<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0074</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Le priorità dell'UE in vista della 68a sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B9-0091/2024)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo dell’8 febbraio 2024 sulle priorità dell'UE in vista della 68a sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile (2023/2973(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la 68<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile e il suo tema prioritario "Accelerare il conseguimento della parità di genere e dell'emancipazione di tutte le donne e le ragazze affrontando la povertà e rafforzando le istituzioni e i finanziamenti con una prospettiva di genere",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la dichiarazione e la piattaforma d'azione di Pechino, del 15 settembre 1995, e gli esiti delle relative conferenze di revisione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione delle Nazioni Unite del 1979 sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli articoli 21 e 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, il principio del "non lasciare indietro nessuno" e, in particolare, l'obiettivo di sviluppo sostenibile (OSS) 1, che mira a porre fine alla povertà, l'OSS 5, che mira a conseguire l'uguaglianza di genere e a migliorare le condizioni di vita delle donne, e l'OSS 8, che mira a realizzare una crescita economica sostenibile,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il piano d'azione dell'Unione europea sulla parità di genere e l'emancipazione femminile nell'azione esterna 2021-2025 (GAP III),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la strategia dell'UE per la parità di genere 2020-2025, del 5 marzo 2020,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 22 giugno 2022 su un'azione comune europea in materia di assistenza e cura<FOOTNOTE><FIELD> GU C 47 del 7.2.2023, pag. 30.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 24 giugno 2022 sulla povertà femminile in Europa<FOOTNOTE><FIELD> GU C 47 del 7.2.2023, pag. 2.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 157, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le interrogazioni al Consiglio e alla Commissione sulle priorità dell'UE in vista della 68<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile (O-000056/2023 – B9-0005/2024 e O-000057/2023 – B9-0006/2024)),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti l'articolo 136, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di risoluzione della commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che garantire i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere è un principio fondamentale dell'UE sancito dall'articolo 2 del trattato sull'Unione europea e dall'articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; che l'integrazione della dimensione di genere e il bilancio di genere costituiscono strumenti importanti per il conseguimento di tale obiettivo e l'inclusione di tali principi in tutte le politiche, le misure e le azioni dell'UE, anche nelle sue dimensioni esterne;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che 189 paesi di tutto il mondo, tra cui l'Unione europea e i suoi Stati membri, si sono impegnati ad adoperarsi a favore della parità di genere e dell'emancipazione di tutte le donne e le ragazze in occasione della quarta Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne tenutasi a Pechino nel 1995; che l'OSS 5 dell'Agenda per lo sviluppo sostenibile adottata dagli Stati membri delle Nazioni Unite nel 2015 fissa al 2030 il termine per conseguire l'uguaglianza di genere e l'emancipazione di tutte le donne e le ragazze in tutta la loro diversità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che l'UE deve riconoscere che è una sua responsabilità includere le prospettive di genere in tutti i settori delle sue politiche esterne, quali la cooperazione allo sviluppo, gli aiuti umanitari, il commercio, l'agricoltura, il clima e la migrazione, per poter avere un impatto sull'eliminazione della povertà femminile a livello mondiale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che l'approccio della politica estera femminista mira a emancipare le donne e le ragazze, a risolvere le crisi e a ridurre l'impatto negativo sulle donne, sulle ragazze e sulla parità di genere, anche combattendo la povertà femminile; che l'UE dovrebbe adoperarsi per seguire tale approccio globale nella sua azione esterna;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che la piattaforma d'azione di Pechino del 1995 ha sottolineato che la parità di genere e l'emancipazione delle donne e delle ragazze, nonché il rispetto dei loro diritti umani, sono fattori critici per l'eliminazione della povertà; che esiste una forte interdipendenza tra la povertà e l'esclusione sociale e politica; che la povertà femminile è un problema complesso e multidimensionale, di origine sia nazionale che internazionale; che, per questo motivo, è fondamentale combattere tutte le cause profonde e le manifestazioni della povertà femminile; che ciò limita la capacità delle donne e delle ragazze di realizzare appieno il loro potenziale e di godere dei loro diritti nella società per poter contare su mezzi di sussistenza sostenibili;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che le donne e le ragazze continuano a essere esposte in modo sproporzionato alla povertà e al rischio di esclusione sociale rispetto agli uomini, in particolare le donne e le ragazze che subiscono forme intersezionali di discriminazione basate su sesso, razza, colore della pelle, origine etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione o convinzioni personali, opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, appartenenza a una minoranza nazionale, patrimonio, nascita, disabilità, età, orientamento sessuale<FOOTNOTE><FIELD> Carta dei diritti fondamentali dell'UE, articolo 21.</FIELD></FOOTNOTE>, genere, identità ed espressione di genere e caratteristiche sessuali; che, secondo le stime, 383 milioni di donne e ragazze vivono con meno di 1,90 USD al giorno, rispetto ai 368 milioni di uomini e ragazzi<FOOTNOTE><FIELD> Azcona, G. e Bhatt, A., <STRING ITALIC="on">Poverty is not gender neutral</STRING> (La povertà non è neutra sotto il profilo del genere), UN Women, marzo 2023.</FIELD></FOOTNOTE>; che il tasso di povertà femminile è superiore a quello maschile (il 12,8 contro il 12,3 %)<FOOTNOTE><FIELD> <STRING ITALIC="on">Gender differences in poverty and household composition through the life cycle</STRING> (Differenze di genere nella povertà e nella composizione delle famiglie durante il ciclo di vita), UN Women e Banca mondiale.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che la povertà delle donne e il divario retributivo e pensionistico sono il risultato dell'accumulo di disuguaglianze e di discriminazione sistemiche e strutturali; che norme sociali e stereotipi di genere dannosi influenzano tuttora la divisione del lavoro in casa, nell'istruzione, sul luogo di lavoro e nella società, e l'accesso al potere, alle risorse, tra cui l'accesso ai finanziamenti o al credito, attraverso varie fonti quali il capitale di rischio, comprese le reti di investimento delle donne, la proprietà fondiaria e l'eredità come pure il processo decisionale; che l'assistenza e il lavoro domestico non retribuiti impongono un onere sproporzionato alle donne e alle ragazze e che tali responsabilità domestiche e di assistenza non sono adeguatamente riconosciute;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che l'accesso ai servizi, compresi quelli di assistenza all'infanzia e assistenza a lungo termine, condizionano in particolare le donne e le ragazze, che spesso si trovano a colmare i divari esistenti per quanto riguarda l'assistenza e il sostegno alle famiglie, il che perpetua le responsabilità sproporzionate delle donne in materia di assistenza non retribuita;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che, a livello mondiale, le donne costituiscono oltre il 70 % dei lavoratori nel settore della sanità e dell'assistenza<FOOTNOTE><FIELD> Risoluzione del 5 luglio 2022 sulla povertà delle donne in Europa, testi approvati: P9_TA(2022)0274.</FIELD></FOOTNOTE>; che questo genere di occupazioni sono state sistematicamente sottovalutate poiché svolte, ora e in passato, gratuitamente dalle donne all'interno del nucleo familiare; che le donne sono impiegate maggiormente con contratti a tempo parziale a causa dell'onere sproporzionato che grava su di loro in termini di lavoro domestico e di assistenza non retribuita; che le donne soffrono di povertà lavorativa che porta all'esclusione sociale; che è opportuno affrontare con urgenza gli effetti sociali, di parità di genere ed economici delle persone con responsabilità di assistenza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che le professioni dei settori a prevalenza femminile, come la sanità e l'assistenza, sono sistematicamente sottopagate e sottovalutate; che la promozione dell'indipendenza economica richiede il riconoscimento e l'attuazione di misure adeguate per garantire la parità di partecipazione delle donne ai mercati del lavoro, la parità di retribuzione per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, l'accesso a opportunità lavorative dignitose e il riconoscimento della correlazione tra il lavoro sottovalutato e quello sottopagato nei settori a prevalenza femminile;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che la povertà aggrava l'impatto della violenza di genere sulle donne e sulle ragazze in quanto l'aumento delle difficoltà economiche rende più difficile, per le donne che vivono in relazioni abusive, lasciare il proprio partner; che la violenza di genere è un problema strutturale e sociale che può essere riscontrato in tutti i gruppi socioeconomici ed è indipendente dalle origini o dalle convinzioni personali; che la violenza di genere contribuisce anche alla povertà e all'esclusione sociale in quanto la violenza condiziona gravemente la salute e può portare alla perdita del lavoro e della casa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che la povertà comporta un maggior rischio per le donne di rimanere vittime della tratta e dello sfruttamento sessuale in quanto rende loro e le loro famiglie economicamente dipendenti dai loro aggressori;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che è importante comprendere i legami tra la povertà e l'accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti; che la povertà, insieme ad altre barriere pratiche, giuridiche, finanziarie, culturali e sociali, può rappresentare tanto una causa quanto una conseguenza dell'inaccessibilità ai servizi di salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti per le donne, tra cui l'aborto sicuro e legale e metodi contraccettivi moderni; che il ritardo e la negazione dell'accesso all'assistenza all'aborto sicuro e legale costituisce una forma di violenza contro le donne e le ragazze; che diversi organismi di tutela dei diritti umani hanno affermato che la negazione dell'aborto sicuro e legale può rappresentare una tortura o un trattamento crudele, disumano e degradante;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che la prevenzione, l'individuazione precoce e il trattamento dell'HIV e di altre infezioni sessualmente trasmissibili, dei tumori riproduttivi, compreso il carcinoma della cervice uterina, e l'assistenza e i trattamenti per la fertilità sono essenziali per salvare vite umane;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che l'accesso ai prodotti per l'igiene e mestruali è ostacolato da un'imposizione fiscale iniqua sotto il profilo di genere sui prodotti mestruali, il che aggrava la questione della povertà mestruale; che la vergogna, il dolore mestruale non curato, le tradizioni discriminatorie e la mancanza di acqua e di strutture igienico-sanitarie per la gestione dell'igiene mestruale portano all'abbandono scolastico e a tassi di presenza inferiori delle ragazze a scuola e delle donne sul lavoro;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che l'indipendenza e l'emancipazione economiche delle donne, nel garantire la parità di retribuzione per uno stesso lavoro e per un lavoro di pari valore, e la capacità di partecipare in egual misura al mercato del lavoro e al processo decisionale economico, non solo sono fondamentali per conseguire la parità di genere, garantire la realizzazione dei diritti delle donne e porre fine alla povertà, ma sono anche vantaggiose per l'economia e la società nel suo complesso; che la parità di retribuzione per uno stesso lavoro e per un lavoro di pari valore come pure la capacità di partecipare in egual misura al mercato del lavoro e al processo decisionale economico sono prerequisiti per economie e società giuste; che la promozione dell'indipendenza economica richiede, tra l'altro, la promozione dell'imprenditorialità e del lavoro autonomo delle donne e dovrebbe essere accompagnata da misure adeguate;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che la parità di genere sul mercato del lavoro è uno strumento importante nell'eliminazione della povertà femminile che va a beneficio non solo delle donne ma dell'economia nel suo complesso e incide positivamente sul PIL, sui livelli di occupazione e sulla produttività; che migliorare la parità di genere porterebbe a un aumento del PIL pro capite dell'UE che si attesterebbe tra il 6,1 e il 9,6 % e a ulteriori 10,5 milioni di posti di lavoro entro il 2050;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che le crisi, compresi i cambiamenti climatici e tutte le conseguenze che ne derivano, in particolare la perdita di biodiversità, le catastrofi naturali, le pandemie e i conflitti armati, colpiscono in misura sproporzionata le donne; che le donne e le ragazze in situazioni di vulnerabilità hanno un minore accesso alle risorse necessarie per affrontare e superare le crisi o un minore controllo delle stesse; che le crisi non sono neutre sotto il profilo del genere e aggravano le disuguaglianze sociali e di genere; che la povertà dei genitori e, in particolare, della madre determina spesso la povertà dei figli;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che dal 2021 l'inflazione è aumentata drasticamente, principalmente a causa degli elevati costi dell'energia e dei prodotti alimentari; che secondo le proiezioni i salari non aumenteranno con la stessa rapidità dell'inflazione, creando così una crisi del costo della vita; che questa crisi minaccia gravemente i mezzi di sussistenza, la salute, il benessere e l'indipendenza economica delle donne, limitando nel contempo la loro capacità di acquistare beni di prima necessità, tra cui cibo e alloggio, e aggravando la povertà energetica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che i progressi compiuti negli ultimi anni nell'UE per quanto riguarda l'emancipazione delle donne e la promozione di una società paritaria, con iniziative quali procedure di assunzione trasparenti nelle imprese o trasparenza retributiva, devono essere rafforzati in quanto essenziali per conseguire la parità di genere, che è particolarmente importante in tempi di crisi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che gli investimenti in politiche a favore dell'emancipazione delle donne migliorano anche le condizioni di vita delle loro famiglie, in particolare quelle dei loro figli; che le famiglie monoparentali, la maggior parte delle quali sono guidate da madri, sono maggiormente esposte al rischio di povertà e hanno una maggiore probabilità di trasmettere la povertà alle generazioni successive;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">rivolge al Consiglio le raccomandazioni seguenti:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>riconfermare il fermo impegno dell'UE nei confronti della piattaforma d'azione di Pechino e delle successive conferenze di revisione, come pure della serie di azioni a favore dell'uguaglianza di genere ivi contemplate;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>assicurare il pieno coinvolgimento del Parlamento e della sua commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere nel processo decisionale riguardante la posizione dell'UE in occasione della 68<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile, garantire che il Parlamento disponga di informazioni adeguate e tempestive e abbia accesso al documento sulla posizione dell'UE prima dei negoziati, migliorare ulteriormente la cooperazione interistituzionale e la consultazione informale, anche prima e durante i negoziati, in modo che le priorità del Parlamento siano adeguatamente integrate;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>c)</SYMBOL>sottolineare l'importanza di un esito positivo della 68<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile, che si terrà dall'11 al 22 marzo 2024, anche attraverso l'adozione di una serie di impegni ambiziosi e lungimiranti definiti nella dichiarazione politica;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>d)</SYMBOL>impegnarsi a sostenere fermamente le attività dell'organismo delle Nazioni Unite per l'uguaglianza di genere e l'emancipazione delle donne (UN Women), che svolge un ruolo centrale nel sistema delle Nazioni Unite nel promuovere i diritti delle donne e delle ragazze in tutta la loro diversità e nel riunire tutte le pertinenti parti interessate al fine di consentire un cambiamento delle politiche e il coordinamento delle azioni; invitare tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, unitamente all'UE, ad assicurare finanziamenti adeguati a UN Women;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>e)</SYMBOL>garantire che l'Unione dia l'esempio e mostri una forte leadership, adottando nel contempo una posizione unitaria riguardo all'importanza di emancipare le donne e le ragazze in tutta la loro diversità, nonché di conseguire la parità di genere in tutto il mondo;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>f)</SYMBOL>garantire pari opportunità nell'istruzione, nel mercato del lavoro e nel processo decisionale politico ed economico, nonché la parità di accesso ai servizi economici e finanziari;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>g)</SYMBOL>sostenere la leadership delle donne e delle ragazze e la loro partecipazione piena, paritaria e significativa a tutti i livelli del processo decisionale, dal momento che la partecipazione delle donne nella vita pubblica e politica e nel processo decisionale è essenziale per una buona governance ed elaborazione delle politiche;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>h)</SYMBOL>applicare l'integrazione della dimensione di genere e il bilancio di genere in tutti i settori di intervento dell'UE e degli Stati membri, in quanto si tratta di strumenti riconosciuti a livello mondiale per attuare i diritti delle donne e conseguire la parità di genere;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>i)</SYMBOL>creare e adeguare le politiche e i programmi interni ed esterni dell'UE per migliorare l'emancipazione delle donne e delle ragazze in tutta la loro diversità, nonché rispettare, tutelare e realizzare i loro diritti e garantire la parità di genere;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>j)</SYMBOL>affrontare le molteplici cause sistemiche profonde della povertà femminile a livello mondiale, quali la sovrarappresentanza delle donne nei posti di lavoro a bassa retribuzione, precari e a tempo parziale, le interruzioni di carriera delle donne per motivi di assistenza ai figli e ad altri familiari, la mancanza di accesso ai mercati del lavoro e all'occupazione, il divario retributivo e pensionistico di genere, nonché la sottorappresentanza delle donne nel processo decisionale politico ed economico;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>k)</SYMBOL>sottolineare l'importanza di promuovere l'emancipazione delle donne e delle ragazze attraverso l'istruzione, la formazione e l'apprendimento permanente, che sono essenziali per combattere gli stereotipi dannosi e le persistenti disuguaglianze che portano alla povertà, nonché per affrontare la questione del tasso di occupazione femminile e la sottorappresentanza delle donne in alcuni settori quali la scienza, la tecnologia, l'ingegneria e la matematica (STEM) e l'intelligenza artificiale (IA);</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>l)</SYMBOL>sostenere e promuovere l'imprenditorialità femminile a tutti i livelli, aumentando la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, migliorando la loro indipendenza finanziaria e riconoscendo e promuovendo le donne come modelli di riferimento, mentori e creatrici di occupazione;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>m)</SYMBOL>garantire che misure concrete e impegni di bilancio adeguati siano inclusi nelle future strategie, programmi e iniziative politiche dell'UE per affrontare i vari aspetti e le varie cause della povertà femminile evidenziati nella strategia dell'UE per la parità di genere;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>n)</SYMBOL>mettere in evidenza e sensibilizzare alle conseguenze devastanti della violenza di genere nella società e nei conflitti armati in termini di esclusione sociale e povertà delle donne, e sottolineare la necessità di sviluppare quadri legislativi solidi a livello nazionale e internazionale e di garantire che gli autori di tali violenze siano assicurati alla giustizia e che le vittime abbiano diritto a mezzi di ricorso e risarcimenti efficaci;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>o)</SYMBOL>affrontare e combattere le pratiche tradizionali dannose, come i matrimoni infantili e forzati e le mutilazioni genitali femminili;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>p)</SYMBOL>garantire che siano messe in atto misure per evitare che le ragazze perdano giorni di scuola durante il ciclo mestruale, migliorando i servizi idrici e igienico-sanitari e le strutture per l'igiene mestruale nei locali scolastici, affrontando la povertà mestruale e combattendo la stigmatizzazione in tale ambito, in particolare attraverso l'istruzione e la formazione per tutti; assicurare maggiori sinergie tra i programmi riguardanti la salute, la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti e i servizi idrici e igienico-sanitari nelle scuole e il sostegno personale alle ragazze;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>q)</SYMBOL>applicare i principi del pilastro europeo dei diritti sociali attraverso l'attuazione di un approccio basato sui diritti per garantire la protezione sociale fondamentale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>r)</SYMBOL>garantire che gli Stati membri attuino solidi regimi di sicurezza sociale, anche esaminando la possibilità di introdurre un reddito minimo, al fine di garantire una rete di sicurezza per tutte le donne, in particolare per quelle più esposte al rischio di povertà e di esclusione sociale, facendo seguito alle richieste espresse dai cittadini dell'UE nella Conferenza sul futuro dell'Europa;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>s)</SYMBOL>garantire che gli Stati membri diano priorità agli investimenti nelle infrastrutture sociali e nei posti di lavoro verdi per garantire il benessere e l'emancipazione delle donne;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>t)</SYMBOL>migliorare i servizi pubblici, compresi i servizi sanitari, l'istruzione pubblica e i trasporti pubblici di qualità e a prezzi abbordabili, e riconoscere che trasporti pubblici accessibili e affidabili hanno un ruolo fondamentale per permettere la partecipazione delle donne al mondo del lavoro e alla società;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>u)</SYMBOL>promuovere i posti di lavoro verdi e investire nella piena partecipazione delle donne alla transizione verde, in quanto è essenziale per progredire verso un'economia sostenibile, garantendo nel contempo la parità di genere nei settori nuovi ed emergenti;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>v)</SYMBOL>riconoscere che la povertà energetica colpisce in misura sproporzionata le donne e proporre misure specifiche per sostenere le persone in situazioni di vulnerabilità, garantendo nel contempo a tutti l'accesso all'energia elettrica, al riscaldamento e al raffreddamento nel quadro della transizione verso l'energia verde;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>w)</SYMBOL>garantire l'accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti, compresa un'educazione sessuale e relazionale completa e adeguata all'età per tutti, a una contraccezione moderna a prezzi accessibili, all'assistenza per l'aborto sicuro e legale e ad altri servizi in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, come servizi per la salute materna di qualità;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>x)</SYMBOL>promuovere, sostenere e adottare misure concrete per realizzare il diritto di ciascuno al godimento del più alto livello possibile di salute fisica e mentale, anche garantendo l'accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>y)</SYMBOL>adottare misure incisive per denunciare in modo inequivocabile l'attuale regresso e gli attacchi contro la parità di genere e la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, anche da parte di organizzazioni di estrema destra e movimenti antidemocratici, al fine di pregiudicare i diritti fondamentali delle donne, la loro autonomia e la loro emancipazione in tutti i settori;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>z)</SYMBOL>rafforzare e sostenere le organizzazioni della società civile e le ONG che sostengono i diritti delle donne e la loro emancipazione;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>aa)</SYMBOL>accelerare l'attuazione degli impegni internazionali già assunti, quali gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, la Convenzione di Istanbul, la convenzione 190 dell'OIL e la risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; sostenere nuove misure per emancipare le donne e le ragazze e quindi combattere la loro povertà ed esclusione sociale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ab)</SYMBOL>adoperarsi per promuovere il concetto di lotta contro le forme di discriminazione multiple e intersezionali in tutti gli organi delle Nazioni Unite nonché nell'UE e nei suoi Stati membri;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ac)</SYMBOL>ribadire la necessità che l'UE svolga un ruolo di primo piano a livello multilaterale nel promuovere una diplomazia femminista, al fine di attuare accordi internazionali attinenti ai diritti e all'emancipazione delle donne e delle ragazze; invitare l'UE, i suoi Stati membri, la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) a impegnarsi a progredire verso una politica femminista in materia di affari esteri, sicurezza e sviluppo, che comporti una visione trasformativa in termini di genere, e a fare della parità di genere un elemento centrale delle loro azioni e priorità esterne;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ad)</SYMBOL>tenere conto della necessità di rafforzare l'integrazione della dimensione di genere e di utilizzare più efficacemente i principi del bilancio di genere, anche nelle politiche esterne dell'UE, per lottare contro la disuguaglianza di genere in tutto il mondo;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>ae)</SYMBOL>attuare pienamente il piano d'azione dell'UE sulla parità di genere III e garantire che l'85 % di tutte le nuove azioni nell'ambito delle relazioni esterne entro il 2025 contribuisca alla parità di genere e all'emancipazione femminile; applicare l'approccio globale e sostenibile di una politica estera femminista in tutte le sue azioni e politiche esterne;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>af)</SYMBOL>garantire dati comparabili, disaggregati per età, sesso e genere che rappresentino la situazione delle persone che subiscono forme di discriminazione multiple e intersezionali, in modo da migliorare l'analisi dei dati e orientare l'elaborazione e l'attuazione delle politiche, dal momento che attualmente sono disponibili meno della metà dei dati necessari per monitorare l'OSS 5;</ITEM></LIST></P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e al rappresentante speciale dell'Unione europea per i diritti umani.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>