<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0010</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Attuazione dello sviluppo territoriale (RDC, titolo III, capo II) e relativa applicazione nell'Agenda territoriale europea 2030</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A9-0420/2023 - Relatore: Marcos Ros Sempere)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 16 gennaio 2024 sull'attuazione dello sviluppo territoriale (RDC, titolo III, capo II) e la sua applicazione nell'Agenda territoriale europea 2030 (2023/2048(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare il titolo XVIII,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura, e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo Sicurezza interna e allo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti<FOOTNOTE><FIELD> GU L 231 del 30.6.2021, pag. 159.</FIELD></FOOTNOTE> ("regolamento recante disposizioni comuni" – RDC),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1058 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e al Fondo di coesione<FOOTNOTE><FIELD> GU L 231 del 30.6.2021, pag. 60.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1059 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, recante disposizioni specifiche per l'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" (Interreg) sostenuto dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dagli strumenti di finanziamento esterno<FOOTNOTE><FIELD> GU L 231 del 30.6.2021, pag. 94.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1056 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, che istituisce il Fondo per una transizione giusta<FOOTNOTE><FIELD> GU L 231 del 30.6.2021, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/2115 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 2 dicembre 2021, recante norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nell'ambito della politica agricola comune (piani strategici della PAC) e finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga i regolamenti (UE) n. 1305/2013 e (UE) n. 1307/2013<FOOTNOTE><FIELD> GU L 435 del 6.12.2021, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2020/2220 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 dicembre 2020, che stabilisce alcune disposizioni transitorie relative al sostegno da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) negli anni 2021 e 2022 e che modifica i regolamenti (UE) n. 1305/2013, (UE) n. 1306/2013 e (UE) n. 1307/2013 per quanto riguarda le risorse e l'applicazione negli anni 2021 e 2022 e il regolamento (UE) n. 1308/2013 per quanto riguarda le risorse e la distribuzione di tale sostegno in relazione agli anni 2021 e 2022<FOOTNOTE><FIELD> GU L 437 del 28.12.2020, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio<FOOTNOTE><FIELD> GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo adottato in occasione della 21<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21) tenutasi a Parigi il 12 dicembre 2015 (accordo di Parigi),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, in particolare l'obiettivo di sviluppo sostenibile (OSS) 11 sulle città e comunità sostenibili,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'Agenda territoriale 2030 – Un futuro a tutti i luoghi, adottata nella riunione informale dei ministri responsabili della pianificazione del territorio, dello sviluppo territoriale e/o della coesione territoriale il 1º dicembre 2020,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il patto di Amsterdam che istituisce l'Agenda urbana per l'UE, approvato dai ministri dell'UE responsabili delle questioni urbane nel corso della riunione informale del 30 maggio 2016,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la nuova Carta di Lipsia – "The transformative power of cities for the common good" (Il potere di trasformazione delle città per il bene comune) adottata durante la riunione ministeriale informale sullo sviluppo urbano il 30 novembre 2020,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo di Lubiana adottato dai ministri responsabili delle questioni urbane nel corso della riunione informale del 26 novembre 2021,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la nuova Agenda urbana adottata dalle Nazioni Unite il 20 ottobre 2016,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 17 gennaio 2023 dal titolo "Utilizzo dei talenti nelle regioni d'Europa" (COM(2023)0032),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 4 febbraio 2022 sull'ottava relazione sulla coesione: la coesione in Europa in vista del 2050 (COM(2022)0034),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 30 giugno 2021 dal titolo "Una visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE: verso zone rurali più forti, connesse, resilienti e prospere entro il 2040" (COM(2021)0345),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2021 dal titolo "Un'Unione dell'uguaglianza: strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030" (COM(2021)0101),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 dal titolo "Il Green Deal europeo" (COM(2019)0640),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 17 settembre 2020 dal titolo "Un traguardo climatico 2030 più ambizioso per l'Europa – Investire in un futuro a impatto climatico zero nell'interesse dei cittadini" (COM(2020)0562),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'iniziativa "Nuovo Bauhaus europeo" della Commissione, presentata il 16 settembre 2020,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 17 giugno 2022 dal titolo "Strumento finanziario del modello di sviluppo territoriale del nuovo Bauhaus europeo (NEB TDM)" (SWD(2022)0172),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 14 settembre 2022 sul nuovo Bauhaus europeo<FOOTNOTE><FIELD> GU C 125 del 5.4.2023, pag. 56.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 13 dicembre 2022 su una visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE: verso zone rurali più forti, connesse, resilienti e prospere entro il 2040<FOOTNOTE><FIELD> GU C 177 del 17.5.2023, pag. 35.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 15 settembre 2022 sulla coesione economica, sociale e territoriale nell'UE: ottava relazione sulla coesione<FOOTNOTE><FIELD> GU C 125 del 5.4.2023, pag. 100.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 15 febbraio 2022 sulle sfide per le zone urbane nell'era post COVID-19<FOOTNOTE><FIELD> GU C 342 del 6.9.2022, pag. 2.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 20 maggio 2021 sul tema "Invertire l'evoluzione demografica nelle regioni dell'Unione europea utilizzando gli strumenti della politica di coesione"<FOOTNOTE><FIELD> GU C 15 del 12.1.2022, pag. 125.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 25 marzo 2021 sulla politica di coesione e le strategie ambientali regionali nella lotta contro i cambiamenti climatici<FOOTNOTE><FIELD> GU C 494 dell'8.12.2021, pag. 26.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 13 marzo 2018 sul ruolo delle regioni e delle città dell'UE nell'attuare l'accordo COP 21 di Parigi sui cambiamenti climatici<FOOTNOTE><FIELD> GU C 162 del 10.5.2019, pag. 31.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere del 18 settembre 2020 del Comitato economico e sociale europeo sulla "Revisione dell'Agenda territoriale dell'UE, della Carta di Lipsia e dell'Agenda urbana per l'UE"<FOOTNOTE><FIELD> GU C 429 dell'11.12.2020, pag. 145.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'analisi approfondita dal titolo "Agenda territoriale 2030 – Riesame dell'attuazione", pubblicata dalla direzione generale delle Politiche interne il 7 giugno 2023<FOOTNOTE><FIELD> Analisi approfondita intitolata "Agenda territoriale 2030 – Riesame dell'attuazione", Parlamento europeo, direzione generale delle Politiche interne, dipartimento tematico B, Politiche strutturali e di coesione, 7 giugno 2023.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto lo studio condotto dalla direzione generale della Politica regionale e urbana (DG REGIO) della Commissione dal titolo "Integrated territorial and urban strategies: how are ESIF adding value in 2014-2020" (Strategie urbane e territoriali integrate: modalità con cui i fondi SIE aggiungono valore nel 2014-2020), pubblicato nel dicembre 2017<FOOTNOTE><FIELD> Commissione europea, "Integrated territorial and urban strategies:how are ESIF adding value in 2014-2020? – Final Report" (Strategie urbane e territoriali integrate: in che modo i fondi SIE aggiungono valore nel 2014-2020? – Relazione finale), dicembre 2017.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto STRAT-Board, lo strumento interattivo sviluppato dal Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea e dalla DG REGIO che mostra come i fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE) sostengono l'approccio integrato allo sviluppo urbano e territoriale<FOOTNOTE><FIELD> Commissione europea, "STRAT-Board".</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il manuale delle strategie di sviluppo locale e territoriale<FOOTNOTE><FIELD> Commissione europea, "Handbook of territorial and local development strategies" (Manuale delle strategie di sviluppo locale e territoriale).</FIELD></FOOTNOTE> e il manuale delle strategie di sviluppo urbano sostenibile<FOOTNOTE><FIELD> Commissione europea, "Handbook of Sustainable Urban Development Strategies" (Manuale delle strategie di sviluppo urbano sostenibile).</FIELD></FOOTNOTE>, pubblicati dal JRC,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il documento di lavoro della DG REGIO dal titolo "The geography of EU discontent and the regional development trap" (La geografia del malcontento nell'UE e la trappola dello sviluppo regionale), pubblicato nel marzo 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto lo studio svolto per il Consiglio dei comuni e delle regioni d'Europa dal titolo "ITI and CLLD. The use of integrated territorial tools in cohesion policy" (Investimenti territoriali integrati e sviluppo locale di tipo partecipativo. L'uso di strumenti territoriali integrati nella politica di coesione), pubblicato nel dicembre 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Carta di Lipsia sulle città europee sostenibili del 2007 e la nuova Carta di Lipsia "The transformative power of cities for the common good" (Il potere trasformativo delle città per il bene comune) del 30 novembre 2020,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 54 del suo regolamento nonché l'articolo 1, paragrafo 1, lettera e), e l'allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione a elaborare relazioni di iniziativa,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per lo sviluppo regionale (A9-0420/2023),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la politica di coesione continua e dovrebbe continuare a essere la politica d'investimento principale per le regioni e le città dell'UE e non dovrebbe rappresentare sistematicamente la prima scelta per ottenere assistenza finanziaria dinanzi a eventi imprevisti che scuotono la socioeconomia; che l'Agenda territoriale costituisce lo strumento guida della politica territoriale dell'UE, come si evince nei suoi progetti e programmi nazionali, che offre un orientamento per la pianificazione territoriale strategica e lo sviluppo regionale, invita a rafforzare la dimensione territoriale delle politiche settoriali a tutti i livelli di governance e intende promuovere un futuro inclusivo e sostenibile per tutti i luoghi nonché favorire il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile in Europa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che le sfide a cui fanno fronte le regioni dell'UE sono individuate e gestite a livello territoriale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che il precedente e l'attuale regolamento recante disposizioni comuni non fanno alcun riferimento specifico rispettivamente all'Agenda territoriale 2020 o 2030; che il titolo III, capo II, dell'attuale regolamento recante disposizioni comuni costituisce la base per attingere ai fondi della politica di coesione attraverso le strategie di sviluppo territoriale; che l'articolo 7 del regolamento (UE) n. 1301/2013<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006 (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 289).</FIELD></FOOTNOTE> rimanda allo sviluppo urbano sostenibile basato su strategie di sviluppo urbano sostenibile integrate quale quadro per la selezione delle singole operazioni;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che l'approccio alla definizione delle politiche basato sul territorio incentrato sullo sviluppo territoriale integrato è volto a valorizzare il potenziale legato alle risorse, alle conoscenze e ai beni territoriali, riconoscendo al contempo la necessità di soluzioni su misura per i diversi tipi di territorio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che, a quanto sembra, le principali difficoltà riscontrate dalle istituzioni locali e regionali come pure dalla società civile per il periodo 2014-2020 sono state l'assistenza tecnica e amministrativa insufficiente, gli oneri burocratici eccessivi, una mancanza di competenze e formazione, il rafforzamento delle capacità e delle conoscenze nonché una scarsa cooperazione tra i vari livelli di governance, oltre al lento assorbimento dei fondi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che, a quanto sembra, nelle regioni e nelle unità amministrative territoriali dove si attua LEADER, un responsabile obbligatorio del gruppo di azione locale contribuisce a migliorare il rendimento e l'assorbimento dei finanziamenti regionali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che la ricchezza della diversità territoriale dell'UE dovrebbe essere considerata come un sistema dinamico e complesso in cui ciascuna regione affronta le sfide in termini di sviluppo secondo le proprie caratteristiche specifiche; che le crescenti disuguaglianze tra i luoghi e le persone hanno raggiunto un livello critico ed è necessaria un'azione concertata a tutti i livelli geografici e di governance per garantire prospettive future positive per tutte le persone e i luoghi in tutta l'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che il manuale delle strategie di sviluppo locale e territoriale offre un supporto metodologico a tutti i livelli;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che la micro-coesione è una forma di equilibrio per le aree sottosviluppate all'interno delle regioni più sviluppate; che, prestando esplicitamente attenzione a "luoghi e persone", l'Agenda territoriale (AT2030) apre la strada all'"idea di coesione interpersonale" oltre alla coesione territoriale, tenuto conto del fatto che tali disparità possono essere affrontate solo prestando maggiore attenzione alla diversità e alle potenzialità dei territori come pure alla progettazione di strategie e politiche territoriali, al fine di integrare meglio una dimensione territoriale in tutti i fondi dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che l'articolo 28 dell'RDC designa gli investimenti territoriali integrati (ITI) e lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD) quali strumenti per l'attuazione delle strategie di sviluppo territoriale e chiede coerenza e coordinamento tra i fondi quando più fondi sono applicati alla stessa strategia per lo sviluppo regionale o locale; che tali strumenti sono finalizzati a uno sviluppo territoriale dal basso verso l'alto e rafforzano la partecipazione attiva dei portatori d'interessi locali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che nel periodo 2014-2020 sono state programmate 1 975 strategie tra i 28 Stati membri di allora, finanziate con 19 miliardi di EUR dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), di cui 13,8 miliardi di EUR sono stati assegnati agli ITI in nove Stati membri;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che il CLLD è stato il secondo strumento più utilizzato dagli Stati membri per lo sviluppo di strategie territoriali o locali nel periodo 2014-2020 e garantisce che i portatori d'interessi e i governi locali e regionali saranno coinvolti da vicino nella preparazione, nell'attuazione e nel monitoraggio dei fondi dell'UE che percepiscono; che non è previsto uno stanziamento da destinare al CLLD nel periodo di programmazione 2021-2027;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che l'attuazione degli ITI e del CLLD rimane disomogenea nell'UE e molti Stati membri e numerose autorità di gestione non sembrano molto impegnate ad attuarli; che l'interpretazione e l'attuazione dell'obiettivo strategico 5 "un'Europa più vicina ai cittadini" (OS5) differiscono tra gli Stati membri, con una conseguente scarsa attuazione degli ITI e del CLLD; che in futuro i co-legislatori dovrebbero prendere in considerazione un'attuazione più flessibile dell'OS5 senza prescrizioni rigorose riguardanti le strategie e la governance, contribuendo ad aprirlo a tutti i tipi di iniziative che contribuiscono allo sviluppo regionale e locale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che gli ITI e il CLLD rappresentano strumenti che dovrebbero essere volti non solo a facilitare un approccio dal basso verso l'alto per lo sviluppo territoriale, coinvolgendo i governi locali e regionali dall'inizio, ma anche a facilitare il dialogo tra i vari portatori d'interessi e ad aumentare la cooperazione tra il settore pubblico e quello privato, nonché a promuovere la cooperazione e il passaggio di informazioni tra tutti i livelli di governo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che l'AT2030 invita il Parlamento e la sua commissione per lo sviluppo regionale, in quanto commissione responsabile della coesione economica, sociale e territoriale, a tener conto dei suoi obiettivi sostenendone le priorità nei processi legislativi dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che l'ITI e le politiche basate sul territorio rappresentano condizioni imprescindibili per conseguire gli obiettivi strategici dell'UE, come le transizioni verde e digitale; che le politiche basate sul territorio possono aiutare i territori a evitare un declino economico di lungo periodo e la "trappola dello sviluppo regionale", per cui una regione non è in grado di mantenere le proprie dinamiche economiche in termini di reddito, produttività e occupazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che l'AT2030 definisce due obiettivi generali, un'Europa giusta e un'Europa verde, corredati di sei priorità (un'Europa equilibrata, regioni funzionali, integrazione oltre le frontiere, un ambiente sano, economia circolare e connessioni sostenibili) per lo sviluppo del territorio europeo nel suo insieme, unitamente a tutti i suoi luoghi; che l'AT2030 allinea ulteriormente gli obiettivi di sviluppo territoriale dell'UE all'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e al Green Deal europeo; che l'Agenda urbana per l'Unione europea, attraverso la Carta di Lipsia, sostiene gli obiettivi dell'AT2030;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che uno sviluppo territoriale comune vigoroso attraverso l'RDC e l'attuazione dell'AT2030 può fungere da strumento per rafforzare la solidarietà e i processi democratici nonché per un'UE giusta ed equa; che gli approcci territoriali assicurano un valore aggiunto applicando una prospettiva strategica e territoriale che coglie le specifiche combinazioni di difficoltà e opportunità sociali, istituzionali, economiche e ambientali che influenzano lo sviluppo di tutti i tipi di territori;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che l'attuazione delle priorità dell'AT2030 rimane disomogenea in tutta l'UE, in particolare alla luce delle disparità territoriali, come l'insularità; che le conclusioni dell'AT2030 indicano un aumento delle disuguaglianze nell'UE, che accentua i divari tra le persone e tra territori;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che l'AT2030 chiede di rafforzare la dimensione territoriale delle politiche settoriali a tutti i livelli di governance; che i principi guida dell'AT2030 possono essere riassunti nelle due priorità "Persone e luoghi sono sempre più diversi" e "Sviluppo sostenibile e cambiamenti climatici";</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che con l'adozione dell'AT2030 sono state avviate sette azioni pilota, le quali fungono da esempio dell'applicazione dei suoi obiettivi sul campo, a livello locale e regionale, e stimolano azioni comuni in tutta l'UE, segnatamente: "A future for lagging regions" (Un futuro per le regioni in ritardo di sviluppo), "Understanding how sector policies shape spatial (im)balances" (Comprendere come le politiche settoriali modellano gli equilibri/squilibri territoriali), "Small places matter" (I piccoli luoghi contano), "Cross-border spatial planning" (Pianificazione territoriale transfrontaliera), "Climate action in Alpine towns" (Azione per il clima nelle città alpine), "Climate change adaptation and resilience through landscape transition" (Adattamento al cambiamento climatico e resilienza attraverso la transizione del paesaggio) e "Reducing land artificialisation, urban sprawl and soil sealing in cities of different sizes and functional urban areas" (Ridurre l'artificializzazione del territorio, l'espansione urbana e l'impermeabilizzazione del suolo in città di diverse dimensioni e in aree urbane funzionali);</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che, alla luce dell'equilibrio geografico limitato nello sviluppo di tali azioni pilota e delle difficoltà amministrative riscontrate quando le azioni pilota sono state finanziate da vari programmi, è necessaria una migliore raccolta dei dati come pure una revisione coerente dell'AT2030;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>sottolinea che, nel periodo 2014-2020, solo il 28 % delle strategie per lo sviluppo urbano sostenibile è stato attuato attraverso gli ITI; invita la Commissione ad agire per incoraggiare l'uso di tali strumenti per lo sviluppo dell'AT2030, in particolare mediante attività di comunicazione rafforzate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>evidenzia il prezioso contributo allo sviluppo territoriale prestato dalle azioni realizzate mediante il CLLD, come quelle condotte nel quadro del programma LEADER; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare il programma LEADER aumentandone la dotazione finanziaria, garantendo un elevato livello di autonomia per i gruppi di azione locale riguardo alla loro costituzione e al loro processo decisionale e riducendo gli oneri amministrativi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>invita la Commissione a utilizzare i risultati della futura relazione di valutazione 2024 per il periodo di programmazione 2014-2020, così come i risultati delle azioni realizzate attraverso il CLLD ad esempio quelle nel quadro del programma LEADER, per sostenere i programmi per il periodo 2021-2027; osserva l'importanza dell'analisi qualitativa degli strumenti per lo sviluppo territoriale; deplora, a tale proposito, la conclusione cui giunge la relazione speciale della Corte dei conti europea su LEADER e CLLD secondo cui i loro benefici non sono dimostrati in modo adeguato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>accoglie con favore il manuale delle strategie di sviluppo locale e territoriale nonché il manuale delle strategie di sviluppo urbano sostenibile quali guide per tutti i livelli amministrativi per la progettazione, l'attuazione e il monitoraggio delle strategie di sviluppo territoriale e locale, anche a livello urbano; ritiene opportuno promuovere la diffusione delle buone pratiche in modo da garantire che i progetti siano efficaci e sostenibili; deplora, tuttavia, la pubblicazione tardiva di tali manuali ed esorta la Commissione a preparare tempestivamente orientamenti per semplificare il processo di sviluppo dei programmi; evidenzia la necessità di offrire maggiore orientamento e più flessibilità agli Stati membri per l'attuazione dell'OS5 "un'Europa più vicina ai cittadini" e delle azioni volte a conseguirlo come pure per allinearle a quelle definite nell'AT2030 e creare incentivi per lo stanziamento di maggiori finanziamenti per l'OS5;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>invita gli Stati membri a promuovere una pianificazione territoriale strategica che tenga conto dei territori nel loro insieme al di là delle aree metropolitane, urbane e urbane funzionali; invita inoltre gli Stati membri a rafforzare i collegamenti tra zone rurali e urbane quale soluzione per conseguire uno sviluppo territoriale più equilibrato nell'UE e a prendere in considerazione una pianificazione transfrontaliera e un'attuazione attraverso approcci dal basso verso l'alto come il CLLD o gli ITI;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>invita la Commissione e il Consiglio a stanziare finanziamenti per le zone rurali e le regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici nello stesso modo in cui l'8 % dei fondi della politica di coesione è destinato allo sviluppo di programmi nell'ambito dell'Agenda urbana; osserva che tali fondi dovrebbero essere prevalentemente utilizzati attraverso strumenti di sviluppo territoriale integrato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>prende atto delle capacità dimostrate dagli enti locali e regionali nell'attuazione e nella gestione degli strumenti territoriali e ritiene necessario un cambio di paradigma nel coinvolgimento degli enti locali e regionali nella pianificazione, nell'attuazione e nella gestione degli strumenti territoriali; chiede un'attuazione efficace del principio di partenariato e una consultazione approfondita delle autorità locali e regionali come pure di altri portatori d'interessi prima della definizione delle azioni ITI e CLLD; evidenzia l'importanza dell'approccio dal basso verso l'alto allo sviluppo territoriale, consentendo al contempo ai cittadini di appropriarsi dello sviluppo dei loro territori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>chiede che le strategie di sviluppo territoriale o locale finanziate da più di un programma siano fatte confluire in un unico percorso, conformemente all'articolo 28 dell'RDC e con il sostegno della Commissione, se del caso, al fine di evitare ritardi e ostacoli amministrativi; plaude alla possibilità, introdotta nel periodo di programmazione 2021-2027, di designare un fondo capofila per le strategie finanziate da più di un fondo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>osserva che strumenti territoriali come il CLLD e gli ITI sono misure ben collaudate per avvicinare l'Europa ai cittadini; osserva che i dati nello STRAT-Board per il periodo 2014-2020 mostrano che il CLLD ha svolto un ruolo di primo piano nell'elaborazione delle strategie territoriali, evidenziando il forte interesse al livello locale nella partecipazione attiva alla definizione di tali strategie; invita gli Stati membri e la Commissione a semplificare la gestione amministrativa dei fondi, segnatamente i casi in cui il CLLD attinge da più di un fondo; sottolinea che gli ITI rappresentano lo strumento maggiormente utilizzato dagli Stati membri che beneficiano di stanziamenti più consistenti a titolo del FESR, dal momento che possono assorbire rapidamente le risorse e sono in grado di coprire diversi assi principali presenti in uno o più programmi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>sottolinea la chiara distinzione tra gli Stati membri che si impegnano a sviluppare ITI o CLLD e quelli che non lo fanno; invita la Commissione a chiarire tale differenziazione al fine di evitare disparità geografiche e a prevedere un'assistenza tecnica mirata per gli Stati membri che non hanno fatto ricorso a tali strumenti territoriali; incoraggia tutti gli Stati membri a ricorrere maggiormente agli strumenti di sviluppo territoriale integrato quali definiti all'articolo 28 dell'RDC e ad assicurare il rispetto del partenariato quale definito all'articolo 8 dello stesso regolamento; è del parere che gli strumenti di sviluppo territoriale integrato debbano essere obbligatori per gli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>plaude alle semplificazioni tecniche nello sviluppo territoriale introdotte nel periodo di programmazione 2021-2027; invita tuttavia la Commissione e gli Stati membri a ridurre al minimo necessario gli ulteriori regolamenti amministrativi necessari e a concentrarsi maggiormente sulla proporzionalità, dal momento che attualmente i progetti di portata ridotta presentano in proporzione oneri amministrativi superiori (per i beneficiari) e costi amministrativi maggiori (per le autorità del programma) rispetto ai progetti di portata superiore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>ritiene che l'AT2030 sia un vero e proprio strumento che mira a ridurre la dimensione territoriale delle disuguaglianze e a garantire la coesione dell'UE attraverso la gestione di ciascuna delle sue regioni con le loro peculiarità; ritiene pertanto che le società e i territori debbano essere maggiormente coinvolti nel prendere atto dell'importanza di tale Agenda; invita la Commissione a cambiare il ruolo dell'AT2030 estendendolo oltre quello di una guida per la gestione territoriale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>osserva che l'AT2030 non solo sostiene risposte strategiche basate sul territorio alle sfide territoriali ma definisce anche una visione e un'ambizione per l'obiettivo della coesione territoriale attraverso un migliore coinvolgimento dei cittadini e delle autorità regionali e locali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>sottolinea che, sebbene il ricorso a più di un fondo rappresenti uno dei principali obiettivi degli strumenti territoriali integrati, i risultati attuali mostrano che il ricorso a più di un fondo può dimostrarsi ancora difficile in alcuni paesi, soprattutto considerato che nel periodo attuale il FEASR (sviluppo rurale) non è più incluso nell'RDC, per cui si renderebbero necessarie misure supplementari e specifiche per allineare le norme del FEASR e quelle di altri fondi della politica di coesione (vale a dire utilizzare diversi fondi dell'UE per progetti integrati a livello locale che perseguono svariati obiettivi strategici);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>invita gli Stati membri a promuovere attivamente l'integrazione della dimensione di genere nella preparazione e nell'attuazione sul campo dei progetti pilota dell'AT2030;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>sottolinea che un reddito e un tenore di vita equi e dignitosi per i cittadini e le loro famiglie nelle zone rurali sono essenziali per garantire il progresso sociale e uno sviluppo territoriale e locale di successo; insiste sulla necessità di garantire condizioni di vita e di lavoro dignitose e protezione sociale per tutti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>sottolinea l'importanza di migliorare la coerenza delle politiche nonché di attuare la verifica rurale delle future iniziative di sviluppo territoriale integrato dell'UE e di altre iniziative pertinenti, al fine di valutare la coerenza e la complementarità delle politiche dell'UE come pure il loro potenziale impatto sulle zone rurali e, così facendo, prevenire efficacemente lo spopolamento rurale e agevolare il ricambio generazionale, la parità di accesso a servizi essenziali di alta qualità e la creazione di posti di lavoro in tali zone; sottolinea l'importanza del meccanismo di verifica rurale anche nel contesto della valutazione effettuata dagli Stati membri dell'impatto delle normative proposte sulle zone rurali; pone l'accento sull'importanza di coinvolgere gli enti locali e regionali nella definizione e nell'attuazione dei meccanismi di verifica rurale e nella loro governance a livello nazionale e dell'UE al fine di combattere l'esclusione sociale legata ai trasporti e rafforzare l'accessibilità territoriale delle zone in questione, così da migliorare la cooperazione transfrontaliera e tra zone rurali e zone urbane, l'accesso a Internet a banda larga e a servizi adeguati, in particolare la sanità e l'istruzione, come pure la diversificazione dell'economia rurale, il rilancio delle zone rurali, il rafforzamento dell'attrattiva di tali zone e la garanzia di un futuro sostenibile per tali comunità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>sottolinea che le azioni dell'AT2030 dovrebbero svolgere un ruolo centrale nei programmi e negli accordi di partenariato; fa notare che tali azioni dovrebbero essere più decisive nell'assegnazione dei fondi e che occorre promuovere l'integrazione dell'AT2030 nelle politiche dell'UE, prestando particolare attenzione ai livelli di governance più vicini al territorio; ritiene che l'AT2030 debba disporre di finanziamenti adeguati e di una metodologia di assegnazione nel futuro quadro finanziario pluriennale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>reputa essenziale includere le priorità e gli obiettivi dell'AT2030 negli strumenti legislativi e nei programmi dei fondi della politica di coesione, che dovrebbero essere adeguati a ciascun territorio; accoglie con favore le azioni pilota dell'AT2030 che sono state sviluppate e invita gli Stati membri e la Commissione a continuare a investire in tali azioni, migliorandone l'equilibrio geografico e coordinandole meglio con i principi dell'AT2030;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>sottolinea la necessità di coinvolgere il Parlamento, nello specifico la sua commissione competente per lo sviluppo regionale, nelle azioni pilota, onde assicurare che siano coerenti con le priorità attuali dell'UE, nonché di promuovere i risultati delle azioni pilota e comunicarle a livello dell'UE, integrandole e coordinandole con iniziative quali la politica di coesione, in particolare il FESR e Interreg;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>chiede una strategia per agevolare le sinergie tra i diversi fondi dell'UE per i progetti attuati mediante strumenti territoriali, nonché la semplificazione amministrativa delle azioni pilota finanziate da più di un fondo al fine di ridurre gli ostacoli amministrativi e agevolare la presentazione di domande per tali progetti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>ritiene che le imprese potrebbero svolgere un ruolo fondamentale nelle strategie di sviluppo territoriale; invita la Commissione a favorire sistemi di collaborazione tra imprese e le autorità locali e regionali per mettere a punto progetti di sviluppo territoriale che favoriscano la creazione di posti di lavoro e la crescita economica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>richiama l'attenzione sull'enorme potenziale offerto dall'AT2030 e dai suoi progetti pilota attuali e futuri nell'affrontare le esigenze, molto eterogenee, delle zone non urbane, ivi comprese le zone rurali, le zone montane, le isole e le zone costiere, le zone periferiche e scarsamente popolate e molti altri tipi di territori in cui convivono caratteristiche urbane e rurali; mette in particolare in evidenza il fatto che le zone rurali si trovano spesso ad affrontare sfide demografiche, una bassa densità demografica e un accesso limitato ai servizi di interesse generale nonché una ridotta qualità di questi ultimi, e non sempre hanno la capacità di progettare e attuare soluzioni innovative, motivo per cui possono trarre grande vantaggio dallo scambio di migliori pratiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>pone l'accento sulla necessità di far conoscere maggiormente le azioni e i risultati dei progetti pilota quali esempi di attuazione dei fondi dell'UE; è favorevole all'idea di una conferenza biennale per presentare le azioni pilota agli enti locali e regionali, nonché agli attori pertinenti a livello nazionale e dell’UE, ricollegandola ad altri eventi, ad esempio quelli nel quadro del patto rurale o del Forum delle città;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>invita gli Stati membri a sviluppare le rispettive agende territoriali in linea con l'AT2030 come base per programmare le strategie territoriali, tenendo conto delle specificità e delle esigenze molto variegate di ciascuna loro regione e usandola come incentivo, nonché con la finalità di stimolare il processo decisionale e la progettazione delle politiche territoriali e urbane; invita altresì gli Stati membri a consentire strategie territoriali diverse per tutte le regioni dell'UE, comprese le zone rurali, le zone interessate dalla transizione industriale, le regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici, quali le regioni più settentrionali e le regioni con bassissima densità demografica, le isole, le regioni transfrontaliere e le regioni di montagna;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>evidenzia che il buon funzionamento delle strutture di governance può determinare la combinazione ottimale di priorità di investimento per conseguire il coordinamento verticale e orizzontale multilivello necessario per progettare e realizzare strategie di sviluppo integrate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>invita gli Stati membri e la Commissione a promuovere l'attuazione dell'AT2030 al di là delle azioni pilota, trasformando questo strumento in un quadro d'azione di riferimento che fornisca orientamenti concreti e adattati in modo che i territori dell'UE migliorino le loro prestazioni; evidenzia l'opportunità di mettere in collegamento i finanziamenti regionali al conseguimento delle priorità dell'AT2030 e invita la Commissione a sviluppare indicatori di monitoraggio che colleghino l'AT2030 e l'utilizzo dei fondi della politica di coesione, in particolare il FESR;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>ribadisce la necessità di rafforzare con urgenza la politica dell'UE in materia di mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento a questi ultimi, anche alla luce della crescente frequenza con cui si sono verificati eventi meteorologici estremi negli ultimi anni e mesi nell'UE; invita pertanto le autorità pubbliche a continuare la lotta contro i cambiamenti climatici; evidenzia, in tale contesto, la necessità di aumentare l'ambizione e la qualità dei progetti pilota nell'ambito dell'obiettivo "Un'Europa verde" e della sua principale priorità, "Ambiente sano"; pone l'accento sul fatto che lo sviluppo territoriale è fondamentale per costruire regioni resilienti e garantire un'attuazione sostenibile dei finanziamenti della politica di coesione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>accoglie con favore la proposta del Comitato economico e sociale europeo di promuovere una carta delle responsabilità e dei diritti rurali/urbani a livello europeo; è inoltre convinto che occorra intensificare la cooperazione con le zone urbane per garantire che nessuna zona e nessun cittadino siano "lasciati indietro" nella giusta transizione verso un'Unione europea climaticamente neutra, sostenibile e prospera, adoperandosi per un impegno a livello rurale e urbano a favore di un approccio equo ed evidenziando il valore aggiunto della collaborazione tra organizzazioni rurali e urbane;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>sottolinea la necessità di garantire uno sviluppo più equilibrato delle regioni dell'UE mediante una migliore distribuzione dei fondi dell'UE, compreso il sostegno della politica agricola comune all'interno degli Stati membri e tra di essi; sottolinea che è impossibile conseguire uno sviluppo territoriale sostenibile e a lungo termine se il sostegno è assegnato a regioni diverse sulla base di dati storici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>osserva che sempre più persone scelgono di vivere nelle città e lavorare nelle zone rurali; invita la Commissione a concepire programmi che tengano conto di tutti i territori, comprese le aree metropolitane, urbane e funzionali; incoraggia la Commissione a progettare LEADER in modo che possa essere utilizzato dalle piccole città;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>invita la Commissione a collegare l'esperienza acquisita nell'attuazione dell'AT2030 con la futura politica di coesione e le raccomandazioni del gruppo ad alto livello sul futuro della politica di coesione, al fine di superare in modo più efficace gli squilibri territoriali e le discrepanze funzionali; sottolinea l'opportunità offerta dall'AT2030 come strumento per valutare l'impatto della politica di coesione rispetto all'obiettivo della coesione territoriale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a condurre un consuntivo coerente dell'AT2030 entro la fine del 2024 che includa revisioni approfondite del sistema di governance, i progressi compiuti nella sua implementazione e la rilevanza delle sue priorità, come indicato nell'AT2030;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>accoglie con favore il carattere vincolante della metodologia descritta nel manuale delle strategie di sviluppo locale e territoriale, che attribuisce alle politiche territoriali la stessa importanza delle politiche urbane;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>chiede un quadro unico per le strategie finalizzate allo sviluppo sia urbano che territoriale più ampio, che tratti le esigenze territoriali nel loro insieme; sottolinea che ciò potrebbe ridurre notevolmente le barriere burocratiche nell'acquisizione di fondi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>invita la Commissione ad assicurare l'adeguata esecuzione dei fondi e l'attuazione degli strumenti territoriali, favorendo una gestione efficiente senza oneri burocratici eccessivi; sottolinea la necessità di semplificare l'accesso ai fondi individuando "sportelli unici" per i potenziali beneficiari dei progetti ITI o CLLD nel quadro dei fondi di coesione dell'UE, in particolare per avere accesso a informazioni sul tipo di finanziamento, sui requisiti amministrativi e sull'ammissibilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>prende atto del ruolo del Consiglio europeo nello sviluppo delle attività territoriali degli Stati membri; invita gli Stati membri a prevedere risorse umane sufficienti sia per le autorità di gestione che per gli organismi preposti all'attuazione responsabili degli ITI o del CLLD, onde assicurare assistenza tecnica e servizi di consulenza appositi per i gruppi di azione locale e i partner degli ITI nonché al fine di consentire il rispetto dei regolamenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>invita la Commissione ad aumentare il suo coinvolgimento nella politica territoriale attraverso la politica di coesione e a rafforzare la governance delle regioni al fine di promuovere la coesione e la micro-coesione includendo le particolarità di ciascuna regione, migliorando il processo decisionale a livello locale e regionale e applicando gli strumenti esistenti per migliorare la gestione degli strumenti legislativi; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a continuare a sostenere i fondi della politica di coesione al fine di aumentare la resilienza dello sviluppo territoriale, in particolare affinché sia in grado di attutire gli effetti di eventi inaspettati, evitare che le regioni ne subiscano le conseguenze e rispettare il principio di non nuocere alla coesione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>è consapevole dell'influenza delle decisioni adottate nel contesto del semestre europeo sulla coesione territoriale e, di conseguenza, sulla capacità di sviluppo dei programmi territoriali; ribadisce pertanto la necessità di consolidare la dimensione territoriale del semestre europeo e di migliorare la correlazione tra la politica di coesione e la governance economica europea, coinvolgendo gli enti locali e regionali in tutte le fasi delle procedure connesse al semestre europeo e alle raccomandazioni specifiche per paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>invita il Comitato europeo delle regioni e il Comitato economico e sociale europeo a svolgere un ruolo più attivo nel follow-up e nell'ulteriore sviluppo dell'AT2030; invita la Commissione a condurre uno studio circa la capacità di ciascuna regione di mitigare le sfide globali future che interessano la coesione territoriale; osserva che ciò offrirebbe uno strumento di risposta rapida che consentirebbe flessibilità nell'assegnazione o nell'aumento di tali risorse, in base alla situazione in tempo reale delle regioni dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>pone l'accento sulla pertinenza degli strumenti territoriali per una partecipazione maggiore e inclusiva della società civile e dei governi locali e regionali; invita la Commissione a vagliare nuove soluzioni per sensibilizzare ulteriormente in merito alla loro logica e accrescere sostanzialmente l'utilizzo degli ITI e del CLLD, anche stanziando, potenzialmente, una percentuale da destinarvi nel quadro della politica di coesione post-2027;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>invita la Banca europea per gli investimenti ad accrescere la dotazione finanziaria prevista per i fondi della politica di coesione dedicata a preservare l'equilibrio e il corretto funzionamento delle regioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti regionali e nazionali degli Stati membri.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>