<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0027</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Strategia dell'UE per l'Asia centrale</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A9-0407/2023 - Relatore: Karsten Lucke)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 17 gennaio 2024 sulla strategia dell'UE per l'Asia centrale (2023/2106(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 15 maggio 2019, dal titolo "L'UE e l'Asia centrale: nuove opportunità per un partenariato rafforzato (JOIN(2019)0009),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio del 17 giugno 2019 sulla nuova strategia per l'Asia centrale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 19 settembre 2018, dal titolo "Connessione Europa-Asia – Elementi essenziali per una strategia dell'UE" (JOIN(2018)0031),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 1° dicembre 2021, dal titolo "Il Global Gateway" (JOIN(2021)0030),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i risultati della 18ª riunione dei ministri degli Esteri UE-Asia centrale tenutasi il 17 novembre 2022 a Samarcanda, incentrata sulla ricerca di soluzioni alle sfide comuni,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il comunicato stampa congiunto dei capi di Stato dell'Asia centrale e del Presidente del Consiglio europeo, emesso a seguito della seconda riunione regionale ad alto livello tenutasi a Cholpon-Ata il 2 giugno 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo rafforzato di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea, e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kazakhstan, dall'altra<FOOTNOTE><FIELD> GU L 29 del 4.2.2016, pag. 3.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo che istituisce un partenariato e una cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kirghizistan, dall'altra<FOOTNOTE><FIELD> GU L 196 del 28.7.1999, pag. 48.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'accordo rafforzato di partenariato e di cooperazione tra l'Unione europea, da una parte, e la Repubblica del Kirghizistan, dall'altra, presentata dalla Commissione il 13 giugno 2022 (COM(2022)0277),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo di partenariato e di cooperazione che istituisce un partenariato tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Tagikistan, dall'altra<FOOTNOTE><FIELD> GU L 350 del 29.12.2009, pag. 3.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo di partenariato e cooperazione che definisce un partenariato tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da un lato, e la Repubblica di Uzbekistan, dall'altro<FOOTNOTE><FIELD> GU L 229 del 31.8.1999, pag. 3.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli esiti della conferenza UE-Asia centrale sulla connettività, tenutasi il 18 novembre 2022, del secondo forum economico UE-Asia centrale, tenutosi il 18 e il 19 maggio 2023, del quarto forum della società civile UE-Asia centrale, tenutosi il 10 marzo 2023, e della settima conferenza ad alto livello UE-Asia centrale sull'ambiente e le risorse idriche, tenutasi il 23 e il 24 febbraio 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto lo studio finanziato dall'UE dal titolo "Sustainable transport connections between Europe and Central Asia" (Collegamenti di trasporto sostenibili tra l'Europa e l'Asia centrale), condotto dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e pubblicato il 30 giugno 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il memorandum d'intesa tra l'UE e il Kazakhstan su un partenariato strategico per le materie prime, le batterie e l'idrogeno rinnovabile, firmato il 7 novembre 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli esiti dei dialoghi sui diritti umani con gli Stati dell'Asia centrale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la tabella di marcia congiunta l'approfondimento dei legami tra l'UE e l'Asia centrale, approvata durante la 19ª riunione dei ministri degli Esteri UE-Asia centrale tenutasi il 23 ottobre 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione congiunta dei capi di Stato dell'Asia centrale e del cancelliere tedesco pubblicata in seguito al loro vertice tenutosi il 29 settembre 2023 a Berlino,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sul Kazakhstan, sul Kirghizistan, sul Tagikistan, sul Turkmenistan e sull'Uzbekistan,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il piano d'azione dell'UE sulla parità di genere III per il periodo 2021-2025,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 23 ottobre 2020 sull'uguaglianza di genere nella politica estera e di sicurezza dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> GU C 404 del 6.10.2021, pag. 202.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 54 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A9-0407/2023),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che, dall'adozione della strategia dell'UE per l'Asia centrale nel 2019, la regione ha risentito dell'impatto di significativi fattori esterni, quali la guerra illegale di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, la presa del potere da parte dei talebani in Afghanistan e la politica estera sempre più assertiva della Cina, nonché dell'instabilità interna, dovuta in particolare ai violenti disordini in Kazakhstan nel gennaio 2022, alla violenta repressione a seguito delle proteste dei pamiri nella provincia autonoma di Gorno-Badakhshan, in Tagikistan, nel novembre 2021 e nel maggio 2022, e nella Repubblica del Karakalpakstan, in Uzbekistan, nel luglio 2022, come pure ai ripetuti scontri al confine tra Kirghizistan e Tagikistan;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che l'Asia centrale rappresenta una regione di interesse strategico per l'UE in termini di sicurezza, connettività, diversificazione energetica e delle risorse, risoluzione dei conflitti e difesa dell'ordine internazionale multilaterale basato su regole, che sono messe in pericolo dall'attacco ai nostri valori, dall'aggravamento della crisi alimentare globale, dalle aggressioni e atrocità, nonché dalla diffusione della disinformazione, dalla corruzione armata e dalle ingerenze nelle elezioni, messi in atto dalla Russia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che nessuno degli Stati dell'Asia centrale sostiene l'invasione russa ai danni dell'Ucraina e riconosce come parte della Federazione russa le regioni ucraine annesse dalla Russia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che il 28 marzo 2023 l'inviato speciale per le sanzioni dell'UE ha invitato i paesi della regione a evitare di aiutare Mosca nei suoi tentativi di eludere le sanzioni imposte alla Russia a causa della sua guerra di aggressione contro l'Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che i funzionari e i propagandisti russi continuano a ricorrere a una retorica aggressiva nei confronti di alcuni Stati dell'Asia centrale, in particolare nei confronti del Kazakhstan, di cui mettono in discussione l'integrità territoriale e l'identità nazionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che circostanze quali l'isolamento della Russia a seguito della sua guerra di aggressione contro l'Ucraina, il rafforzamento delle rotte commerciali che passano per l'Asia centrale evitando la Russia, il previsto allargamento dell'UE nell'Europa orientale e la crescente influenza della Cina nella regione richiedono un completo ripensamento della strategia dell'UE per l'Asia centrale e una presenza più attiva dell'UE democratica nella regione come alternativa agli attori autocratici consolidati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che è necessario garantire la connettività tra l'Europa e l'Asia in modo da evitare l'attraversamento dello spazio russo; che l'UE ha grande interesse a sviluppare efficienti corridoi commerciali ed energetici tra l'Europa e l'Asia, come dimostrato dalla conferenza sulla connettività tra l'Unione europea e l'Asia centrale che si è tenuta a Samarcanda il 18 novembre 2022;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che tutti i cinque Stati dell'Asia centrale hanno ratificato l'accordo di Parigi; che tali Stati sono particolarmente vulnerabili alle conseguenze dei cambiamenti climatici; che la gestione sconsiderata dell'acqua e l'inquinamento dei principali fiumi per l'irrigazione dei campi di cotone hanno portato all'uso inefficace e allo sfruttamento delle risorse idriche della regione; che i ghiacciai dell'Asia centrale continuano a ridursi rapidamente, aggravando una delle più gravi crisi idriche sulla Terra ed esponendo la popolazione vulnerabile della zona a terribili problemi sanitari, ecologi e sociali; che i frequenti conflitti idrici e l'instabilità politica hanno limitato la pianificazione unificata e l'efficiente distribuzione dei fiumi transfrontalieri; che i cambiamenti geopolitici nella regione più ampia offrono opportunità per una cooperazione regionale più significativa; che tale cooperazione regionale si è dimostrata efficace nel contesto della diplomazia idrica e per la risoluzione delle controversie sui confini e sarà ancora più importante per affrontare le crescenti minacce transfrontaliere poste dai cambiamenti climatici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che gli accordi rafforzati di partenariato e di cooperazione (ARPC) sono accordi di nuova generazione che costituiscono un pilastro del dialogo dell'UE con l'Asia centrale; che il Kazakhstan è stato il primo paese dell'Asia centrale a firmare, nel 2015, un ARPC, poi entrato in vigore il 1° marzo 2020 in seguito alla sua ratifica da parte di tutti gli Stati membri e che dovrebbe essere periodicamente riesaminato; che i negoziati relativi all'ARPC UE-Kirghizistan si sono conclusi il 6 luglio 2019, ma l'accordo non è ancora stato firmato a causa di una controversia giuridica tra il Consiglio e la Commissione; che i negoziati relativi all'ARPC UE-Uzbekistan si sono conclusi il 6 luglio 2022; che all'inizio del 2023 l'UE e il Tagikistan hanno avviato i negoziati per la stipula di un ARPC; che nel 1998 è stato firmato un accordo di partenariato e di cooperazione (APC) con il Turkmenistan, ma il Parlamento non ha accordato il suo consenso alla ratifica a causa della sua profonda preoccupazione riguardo ai parametri a breve termine sui progressi del Turkmenistan in materia di diritti umani e libertà fondamentali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che la prima riunione tra i leader dell'UE e dell'Asia centrale si è tenuta ad Astana il 27 ottobre 2022, cui ha fatto seguito una seconda riunione tenutasi a Cholpon-Ata il 2 giugno 2023; che per il 2024 è previsto un vertice dei leader; che tali riunioni rappresentano un'ulteriore istituzionalizzazione delle relazioni UE-Asia centrale e integrano le attività dei dialoghi e delle piattaforme regionali esistenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che il 19 settembre 2023 a New York si è tenuto il primo vertice C5+1 fra i leader dell'Asia centrale e il presidente degli Stati Uniti; che il 29 settembre 2023 si è tenuto a Berlino il vertice C5+Germania;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che tutti i cinque Stati dell'Asia centrale hanno punteggi della democrazia bassi e in calo e sono classificati come regimi autoritari e considerati "non liberi" dalla relazione di Freedom House sulla libertà nel mondo del 2023; che l'indice sulla libertà di stampa nel mondo del 2023 mette in luce un netto peggioramento della situazione della libertà di stampa in Asia centrale e che il punteggio medio dell'Asia centrale nell'indice di percezione della corruzione 2022 è ben al di sotto della media mondiale; che Reporter senza frontiere riferisce di numerosi casi di autorità dell'Asia centrale che esercitano pressioni sui media dei rispettivi paesi affinché parlino dell'invasione russa dell'Ucraina in modo "neutrale", o la ignorino completamente;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che la commissione per gli affari esteri del Parlamento ha visitato il Tagikistan e l'Uzbekistan dal 21 al 25 febbraio 2022 e il Kazakhstan e il Kirghizistan dal 21 al 25 agosto 2023; che le sue delegazioni presso le commissioni di cooperazione parlamentare UE-Kazakhstan, UE-Kirghizistan, UE-Uzbekistan e UE-Tagikistan e le sue delegazioni per le relazioni con il Turkmenistan e la Mongolia mantengono relazioni interparlamentari regolari con i paesi dell'Asia centrale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che in Asia centrale sussistono timori fondati di radicalizzazione, crescente estremismo e di una minaccia terroristica, con un numero molto elevato di ex combattenti dell'ISIS che tornano nella regione e una situazione di sicurezza preoccupante in Afghanistan;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che in Asia centrale le donne e le ragazze rimangono estremamente vulnerabili agli abusi, in particolare a causa di un elevato livello di accettazione della violenza contro le donne e di una scarsa consapevolezza in merito agli stereotipi di genere;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che il matrimonio infantile rimane comune in Asia centrale, in particolare in Kirghizistan e Tagikistan, dove una ragazza su otto si sposa prima dei 18 anni;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Relazioni dell'UE con l'Asia centrale</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>sottolinea che l'UE e l'Asia centrale si trovano ad affrontare profondi mutamenti e sfide geopolitici globali e regionali, che costituiscono per entrambe un notevole incentivo a lavorare a una cooperazione strutturata, a lungo termine e reciprocamente vantaggiosa nelle questioni di interesse comune; incoraggia con forza l'UE a intensificare il dialogo con l'Asia centrale, data l'importanza geostrategica della regione, e a promuovere un'associazione strategica con tali paesi ampliando la cooperazione a livello politico ed economico; accoglie con favore l'incremento dei contatti ad alto livello tra l'UE e l'Asia centrale, in particolare le riunioni tra i capi di Stato dell'Asia centrale e il Presidente del Consiglio europeo, e l'operato del rappresentante speciale dell'UE per l'Asia centrale; esorta a far seguire azioni concrete a tutte le citate riunioni e dichiarazioni di alto livello; accoglie con favore, a tal riguardo, il fatto che il primo vertice UE-Asia centrale sia previsto per il 2024, nonché l'approvazione della tabella di marcia congiunta per l'approfondimento dei legami tra l'UE e l'Asia centrale, che funge da piano strategico per far progredire il dialogo e la cooperazione in settori specifici, compreso lo sviluppo della resilienza culturale, sociale ed economica; incoraggia l'UE a continuare a promuovere riforme politiche ed economiche che rafforzino lo Stato di diritto, la democrazia, il buon governo e il rispetto dei diritti umani; osserva che il Parlamento europeo è pronto a promuovere la cooperazione parlamentare con l'Asia centrale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>osserva che la guerra di aggressione condotta dalla Russia contro l'Ucraina e le crescenti narrative nazionaliste hanno indebolito la posizione di Mosca nella regione e incoraggiato l'Asia centrale a cooperare con altri attori, i quali hanno intensificato la loro cooperazione con l'Asia centrale; prende atto anche delle attività della Cina nella regione; sottolinea che l'UE ha ora l'opportunità di estendere i suoi legami con l'Asia centrale e di svolgere un ruolo più incisivo nella regione; sottolinea che l'UE dovrebbe sfruttare questa opportunità per promuovere una cooperazione reciprocamente vantaggiosa e offrire all'Asia centrale un partenariato che possa configurarsi come un percorso speciale inserito in una più ampia strategia per il vicinato orientale dell'UE; ritiene che il rafforzamento di detta cooperazione contribuirebbe anche a contrastare l'influenza della Russia nella regione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sottolinea l'importanza di una cooperazione transatlantica sull'Asia centrale e invita l'UE a prendere l'iniziativa per elaborare insieme agli Stati Uniti una strategia congiunta per l'Asia centrale, che preveda una cooperazione negli ambiti degli investimenti, del commercio e della promozione della democrazia, nonché dell'economia e della sicurezza regionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>ribadisce l'impegno dell'UE a collaborare con i paesi dell'Asia centrale per la pace, la sicurezza, la stabilità, la prosperità e lo sviluppo sostenibile, nel pieno rispetto del diritto internazionale e nell'osservanza dei principi di rispetto dell'indipendenza, della sovranità e dell'integrità territoriale di tutti i paesi, di rinuncia all'uso della forza o alla minaccia dell'uso della forza e di risoluzione pacifica delle controversie internazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>respinge qualsiasi tentativo volto ad agevolare o assistere in qualsiasi modo il riconoscimento internazionale dell'entità secessionista della parte occupata di Cipro, anche in relazione alla sua presunta ammissione in qualità di osservatore in seno all'Organizzazione degli Stati turchi; incoraggia gli Stati dell'Asia centrale interessati a sostenere efficacemente il rispetto dei principi di sovranità e integrità territoriale di tutti gli Stati e a non ratificare la modifica dello statuto dell'Organizzazione degli Stati turchi, che renderebbe effettiva la decisione di garantire lo status di osservatore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>riconosce che la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e le sue implicazioni rappresentano sia sfide che opportunità per gli Stati dell'Asia centrale, che tradizionalmente intrattengono strette relazioni con la Russia; sottolinea l'interesse dell'UE a rafforzare le relazioni economiche e a intensificare i legami politici con i paesi dell'Asia centrale, in parte per ridurre al minimo l'elusione delle sanzioni nei confronti della Russia e della Bielorussia; sottolinea l'importanza di un'interazione stretta e continua sulle sanzioni e invita le autorità degli Stati dell'Asia centrale, segnatamente del Kazakistan, del Kirghizistan e dell'Uzbekistan, a cooperare strettamente con l'Unione e, in particolare, con il suo inviato per le sanzioni, per intensificare gli sforzi volti a prevenire l'elusione delle sanzioni; condanna la pratica messa in atto dalla Russia di reclutare migranti e cittadini dell'Asia centrale per combattere in Ucraina e sostiene le iniziative volte a porvi fine; prende atto degli sforzi individuali compiuti dagli Stati dell'Asia centrale per far sì che i loro territori non siano usati per eludere le sanzioni dell'UE e accoglie con favore le misure amministrative adottate dal Kazakhstan e il suo impegno politico ad alto livello a tal fine; invita l'UE a ricorrere a un approccio differenziato nella sua strategia per l'Asia centrale, che valuti il livello di cooperazione con l'UE riguardo alla politica delle sanzioni nei confronti della Russia; osserva il ruolo svolto dagli stessi Stati membri per garantire che i beni di esportazione che probabilmente riusciranno comunque a raggiungere la Russia passando dall'Asia centrale siano sottoposti agli opportuni controlli preventivi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>ritiene necessario rivedere la strategia dell'UE per l'Asia centrale per aggiornarla alla luce degli eventi geopolitici succedutisi negli ultimi anni; ribadisce il ruolo centrale che gli ARPC rivestono in quanto quadro per la cooperazione con gli Stati dell'Asia centrale; osserva con preoccupazione che l'ARPC con il Kirghizistan, i cui negoziati si sono conclusi nel 2019, non è ancora stato firmato; invita il Consiglio e la Commissione a progredire rapidamente nei negoziati in corso per la conclusione di un ARPC con il Tagikistan e a risolvere le questioni in sospeso e a firmare senza ulteriori indugi gli ARPC con il Kirghizistan e l'Uzbekistan, affinché il Parlamento possa esercitare le sue prerogative in merito alla ratifica di tali accordi; sottolinea che la mancata firma di tali accordi in seguito alla conclusione dei negoziati mette in discussione la credibilità dell'UE quale attore globale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>osserva che gli ARPC con gli Stati dell'Asia centrale negoziati finora pongono un forte accento sul rispetto dei principi democratici, dei diritti umani e dello Stato di diritto; sottolinea l'importanza di integrare i diritti umani, i valori democratici, l'uguaglianza di genere e la libertà dei media e la transizione verde nelle interazioni con i governi dell'Asia centrale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Cooperazione regionale</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>sottolinea il grande potenziale di una cooperazione reciprocamente vantaggiosa in materia di sviluppo sostenibile, connettività, energia, materie prime critiche e sicurezza, dal momento che l'Asia centrale rappresenta una regione fondamentale per la connettività tra Oriente e Occidente; ricorda, in tale contesto, le notevoli conseguenze geopolitiche della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, che hanno rilanciato il corridoio centrale non solo quale zona economica regionale, ma anche come rotta alternativa e sostenibile tra l'Asia e l'Europa, che evita l'attraversamento del territorio russo; rammenta che il nuovo ponte terrestre eurasiatico attraversa i territori sanzionati della Russia e della Bielorussia; sottolinea l'importanza di promuovere l'integrazione regionale lungo il corridoio centrale e osserva che, onde attrarre i finanziamenti fortemente necessari per i progetti infrastrutturali nell'ambito del Global Gateway, occorre eliminare le strozzature individuate nello studio condotto dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo; invita la Commissione a esplorare la possibilità di un sostegno della Banca europea per gli investimenti agli investimenti nello sviluppo infrastrutturale degli Stati dell'Asia centrale, in particolare lungo il corridoio centrale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>ritiene che la politica dell'UE per l'Asia centrale nei settori dell'energia, della connettività e della diversificazione delle risorse dovrebbe ispirarsi al Green Deal europeo e basarsi su partenariati strategici reciprocamente vantaggiosi che tengano conto delle peculiarità di ciascuno Stato dell'Asia centrale, garantendone l'accesso a tecnologie moderne e a posti di lavoro di qualità e assicurando nel contempo l'accesso sicuro e competitivo dell'UE alle materie prime e all'energia; teme, a tal proposito, che la firma dell'accordo concluso fra Gazprom e l'Uzbekistan sulla fornitura di gas naturale attraverso il Kazakhstan possa dare luogo a una dipendenza dalla Russia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>riconosce il ruolo cruciale dell'UE nel finanziamento delle riforme settoriali dell'Asia centrale, nel miglioramento della sua efficienza energetica e nella riduzione delle sue emissioni di gas a effetto serra; accoglie con favore l'avvio del progetto sulla connettività energetica sostenibile nell’Asia centrale (SECCA), avvenuto nel 2022, e attende con interesse il suo impatto positivo sul rafforzamento delle politiche nazionali per la transizione verso un sistema energetico sostenibile e sull'aumento degli investimenti, delle capacità e della consapevolezza in materia di energia rinnovabile ed efficienza energetica nella regione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>sottolinea l'importanza di un clima favorevole agli investimenti per lo sviluppo economico dell'Asia centrale e per il commercio e la cooperazione tra l'UE e l'Asia centrale; sottolinea che la presenza di un clima favorevole agli investimenti che porta alla creazione di posti di lavoro di qualità con salari adeguati e condizioni di lavoro dignitose dipende dalla presenza di istituzioni democratiche stabili, dal rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto, nonché dalla capacità delle imprese e della società civile di applicare il dovere di diligenza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>prende atto dell'approccio volto a mantenere le relazioni con l'Afghanistan perseguito da lungo tempo dagli Stati dell'Asia centrale, a eccezione del Tagikistan, e dei rapporti pragmatici in continua evoluzione che essi intrattengono con i talebani, pur senza riconoscerli, da quando questi hanno assunto il potere nel 2021; sottolinea che i paesi della regione, in particolare il Pakistan e la Cina, ma anche gli Stati dell'Asia centrale, svolgono un ruolo cruciale nel garantire la stabilità in Afghanistan mediante la fornitura di aiuti umanitari e di elettricità, opportunità commerciali e progetti comuni di connettività; incoraggia l'inviato speciale dell'UE per l'Afghanistan a continuare a cooperare strettamente con i suoi omologhi degli Stati dell'Asia centrale nell'ambito del dialogo UE-Asia centrale sull'Afghanistan; riconosce che l'Asia centrale è una regione fondamentale per il contenimento dell'estremismo religioso, del terrorismo e delle reti del narcotraffico, che si trova a far fronte a un aumento della pressione migratoria a causa della crisi umanitaria in corso in Afghanistan; ribadisce la sua indignazione per il trattamento che i talebani riservano alle donne, considerate inferiori a cittadini di seconda classe, e invita il Servizio europeo per l'azione esterna e l'inviato speciale dell'UE per l'Afghanistan a collaborare con il Turkmenistan, l'Uzbekistan e il Tagikistan per aiutare le donne che cercano di scappare dall'Afghanistan;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>evidenzia il ruolo dell'UE quale importante donatore di aiuti alla regione; sottolinea l'importanza di adottare un approccio unitario come Team Europa, poiché ciò consente di creare sinergie e massimizzare l'impatto delle misure adottate, nonché di mettere in evidenza i vantaggi della cooperazione multilaterale e di riunire gli strumenti e i partner migliori, quali organizzazioni della società civile, difensori dei diritti umani, media ed esperti indipendenti, settore pubblico e privato, al fine di conseguire i risultati auspicati; pone l'accento sulla necessità di garantire la visibilità degli aiuti e degli investimenti dell'UE e chiede di subordinare l'assistenza e il sostegno al bilancio offerti dall'UE agli Stati dell'Asia centrale a parametri di riferimento concreti relativi ai progressi nell'ambito delle riforme democratiche, della tutela dei diritti umani, dello Stato di diritto e dello sviluppo sostenibile; sottolinea l'importanza di una cooperazione coordinata con altri partner e altre organizzazioni internazionali per consentire sinergie ed evitare duplicazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>osserva che i cambiamenti climatici, l'aumento della popolazione e le esigenze economiche stanno mettendo sempre più a dura prova le risorse idriche dell'Asia centrale; sottolinea che è necessaria una più stretta cooperazione regionale in tale settore tra i paesi situati a monte e a valle, al fine di prevenire i conflitti per la distribuzione e l'utilizzo delle risorse idriche; plaude alle piattaforme regionali, come il Fondo internazionale per la salvaguardia del Lago d'Aral, che incoraggiano il dialogo e la cooperazione tra gli Stati dell'Asia centrale; rammenta che il dialogo UE-Asia centrale sull'ambiente è stato istituito al fine di sostenere la stabilizzazione del lago d'Aral e promuovere una migliore gestione delle risorse idriche; chiede l'attuazione dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici ed esprime la sua disponibilità a offrire competenze e cooperazione per conseguire tale obiettivo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>sottolinea che, per raggiungere la stabilità regionale a lungo termine e conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile, è fondamentale risolvere i conflitti, compresi quelli relativi alla distribuzione dell'acqua, conformemente al diritto internazionale e nello spirito delle relazioni di buon vicinato, evitando a tutti i costi l'uso o la minaccia dell'uso della forza; sottolinea l'importanza di delimitare e demarcare le zone di confine oggetto di controversie fra il Tagikistan e il Kirghizistan al fine di prevenire ulteriori scontri militari tra i due paesi e accoglie con favore le azioni intraprese da ambo le parti a tale riguardo; ribadisce l'offerta dell'UE di sostenere la risoluzione pacifica del conflitto mediante assistenza tecnica e misure di rafforzamento della fiducia; accoglie con favore la risoluzione della controversia sulla delimitazione dei confini tra Kirghizistan e Uzbekistan raggiunta nel gennaio 2023; ribadisce l'impegno dell'UE a favore della non proliferazione delle armi di distruzione di massa nella regione;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Democrazia e diritti umani </STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>ribadisce che il rispetto dei diritti umani e la conformità agli obblighi internazionali sono importanti per le relazioni dell'UE con l'Asia centrale; esorta gli Stati dell'Asia centrale ad adempiere ai loro obblighi in materia di democrazia e diritti umani, osservando che il rispetto di tali obblighi è anche in linea con gli accordi di partenariato e di cooperazione, nonché con il sistema di preferenze generalizzate Plus; sottolinea l'importanza di intrattenere periodicamente dialoghi sui diritti umani con gli Stati dell'Asia centrale, poiché rappresentano uno strumento per promuovere il rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e del pluralismo politico, nonché un forum per sollevare questioni che destano preoccupazione; invita le delegazioni dell'UE e le rappresentanze degli Stati membri in Asia centrale a continuare a svolgere un ruolo attivo nel monitoraggio della situazione sul campo, collaborando con i difensori dei diritti umani, reagendo alle violazioni dei diritti umani e alle persecuzioni di matrice politica, nonché partecipando ai processi e facendo visita ai prigionieri politici; incoraggia la cooperazione con gli organi di sorveglianza dei trattati e le procedure speciali delle Nazioni Unite nonché in seno ai forum multilaterali in materia di diritti umani come il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>esprime preoccupazione per la mancanza di responsabilità per le gravi violazioni dei diritti umani verificatesi su vasta scala, compresa l'applicazione di misure brutali da parte delle autorità per porre fine alle proteste di massa e ai successivi disordini durante gli eventi del cosiddetto "gennaio di sangue" in Kazakhstan, nella provincia autonoma di Gorno-Badakhshan, in Tagikistan, e nella Repubblica del Karakalpakstan, in Uzbekistan; invita le autorità di tutti i cinque Stati dell'Asia centrale ad adottare misure efficaci per avviare indagini indipendenti e accurate in merito a tutte le accuse di torture e maltrattamenti e di altre gravi violazioni dei diritti umani, e impedire l'uso della tortura e della forza eccessiva da parte della polizia e delle forze di sicurezza; invita i governi degli Stati dell'Asia centrale a introdurre riforme del sistema giudiziario volte a garantirne una maggiore indipendenza e trasparenza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>pone l'accento sulle lacune fondamentali sul piano democratico per quanto riguarda la governance democratica, lo Stato di diritto e la tutela dei diritti umani che persistono, e che sotto diversi aspetti si sono aggravate nell'ultimo periodo; sottolinea la necessità di rendere i processi elettorali più trasparenti, aperti ed equi per tutti gli attori politici; sottolinea l'importante ruolo che la società civile può svolgere nel sostenere e nel far progredire le riforme democratiche, il buon governo e la tutela dei diritti umani in Asia centrale; deplora l'approccio restrittivo adottato nelle iniziative legislative relative alle organizzazioni non governative e ai media, che riducono lo spazio per le attività della società civile; invita gli Stati dell'Asia centrale ad attuare misure significative per affrontare tali lacune, attuare le convenzioni pertinenti dell'Organizzazione internazionale del lavoro e garantire il rispetto dei loro obblighi internazionali in materia di governance democratica e tutela dei diritti umani, rimarcando che si sono impegnati a farlo nel contesto degli accordi di partenariato e di cooperazione con l'UE, degli ARPC negoziati e del sistema di preferenze generalizzate Plus dell'UE; osserva che gli Stati dell'Asia centrale hanno popolazioni giovani e dinamiche, alle quali dovrebbe essere offerta l'opportunità di contribuire attivamente a plasmare futuro del proprio paese; accoglie con favore le attività del forum della società civile UE-Asia centrale e invita l'Unione a rafforzare il suo sostegno alla società civile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>constata la necessità di rafforzare la resilienza dell'Asia centrale nei confronti della disinformazione promuovendo media indipendenti e contenuti nelle lingue locali, aumentando l'alfabetizzazione mediatica e organizzando corsi mirati per i giornalisti locali; sottolinea la necessità di rafforzare l'indipendenza dei media e il pluralismo e la libertà di espressione in Asia centrale in linea con i più elevati standard democratici; chiede maggiore trasparenza sulla proprietà e il finanziamento dei media al fine di aumentarne l'indipendenza e il pluralismo; si rammarica del fatto che le autorità dell'Asia centrale abbiano sfruttato la lotta alla disinformazione per limitare il legittimo esercizio della libertà di espressione, anche accusando coloro che denunciano la corruzione, le ingiustizie e gli abusi dei governi di presunta diffusione di informazioni "false", incitazione alla "discordia" e promozione dell'"estremismo"; esprime preoccupazione per il crescente numero di arresti di giornalisti e blogger, nonché per le minacce di chiusura di organi di informazione indipendenti; insiste sulla necessità di garantire il rispetto dei diritti di giornalisti, blogger indipendenti, difensori dei diritti umani e attivisti civici e ambientalisti, di garantire che essi siano tutelati da vessazioni, pressioni e minacce, di indagare su qualsiasi attacco nei loro confronti e di rilasciare immediatamente e senza condizioni tutte le persone ingiustamente detenute e incarcerate; condanna le numerose iniziative intraprese di recente dai governi volte a chiudere i servizi di media indipendenti e bloccare l'accesso ai loro siti in Tagikistan e Kirghizistan, come pure i progetti di legislazione sui media attualmente in considerazione in Kirghizistan e Kazakhstan che minacciano di aumentare il controllo statale sulle attività dei media;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>invita le autorità dell'Asia centrale a liberare tutti i prigionieri politici; nello specifico, chiede alle autorità kazake di rilasciare Aigerim Tleuzhan, Marat Zhylanbayev, Bekizhan Mendygaziyev, Timur Danebayev, Kairat Klyshev; chiede alle autorità kirghise di rilasciare Azimbek Beknazarov, Aibek Buzurmankulov, Aidanbek Akmatov, Temir Makhmudov, Marat Bayazov; chiede alle autorità uzbeke di rilasciare Dauletmurat Tazhimuratov, Allabai Tokymbetov, Nurlan Naiypov, Amirbek Adilbekov; chiede alle autorità tagike di rilasciare Faromuz Irgashov, Ulfatkhonim Mamadshoeva, Khursand Mamadshoev, Khushruz Djumaev; chiede alle autorità turkmene di rilasciare Omruzak Omarkuliev, Murat Dushemov, Murat Ovezov, Mansur Mingelov, Nurgeldy Khalykov;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>esprime preoccupazione per il fatto che, benché l'uguaglianza di genere sia apparentemente tutelata per legge in tutti i paesi, la violenza di genere, la violenza domestica, il matrimonio infantile, la discriminazione e le molestie nei confronti delle minoranze e delle persone LGTBIQ sono tuttora diffusi in Asia centrale; esorta i governi dell'Asia centrale a prevenire tali violazioni dei diritti umani adottando leggi, campagne di istruzione e misure adeguate, fra cui la sensibilizzazione e la formazione dei funzionari pubblici, in particolare gli agenti di polizia, il rafforzamento della possibilità per le organizzazioni della società civile di chiedere modifiche delle leggi, il miglioramento dei servizi di sostegno in prima linea rivolti alle persone sopravvissute a questi casi e lo svolgimento di attività di sensibilizzazione volte a combattere gli stereotipi esistenti e promuovere l'uguaglianza all'interno della società; esprime preoccupazione per il persistere della criminalizzazione delle persone LGBTIQ, la mancanza nella maggior parte dei paesi di una legislazione di base contro le discriminazioni, il ricorso allo stupro correttivo nei confronti delle lesbiche, l'assenza di spazi sicuri di aggregazione per le persone LGBTIQ, alla luce degli attuali attacchi a bar e spazi sociali, e il dilagare della brutalità della polizia; sottolinea che qualsiasi strategia dell'UE per l'Asia centrale deve essere in linea con il piano d'azione dell'UE sulla parità di genere III;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>ribadisce la sua preoccupazione per la corruzione e la cleptocrazia dilaganti in Asia centrale, che erodono la fiducia nei governi, alimentano le disuguaglianze, privano i cittadini dei servizi pubblici e rallentano la crescita economica; invita i governi dell'Asia centrale a intraprendere azioni che vadano oltre la diffusa retorica anti-corruzione e a impegnarsi finalmente a combattere la corruzione e la cleptocrazia, ad adottare strategie nazionali incentrate su un approccio integrato alla prevenzione e alla repressione della corruzione nonché ad aumentare la trasparenza e l'accesso alle informazioni e a limitare le influenze private;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>sottolinea che l'UE dovrebbe sfruttare la sua immagine positiva in Asia centrale intensificando le attività di diplomazia culturale e pubblica; sostiene il rafforzamento dei legami fra le istituzioni europee e quelle dell'Asia centrale e la creazione di maggiori opportunità di collaborazione fra di esse, nonché la promozione dei contatti interpersonali e della mobilità, offrendo opportunità nel settore dell'istruzione e della scienza, quali scambi a livello accademico attraverso i programmi Erasmus + e Orizzonte 2020, e incrementando il turismo sostenibile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>prende atto della disponibilità degli Stati dell'Asia centrale ad avviare un dialogo con l'UE sulla liberalizzazione dei visti ed esorta la Commissione a intensificare le consultazioni sull'elaborazione di tabelle di marcia mirate e complete per l'introduzione di riforme negli Stati dell'Asia centrale al fine di aprire la strada verso l'agevolazione del rilascio dei visti e la stipula di accordi di riammissione;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Cooperazione bilaterale</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>osserva che il Kazakhstan è il primo Stato dell'Asia centrale ad aver ratificato un ARPC, che offre una solida base per estendere la cooperazione in importanti aree di interesse reciproco, come la connettività, l'efficienza energetica, l'economia verde e la digitalizzazione; accoglie con favore la firma del memorandum d'intesa fra la Repubblica del Kazakhstan e l'UE su un partenariato strategico per le materie prime sostenibili, le batterie e le catene del valore dell'idrogeno rinnovabile; invita le autorità kazake a continuare a mettere in atto riforme politiche ed economiche che rafforzino la democrazia, lo Stato di diritto e il buon governo; sottolinea che l'attuazione della visione di un "Kazakhstan giusto ed equo" deve garantire il rispetto dei diritti umani e delle libertà di espressione, associazione e riunione e migliorare il quadro elettorale in linea con le raccomandazioni dell'Ufficio dell'OSCE per le istituzioni democratiche e i diritti umani; invita le autorità kazake a portare a termine le indagini sugli eventi del gennaio 2022, a pubblicarne gli esiti e a garantire giustizia per le vittime delle torture; rimarca i potenziali vantaggi di maggiori scambi interpersonali con il Kazakhstan attraverso un accordo per l'agevolazione del rilascio dei visti, in merito al quale nel maggio 2023 sono iniziate le consultazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>sottolinea che l'imminente firma dell'ARPC e l'attuazione in corso del sistema di preferenze generalizzate Plus evidenziano ancor di più la necessità di garantire il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Kirghizistan, in linea con gli impegni internazionali del paese; osserva con preoccupazione il deteriorarsi degli standard democratici e dei diritti umani verificatosi negli ultimi anni, considerando che il Kirghizistan è stato considerato il paese più democratico della regione, caratterizzato da una vivace società civile e da media liberi; esprime preoccupazione per la persecuzione dell'opposizione politica, fra gli altri a danno dei rappresentanti del partito socialdemocratico, e per l'impatto negativo delle iniziative legislative che prendono di mira le attività dei media indipendenti e della società civile, segnatamente la legge sulle "informazioni false" e i progetti di legge sui "rappresentanti stranieri", i "mass media" e la "protezione dei bambini dalle informazioni dannose", nonché per il crescente numero di cause contro i difensori dei diritti umani, i lavoratori del settore dei media, i giornalisti e gli organi di informazione; invita l'UE a continuare a sostenere la società civile e i media indipendenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>osserva che l'avvio dei negoziati sull'ARPC con il Tagikistan offre l'opportunità di ampliare la portata della cooperazione e degli scambi bilaterali; sottolinea la necessità di continuare a intrattenere una stretta cooperazione sulle questioni di sicurezza, dal momento che l'Afghanistan continua a essere una fonte di instabilità e preoccupazioni in termini di sicurezza per via del brutale governo dei talebani e delle crisi umanitarie in corso nel paese; ribadisce che la lotta legittima contro il terrorismo e l'estremismo violento non deve essere usata come pretesto per reprimere l'attività dell'opposizione, impedire la libertà di espressione o ostacolare l'indipendenza della magistratura; si compiace dell'interesse del Tagikistan a partecipare al sistema di preferenze generalizzate Plus, che può supportare la crescita economica sostenibile e stimolare il commercio e richiede l'efficace attuazione delle norme internazionali in materia di diritti umani e lavoro; invita il Tagikistan a migliorare la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, in particolare la libertà di espressione, e a smettere di intimidire e perseguitare i lavoratori del settore dei media, i difensori dei diritti umani, gli avvocati indipendenti e la società civile, nonché di porre fine alla repressione della minoranza pamiri nella provincia autonoma di Gorno-Badakhshan;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>osserva che il Turkmenistan rimane l'unico Stato dell'Asia centrale a non avere alcun accordo di partenariato e di cooperazione con l'UE, il che limita la portata della collaborazione bilaterale; sottolinea che, affinché il Parlamento riconsideri la sua posizione e ratifichi l'accordo di partenariato e di cooperazione, occorre che il Turkmenistan dimostri un miglioramento della sua preoccupante situazione in termini di democrazia e diritti umani; esorta il governo turkmeno a depenalizzare le relazioni sessuali consensuali fra uomini; rimarca che dovrebbe rientrare nell'interesse del Turkmenistan aprirsi per evitare di essere l'anomalia della regione cui sono offerte limitate possibilità di cooperazione; riconosce il potenziale di una cooperazione reciprocamente vantaggiosa in ambiti quali l'energia, la connettività e il commercio e accoglie con favore l'interesse espresso dal Turkmenistan a fornire gas all'Europa attraverso la realizzazione di un gasdotto transcaspico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>prende atto delle riforme annunciate in Uzbekistan e volte a conseguire un vero cambiamento nel paese in termini di sviluppo socioeconomico, efficienza amministrativa, maggiore indipendenza del sistema giudiziario e rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali; insiste sul fatto che la riforma costituzionale rappresenta un'occasione per rafforzare lo Stato di diritto e conferire una solida base giuridica alle riforme; ribadisce tuttavia la sua profonda preoccupazione per la situazione critica dell'Uzbekistan in termini di democrazia, libertà dei media, diritti umani e Stato di diritto, comprese la brutale repressione delle proteste del Karakalpakstan e le restrizioni alla libertà di associazione sia per le organizzazioni non governative che per i partiti politici, nonché le persecuzioni e le minacce nei confronti di giornalisti, blogger indipendenti, creatori di contenuti e difensori dei diritti umani; ricorda alle autorità l'importanza di difendere la libertà di espressione, sia online che offline, la libertà di riunione, la libertà di associazione e l'indipendenza dei media; accoglie con favore alcuni importanti miglioramenti ottenuti in relazione ai diritti delle donne in Uzbekistan; esorta il governo uzbeko a depenalizzare le relazioni sessuali consensuali fra uomini; accoglie con favore la conclusione dei negoziati sull'ARPC UE-Uzbekistan e ribadisce il suo appello per un rapido completamento delle procedure tecniche e giuridiche necessarie per la sottoscrizione dell'accordo; si compiace del ruolo di guida assunto dall'Uzbekistan nella promozione della cooperazione regionale in vari settori, tra cui la connettività e l'uso delle risorse idriche;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché ai presidenti, ai governi e ai parlamenti del Kazakhstan, del Kirghizistan, del Tagikistan, del Turkmenistan e dell'Uzbekistan.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>