<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0068</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Recente decisione della Norvegia di procedere verso l'estrazione mineraria dei fondali marini nell'Artico</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B9-0095/2024)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 7 febbraio 2024 sulla recente decisione della Norvegia di procedere verso l'estrazione mineraria dei fondali marini nell'Artico (2024/2520(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione del Parlamento norvegese del 9 gennaio 2024 sulle attività minerarie sulla piattaforma continentale norvegese – apertura della zona e strategia per la gestione delle risorse,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la valutazione strategica dell'impatto ambientale sui minerali del fondale marino della piattaforma continentale norvegese pubblicata dal ministero dell'Energia norvegese il 27 ottobre 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del governo norvegese del 20 giugno 2023 sulle attività minerarie sulla piattaforma continentale norvegese – apertura delle zone e strategia per la gestione delle risorse,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione dell'Agenzia norvegese per l'ambiente del 27 gennaio 2023 sull'audizione e la valutazione d'impatto delle attività minerarie sulla piattaforma continentale norvegese,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, dell'11 dicembre 2019, dal titolo "Il Green Deal europeo" (COM(2019)0640),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la comunicazione della Commissione del 20 maggio 2020, dal titolo "Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 – Riportare la natura nella nostra vita" (COM(2020)0380), nonché la risoluzione del Parlamento del 9 giugno 2021<FOOTNOTE><FIELD> GU C 67 dell'8.2.2022, pag. 25.</FIELD></FOOTNOTE> e le conclusioni del Consiglio del 23 ottobre 2020 al riguardo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 17 maggio 2021 su un nuovo approccio per un'economia blu sostenibile nell'UE – Trasformare l'economia blu dell'UE per un futuro sostenibile (COM(2021)0240),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 3 maggio 2022 verso un'economia blu sostenibile nell'UE: il ruolo dei settori della pesca e dell'acquacoltura<FOOTNOTE><FIELD> GU C 465 del 6.12.2022, pag. 2.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 7 ottobre 2021 sull'Artico: prospettive, problematiche e sfide per la sicurezza<FOOTNOTE><FIELD> GU C 132 del 24.3.2022, pag. 113.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 16 gennaio 2018 sulla governance internazionale degli oceani: un'agenda per il futuro dei nostri oceani nel contesto degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) per il 2030<FOOTNOTE><FIELD> GU C 458 del 19.12.2018, pag. 9.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 6 ottobre 2022 su "Uno slancio per gli oceani" per rafforzare la governance degli oceani e la biodiversità<FOOTNOTE><FIELD> GU C 132 del 14.4.2023, pag. 106.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza del 24 giugno 2022, dal titolo "Definire la rotta verso un pianeta blu sostenibile – Comunicazione congiunta sull'agenda dell'UE per la governance internazionale degli oceani" (JOIN(2022)0028),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza del 10 novembre 2016, dal titolo: "Governance internazionale degli oceani: un'agenda per il futuro dei nostri oceani (JOIN(2016)0049)",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la nota verbale n. 21/13 della Commissione, dell'ottobre 2023, inviata al ministero reale norvegese degli Affari esteri,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la convenzione sulla diversità biologica, entrata in vigore il 29 dicembre 1993, il quadro globale di Kunming-Montreal per la biodiversità, e la decisione 15/24 della 15a conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica sulla conservazione e l'uso sostenibile della biodiversità marina e costiera,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), in particolare l'articolo 145 sulla protezione dell'ambiente marino,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo concluso nel quadro dell'UNCLOS relativo alla conservazione e all'uso sostenibile della biodiversità marina delle zone non soggette a giurisdizione nazionale (accordo BBNJ),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il mandato nel quadro dell'Autorità internazionale dei fondali marini istituita a norma dell'UNCLOS e l'accordo del 1994 relativo all'attuazione della parte XI dell'UNCLOS,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la convenzione per la protezione dell'ambiente marino dell'Atlantico nordorientale (convenzione OSPAR), che comprende le acque artiche,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato delle Svalbard del 1920, firmato il 9 febbraio 1920 a Parigi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la convenzione sulla valutazione dell'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero<FOOTNOTE><FIELD> GU C 104 del 24.4.1992, pag. 7.</FIELD></FOOTNOTE>, firmata a Espoo il 25 febbraio 1991 (convenzione di Espoo), e il relativo protocollo sulla valutazione ambientale strategica<FOOTNOTE><FIELD> GU L 308 del 19.11.2008, pag. 35.</FIELD></FOOTNOTE> (protocollo VAS),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il Gruppo di alto livello per un'economia oceanica sostenibile, di cui la Norvegia è membro fondatore,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 122 dell'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) dal titolo "Protezione degli ecosistemi e della biodiversità dei grandi fondali marini attraverso una moratoria sull'estrazione mineraria dei fondali marini",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 25 settembre 2015, dal titolo "Trasformare il nostro mondo: l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile", adottata in occasione del vertice delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile il 25 settembre 2015 a New York, e in particolare l'obiettivo di sviluppo sostenibile 14 dell'Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 delle Nazioni Unite che incoraggia la conservazione e l'utilizzo sostenibile degli oceani, dei mari e delle risorse marine,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione di valutazione globale del maggio 2019 sulla biodiversità e i servizi ecosistemici della piattaforma intergovernativa di politica scientifica per la biodiversità e i servizi ecosistemici,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo adottato in occasione della 21a Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21), tenutasi a Parigi il 12 dicembre 2015, ed entrato in vigore il 4 novembre 2016, comprese le successive decisioni della COP,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione speciale 2019 del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico del 24 settembre 2019 in materia di oceani e criosfera nell'era dei cambiamenti climatici,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il 9 gennaio 2024 lo Storting, il parlamento norvegese, ha approvato una decisione che consente di esplorare un'area di 281 200 chilometri quadrati nell'Artico ai fini di una potenziale estrazione mineraria dei fondali marini; che il processo non ha una data di scadenza e che ulteriori decisioni sui piani di estrazione o sui permessi minerari dipendono dalle future decisioni democratiche del governo norvegese, in linea con la legge norvegese sui minerali dei fondali marini; che secondo la decisione i primi piani di estrazione devono essere approvati dallo Storting;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che l'Agenzia norvegese per l'ambiente ritiene che la valutazione dell'impatto ambientale contenga notevoli lacune in termini di conoscenze sulla natura, sulla tecnologia e sui potenziali effetti ambientali e che pertanto non fornisca una base sufficiente per l'estrazione dei minerali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che la Norvegia e l'Union intrattengono relazioni intense e di lunga data in qualità di vicini e partner, condividono obiettivi politici e valori fondamentali comuni e fanno parte del mercato unico attraverso lo Spazio economico europeo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che gran parte della zona proposta per l'esplorazione si trova sulla piattaforma continentale estesa norvegese e che gran parte dell'area al di sopra della piattaforma continentale estesa è considerata alto mare ed è costituita da zone di pesca internazionale; che tale piattaforma continentale è soggetta alle disposizioni del trattato delle Svalbard del 1920; che l'area rientra nella zona di pesca protetta delle Svalbard, il che consente agli Stati parte, compresi 22 Stati membri dell'Unione e altri 23 Stati, di avere pari opportunità di avviare attività di pesca;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che nell'ottobre 2023 l'Unione ha inviato una nota verbale alla Norvegia esprimendo preoccupazione per i significativi effetti negativi dell'annunciata estrazione mineraria in alto mare sugli stock ittici, sulla pesca e sull'accesso alle zone di pesca, anche sulla piattaforma continentale dell'arcipelago delle Svalbard;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la Norvegia è firmataria della convenzione di Espoo e del protocollo VAS, il che significa che ha l'obbligo giuridico di evitare impatti transfrontalieri significativi; che la Norvegia ha anche l'obbligo giuridico di proteggere l'ambiente marino a norma della convenzione OSPAR;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che gli ecosistemi dell'Artico sono stati identificati come aventi un'importanza ambientale fondamentale per la biodiversità, gli stock ittici e la regolazione del clima; che questi ecosistemi particolarmente vulnerabili sono già sottoposti alla pressione dei cambiamenti climatici, che si traducono in oceani più acidi e più caldi, il che probabilmente inciderà sui modelli migratori di importanti stock ittici; che l'estrazione di minerali sui fondali marini dell'Artico rischia di liberare il metano stoccato negli ecosistemi subglaciali e nei suoli di permafrost artico; che gli ecosistemi artici sono altamente sensibili all'inquinamento e ad altri impatti umani; che i necessari processi di recupero o pulizia sono molto difficili da realizzare a causa delle condizioni naturali estreme e delle lunghe distanze dai porti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che l'alto mare è il bioma più antico del pianeta e l'area del pianeta meno conosciuta dall'umanità; che si ritiene che l'alto mare presenti la biodiversità più ricca della Terra, fornisca servizi ambientali fondamentali, compreso il sequestro del carbonio a lungo termine, e sia vulnerabile alle perturbazioni umane; che gli oceani assorbono circa il 90 % del calore in eccesso e il 25 % delle emissioni globali di CO<STRING SUBSCRIPT="on">2</STRING>; che sono state espresse serie preoccupazioni in merito all'impatto dell'estrazione mineraria in alto mare sulla perdita di biodiversità e sul funzionamento dell'ecosistema, i cui effetti si ripercuoteranno su molte generazioni future; che l'oceano dovrebbe essere riconosciuto a livello internazionale come un bene comune globale ed essere protetto in virtù della sua unicità e interconnessione e dei servizi ecosistemici essenziali che fornisce; che le generazioni attuali e future dipendono da tali servizi per la loro sopravvivenza e il loro benessere;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che l'accordo BBNJ è stato concluso nel giugno 2023; che l'Unione e la Norvegia sono state tra i primi firmatari del trattato; che l'accordo BBNJ era una priorità per l'Unione, che ha guidato i negoziati a livello mondiale attraverso la coalizione di ambizione elevata BBNJ, una coalizione lanciata in occasione del vertice "One Ocean" tenutosi a Brest nel febbraio 2022 a cui ha partecipato anche la Norvegia; che l'accordo BBNJ impone di effettuare valutazioni dell'impatto delle attività economiche sulla biodiversità in alto mare;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che lo stato attuale delle conoscenze scientifiche non consente una valutazione accurata dell'impatto ambientale dell'estrazione mineraria dei fondali marini e che è ancora necessario uno sforzo di ricerca internazionale per raggiungere un consenso scientifico al riguardo; che la Commissione ha sottolineato la necessità di una ricerca a lungo termine al fine di valutare realmente l'impatto dell'estrazione mineraria in alto mare; che l'esplorazione e l'estrazione mineraria premature potrebbero causare danni permanenti e irreversibili agli ecosistemi; che sono necessarie maggiori ricerche scientifiche per comprendere appieno i potenziali effetti dell'estrazione mineraria in alto mare sull'ambiente marino e sulla biodiversità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che l'apertura di questa zona all'estrazione mineraria dei fondali marini potrebbe nuocere agli stock ittici e alla pesca e incidere sull'accesso delle navi degli Stati membri alle zone di pesca della zona; che gli interessi della pesca internazionale, compresa la pesca dell'Unione, non sono stati presi in considerazione nella valutazione d'impatto della decisione in questione; che nel novembre 2021 i consigli consultivi europei per la flotta oceanica, per gli stock pelagici e per le acque nordoccidentali hanno chiesto una moratoria sull'estrazione mineraria in alto mare, a seguito di raccomandazioni analoghe formulate nel 2020 e nel 2019; che anche l'Associazione norvegese dei pescatori è stata molto critica verso tale decisione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che, a livello internazionale, un numero crescente di Stati, tra cui sette Stati membri (Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Spagna e Svezia), ha espresso sostegno a favore di una moratoria, di una pausa precauzionale o di un divieto totale dell'estrazione mineraria dei fondali marini; che nel settembre 2021 il Congresso mondiale sulla conservazione dell'IUCN ha approvato a stragrande maggioranza una mozione di moratoria sull'estrazione mineraria in alto mare, compresa l'Autorità internazionale dei fondali marini, con il sostegno, tra gli altri, di Austria, Germania, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che 37 istituti finanziari, le cui attività complessive hanno un valore di 3 300 miliardi di EUR, hanno sollevato preoccupazioni in merito alle attività minerarie dei fondali marini agli Stati membri dell'Autorità internazionale dei fondali marini; che società internazionali come Volvo, BMW, Google, Samsung, Phillips, Northvolt e Volkswagen hanno espresso il loro sostegno a favore di una moratoria sull'estrazione mineraria dei fondali marini e si sono impegnate a non approvvigionarsi di minerali provenienti dai fondali marini né a finanziarli; che Equinor, la più grande società norvegese, ha sottolineato la necessità di acquisire maggiori conoscenze sull'estrazione mineraria in alto mare al largo delle coste norvegesi e ha concluso che tale attività non è ancora praticabile a causa del rischio ambientale; che l'iniziativa finanziaria del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente ha avvertito la comunità finanziaria dell'impossibilità di prevedere che il finanziamento delle attività minerarie dei fondali marini, nella loro forma attuale, possa essere coerente con i principi finanziari dell'economia blu sostenibile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che gran parte della domanda di materie prime può e dovrebbe essere soddisfatta mediante il ricorso a misure di riciclaggio e di economia circolare, lo sviluppo di materiali sostitutivi e politiche di riduzione della domanda;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>esprime preoccupazione per la decisione dello Storting del 9 gennaio 2024 di aprire alcune zone ad attività nei fondali marini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>osserva che la decisione dello Storting comprende un processo continuo di mappatura, acquisizione di conoscenze e valutazioni dell'impatto ambientale delle potenziali attività minerarie e non concede automaticamente l'autorizzazione per le attività di estrazione, in quanto i primi piani di estrazione devono essere approvati dallo Storting, secondo la decisione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>rinnova gli inviti rivolti alla Commissione e agli Stati membri a promuovere una moratoria internazionale sull'estrazione mineraria dei fondali marini, anche presso l'Autorità internazionale dei fondali marini, fino a quando gli effetti dell'estrazione mineraria in alto mare sull'ambiente marino, la biodiversità e le attività umane in mare non siano stati studiati e oggetto di ricerche sufficienti e fino a quando le attività minerarie in alto mare non possano essere gestite in modo da evitare la perdita di biodiversità marina o il degrado degli ecosistemi marini; invita tutti i paesi ad applicare il principio di precauzione e a sostenere una moratoria internazionale sull'estrazione mineraria dei fondali marini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>ricorda gli obblighi della Norvegia in quanto parte di diversi trattati, in particolare il trattato delle Svalbard, di vari accordi relativi alla gestione degli stock ittici in tale zona, della convenzione OSPAR per la protezione dell'ambiente marino dell'Atlantico nordorientale, comprese le acque artiche, contro gli effetti negativi delle attività umane e della convenzione di Espoo; sottolinea che l'accordo BBNJ è stato firmato sia dall'Unione che dalla Norvegia e invita tutte le altre parti dell'UNCLOS, compresa la Norvegia, a firmarlo e ratificarlo senza indugio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>invita la Norvegia a continuare a dialogare con l'Unione in uno spirito di partenariato reciproco e in linea con l'Alleanza verde firmata nell'aprile 2023, al fine di affrontare tutte le preoccupazioni e garantire la protezione dell'ambiente marino e degli ecosistemi artici; invita la Commissione e la Norvegia ad avviare un dialogo continuo e a scambiare ricerche e conoscenze scientifiche sui fondali marini e sulla gestione sostenibile degli oceani; sottolinea che la Norvegia e l'Unione, attraverso le rispettive strategie, seguono un approccio analogo per una politica equilibrata in materia di materie prime basata sulla mitigazione della domanda, il riutilizzo, l'efficienza, il riciclaggio, l'utilizzo dei flussi di rifiuti e la sostituzione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, allo Storting e al governo della Norvegia.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>