<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0038</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Minaccia di carestia in seguito alla diffusione del conflitto in Sudan</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B9-0063, 0066, 0072, 0076, 0078 e 0080/2024)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 18 gennaio 2024 sulla minaccia di carestia in seguito alla diffusione del conflitto in Sudan (2024/2505(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sul Sudan,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione di impegno di Gedda per la protezione dei civili in Sudan,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 144, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il violento conflitto tra le forze armate sudanesi e le forze di supporto rapido continua a rappresentare la principale causa della grave e potenzialmente letale insicurezza alimentare che interessa 18 milioni di persone in Sudan, 5 milioni delle quali si trovano in una situazione di emergenza alimentare;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che oltre 7,5 milioni di persone sono state sfollate con la forza in Sudan e non solo, il che ha causato gravi sofferenze, in particolare per donne e bambini; che attualmente il Sudan è il paese che accoglie il maggior numero di sfollati al mondo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che circa 12 000 persone sono rimaste uccise nel conflitto; che gli attacchi di matrice etnica, in particolare contro la comunità Masalit, sono aumentati nel Darfur e in tutto il paese, facendo aumentare gravemente il rischio di una pulizia etnica; che si registra un ricorso sistematico alla violenza sessuale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che il conflitto ha notevolmente aggravato la carenza di beni di prima necessità e di carburante nelle zone in cui l'accesso umanitario è limitato; che il conflitto si è esteso alle zone di produzione dei cereali; che nel paese si registra il tasso più elevato di malnutrizione infantile a livello mondiale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che gli attacchi agli operatori umanitari e alle infrastrutture hanno portato le organizzazioni a sospendere le attività, perturbando in tal modo la sicurezza alimentare;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che nel 2023 la Commissione ha mobilitato oltre 128 milioni di EUR per la sua risposta umanitaria in Sudan;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna fermamente le continue violenze tra fazioni armate rivali in Sudan, le violazioni dei diritti umani e l'insicurezza alimentare che ne deriva; deplora i ripetuti attacchi contro i civili e ricorda a tutte le fazioni i loro obblighi a norma del diritto internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>invita tutte le parti coinvolte nel conflitto a cessare immediatamente le ostilità, ad agevolare un accesso umanitario sicuro, tempestivo e senza restrizioni, anche adempiendo agli impegni assunti nell'ambito della dichiarazione di Gedda, e a cercare una soluzione pacifica negoziata al conflitto; sostiene pienamente tutti gli sforzi regionali e internazionali in tal senso; invita le parti esterne al conflitto ad astenersi dall'esercitare ingerenze che contribuiscano al conflitto e all'instabilità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sottolinea la necessità di garantire un accesso equo agli aiuti umanitari per i civili costretti a convivere con combattimenti continui, carenze di prodotti alimentari, acqua e carburante, comunicazioni ed elettricità limitate e prezzi esorbitanti dei beni di prima necessità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri ad aumentare i finanziamenti di emergenza per la risposta umanitaria in tutto il Sudan e nei paesi vicini; sottolinea la necessità di fornire un sostegno mirato alle vittime di violenza sessuale, compresi meccanismi di protezione, assistenza, cura e sostegno;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>invita l'UE a sanzionare i responsabili delle violazioni dei diritti umani nell'ambito del regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani; invita il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a sanzionare le violazioni dell'embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite nei confronti del Darfur e ad estendere tale embargo a tutto il paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alle autorità sudanesi e all'Unione africana, nonché al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Parlamento panafricano.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>