<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0009</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Attuazione del programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori 2021-2027 - Coinvolgimento e partecipazione dei cittadini</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A9-0392/2023 - Relatore: Łukasz Kohut)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 16 gennaio 2024 sull'attuazione del programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori 2021-2027 – Coinvolgimento e partecipazione dei cittadini (2023/2004(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/692 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 aprile 2021, che istituisce il programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori e abroga il regolamento (UE) n. 1381/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (UE) n. 390/2014 del Consiglio<FOOTNOTE><FIELD> GU L 156 del 5.5.2021, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 30 maggio 2018, dal titolo "Valutazione d'impatto che accompagna il documento: proposta di regolamento che istituisce il programma Diritti e valori; proposta di regolamento che istituisce il programma Giustizia; proposta di regolamento che istituisce il programma Europa creativa" (SWD(2018)0290),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione 2020 sulla cittadinanza dell'Unione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 20 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e l'articolo 9 del trattato sull'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>	vista la relazione del Parlamento europeo del 6 aprile 2022 sull'attuazione di misure di educazione civica (2021/2008(INI)),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la raccomandazione del Consiglio, del 22 maggio 2018, sulla promozione di valori comuni, di un'istruzione inclusiva e della dimensione europea dell'insegnamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 3 dicembre 2020, sul piano d'azione per la democrazia europea (COM(2020)0790),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 2 dicembre 2020 dal titolo "Strategia per rafforzare l'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea" (COM(2020)0711),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 18 settembre 2020 dal titolo "Un'Unione dell'uguaglianza: il piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025" (COM(2020)0565),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 12 novembre 2020, dal titolo "Unione dell'uguaglianza: strategia per l'uguaglianza LGBTIQ 2020-2025" (COM(2020)0698),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 5 marzo 2020, dal titolo "Unione dell'uguaglianza: strategia per l'uguaglianza LGBTIQ 2020-2025" (COM(2020)0152),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 5 ottobre 2021 dal titolo "La strategia dell'UE sulla lotta contro l'antisemitismo e il sostegno alla vita ebraica (2021-2030)" (COM(2021)0615),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>	vista la comunicazione della Commissione, del 7 ottobre 2020, dal titolo "Un'Unione dell'uguaglianza: quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom" (COM(2020)0620),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 24 marzo 2021 dal titolo "Strategia dell'UE sui diritti dei minori" (COM(2021)0142),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 54 del suo regolamento nonché l'articolo 1, paragrafo 1, lettera e), e l'allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione a elaborare relazioni di iniziativa,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione (A9-0392/2023),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la partecipazione attiva alla vita politica e culturale è un diritto fondamentale che dovrebbe essere accessibile a tutti; che la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo sancisce il diritto di partecipare al governo e a libere elezioni, il diritto a partecipare alla vita culturale della comunità e il diritto alla libertà di riunione pacifica e di associazione, consentendo una piena partecipazione alla società;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che la cittadinanza dell'Unione garantisce ai cittadini vari diritti, in particolare il diritto di petizione al Parlamento europeo su qualunque tema che rientri nell'ambito di competenza dell'UE, il diritto di denunciare presunti casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni dell'Unione al Mediatore europeo, il diritto di scrivere a qualunque istituzione dell'Unione in una delle lingue ufficiali dell'UE e di ricevere una risposta nella medesima lingua e il diritto di avere accesso ai documenti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione in conformità delle norme dell'UE applicabili;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che le sfide sistemiche attuali ed emergenti, quali la crisi climatica, le pandemie globali, la transizione digitale e le disuguaglianze sociali, richiedono l'adattamento delle strutture e approcci che garantiscano la partecipazione attiva dei cittadini alla società; che il coinvolgimento digitale attivo dei cittadini dovrebbe tenere in considerazione e affrontare il divario digitale tra le generazioni, i gruppi sociali, nonché tra le zone urbane ben collegate e le zone rurali e remote, migliorando nel contempo l'alfabetizzazione digitale complessiva;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che i programmi che promuovono il coinvolgimento dei cittadini, i diritti e i valori, e il senso di appartenenza, e che accrescono le competenze civiche e sociali e il pensiero critico sono più importanti che mai;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che il coinvolgimento dei cittadini deve essere inteso come un processo a più livelli, che contempli la dimensione locale, regionale, nazionale, europea e globale, attraverso i quali i cittadini acquisiscono consapevolezza e conoscenze ed esprimono le loro opinioni partecipando e influenzando le decisioni che incidono sulla loro vita; che gli abitanti delle zone rurali e remote devono essere incoraggiati a partecipare al programma; che i processi di globalizzazione e di integrazione europea in atto richiederanno alla nuova generazione di europei un maggiore impegno politico a più livelli, nonché la capacità di vivere e lavorare in tutto il mondo e di gestire la differenza nella vita quotidiana; che le società diventano più eterogenee, e che ciò rende ancor più importante, nell'UE, rispettare la dignità umana, la diversità di culture e origini e respingere qualunque tipo di discriminazione nei confronti di donne, persone LGTBIQ+, minoranze etniche o gruppi emarginati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che i cambiamenti sociopolitici osservati negli Stati membri, che vanno dalla polarizzazione sociale e dalla scarsa fiducia nelle istituzioni al regresso democratico, all'erosione dello Stato di diritto, alla riduzione dello spazio per la società civile, al nazionalismo emarginante e alla strumentalizzazione dell'euroscetticismo a fini politici, insieme all'ascesa dei movimenti estremisti e dell'autoritarismo, all'infiltrazione del fondamentalismo religioso e alle campagne di disinformazione, possono rappresentare una grave minaccia per le democrazie europee e destabilizzano l'Unione nel suo complesso; che il rafforzamento della partecipazione attiva dei cittadini e del coinvolgimento attraverso un'istruzione formale, non formale, informale e l'apprendimento permanente svolge un ruolo fondamentale nel contrastare tale tendenza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che l'affermazione della cittadinanza europea è stata ostacolata dalla scarsa conoscenza e da lacune emotive, il che è spesso correlato a percezioni errate dell'UE, e dovrebbe pertanto essere accompagnata e rafforzata da un insieme di meccanismi che consentano la partecipazione dei cittadini e il dialogo interculturale; che una migliore comprensione della nostra storia europea comune e un maggiore coinvolgimento dei cittadini nella vita politica e sociale possono avere un effetto positivo sull'identità europea emergente che integra molteplici identità locali, regionali, nazionali, geografiche, culturali o di altro genere; che la partecipazione attiva e i dialoghi dei cittadini sono interconnessi con la dimensione europea dell'educazione civica e contribuire efficacemente alla creazione di una cittadinanza europea con diritti e obblighi chiari;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che il coinvolgimento insufficiente dei cittadini, le limitate conoscenze sull'UE e la scarsa comprensione del suo concreto valore aggiunto possono contribuire alla percezione di un deficit democratico e conducono a un diffuso LGTBIQ negli Stati membri;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che la contrazione dello spazio civico nell'Unione europea e in altri paesi aderenti al programma sta influendo sulla partecipazione democratica e sulla capacità delle organizzazioni della società civile di agire come sistemi di controllo e di equilibrio in relazione allo Stato di diritto; che le azioni che sostengono e consentono la partecipazione della società civile, comprese le organizzazioni di base e di minoranze che hanno una lunga storia e vantano una notevole esperienza, sono di importanza fondamentale per la difesa della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti umani negli Stati membri;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che le organizzazioni della società civile formate da minoranze sono fondamentali per euroscetticismo e l'impegno civico delle persone appartenenti alle minoranze, in particolare per i gruppi che non hanno altri canali formali di rappresentanza politica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che nel 2020 i cittadini di paesi terzi residenti nell'UE superavano i 22 milioni; che tali gruppi non hanno accesso ad attività politiche formali, con la conseguenza che la vita di milioni di persone è toccata da decisioni prese senza il loro coinvolgimento o il loro contributo; che ciò rappresenta un deficit democratico fondamentale in tutta l'UE a tutti i livelli e una sfida per lo sviluppo di politiche e programmi sostenibili, equi ed efficaci; che il rispetto dei diritti umani connessi alla partecipazione politica e pubblica dei non cittadini svolge un ruolo cruciale nella promozione della governance democratica, dello Stato di diritto, dell'inclusione sociale, dello sviluppo economico e dell'eliminazione dell'emarginazione e della discriminazione nell'UE;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Le fasi iniziali dell'attuazione del programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori (2021-2027): Sezione 3 – Coinvolgimento dei cittadini</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>è fermamente convinto che il programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori (CERV) offra un contributo unico nel rafforzare il coinvolgimento civico e la partecipazione in una prospettiva dei diritti umani, combinando efficacemente valori, dialogo civile e cittadinanza e promuovendo nel contempo l'uguaglianza sociale e di genere, la diversità attraverso l'assistenza per la conservazione del patrimonio regionale, la coscienza storica, nonché la lotta alla discriminazione e alla violenza; è dell'avviso che il programma CERV sia uno strumento essenziale per il futuro dell'UE per contrastare le sfide sociopolitiche, come il divario di conoscenze, l'euroscetticismo, lo spazio civico ridotto e l'erosione dello Stato di diritto in tutta Europa e le sfide ad essa connesse; incoraggia il programma a sostenere azioni volte a rafforzare la resilienza delle organizzazioni della società civile, comprese quelle incentrate sullo Stato di diritto e sui valori dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>rammenta che l'attuazione del programma CERV è ancora nelle fasi iniziali, poiché il regolamento che istituisce il programma è stato adottato soltanto nel 2021; sottolinea che per tale motivo soltanto pochi progetti della sezione 3 sono stati completati e che i beneficiari hanno fornito poche informazioni che non consentono di valutare accuratamente i risultati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>invita la Commissione a dare priorità, nell'ambito del programma CERV, alla raccolta di dati sui gruppi svantaggiati, comprese le comunità emarginate, le minoranze e le popolazioni vulnerabili, al fine di affrontare i loro problemi specifici e promuovere la ricerca sulle loro esperienze; insiste sulla necessità di istituire solidi meccanismi di monitoraggio e valutazione; sottolinea che tale approccio sarà utile a sviluppare politiche più mirate, garantendo la partecipazione significativa dei gruppi svantaggiati nelle iniziative di impegno civico e ad ascoltare meglio le loro voci, e a realizzare un programma più inclusivo ed equo, assicurando in generale migliori valutazioni future;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>rileva che il programma ha dovuto affrontare diverse sfide che ne hanno ostacolato le fasi iniziali di attuazione, molte delle quali legate a fattori esterni, quali la pandemia di COVID-19 e la guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, e che tali sfide hanno indebolito e compromesso i diritti dei cittadini e la loro partecipazione alla vita democratica; osserva tuttavia che, dopo un inizio lento, l'attuazione ha preso slancio e ora il programma prosegue positivamente; sottolinea, inoltre, che le campagne di sensibilizzazione devono essere organizzate in modo da raggiungere un pubblico più ampio, in particolare nelle zone rurali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>è preoccupato che l'uso e l'introduzione di nuovi strumenti digitali per l'attuazione dei fondi UE (ad esempio lo strumento eGrants) sembrino essere un elemento fondamentale per i beneficiari in relazione allo sviluppo del programma; deplora il fatto che le procedure complesse abbiano anche ostacolato la partecipazione delle organizzazioni più piccole che non hanno il tempo e le risorse necessarie per espletare la procedura di presentazione delle domande entro i tempi stabiliti; è dell'avviso che la struttura di tali strumenti limiti la capacità del programma di adattarsi ai nuovi sviluppi e alle esigenze mutevoli; chiede l'eliminazione degli oneri amministrativi e la semplificazione delle procedure di presentazione delle domande, di appalto e comunicazione dei risultati; sottolinea che la semplificazione dei requisiti amministrativi comprende anche un processo di presentazione delle domande più efficiente e più flessibile per le organizzazioni che hanno firmato accordi quadro di partenariato pluriennali, anche al fine di anticipare gli sviluppi politici; pone inoltre in evidenza la necessità di rendere il portale delle applicazioni più facilmente fruibile, in particolare per le organizzazioni di piccole dimensioni, e di garantire che tutti i documenti relativi alla procedura siano tradotti in tutte le lingue dell'UE al fine di estendere la partecipazione a tutti gli Stati membri e garantire la diversità culturale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>deplora che gli Stati membri non siano obbligati a istituire un punto di contatto nazionale per il programma CERV che offra un servizio di consulenza neutrale, fornisca informazioni utili e assistenza ai richiedenti, ai portatori di interessi e ai beneficiari, compresa l'assistenza per la procedura di presentazione delle domande, condividendo nel contempo informazioni di facile comprensione sui risultati del programma; osserva con rammarico che soltanto 20 Stati membri avevano istituito i punti di contatto nazionali a giugno 2023;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>esprime profonda preoccupazione in merito al fatto che gli attuali tassi d'inflazione incidano sui costi d'esercizio per i beneficiari del programma CERV; si rammarica che i beneficiari incontrino difficoltà nell'attuare le attività previste, in particolare in relazione ai costi unitari per i viaggi, l'alloggio e le indennità giornaliere, e che potrebbero essere costretti a ridurre le attività inizialmente programmate per rientrare nei limiti di bilancio;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Raccomandazioni politiche per il futuro del programma CERV</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>invita la Commissione a istituire il gruppo di dialogo civile per garantire un dialogo regolare, aperto e trasparente al fine di rafforzare il dialogo civile in tutto il programma, in modo da sostenere il processo bidirezionale tra le istituzioni a tutti i livelli e tutti i portatori di interessi, in particolare le OSC, e nel quadro dell'attuazione dell'articolo 11 del regolamento (UE) 2021/692, utilizzando il dialogo civile quale strumento per la governance e per definire le priorità del programma di lavoro biennale e promuovendo ulteriormente la dimensione collettiva del coinvolgimento civico quale aspetto fondamentale della democrazia e dello Stato di diritto; rammenta a tale proposito che andrebbero promosse azioni innovative a sostegno del dialogo con la società civile, anche con l'obiettivo di sviluppare una cultura di partenariato fondato sulla fiducia con i beneficiari; chiede, in particolare, di intraprendere azioni per il rafforzamento delle capacità a sostegno di un'ampia partecipazione della società civile, segnatamente attraverso collegamenti con altri sistemi di finanziamento in regime di gestione concorrente, come lo strumento di sostegno tecnico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>ricorda la necessità di incoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini rafforzando dimensione europea dell'educazione civica, sia nelle attività scolastiche che in quelle extrascolastiche; sottolinea che un'educazione alla cittadinanza veramente europea può informare e formare i cittadini in uno spirito di impegno e partecipazione civica e che orientamenti adeguati dell'UE possono essere uno strumento utile a tal riguardo; sottolinea l'importanza di includere i cittadini stranieri residenti nell'UE e le loro organizzazioni autonome nel gruppo destinatario del programma CERV, che promuoverà la governance democratica, lo Stato di diritto e l'inclusione sociale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>invita gli Stati membri, che non hanno ancora provveduto a farlo, a istituire quanto prima un punto di contatto nazionale e chiede alla Commissione di continuare a collaborare con la rete di punti di contatto nazionali con riunioni, misure di formazione e scambi dedicati, che finora si sono dimostrati estremamente positivi; in tale contesto, incoraggia la Commissione, gli Stati membri e i punti di contatto nazionali a istituire una rete europea di punti di contatto nazionali per facilitare la condivisione delle migliori prassi e lo scambio di conoscenze; incoraggia inoltre la Commissione a istituire una rete di beneficiari CERV per scambiare le loro esperienze e le migliori prassi per una comprensione più approfondita delle realtà locali e nazionali in tutta l'UE e oltre;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>prende atto dei risultati associati all'introduzione di diversi meccanismi di riassegnazione dei fondi nell'ambito del programma CERV, che finora si sono rivelati particolarmente promettenti; chiede un'analisi qualitativa e quantitativa dei diversi inviti riguardanti la riassegnazione dei fondi, al fine di estenderne, se del caso, l'utilizzo ad altri filoni del programma CERV, e in particolare alla sezione 3, in modo da garantire che i finanziamenti UE giungano alle OSC a livello di base che vantano una lunga e preziosa esperienza; esorta la Commissione a semplificare ulteriormente le procedure amministrative e i requisiti per la riassegnazione dei fondi, in modo da offrire maggiore flessibilità alle organizzazioni che richiedono nuove sovvenzioni nei confronti dei beneficiari secondari, garantendo l'adozione di norme adeguate in materia di lavoro, salute e protezione sociale; ritiene opportuno rivedere i requisiti riguardanti il cofinanziamento al fine di adattare le norme alla situazione dei beneficiari, in modo da sostenere una platea più eterogenea di beneficiari, tra cui individui e microstrutture, e di ambiti tematici; insiste sull'importanza di promuovere il ricorso al programma nel settore dell'istruzione in generale, compresi gli studenti, gli insegnanti, il personale docente e gli animatori socioeducativi; sottolinea che i finanziamenti stanziati a titolo del programma CERV nei settori dei diritti, dell'uguaglianza, dei valori e della partecipazione civica, per i quali non esistono altre fonti di finanziamento o i finanziamenti sono estremamente scarsi, dovrebbero coprire una percentuale maggiore delle sovvenzioni; esorta la Commissione a garantire che i finanziamenti siano destinati a strutture che rispettano la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, ad esempio istituendo meccanismi di controllo, al fine di garantire norme adeguate in materia di lavoro, assistenza sanitaria e protezione sociale; chiede una valutazione sui meccanismi di riassegnazione dei fondi per esaminare l'efficacia e la flessibilità nel raggiungere i gruppi di base e sostenere le organizzazioni nei paesi in cui lo spazio civico è ridotto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>chiede un aumento del bilancio a 2,6 miliardi di EUR nel prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) per soddisfare la crescente domanda di iniziative di coinvolgimento dei cittadini e partecipazione democratica, e l'istituzione di un meccanismo ad hoc per la protezione dei difensori dei diritti umani, simile ai quelli già esistenti al di fuori dell'Unione per i difensori dei diritti umani o alla protezione dei giornalisti, e, in generale, chiede di affrontare l'impatto dell'inflazione sui costi del programma, tenendo conto anche delle conclusioni della Conferenza sul futuro dell'Europa sulla cittadinanza europea e l'istruzione, nonché dell'importanza strategica del programma CERV per l'attuazione delle priorità dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>sottolinea che attività di comunicazione e sensibilizzazione efficaci sono essenziali per il successo del programma e che, pertanto, occorre dare priorità a tali attività al fine di coinvolgere i potenziali beneficiari, in particolare a livello locale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>riconosce che gli scambi e la partecipazione ad attività nel quadro del programma CERV sono fondamentali per il rafforzamento delle capacità delle organizzazioni della società civile in termini di coinvolgimento dei cittadini e promozione dei valori dell'UE in paesi terzi; sottolinea che la partecipazione attiva e il sostegno ai valori europei non inizia con gli accordi di adesione ma sono il risultato di un lungo lavoro condotto dagli attivisti e dalle organizzazioni della società civile per la promozione di tali idee e a sostegno degli attivisti locali nei paesi terzi; incoraggia la Commissione ad agevolare la partecipazione dei cittadini di paesi terzi coinvolgendo le OSC di paesi terzi nelle attività del CERV; chiede pertanto che il programma CERV copra i costi per la partecipazione dei rappresentanti della società civile, per lo meno quelli dei paesi candidati e associati, indipendentemente dal fatto che il loro paese aderisca al programma CERV oppure no; pone in evidenza la necessità di affrontare le sfide associate alla guerra in Ucraina, promuovendo progetti con i partner ucraini attraverso attività di commemorazione e partecipazione democratica, e recupero del patrimonio culturale ucraino;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>ribadisce l'invito fare del programma CERV una leva d'azione nel campo della coscienza storica europea sostenendo attivamente le strutture che mirano a promuovere la memoria storica critica, ad esempio attraverso attività di ricerca transnazionali e visite ai luoghi della memoria, sia nell'UE che nei paesi terzi, al fine di denunciare in particolare il revisionismo storico e culturale; invita la Commissione e gli Stati membri a prestare particolare attenzione alle questioni sociali sensibili che potrebbero essere soggette a una possibile strumentalizzazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>chiede che il programma CERV sostenga la dinamica emergente di collegare i gemellaggi tra città e reti di città con i gemellaggi tra istituti scolastici, il che può rafforzare la dimensione europea, lo scambio di buone prassi e il senso di appartenenza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>esorta la Commissione a semplificare ulteriormente le procedure amministrative per i partenariati quadro quadriennali per la gestione delle sovvenzioni, in particolare in relazione alle caratteristiche specifiche dello strumento informatico utilizzato, che sembra più idoneo al carattere delle sovvenzioni delle azioni;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>