<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0023</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Attuazione delle disposizioni del trattato relative ai parlamenti nazionali</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A9-0429/2023 - Relatore: Paulo Rangel)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 17 gennaio 2024 sull'attuazione delle disposizioni del trattato relative ai parlamenti nazionali (2023/2084(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare l'articolo 5 sull'attribuzione delle competenze e la sussidiarietà, l'articolo 10, paragrafo 1, sulla democrazia rappresentativa, l'articolo 10, paragrafo 2, sulla rappresentanza dei cittadini dell'UE, l'articolo 10, paragrafo 3, sul diritto dei cittadini dell'UE di partecipare alla vita democratica dell'Unione, l'articolo 10, paragrafo 4, sul ruolo dei partiti politici europei, l'articolo 11 sulla democrazia partecipativa, l'articolo 12 sul ruolo dei parlamenti nazionali, l'articolo 48, paragrafo 3, sulla procedura di revisione ordinaria e l'articolo 48, paragrafo 7 (clausola passerella),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea<FOOTNOTE><FIELD> GU C 202 del 7.6.2016, pag. 203.</FIELD></FOOTNOTE>, allegato al trattato di Amsterdam, e il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità<FOOTNOTE><FIELD> GU C 115 del 9.5.2008, pag. 206.</FIELD></FOOTNOTE>, allegato al trattato di Lisbona,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 15 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e gli articoli 41 e 42 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue risoluzioni del 7 maggio 2009 sullo sviluppo delle relazioni tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali nel quadro del trattato di Lisbona<FOOTNOTE><FIELD> GU C 212 E del 5.8.2010, pag. 94.</FIELD></FOOTNOTE>, del 16 aprile 2014 sulle relazioni tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali<FOOTNOTE><FIELD> GU C 443 del 22.12.2017, pag. 40.</FIELD></FOOTNOTE> e del 19 aprile 2018 sull'applicazione delle disposizioni del trattato relative ai parlamenti nazionali<FOOTNOTE><FIELD> GU C 390 del 18.11.2019, pag. 121.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (COM(2021)0734),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le relazioni annuali 2018, 2019, 2020 e 2021 della Commissione sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità e sui rapporti con i parlamenti nazionali dell'11 luglio 2019 (COM(2019)0333), del 30 giugno 2020 (COM(2020)0272), del 23 luglio 2021 (COM(2021)0417) e del 1º agosto 2022 (COM(2022)0366),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le relazioni annuali della direzione delle Relazioni con i parlamenti nazionali del Parlamento europeo, in particolare la relazione 2022 sulle relazioni tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali dell'UE,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue risoluzioni del 20 gennaio 2021 sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea nel 2017, 2018 e 2019<FOOTNOTE><FIELD> GU C 456 del 10.11.2021, pag. 56.</FIELD></FOOTNOTE> e del 19 maggio 2022 sulla relazione sullo Stato di diritto 2021 della Commissione<FOOTNOTE><FIELD> GU C 479 del 16.12.2022, pag. 18.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 24 giugno 2021 sull'adeguatezza, la sussidiarietà e la proporzionalità normative dell'Unione europea – relazione "Legiferare meglio" relativa agli anni 2017, 2018 e 2019<FOOTNOTE><FIELD> GU C 81 del 18.2.2022, pag. 74.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della task force per la sussidiarietà e la proporzionalità e per "Fare meno in modo più efficiente", del 10 luglio 2018, intitolata: "Sussidiarietà attiva – Nuove modalità operative"<FOOTNOTE><FIELD> "Sussidiarietà attiva – Nuove modalità operative", relazione della task force per la sussidiarietà e la proporzionalità e per "Fare meno in modo più efficiente", 10 luglio 2018.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue risoluzioni del 15 gennaio 2020 sulla posizione del Parlamento europeo in merito alla conferenza sul futuro dell'Europa<FOOTNOTE><FIELD> GU C 270 del 7.7.2021, pag. 71.</FIELD></FOOTNOTE> e del 4 maggio 2022 sul seguito da dare alle conclusioni della Conferenza sul futuro dell'Europa<FOOTNOTE><FIELD> GU C 465 del 6.12.2022, pag. 109.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 9 giugno 2022 sulla richiesta di convocare una Convenzione per la revisione dei Trattati<FOOTNOTE><FIELD> GU C 493 del 27.12.2022, pag. 130.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 22 novembre 2023 sui progetti del Parlamento europeo intesi a modificare i trattati<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0427.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 13 del trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'Unione economica e monetaria, che prevede l'organizzazione di conferenze interparlamentari ai fini della discussione delle politiche di bilancio e di altre questioni rientranti nell'ambito di applicazione del trattato,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 15 marzo 2023 sul Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2023<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0078.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni della presidenza a seguito della Conferenza dei presidenti dei parlamenti dell'Unione europea, tenutasi a Praga il 24 e 25 aprile 2023<FOOTNOTE><FIELD> https://parleu2022.cz/wp-content/uploads/2023/04/EUSC-Prague-Presidency-Conclusions-final-EN-1.pdf.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni della riunione plenaria della LXIX Conferenza degli organi parlamentari specializzati negli affari dell'Unione (COSAC), tenutasi a Stoccolma dal 14 al 16 maggio 2023<FOOTNOTE><FIELD> https://secure.ipex.eu/IPEXL-WEB/download/file/8a8629a88827df1e018828991e660000/Contribution%20adopted%20by%20the%20LXIX%20COSAC.pdf.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione di Léon sul parlamentarismo adottata in occasione della Conferenza di commemorazione della Giornata internazionale del Parlamentarismo – Rafforzare i parlamenti per promuovere la democrazia, tenutasi a Léon il 30 giugno e il 1º luglio 2023<FOOTNOTE><FIELD> https://www.congreso.es/backoffice_doc/prensa/notas_prensa/99181_1688138271277.pdf.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 54 del suo regolamento, nonché l'articolo 1, paragrafo 1, lettera e), e l'allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione a elaborare relazioni di iniziativa,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari costituzionali (A9-0429/2023),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la partecipazione attiva dei parlamenti nazionali agli affari europei e un maggiore controllo dei governi nazionali da parte dei parlamenti nazionali sono fondamentali per garantire la responsabilità democratica e la legittimità del sistema istituzionale dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che i parlamenti nazionali "contribuiscono attivamente al buon funzionamento dell'Unione" (articolo 12 TUE) e, insieme al Parlamento europeo, svolgono un ruolo essenziale nel rafforzamento della legittimità democratica del progetto dell'UE, nella promozione della fiducia dei cittadini e nel contributo alla sostenibilità e alla resilienza del progetto europeo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che gli strumenti vigenti di partecipazione dei parlamenti nazionali agli affari europei sono in gran parte sconosciuti sia tra i decisori politici che tra i cittadini; che è necessario sensibilizzare in merito a tali strumenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la responsabilità parlamentare e il controllo dei governi nazionali nel quadro degli affari europei, che dipende da singole prassi nazionali, è la pietra angolare del ruolo dei parlamenti nazionali nell'attuale quadro del trattato europeo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che tale responsabilità e controllo possono essere facilitati da una maggiore trasparenza in seno al Consiglio, in particolare per quanto riguarda il voto e le posizioni degli Stati membri; che i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo dovrebbero aumentare la pressione sul Consiglio affinché agisca in modo più trasparente e dia prova di maggiore responsabilità nell'intero processo legislativo; che, inoltre, l'accesso ai documenti di altre istituzioni dell'UE consente ai parlamenti nazionali di esercitare adeguatamente un controllo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la mancanza di trasparenza nei processi legislativi e decisionali dell'UE rischia di compromettere sia le prerogative dei parlamenti nazionali ai sensi dei trattati e dei protocolli pertinenti sia, in particolare, il loro ruolo nel controllo dei rispettivi governi nazionali rappresentati in seno al Consiglio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che il pluralismo parlamentare arricchisce il dibattito a livello europeo ed è pertanto estremamente vantaggioso per l'Unione e la rappresentanza delle minoranze parlamentari negli affari europei e contribuisce inoltre a controbilanciare le maggioranze di ciascun parlamento rispettandole pienamente secondo le rispettive proporzioni; che le opinioni e la rappresentanza delle minoranze parlamentari nazionali dovrebbero essere prese in considerazione a livello dell'UE e potrebbero rivelarsi utili, tra l'altro, in un futuro processo di revisione dei trattati dell'UE, nel rispetto delle competenze dei parlamenti nazionali per quanto riguarda la loro rappresentanza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che il protocollo n. 2 (articolo 6) riconosce che i parlamenti nazionali possano consultare i parlamenti regionali con poteri legislativi, ma che il ruolo di questi ultimi dipende in larga misura dalle disposizioni nazionali e molto spesso è di tipo consultivo; che la Commissione, il Consiglio, gli Stati membri e i rispettivi parlamenti nazionali dovrebbero tenere conto del ruolo dei parlamenti regionali con poteri legislativi e promuovere il loro coinvolgimento, soprattutto quando possono essere in gioco competenze regionali esclusive;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che numerosi membri del Comitato delle regioni sono titolari di un mandato elettorale regionale; che si potrebbe tenere un dibattito sul ruolo del Comitato delle regioni nell'avvicinare i parlamenti regionali al processo di integrazione globale e nel rafforzare la democrazia europea;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che i parlamenti nazionali e il loro ruolo nell'ambito del quadro istituzionale dell'UE sono stati trattati da una serie di proposte contenute nella relazione sull'esito finale della Conferenza sul futuro dell'Europa; che l'esperienza della Conferenza sul futuro dell'Europa ha mostrato la proficua alleanza tra i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che i parlamenti nazionali svolgono un ruolo in ogni revisione dei trattati europei, in particolare con l'obiettivo di rafforzare la dimensione parlamentare e la vita democratica dell'UE; che il Parlamento europeo nella sua risoluzione del 9 giugno 2022 ha chiesto di convocare una Convenzione per la revisione dei trattati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che la sfera pubblica europea potrebbe essere sostenuta da una serie di forum sull'agenda europea e che questi ultimi potrebbero essere approvati attraverso una "settimana europea" comune, in cui i membri delle camere parlamentari nazionali e regionali discutono contemporaneamente di affari europei con i commissari, i deputati al Parlamento europeo e i ministri della presidenza di turno del Consiglio; che lo sviluppo di un'autentica sfera pubblica europea trarrebbe beneficio anche da una maggiore sensibilizzazione e partecipazione dei cittadini e da un maggiore dialogo con i medesimi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che la partecipazione dei parlamenti nazionali agli affari dell'UE dovrebbe essere rafforzata anche sulla base di un approccio tematico, basato sulle commissioni o ad hoc; che il formato delle riunioni interparlamentari di commissione dovrebbe essere ulteriormente perfezionato;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che i parlamenti nazionali mostrano un interesse a essere maggiormente coinvolti nella sostanza delle politiche e della legislazione dell'UE anziché nel solo quadro del sistema di allarme preventivo, che riguarda esclusivamente la sussidiarietà;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che l'attuazione del diritto dei parlamenti nazionali di controllare il rispetto del principio di sussidiarietà, sulla base del sistema di allarme preventivo, ha rafforzato la partecipazione dei parlamenti nazionali al processo decisionale dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che i pareri motivati presentati dai parlamenti nazionali rafforzano il processo legislativo europeo esaminando il rispetto del principio di sussidiarietà; che il periodo di otto settimane previsto all'articolo 4 del protocollo n. 1 si è rivelato inadeguato per il controllo tempestivo del rispetto del principio di sussidiarietà e dovrebbe essere esteso nell'ambito della prossima revisione del trattato;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che i partiti politici europei svolgono un ruolo cruciale nel colmare il divario tra l'UE e i parlamenti nazionali; che gli ostacoli normativi impediscono una collaborazione più significativa tra i partiti politici europei e quelli nazionali; che è possibile prendere in considerazione strumenti innovativi e più forti di cooperazione tra i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo, ivi compreso un dialogo più intenso tra le famiglie e i gruppi politici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che la relazione di attuazione del 2018 ha raccomandato di dare ai parlamenti nazionali la possibilità di presentare proposte costruttive da sottoporre all'esame della Commissione e tenendo debitamente conto del diritto di iniziativa della Commissione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che la Conferenza sul futuro dell'Europa ha raccomandato che sia data la possibilità ai parlamenti nazionali e regionali con poteri legislativi di proporre un'iniziativa legislativa a livello europeo, uno strumento che consentirebbe loro di indicare proposte costruttive da sottoporre all'esame della Commissione e nel rispetto del diritto di iniziativa della Commissione, avendo prima ottenuto il sostegno del Parlamento; che l'obiettivo di conseguire un pieno diritto d'iniziativa per il Parlamento europeo è stato sottolineato in numerose occasioni nel corso dell'attuale legislatura;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che, nella sua risoluzione del 9 giugno 2022, il Parlamento ha chiesto l'istituzione di un diritto generale diretto di iniziativa legislativa per il Parlamento europeo; che, a seguito della concessione di tale diritto, le procedure del "cartellino verde" dovrebbero essere rivolte al Parlamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che l'attuazione di una procedura del "cartellino rosso" non può essere considerata uno strumento adeguato e costruttivo nel rispetto dell'obiettivo di aumentare la partecipazione dei parlamenti nazionali al processo di integrazione europea;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che IPEX, una piattaforma per lo scambio regolare di informazioni tra i parlamenti nazionali e tra i parlamenti nazionali e le istituzioni europee, dovrebbe essere ulteriormente sviluppato conformemente alla sua strategia digitale; che il Parlamento europeo svolge un importante ruolo di sostegno in tal senso;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che i parlamenti nazionali hanno competenze pertinenti in materia di libertà, sicurezza e giustizia a norma degli articoli 70, 85 e 88 TFUE e dovrebbero pertanto svolgere un ruolo importante in futuro per quanto riguarda la politica di sicurezza e di difesa dell'Unione, anche basandosi sulla conferenza interparlamentare sulla politica estera e di sicurezza comune e sulla politica di sicurezza e di difesa comune (PESC/PSDC), come stabilito dall'articolo 10 del protocollo n. 1;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Controllo dell'attività governativa negli affari europei</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>ritiene che l'attuazione dei diritti e degli obblighi dei parlamenti nazionali derivanti dal trattato di Lisbona abbia rafforzato il loro ruolo all'interno del quadro costituzionale europeo, garantendo un maggior pluralismo, una legittimità democratica e il miglior funzionamento dell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>ritiene che la responsabilità dei governi nazionali nei confronti dei parlamenti nazionali, come riconosciuto dall'articolo 10, paragrafo 2, TUE, sia la chiave di volta del ruolo delle camere parlamentari nazionali nell'Unione europea; ritiene che i parlamenti nazionali siano partner ai fini del mantenimento dell'equilibrio istituzionale dell'UE; incoraggia i parlamenti nazionali a esercitare pienamente la loro funzione europea per influenzare direttamente e controllare i contenuti delle politiche europee, in particolare attraverso il controllo dei loro governi nazionali che agiscono in qualità di membri del Consiglio europeo; invita i membri dei parlamenti nazionali e regionali a promuovere una coscienza europea nel loro processo decisionale e a riconoscere l'impatto diretto delle politiche dell'UE sui loro elettori; elogia la buona esperienza di cooperazione tra i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo e ritiene che i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo possano essere naturalmente alleati nel plasmare una dimensione parlamentare più forte dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>invita gli Stati membri a garantire che ai parlamenti nazionali sia concesso il tempo sufficiente, la capacità, le risorse e il necessario accesso alle informazioni per svolgere il loro ruolo costituzionale di controllo e così legittimare l'attività dei governi nazionali quando questi ultimi agiscono a livello europeo; ricorda l'importanza dell'accesso alle informazioni e riconosce che il Consiglio deve adottare le necessarie garanzie di sicurezza dei documenti, garantendo nel contempo che i parlamenti nazionali siano in grado di esercitare un controllo democratico sui rispettivi governi, tra l'altro attraverso l'accesso alla banca dati legislativa del Consiglio, anche nel pieno rispetto della riservatezza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>ritiene che la trasparenza dei metodi di lavoro e dei processi decisionali delle istituzioni dell'UE rappresenti un presupposto per consentire ai parlamenti nazionali di svolgere efficacemente il proprio ruolo istituzionale che deriva dai trattati; chiede pertanto che i verbali delle votazioni e le posizioni degli Stati membri in seno al Consiglio siano resi pubblici; invita inoltre i parlamenti nazionali ad avvalersi pienamente delle rispettive competenze, tra l'altro adeguando la loro organizzazione interna, i calendari e le norme procedurali a tal fine; si impegna e incoraggia i parlamenti nazionali a introdurre strumenti di cooperazione più innovativi e più forti a livello politico e amministrativo, tra cui forme più intense di scambio e dialogo con le famiglie e i gruppi politici europei;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>incoraggia il rafforzamento del dialogo politico tra le istituzioni europee e i parlamenti nazionali e ricorda che le decisioni devono essere adottate nel rispetto delle competenze costituzionali, dei trattati e dell'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE e tenendo conto della chiara demarcazione tra le rispettive competenze decisionali degli organismi locali, regionali, nazionali ed europei;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>afferma che l'allineamento del semestre europeo con i programmi dei parlamenti nazionali potrebbe contribuire ulteriormente al coordinamento delle politiche economiche, sottolineando nel contempo che tale allineamento non dovrebbe trascurare i poteri di autonomia e gli specifici regolamenti di ciascuna camera parlamentare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>chiede ai parlamenti nazionali di svolgere un ruolo più forte nell'attuazione di un periodo di dialogo sul bilancio e sulla politica economica a livello nazionale, durante il quale i parlamenti nazionali possano cooperare e deliberare in merito al semestre europeo e contribuire allo stesso, conferendo un mandato ai propri governi nelle loro relazioni con la Commissione e il Consiglio;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sviluppare una sfera pubblica europea</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>sottolinea la rilevanza del principio della rappresentanza proporzionale di deputati di diversi partiti politici in tale contesto; raccomanda pertanto che le delegazioni parlamentari nazionali che operano presso le istituzioni europee rispecchino la diversità politica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>osserva che la volontà vincolante delle maggioranze parlamentari potrebbe essere espressa nei pareri emessi dai parlamenti nazionali, all'interno o all'esterno del quadro del sistema di allarme preventivo; appoggia, tuttavia, l'idea che alle minoranze politiche parlamentari nazionali venga data la possibilità di esprimere punti di vista divergenti, che potrebbero poi essere integrati negli allegati ai suddetti pareri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>ritiene che l'interazione con i parlamenti nazionali possa essere indirettamente rafforzata responsabilizzando i partiti politici europei; ribadisce il suo invito di lunga data a mettere tali partiti nelle condizioni di impegnarsi attivamente nelle sfere politiche degli Stati membri e di sostenere i loro partiti membri quando sono in gioco questioni relative all'UE; invoca la rapida conclusione del regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (rifusione)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 317 del 4.11.2014, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE> per consentire ai partiti politici europei di sostenere i loro partiti membri nella campagna per le elezioni europee e nelle campagne referendarie su questioni relative all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>ritiene che l'istituzione di una settimana europea annuale consentirebbe ai deputati al Parlamento europeo, ai commissari e ai ministri delle presidenze di turno del Consiglio di presentarsi dinanzi a tutti i parlamenti nazionali e, se del caso, regionali, al fine di discutere e spiegare l'agenda europea insieme ai parlamentari nazionali; suggerisce di avviare una discussione sull'elaborazione di una dichiarazione politica comune o di un accordo quadro tra i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo per quanto riguarda l'organizzazione della settimana europea proposta, allo scopo di offrire un quadro più coerente di cooperazione a livello politico, istituzionale e amministrativo; osserva che la settimana europea proposta dovrebbe trarre insegnamenti dai forum esistenti e precedenti, ad esempio la settimana parlamentare organizzata dalla conferenza del semestre europeo e dalla conferenza interparlamentare sulla stabilità, il coordinamento economico e la governance nell'Unione europea, nonché dalla Conferenza sul futuro dell'Europa; ritiene inoltre che le riunioni e i consigli delle famiglie politiche tra i gruppi politici nazionali ed europei e al loro interno nel quadro della cooperazione interparlamentare dell'UE possano apportare un valore aggiunto sotto forma di un autentico dibattito politico europeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>ritiene che il maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali dei paesi candidati sia uno strumento essenziale per il successo della strategia di allargamento dell'UE; suggerisce di coinvolgere i rappresentanti dei parlamenti nazionali dei paesi candidati nella settimana europea proposta;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sostenere la riforma del sistema di allarme preventivo</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>sottolinea che la prerogativa più importante per i parlamenti nazionali introdotta dal trattato di Lisbona è la loro facoltà di controllare il rispetto del principio di sussidiarietà nelle prime fasi delle procedure legislative dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>osserva che procedure come i cartellini "giallo" o "arancione" non sono state pienamente utilizzate; suggerisce che tutte le istituzioni dell'UE e gli Stati membri concordino un'interpretazione comune dei principi di sussidiarietà e proporzionalità originariamente allegati al trattato di Amsterdam, della pertinente giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea e della prassi della Commissione stessa; ritiene che lo sviluppo di tale interpretazione comune debba includere tutti gli elementi di sussidiarietà e possa essere promosso attraverso nuovi strumenti di cooperazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>prende atto della richiesta di taluni parlamenti nazionali di prolungare il termine di otto settimane entro il quale possono presentare un parere motivato a norma dell'articolo 3 del protocollo n. 1; sottolinea, tuttavia, che l'attuale quadro del trattato non prevede tale proroga; osserva che, come misura di mitigazione, a decorrere dal 2019 la Commissione ha iniziato a escludere il periodo delle festività di fine anno nel termine di otto settimane entro il quale i parlamenti nazionali devono inviare pareri motivati; ritiene pertanto che l'introduzione di un periodo di dodici settimane debba essere considerata nel quadro della prossima revisione del trattato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>chiede ai parlamenti nazionali di includere i pareri motivati dei parlamenti regionali con poteri legislativi nei pareri motivati definitivi da trasmettere ai presidenti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione quando sono in gioco competenze regionali esclusive;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>suggerisce di istituire un sistema, talvolta denominato procedura del "cartellino verde", in base al quale almeno un terzo dei parlamenti nazionali possa chiedere alla Commissione o al Parlamento europeo, una volta che a quest'ultimo sia stato concesso un diritto generale diretto di iniziativa, di presentare proposte allo scopo di influenzare positivamente il dibattito europeo; suggerisce, a tale riguardo, che la Commissione o il Parlamento europeo potrebbe godere del potere discrezionale di tenere conto di tali proposte o di formulare una risposta formale in cui sottolinea i motivi per cui si astiene dal farlo; sottolinea che tale procedura non può consistere in un diritto di iniziativa né in un diritto di ritirare o modificare la legislazione, poiché ciò costituirebbe un sovvertimento del "metodo dell'Unione" e della distribuzione di competenze tra il livello nazionale e quello europeo, violando così i trattati;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Attuazione del diritto all'informazione</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>ribadisce che l'articolo 12 TUE e il protocollo n. 1 riconoscono ai parlamenti nazionali il diritto di ricevere informazioni direttamente dalle istituzioni europee; suggerisce di estendere il diritto di essere informati anche ai parlamenti regionali con poteri legislativi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>raccomanda ai parlamenti nazionali di utilizzare tempestivamente la piattaforma IPEX, onde garantire un avvio rapido del meccanismo nazionale di controllo; raccomanda di utilizzare IPEX come canale per la condivisione sistematica delle informazioni e la segnalazione precoce di preoccupazioni relative alla sussidiarietà; accoglie con favore la versione aggiornata degli orientamenti IPEX, approvata nella riunione dei Segretari generali a febbraio 2023, che riporta la nuova versione della piattaforma IPEX e le opportunità e gli strumenti offerti da tale nuova versione;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Prevedere una migliore cooperazione interistituzionale</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>prende atto della cooperazione esistente tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali nella COSAC, nella conferenza interparlamentare sulla politica estera e di sicurezza comune (PESC) e nel quadro dell'articolo 13 del trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'Unione economica e monetaria; prende atto, inoltre, delle forme più recenti di cooperazione interparlamentare, come il gruppo di controllo parlamentare congiunto su Europol e la riunione interparlamentare di commissione sulla valutazione di Eurojust; sottolinea che tale cooperazione dovrebbe essere sviluppata sulla base dei principi del consenso, della condivisione delle informazioni e della consultazione, affinché i parlamenti nazionali esercitino un controllo sui rispettivi governi e sulle rispettive amministrazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>ribadisce che il quadro attuale delle relazioni tra l'Unione e i parlamenti nazionali potrebbe essere semplificato e armonizzato per renderlo più efficiente ed efficace; chiede, in tale contesto, di rivedere la collaborazione tra l'Unione e i suoi parlamenti nazionali nelle piattaforme e nei forum esistenti allo scopo di rafforzare tali relazioni e adattarle alle esigenze attuali; incoraggia le istituzioni europee e i parlamenti regionali con poteri legislativi a impegnarsi in modo più attivo e interagire tra loro in maniera diretta, nel pieno rispetto del ruolo e delle competenze dei parlamenti nazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>evidenzia che rafforzare il dialogo politico e tecnico tra commissioni parlamentari e gruppi politici, sia a livello nazionale che europeo, costituirebbe un passo estremamente positivo verso la piena cooperazione interparlamentare; suggerisce, a tal fine, di sensibilizzare maggiormente a livello nazionale in merito ai possibili strumenti di cooperazione; propone pertanto di destinare risorse aggiuntive al conseguimento di tale obiettivo, tra l'altro, per finanziare l'utilizzo di videoconferenze, scambi di personale o progetti pilota;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>riconosce l'importanza delle riunioni interparlamentari di commissione di cui agli articoli 9 e 10 del protocollo n. 1 e il successo settoriale di un "metodo di commissione" nella cooperazione interparlamentare; ritiene che si possa conseguire una migliore cooperazione interistituzionale se i deputati al Parlamento europeo e ai parlamenti nazionali attribuissero maggiore importanza alle riunioni interparlamentari di commissione e se esse fossero preparate in più stretta cooperazione; ritiene che il regolamento possa essere modificato al fine di disciplinare forme di cooperazione più forti tra i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo, nel pieno rispetto delle loro competenze istituzionali e della relativa distribuzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>raccomanda che i parlamenti nazionali siano pienamente coinvolti nello sviluppo continuo della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC); ritiene che tale coinvolgimento debba essere promosso in stretta cooperazione con il Parlamento europeo, a norma dell'articolo 10 del protocollo n. 1 e nel pieno rispetto delle disposizioni delle costituzioni nazionali in materia di politiche di sicurezza e di difesa; invita i parlamenti nazionali a riflettere più dettagliatamente sulla priorità della capacità di difesa a livello dell'UE, anche attraverso riunioni interparlamentari congiunte tra rappresentanti dei parlamenti nazionali e deputati al Parlamento europeo, nel contesto della conferenza interparlamentare sulla politica estera e di sicurezza comune e sulla politica di sicurezza e di difesa comune (PESC/PSDC) e mediante il dialogo politico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>ricorda l'importanza di rafforzare la cooperazione e il dialogo tra i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo sul diritto d'inchiesta;</P></ACTION><SEPARATION><P><STRING ITALIC="on">°</STRING></P><P><STRING ITALIC="on">°	°</STRING></P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>