la Commissione a condannare il mancato rispetto del diritto internazionale umanitario e a chiamare sistematicamente gli attori a rispondere delle violazioni del diritto internazionale umanitario nelle sue relazioni esterne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>invita la Commissione, il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e gli Stati membri a rafforzare le azioni volte a salvaguardare lo spazio umanitario, a garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei principi umanitari, a rafforzare i meccanismi di responsabilità, a colmare le lacune nel monitoraggio delle violazioni, anche mediante la raccolta di dati e progetti come "IHL in Focus", nonché ad astenersi da partenariati che rechino pregiudizio a tali principi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>invita il Consiglio, l'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli Stati membri a continuare a garantire che le misure restrittive e le pratiche di riduzione dei rischi bancari consentano un'azione umanitaria basata su principi, anche integrando e applicando sistematicamente esenzioni e garanzie umanitarie permanenti che siano efficaci, chiare e operative in tutte le pertinenti misure restrittive, sulla base della deroga permanente introdotta dalla risoluzione 2664 (2022) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>sottolinea che, laddove l'UE finanzi e fornisca aiuti umanitari volti a salvare vite umane e prevenire la carestia e un paese terzo ne ostacoli o blocchi la fornitura, l'UE deve utilizzare tutta l'influenza politica, diplomatica, giuridica ed economica a sua disposizione per garantire il passaggio immediato e senza ostacoli di tali aiuti e garantire che raggiungano la popolazione in stato di necessità; invita la Commissione e il SEAE a sollevare sistematicamente tale ostruzionismo al più alto livello politico e ad adottare tutte le misure necessarie nei confronti degli Stati, delle entità o delle persone responsabili dell'ostruzionismo, al fine di ottenere la fornitura immediata e senza ostacoli di assistenza umanitaria;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>invita la Commissione a intensificare il suo sostegno alle misure di sicurezza volte a tutelare gli operatori umanitari, anche mediante programmi di formazione, destinati in particolare al personale locale, elaborando norme minime comuni di sicurezza per la comunità umanitaria, aumentando il coordinamento in materia di sicurezza e la disponibilità di dati critici sulla sicurezza, mettendo in comune le risorse di sicurezza e sviluppando iniziative congiunte con i partner umanitari, anche per quanto riguarda le minacce emergenti come la disinformazione; esorta la Commissione a rendere l'iniziativa "Protect Aid Workers" un programma mondiale permanente, dotato di finanziamenti adeguati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>invita la Commissione ad aumentare il sostegno ai servizi di salute mentale e di sostegno psicosociale rivolti agli operatori umanitari, in particolare al personale locale, alla luce degli elevati livelli di stress e dei traumi associati alle operazioni umanitarie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>condanna con la massima fermezza l'aumento delle aggressioni e delle uccisioni di operatori umanitari nelle zone di conflitto; rammenta agli Stati il loro obbligo di rispettare e proteggere il personale addetto all'assistenza umanitaria e ricorda che gli attacchi deliberati contro il personale che partecipa una missione di assistenza umanitaria costituiscono crimini di guerra; condanna fermamente il ricorso alle cosiddette tattiche di attacco a doppio colpo, documentate nei conflitti, tra cui in Ucraina, a Gaza e in Libano, nelle quali un attacco iniziale è seguito da uno o più attacchi successivi, che spesso prendono di mira i civili e i soccorritori, in particolare gli operatori umanitari, e che possono costituire un crimine di guerra; invita la Commissione e gli Stati membri a condannare inequivocabilmente l'uccisione di operatori umanitari nonché a investire nelle indagini e nel perseguimento dei responsabili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>invita la Commissione, il SEAE, le delegazioni dell'UE, i rappresentanti speciali dell'UE e gli Stati membri a lavorare a una strategia comune dell'UE per la diplomazia umanitaria, adottando un approccio Team Europa, in stretta consultazione con gli attori umanitari, compresi i partner delle organizzazioni non governative internazionali; sottolinea che una diplomazia umanitaria efficace dovrebbe adeguarsi a ciascuna situazione, basarsi su dati e fondarsi su attività di sensibilizzazione e competenze radicate a livello locale, nonché su un dialogo sistematico con i partner umanitari locali e nazionali e gli attori in prima linea sul campo, comprese le organizzazioni locali della società civile e le organizzazioni per i diritti delle donne, che sono spesso in prima linea nelle risposte umanitarie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>sottolinea che una diplomazia umanitaria efficace ed efficiente impone di rafforzare il coordinamento tra tutti i pertinenti attori umanitari e politici e di sfruttare tutti gli strumenti diplomatici disponibili, anche mediante punti di contatto per la diplomazia umanitaria e strategie di comunicazione mirate, al fine di migliorare la capacità dell'UE di salvaguardare lo spazio umanitario nei conflitti armati e di denunciare le violazioni del diritto internazionale umanitario;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>sottolinea la necessità di rafforzare la capacità dell'UE di monitorare e documentare le violazioni del diritto internazionale umanitario, anche mediante il sostegno a meccanismi indipendenti di responsabilità e la cooperazione con gli organi investigativi internazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>si compiace dell'impegno dell'UE a rafforzare la sensibilizzazione e il sostegno al settore della protezione quale fulcro dell'azione umanitaria, nonché a favore della parità di genere; esprime preoccupazione per il forte aumento degli attacchi contro gli operatori umanitari, il personale medico e le infrastrutture umanitarie, nonché per l'intensificarsi della violenza di genere, compresa la violenza sessuale connessa ai conflitti, nei contesti umanitari<FOOTNOTE><FIELD> Segretario generale delle Nazioni Unite, "Conflict-related Sexual Violence – Report of the Secretary" (Violenza sessuale connessa ai conflitti – Relazione del Segretario generale), 21 aprile 2026.</FIELD></FOOTNOTE>; invita la Commissione, il SEAE, le delegazioni dell'UE e gli Stati membri a porre le donne e le ragazze al centro degli sforzi di preparazione e di risposta umanitaria, ad adottare un approccio inclusivo, a rafforzare la piena attuazione dell'agenda su donne, pace e sicurezza, comprese le misure volte a proteggere le donne e le ragazze dalla violenza di genere, nonché a promuovere la partecipazione piena, paritaria e significativa delle donne a tutte le fasi dei processi di pace, comprese le risposte umanitarie e gli sforzi di ripresa; invita la Commissione e gli Stati membri a destinare il 5 % del loro aiuto pubblico allo sviluppo (APS) in contesti fragili alle organizzazioni guidate da donne e alle organizzazioni per i diritti delle donne, tramite finanziamenti flessibili e a lungo termine, alla luce dell'importante ruolo di raccordo svolto dalle donne impegnate nella costruzione della pace e dalle organizzazioni guidate da donne nell'ambito del primo soccorso nelle crisi umanitarie e, nel contempo, della costruzione della pace, della mediazione e dello sviluppo all'interno delle comunità; accoglie con favore l'intenzione della Commissione di rafforzare il suo impegno in materia di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva e di diritti riproduttivi nei contesti umanitari, anche attraverso il programma SHIELD (Sexual and Reproductive Health in Emergencies and Life in Dignity – salute sessuale e riproduttiva nelle situazioni di emergenza e vita dignitosa), e invita la Commissione a stanziare finanziamenti sufficienti per tale programma;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Prestazioni – Promuovere una riforma umanitaria incentrata sulle persone, ottenere risposte umanitarie più efficaci ed efficienti</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>esprime profondo rammarico per la crisi globale dei finanziamenti umanitari e a favore dello sviluppo e per la decisione di diversi donatori chiave, tra cui diversi Stati membri dell'UE, di ridurre i loro bilanci per gli aiuti; invita gli Stati membri ad adottare misure credibili per rispettare l'impegno collettivo dell'UE di fornire lo 0,7 % del reddito nazionale lordo come APS, destinando il 10 % all'azione umanitaria;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>esprime preoccupazione per il fatto che la crescente concorrenza geopolitica e il cambiamento delle priorità dei donatori possano distogliere l'attenzione e le risorse dai paesi meno sviluppati e più fragili del mondo; invita la Commissione e gli Stati membri ad applicare criteri trasparenti e basati sulle esigenze nell'assegnazione dell'assistenza umanitaria e a garantire finanziamenti sufficienti e duraturi per le crisi che sono state ampiamente trascurate e sottofinanziate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>accoglie positivamente gli sforzi compiuti dalla Commissione per migliorare l'efficienza degli aiuti e la qualità dei finanziamenti umanitari nel contesto del Reset umanitario delle Nazioni Unite e per dare priorità alle persone più bisognose; sottolinea che, oltre al volume degli aiuti, la qualità e la responsabilità per quanto riguarda l'assistenza umanitaria dell'UE sono di fondamentale importanza e che le riforme umanitarie devono essere basate sulle esigenze, orientate ai risultati e incentrate sull'efficacia e sull'impatto reale; sottolinea, tuttavia, che tale esercizio non deve diventare un approccio puramente di riduzione dei costi che comprometta la fornitura di assistenza basata sui principi e sulle esigenze; invita la Commissione a chiedere che gli incrementi di efficienza nell'ambito del ripristino umanitario siano reinvestiti nelle risposte umanitarie in prima linea, anziché ridurre i livelli complessivi di assistenza; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che qualsiasi riforma umanitaria da essi intrapresa sia incentrata sulle persone e attenta alla dimensione di genere, allineando i processi di finanziamento, conformità e riforma agli obiettivi di qualità, localizzazione e responsabilità nei confronti delle popolazioni colpite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>incoraggia la Commissione a proseguire gli sforzi volti a rendere le catene di approvvigionamento umanitario più efficaci, efficienti, sostenibili dal punto di vista ambientale e resilienti; invita la Commissione a progettare congiuntamente tali riforme con gli attori responsabili dell'attuazione e a sostenerle con finanziamenti adeguati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>prende atto dell'impegno della Commissione a mobilitare almeno due terzi dei suoi finanziamenti umanitari attraverso modalità trasformative che aumentino la flessibilità e l'efficienza e riducano gli oneri amministrativi per i partner; incoraggia la Commissione ad ampliare ulteriormente il ricorso all'assistenza in denaro, ove opportuno, quale modalità efficiente, dignitosa e incentrata sulle persone per la fornitura di aiuti umanitari;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>sostiene fermamente l'agenda e la tabella di marcia per la localizzazione; chiede alla Commissione di riferire entro la fine del 2026 in merito ai progressi compiuti verso il conseguimento dell'obiettivo di erogare, entro il 2027, il 25 % dei finanziamenti umanitari nel modo più diretto possibile agli attori locali attraverso le agenzie e le organizzazioni internazionali, le agenzie specializzate degli Stati membri e le ONG partner, sottolineando nel contempo il ruolo centrale delle Nazioni Unite nel coordinare la risposta umanitaria internazionale alle catastrofi e ai conflitti armati; chiede alla Commissione di riflettere su come possa compiere ulteriori progressi in materia di localizzazione oltre il 2027;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a garantire una localizzazione significativa e partenariati equi con i soccorritori locali, anche garantendo che gli attori locali svolgano un ruolo attivo nel processo decisionale in ambito umanitario, nella pianificazione, nel monitoraggio e nella valutazione delle risposte umanitarie; apprezza fortemente l'impegno dell'UE a investire nell'impegno degli attori locali nella diplomazia umanitaria; invita la Commissione a semplificare l'accesso ai finanziamenti umanitari dell'UE per gli attori locali, anche riducendo gli ostacoli amministrativi, adeguando i requisiti di conformità e rendicontazione e aumentando il ricorso a meccanismi di finanziamento prevedibili e intermediari;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Partenariato – Verso un approccio integrato</STRING></STRING> <STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">alla fragilità</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>sottolinea che l'approccio generale dell'UE ai contesti fragili deve garantire la coerenza tra i suoi strumenti umanitari, di sviluppo e di sicurezza, essere coerente con il nesso tra azione umanitaria, sviluppo e pace e integrare in modo significativo le considerazioni ambientali e climatiche; invita la Commissione e gli Stati membri ad aumentare il sostegno sia alle popolazioni sfollate che alle comunità che le ospitano, a investire in soluzioni durature e nell'autosufficienza e a garantire che le risposte agli sfollamenti prolungati creino un collegamento con le azioni umanitarie, di sviluppo e di pace;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>riconosce l'importanza di approcci coordinati tra gli attori umanitari, dello sviluppo e della pace nei contesti fragili e colpiti da conflitti; sottolinea che tale coordinamento deve rispettare pienamente i mandati distinti e i principi operativi dell'azione umanitaria; mette in guardia contro la subordinazione dell'assistenza umanitaria a qualsiasi obiettivo che non sia guidato dai principi umanitari, in quanto tale subordinazione può compromettere l'accesso umanitario sicuro e l'accettazione da parte delle comunità e delle parti coinvolte nel conflitto ed esporre i beneficiari e il personale umanitario a rischi aggiuntivi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>chiede alla Commissione di fornire ulteriori orientamenti sull'integrazione delle azioni umanitarie, di sviluppo e di pace attraverso finanziamenti in più fasi, complementari o congiunti con gli Stati membri; incoraggia la Commissione a utilizzare le flessibilità disponibili negli strumenti di finanziamento per rispondere adeguatamente alle crisi nei contesti fragili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>sottolinea l'importanza di un impegno costante nei contesti fragili e colpiti da conflitti, con un approccio incentrato sulle persone che sia pienamente in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e con il principio di non lasciare indietro nessuno; sottolinea che gli interventi nei contesti fragili e colpiti da conflitti dovrebbero affrontare i fattori strutturali della povertà e della disuguaglianza, promuovere lo sviluppo umano e raggiungere in primo luogo i più vulnerabili senza discriminazioni di alcun tipo, rafforzando nel contempo la governance, la capacità istituzionale e l'accesso ai servizi di base;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>sostiene gli sforzi volti a intensificare il coordinamento di Team Europa nei contesti fragili e a rafforzare i partenariati con i paesi terzi, le organizzazioni regionali e multilaterali, le banche internazionali di sviluppo, il settore privato e le organizzazioni filantropiche; invita la Commissione a collaborare strettamente con gli attori e le organizzazioni locali della società civile e le comunità locali nei contesti fragili per rafforzare la sostenibilità, la resilienza a livello di comunità e la responsabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>accoglie con favore l'annuncio della Commissione relativo allo sviluppo di un nuovo programma globale per le valutazioni multisettoriali delle esigenze e gli investimenti nella qualità dei dati, nell'interoperabilità, nella condivisione sicura dei dati e in strumenti analitici e di comunicazione più solidi, compresi gli strumenti di osservazione della Terra e di modellizzazione, al fine di rafforzare il processo decisionale basato su dati concreti e consentire risposte umanitarie più rapide, coordinate ed efficaci;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>sottolinea l'importanza di una programmazione sensibile ai conflitti e invita la Commissione e i partner a integrare sistematicamente l'analisi dei conflitti negli interventi umanitari e di sviluppo nei contesti fragili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>chiede che alle delegazioni dell'UE sia concessa sufficiente flessibilità operativa per adattare i programmi ai contesti fragili in rapida evoluzione e coordinare efficacemente il dialogo politico e l'attuazione nell'intero quadro dell'aiuto umanitario, dello sviluppo e della pace;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>prende atto dell'intenzione della Commissione di aumentare i finanziamenti per i progetti che sostengono il coinvolgimento del settore privato e gli investimenti innovativi nella condivisione dei rischi nei contesti umanitari prolungati; incoraggia la Commissione a individuare gli strumenti più appropriati per ciascun contesto, garantendo un approccio agli investimenti sensibile ai conflitti, e a valutare la diffusione del Global Gateway quale strumento dell'UE per rafforzare la resilienza e lo sviluppo sostenibile nei contesti fragili, anche per le esigenze più acute e immediate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>invita la Commissione a sostenere un impegno responsabile del settore privato nei contesti umanitari, in linea con i principi umanitari e i requisiti di trasparenza e responsabilità, contribuendo nel contempo allo sviluppo sostenibile e inclusivo, anche attraverso la creazione di posti di lavoro dignitosi e la riduzione della povertà;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>sottolinea che l'APS dovrebbe essere assegnato dove è più necessario e deve rimanere uno strumento essenziale per far fronte alle esigenze umanitarie e fornire servizi salvavita alle popolazioni colpite dalla crisi, che sono prerequisiti per società stabili, inclusive e prospere; sottolinea che i partenariati pubblico-privato possono integrare, ma non devono sostituire, l'APS nella fornitura di assistenza umanitaria e nel sostenere la resilienza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>invita la Commissione a monitorare regolarmente l'attuazione degli impegni in materia di fragilità e a riferire ogni due anni al Parlamento in merito alla loro attuazione; sottolinea l'importanza di uno stretto coordinamento tra i servizi della Commissione, il SEAE e le delegazioni dell'UE, anche attraverso quadri dedicati alla fragilità; chiede alla Commissione ulteriori chiarimenti in merito al ruolo dei servizi coinvolti nell'approccio integrato alla fragilità; invita la Commissione e il SEAE a impegnarsi attivamente con le Nazioni Unite e altri partner internazionali per affrontare la fragilità;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Percorso da seguire e attuazione</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>invita la Commissione e il SEAE a elaborare un chiaro piano di attuazione e monitoraggio degli impegni assunti nella comunicazione congiunta sugli aiuti umanitari e nei documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano e a garantire il pieno coinvolgimento del Parlamento in tale processo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>sottolinea l'importanza della diplomazia parlamentare e del controllo democratico per rafforzare la responsabilità e la legittimità per quanto riguarda l'azione umanitaria; sottolinea il contributo degli organi interparlamentari, quali l'Assemblea parlamentare Africa-UE e l'Assemblea parlamentare paritetica Africa-UE dell'Organizzazione degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, nella conduzione del dialogo con i paesi e le regioni partner sulle esigenze umanitarie, salvaguardando in tal modo lo spazio umanitario;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, al servizio europeo per l'azione esterna, alla Commissione e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>