<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0028</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Implicazioni in materia di sicurezza e di difesa dell'influenza della Cina sulle infrastrutture critiche nell'Unione europea</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A9-0401/2023 - Relatore: Klemen Grošelj)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 17 gennaio 2024 sulle implicazioni in materia di sicurezza e di difesa dell'influenza della Cina sulle infrastrutture critiche nell'Unione europea (2023/2072(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il titolo V del trattato sull'Unione europea, in particolare il capo 2, sezione 2, recante disposizioni sulla politica di sicurezza e di difesa comune,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la "Bussola strategica per la sicurezza e la difesa – Per un'Unione europea che protegge i suoi cittadini, i suoi valori e i suoi interessi e contribuisce alla pace e alla sicurezza internazionali", approvata dal Consiglio il 21 marzo 2022 e dal Consiglio europeo il 25 marzo 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione di Versailles, adottata durante la riunione informale dei capi di Stato e di governo l'11 marzo 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza del 20 giugno 2023 sulla "Strategia europea per la sicurezza economica" (JOIN(2023)0020),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2022/2560 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022, relativo alle sovvenzioni estere distorsive del mercato interno<FOOTNOTE><FIELD> GU L 330 del 23.12.2022, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2019/452 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2019, che istituisce un quadro per il controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione<FOOTNOTE><FIELD> GU L 79 I del 21.3.2019, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva (UE) 2022/2557 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022, relativa alla resilienza dei soggetti critici e che abroga la direttiva 2008/114/CE del Consiglio (direttiva CER)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 333 del 27.12.2022, pag. 164.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la direttiva (UE) 2022/2555 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022, relativa a misure per un livello comune elevato di cibersicurezza nell'Unione, recante modifica del regolamento (UE) n. 910/2014 e della direttiva (UE) 2018/1972 e che abroga la direttiva (UE) 2016/1148 (direttiva NIS 2)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 333 del 27.12.2022, pag. 80.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta della Commissione del 15 settembre 2022 di un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a requisiti orizzontali di cibersicurezza per i prodotti con elementi digitali e che modifica il regolamento (UE) 2019/1020 (COM(2022)0454),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2023/1781 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 settembre 2023, che istituisce un quadro di misure per rafforzare l'ecosistema europeo dei semiconduttori (regolamento sui chip)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 229 del 18.9.2023, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua posizione in prima lettura sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche (normativa europea sulle materie prime critiche)<FOOTNOTE><FIELD> Proposta di regolamento che istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche e che modifica i regolamenti (UE) 168/2013, (UE) 2018/858, 2018/1724 e (UE) 2019/1020 (COM(2023)0160).</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2023/2675 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 novembre 2023, sulla protezione dell'Unione e dei suoi Stati membri dalla coercizione economica da parte di paesi terzi<FOOTNOTE><FIELD> Proposta di regolamento sulla protezione dell'Unione e dei suoi Stati membri dalla coercizione economica da parte di paesi terzi (COM(2021)0775) (GU L 2023/2675 del 7.12.2023).</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 16 settembre 2021 su una nuova strategia UE-Cina (2021/2037(INI))<FOOTNOTE><FIELD> GU C 117 del 11.3.2022, pag. 40.</FIELD></FOOTNOTE>, tra le altre cose finalizzata al rafforzamento del pacchetto di strumenti per il commercio dell'UE per contribuire a ridurre l'attuale squilibrio nelle relazioni bilaterali economiche e commerciali tra Cina e Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le risoluzioni del Parlamento europeo del 9 marzo 2022<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0219.</FIELD></FOOTNOTE> e del 1° giugno 2023 sulle ingerenze straniere in tutti i processi democratici nell'Unione europea, inclusa la disinformazione<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0219.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca europea per gli investimenti del 1° dicembre 2021 dal titolo "Il Global Gateway" (JOIN(2021)0030),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la raccomandazione della Commissione del 3 ottobre 2023 relativa ai settori tecnologici critici per la sicurezza economica dell'UE ai fini di un'ulteriore valutazione dei rischi con gli Stati membri (C(2023)6689),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la raccomandazione del Consiglio dell'8 dicembre 2022 su un approccio coordinato a livello dell'Unione per rafforzare la resilienza delle infrastrutture critiche<FOOTNOTE><FIELD> GU C 20 del 20.1.2023, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il comunicato del vertice di Vilnius, rilasciato dai capi di Stato e di governo della NATO che hanno partecipato alla riunione del Consiglio del Nord Atlantico svoltasi a Vilnius l'11 luglio 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di valutazione finale della task force UE-NATO del 29 giugno 2023 relativa alla resilienza delle infrastrutture critiche,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione congiunta del 10 gennaio 2023 sulla cooperazione UE-NATO,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il comunicato dei leader del G7 riuniti al vertice di Hiroshima del 20 maggio 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio sulla revisione della strategia per la sicurezza marittima dell'UE (EUMSS) e il relativo piano d'azione del 24 ottobre 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 54 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere della commissione per il commercio internazionale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A9-0401/2023),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che la recente comunicazione congiunta su una strategia europea per la sicurezza economica si concentra sull'idea di ridurre al minimo e gestire i rischi derivanti da determinati flussi economici e la dipendenza dell'UE da regimi autoritari e totalitari come la Repubblica popolare cinese (RPC) nel contesto delle crescenti tensioni geopolitiche e dell'accelerazione dei cambiamenti tecnologici, tutelando, allo stesso tempo, i principi del libero mercato dalla distorsione da parte di tali regimi e, pertanto, preservando nel contempo la massima apertura e il massimo dinamismo dell'economia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che le distorsioni delle infrastrutture critiche possono avere notevoli conseguenze negative per le funzioni governative fondamentali, i servizi essenziali per la popolazione, l'attività economica, nonché la sicurezza e la difesa dell'UE; che è fondamentale che gli Stati membri e la Commissione vigilino sugli investimenti finanziari provenienti da paesi esteri nel quadro del funzionamento di soggetti critici all'interno dell'UE e sulle conseguenze che tali investimenti potrebbero avere sulla capacità di prevenire perturbazioni significative;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che la direttiva sulla resilienza dei soggetti critici<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva (UE) 2022/2557, del 14 dicembre 2022, sulla resilienza dei soggetti critici e che abroga la direttiva 2008/114/CE del Consiglio (GU L 333 del 27.12.2022, pag. 164).</FIELD></FOOTNOTE> e la direttiva NIS 2<FOOTNOTE><FIELD> Direttiva (UE) 2022/2555, del 14 dicembre 2022, relativa a misure per un livello comune elevato di cibersicurezza nell'Unione, recante modifica del regolamento (UE) n. 910/2014 e della direttiva (UE) 2018/1972 e che abroga la direttiva (UE) 2016/1148 (direttiva NIS 2) (GU L 333 del 27.12.2022, pag. 80).</FIELD></FOOTNOTE> dispongono un quadro giuridico completo per rafforzare la resilienza fisica e digitale delle infrastrutture critiche, comprese quelle relative all'energia, ai trasporti, alla sanità, alle infrastrutture digitali, all'acqua e ai prodotti alimentari;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che, a seguito della raccomandazione del Consiglio dell'8 dicembre 2022, sono già in corso azioni mirate per garantire una risposta comune dell'UE agli incidenti, anche rafforzando il coordinamento con la NATO attraverso la task force UE-NATO sulla resilienza delle infrastrutture critiche nel quadro del dialogo strutturato UE-NATO sulla resilienza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che i porti europei in cui le aziende statali cinesi hanno quote gestiscono oltre il 10 % della capacità complessiva europea dei container di spedizione; che i tre maggiori azionisti cinesi dei porti europei hanno attività in quasi metà dei porti (14 su 29) che o si trovano vicino a basi navali o forniscono supporto logistico alle forze NATO, aumentando significativamente il rischio di spionaggio;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che le politiche coercitive e la crescente assertività della Repubblica popolare cinese (RPC), compresi la sua posizione sempre più aggressiva nei confronti di Taiwan e l'atteggiamento aggressivo assunto nel mare cinese meridionale, come pure le conseguenze sociali ed economiche della pandemia di COVID-19 e della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, hanno messo in luce le vulnerabilità dell'UE e riaffermato la necessità di ridurre i rischi connessi alle sue relazioni con la RPC e altri paesi terzi non democratici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che il governo cinese ha dimostrato la propria volontà di utilizzare come arma il suo schiacciante controllo di approvvigionamenti globali di terre rare per scopi politici e per ottenere concessioni e vantaggi economici ingiusti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che la Cina sta limitando la partecipazione delle aziende non cinesi nei progetti di infrastrutture a causa dei rischi per la sicurezza e sta presentando una normativa in materia di infrastrutture critiche, come i regolamenti di protezione riguardanti la sicurezza delle infrastrutture critiche informatizzate; che la Cina è coinvolta nella costruzione di infrastrutture finanziate dall'UE in vari Stati membri; che conformemente agli impegni internazionali, l'Unione e gli Stati membri possono adottare, per motivi di sicurezza o di ordine pubblico, misure restrittive nei confronti degli investimenti esteri diretti, purché siano rispettate alcune condizioni; considerando che nel 2021-2022, la Cina si è impegnata in un blocco economico nei confronti della Lituania in risposta alla decisione di quest'ultima di ritirarsi dall'iniziativa della Nuova via della seta e aprire un ufficio di rappresentanza taiwanese in Lituania, il che ha dato origine alla richiesta della Commissione europea di creare un comitato presso l'Organizzazione mondiale del commercio per valutare la legittimità delle restrizioni commerciali cinesi nei confronti delle esportazioni lituane e quelle dell'UE con contenuto lituano e che ciò dimostra l'assertività cinese nel prendere di mira specifici paesi dell'Unione, non solo attraverso la coercizione economica diretta, ma anche attraverso la minaccia di sanzioni secondarie;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che la diffusione dell'autoritarismo e della sorveglianza di massa cinese continua ad aumentare sia in Cina che altrove, prendendo di mira istituzioni e società democratiche e che rischia di istituire un nuovo ordine internazionale che metterebbe a rischio la libertà e la democrazia nel mondo; che un ampio numero di studenti cinesi studiano nelle università degli Stati membri, soprattutto nel campo delle tecnologie a duplice uso, il che potenzialmente comporta in alcuni casi un rischio elevato di spionaggio; che ex piloti militari europei sono stati assunti dall'esercito cinesi e che tali arruolamenti creano un grave rischio di trasferimento di informazioni critiche, mettendo a rischio gli interessi strategici militari dei paesi interessati; che stanno crescendo le ambizioni cinesi in aree strategiche come l'intelligenza artificiale, il cloud computing, i semiconduttori o gli hardware; che tali strumenti, in particolare l'intelligenza artificiale, potrebbero essere sviluppati per scopi militari, guidando la prossima rivoluzione negli affari militari;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che l'acquisizione di infrastrutture critiche da parte della Cina, in particolare all'interno dell'Unione e nel suo vicinato, compresi i Balcani occidentali e l'Africa, rappresenta un rischio multidimensionale crescente per la sicurezza dell'Unione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che la normativa relativa alla sicurezza nazionale cinese, come la legge del 2015 sulla sicurezza nazionale della Repubblica popolare cinese, impone ai cittadini e alle organizzazioni di dare sostegno e assistenza alla sicurezza pubblica della RPC, alla sicurezza dello Stato o agli organi militari;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che il partenariato strategico tra Cina e Russia formalizzato con la dichiarazione congiunta "sull'inizio di una nuova era delle relazioni internazionali e sullo sviluppo sostenibile globale" del 4 febbraio 2022 continua a espandersi, anche nei settori della tecnologia e dei trasferimenti di capacità e <STRING ITALIC="on">know-how</STRING> militari, il che rappresenta una minaccia crescente per la sicurezza europea;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Il cuore del problema: comprendere la strategia di fusione militare-civile della Cina</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>sottolinea che la strategia di fusione militare-civile della Cina consiste in un programma e piani diretti e guidati dallo Stato per strumentalizzare tutte le leve del potere statale e commerciale al fine di rafforzare e sostenere il partito comunista cinese e il suo braccio armato nonché l'esercito popolare di liberazione, in particolare acquisendo e distraendo le tecnologie mondiali all'avanguardia, con l'obiettivo di rafforzare il regime totalitario e raggiungere la dominazione militare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>ritiene che il sistema politico e l'economia cinesi, diretti dal partito, spesso chiedano alle imprese private di allineare i loro interessi commerciali al partito comunista cinese, ivi comprese nelle sue attività militari, di repressione, di influenza e di ingerenza politica del partito comunista cinese; rileva che sono comunemente utilizzate cellule del partito comunista cinese all'interno di imprese private come strumenti di controllo diretto del partito; sottolinea che, di conseguenza, le attività internazionali delle imprese cinesi sostengono gli obiettivi del partito di ampliare la sua influenza su paesi terzi, danneggiando i rivali geopolitici e aumentando l'influenza della Cina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>ritiene che la fusione militare-civile debba essere intesa in un contesto geopolitico, economico e strategico più ampio, tenendo conto delle sue interconnessioni con altre iniziative, come la Nuova via della seta, la Via della seta digitale, compresi "Made in China 2025" e "China Standards 2035", l'iniziativa per la sicurezza globale, la strategia di doppia circolazione e della crescente assertività e dell'atteggiamento aggressivo della Cina all'estero; ritiene che l'obiettivo ultimo della fusione militare-civile sia quello di portare avanti l'obiettivo strategico a lungo termine dello Stato-partito di diventare la potenza leader a livello mondiale, in termini di influenza politica, capacità economiche, dominazione tecnologica e potenza militare e di minare l'ordine internazionale basato su regole;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>ricorda che negli ultimi anni raggiungere la supremazia nei campi della scienza e della tecnologia è stata una delle maggiori priorità del partito comunista cinese e che la strategia di fusione militare-civile del partito incentiva la condivisione dei risultati di ricerca e sviluppo tra le industrie orientate al mercato e quelle della difesa cinese; sottolinea i ripetuti avvertimenti delle agenzie di intelligence contro i rischi di dipendenza economica, spionaggio e sabotaggio derivanti dalla presenza economica di entità di taluni paesi terzi, in particolare della Cina, nelle nostre infrastrutture critiche e nei nostri settori strategici, come i porti; esprime, a tale proposito, preoccupazione per la pressione politica esercitata dall'approvazione di determinati investimenti cinesi in infrastrutture critiche, come nel caso della decisione del governo tedesco di acconsentire all'acquisizione di una quota del porto di Amburgo da parte della COSCO, contrariamente al parere delle istituzioni competenti;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Conseguenze della strategia di fusione militare-civile della Repubblica popolare cinese</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>avverte riguardo al rischio connesso a qualsiasi forma di partecipazione di imprese cinesi alle risorse strategiche dell'Unione, in particolare per quanto riguarda le imprese che hanno legami diretti o indiretti con il sistema politico-militare o i sistemi di intelligence cinesi; sottolinea, a tale proposito, il suo timore riguardo al prosieguo del trasferimento di tecnologia e competenze tecnologiche, utilizzate nelle attività civili, in particolare nella sfera economica, all'esercito cinese, il che aumenterebbe la capacità dell'esercito popolare di liberazione di sviluppare la prossima generazione di tecnologia militare, che può essere utilizzata a scopi coercitivi sui partner in Asia e in tutto il mondo; esorta gli Stati membri dell'UE a incrementare la vigilanza normativa e introdurre controlli specifici approfonditi per le persone fisiche e giuridiche con collegamenti diretti con il governo cinese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>esprime preoccupazione per il fatto che il 98 % della domanda dell'Unione di terre rare è soddisfatto dalla Repubblica popolare cinese; sottolinea che la Cina produce il 70 % delle batterie a livello mondiale (poiché ospita tre dei cinque maggiori giganti della produzione di batterie), rappresenta il 60 % della produzione mondiale di alluminio e il 75 % della produzione di silicio, nonché il 94 % della produzione globale di gallio e circa il 60 % della produzione di germanio, ed è il principale raffinatore del 60 % del litio e del 70 % della lavorazione del rame e produce l'84 % del nichel a livello mondiale, nonché l'85 % del cobalto; sottolinea che le imprese minerarie cinesi sono attive in Serbia (rame e oro), nella Repubblica democratica del Congo (cobalto), in Indonesia (nichel), in Cile e in Australia (litio) e che il quasi monopolio cinese nella produzione e nella lavorazione di queste materie prime critiche crea dipendenze fondamentali e rappresenta pertanto non solo una sfida geopolitica pressante per l'Unione, ma anche un enorme rischio per la difesa europea e altri settori industriali chiave, nonché per la sua autonomia strategica aperta e per la strategia europea per la sicurezza economica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>accoglie con favore, a tale riguardo, la proposta della Commissione per la normativa sulle materie prime critiche e chiede una rapida attuazione dei suoi obiettivi al fine di rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento dell'UE; ricorda che le materie prime critiche sono essenziali per il settore della sicurezza e della difesa e per il successo delle transizioni digitale e verde dell'Unione; invita la Commissione e gli Stati membri. d'intesa con i portatori di interessi del settore, ad attuare la decisione di ridurre gradualmente la dipendenza dalla Cina, diversificando le fonti di minerali grezzi critici e di terre rare e instaurando partenariati strategici con paesi terzi affidabili al fine di garantire un approvvigionamento sicuro e affidabile di materie prime critiche; esorta l'UE a sostenere gli Stati membri nello sviluppo di progetti che mireranno a una maggiore indipendenza dalla produzione cinese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>sostiene fortemente la diversificazione di fornitori e partner in iniziative per le infrastrutture critiche per ridurre la vulnerabilità alle influenze esterne, garantendo che sia ridotta al minimo la dipendenza da un'unica fonte, qualsiasi essa sia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>esprime preoccupazione per il fatto che cavi sottomarini di proprietà privata forniti da imprese cinesi, come la HMN Technologies, un'entità affiliata all'intelligence informatica dell'esercito popolare di liberazione, sono utilizzati per agevolare la comunicazione diplomatica e quella militare dell'UE e degli Stati membri; esprime una profonda preoccupazione per i sistemi di cavi di dati sottomarini gestiti dall'impresa cinese HMN Technologies, che collegano i territori degli Stati membri dell'UE e la regione indo-pacifica, comprese le basi militari degli Stati membri e della NATO, creando vulnerabilità in materia di sicurezza per quanto riguarda la cibersicurezza, la sorveglianza subacquea, la raccolta di dati e di informazioni; esprime, a tale riguardo, ulteriore preoccupazione per la vendita di una società olandese, che costituisce la colonna portante dell'infrastruttura internet estone, a un'impresa cinese collegata all'esercito popolare di liberazione; sottolinea la necessità di un'azione congiunta tra gli Stati membri per evitare casi analoghi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>ricorda la necessità di effettuare una valutazione completa delle infrastrutture e dei servizi delle istituzioni dell'Unione per la sicurezza informatica, in particolare in materia di comunicazioni classificate tra istituzioni e missioni e operazioni all'estero; ricorda che è opportuno prendere in considerazione l'intera catena di approvvigionamento per assicurare che le imprese non abbiano collegamenti diretti o indiretti con la Repubblica popolare cinese; chiede disposizioni specifiche nelle procedure di appalto delle istituzioni europee per limitare il rischio di interferenza, comprese acquisizione, manutenzione o controllo di terzi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>avverte che grandi investimenti in porti marittimi, ferrovie e aeroporti danno a Pechino l'opportunità di monitorare e controllare le attività in nodi logistici cruciali dalla dimensione strategica fondamentale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>sottolinea che nel 2022 la Cina è stata il secondo partner dell'UE per quanto concerne gli scambi di merci; esprime preoccupazione per il crescente squilibrio delle relazioni commerciali e di investimento tra l'UE e la Cina, come evidenziato anche dal disavanzo commerciale dell'UE, che nel 2022 si è attestato al livello record di 396 miliardi di EUR e per la sua dipendenza dalle importazioni e dagli investimenti cinesi in alcuni settori critici; evidenzia la politica commerciale internazionale sbilanciata della Cina nel contesto della sua strategia di doppia circolazione; chiede alla Commissione di esprimere le preoccupazioni dell'Europa nei confronti della Cina in merito alla gestione delle sue pratiche commerciali;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Cercare le risposte: ampliare il pacchetto di strumenti per affrontare le preoccupazioni in materia di sicurezza e di difesa</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>sostiene che un settore chiave delle infrastrutture critiche dell'UE è costituito dalla sua rete di istituti di ricerca e strutture di ricerca e sviluppo, che svolgono un ruolo importante nella capacità dell'Unione di realizzare gli impegni relativi alle transizioni verde e digitale, insieme ad ambiti chiave come la difesa spaziale; ricorda le vulnerabilità in materia di sicurezza legate ai trasferimenti forzati di tecnologia, al furto di proprietà intellettuale e alle fughe di conoscenze, sia nell'UE che all'estero; chiede una maggiore vigilanza nel tenere conto di tali minacce alla capacità dell'UE di innovare e promuovere la crescita;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>rileva che le imprese cinesi sono già leader in tecnologie fondamentali utilizzate in settori come quelli dell'infrastruttura wireless 5G, dei droni, delle batterie, dei missili ipersonici, dell'energia solare ed eolica, nonché delle criptovalute; esprime le proprie preoccupazioni circa l'utilizzo di tali tecnologie e le dipendenze che creano; osserva, a tal riguardo, che il 100 % della Ran 5G a Cipro è composta da attrezzatura cinese e il 59 %, nel caso della Germania; sottolinea che ciò è in contrasto con gli orientamenti dell'UE del "pacchetto di strumenti per la sicurezza 5G" per la riduzione dei rischi relativi alla sicurezza nelle reti e invita il Consiglio e la Commissione a escludere nelle funzioni essenziali per la rete l'utilizzo di attrezzature e software provenienti da produttori con sede nella Repubblica popolare cinese; ricorda che la società Huawei ha partecipato a 11 progetti nell'ambito di Orizzonte Europa fino a giugno 2023, ricevendo così complessivamente 3,89 milioni di EUR di finanziamenti; invita, pertanto, l'UE e le istituzioni europee a effettuare un controllo sistematico delle società cinesi che traggono direttamente o indirettamente vantaggi dai programmi europei di importanza strategica per l'UE e, ove necessario, a porre fine alla loro partecipazione; invita inoltre la Commissione a proporre ulteriori norme di sicurezza per i fornitori cinesi di reti 5G e della rete 6G di prossima generazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>ritiene che l'app TikTok, di proprietà del conglomerato cinese ByteDance, violi il quadro europeo sulla protezione dei dati, il che fa di questa applicazione un potenziale rischio per la sicurezza e una fonte di disinformazione sostenuta dalla Cina; accoglie con favore la decisione delle istituzioni dell'UE e quelle di numerosi Stati membri dell'Unione di sospendere l'utilizzo dell'applicazione TikTok sui dispositivi aziendali, nonché sui dispositivi personali iscritti ai servizi per i dispositivi mobili delle istituzioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>avverte che il deterioramento del clima di sicurezza in Europa, nel suo vicinato e in tutto il mondo richiede una riflessione urgente su come rafforzare l'autonomia strategica aperta dell'UE e ridurre la sua dipendenza da paesi come la Repubblica popolare cinese e rivali sistemici che rappresentano una minaccia alla sicurezza dell'UE; sottolinea la necessità di evitare il trasferimento di tecnologie emergenti sensibili e di prodotti a duplice uso di importanza fondamentale, soprattutto quelli fondamentali per la sicurezza e la difesa dell'UE, a destinatari preoccupanti, che perseguono strategie di fusione militare-civile o collaborano a tali strategie; considera l'istituzione a livello dell'UE di sistemi doganali elettronici e di gestione delle licenze per l'esportazione un passo fondamentale verso controlli comuni ed efficaci delle esportazioni europee ed esorta tutti gli Stati membri a rendere questi sistemi operativi entro la fine del 2024; invita inoltre le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a rafforzare la cooperazione con i partner transatlantici e altri che condividono gli stessi principi relativamente alla tutela delle infrastrutture critiche, e a difendere la democrazia e preservare i nostri valori condivisi, la nostra sicurezza e prosperità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>continua a nutrire preoccupazione per il fatto che le infrastrutture critiche europee, dalle reti di telecomunicazione alle strutture portuali, sono sempre più vulnerabili alle influenze esterne; elogia, a tale riguardo, le recenti iniziative legislative intese a migliorare la resilienza dei soggetti critici nell'UE; osserva, tuttavia, con preoccupazione che tali iniziative si limitano per lo più alle procedure di controllo degli investimenti esteri diretti, lasciando al partito comunista cinese altri canali aperti attraverso i quali ottenere accesso e influenza per quanto riguarda risorse critiche, anche tramite l'“elite capture”, trasferimenti di tecnologie e proprietà intellettuale, nonché dipendenze delle catene di approvvigionamento e mercati delle vendite; osserva che l'istituzione di una valutazione completa del rischio e di un quadro di mappatura è necessaria per individuare elementi infrastrutturali critici e le loro vulnerabilità; ritiene che sia necessario mappare, tracciare e valutare l'accesso della Cina e di qualsiasi altro paese terzo alle infrastrutture critiche nell'UE e a procedere in maniera congiunta con misure di attenuazione, ove necessario; Invita, a tal riguardo, la Commissione, con il sostegno degli Stati membri, a redigere un inventario completo delle risorse critiche e a valutare in maniera sistematica le loro vulnerabilità a influenze esterne; chiede pertanto l'estensione delle iniziative legislative per affrontare tali rischi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>chiede alla Commissione di condividere con il Parlamento, prima della fine dell'attuale legislatura, un'analisi dettagliata dei rischi commerciali correlati a tecnologie quali i semiconduttori, l'informatica quantistica, la blockchain, lo spazio, l'intelligenza artificiale o le biotecnologie e l'eventuale necessità di un'azione dell'UE in questi settori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>ricorda che il regolamento sul controllo degli investimenti esteri diretti<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2019/452, del 19 marzo 2019, che istituisce un quadro per il controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione (GU L 79 I del 21.3.2019, pag. 1).</FIELD></FOOTNOTE> affronta i rischi per la sicurezza e l'ordine pubblico derivanti da investimenti provenienti da paesi terzi; osserva che il valore aggiunto fondamentale del meccanismo di controllo in quanto strumento di rilievo offre all'UE e ai suoi Stati membri una migliore visione strategica e una consapevolezza situazionale per quanto riguarda tendenze, obiettivi, mezzi e metodi impiegati da attori stranieri per aumentare la loro influenza economica e politica; chiede che gli attuali strumenti relativi agli investimenti esteri diretti e alle sovvenzioni estere siano ampliati in modo da includervi procedure di controllo generalizzate per tutti i portatori di interessi coinvolti in progetti infrastrutturali critici dell'UE, contemplando tutte le modalità di partecipazione in attività relative alle infrastrutture, ivi comprese le iniziative di tipo collaborativo, i partenariati e i trasferimenti tecnologici; sottolinea pertanto che sono fondamentali valutazioni sistematiche dei progetti di infrastrutture critiche che coinvolgono portatori di interessi non appartenenti all'UE e ritiene che tale processo dovrebbe comprendere un controllo dell'assetto proprietario, delle dipendenze all'interno delle catene di approvvigionamento e del trasferimento della tecnologia associata a tali progetti; ritiene inoltre necessario istituire norme sul dovere di diligenza per individuare il livello di influenza della Cina sugli investitori nelle infrastrutture critiche dell'Unione e sottolinea che tale approccio dovrebbe essere parimenti applicato ai paesi candidati e potenziali candidati; sottolinea che gli Stati membri sono, in ultima istanza, responsabili della protezione delle infrastrutture, ma non hanno attuato in modo sistematico gli attuali orientamenti in materia di controllo degli investimenti esteri diretti; esprime, a tal riguardo, profonda preoccupazione per il fatto che non tutti gli Stati membri dispongono o utilizzano meccanismi per il controllo degli investimenti esteri nelle infrastrutture critiche; invita con urgenza gli Stati membri ad attuare in modo sistematico le attuali normative in materia di controllo degli investimenti esteri diretti e relative alla resilienza dei soggetti critici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>si rammarica, a tale riguardo, della mancanza di controlli adeguati dei rischi di interferenza sugli appalti pubblici relativi alle attrezzature di sicurezza, come nel caso del contratto firmato dall'aeroporto di Strasburgo per l'installazione di scanner e varchi di sicurezza forniti dalla società controllata europea dell'impresa cinese Nuctech, di parziale proprietà del governo cinese e legata dalla politica del fronte unito; avverte che tali tecnologie potrebbero avere lacune di sicurezza incorporate o essere accessibili durante la manutenzione; d'altro canto, accoglie con favore la decisione del governo rumeno di mettere fine ai negoziati con la GCNPC, società generale cinese per l'energia nucleare, in merito alla costruzione dei reattori nucleari 3 e 4 a Cernavoda;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>sottolinea tuttavia che occorre trovare un equilibrio strategico tra, da un lato, il carattere aperto del mercato unico dell'UE e della sua attrattività per gli investimenti e, dall'altro, la difesa delle infrastrutture critiche e dell'autonomia dell'UE, considerando le vulnerabilità in termini di sicurezza dell'UE, in particolare per quanto riguarda la coercizione economica o le minacce all'integrità delle infrastrutture critiche dell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>invita la Commissione a valutare modalità per rendere più incisivi i suoi pareri sul controllo degli investimenti esteri diretti, al fine di evitare distorsioni del mercato unico e una corsa al ribasso tra gli Stati membri; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare l'armonizzazione, anche attraverso lo sviluppo di competenze adeguate, e ad attuare pienamente il regolamento sul controllo degli investimenti esteri diretti; ritiene che vi sia un margine di manovra, nonché la necessità, di rafforzare il regolamento nella sua prossima revisione alla fine dell'anno; incoraggia la Commissione a presentare un'ambiziosa proposta legislativa di revisione del regolamento che affronti tutte le lacune emerse durante la sua attuazione, e a valutare rapidamente la possibilità di una proposta legislativa su un meccanismo di controllo degli investimenti in uscita; raccomanda che qualsiasi meccanismo proposto per il controllo degli investimenti in uscita si basi su una valutazione d'impatto che comprenda un'adeguata consultazione delle imprese al fine di ridurre al minimo eventuali conseguenze negative per la competitività europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>accoglie con favore il nuovo approccio di "riduzione dei rischi" nella proposta di strategia europea per la sicurezza economica del 20 giugno 2023, che mira a massimizzare i benefici dell'apertura economica dell'UE e a proteggere, promuovere e rafforzare l'autonomia strategica aperta dell'UE, riducendo al minimo i rischi derivanti dalle dipendenze economiche e dalla loro possibile strumentalizzazione, nonché il controllo o l'influenza straniera sulle infrastrutture critiche, compresi gli investimenti all'estero e la collaborazione in materia di ricerca in tecnologie abilitanti fondamentali con applicazioni militari, fra l'altro nei settori dell'informatica quantistica, dei semiconduttori avanzati e dell'intelligenza artificiale; chiede la rapida adozione delle proposte dell'alto rappresentante e della Commissione e invita gli Stati membri ad attuare pienamente il quadro normativo ampliato dell'UE al fine di escludere le entità che potrebbero contribuire alla fusione militare-civile e di trovare delle alternative ai progetti a finanziamento cinese nell'Unione attraverso lo sviluppo di un approccio globale sull'identificazione, valutazione e gestione comune dei rischi per la sicurezza economica europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>si compiace inoltre della proposta dell'alto rappresentante e della Commissione di prevenire la fuga di tecnologie emergenti sensibili istituendo un elenco di tecnologie a duplice uso sulla base di criteri rigorosamente definiti e lungimiranti, come ad esempio la potenziale natura abilitante e trasformativa di una tecnologia, il rischio di fusione militare-civile e il rischio che la tecnologia sia usata in modo improprio per violare diritti umani; invita la Commissione e gli Stati membri a individuare e attuare quanto prima le pertinenti misure di protezione per tali tecnologie a duplice uso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">invita, a tal riguardo, la Commissione, d'intesa con gli Stati membri, a definire un meccanismo di risposta rapido per il rilevamento del duplice uso o dell'uso improprio delle infrastrutture nell'UE di proprietà cinese, a partecipazione cinese o in concessione alla Cina, che potrebbe essere utilizzato per rescindere i diritti di concessione e/o per sospendere la capacità di dominio nei casi di proprietà e partecipazione; invita la Commissione a riferire annualmente al Parlamento riguardo a:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>l'individuazione del possibile duplice uso delle infrastrutture strategiche che forniscono supporto logistico e di intelligence alla Cina;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>il pieno rispetto della legislazione commerciale dell'UE, in particolare per quanto riguarda il dovere di diligenza, la lotta alla coercizione e le merci prodotte mediante il lavoro forzato che entrano nei mercati dell'UE;</ITEM></LIST></P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>si compiace dell'adozione del regolamento sui chip, che aumenterà la capacità dell'UE di produrre semiconduttori e creerà una mappa strategica, tra l'altro, delle carenze di capacità nella catena del valore dei semiconduttori nell'UE, limitando così la dipendenza dell'UE da paesi terzi come la Cina; chiede ulteriori proposte intese ad assicurare che le catene di produzione e di approvvigionamento delle infrastrutture e dei materiali critici rimangano all'interno dell'UE; invita, inoltre, la Commissione e gli Stati membri a elaborare ulteriori iniziative tese a consentire un coordinamento e una collaborazione maggiori con i partner e gli alleati che condividono gli stessi principi e a monitorare e sviluppare ulteriormente, se del caso in linea con l'obiettivo dell'Unione di ridurre ulteriormente le dipendenze, le capacità di produzione globale e le catene di approvvigionamento nelle infrastrutture critiche e materiali che sono fondamentali per la sicurezza e la difesa dell'UE; pone particolare attenzione a Taiwan, che svolge un ruolo importante nelle catene di approvvigionamento globali e nell'ordine internazionale basato su regole; ribadisce il suo sostegno perdurante a favore dell'accordo bilaterale UE-Taiwan in materia di investimenti e qualsiasi accordo reciprocamente vantaggioso per gli investimenti e il commercio bilaterale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>invita la Commissione a proporre un nuovo quadro legislativo per attenuare i rischi per la sicurezza derivanti dai fornitori di sistemi via cavo sottomarini, anche attraverso un monitoraggio più serrato e frequenti revisioni degli assetti proprietari di tali fornitori, i loro investimenti precedenti in sistemi via cavo sottomarini e la vicinanza dei sistemi via cavo sottomarini alle basi militari europee e alleate; sottolinea la necessità di impedire ai fornitori di sistemi via cavo, come le imprese cinesi, di condividere i dati con servizi di intelligence con finalità diverse da quella di proteggere l'infrastruttura da intrusioni esterne o attacchi malevoli; chiede a tale riguardo iniziative tese a sviluppare ulteriormente le società di proprietà europea o con sede in Europa nel campo dei sistemi via cavo sottomarini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>sottolinea che le risposte dell'UE devono basarsi su una maggiore comprensione del pertinente quadro strategico incentrandosi su valutazioni delle minacce transnazionali e transettoriali e su studi di vulnerabilità sulle infrastrutture critiche; è del parere che un approccio decentrato o negligente, privo di chiara visibilità e controllo sui progetti di rilevanza strategica per la difesa e la sicurezza dell'Europa, potrebbe danneggiare gravemente gli interessi geopolitici dell'Unione<FOOTNOTE><FIELD> Dipartimento tematico Relazioni esterne della Direzione generale delle Politiche esterne dell'Unione, "Security implications of China-owned critical infrastructure in the European Union" (Implicazioni di sicurezza delle infrastrutture critiche di proprietà cinese nell'Unione europea), giugno 2023.</FIELD></FOOTNOTE>; ricorda le vulnerabilità legate all'ingerenza straniera, in particolare nello spazio dell'informazione, e l'interazione tra progetti di investimenti esteri diretti e operazioni di manipolazione delle informazioni da parte di attori stranieri malintenzionati;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Nesso tra sicurezza interna ed esterna: rafforzare la resilienza dei partner più stretti dell'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>esprime preoccupazione per la penetrazione della Repubblica popolare cinese nel mercato e nel grande vicinato dell'UE; invita la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) a provvedere affinché le misure adottate per rafforzare la resilienza dell'UE di fronte all'influenza cinese, comprese la riduzione del rischio, la diversificazione e la riduzione delle dipendenze critiche, siano estese anche ai partner più stretti dell'UE, in particolare ai paesi in via di adesione e a quelli che beneficiano della politica di vicinato dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>ricorda che le forze navali della Repubblica popolare cinese dispongono di mezzi e strumenti giuridici per garantire che le navi e le infrastrutture civili cinesi possano essere utilizzate a scopi militari e di sicurezza; ritiene che la Cina sia in grado di utilizzare le sue infrastrutture commerciali civili per sostenere la presenza dell'esercito popolare di liberazione nei paesi terzi; avverte che la fusione militare-civile fornisce all'esercito popolare di liberazione l'accesso a porti stranieri, consentendogli di preposizionare il supporto logistico per sostenere gli schieramenti navali fino all'Oceano Indiano, al Mar Mediterraneo e all'Oceano Atlantico; sottolinea che i rischi di spionaggio sono più elevati quando le attività commerciali civili cinesi sono dislocate in poli logistici vicini alle basi navali dell'UE e della NATO o agli operatori portuali che hanno firmato accordi per fornire supporto logistico alle imprese europee; invita gli Stati membri ad affrontare con urgenza la necessità di ridurre i rischi di spionaggio e sabotaggio nelle infrastrutture critiche, in particolare quelle aventi una funzione militare, come i porti utilizzati dalla NATO; sottolinea, a tal riguardo, che l'UE e la NATO devono collaborare per lo sviluppo di un piano a lungo termine per contrastare la strategia di fusione militare-civile della Cina in Europa e chiede la piena attuazione della relazione finale di valutazione della task force UE-NATO<FOOTNOTE><FIELD> Commissione europea, EU-NATO Task Force on the resilience of critical infrastructure: Final assessment report (Task force UE-NATO sulla resilienza delle infrastrutture critiche: relazione di valutazione finale), giugno 2023.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>osserva che i porti sono punti di accesso verso il mondo e in quanto tali svolgono un ruolo fondamentale nell'economia dell'Unione; rileva con preoccupazione che le entità di proprietà o a controllo cinese hanno incrementato strategicamente le proprie quote nei porti e nelle infrastrutture portuali dell'Europa; invita la Commissione a presentare un quadro di politica strategica dell'Unione per ridurre e limitare l'influenza e il controllo operativo da parte della Cina e altri regimi; ricorda inoltre che la Repubblica popolare cinese proietta il proprio potere oltremare utilizzando una rete di porti commerciali e strutture a duplice uso che forniscono logistica e sostegno di intelligence alla marina cinese; osserva che nel 2022 le imprese cinesi erano in possesso o gestivano i terminal in 96 porti in 53 paesi; rileva, inoltre, che in almeno nove porti, due dei quali si trovano in Europa, sono state effettuate notevoli operazioni di riparazione o manutenzione per le imbarcazioni e le attrezzature su navi da guerra dell'esercito popolare di liberazione; sottolinea che le visite delle navi rivelano aree di influenza, zone operative prioritarie, obiettivi di raccolta di informazioni e priorità di cooperazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>	sottolinea la necessità di un approccio geopolitico alla cooperazione globale sulle infrastrutture critiche affinché l'Unione riesca ad affrontare con successo le nuove sfide in materia di sicurezza; osserva che un terzo di tutte le infrastrutture africane costruite dopo il 2010, compreso circa il 50 % delle reti 3G africane e il 70 % delle sue reti 4G, è stato finanziato e costruito da imprese cinesi; sottolinea che, negli ultimi 20 anni, la Cina ha aumentato i propri impegni commerciali, di investimento e di prestito del valore di 160 miliardi di USD con governi africani e le loro imprese statali con obblighi contrattuali scarsi o non trasparenti, prevalentemente nei settori dei trasporti, della generazione di energia, minerario e delle telecomunicazioni; sottolinea, in particolare, il fatto che una sola impresa di telecomunicazioni cinese ha costruito fino al 70 % delle infrastrutture informatiche africane, nonché il ruolo svolto dalle imprese cinesi nel finanziamento, nella costruzione, nell'espansione e nel rinnovamento di almeno 14 reti di telecomunicazioni africane intergovernative sensibili; esprime preoccupazione per il fatto che il modello cinese è chiaramente attraente per molti paesi che non possono o non vogliono soddisfare i requisiti dell'UE per accedere a livelli di finanziamento equivalenti, cosa che amplia l'influenza cinese a scapito dei partenariati dell'UE e innesca rischi di debito non sostenibile per questi paesi, nuocendo al loro sviluppo a lungo termine a scapito delle loro popolazioni locali; invita la Commissione, il SEAE e gli Stati membri a intensificare gli sforzi, anche per attrarre investimenti dal settore privato, per attuare il pacchetto di investimenti "Global Gateway" di 150 miliardi di EUR, concordato al 6° vertice UE-UA nel febbraio 2022; esorta il Consiglio e la Commissione ad attuare rapidamente progetti, in particolare "progetti faro", nell'ambito dell'iniziativa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>sottolinea con preoccupazione che la strategia della Repubblica popolare cinese volta a costruire una "base di cooperazione per l'economia blu" lungo le coste africane, anche attraverso la costruzione di pescherecci e strutture per la riparazione delle imbarcazioni, potrebbe essere utilizzata anche per scopi militari; sottolinea che vi è una generale mancanza di dettagli e di trasparenza riguardo a tali accordi e licenze con i paesi africani; evidenzia le potenziali conseguenze geopolitiche per l'UE, in particolare nei paesi terzi in cui l'UE è impegnata;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione / alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>