<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0030</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Coscienza storica europea</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A9-0402/2023 - Relatrice: Sabine Verheyen)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 17 gennaio 2024 sulla coscienza storica europea (2023/2112(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 165 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 19 settembre 2019 sull'importanza della memoria europea per il futuro dell'Europa,<FOOTNOTE><FIELD> GU C 171 del 6.5.2021, pag. 25.</FIELD></FOOTNOTE></P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 2 aprile 2009 su coscienza europea e totalitarismo,<FOOTNOTE><FIELD> GU C 137 E del 27.5.2010, pag. 25.</FIELD></FOOTNOTE></P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/692 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 aprile 2021 che istituisce il programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori e abroga il regolamento (UE) n. 1381/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (UE) n. 390/2014 del Consiglio,<FOOTNOTE><FIELD> GU L 156 del 5.5.2021, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE></P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione dell'11 novembre 2021 intitolata "Spazio europeo dell'istruzione: un approccio olistico condiviso,<FOOTNOTE><FIELD> GU C 205 del 20.5.2022, pag. 17.</FIELD></FOOTNOTE></P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione dell'8 marzo 2022 sul ruolo della cultura, dell'istruzione, dei media e dello sport nella lotta contro il razzismo<FOOTNOTE><FIELD> GU C 347 del 9.9.2022, pag. 15.</FIELD></FOOTNOTE></P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 6 aprile 2022 sull'attuazione di misure di educazione civica,<FOOTNOTE><FIELD> GU C 434 del 15.11.2022, pag. 31.</FIELD></FOOTNOTE></P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 14 dicembre 2022 sull'attuazione della nuova agenda europea per la cultura e della strategia dell'Unione europea per le relazioni culturali internazionali,<FOOTNOTE><FIELD> GU C 177 del 17.5.2023, pag. 78.</FIELD></FOOTNOTE></P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 21 gennaio 2021 sulla strategia dell'UE per la parità di genere,<FOOTNOTE><FIELD> GU C 456 del 10.11.2021, pag. 208.</FIELD></FOOTNOTE></P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 18 settembre 2020, dal titolo "Un'Unione dell'uguaglianza: il piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025" (COM(2020)0565),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, del 14 giugno 2016, dal titolo "Sostenere la prevenzione della radicalizzazione che porta all'estremismo violento" (COM(2016)0379),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione culturale europea del 19 dicembre 1954,<FOOTNOTE><FIELD> Cfr.: https://rm.coe.int/168006457e.</FIELD></FOOTNOTE></P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto lo studio condotto per la commissione per la cultura e l'istruzione, dal titolo "Memoria storica europea: politiche, sfide e prospettive",<FOOTNOTE><FIELD> Studio – "Memoria storica europea: politiche, sfide e prospettive" (seconda edizione), Parlamento europeo, Direzione generale delle Politiche interne, Dipartimento tematico B – Politiche strutturali e di coesione, aprile 2015.</FIELD></FOOTNOTE></P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto lo studio condotto per la commissione per la cultura e l'istruzione, dal titolo "Identità europea",<FOOTNOTE><FIELD> Studio – "Identità europea", Parlamento europeo, Direzione generale delle Politiche interne, Dipartimento tematico B – Politiche strutturali e di coesione, Aprile 2017.</FIELD></FOOTNOTE></P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 54 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione (A9-0402/2023),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il passato dell'Europa, complesso, conflittuale e contestato, rappresenta sia una sfida che un'opportunità per l'integrazione europea, nel riconoscimento che una coscienza storica ben informata promuove la comprensione reciproca e la tolleranza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che le ingiustizie basate sul genere, sul credo e sull'appartenenza etnica sono insite nella storia europea ormai da secoli, anche sotto forma di antisemitismo e antiziganismo, con ripercussioni per l'Europa e per il resto del mondo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che confrontarsi con la storia e con le sue ingiustizie contribuisce a combattere le diverse forme di intolleranza e disuguaglianza nonché a creare società più inclusive;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la storia non deve mai essere relativizzata, distorta o falsificata per scopi politici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che il negazionismo storico e altre forme di interpretazioni distorte della storia rappresentano una grave minaccia che alimenta sfiducia e conflitti tra i popoli e le nazioni e compromettono gli sforzi intesi a conseguire la giustizia storica e la riconciliazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che affrontare il passato richiede la massima imparzialità e obiettività sia nella ricerca storica che a livello politico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che la memoria storica comporta un elevato grado di soggettività, dato che la scelta di cosa ricordare e in che modo viene interpretato il passato implica necessariamente giudizi di valore;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che, sebbene vi siano "fatti storici" fondati sul lavoro storico professionale, tra cui studi, insegnamenti e la preservazione delle fonti storiche e di siti storici, non esiste un'unica "verità storica" monolitica, indiscutibile e perenne che un determinato gruppo o nazione possono monopolizzare e rivendicare esclusivamente per se stessi o utilizzare per negare l'esistenza di altri popoli, nazioni o Stati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che gli approcci interdisciplinari e la contestualizzazione sono elementi essenziali per l'educazione alla storia, che deve essere associata all'educazione civica europea nonché a programmi di scambio e mobilità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che la promozione di una coscienza storica critica attraverso le frontiere, grazie all'istruzione e ad altri mezzi, è indispensabile affinché gli europei siano in grado di comprendere e accettare il loro passato, di affrontare con fiducia il presente e di adoperarsi per un futuro comune;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che per coscienza storica europea si intende la capacità e la competenza, sia individuali che collettive, di comprendere e valutare criticamente la storia nonché apprendere in maniera riflessiva dalla stessa, il che facilita il riconoscimento dell'inestricabile connessione e interdipendenza tra passato, presente e futuro;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Affrontare il passato dell'Europa come un rischio e un'occasione</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>riconosce che le diverse storie, spesso conflittuali, delle nazioni e degli Stati europei rendono ogni sforzo di affrontare la storia a livello politico un'impresa difficile e potenzialmente pericolosa e che i tentativi di guidare il modo in cui commemorare e interpretare il passato risultano sempre difficili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>sottolinea le potenzialità del principio della "storia magistra vitae" e ritiene in particolare che i periodi tragici e gli elementi oscuri della storia europea non siano soltanto un forte richiamo degli errori del passato che non vanno ripetuti, ma anche un invito a collaborare per realizzare società democratiche e inclusive nell'Unione e nel mondo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>ritiene che un approccio responsabile, fattuale e critico alla storia, incentrato sui valori comuni europei, costituisca una condizione imprescindibile per qualsiasi organismo politico democratico, al fine di sensibilizzare le generazioni attuali e future alle conquiste e alle aberrazioni del passato, rafforzare un dibattito pubblico autoriflessivo e promuovere la comprensione e la riconciliazione all'interno di determinati gruppi sociali, nazioni e Stati nonché tra di essi;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">La politica del passato nell'Unione europea: una valutazione critica</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>insiste sulla necessità di una valutazione onesta della "politica del passato" dell'UE, attraverso la quale essa si è adoperata per conferire legittimità al progetto europeo e rafforzare il senso di appartenenza all'Europa, oltre a promuovere la coesistenza pacifica dei popoli del continente, riconoscendo allo stesso modo sia i risultati conseguiti che le lacune esistenti e controllando in che modo i cittadini sono stati incoraggiati a confrontarsi con il passato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>riconosce la molteplicità di iniziative passate e presenti a livello europeo volte a promuovere una memoria storica europea comune, tra cui la Giornata della memoria dell'Olocausto, la Giornata europea di commemorazione delle vittime di tutti i regimi totalitari e autoritari, l'istituzione di una sezione dedicata alla memoria nei precedente programma "Europa per i cittadini" e nell'attuale programma "Cittadinanza, uguaglianza, diritti e valori" (CERV), nonché varie risoluzioni del Parlamento, come quella del 2 aprile 2009, su coscienza europea e totalitarismo, e quella del 19 settembre 2019 sull'importanza della memoria europea per il futuro dell'Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>esprime preoccupazione per il persistere di una concorrenza latente e di una parziale incompatibilità tra i diversi quadri della memoria e le diverse culture della memoria in Europa, non solo tra l'Europa occidentale e quella orientale ma anche tra alcuni paesi e alcune nazioni in seno a determinate parti del continente; insiste sul fatto che tutti i paesi europei hanno esperienze comuni e divergenti che appartengono a una comune storia europea; prende atto dei crimini commessi dai regimi totalitari nazisti, fascisti e comunisti nonché nell'ambito del colonialismo e del ruolo che hanno svolto tali crimini nel plasmare le percezioni storiche in Europa; sottolinea la necessità di colmare gli attuali divari regionali e ideologici nella consapevolezza storica tra i paesi e i popoli europei al fine di creare un terreno comune per il dialogo nonché la comprensione e il rispetto reciproci;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>riconosce che gli orrori del passato fungono da "miti fondatori negativi" e forniscono una forte motivazione per il progetto di pace europeo, pur essendo consapevole del fatto che la preoccupazione dell'Unione di raccontare principalmente una storia di se stessa <STRING ITALIC="on">ex negativo</STRING> comporta il rischio di coltivare un sistema storico teleologico e semplicistico, senza sfumature, che potenzialmente ostacola una comprensione pienamente informata del complesso passato dell'Europa e riduce gli incentivi a sfidare gli stereotipi e i dogmi indiscussi della storia nazionale;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Verso una coscienza storica informata in Europa   </STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>riconosce la necessità di una comprensione più ampia e olistica della storia europea per far emergere una coscienza storica europea critica e autoriflessiva, in particolare ampliando l'attenzione delle attuali iniziative europee di memoria, tenuto debitamente conto anche dei gruppi finora sottorappresentati, e promuovendo modalità innovative di insegnamento della storia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>sottolinea l'importanza di abbandonare una "cultura della memoria" europea che sia prevalentemente dall'alto verso il basso e preoccupata di definire ciò che gli europei dovrebbero ricordare, per rivolgersi verso una "cultura del ricordo" dal basso verso l'alto e guidata dai cittadini, basata su principi e valori comuni europei, che si concentri sullo sviluppo di capacità di rielaborazione critica del passato a livello locale, regionale, nazionale ed europeo, con la partecipazione delle organizzazioni della società civile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>riconosce l'importanza cruciale di avvicinarsi al passato dell'Europa sulla base dei valori fondamentali europei sanciti all'articolo 2 del trattato sull'Unione europea, quali l'umanismo e delle tradizioni etiche e filosofiche su cui poggiano tali valori, nonché di creare uno spazio di discussione aperto che consenta anche di affrontare elementi difficili della storia nazionale e che garantisca la comprensione reciproca e la riconciliazione sia all'interno delle nazioni europee che tra di esse, nonché tra le nazioni europee e il resto del mondo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>ritiene che la libertà di insegnare, studiare e fare ricerca, compreso il libero accesso agli archivi e alle fonti, unitamente alla libertà di espressione artistica, sia una condizione imprescindibile per generare e divulgare conoscenze imparziali e basate su dati concreti nelle società democratiche, in particolare per affrontare la storia in maniera critica; invita la Commissione e gli Stati membri a salvaguardare tali libertà, attualmente a rischio, in particolare a causa di episodi di errata applicazione delle leggi sulla memoria, anche attraverso il meccanismo dell'UE per lo Stato di diritto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>pone l'accento sul ruolo fondamentale dell'istruzione e invita gli Stati membri ad aggiornare i programmi di studio e le metodologie didattiche attuali al fine di spostare l'attenzione dalla storia nazionale a quella europea e mondiale e consentire una maggiore enfasi verso una comprensione storica sovranazionale, in particolare consentendo molteplici punti di vista sulla storia e promuovendo stili didattici corrispondenti che favoriscano la riflessione e la discussione sul trasferimento delle conoscenze e che siano guidati dall'obiettivo generale di far sì che gli studenti imparino "come pensare" anziché "cosa pensare";</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>sottolinea che, affinché possa emergere un senso europeo di appartenenza, è di fondamentale importanza acquisire conoscenze sull'integrazione europea, la storia, le istituzioni e i valori fondamentali dell'Unione nonché la cittadinanza europea; chiede che l'insegnamento della storia europea e dell'integrazione europea, che deve avvenire in un'ottica globale, e l'educazione alla cittadinanza europea diventino parte integrante dei sistemi di istruzione nazionali; riconosce gli sforzi compiuti a livello dell'UE per migliorare la conoscenza dell'Unione e della sua storia, comprese le cosiddette "azioni Jean Monnet"; invita la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi, anche attraverso il gruppo di lavoro sull'uguaglianza e i valori dello spazio europeo dell'istruzione, per conseguire risultati che affrontino specificamente lo sviluppo della coscienza storica europea, e ad elaborare congiuntamente un "manuale dell'UE" di attività curricolari che fornisca orientamenti comuni nonché dati e cifre imparziali per l'insegnamento della storia europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>ritiene che lo sciovinismo, gli stereotipi di genere, le asimmetrie di potere e le disuguaglianze strutturali siano profondamente radicati nella storia europea e deplora la mancanza di un approccio sufficientemente multiculturale e sensibile alla dimensione di genere nell'insegnamento della storia; ritiene essenziale affrontare il problema dell'emarginazione delle donne e di altri gruppi sociali sottorappresentati nella storia e invita gli Stati membri a prevedere una maggiore attenzione al riguardo nei programmi di studio nazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>pone in evidenza la necessità di insegnare la storia in modo interdisciplinare e intersezionale, applicando metodi pedagogici innovativi e incentrati sul discente, come approcci interattivi, narrativi e basati sugli insegnamenti tratti per tutte le generazioni, utilizzando una serie completa di fonti, tecnologie e materiali didattici, compresi libri di testo di storia e storie orali di respiro transfrontaliero e transnazionale, e promuovendo competenze analitiche e di pensiero critico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>riconosce il ruolo centrale svolto dagli insegnanti nello sviluppo e nel trasferimento delle competenze necessarie per comprendere e valutare criticamente i fatti storici e sottolinea che è importante che gli insegnanti non solo ricevano una formazione adeguata, ma che si adoperino anche ai fini dello sviluppo professionale continuo, comprese attività di apprendimento tra pari e la condivisione delle migliori pratiche a livello sia nazionale che transnazionale; sottolinea, in tale contesto, il valore aggiunto delle accademie degli insegnanti Erasmus +;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>invita gli Stati membri a fornire materiale didattico e una formazione (in materia di storia) su misura che consentano agli insegnanti di porre una maggiore enfasi sugli aspetti transnazionali e sulla poliedricità della storia, impartiscano una didattica adeguata e principi di insegnamento moderno e mirino principalmente a formare giovani autoriflessivi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>evidenzia che la raccolta di dati e il confronto e la valutazione dei metodi e degli strumenti per l'insegnamento della storia rivestono grande importanza e accoglie con favore il lavoro svolto dalle organizzazioni governative e non governative specializzate attive in questo settore, tra cui l'Osservatorio sull'insegnamento della storia in Europa del Consiglio d'Europa ed Euroclio; sottolinea la necessità che un maggior numero di Stati membri dell'UE partecipi all'Osservatorio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>riconosce il potenziale dei musei che trattano in modo critico la controversa storia dell'Europa quale strumento di apprendimento del passato e di sensibilizzazione storica, in particolare la "Casa della Storia europea", un progetto faro per il quale dovrebbero essere messe a disposizione risorse sufficienti al fine di garantire un maggiore coinvolgimento del pubblico europeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>sottolinea l'importanza di preservare il ricco patrimonio culturale e storico e i siti commemorativi dell'Europa, in particolare come mezzo per creare una coscienza storica critica, a condizione che non siano sfruttati impropriamente a fini ideologici, ed evidenzia il ruolo che il marchio del patrimonio europeo e le istituzioni indipendenti che promuovono il patrimonio europeo, sia materiale che immateriale, possono svolgere a tale riguardo; incoraggia gli Stati membri a intensificare gli sforzi per definire e proteggere i luoghi della memoria democratica, in particolare quelli relativi ai gruppi sottorappresentati; sottolinea il potenziale di Europeana nel fungere da biblioteca digitale, archivio, museo e piattaforma educativa dell'Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>riconosce il potenziale dei media digitali e il crescente livello di digitalizzazione nell'istruzione, esprimendo nel contempo profonda preoccupazione per il sempre più diffuso abuso dei canali digitali a fini di manipolazione politica e divulgazione di disinformazione, anche per quanto riguarda la storia, come evidenziato dal revisionismo storico russo che accompagna la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina; invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi per rafforzare l'alfabetizzazione mediatica e digitale e dotare gli insegnanti e gli studenti di competenze e strumenti adeguati che facilitino un insegnamento della storia basato sui fatti e che consentano loro di individuare, contestualizzare e analizzare sia le fonti storiche tradizionali, sia quelle moderne;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>sottolinea che le opportunità di mobilità ai fini dell'apprendimento a livello transfrontaliero offerte dai programmi europei e da altri programmi di mobilità favoriscono lo scambio di idee e promuovono la conoscenza trasversale e la comprensione interculturale, contribuendo ad abbattere le barriere nazionali e fornendo una migliore comprensione del passato e del presente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare gli strumenti attualmente disponibili a livello europeo al fine di promuovere una coscienza storica europea critica e autoriflessiva, in particolare il programma Erasmus+, che sostiene la mobilità e l'apprendimento interculturale quali strumenti chiave per migliorare la comprensione di altre culture e nazioni, e il programma CERV, che fornisce sostegno a progetti transnazionali di memoria storica e promuove l'impegno civico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>chiede che le istituzioni europee, gli Stati membri, i paesi candidati e potenziali candidati, gli istituti di istruzione e gli attori della società civile intensifichino gli sforzi profusi per promuovere la riconciliazione, astenersi da qualsiasi tentativo di strumentalizzare la storia a fini politici e combattere il revisionismo e il negazionismo storici sia all'interno che all'esterno dell'Unione europea; ricorda l'importanza di tali aspetti per i futuri allargamenti dell'Unione;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Prospettive: il retaggio del passato e il futuro dell'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>condivide l'ideale di approcciarsi al passato attraverso una "cultura della memoria" e una coscienza storica basate sulle pratiche e sui valori europei condivisi, evitando nel contempo inopportuni livellamenti o semplificazioni della storia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>auspica che un'autoriflessione critica sulla storia e sulla responsabilità storica a livello nazionale possa sfociare in una riflessione realmente europea sul passato del continente, senza abusare della storia a fini politici, e si augura che possa emergere una comunità di destino tra i popoli europei a partire da un lavoro storico comune;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>prevede che le memorie collettive finiranno per fondersi contribuendo alla formazione di una sfera pubblica europea, in cui culture della memoria divergenti si integreranno a vicenda anziché essere in contrapposizione e i rapporti con la storia diventeranno una questione di azione civica anziché politica;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>