<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0070</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Nuova ondata di arresti di massa di attivisti dell'opposizione e dei loro familiari in Bielorussia</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B9-0110, 0115, 0116, 0126 e 0129/2024)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo dell'8 febbraio 2024 sulla nuova ondata di arresti di massa di attivisti dell'opposizione e dei loro familiari in Bielorussia (2024/2550(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulla Bielorussia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 144, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che nel gennaio 2024 la commissione di sicurezza nazionale bielorussa (KGB) si è resa responsabile di incursioni, interrogatori e detenzioni che hanno coinvolto oltre 200 familiari di attuali ed ex prigionieri politici nonché beneficiari dell'iniziativa "INeedHelpBY", accusati di "estremismo"; che la maggioranza di queste persone è costituita da madri e mogli di prigionieri politici, tra cui figurano Marina Adamovich, moglie di Mikalai Statkevich, Tatsiana Seviarynets, madre di Pavel Seviarynets, e Daria Losik, arrestata precedentemente, moglie di Ihar Losik;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>che sono state mosse ulteriori accuse nell'ambito di procedimenti giudiziari in contumacia nei confronti di 20 analisti politici, giornalisti e sociologi etichettati come "analisti di Tsikhanouskaya", i quali rischiano la confisca dei beni e la revoca della cittadinanza in caso di condanna;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>che i prigionieri politici, compresi i leader di partito Mikalai Kazlou, Ryhor Kastusiou, Mikalai Statkevich e Pavel Seviarynets, sono sottoposti a isolamento, tortura, lavoro forzato e che viene loro negata l'assistenza medica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>che l'episodio più recente di repressione è avvenuto prima delle "elezioni" parlamentari e locali del 25 febbraio 2024; che la "legge sui partiti politici" del 2023 sta impedendo ai partiti democratici di opposizione di partecipare alle elezioni;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna fermamente la recente ondata di arresti di massa in Bielorussia ed esorta il regime illegittimo di Lukashenko a porre fine alla repressione, in particolare a qualsiasi persecuzione basata sul genere, e ricorda al regime di rispettare i suoi obblighi internazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli oltre 1 400 prigionieri politici, nonché il rilascio dei loro familiari e delle persone detenute arbitrariamente, e il risarcimento a loro dovuto, esigendo che nel contempo siano pienamente ripristinati i loro diritti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>ribadisce la sua posizione sulla mancanza di trasparenza, libertà ed equità in vista delle "elezioni" parlamentari e locali in Bielorussia e invita l'UE, i suoi Stati membri e la comunità internazionale a non riconoscerne i risultati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>invita il VP/AR e il Consiglio a rispondere imponendo sanzioni più severe al regime di Lukashenko, anche nei confronti di beni per la cui produzione si è ricorso al lavoro forzato imposto ai prigionieri politici, sanzioni finanziarie più severe nonché sanzioni nei confronti delle persone responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, compresi i funzionari di alto livello e i membri delle forze di sicurezza; invita a ridurre ulteriormente la presenza diplomatica della Bielorussia nell'UE, a continuare a sostenere le vittime del regime attraverso strumenti speciali che consentano loro di ottenere visti e permessi di soggiorno dell'Unione e ad affrontare i casi di apolidia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere ulteriormente la documentazione relativa alle violazioni dei diritti umani in Bielorussia, ad appoggiare la trasformazione dell'esame della situazione dei diritti umani in Bielorussia da parte dell'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani (OHCHR) in un meccanismo investigativo pienamente indipendente, a difendere il mandato della relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani in Bielorussia e a promuovere l'assunzione di responsabilità mediante la giurisdizione extraterritoriale e universale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>ribadisce la sua solidarietà al popolo bielorusso e il suo sostegno alle legittime aspirazioni del paese a un futuro democratico ed europeo e mantiene il suo impegno a lavorare instancabilmente con le forze democratiche, la società civile e i media indipendenti a favore del popolo bielorusso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al VP/AR, agli Stati membri, ai rappresentanti delle forze democratiche bielorusse, alle autorità bielorusse de facto, alle Nazioni Unite e all'OSCE.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>