<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0051</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Situazione umanitaria a Gaza, necessità di raggiungere un cessate il fuoco e rischi di un'escalation regionale</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B9-0068, 0071 e 0073/2024)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 18 gennaio 2024 sulla situazione umanitaria a Gaza, la necessità di raggiungere un cessate il fuoco e i rischi di un'escalation regionale (2024/2508(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni e raccomandazioni sul conflitto in Medio Oriente, in particolare la sua risoluzione del 19 ottobre 2023 sugli spregevoli attacchi terroristici di Hamas contro Israele, il diritto di Israele di difendersi in linea con il diritto umanitario e internazionale e la situazione umanitaria a Gaza<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0373.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e dell'Assemblea generale delle Nazioni Uniti, in particolare la risoluzione 2720 (2023) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 22 dicembre 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il protocollo sulle relazioni economiche tra il governo dello Stato di Israele e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina, che rappresenta il popolo palestinese, del 29 aprile 1994, e l'accordo di Oslo II del 28 settembre 1995,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il diritto internazionale umanitario, in particolare le convenzioni dell'Aia del 1899 e del 1907, le convenzioni di Ginevra del 1949 e i relativi protocolli aggiuntivi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'elenco dell'UE delle organizzazioni terroristiche, che comprende Hamas,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione internazionale del 1979 contro la presa di ostaggi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 132, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il 7 ottobre 2023 i terroristi di Hamas hanno commesso un attacco pianificato da tempo contro Israele, uccidendo deliberatamente 1 139 cittadini israeliani e stranieri, tra cui 36 bambini; che Hamas ha preso in ostaggio oltre 240 persone, 136 delle quali sono tuttora detenute nella Striscia di Gaza in condizioni terribili; che dal 7 ottobre 2023 sono stati feriti oltre 5 400 israeliani; che Hamas continua a lanciare quotidianamente e in maniera indiscriminata razzi contro Israele;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che l'8 gennaio 2024 gli esperti delle Nazioni Unite hanno definito "particolarmente sconvolgenti" le prove sempre più numerose in relazione alle presunte violenze sessuali perpetrate da Hamas nei villaggi israeliani, facendo riferimento ad accuse di torture sessuali, stupri, stupri di gruppo e aggressioni sessuali; che l'UE e i suoi Stati membri hanno condannato con fermezza i crimini commessi da Hamas e hanno ripetutamente chiesto il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi detenuti nella Striscia di Gaza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che, durante una tregua umanitaria, sono stati rilasciati 81 ostaggi nel contesto di un accordo mediato dall'Egitto e dal Qatar per il rilascio di detenuti palestinesi ed è stato consentito l'ingresso di altri aiuti umanitari nella Striscia di Gaza; che gli ostaggi liberati durante la tregua umanitaria, essenzialmente donne e bambini, hanno riferito abusi psicologici, fisici e sessuali da parte dei rapitori;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che Hamas è un'organizzazione terroristica riconosciuta a livello internazionale che pratica la violenza estrema; che il suo principale obiettivo dichiarato è annientare Israele e respingere una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati; che, sin dalla sua creazione, è stata responsabile di numerosi attentati suicidi e di altri attacchi mortali contro civili e soldati israeliani; che nel 1997 il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha qualificato Hamas come organizzazione terroristica, azione cui ha fatto seguito una decisione analoga da parte dell'UE; che nel 2005 Israele si è completamente ritirato dalla Striscia di Gaza, lasciando la sua amministrazione all'Autorità palestinese;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che, dopo l'attacco del 7 ottobre 2023, la risposta dell'esercito israeliano nella Striscia di Gaza ha causato la morte di oltre 23 000 persone, tra cui 10 000 bambini, 60 000 feriti e quasi due milioni di sfollati, secondo i dati comunicati all'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA); che circa la metà della popolazione della Striscia di Gaza è costituita da bambini; che il 30 % di tutte le infrastrutture civili è stato distrutto; che, in particolare, le infrastrutture idriche, compresi gli impianti di trattamento e le condotte, sono state in gran parte distrutte o interrotte dalle autorità israeliane, e che solo due condotte sono state riaperte nel dicembre 2023;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che oltre 140 membri del personale delle Nazioni Unite sono stati uccisi, il che rappresenta il più alto numero di vittime nella storia delle Nazioni Unite; che, secondo Reporter senza frontiere, almeno 81 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi, di cui 18 in relazione al loro lavoro o mentre lo stavano svolgendo; che, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), oltre 600 operatori sanitari e pazienti sono stati uccisi negli ospedali; che, secondo l'Unicef, oltre 370 scuole sono state danneggiate dal 28 dicembre 2023; che, secondo l'OMS, due terzi degli ospedali della Striscia di Gaza sono stati distrutti e un terzo rimane a malapena operativo; che Hamas utilizza ospedali e altre strutture sanitarie come rifugi per le sue attività terroristiche; che le forze di difesa israeliane hanno scovato il sistema di tunnel presente sotto la struttura ospedaliera di Al-Shifa, nonché in altre parti della Striscia di Gaza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che le autorità israeliane controllano l'ingresso e l'uscita dalla Striscia di Gaza attraverso tutti i valichi di frontiera, incluso quello con l'Egitto; che, secondo l'OCHA, il controllo israeliano sui punti di ingresso e di uscita dalla Striscia di Gaza sta limitando fortemente gli aiuti e che dal 7 ottobre 2023 si è registrata una forte diminuzione del numero di camion autorizzati a entrare nella Striscia di Gaza per portare tali aiuti; che, secondo la classificazione integrata della fase di sicurezza alimentare del 21 dicembre 2023, il 100 % della popolazione della Striscia di Gaza soffre di insicurezza alimentare acuta, il 50 % di estrema mancanza di cibo e inedia e il 26 % di fame e inedia catastrofiche;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che è stato negato l'ingresso nella Striscia di Gaza di beni essenziali, tra cui apparecchiature mediche e pannelli solari; che l'UE sta guidando gli sforzi per fornire aiuti umanitari alla Striscia di Gaza con finanziamenti alle agenzie delle Nazioni Unite, attrezzature mediche e altre forniture urgenti, e che dal 7 ottobre 2023 ha quadruplicato i suoi aiuti; che il 21 novembre 2023 la Commissione ha riferito che, a seguito di una revisione dell'assistenza finanziaria dell'UE alla Palestina, non sono stati sviati fondi per fini non previsti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che dal 7 ottobre 2023 almeno 330 palestinesi in Cisgiordania sono stati uccisi da attacchi delle forze e dei coloni israeliani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che l'Egitto ha proposto un piano in tre punti per un cessate il fuoco permanente, che comprende una tregua umanitaria preliminare per un periodo rinnovabile di due settimane al fine dello scambio di 40 ostaggi israeliani con 120 prigionieri palestinesi, durante la quale cesserebbero le ostilità, i carri armati sarebbero ritirati e sarebbe consentito l'ingresso di forniture essenziali quali cibo, assistenza medica, gas per uso domestico e carburante;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che nel 2021 la Corte penale internazionale (CPI) ha avviato un'indagine sui territori palestinesi occupati; che il 29 dicembre 2023 il Sud Africa ha denunciato Israele presso la Corte internazionale di giustizia (CIG); che il 10 ottobre 2023 l'Ufficio del procuratore della CPI ha confermato che il mandato della Corte si applica al conflitto attuale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che da decenni non si raggiungeva un rischio di escalation così elevato nella regione, date le azioni aggressive dell'Iran e il ricorso a mandatari come mezzo per destabilizzare deliberatamente la regione; che gli Houthi compiono attacchi contro la navigazione commerciale nello stretto di Bab el-Mandeb dal 19 novembre 2023, quando alcuni ribelli Houthi hanno dirottato la nave Galaxy Leader, registrata in Giappone; che diversi paesi hanno reagito militarmente;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che l'Iran fornisce armi e finanziamenti ai ribelli Houthi, a Hezbollah e ad Hamas; che il Qatar fornisce da tempo sostegno finanziario ad Hamas; che i servizi di intelligence occidentali hanno sollevato interrogativi circa il fatto che il Qatar fosse al corrente dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 contro Israele;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>chiede un cessate il fuoco permanente e di riprendere gli sforzi volti a trovare una soluzione politica, a condizione che tutti gli ostaggi siano rilasciati immediatamente e incondizionatamente e che l'organizzazione terroristica Hamas sia smantellata; ribadisce il suo fermo sostegno a una soluzione negoziata, fondata sulla coesistenza di due Stati sulla base dei confini del 1967, che preveda la convivenza, all'insegna della pace e della sicurezza garantita, di due Stati sovrani e democratici, con Gerusalemme come capitale di entrambi gli Stati, e nel pieno rispetto del diritto internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>esprime profondo cordoglio per le vittime innocenti di entrambe le parti; condanna nuovamente con la massima fermezza gli spregevoli attacchi terroristici del gruppo terroristico Hamas contro Israele; condanna la risposta militare sproporzionata di Israele, che ha causato un numero di morti senza precedenti tra i civili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>chiede che sia garantito l'accesso umanitario per rispondere alle esigenze mediche di tutti gli ostaggi e che le salme degli ostaggi deceduti siano rimpatriate; ricorda che la presa di ostaggi costituisce una violazione del diritto internazionale e un crimine di guerra; chiede che i responsabili e gli organizzatori di tali reati siano perseguiti e puniti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>ricorda che Israele ha il diritto di difendersi entro i limiti del diritto internazionale, che stabilisce che tutte le parti in conflitto devono distinguere sempre tra combattenti e civili, che gli attacchi devono essere diretti solo su obiettivi militari e che i civili e le infrastrutture civili non devono essere oggetto di attacchi; deplora l'abuso da parte di Hamas dell'infrastruttura civile palestinese, le sue operazioni di combattimento in zone densamente popolate da civili, la costruzione di gallerie e l'uso di scudi umani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per la gravissima situazione umanitaria nella Striscia di Gaza in rapido deterioramento e per il suo pesante impatto sulla popolazione civile; sottolinea l'urgente necessità di un accesso umanitario pieno, rapido, sicuro e senza ostacoli a tutta la Striscia di Gaza; sottolinea inoltre gli obblighi delle parti in conflitto in base al diritto internazionale umanitario per quanto riguarda la fornitura di assistenza umanitaria; esorta le autorità israeliane a garantire l'accesso continuo degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, ponendo l'accento sulla fornitura ininterrotta di beni essenziali quali carburante, cibo, acqua, forniture mediche e alloggi, in linea con il diritto internazionale, e chiede il ripristino immediato delle infrastrutture vitali, in particolare per prevenire il rischio di fame catastrofica e inedia, nonché la possibile diffusione di malattie infettive;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>chiede un'iniziativa europea per rilanciare la soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati; sottolinea l'assoluta necessità di riavviare immediatamente il processo di pace; accoglie con favore, a tale riguardo, la "Giornata della pace per il Medio Oriente", istituita poco prima degli attacchi dall'UE e dalla Lega araba;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>ribadisce la sua richiesta di porre fine all'occupazione dei territori palestinesi; ricorda che gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, sono illegali in base al diritto internazionale; chiede l'allentamento delle tensioni in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est; condanna fermamente l'aumento della violenza dei coloni estremisti nei confronti dei palestinesi e chiede l'imposizione di misure restrittive ai coloni estremisti che violano i diritti umani e il diritto internazionale; chiede che gli alti dirigenti politici di Hamas siano inseriti nell'elenco dei soggetti terroristici stabilito dall'UE, compresi Ismail Haniyeh, Khaled Mashal, Khalil al-Hayya e Mahmoud Zahar, affinché i loro fondi e le loro attività finanziarie negli Stati membri dell'UE siano congelati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>prova sgomento nel constatare che i leader di Hamas hanno accumulato enormi ricchezze a spese dei civili palestinesi, che vivono per lo più in povertà;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>ribadisce il suo pieno sostegno all'Iniziativa di pace araba del 2002, che propone una piena normalizzazione delle relazioni tra lo Stato di Israele e tutti gli Stati arabi in cambio del completo ritiro di Israele da tutti i territori palestinesi e arabi occupati dal 1967 e di scambi di territori equivalenti concordati tra Israele e la Palestina; ricorda il suo sostegno alla normalizzazione delle relazioni tra Israele e tutti gli Stati arabi; chiede con urgenza la piena inclusione dell'Autorità palestinese in tale processo, in linea con gli sforzi dell'UE e delle Nazioni Unite volti a conseguire una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati per la pace, la sicurezza e la stabilità nella regione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>sottolinea che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha ribadito, nella sua risoluzione del 22 dicembre 2023, il suo appello rivolto a tutte le parti coinvolte nel conflitto a tener fede ai loro obblighi ai sensi del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario, e ha ricordato che le strutture civili e umanitarie e le strutture delle Nazioni Unite, come anche il personale umanitario e medico e i relativi mezzi di trasporto, devono essere rispettati e protetti conformemente al diritto internazionale umanitario; condanna l'uccisione di giornalisti, operatori dei media, personale delle Nazioni Unite e operatori sanitari, e ribadisce l'importanza del loro lavoro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>evidenzia il ruolo dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA), che fornisce attualmente riparo a oltre un milione di sfollati interni e che è diventata la piattaforma principale per l'assistenza umanitaria alla popolazione della Striscia di Gaza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>esprime profonda preoccupazione dinanzi agli ordini di evacuazione del governo israeliano, che spostano con la forza la popolazione civile dalla parte settentrionale della Striscia di Gaza alla parte meridionale confinandola in meno di un terzo del territorio di Gaza e prendendo di mira nel contempo zone e infrastrutture civili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>ribadisce che l'UE è il principale donatore di aiuti umanitari e di aiuti allo sviluppo ai territori palestinesi occupati; insiste sul fatto che l'assistenza allo sviluppo fornita dall'UE all'Autorità palestinese non dovrebbe essere ostacolata o interrotta; accoglie con favore la nomina di Sigrid Kaag quale coordinatrice principale per l'aiuto umanitario e la ricostruzione a Gaza; plaude agli sforzi compiuti dall'UE e dai suoi Stati membri per fornire assistenza umanitaria alla popolazione della Striscia di Gaza; si compiace del fatto che i finanziamenti umanitari dell'UE a favore della Striscia di Gaza siano quadruplicati negli ultimi tre mesi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>ribadisce che il rispetto dei diritti umani e dei principi democratici costituisce una componente essenziale dell'accordo di associazione UE-Israele, come anche delle relazioni dell'UE con l'Autorità palestinese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>ribadisce il forte sostegno dell'UE al lavoro della CPI e della CIG; chiede che i responsabili di atti terroristici e di violazioni del diritto internazionale siano chiamati a rendere conto e che si indaghi, a tal fine, su tutti gli eventuali crimini di guerra; ribadisce che gli attacchi deliberati contro i civili costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale, così come il trasferimento forzato delle popolazioni; chiede giustizia per le vittime delle esecuzioni sommarie e delle torture sessuali perpetrate da Hamas durante gli attacchi del 7 ottobre 2023; prende atto della causa avviata dal Sudafrica contro Israele dinanzi alla CIG;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>sostiene un rafforzamento del ruolo delle due missioni civili dell'UE nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune, vale a dire l'Ufficio di coordinamento dell'UE per il sostegno alla polizia palestinese e la missione dell'Unione europea di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah, affinché entrambe contribuiscano a facilitare la fornitura di assistenza umanitaria alla Striscia di Gaza e al miglioramento dell'efficacia dell'Autorità palestinese in Cisgiordania;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>condanna fermamente gli attacchi da parte dell'Hezbollah libanese e il lancio di razzi iraniani dalla Siria contro Israele a seguito degli attacchi del 7 ottobre 2023; esprime profonda preoccupazione per le centinaia di attacchi che si sono verificati da allora nel Libano meridionale e nel nord di Israele;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>ribadisce il suo invito ad avviare tempestivamente misure di de-escalation volte a scongiurare la possibilità che le attuali tensioni lungo il confine israelo-libanese inneschino un conflitto su vasta scala; sottolinea l'importanza di applicare la risoluzione 1701 (2006) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dell'11 agosto 2006; sollecita il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) a sostenere tutti gli sforzi diplomatici per portare al tavolo tutte le parti a seguito della disponibilità del Libano a raggiungere un accordo sull'allentamento delle tensioni; chiede moderazione da entrambe le parti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>ricorda l'importanza di fornire sostegno dell'UE alla forza interinale delle Nazioni Unite in Libano e alle forze armate e di sicurezza interna libanesi, affinché possano svolgere il loro ruolo essenziale; ricorda che la risoluzione 1701 (2006) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite esige il disarmo di tutti i gruppi armati, compreso Hezbollah;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>condanna con la massima fermezza gli attacchi Houthi contro la navigazione commerciale al largo delle coste dello Yemen; chiede il rilascio immediato e incondizionato dell'equipaggio della nave Galaxy Leader, immatricolata in Giappone, compresi i cittadini rumeni e bulgari che sono detenuti dal 19 novembre 2023; invita gli Stati membri a compiere sforzi immediati e concertati per affrontare tali attacchi, anche allestendo un'operazione navale nel quadro della politica di sicurezza e di difesa comune, in stretta cooperazione con gli attori regionali e i partner internazionali; accoglie con favore l'operazione "Prosperity Guardian" guidata dagli Stati Uniti per salvaguardare il trasporto marittimo nel Mar Rosso e la libertà di navigazione, che devono essere garantiti in ogni momento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>esorta il VP/AR a coordinare tali sforzi per reagire alla situazione fornendo una risposta forte dell'UE, al fine di proteggere il diritto di passaggio quale sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982; esorta altresì il VP/AR a mantenere e sostenere il processo di pace guidato dalle Nazioni Unite per porre fine al conflitto nello Yemen;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>denuncia il ruolo svolto da Stati terzi ed entità non statali nella fornitura di sostegno finanziario, materiale e operativo a Hamas e a Hezbollah; chiede l'avvio di indagini approfondite per determinare l'origine dei fondi e dei sistemi di armi da essi utilizzati; invita l'UE a imporre sanzioni agli Stati e alle entità che hanno agevolato gli attacchi, in particolare l'Iran e il Qatar;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>condanna i picchi di antisemitismo, di odio anti-musulmano e di razzismo registrati in tutta Europa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione / alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al rappresentante speciale dell'Unione europea per il processo di pace in Medio Oriente, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretario generale della Lega degli Stati arabi, alla Knesset e al governo di Israele nonché all'Autorità palestinese e al Consiglio legislativo palestinese.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>