<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0034</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Ruolo della diplomazia preventiva nell'affrontare i conflitti congelati nel mondo: un'occasione mancata o un cambiamento per il futuro?</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A9-0404/2023 - Relatrice: Željana Zovko)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RECOM><TI><STRING BOLD="on">Raccomandazione del Parlamento europeo del 17 gennaio 2024 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione / alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente il ruolo della diplomazia preventiva nell'affrontare i conflitti congelati nel mondo: un'occasione mancata o un cambiamento per il futuro? (2023/2050(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il trattato sull'Unione europea e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio, del 20 giugno 2011, sulla prevenzione dei conflitti e, del 22 gennaio 2018, sull'approccio integrato alle crisi e ai conflitti esterni,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea del 28 giugno 2016,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti le conclusioni e il concetto del Consiglio sulla mediazione di pace dell'UE del 7 dicembre 2020,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il piano d'azione "Bussola strategica per la sicurezza e la difesa – Per un'Unione europea che protegge i suoi cittadini, i suoi valori e i suoi interessi e contribuisce alla pace e alla sicurezza internazionali", approvato dal Consiglio il 21 marzo 2022 e dal Consiglio europeo il 25 marzo 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il documento di lavoro congiunto della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza del 1° settembre 2023 dal titolo "Updated toolset for EU Conflict Analysis and Conflict Early Warning – Objectives, processes and guidance" (Serie di strumenti aggiornata per l'analisi dei conflitti dell'UE e l'allerta rapida di prevenzione dei conflitti – Obiettivi, processi e orientamenti) (SWD(2023)0295),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua raccomandazione del 10 febbraio 1999 sull'istituzione di un Corpo di pace civile europeo<FOOTNOTE><FIELD> GU C 150 del 28.5.1999, pag. 164.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la nuova agenda per la pace delle Nazioni Unite del 20 luglio 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione n. 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza del 31 ottobre 2000,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 23 ottobre 2020 sull'uguaglianza di genere nella politica estera e di sicurezza dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> GU C 404 del 6.10.2021, pag. 202.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 12 marzo 2019 sul tema "Costruire una capacità dell'Unione in materia di prevenzione dei conflitti e di mediazione"<FOOTNOTE><FIELD> GU C 23 del 21.1.2021, pag. 16.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 18 aprile 2023 sull'attuazione della PSDC civile e di altre forme di assistenza dell'Unione in materia di sicurezza civile<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0106.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 6 ottobre 2023 sulla diplomazia climatica dell'UE,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 14 giugno 2018 sui territori georgiani occupati a 10 anni dall'invasione russa<FOOTNOTE><FIELD> GU C 28 del 27.1.2020, pag. 97.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 118 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A9-0404/2023),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che preservare la pace, prevenire i conflitti e rafforzare la sicurezza internazionale sono alcuni degli obiettivi essenziali dell'azione esterna dell'Unione europea, come stabilito dall'articolo 21, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che tra i fattori che contribuiscono ai conflitti e all'instabilità in tutto il mondo figurano un contesto geopolitico in cambiamento dove le potenze emergenti si confrontano con attori da tempo dominanti, gli attacchi al sistema multilaterale, la democrazia e l'ordine basato sulle regole, il riaffiorare della violenza in conflitti protratti da tempo, le tecnologie emergenti, le minacce informatiche, le ingerenze maligne di terzi, la crisi climatica e quella della biodiversità, i livelli globali di disuguaglianza economica senza precedenti, l'inversione dei diritti, in particolare per le donne, l'esclusione e la discriminazione persistente e sistematica di interi gruppi sociali, l'arretramento globale in materia di diritti umani e democrazia, le questioni di sicurezza alimentare e le migrazioni, soprattutto considerando la guerra illegale di aggressione della Russia contro l'Ucraina e le crescenti tensioni in Medio Oriente;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che l'ONU definisce la "diplomazia preventiva" come "azione diplomatica intrapresa per evitare che le controversie degenerino in conflitti e per limitare la diffusione dei conflitti quando questi si verificano";</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che la diplomazia preventiva nell'UE comprende il sostegno politico e finanziario al sistema multilaterale, il commercio, lo sviluppo, l'assistenza umanitaria e i diritti umani, concentrandosi sull'individuazione delle opportunità di affrontare le cause dei conflitti e sulla creazione di spazi di dialogo, spesso in collaborazione con organizzazioni internazionali e regionali e con le parti interessate;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che i conflitti congelati alimentano e normalizzano le narrazioni e i sentimenti nazionalisti e perpetuano l'ascesa dell'estrema destra;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che le potenze emergenti si confrontano con gli attori tradizionali e che, insieme alle nuove tecnologie e all'ulteriore globalizzazione, stanno portando a un aumento della concorrenza internazionale, i quali, congiuntamente ai cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare e le migrazioni, provocano tensioni crescenti e portano a conflitti in tutto il mondo con conseguenti problemi anche per l'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che l'ordine multilaterale basato su regole è attualmente minacciato e messo in discussione nell'instabile situazione geopolitica, il che rende imperativo che l'UE risponda alle situazioni di conflitto internazionale in linea con i suoi valori proclamati fondati su diritti umani, uguaglianza, libertà, democrazia, Stato di diritto e dignità umana, per non indebolire ulteriormente il sostegno al multilateralismo; che alcune ex alleanze basate sull'interesse comune di distruggere tale sistema stanno iniziando a riemergere, tra cui Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa (BRICS); che le azioni unilaterali della Russia hanno avuto un impatto significativo sulla formazione delle alleanze e sulla creazione delle sue sfere di influenza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che, nell'interesse e per il progresso della democrazia, dei diritti umani e dello Stato di diritto, è urgente sostenere e difendere il multilateralismo e un ordine internazionale basato su regole;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che gli attori autocratici mettono in discussione l'universalità dei diritti umani e minano le norme democratiche in tutto il mondo; che un mondo di democrazie sane, inteso come mondo di sistemi democratici forti, è un mondo più sicuro in quanto dotato di un sistema di pesi e contrappesi significativo che previene l'imprevedibilità delle autocrazie;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che i principali conflitti sono provocati da attori statali e non statali utilizzando strategie ibride, attacchi informatici, campagne di disinformazione e ingerenze dirette nei processi elettorali e politici, coercizione economica e strumentalizzazione dei flussi migratori irregolari;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che l'UE deve rafforzare i suoi strumenti di prevenzione e riconoscere il ruolo vitale che svolge nel preservare la pace, la stabilità e la sicurezza sia all'interno che all'esterno dei suoi confini;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che l'UE è il principale donatore internazionale di aiuti al mondo e contribuisce a sconfiggere la povertà e a far progredire lo sviluppo globale; che l'UE non ha ottenuto lo stesso impatto nella sfera della diplomazia pubblica e dovrebbe pertanto migliorare le sue ambizioni e la sua visibilità nell'ambito della diplomazia preventiva in tutto il mondo, principalmente comunicando i risultati e i successi delle attività diplomatiche intraprese finora, nonché i risultati del suo sostegno finanziario; che l'UE sta conducendo una valutazione approfondita dello strumento di finanziamento della cooperazione internazionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che l'approccio dell'UE alla diplomazia preventiva mira a preservare la pace, a prevenire i conflitti e a rafforzare la sicurezza internazionale, coinvolgendo azioni multidimensionali, multilivello e multi-attore, affrontando allo stesso tempo vari aspetti e fasi dei conflitti e facilitando gli spazi di dialogo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che il solo affidamento a strategie politiche, diplomatiche o militari si rivela spesso inadeguato per la prevenzione dei conflitti e che è pertanto necessario un approccio globale, ambizioso e attento alla dimensione di genere alla prevenzione dei conflitti e alla costruzione della pace che coinvolga gli aiuti umanitari, la cooperazione allo sviluppo, il commercio e le politiche estere e di sicurezza, il ripristino e il mantenimento dell'ordine giuridico interno, la creazione o la ricreazione di strutture amministrative, il dialogo interetnico e interreligioso e altri approcci alla risoluzione dei conflitti anche attraverso la lotta all'impunità; che le azioni dell'UE in materia di diplomazia preventiva devono essere guidate in primo luogo da un impegno incrollabile per la cooperazione per la democrazia e lo sviluppo e da misure di costruzione della fiducia tra le diverse parti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che gli sforzi dell'UE per lo sviluppo internazionale e il sostegno alla democrazia sono strumenti fondamentali della politica estera dell'UE; che le missioni di osservazione elettorale svolgono un ruolo importante nel rafforzare l'impegno dell'UE con i paesi partner, anche nel sostenere i loro sforzi per adempiere agli obblighi internazionali in materia di diritti umani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che, conformemente al nuovo consenso europeo sullo sviluppo, l'UE e i suoi Stati membri riconoscono il nesso tra sviluppo sostenibile, azione umanitaria, pace e sicurezza nel perseguimento degli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), in particolare l'OSS 16 sulla promozione di società pacifiche e inclusive;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che il Consiglio ha nominato nove rappresentanti speciali dell'UE per diverse regioni instabili e colpite da conflitti, alcuni dei quali agiscono come mediatori e facilitatori della pace per prevenire l'escalation delle controversie e limitare la diffusione dei conflitti quando si verificano, ma le loro iniziative e gli effetti delle loro azioni non sono sempre sufficientemente visibili o efficaci; che è importante che i rappresentanti speciali dell'UE abbiano un mandato ampio e flessibile, in grado di adattarsi all'evoluzione delle circostanze geopolitiche per promuovere le politiche e gli interessi dell'UE in regioni e paesi specifici e di svolgere un ruolo attivo negli sforzi di diplomazia preventiva;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che l'UE non dispone ancora della fiducia, dei mezzi, delle risorse o degli strumenti necessari per sviluppare il suo pieno potenziale di mediazione in ambiti di importanza strategica e potrebbe non essere considerata imparziale da una o più parti in conflitto; che ciò potrebbe portare a un aumento delle narrazioni antieuropee nelle immediate vicinanze dell'UE e nei paesi terzi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che le guerre di aggressione russa illegali, non provocate e ingiustificate contro l'Ucraina e contro la Georgia nel 2008 e le loro conseguenze in tutto il mondo evidenziano la necessità di un'azione dell'UE più forte e più ambiziosa, credibile, strategica, tangibile e unitaria sulla scena mondiale e accentua la necessità che l'UE sia in grado di fissare in modo autonomo i propri obiettivi strategici e sviluppare e utilizzare le capacità necessarie per perseguirli ed evitare di ripetere gli errori precedenti e apprendere da essi per le sfide future; che l'UE dovrebbe impegnare tutte le risorse finanziarie necessarie per affrontare le sfide geopolitiche in rapido aumento e investire maggiormente nella diplomazia preventiva e in altre misure di prevenzione dei conflitti per evitare che questi ultimi si diffondano, poiché sono dannosi per lo sviluppo sociale ed economico delle aree interessate;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che la sicurezza nel vicinato orientale, nei Balcani occidentali e nella regione del Sahel, nell'Africa occidentale e nel Corno d'Africa è fortemente minacciata dall'invasione russa dell'Ucraina, dalle azioni maligne ibride della Russia e dalla possibilità che tale aggressione si propaghi nei paesi vicini; che la destabilizzazione del nostro immediato vicinato costituisce una minaccia per la stabilità, la pace e la sicurezza delle frontiere esterne europee e quindi dell'UE e dei suoi Stati membri; che l'UE deve aumentare l'efficacia della propria politica di sicurezza e di difesa, in particolare nei paesi del partenariato orientale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che la guerra di aggressione russa contro l'Ucraina rappresenta un campanello d'allarme per l'UE poiché costituisce una minaccia immediata per l'assetto di sicurezza europeo e globale e per la sicurezza dell'UE e dei suoi Stati membri, nonché dei paesi candidati e potenziali candidati; che l'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia e le sue conseguenze in tutto il mondo hanno stimolato lo slancio verso una ridefinizione geopolitica della politica estera dell'UE, compreso un riesame dei suoi meccanismi di risposta e del suo pacchetto di strumenti della diplomazia preventiva, e hanno scatenato le richieste dell'opinione pubblica affinché l'UE agisca in modo coerente in risposta ai conflitti internazionali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che l'UE dovrebbe perseguire attivamente una diplomazia preventiva nelle regioni in cui i conflitti sono congelati, per evitare un'escalation e promuovere la stabilizzazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che l'UE si è sempre adoperata per facilitare i colloqui diretti e ridurre il rischio di escalation in diverse regioni del mondo, offrendo sostegno ai processi di pace, alle iniziative di costruzione della pace e ai sistemi regionali di allerta rapida in un contesto geopolitico complesso;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che la mancanza di volontà da parte degli Stati membri di allontanarsi dai loro interessi individuali, politici o economici nelle relazioni esterne al fine di costruire insieme capacità comuni e sviluppare appieno l'autonomia strategica è uno dei principali ostacoli alla leadership globale dell'UE nella diplomazia preventiva;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che l'UE dovrebbe continuare a progredire verso il pieno sviluppo di strumenti propri, autonomi e permanenti nell'ambito dell'azione esterna, della politica estera e di sicurezza comune (PESC) e della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC);</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che la gestione civile delle crisi è una componente fondamentale della PESC;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che il coordinamento tra il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), il Parlamento e gli Stati membri deve essere riesaminato e rafforzato al fine di costruire capacità congiunte e ammodernare gli approcci attuali per ottenere risultati tangibili e avviare iniziative significative nella diplomazia preventiva e nella costruzione della pace; che l'UE deve parlare con una sola voce e che la sua azione sul campo dovrebbe essere allineata a quella dei suoi Stati membri, in termini di allerta rapida, prevenzione dei conflitti e gestione delle crisi; che la prevenzione dei conflitti è un obiettivo comune di tutti gli Stati membri;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che la credibilità dell'UE è un requisito fondamentale per la corretta attuazione delle sue azioni di diplomazia preventiva, in quanto rafforza la fiducia nei confronti dell'UE tra i diversi attori coinvolti in un conflitto; che, a tale proposito, è necessario garantire il massimo livello di coordinamento e coerenza nell'azione esterna dell'UE, in particolare accertando il ruolo guida del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (AR/VP) come costruttore di ponti tra la PESC e le relazioni esterne dell'UE; che la Commissione deve rafforzare il suo coordinamento con il SEAE, anche per quanto riguarda le iniziative e le azioni di diplomazia preventiva dell'UE, garantendo il pieno rispetto dell'articolo 3, paragrafo 2, e dell'articolo 9 della decisione SEAE<FOOTNOTE><FIELD> Decisione 2010/427/UE del Consiglio, del 26 luglio 2010, che fissa l'organizzazione e il funzionamento del servizio europeo per l'azione esterna (GU L 201 del 3.8.2010, pag. 30).</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AC.</NO.P>considerando che i finanziamenti complessivi per la prevenzione dei conflitti e la costruzione della pace sono ai minimi storici degli ultimi 15 anni<FOOTNOTE><FIELD> Comitato per il sostegno allo sviluppo dell'OCSE, "Peace and Official Development Assistance" (Pace e sostegno pubblico allo sviluppo), ottobre 2023.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AD.</NO.P>considerando che lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI-Europa globale) include un programma tematico sulla pace, la stabilità e la prevenzione dei conflitti; che la Commissione ha pubblicato un programma indicativo pluriennale che stanzia 870 970 044 EUR per il periodo 2021-2027 per tale area tematica, di cui solo il 13 %-18 % sarà destinato alla prevenzione dei conflitti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AE.</NO.P>considerando che il mandato delle operazioni civili e militari dell'UE è quello di prevenire i conflitti, mantenere la pace e gestire le crisi; che il loro pacchetto di strumenti di prevenzione dovrebbe essere ampliato e dovrebbe essere fornita una formazione supplementare al personale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AF.</NO.P>considerando che, purtroppo, l'UE ha dimostrato in diverse occasioni una mancanza di chiarezza nella sua rappresentanza esterna, con evidenti ripercussioni sulla sua coerenza e quindi sulla sua credibilità a livello mondiale; che è necessario definire chiaramente le competenze dell'AR / VP, del presidente della Commissione e del presidente del Consiglio europeo in materia di azione esterna e rappresentanza dell'UE, poiché l'attuale quadro normativo non è chiaro riguardo alle competenze di ciascuna figura istituzionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AG.</NO.P>considerando che la ricerca ha dimostrato che le donne e gli uomini sperimentano, si impegnano e sono colpiti da conflitti armati violenti in modo diverso e hanno una diversa concezione della pace<FOOTNOTE><FIELD> Humanitarian Law &amp; Policy, "Gendered impacts of armed conflict and implications for the application of IHL" (Impatti di genere dei conflitti armati e implicazioni per l'applicazione del diritto internazionale umanitario), 30 giugno 2022.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AH.</NO.P>considerando che l'attuazione dell'agenda su donne, pace e sicurezza rappresenta uno strumento essenziale per confermare che un ruolo significativo ed equo nel processo decisionale è garantito alle donne di tutte le età durante tutte le fasi della prevenzione dei conflitti, della costruzione della pace e della riabilitazione postbellica; che l'agenda su donne, pace e sicurezza è parte integrante della bussola strategica dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AI.</NO.P>considerando che i monumenti emblematici e del patrimonio culturale nelle aree colpite dalla guerra contribuiscono alla costruzione della pace e alla riconciliazione tra le comunità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AJ.</NO.P>considerando che il sostegno alla cultura e le risorse chiaramente mirate per le relazioni culturali internazionali migliorerebbero notevolmente la capacità dell'UE di sviluppare e sostenere appieno le relazioni interculturali con i partner come componente preziosa del pacchetto di strumenti della diplomazia preventiva;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AK.</NO.P>considerando che la diplomazia culturale dell'UE e la tutela del patrimonio culturale e storico sono importanti per la coesistenza, la pace, la democrazia e lo sviluppo sostenibile, promuovendo la solidarietà, la tolleranza e la riconciliazione attraverso le sue delegazioni e i suoi attori sul campo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AL.</NO.P>considerando che il ritorno degli Stati Uniti nell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) è importante per la cooperazione globale sulle sfide transnazionali, compresi gli sforzi di diplomazia preventiva;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AM.</NO.P>considerando che l'asse Russia-Cina-Iran in ascesa sta strumentalizzando le organizzazioni internazionali, in particolare gli organismi delle Nazioni Unite, per erodere il diritto internazionale e asservirle ai propri interessi, il che è sempre più in contrasto con la Carta delle Nazioni Unite e l'ordine globale basato su regole;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AN.</NO.P>considerando che la diplomazia del clima inquadra i cambiamenti climatici come un elemento della politica di azione esterna e sottolinea la necessità di integrare gli obiettivi climatici e di affrontare i rischi climatici al più alto livello diplomatico e in tutti i settori politici;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AO.</NO.P>considerando che la cooperazione con gli Stati membri, le istituzioni, i partner transatlantici e internazionali, i paesi candidati all'adesione all'UE e altri paesi, attraverso lo scambio di strumenti, informazioni e pratiche, può svolgere un ruolo fondamentale nel potenziamento e nel miglioramento degli strumenti diplomatici preventivi dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AP.</NO.P>considerando che il recente aumento delle tensioni tra il Venezuela e la Guyana con riferimento alla regione dell'Essequibo rappresenta un'opportunità per la comunità internazionale, compresa l'UE, di intraprendere urgenti azioni diplomatiche preventive prima che la questione si inasprisca ulteriormente;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">raccomanda al Consiglio, alla Commissione e all'AR / VP di:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>riconoscere il forte legame tra politica interna ed estera dell'UE e le dimensioni della sicurezza e tenerne conto nel loro approccio alla prevenzione dei conflitti e che la diplomazia preventiva dovrebbe agire sia all'interno che all'esterno dell'UE; sfruttare appieno le possibilità offerte dal trattato di Lisbona per rafforzare i meccanismi di coordinamento esistenti; riconoscere che è necessario porre fine all'interpretazione limitata della sicurezza e avviino il dibattito partendo da presupposti che non trascurino fattori quali i rischi ambientali, la minaccia delle malattie, la fame, l'ingiustizia sociale, la disinformazione e la violenza;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>porre il rispetto dei diritti fondamentali, costituzionali e umani e la salvaguardia delle libertà civili al centro della politica di sicurezza interna ed esterna e dei suoi sforzi di diplomazia preventiva, in quanto la capacità dell'UE di agire come un attore globale nell'ambito della politica estera, un partner internazionale affidabile, un mediatore onesto e un attore attendibile nel settore della sicurezza e della difesa dipende dalla sua capacità di promuovere tali valori e al contempo di definire, affermare e difendere in modo proattivo i suoi interessi europei nel mondo;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>c)</SYMBOL>adattare e aggiornare regolarmente gli strumenti di prevenzione e risoluzione dei conflitti dell'UE alla natura mutevole dei conflitti, anche come conseguenza dei cambiamenti climatici e delle catastrofi conseguenti, dell'instabilità geopolitica, dei pericoli ambientali, della minaccia di malattie, della fame, dell'ingiustizia sociale, dell'aumento delle nuove tecnologie e della scarsità alimentare, valutando continuamente le sfide globali emergenti e promuovendo efficacemente la pace, la stabilità e la sicurezza;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>d)</SYMBOL>rafforzare il loro ruolo e il loro coinvolgimento significativo nei processi di prevenzione e risoluzione dei conflitti, nonché la mediazione nell'attuazione degli accordi di cessate il fuoco mediati dall'UE, in modo da garantire il funzionamento efficiente degli strumenti applicati dall'UE e facilitare i progressi tangibili;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>e)</SYMBOL>utilizzare appieno i mezzi a loro disposizione per prevenire i conflitti, armonizzare la prevenzione e la risoluzione dei conflitti dell'UE, sviluppare ulteriormente gli strumenti in linea con la sua agenda politica e i valori dell'UE e agire da garante dell'attuazione degli accordi per il cessate il fuoco mediati dall'UE e da mediatore equidistante e basato sui valori durante le crisi e i conflitti in tutto il mondo, in considerazione del fatto che l'UE è nota per la sua legittimità, credibilità, imparzialità e inclusione; garantire il rispetto della sovranità dei paesi in qualsiasi atto di diplomazia preventiva; ricorda che l'UE dovrebbe svolgere un importante ruolo diplomatico per porre fine ai conflitti in tutto il mondo;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>f)</SYMBOL>integrare gli strumenti di diplomazia preventiva dell'UE all'interno di meccanismi e azioni di prevenzione strutturale, come ad esempio gli accordi politici tra i diversi attori coinvolti nei conflitti, i dialoghi nazionali per la riconciliazione, la costruzione della pace e la giustizia di transizione, nonché le commissioni per la verità e la riconciliazione;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>g)</SYMBOL>integrare il patrimonio culturale nell'approccio generale dell'UE alla gestione delle crisi, come componente trasversale di tutte le azioni nell'ambito del pacchetto di strumenti dell'UE per i conflitti e le crisi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>h)</SYMBOL>invitare gli Stati membri a mettere da parte gli interessi individuali nelle relazioni esterne e a sviluppare insieme capacità comuni in materia di prevenzione dei conflitti e mediazione;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>i)</SYMBOL>sviluppare una serie di norme chiare e pratiche sull'azione esterna dell'UE e sulla rappresentanza da parte dell'AR / VP, del presidente della Commissione e del presidente del Consiglio europeo e garantire la coerenza dei loro mandati; migliorare le capacità di mediazione dell'UE promuovendo missioni politiche e di accertamento dei fatti, inchieste e indagini;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>j)</SYMBOL>garantire la complementarità effettiva, un approccio armonizzato con il Parlamento e la stretta collaborazione con le azioni diplomatiche preventive del Parlamento, in quanto la diplomazia parlamentare e le attività del Parlamento in tale ambito, come le missioni ufficiali nei paesi terzi e nei forum multilaterali, contribuiscono alla promozione dei diritti umani, delle norme democratiche e del pluralismo politico in tutto il mondo, nonché la prevenzione dei conflitti e la costruzione della pace; presentare al Parlamento valutazioni annuali sulle attività dell'UE in materia di diplomazia preventiva a livello mondiale, nonché revisioni sul sistema di allerta rapida di prevenzione dei conflitti dell'UE, ove opportuno;</ITEM><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Comprensione del contesto locale e culturale</STRING></STRING></P><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>k)</SYMBOL>migliorare la comprensione da parte dell'UE dei contesti locale, storico, politico, geografico, religioso, ambientale, sociale e culturale nonché dei diritti delle minoranze e investire nel coltivare le competenze necessarie tra il personale del SEAE che si occupa di prevenzione e risoluzione dei conflitti, nonché della mediazione e dell'attuazione degli accordi di cessate il fuoco ed elaborare orientamenti a tal riguardo; migliorare la comprensione e affrontare le cause profonde dei conflitti, al fine di prevenirne l'insorgere e la diffusione;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>l)</SYMBOL>diversificare il corpo diplomatico dell'UE e dei suoi Stati membri per garantire che la diversità demografica e l'inclusione delle minoranze giovino al processo diplomatico da un punto di vista sia empirico che normativo;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>m)</SYMBOL>adeguare l'assistenza per il consolidamento dello Stato al contesto culturale, storico, locale, socioeconomico, ambientale e politico del paese interessato che la riceve e aggiornarla costantemente in risposta alle condizioni sul campo attraverso un'analisi politica rigorosa e dettagliata per una risposta strategica comune; promuovere una comunicazione e una consultazione aperte con i portatori di interessi locali e con tutte le componenti della società del paese interessato, in particolare con le organizzazioni della società civile e le organizzazioni non governative, per comprendere meglio i contesti locale e culturale, costruire la fiducia, incoraggiare le relazioni interpersonali e raccogliere informazioni di allerta rapida nelle aree colpite;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>n)</SYMBOL>invitare il Consiglio europeo e il SEAE a migliorare ulteriormente la visibilità dell'UE in altri paesi terzi e partner e a rafforzare la dimensione e le attività della diplomazia culturale e delle relazioni culturali internazionali dell'UE come strumento rilevante per la pace, la costruzione della pace e la prevenzione dei conflitti, nonché per affrontare le sfide globali, e a dimostrare il valore aggiunto dell'UE e a far progredire la cooperazione e le relazioni con detti paesi e partner internazionali; utilizzare ed espandere la componente di tutela del patrimonio culturale nei conflitti e nelle crisi come fattore che contribuisce allo sviluppo della pace, della riconciliazione, della comprensione reciproca e del dialogo interculturale nelle aree di conflitto e post-conflitto; aumentare il sostegno dell'UE ai settori creativi e artistici dei paesi terzi, compresa l'assistenza allo sviluppo delle capacità; promuovere la cocreazione culturale tra paesi terzi, anche favorendo residenze e scambi culturali;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>o)</SYMBOL>rafforzare l'approccio attento alla dimensione di genere nelle sue attività di diplomazia preventiva, al fine di tutelare meglio i diritti delle donne e delle ragazze e aumentarne la partecipazione a tali attività; garantire la parità di genere tra i rappresentanti speciali e gli inviati speciali in linea con il quadro politico sulla parità di genere, in particolare il piano d'azione dell'UE sulla parità di genere III e la strategia per la parità di genere 2020-2025; attuare efficacemente l'approccio strategico dell'UE su donne, pace e sicurezza e il piano d'azione sulla parità di genere, al fine di raggiungere una pace e una sicurezza sostenibili e durature;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>p)</SYMBOL>sviluppare e integrare in tutte le ipotesi di pianificazione un'analisi dei conflitti che sia sensibile al contesto locale e attenta alla dimensione di genere per riconoscerne i fattori e l'impatto, al fine di rafforzare gli sforzi preventivi e attenuare i rischi di ricaduta nel conflitto;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>q)</SYMBOL>includere la partecipazione delle donne e gli indicatori di genere in tutti i processi di allerta precoce, nella prevenzione dei conflitti e negli sforzi di risposta precoce;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>r)</SYMBOL>utilizzare tutto il potenziale della "diplomazia dell'istruzione" come strumento fondamentale della diplomazia preventiva, in particolare del programma Erasmus+ dell'UE; sviluppare attività didattiche in tale quadro con i paesi terzi, anche attraverso Erasmus+; promuovere l'adozione nei paesi terzi di scambi e visite di studenti ai luoghi della memoria storica con l'obiettivo di promuovere il dialogo interculturale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>s)</SYMBOL>tenere traccia della frammentazione regionale e redigere analisi dei conflitti regionali, con l'obiettivo di valutare e prevenire le minacce transnazionali, le tensioni interstatali e le ricadute esistenti o potenziali;</ITEM><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sistema di allerta rapida di prevenzione dei conflitti dell'UE</STRING></STRING></P><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>t)</SYMBOL>garantire che il sistema di allerta rapida di prevenzione dei conflitti dell'UE sia sufficientemente proattivo, dotato delle risorse necessarie e basato su un'analisi lungimirante, globale e solida dei fattori di rischio, che spesso sono correlati allo scoppio della violenza, nonché su strumenti di gestione che individuino, valutino e aiutino a dare priorità alle situazioni a rischio di conflitto violento;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>u)</SYMBOL>coinvolgere strettamente e sistematicamente le delegazioni dell'UE nei paesi e nelle regioni a rischio di conflitto o in fase di conflitti congelati e irrisolti nel monitoraggio della situazione sul campo e nel contribuire regolarmente al sistema di allerta rapida di prevenzione dei conflitti dell'UE; sostenere l'accesso umanitario pieno e privo di ostacoli e il rispetto del diritto internazionale nell'esercizio della diplomazia preventiva nei conflitti congelati;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>v)</SYMBOL>valutare i risultati conseguiti dal sistema di allerta rapida di prevenzione dei conflitti dell'UE e proporre adeguamenti per renderlo più efficace, in modo che possa individuare i fattori di rischio strutturali e consentire ai responsabili politici di sviluppare risposte strategiche tempestive per attenuare i rischi e individuare le opportunità di prevenzione dei conflitti;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>w)</SYMBOL>garantire che tale meccanismo collabori strettamente con il centro di situazione e di intelligence dell'UE (INTCEN), il centro di risposta alle crisi del SEAE e il centro satellitare dell'UE, data la necessità di un flusso di informazioni pertinente a tale proposito; rafforzare l'INTCEN dell'UE e il centro di risposta alle crisi del SEAE aumentandone il personale, le risorse finanziarie e le capacità;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>x)</SYMBOL>stabilire una stretta collaborazione con gli uffici e le agenzie ONU competenti e con altri attori internazionali sul campo, in particolare la NATO, per mettere in comune le informazioni nel contesto degli sforzi di allerta precoce;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>y)</SYMBOL>migliorare costantemente i protocolli di sicurezza dei servizi che lavorano nell'ambito dell'intelligence e/o che trattano informazioni sensibili;</ITEM><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Ruolo dei rappresentanti speciali e degli inviati speciali nella diplomazia preventiva, loro responsabilità e panoramica dei risultati conseguiti nei processi di risoluzione dei conflitti</STRING></STRING></P><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>z)</SYMBOL>tenere conto del contesto locale, culturale e storico nella nomina dei rappresentanti e degli inviati speciali al fine di evitare di innescare controversie nelle regioni di conflitto qualora la nomina provenga da uno Stato membro con legami storici con la regione interessata che possa minacciarne la percezione di mediatore onesto; tenere conto dell'importanza cruciale che tali rappresentanti siano adeguatamente istruiti e formati per l'area che andranno a valutare;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>aa)</SYMBOL>valutare attentamente, compreso il controllo del Parlamento europeo, le iniziative intraprese dai rappresentanti e dagli inviati speciali dell'UE e i loro risultati, il modo in cui contribuiscono alla diplomazia preventiva, nonché i processi di risoluzione dei conflitti o l'attuazione degli accordi di cessate il fuoco mediati dall'UE, ove pertinente;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ab)</SYMBOL>fornire valutazioni periodiche e approfondite sulla responsabilità dei rappresentanti e degli inviati speciali dell'UE in base ai loro mandati e una panoramica delle iniziative intraprese nei processi di risoluzione dei conflitti e dei risultati ottenuti, nonché la mediazione dell'UE per l'attuazione degli accordi di cessate il fuoco;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ac)</SYMBOL>migliorare la trasparenza e il controllo parlamentare del lavoro dei rappresentanti e degli inviati speciali dell'UE fornendo al Parlamento relazioni periodiche e dettagliate sulle loro attività e sui loro risultati conformemente ai loro mandati; promuovere relazioni più strette tra i rappresentanti e gli inviati speciali dell'UE e il Parlamento, alla luce degli sforzi diplomatici interparlamentari;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ad)</SYMBOL>garantire che la nomina dei rappresentanti speciali dell'UE, degli inviati speciali dell'UE e degli ambasciatori dell'UE possa essere confermata solo dopo la valutazione positiva da parte della commissione per gli affari esteri del Parlamento;</ITEM><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Insegnamenti tratti dalla risoluzione dei conflitti mediata dall'UE e dai conflitti congelati nonché dagli accordi di cessate il fuoco mediati dall'UE e dai conflitti congelati e irrisolti</STRING></STRING></P><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ae)</SYMBOL>condurre uno studio sugli insegnamenti tratti dalle azioni precedenti e dalle occasioni perse di diplomazia preventiva dell'UE e dai risultati conseguiti nei processi di risoluzione pacifica dei conflitti, ad esempio nella regione del Sahel, nell'Africa occidentale e nel Corno d'Africa, nei Balcani occidentali, nel Caucaso meridionale, a Cipro, in Irlanda del Nord, in Afghanistan, in Medio Oriente, in Moldova e in Ucraina;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>af)</SYMBOL>prevenire, in futuro, le possibili conseguenze negative della sospensione prematura delle missioni dell'UE nelle regioni di conflitto, nonché il proseguimento di missioni altamente inefficaci o che possono avere potenziali effetti negativi dal punto di vista politico e della sicurezza;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ag)</SYMBOL>ampliare il pacchetto di strumenti di diplomazia preventiva delle missioni e delle operazioni civili e militari dell'UE, nonché la sua capacità e formazione del personale, al fine di anticipare e reagire più rapidamente all'evolversi delle situazioni sul campo;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ah)</SYMBOL>garantire che l'UE assuma un ruolo più attivo nel sostenere tutte le fasi del processo guidato dalle Nazioni Unite sulla questione cipriota, con tutti i mezzi appropriati a sua disposizione, compresa la nomina di un inviato dell'UE, al fine di raggiungere una soluzione globale della questione cipriota, nel contesto delle Nazioni Unite, in conformità delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e in linea con i principi su cui si fonda l'UE e con l'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING>;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ai)</SYMBOL>trarre insegnamenti dalla mancanza di progressi nell'attuazione degli accordi di cessate il fuoco mediati dall'UE, compreso l'accordo di cessate il fuoco del 12 agosto 2008 tra Russia e Georgia;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>aj)</SYMBOL>sottolineare la necessità che l'UE svolga un ruolo attivo in caso di violazioni del diritto internazionale umanitario;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ak)</SYMBOL>garantire un approccio coordinato tra l'UE e i suoi Stati membri nella prevenzione dei conflitti e nella costruzione della pace, diversamente da quanto accaduto in Afghanistan dove operavano in parallelo in diverse regioni;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>al)</SYMBOL>rafforzare la capacità dell'UE di analizzare e predire in modo rigoroso e continuo la situazione politica e di sicurezza nelle regioni in crisi e adattare la risposta dell'UE alle mutevoli realtà sul campo, anche garantendo che esista un punto focale responsabile per l'analisi dei conflitti in ogni delegazione dell'UE; garantire la complementarità tra gli sforzi sul campo e gli sforzi diplomatici tra governi, rappresentanti e altri attori rilevanti a livello statale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>am)</SYMBOL>valutare cosa è mancato negli sforzi di diplomazia preventiva dell'UE in Bosnia-Erzegovina per evitare le tensioni dovute alla retorica incendiaria e agli atti secessionisti, che ne compromettono le aspirazioni europee; esortare la Bosnia-Erzegovina a trovare urgentemente un accordo politico comune per conformarsi alla raccomandazione della Commissione dell'8 novembre 2023 e poter avviare i negoziati di adesione prima del marzo 2024, tenendo conto anche dell'instabile situazione geopolitica e degli sforzi per prevenire le ingerenze malevole nella regione, aprendo così la strada alla pace e alla stabilità permanenti nel paese e nella regione; accogliere con favore la decisione del Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre 2023 di avviare negoziati di adesione con la Bosnia-Erzegovina nel momento in cui saranno soddisfatti i criteri di adesione all'UE; attendere con interesse la relazione della Commissione sui progressi compiuti, che dovrebbe essere presentata entro marzo 2024;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>an)</SYMBOL>ampliare la missione EUFOR Althea in Bosnia-Erzegovina e rafforzare il suo pacchetto di strumenti per la prevenzione dei conflitti; osservare che si tratta della missione di mantenimento e costruzione della pace dell'UE di maggior successo fino ad oggi, che ha mantenuto la stabilità nella regione e ha contribuito a creare un ambiente sicuro e protetto nel paese;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ao)</SYMBOL>istituire un meccanismo per verificare e garantiscano l'attuazione di tutti gli accordi raggiunti finora tra Serbia e Kosovo e riferire periodicamente al Parlamento al fine di garantire che siano evitate ulteriori tensioni e fornire una mediazione e sforzi di facilitazione più efficaci tra le parti, anche stanziando maggiori risorse per il dialogo Belgrado-Pristina facilitato dall'UE e rendendo il processo di dialogo più orientato ai cittadini, con l'obiettivo di superare l'attuale situazione di stallo;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ap)</SYMBOL>prefiggersi di trarre insegnamenti dal fallimento degli sforzi di diplomazia preventiva fra Armenia e Azerbaigian che ha portato all'operazione militare dell'Azerbaigian nel Nagorno-Karabakh e situazioni analoghe a quella verificatasi durante e dopo la guerra del 2020, quando, dopo il fallimento del quadro di dialogo internazionale dell'OSCE, la posizione passiva dell'UE non è stata sufficiente a prevenire il ritorno di un conflitto violento e ha reso l'UE meno incisiva rispetto ad altri attori regionali, come la Russia, l'Iran e la Turchia, che continuano a esercitare la loro influenza nella regione, diminuendo quella europea, e a prevenire le ricadute in Armenia; rispondere all'instabilità della regione del Caucaso meridionale e rafforzare gli sforzi diplomatici dell'UE nel contesto delle discussioni internazionali di Ginevra e in altri ambiti, con l'obiettivo di garantire che la Russia adempia agli obblighi previsti dall'accordo di cessate il fuoco del 12 agosto 2008, in particolare il ritiro delle forze di occupazione dalle regioni georgiane dell'Abkhazia e della regione di Tskhinvali/Ossezia del Sud;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>aq)</SYMBOL>affrontare le cause profonde del lungo conflitto israelo-palestinese, che è stato ulteriormente esacerbato dall'ignobile attacco terroristico di Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023, che ha portato a un contrattacco da parte di Israele, provocando migliaia di vittime da entrambe le parti e l'immensa sofferenza di civili innocenti; intensificare, in coordinamento con i partner nella regione e con la comunità internazionale, gli sforzi per una soluzione negoziata fondata sulla coesistenza di due Stati, con un'intesa condivisa a livello internazionale secondo cui questa è la migliore possibilità per un accordo di pace praticabile, volto a porre fine alla violenza ricorrente e a consentire agli israeliani e ai palestinesi di vivere in condizioni di sicurezza, libertà, dignità e parità di diritti; garantire che l'UE sia vista come mediatore onesto che sostiene il diritto internazionale al fine di svolgere un ruolo più efficace nella scena internazionale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ar)</SYMBOL>promuovere la partecipazione dell'UE alla mediazione, alla costruzione della pace e alla risoluzione dei conflitti, come nel processo di pace in Colombia, dove il sostegno dell'Unione si è concentrato sull'affrontare le cause profonde del conflitto, tra cui le disuguaglianze e le violazioni dei diritti umani, attraverso gli sforzi di riconciliazione, lo sviluppo economico territoriale attraverso l'integrazione rurale e il dialogo politico a più livelli;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>as)</SYMBOL>dare priorità alla diplomazia discreta come strumento di scelta quando si intraprendono iniziative di prevenzione, superare il divario tra allerta precoce e azione precoce, aumentare l'efficacia della cooperazione con altri partner internazionali e migliorare il coordinamento all'interno dell'UE, anche per quanto riguarda le questioni civili-militari e aumentare la titolarità locale delle iniziative dell'UE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>at)</SYMBOL>attingere all'esperienza dell'UE e alle migliori pratiche dei paesi terzi in materia di cooperazione transfrontaliera come strumento estremamente utile per la costruzione della pace sostenibile e la risoluzione dei conflitti tra vicini, soprattutto dopo la stabilizzazione dei conflitti;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>au)</SYMBOL>elaborare un'agenda/un patto/orientamenti dell'UE per la pace e la diplomazia sotto gli auspici dell'AR/VP;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>av)</SYMBOL>designare consulenti per la pace e i conflitti, che dovranno coordinare il lavoro delle sezioni politiche, di stampa, informazione e cooperazione delle delegazioni;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>aw)</SYMBOL>creare un gruppo di lavoro del Consiglio sulla prevenzione e la mediazione, per discutere di come dare priorità alle opportunità di impegno preventivo, nonché l'analisi, il seguito e il monitoraggio che ne derivano;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ax)</SYMBOL>proporre un aggiornamento istituzionale attraverso un nuovo polo per la pace e la prevenzione che funga da punto di accesso unico per le questioni di prevenzione in seno al SEAE, una maggiore cooperazione regionale e una maggiore capacità di impegnarsi sui temi del conflitto, della pace, della prevenzione e della diplomazia;</ITEM><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Rafforzamento dei partenariati e del coordinamento internazionale</STRING></STRING></P><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ay)</SYMBOL>rafforzare i partenariati e il coordinamento per la diplomazia preventiva con gli attori internazionali, regionali e subregionali, quali le Nazioni Unite, l'OSCE e il suo Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti dell'uomo, la NATO, l'Unione africana e le sue componenti regionali, le organizzazioni regionali africane (come l'ECOWAS), l'Organizzazione degli Stati americani e l'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico; osservare che un partenariato più stretto con l'ONU e i suoi organi, in particolare con la commissione per la costruzione della pace, può portare a un coordinamento rafforzato nella prevenzione dei conflitti a livello globale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>az)</SYMBOL>garantire un approccio coordinato, dinamico e multilaterale in materia di allerta rapida, prevenzione dei conflitti e mediazione tra l'UE e altre organizzazioni internazionali, quali le Nazioni Unite, la commissione per la costruzione della pace, il Consiglio d'Europa, l'OCSE e l'OSCE; assicurare che le delegazioni dell'UE collaborino costantemente con i meccanismi sul campo dell'ONU, come il coordinatore residente dell'ONU in loco, se necessario;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ba)</SYMBOL>utilizzare mezzi diplomatici e cooperare con le piattaforme multilaterali per la pace per rafforzare e consolidare le relazioni preventive prima che sorgano conflitti, in particolare la commissione per la costruzione della pace delle Nazioni Unite e il Dipartimento per gli affari politici e la costruzione della pace, il Dialogo internazionale sulla costruzione della pace e dello Stato dell'OCSE e il Centro per la prevenzione dei conflitti dell'OSCE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bb)</SYMBOL>ribadire che il partenariato UE-ONU dovrebbe sfruttare le risoluzioni esistenti e gli insegnamenti appresi per la prevenzione dei conflitti e lavorare insieme per creare nuove politiche attraverso consultazioni regolari e scambi di pratiche; sottolineare il ruolo vitale che tale coordinamento può svolgere per le strategie di prevenzione dei conflitti;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bc)</SYMBOL>accogliere la nuova agenda per la pace delle Nazioni Unite e il ruolo e le azioni della commissione per la costruzione della pace nella tutela dei diritti umani e negli sforzi di costruzione della pace; propone di coordinare le strategie nazionali di prevenzione dei conflitti con il SEAE e la loro presentazione nell'agenda della commissione per la costruzione della pace, nonché di rafforzare la collaborazione con le Nazioni Unite; osservare che tali scambi e un migliore partenariato con gli istituti finanziari internazionali e regionali potrebbero contribuire in modo significativo alla prevenzione dei conflitti nelle aree di interesse dell'UE, nonché attraverso missioni preventive minori che potrebbero valutare le instabilità dopo che le missioni civili si sono ritirate dai paesi colpiti da conflitti o dai paesi con un rischio potenziale di conflitto, con la missione di eliminare i fattori che minacciano la sicurezza e la protezione;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bd)</SYMBOL>garantire che l'UE sia il maggior contribuente del sistema delle Nazioni Unite e assuma posizioni di primo piano in seno alle Nazioni Unite, in misura proporzionale all'entità dei suoi contributi all'organizzazione, che coprono il 30 % dei suoi costi e il 33 % delle spese per le sue missioni di mantenimento della pace;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>be)</SYMBOL>sfruttare la rappresentanza dell'UE presso le sedi dell'ONU a New York, Vienna, Ginevra e Nairobi per impegnarsi attivamente con gli altri Stati membri dell'ONU al fine di promuovere e proteggere l'ordine internazionale diplomatico basato sulle regole e fondato sulla Carta delle Nazioni Unite, nonché un sistema multilaterale ben funzionante e riformato con un'ONU inclusiva ed efficace al suo centro;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bf)</SYMBOL>perseguire scambi strutturati di informazioni, analisi congiunte delle prospettive, attività di previsione strategica e analisi dei conflitti attente alla dimensione di genere per garantire l'allineamento tra l'UE e i suoi partner all'interno e all'esterno dell'UE; osservare che tali azioni potrebbero potenzialmente contribuire a rendere l'UE un attore di primo piano nella prevenzione e risoluzione dei conflitti in tutto il mondo;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bg)</SYMBOL>riconoscere l'importanza delle organizzazioni di ispirazione religiosa quali attori nella risoluzione dei conflitti e nella mediazione, il che le rende partner per la diplomazia preventiva; condannare, in tale contesto, gli attacchi contro attori di ispirazione religiosa, in particolare la detenzione di vescovi e sacerdoti in Nicaragua, tra cui monsignor Rolando Álvarez, finalista del premio Sacharov;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bh)</SYMBOL>riconoscere il ruolo delle organizzazioni regionali competenti, dei portatori di interessi negli Stati membri, dei partner che condividono gli stessi valori e di altri attori coinvolti, tra cui la società civile e altri attori non governativi, come attori chiave per una prevenzione, una mediazione e una risoluzione efficaci, compresi le donne e i giovani, e come attori di pace, sfruttando le loro relazioni storiche e gli individui che si sono distinti nell'attenuazione delle possibili crisi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bi)</SYMBOL>coinvolgere attivamente e in modo inclusivo i giovani negli sforzi e nella cooperazione per la prevenzione dei conflitti e il mantenimento della pace e attuare il piano d'azione dell'UE sui giovani nell'azione esterna dell'UE, che sostiene l'attuazione dell'Agenda delle Nazioni Unite su giovani, pace e sicurezza;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bj)</SYMBOL>garantire che le delegazioni dell'UE operino con un punto focale per la prevenzione dei conflitti e la costruzione della pace; garantire che le delegazioni dell'UE, e in particolare i punti focali summenzionati, forniscano informazioni costanti sul campo al sistema di allerta rapida di prevenzione dei conflitti dell'UE, all'INTCEN dell'UE e al centro di risposta alle crisi del SEAE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bk)</SYMBOL>intensificare gli sforzi per combattere la disinformazione, la cattiva informazione e le operazioni di ingerenza straniera da parte di attori malintenzionati che cercano di fomentare i conflitti e polarizzare le comunità, il che può portare alla destabilizzazione di intere regioni; rafforzare la cooperazione con partner affini, come la NATO, per contrastare la disinformazione, le minacce ibride e le ingerenze straniere provenienti da paesi terzi, che rappresenta una parte essenziale della diplomazia preventiva;</ITEM><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Diplomazia preventiva e gruppi vulnerabili o a rischio</STRING></STRING></P><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bl)</SYMBOL>riconoscere le vulnerabilità specifiche in situazioni di conflitto dei gruppi a rischio, tra cui donne, bambini, persone con disabilità, detenuti (in particolare prigionieri politici), difensori dei diritti umani, giornalisti e persone LGBTI;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bm)</SYMBOL>garantire che gli sforzi di diplomazia preventiva dell'UE siano sufficientemente sensibilizzati rispetto a tali vulnerabilità e affrontino le preoccupazioni e le esigenze particolari dei gruppi a rischio;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bn)</SYMBOL>riconoscere le vulnerabilità specifiche in situazioni di conflitto affrontate dalle organizzazioni non governative sul campo, in particolare quelle che lavorano con le popolazioni a rischio e sui diritti sessuali e riproduttivi;</ITEM><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Migliorare il pacchetto di strumenti di diplomazia preventiva dell'UE</STRING></STRING></P><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bo)</SYMBOL>consolidare la capacità dell'UE di agire in situazioni in cui non ci sono partner che condividono gli stessi valori al fine di aumentare la sua autorevolezza e la sua influenza geopolitica nella prevenzione e risoluzione dei conflitti e rafforzare il ruolo dell'UE come attore più proattivo e resiliente nell'ordine internazionale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bp)</SYMBOL>rafforzare il programma tematico "Pace, stabilità e prevenzione dei conflitti" dello strumento NDICI-Europa globale per consentire all'UE di finanziare meglio le azioni volte a promuovere la pace, la stabilità e la prevenzione dei conflitti; aumentare i fondi disponibili per la prevenzione dei conflitti nell'ambito del programma tematico dello strumento NDICI-Europa globale per il periodo fino al 2027 e le relative capacità amministrative (ISP.2), in quanto ciò rifletterebbe i profondi cambiamenti del contesto di sicurezza, in particolare dal febbraio 2022; attuare rapidamente il nesso assistenza umanitaria-sviluppo-pace ("triplo nesso") per sostenere gli sforzi di prevenzione dei conflitti e rafforzare la resilienza delle comunità nelle aree colpite da conflitti congelati che presentano vari livelli di fragilità, insicurezza e povertà;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bq)</SYMBOL>ricordare che la prevenzione dei conflitti non può essere strumentalizzata a fini di sicurezza e geopolitici, rischiando così di avere ripercussioni controproducenti sulla pace e sulla sicurezza nel lungo periodo;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>br)</SYMBOL>rafforzare la capacità dell'UE di parlare con una sola voce e di agire come un vero attore globale in risposta alle crisi attuando le riforme necessarie dei processi decisionali;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bs)</SYMBOL>riconoscere il ruolo della diplomazia climatica dell'UE nel raggiungimento dell'ambizione dell'UE in materia di diplomazia preventiva; investire maggiormente nel sostegno alle comunità che, a livello globale, sono in prima linea nell'emergenza climatica e prepararsi all'ormai inevitabile aumento di eventi meteorologici estremi, per attenuare il conseguente aumento delle precondizioni per conflitti e violenze; affrontare il ruolo della scarsità di risorse legata al clima e della reazione alle catastrofi naturali nell'esacerbare i conflitti e fornire soluzioni inclusive all'insicurezza legata al clima e alle risorse; sfruttare la 28<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP28), e in particolare l'inclusione della "Pace" come tema per la prima volta quest'anno, come opportunità per guidare la comunità internazionale nell'integrare e allineare la diplomazia per la pace e il clima;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bt)</SYMBOL>adoperarsi per garantire che l'UE assuma una posizione di leadership di spicco nelle operazioni di mantenimento della pace, nella costruzione della pace e nella mediazione, nella prevenzione dei conflitti e nel rafforzamento della sicurezza internazionale in tutto il mondo, promuovendo connessioni più resilienti e durature con altri paesi attraverso i suoi strumenti e meccanismi, come il Global Gateway;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bu)</SYMBOL>ricordare che una maggiore attenzione alla protezione e preservazione del patrimonio culturale dopo i conflitti e le crisi può contribuire a tutelare le identità, a rafforzare la comprensione reciproca e a creare le basi per la ripresa sostenibile, la riconciliazione e la pace duratura nei luoghi segnati dal conflitto; osservare che tali pratiche possono gettare le basi per azioni di diplomazia preventiva di successo;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bv)</SYMBOL>impegnarsi con la Commissione, il Consiglio e il Parlamento al fine di rafforzare le risorse finanziarie e di personale del SEAE, sia presso la sede centrale che presso le delegazioni dell'UE, affinché il Servizio possa, tra l'altro, rafforzare le sue capacità di diplomazia preventiva ed essere meglio preparato ad affrontare le sfide e i conflitti globali attuali ed emergenti;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bw)</SYMBOL>realizzare il dialogo Jean Monnet, il dialogo interparlamentare e il processo di dialogo parlamentare, che possono contribuire a costruire una cultura parlamentare democratica e a prevenire i conflitti nei paesi in via di adesione, soprattutto per quanto riguarda la distensione delle relazioni tra Serbia e Kosovo;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bx)</SYMBOL>insistere sull'aumento del bilancio per le azioni della PESC e per altri strumenti adeguati di risposta ai conflitti e alle crisi, al fine di adeguare pienamente le attività e le capacità dell'UE alle sfide e ai conflitti attuali in tutto il mondo;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>by)</SYMBOL>sviluppare una strategia globale dell'UE per la diplomazia preventiva che includa azioni e iniziative di impegno a lungo termine per i paesi terzi in conflitto; promuovere lo sviluppo di strutture di governance multilivello per i paesi terzi in conflitto, nonché la loro integrazione all'interno di organizzazioni e strutture regionali, contribuendo a eliminare i fattori scatenanti della violenza o dell'escalation dei conflitti e a risolverli in modo sostenibile; fare il punto, a tale proposito, sulle migliori pratiche a livello mondiale e sostenere gli attori e i meccanismi di prevenzione nazionali fornendo il necessario supporto politico, tecnico e finanziario;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>bz)</SYMBOL>rafforzare e aggiornare l'approccio integrato dell'UE alle crisi e ai conflitti esterni del 2018, con un'attenzione particolare alla prevenzione e alla risoluzione dei conflitti che combini la promozione e la tutela dei diritti umani, l'assistenza umanitaria e in materia di sviluppo, costruzione della pace e sicurezza, come anche le sanzioni e l'impegno diplomatico, affrontando pienamente tutti gli aspetti dei conflitti, anche in collaborazione con i partner locali e internazionali;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ca)</SYMBOL>sottolineare la necessità di istituire un Corpo civile europeo di pace che riunisca le competenze degli attori istituzionali e non istituzionali in materia di prevenzione dei conflitti, risoluzione e riconciliazione pacifica dei conflitti, al fine di rendere la gestione civile delle crisi dell'UE più credibile, coerente, efficace, flessibile e visibile;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>cb)</SYMBOL>considerare il ricorso a controversie, a prescindere dalla dimensione politica e dalle soluzioni ai conflitti, attraverso una corte o un tribunale internazionale, come la Corte penale internazionale o il Tribunale internazionale per il diritto del mare, come metodo di diplomazia preventiva;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>cc)</SYMBOL>intensificare la diplomazia pubblica, gli sforzi di visibilità e le campagne di comunicazione per garantire che l'UE sia vista come un attore globale per la pace e un attore chiave nella diplomazia preventiva e nella costruzione della pace, compresa la dimensione di prevenzione dei conflitti delle sue missioni e operazioni, e che le sue azioni e le sue storie di successo non siano compromesse da false narrazioni diffuse o rivendicate da altri attori globali presenti nelle regioni di conflitto; stanziare le risorse necessarie al SEAE, in particolare alla divisione Comunicazione strategica e analisi delle informazioni del SEAE e alle delegazioni dell'UE per garantire l'inclusività e la coerenza delle loro attività di cooperazione con i paesi partner;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>cd)</SYMBOL>continuare a professionalizzare la diplomazia preventiva assicurando che essa faccia parte del programma di formazione della struttura permanente del progetto pilota del Parlamento europeo sulla creazione dell'Accademia diplomatica europea;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ce)</SYMBOL>fare leva sui meccanismi di cooperazione efficaci esistenti nell'UE, come il meccanismo di protezione civile e le missioni e operazioni della PSDC, al fine di avvalersi delle competenze degli Stati membri ed evitare la duplicazione degli sforzi e delle risorse; ritenere che gli Stati membri dell'UE debbano essere maggiormente coinvolti nell'individuazione delle priorità di prevenzione e delle opzioni di azione, per conseguire una migliore condivisione e coordinamento tra di loro;</ITEM></LIST></P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione / alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RECOM></TXTLST></SDOCTA>