<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0104</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Attuazione della politica estera e di sicurezza comune - Relazione annuale 2023</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A9-0389/2023 - Relatore: David McAllister)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 28 febbraio 2024 sull'attuazione della politica estera e di sicurezza comune – relazione annuale 2023 (2023/2117(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare gli articoli 21 e 36,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (AR/VP), del 15 giugno 2023, dal titolo "Relazione PESC – Le nostre priorità nel 2023",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la "Bussola strategica per la sicurezza e la difesa – Per un'Unione europea che protegge i suoi cittadini, i suoi valori e i suoi interessi e contribuisce alla pace e alla sicurezza internazionali", adottata dal Consiglio europeo il 24 marzo 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il nuovo concetto strategico della NATO, adottato il 29 giugno 2022 dai capi di Stato e di governo in occasione del vertice NATO di Madrid,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 1° febbraio 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 29 e 30 giugno 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (PESC) 2021/509 del Consiglio, del 22 marzo 2021, che istituisce uno strumento europeo per la pace, e abroga la decisione (PESC) 2015/528<FOOTNOTE><FIELD> GU L 102 del 24.3.2021, pag. 14.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce lo strumento per l'Ucraina (COM(2023)0338), presentata dalla Commissione il 20 giugno 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca europea per gli investimenti, del 1° dicembre 2021, dal titolo "Il Global Gateway" (JOIN(2021)0030),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, dell'8 novembre 2023, dal titolo "Comunicazione 2023 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2023)0690),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti le relazioni sull'allargamento 2023 e il piano di crescita per i Balcani occidentali, presentati dalla Commissione l'8 novembre 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua raccomandazione del 23 novembre 2022 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente la nuova strategia dell'UE in materia di allargamento<FOOTNOTE><FIELD> GU C 167 dell'11.5.2023, pag. 105.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 15 dicembre 2023 riguardanti la decisione di avviare negoziati di adesione con l'Ucraina e la Repubblica di Moldova, l'avvio dei negoziati di adesione con la Bosnia-Erzegovina una volta raggiunto il necessario livello di conformità ai criteri di adesione e la concessione dello status di paese candidato alla Georgia, fermo restando che siano adottate le pertinenti misure indicate nella comunicazione della Commissione dell'8 novembre 2023 sulla politica di allargamento dell'UE (COM(2023)0690),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza del 16 febbraio 2024 su una prevista operazione militare israeliana a Rafah,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo e al Consiglio, del 7 giugno 2023, dal titolo "Una nuova agenda per le relazioni dell'UE con l'America latina e i Caraibi" (JOIN(2023)0017),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la risoluzione adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 23 febbraio 2023, dal titolo "Principi della Carta delle Nazioni Unite a fondamento di una pace globale, giusta e duratura in Ucraina" (A/RES/ES-11/6), e le precedenti risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sull'aggressione nei confronti dell'Ucraina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 7 aprile 2022, dal titolo "Sospensione del diritto della Federazione russa di far parte del Consiglio dei diritti umani" (A/RES/ES-11/3),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione dal titolo "Trasformare il nostro mondo: l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile" (A/RES/70/1), adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015 in occasione del vertice delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile tenutosi a New York, nella quale sono stati fissati gli obiettivi di sviluppo sostenibile,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (PESC) 2023/162 del Consiglio, del 23 gennaio 2023, relativa a una missione dell'Unione europea in Armenia (EUMA)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 22 del 24.1.2023, pag. 29.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la decisione (PESC) 2022/1970 del Consiglio, del 17 ottobre 2022<FOOTNOTE><FIELD> GU L 270 del 18.10.2022, pag. 93.</FIELD></FOOTNOTE>, e la decisione (PESC) 2022/2507 del Consiglio, del 19 dicembre 2022<FOOTNOTE><FIELD> GU L 325 del 20.12.2022, pag. 110.</FIELD></FOOTNOTE>, che modificano la decisione 2010/452/PESC sulla missione di vigilanza dell'Unione europea in Georgia, EUMM Georgia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue risoluzioni del 15 marzo 2023 sulle relazioni UE-Armenia<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2023/404, 23.11.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2023/404/oj.</FIELD></FOOTNOTE> e sulle relazioni UE-Azerbaigian<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2023/405, 23.11.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2023/405/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, la sua risoluzione del 19 gennaio 2023 sulle conseguenze umanitarie del blocco in Nagorno-Karabakh<FOOTNOTE><FIELD> GU C 214 del 16.6.2023, pag. 104.</FIELD></FOOTNOTE> e la sua risoluzione del 5 ottobre 2023 sulla situazione nel Nagorno-Karabakh in seguito all'attacco dell'Azerbaigian e alle continue minacce contro l'Armenia<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0356.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 18 aprile 2023 sull'attuazione della PSDC civile e di altre forme di assistenza dell'Unione in materia di sicurezza civile<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0106.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua raccomandazione del 5 ottobre 2022 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sulle relazioni e il partenariato strategici dell'UE con il Corno d'Africa<FOOTNOTE><FIELD> GU C 132 del 14.4.2023, pag. 115.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>	vista la sua risoluzione del 15 giugno 2023 sul deterioramento delle libertà fondamentali a Hong Kong, in particolare il caso di Jimmy Lai<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0242.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la revisione intermedia dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la sua risoluzione del 1º giugno 2023 sulle ingerenze straniere in tutti i processi democratici nell'Unione europea, inclusa la disinformazione<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0219.</FIELD></FOOTNOTE>, e la sua risoluzione del 9 marzo 2022 sulle ingerenze straniere in tutti i processi democratici nell'Unione europea, inclusa la disinformazione<FOOTNOTE><FIELD> GU C 347 del 9.9.2022, pag. 61.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue risoluzioni sulle violazioni dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto, approvate a norma dell'articolo 144 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il piano d'azione dell'UE sulla parità di genere e l'emancipazione femminile nell'azione esterna 2021-2025 (GAP III) e il piano d'azione dell'UE per le donne, la pace e la sicurezza (WPS) 2019-2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio, del 4 marzo 2022, che accerta l'esistenza di un afflusso massiccio di sfollati dall'Ucraina ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 2001/55/CE e che ha come effetto l'introduzione di una protezione temporanea<FOOTNOTE><FIELD> GU L 71 del 4.3.2022, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>, che ha istituito una protezione temporanea per le persone in fuga dalla guerra di aggressione condotta dalla Russia nei confronti dell'Ucraina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione di Reykjavik del Consiglio d'Europa, del 16 e 17 maggio 2023, dal titolo "United around our values" (Uniti attorno ai nostri valori),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la dichiarazione sulla futura adesione della Bielorussia all'Unione europea, la dichiarazione delle forze democratiche della Bielorussia sulla solidarietà al popolo ucraino e la dichiarazione politica delle forze democratiche della Bielorussia, adottate in occasione della conferenza "Nuova Bielorussia" il 6 agosto 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 13 luglio 2023 sulle raccomandazioni per una riforma delle norme del Parlamento europeo in materia di trasparenza, integrità, responsabilità e lotta alla corruzione<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0292.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione del 9 maggio 2022 sul risultato finale della Conferenza sul futuro dell'Europa,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto lo studio dal titolo "Qualified majority voting in common foreign and security policy – A cost of non-Europe report" (Voto a maggioranza qualificata in materia di politica estera e di sicurezza comune – Relazione sul costo della non Europa), pubblicato dalla Direzione generale dei Servizi di ricerca parlamentare il 28 agosto 2023<FOOTNOTE><FIELD> Studio dal titolo "Qualified majority voting in common foreign and security policy – A cost of non-Europe report" (Voto a maggioranza qualificata in materia di politica estera e di sicurezza comune – Relazione sul costo della non Europa), Parlamento europeo, Direzione generale dei Servizi di ricerca parlamentare, 28 agosto 2023.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua raccomandazione del febbraio 1999 sull'istituzione di un corpo civile europeo di pace<FOOTNOTE><FIELD> GU C 150 del 28.05.1999, pag. 164.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 54 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A9-0389/2023),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che l'ordine internazionale basato su regole è sempre più messo alla prova da attori autocratici che operano individualmente o tramite un'azione concertata e che tentano di influenzare o indebolire le organizzazioni multilaterali, di istituire organizzazioni concorrenti, di creare instabilità tornando al pensiero basato sulle sfere di influenza e di minacciare l'ordine internazionale basato su regole nonché la sicurezza mondiale e regionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>che tali attori sempre più autocratici mettono in pericolo anche l'universalità dei diritti umani e pregiudicano le norme democratiche a livello mondiale; che l'UE e i partner che condividono gli stessi principi dovrebbero difendere in via prioritaria l'ordine internazionale basato su regole;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e le relative conseguenze, tra cui l'incertezza economica, l'insicurezza alimentare e l'aumento dei prezzi energetici, hanno aumentato l'instabilità nell'immediato vicinato dell'UE, inducendo pertanto l'UE ad accordare nuovamente priorità alla sua politica di allargamento, che si è dimostrata il suo più efficace strumento di politica estera;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che il 14 e 15 dicembre il Consiglio europeo ha approvato il pacchetto sull'allargamento 2023 presentato dalla Commissione l'8 novembre 2023, raccomandando di avviare negoziati di adesione con l'Ucraina e la Repubblica di Moldova, di avviare i negoziati di adesione con la Bosnia-Erzegovina una volta raggiunto il necessario livello di conformità ai criteri di adesione e di concedere lo status di paese candidato alla Georgia, fermo restando che alcune misure devono ancora essere adottate; che il piano di crescita per i Balcani occidentali è inteso a promuovere l'integrazione economica all'interno dei Balcani occidentali e colmare il divario socioeconomico tra l'Unione e i suoi partner entro la fine del decennio; che i fondi saranno sbloccati al momento dell'attuazione dei vari programmi di riforma; che la politica di allargamento deve essere disciplinata dai criteri di Copenaghen e deve restare un processo basato sul merito; che l'UE deve accelerare la sua politica di allargamento a mano a mano che i paesi candidati all'adesione continuano il processo di riforma e raggiungono i parametri di riferimento richiesti; che messaggi coerenti e un percorso chiaro verso l'integrazione dei paesi candidati sono fondamentali per mantenere viva la prospettiva europeista; che i paesi dei Balcani occidentali devono concentrare i loro sforzi sulla risoluzione dei conflitti, la riconciliazione, l'allineamento alla politica estera e di sicurezza comune (PESC), la cooperazione reciproca e le riforme al fine di garantire la sicurezza comune e la stabilità della regione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che la stabilità del Mar Baltico e del Mar Nero è fondamentale per la sicurezza dell'Europa, nonché per la sua sicurezza energetica, come dichiarato nella bussola strategica dell'UE e dalla NATO, e che occorre pertanto adottare strategie globali e azioni significative; che l'UE non può essere percepita come un attore globale credibile e di successo se non è in grado di garantire la sicurezza nel suo immediato vicinato;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che il Consiglio ha prorogato dal 4 marzo 2024 al 4 marzo 2025 la protezione temporanea per le persone in fuga dalla guerra di aggressione condotta dalla Russia nei confronti dell'Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che il 1º febbraio 2024 il Consiglio ha raggiunto un accordo sulla revisione del quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027, compresa la messa a disposizione di uno strumento per l'Ucraina del valore di 50 miliardi di EUR, al fine di fornire un sostegno coerente, prevedibile e flessibile per la ripresa, la ricostruzione e la modernizzazione dell'Ucraina nel periodo 2024-2027;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che la guerra di aggressione della Russia ha ribadito il ruolo della NATO come cardine della difesa collettiva dei suoi membri e ha confermato ancora una volta il carattere indispensabile di un legame transatlantico forte; che la decisione della NATO di destinare almeno il 2 % del prodotto interno lordo alla spesa per la difesa è stata attuata solo da alcuni Stati membri dell'UE che fanno parte della NATO; che l'intenzione della Russia di smantellare l'architettura di sicurezza euroatlantica è totalmente fallita a causa della difesa eroica dell'Ucraina e alla reazione rapida e decisa degli alleati della NATO;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina ha accentuato la necessità di un'azione più ambiziosa, credibile, strategica e unitaria dell'UE sulla scena mondiale e ha sottolineato la necessità che gli Stati membri dimostrino la volontà politica necessaria per rafforzare la PESC e trasformarla in una politica europea vera e propria;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che il premio Sacharov 2021 per la libertà di pensiero è stato assegnato all'oppositore politico russo Alexei Navalny; che Navalny era detenuto dal febbraio 2021 in condizioni disumane e che, più recentemente, era recluso a Yamalo-Nenets, nella Siberia occidentale, dove è stato assassinato il 16 febbraio 2024, un atto la cui responsabilità ultima spetta al presidente Putin e alle autorità russe; che ciò è prova del carattere crudele e implacabile del regime totalitario di Putin; che l'omicidio di Navalny dovrebbe essere un campanello d'allarme per l'UE incoraggiandola a incrementare il sostegno all'Ucraina e a rafforzare i suoi strumenti per la difesa della democrazia e dei diritti umani sia all'interno che all'esterno dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che gli attacchi terroristici di Hamas contro Israele hanno messo in luce l'instabilità e la dinamicità della situazione della sicurezza in Medio Oriente nonché la necessità che l'UE e altri attori internazionali si assumano maggiori responsabilità e assistano i governi e le organizzazioni della società civile della regione nel raggiungimento di una pace duratura e sostenibile, in particolare continuando a sostenere una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati tra Israele e Palestina; che, il 7 ottobre 2023, 1 139 cittadini israeliani e stranieri sono stati uccisi e 240 persone sono state prese in ostaggio durante lo spregevole attacco terroristico perpetrato da Hamas; che decine di migliaia di palestinesi innocenti e centinaia di membri del personale delle Nazioni Unite, di membri del personale medico e di giornalisti sono stati uccisi nella Striscia di Gaza a seguito della risposta del governo israeliano; che i continui bombardamenti e l'evacuazione forzata dei palestinesi verso il sud della Striscia di Gaza hanno creato una situazione umanitaria gravissima in rapido deterioramento; che dal 7 ottobre 2023 almeno 330 palestinesi in Cisgiordania sono stati uccisi da attacchi delle forze e dei coloni israeliani; che la Corte internazionale di giustizia, nella sua sentenza interlocutoria, ha ordinato a Israele di attuare nella Striscia di Gaza le misure provvisorie disposte nella causa relativa all'applicazione della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio (Sudafrica contro Israele);</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che è urgente potenziare le capacità dell'UE e dei suoi Stati membri, anche nel settore della politica di difesa, il che consentirà all'Unione di difendere meglio i suoi interessi senza dipendere eccessivamente da paesi terzi ma in stretta collaborazione con i propri alleati, nonché di promuovere i suoi valori e rafforzare il suo contributo al multilateralismo mondiale, alla risoluzione pacifica dei conflitti e al progresso della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali in tutto il mondo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che l'aumento dell'instabilità e della volatilità dell'ambiente internazionale pone molteplici minacce alla sicurezza e alla stabilità dell'Unione; che l'UE deve rispondere rafforzando le relazioni transatlantiche e creare partenariati strategici basati sul rispetto e sulla fiducia reciproca con partner del Sud del mondo che condividono gli stessi principi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che il 19 settembre 2023 l'Azerbaigian ha lanciato un'offensiva militare non provocata per riconquistare, con la forza, il controllo sul suo territorio internazionalmente riconosciuto del Nagorno-Karabakh, offensiva conclusasi con l'esodo della popolazione armena da tale territorio; che la ripresa delle ostilità nel Caucaso meridionale suscita grave preoccupazione e rende necessario un coinvolgimento più proattivo dell'UE nella regione; che tutte le istituzioni statali della cosiddetta Repubblica del Nagorno-Karabakh sono state sciolte a partire dal 1º gennaio 2024; che le prospettive di normalizzazione delle relazioni tra l'Armenia e l'Azerbaigian restano fragili, motivo per cui l'UE dovrebbe sostenere e incoraggiare entrambe le parti nel loro cammino verso la conclusione di un accordo di pace storico, anche offrendo la prospettiva di un'integrazione più stretta con l'UE qualora decidano di intraprendere tale cammino;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che Israele ha un diritto riconosciuto a livello internazionale di difendersi dalla minaccia terroristica posta da Hamas nella Striscia di Gaza; che gli attacchi terroristici di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023 hanno messo in evidenza l'instabilità della situazione della sicurezza in Medio Oriente; che da decenni non si raggiungeva un rischio di escalation così elevato nella regione, amplificando così la necessità che l'UE e altri attori internazionali si assumano maggiori responsabilità per una pace duratura e sostenibile, in particolare raccogliendo il sostegno a favore di una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati tra Israele e Palestina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che è necessario un approccio globale per la costruzione della pace che coinvolga specialisti civili al fine di attuare misure pratiche per la pace; che le organizzazioni non governative locali e internazionali svolgono attività cruciali volte a prevenire i conflitti e risolverli pacificamente, e sfruttare al meglio la loro esperienza è della massima importanza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che la crescente instabilità nel vicinato meridionale dell'UE e nel Mediterraneo allargato, nonché nel Sahel e nell'Africa subsahariana, minaccia gravemente la sicurezza e la stabilità dell'Unione, come pure la sua capacità di diventare un attore determinante sulla scena internazionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che le tensioni nella regione indo-pacifica assumono un'importanza sempre maggiore, in particolare alla luce della posizione sempre più assertiva adottata dalla Repubblica popolare cinese nei confronti di Taiwan;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che le limitazioni alla libertà dei mezzi d'informazione, gli attacchi nei confronti dei giornalisti, la diffusione della disinformazione e le ingerenze straniere minacciano le democrazie e la sicurezza dell'UE; che l'UE deve cooperare con i partner che condividono gli stessi principi al fine di difendere la libertà dei mezzi d'informazione e la libertà di espressione, nonché di contrastare la disinformazione e le ingerenze straniere nei paesi terzi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che le conseguenze dei cambiamenti climatici stanno producendo effetti sempre più gravi per diversi aspetti della vita umana, compresi l'ordine geopolitico e la stabilità e la sicurezza mondiali; che è fondamentale che la lotta ai cambiamenti climatici, e la necessaria azione per il clima, aiuti coloro che devono far fronte alle ripercussioni più gravi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che alla luce del fallimento di importanti accordi sul controllo degli armamenti e sul disarmo, ma anche in considerazione delle tecnologie emergenti, il controllo degli armamenti e la non proliferazione dovrebbero diventare prioritari nell'ambito della politica estera e di sicurezza dell'UE;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF> <ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>evidenzia che le sue risoluzioni sull'attuazione della PESC rappresentano una componente fondamentale del suo contributo all'elaborazione della politica estera dell'UE; sottolinea che tali risoluzioni mettono in evidenza le implicazioni pratiche del rafforzamento del diritto di controllo nell'ambito della politica estera conferito al Parlamento dal trattato di Lisbona; rammenta che la risoluzione del 2023 è l'ultima risoluzione sull'attuazione della PESC elaborata nella legislatura in corso e che essa mira a fungere da guida per il prossimo esecutivo dell'UE in sede di definizione e ulteriore attuazione delle priorità in materia di politica estera per la prossima legislatura; sottolinea che, in un contesto internazionale sempre più instabile, l'UE deve far fronte contemporaneamente a numerose sfide in materia di politica estera che la riguardano direttamente e indirettamente, quali la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, la crescente competizione tra le grandi potenze, la possibile ridefinizione dell'equilibrio dei poteri a livello mondiale, i continui tentativi di minare l'ordine internazionale multilaterale basato su regole e una maggiore interazione tra crisi estere e interne; è fermamente convinto del fatto che, per mantenere la sua importanza sulla scena internazionale ed essere in grado di difendere efficacemente i suoi interessi e valori, l'UE debba esprimere la volontà politica degli Stati membri di conseguire gli obiettivi di politica estera attraverso strumenti a livello dell'UE, aumentare le capacità, collaborare con partner e organizzazioni regionali che condividono gli stessi principi e concentrarsi sulla fornitura di un'offerta competitiva per il Sud del mondo, utilizzando nel modo più efficace possibile tutte le risorse, le politiche e gli strumenti a sua disposizione nell'ambito dell'approccio integrato; sottolinea che, onde agire da attore globale nell'attuale contesto mondiale, l'UE deve condurre una politica estera determinata, disciplinata e assertiva, che risponda ai suoi obiettivi strategici e continui a definire, far valere e difendere in maniera proattiva i suoi interessi nel mondo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>sottolinea che la capacità dell'UE di agire in qualità di attore globale nella politica estera, di partner internazionale affidabile e di attore credibile nel settore della sicurezza e della difesa si basa sullo sviluppo e sul rafforzamento della sua azione esterna nell'ambito della PESC, sulla sua capacità di definire, far valere e difendere in maniera proattiva i suoi interessi nel mondo senza dipendere eccessivamente dalle risorse di paesi terzi, il che potrebbe esporre l'Unione a divisioni interne, sulla creazione di nuovi partenariati e sul rilancio di quelli esistenti, nonché sulla volontà politica di assumere un impegno e una responsabilità maggiori sulla scena mondiale, salvaguardando, difendendo e promuovendo efficacemente i suoi valori; sottolinea inoltre che gli Stati membri devono permettere all'UE di esprimersi con una sola voce, aumentandone in tal modo la credibilità e preservandone la coerenza; ribadisce, in tale contesto, che è fondamentale rafforzare l'unità e la solidarietà sviluppando una percezione comune delle minacce;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>rammenta che l'azione esterna dell'UE dovrebbe essere guidata dai valori e dai principi sanciti dall'articolo 2, dall'articolo 3, paragrafo 5, e dall'articolo 21 TUE, che hanno ispirato la creazione, lo sviluppo e l'allargamento dell'UE, compresi la democrazia, lo Stato di diritto, l'universalità e l'indivisibilità dei diritti umani e delle libertà fondamentali, il rispetto della dignità umana, i principi di uguaglianza e di solidarietà, nonché il rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite, dell'Atto finale di Helsinki, della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e del diritto internazionale; deplora il fatto che talvolta l'Unione non è all'altezza di tali obiettivi, il che si ripercuote negativamente sui suoi interessi, sulla sua sicurezza e sulla sua reputazione internazionale; sottolinea che l'ambizioso impegno della politica esterna dell'UE in materia di diritti umani richiede che l'Unione agisca in maniera coerente ed esemplare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">ritiene che l'UE dovrebbe definire la sua PESC di conseguenza, sulla base dei quattro obiettivi seguenti:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>affrontare le conseguenze della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>adattare progressivamente le strutture, gli strumenti, le capacità, i fondi e le procedure decisionali dell'UE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>c)</SYMBOL>rafforzare e difendere un multilateralismo basato su regole e</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>d)</SYMBOL>affermare gli interessi attraverso lo sviluppo di solide alleanze strategiche e partenariati con paesi che condividono gli stessi principi</ITEM></LIST></P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Affrontare le conseguenze della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>esprime preoccupazione per il fatto che la guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificata condotta dalla Russia nei confronti dell'Ucraina, resa possibile e sostenuta dal regime illegittimo di Lukashenka in Bielorussia e dal regime dell'Iran, ha riportato la guerra nel continente europeo; condanna nuovamente con la massima fermezza le azioni della leadership russa, segnatamente la violazione del diritto internazionale e delle frontiere riconosciute, il trasferimento e la deportazione illeciti di persone e minori protetti, il furto di terreni e i gravi crimini di guerra; chiede che la Russia e le sue forze irregolari cessino tutte le azioni militari e che la leadership russa ritiri immediatamente e senza condizioni le sue truppe dal territorio dell'Ucraina riconosciuto a livello internazionale, nonché da ogni altro paese di cui occupa illegalmente il territorio o parti di territorio; condanna tutti gli attacchi ibridi condotti dalla Russia in Ucraina e denuncia fermamente la diffusione della propaganda russa sulla sua guerra in Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>condanna il ruolo del regime illegittimo di Aljaksandr Lukashenka che ha, di fatto, ceduto la sovranità nazionale al Cremlino al fine di mantenere il suo controllo sulla Bielorussia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>ribadisce che la Georgia ha subito un'aggressione militare russa già nell'agosto 2008; condanna fermamente l'occupazione illegale da parte della Russia in corso nelle regioni georgiane dell'Abkhazia e di Tskhinvali/Ossezia meridionale e condanna altresì l'indebolimento della sovranità e dell'integrità territoriale della Repubblica di Moldova mediante la presenza di truppe russe in Transnistria; ribadisce il suo sostegno alla sovranità e all'integrità territoriale di Georgia e Moldova e sottolinea che i tentativi deliberati della Russia di modificare con la forza i confini degli Stati sovrani in Europa rappresentano una grave minaccia per la sicurezza dell'UE; incoraggia l'UE e gli Stati membri a rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza con l'Ucraina, la Georgia e la Repubblica di Moldova, in particolare al fine di contrastare le minacce ibride, la disinformazione e gli attacchi informatici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>rende omaggio al coraggioso popolo ucraino, che sta difendendo coraggiosamente non solo il paese e la sua sovranità, indipendenza e integrità territoriale, ma anche i valori e la sicurezza dell'Europa, oltre a difendere le norme e i principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite e dall'Atto finale di Helsinki; esprime rispetto e gratitudine per il sostegno fornito dai singoli e dalle organizzazioni della società civile al popolo ucraino; elogia le iniziative dei cittadini della Georgia e della Bielorussia che sostengono attivamente la lotta dell'Ucraina; accoglie con favore la proroga della protezione temporanea per le persone in fuga dalla guerra di aggressione condotta dalla Russia nei confronti dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>sottolinea che la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina destabilizza il vicinato orientale e i Balcani occidentali e ne minaccia la sicurezza, il che a sua volta mette a rischio la sicurezza della stessa UE; ritiene che l'UE dovrebbe pertanto accordare priorità alla riforma della sua politica di vicinato e accelerare il processo di allargamento parallelamente alle riforme istituzionali e decisionali necessarie per salvaguardare la capacità di integrazione dell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>invita a perseguire una strategia di comunicazione più attiva al fine di promuovere il ruolo e i benefici dell'allargamento ai Balcani occidentali e del partenariato orientale, nonché per promuovere l'assistenza finanziaria e tecnica dell'Unione; ricorda, in tale contesto, che l'UE è già il principale partner commerciale e il principale fornitore di investimenti e assistenza finanziaria nei Balcani occidentali; osserva che fino alla fine del 2023 erano già stati impegnati oltre 6,5 miliardi di EUR a titolo dell'IPA III e che l'UE ha mobilitato 16,6 miliardi di EUR di investimenti nella regione nel periodo 2021-2023;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>prende atto con particolare preoccupazione delle ricadute dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, in particolare nel vicinato meridionale, nel Mediterraneo allargato, nel Caucaso meridionale, nell'Asia centrale, nonché in Africa e nel Medio Oriente; deplora le influenze malevoli, la guerra ibrida e le campagne di disinformazione della Russia in tali regioni e chiede un coinvolgimento e un'assistenza maggiori da parte dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>accoglie con favore la terza riunione della comunità politica europea quale piattaforma di discussione, dialogo e cooperazione con i paesi terzi; chiede che il Parlamento sia strettamente coinvolto nel chiarire l'ambito di azione e le attività future della comunità politica europea; sottolinea che, onde garantire il successo futuro e la coerenza di tale formato, è fondamentale un certo livello di armonizzazione dei valori e principi democratici; ribadisce che la comunità politica europea non può in alcun caso fungere da pretesto per ritardare l'adesione all'UE dei paesi dell'allargamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>ribadisce la necessità che gli Stati membri realizzino investimenti congiunti e coordinati nella difesa e chiede una rapida e completa attuazione della bussola strategica, tenendo conto degli insegnamenti appresi dalla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, al fine di conseguire un'autentica Unione europea della difesa, che sia interoperabile e complementare alla NATO e che possa agire in modo indipendente ove necessario;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>sottolinea, in particolare, la necessità di un maggiore impegno con la NATO per quanto riguarda l'istituzione della capacità di dispiegamento rapido ed esorta gli Stati membri a garantire che la capacità militare di pianificazione e condotta sia pienamente operativa entro il 2025; incoraggia vivamente l'AR/VP a proporre una decisione del Consiglio relativa a una capacità di dispiegamento rapido dell'UE al fine di tutelare i valori e servire gli interessi dell'Unione nel suo complesso, di far fronte a minacce imminenti, nonché di reagire rapidamente a una situazione di crisi al di fuori dell'Unione, anche in ambienti non permissivi e in tutte le fasi del ciclo di un conflitto; sottolinea che la capacità di dispiegamento rapido dell'UE dovrebbe essere istituita quale forza costantemente a disposizione, che effettua addestramenti comuni con l'obiettivo di diventare una forza permanente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>sottolinea la necessità di aumentare la produzione di munizioni militari nell'UE, aumento che dovrebbe essere conseguito attraverso una maggiore cooperazione industriale e una produzione comune; ribadisce la necessità urgente di raggiungere il parametro di riferimento del 35 % per l'acquisizione collaborativa di materiali di difesa a livello europeo e il parametro di riferimento del 20 % per la ricerca e tecnologia collaborative a livello europeo, come concordato da tutti gli Stati membri in seno all'Agenzia europea per la difesa; chiede che il rafforzamento del Centro UE di situazione e di intelligence e del Centro di risposta alle crisi del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) mediante l'istituzione di un sistema di flussi automatici di intelligence dagli Stati membri al SEAE e al Centro UE di situazione e di intelligence in relazione a questioni di politica estera e di sicurezza che si verificano al di fuori dell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>accoglie con favore i finanziamenti supplementari destinati allo strumento europeo per la pace e invita gli Stati membri a migliorarne la capacità di azione grazie a finanziamenti sostenibili e adeguati; accoglie con favore, a tale proposito, le conclusioni del Consiglio "Affari esteri" del 22 gennaio 2024 e le conclusioni del Consiglio europeo del 1º febbraio 2024 che indicano un accordo sulle modalità e sul massimale finanziario globale di un nuovo "Fondo di assistenza per l'Ucraina"; si attende che la decisione finale sia adottata in occasione del Consiglio europeo del 21 e 22 marzo 2024; si compiace delle decisioni di adottare il regolamento sul sostegno alla produzione di munizioni e il regolamento sullo strumento per il rafforzamento dell'industria europea della difesa mediante appalti comuni al fine di rafforzare le capacità di difesa europee; ribadisce il suo invito ad avviare con urgenza una discussione allo scopo di istituire un altro strumento finanziario fuori bilancio che copra l'intero ciclo di vita delle capacità militari a livello dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>osserva che la risposta dell'UE alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina è seguita con grande attenzione da attori autocratici in tutto il mondo ed eserciterà un'influenza determinante nel definire il loro comportamento sulla scena internazionale; elogia il Consiglio e gli Stati membri per la risposta risoluta alla guerra di aggressione condotta dalla Russia nei confronti dell'Ucraina; accoglie con favore la mobilitazione di importi senza precedenti di assistenza macroeconomica, finanziaria, economica e umanitaria a favore dell'Ucraina, l'adozione, di concerto con i partner che condividono gli stessi principi, di dodici pacchetti di sanzioni che dovrebbero avere un impatto devastante sull'economia russa e la fornitura di armi e munizioni da parte degli Stati membri, resa possibile anche dallo strumento europeo per la pace; esprime tuttavia preoccupazione per il fatto che l'Ungheria sta tuttora bloccando l'ottava tranche dello strumento europeo per la pace destinata all'Ucraina; chiede di isolare e porre ulteriormente sotto pressione la Federazione russa rafforzando l'applicazione di misure restrittive, anche nei confronti della Bielorussia; chiede di rafforzare l'attività diplomatica con tutti gli Stati che si sono astenuti o non hanno partecipato alla votazione sulle risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 13 ottobre 2022 e del 2 marzo 2023; chiede una diplomazia proattiva con i paesi terzi, di concerto con partner che condividono gli stessi principi, in particolare gli Stati Uniti, il Canada e il Regno Unito, onde ridurre al minimo l'elusione di tali sanzioni e colmare tutte le lacune giuridiche rimanenti per porre fine a tale pratica; deplora che il dodicesimo pacchetto di sanzioni dell'UE proroghi i periodi di liquidazione relativi all'importazione di prodotti siderurgici specifici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>accoglie con favore la determinazione mostrata dall'Unione e dalla maggior parte degli Stati membri a perseguire la totale indipendenza energetica dalla Federazione russa; rinnova il suo invito a imporre un embargo immediato e totale sulle importazioni di combustibili fossili dalla Russia e sui prodotti fabbricati con il petrolio greggio russo; esorta la Commissione e il Consiglio a potenziare le capacità di monitoraggio dei combustibili fossili al fine di prevenire la riesportazione; esprime preoccupazione per il fatto che alcuni Stati membri hanno aumentato nell'ultimo anno le loro importazioni di gas naturale e GNL russi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>ricorda che l'applicazione coerente e uniforme di misure restrittive in tutti gli Stati membri è un presupposto per la credibilità e l'efficacia dell'azione esterna dell'UE; invita tutti i paesi terzi, in particolare i paesi candidati all'adesione all'UE, a mostrare un impegno inequivocabile a favore del diritto internazionale e degli interessi strategici e dei valori dell'UE e ad allinearsi alle misure restrittive adottate dall'UE nei confronti della Russia; invita la Commissione a valutare criticamente l'assistenza dell'UE ai paesi terzi che sostengono attivamente l'aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina ed esorta il Consiglio a imporre misure restrittive nei confronti dei paesi terzi che rendono possibile l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, agevolando l'elusione delle sanzioni o fornendo assistenza militare diretta, come nel caso dell'Iran o della RPDC;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>incoraggia la Commissione, il VP/AR e gli Stati membri a mobilitare il sostegno internazionale a favore del piano di pace presentato dall'Ucraina e ad assumersi impegni in materia di sicurezza nei confronti dell'Ucraina, secondo quanto raccomandato dal patto di sicurezza di Kiev; accoglie con favore gli accordi bilaterali in materia di sicurezza firmati rispettivamente da Regno Unito, Germania e Francia con l'Ucraina, che rispettano gli impegni assunti dal G7 il 12 luglio 2023 di scoraggiare qualsiasi nuovo attacco russo contro l'Ucraina nel prossimo futuro; sottolinea l'urgente necessità che l'UE e i suoi Stati membri sollecitino l'istituzione di un tribunale internazionale speciale che si occupi di perseguire il crimine di aggressione, i crimini che costituiscono genocidio e i crimini di guerra contro l'Ucraina, compresa la violenza sessuale connessa ai conflitti, perpetrati dalla Federazione russa e dai suoi alleati, in particolare la Bielorussia, comprese le loro leadership politiche e militari; invita la Commissione e il Consiglio a qualificare il gruppo militare privato Wagner finanziato dallo Stato russo come organizzazione terroristica; accoglie con favore il centro internazionale istituito di recente per il perseguimento del crimine di aggressione nei confronti dell'Ucraina, ospitato dall'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust), che agevolerà la costituzione di fascicoli per i processi futuri; esorta la Commissione a localizzare e mappare i beni russi bloccati e a presentare una proposta giuridicamente valida ed efficace per l'utilizzo di questi beni per finanziare la difesa e la ricostruzione dell'Ucraina, assicurando che tale proposta giuridicamente valida sia sviluppata in stretto coordinamento con i paesi partner del G7; sottolinea che lo sminamento e la rimozione degli ordigni inesplosi sono prerequisiti per la ricostruzione dell'Ucraina, compresa la sua produzione agricola, che è essenziale per l'economia del paese e per la sicurezza alimentare globale; sottolinea che tali sforzi richiederanno finanziamenti globali a lungo termine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>accoglie con favore la rapida creazione e la corretta attuazione della missione di assistenza militare dell'Unione europea a sostegno dell'Ucraina e suggerisce che l'UE consideri la possibilità di rafforzarla; rileva che tale missione è una dimostrazione tangibile del fermo sostegno dell'UE alla sovranità e all'integrità territoriale del paese; chiede di adoperarsi per la creazione di altre missioni internazionali al fine di salvaguardare la libertà di navigazione e sostenere i corridoi umanitari e il passaggio sicuro dei cereali ucraini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>invita gli Stati membri a mantenere la determinazione e l'unità che hanno già dimostrato e a fornire all'Ucraina un ulteriore sostegno politico, umanitario, militare, infrastrutturale, economico e finanziario per vincere questa guerra; accoglie con favore, a tale riguardo, l'assistenza fornita dagli Stati membri, sia individualmente che attraverso gli strumenti dell'UE, compresa la proposta della Commissione sull'istituzione dello strumento per l'Ucraina; si compiace dell'accordo interistituzionale raggiunto il 6 febbraio 2024, che garantisce all'Ucraina un sostegno finanziario prevedibile pari a 50 miliardi di EUR nel periodo 2024-2027 per contribuire alla ripresa, alla ricostruzione e alla modernizzazione del paese; sottolinea la necessità di una piena trasparenza nell'attuazione dello strumento; invita gli Stati membri a continuare a fornire gli aiuti militari necessari all'Ucraina per espellere le forze russe dal suo territorio; esorta gli Stati membri a produrre munizioni e a fornirle alle forze armate ucraine, unitamente ad altre risorse necessarie all'Ucraina per far funzionare il suo equipaggiamento militare; incoraggia gli Stati membri a continuare a fornire sostegno finanziario e politico alla società civile all'interno dell'Ucraina e intorno ad essa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>insiste sul fatto che l'UE non può continuare a dipendere da una mobilitazione ad hoc e ricorda a tale proposito la necessità di migliorare e definire chiaramente la capacità dell'UE di agire in risposta alle crisi globali in maniera sostenibile; sottolinea a tal riguardo che l'UE dovrebbe continuare a sviluppare i propri strumenti autonomi e resilienti nella sua azione esterna e nell'ambito della PESC; ricorda che la bussola strategica stabilisce una linea d'azione ambiziosa e fornisce all'UE gli strumenti per essere sia un efficace fornitore di sicurezza che un attore globale più assertivo e chiede pertanto la sua rapida e piena attuazione; invita le istituzioni dell'UE a rafforzare la propria capacità di previsione strategica al fine di prepararsi alle sfide future;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>chiede un utilizzo più dinamico e coerente del regime globale di sanzioni in materia di diritti umani (legge Magnitsky dell'UE), che rimane sottoutilizzato nell'ambito degli strumenti dell'UE per la politica estera; accoglie con favore la proposta del VP/HR su un regime di sanzioni anticorruzione che consenta all'UE di contrastare gravi atti di corruzione in tutto il mondo; insiste sul fatto che la corruzione ha un impatto verificabile sullo stato dei diritti umani e compromette il funzionamento delle istituzioni statali e lo Stato di diritto; chiede, in tale contesto, la rapida adozione del proposto regime di sanzioni anticorruzione da parte del Consiglio;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Adattare progressivamente le strutture, gli strumenti, le capacità, i fondi e le procedure decisionali dell'UE</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>riconosce che l'obbligo di unanimità costringe gli Stati membri a lavorare incessantemente per raggiungere il compromesso e l'unità, il che è la fonte dell'influenza politica dell'UE sulla scena mondiale; sottolinea tuttavia che il compromesso tra l'ideale di unità e gli elevati costi dell'unanimità in termini di credibilità dovrebbe essere valutato dal punto di vista critico, in particolare tenendo conto dell'effettivo funzionamento di un'UE allargata; si rammarica, in questo contesto, del fatto che singoli Stati membri abbiano usato il loro diritto di veto per ridurre la portata degli accordi, ritardare il processo decisionale o ostacolare del tutto una politica comune;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>ricorda agli Stati membri di rispettare i principi dei trattati, in particolare l'articolo 24 e l'articolo 42, paragrafo 7, TUE e l'articolo 222 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che chiedono agli Stati membri di sostenere attivamente e senza riserve la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea in uno spirito di lealtà e di solidarietà reciproca; sottolinea che le condizioni per l'attivazione dell'articolo 42, paragrafo 7, TUE e le modalità di sostegno non sono mai state chiaramente definite; ritiene necessario elaborare urgentemente una strategia politica di solidarietà e misure operative di attuazione per la clausola di assistenza reciproca di cui all'articolo 42, paragrafo 7, TUE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">si rammarica che il potenziale per un'azione rapida, efficiente ed efficace nel settore della politica estera, di sicurezza e di difesa, come previsto, tra l'altro, dalle clausole passerella del TUE, sia stato utilizzato solo in maniera molto limitata; rinnova il suo invito al Consiglio a passare gradualmente al voto a maggioranza qualificata per le decisioni nei settori della PESC che non hanno implicazioni nel settore militare o della difesa; riconosce le preoccupazioni di alcuni Stati membri che temono una minore capacità di influenzare la politica estera e di sicurezza a livello dell'UE; riconosce che i progressi verso l'applicazione del voto a maggioranza qualificata possono essere solo graduali, basandosi sulla formazione di una cultura strategica europea; incoraggia in tale contesto:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>l'introduzione del voto a maggioranza qualificata in settori prioritari individuati, come il regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani (legge Magnitsky dell'UE) e le questioni relative all'adozione e all'attuazione del prossimo piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia, in linea con l'articolo 22, paragrafo 1, TUE;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>l'applicazione delle clausole passerella previste dai trattati, ad eccezione della creazione di missioni o operazioni militari con un mandato esecutivo nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune, per le quali sarà ancora richiesta l'unanimità;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>c)</SYMBOL>il ricorso all'astensione costruttiva conformemente all'articolo 31, paragrafo 1, TUE, in attesa della piena applicazione del voto a maggioranza qualificata per le decisioni che non hanno implicazioni militari o di difesa;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>d)</SYMBOL>l'utilizzo più efficace del meccanismo integrato di risposta politica alle crisi e l'istituzione di un Consiglio di sicurezza, composto dai ministri degli Stati membri, che risponda rapidamente in situazioni di emergenza e sviluppi un approccio integrato ai conflitti e alle crisi;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>e)</SYMBOL>la revisione dei trattati a norma dell'articolo 48 TUE, con l'obiettivo, tra l'altro, di inserire nei trattati il voto a maggioranza qualificata per le questioni relative alla PESC;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>f)</SYMBOL>la revisione periodica dell'analisi delle minacce alla base della bussola strategica per la sicurezza e la difesa, per consentire agli Stati membri di concordare e definire una percezione comune delle minacce;</ITEM></LIST></P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>ribadisce che il Parlamento svolge un ruolo fondamentale nella PESC, apportando un contributo specifico grazie alla sua diplomazia parlamentare e i suoi strumenti, canali e contatti distinti, compresi i suoi programmi di sostegno alla sua democrazia, che hanno un grande potenziale per coinvolgere le principali parti politiche interessate e agevolare la governance democratica; sottolinea, in particolare, il valore aggiunto della diplomazia parlamentare durante la guerra di aggressione russa contro l'Ucraina ed evidenzia in tale contesto la preziosa cooperazione a livello politico e tecnico tra la Verkhovna Rada dell'Ucraina e il Parlamento europeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>sottolinea l'importanza della diplomazia parlamentare, che dovrebbe essere condotta attraverso i canali esistenti, quali la commissione per gli affari esteri, le delegazioni ufficiali e le attività di sostegno alla democrazia, come i dialoghi parlamentari periodici con i paesi partner; insiste sul fatto che la politica estera e di sicurezza dell'UE deve orientarsi verso gli obiettivi della prevenzione delle crisi, della cooperazione regionale in materia di sicurezza, dell'azione globale per il clima e l'ambiente, del rafforzamento dei diritti umani e della garanzia dell'attuazione dell'Agenda 2030 degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite; invita a sviluppare ulteriormente la diplomazia preventiva dell'UE, anche il dialogo e la mediazione di pace, quale strumento proattivo di politica estera; esorta il SEAE a condurre esercizi dedicati agli insegnamenti tratti e ad analizzare le attività diplomatiche svolte in precedenza dall'Unione e i relativi risultati, nonché il lavoro dei rappresentanti speciali e degli inviati speciali; insiste sulla necessità di rafforzare la diplomazia parlamentare con i partner dell'America latina, dell'Africa e dell'Asia, al fine di contribuire all'obiettivo dell'UE di rafforzare le relazioni con i partner che condividono gli stessi principi per affrontare le sfide geopolitiche, economiche, sociali e ambientali comuni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>chiede di chiarire ulteriormente il funzionamento, il formato di rappresentazione e la rendicontabilità dell'approccio "Team Europa" al fine di garantire un'efficace attribuzione di risorse ed evitare duplicazioni nella politica estera e di sicurezza dell'UE; insiste affinché il Parlamento divenga parte di "Team Europa" e sia trattato come tale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>sottolinea la necessità di aggiornare la dichiarazione del 2010 sulla responsabilità politica quale quadro per le relazioni tra il SEAE e il Parlamento; ritiene che il Parlamento abbia bisogno dei mezzi necessari per sfruttare i propri strumenti al fine di contrastare l'arretramento globale della democrazia, anche attraverso l'osservazione e la mediazione elettorali, la prevenzione dei conflitti, il rafforzamento della comunicazione a livello locale sulla democrazia e la diplomazia parlamentare; sottolinea il ruolo complementare del Parlamento nella diplomazia dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>sottolinea il ruolo del VP/HR quale collegamento tra la PESC e le relazioni esterne dell'UE per garantire il massimo livello di coordinamento e coerenza nell'azione esterna dell'UE; deplora tuttavia che in alcuni casi vi sia una mancanza di chiarezza nella rappresentanza esterna dell'UE; sottolinea la necessità di definire chiaramente le competenze del VP/HR, della presidente della Commissione e del presidente del Consiglio europeo in materia di azione esterna e rappresentanza dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>ritiene che sia necessario un controllo parlamentare istituzionalizzato più forte sull'azione esterna dell'UE, che comprenda un accesso regolare e tempestivo, ma sicuro, alle informazioni riservate, sessioni informative in seno al Parlamento europeo e canali di comunicazione più rapidi con il SEAE; ricorda, in tale contesto, il diritto del Parlamento all'informazione in materia di PESC ai sensi dell'articolo 36 TUE; accoglie con favore l'istituzione del dialogo geopolitico ad alto livello e incoraggia discussioni più aperte, anche continuando le consultazioni periodiche con i membri della Commissione e il SEAE e coinvolgendo il Parlamento nell'attuazione dello strumento europeo per la pace, della bussola strategica e dell'iniziativa Global Gateway;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>afferma che il Parlamento dovrebbe utilizzare appieno i suoi poteri di sorveglianza e bilancio in merito alle decisioni dell'Unione relative agli affari internazionali; chiede di modificare la struttura del bilancio PESC, prevedendo una linea di bilancio per ogni missione civile PSDC, al fine di consentire un migliore controllo e una maggiore trasparenza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>si rammarica del fatto che il bilancio della PESC per le missioni civili PSDC sia aumentato solo marginalmente dal quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020 al QFP 2021-2027, anche se il numero delle missioni e i compiti che svolgono sono aumentati, il contesto di sicurezza è diventato più impegnativo e il costo delle operazioni è cresciuto; esorta gli Stati membri a destinare alla PESC finanziamenti sufficienti alla luce della necessità di difendere la pace, la democrazia e lo Stato di diritto e di garantire un migliore coordinamento con altre aree politiche; chiede, in tale contesto, un opportuno adeguamento del QFP e un aumento dei finanziamenti per l'azione esterna dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>ribadisce inoltre che l'UE e i suoi Stati membri devono integrare ulteriormente il sostegno alla democrazia nella programmazione degli strumenti finanziari dell'UE e sottolinea, in tale contesto, la necessità di dotare le delegazioni dell'UE competenti di mezzi adeguati per incrementare le attività di diplomazia pubblica e sviluppare le loro capacità di comunicazione strategica per combattere la disinformazione e la propaganda; chiede che il SEAE, tanto la sua sede centrale quanto le delegazioni dell'UE, sia rafforzato fornendo adeguate risorse finanziarie e umane affinché l'UE possa essere meglio preparata alle sfide globali attuali ed emergenti, quali la crescente instabilità, l'autoritarismo più marcato e l'emergenza climatica; invita la Commissione e il SEAE a perseguire una politica estera e di sicurezza femminista che sia conforme alla risoluzione del Parlamento europeo del 10 marzo 2022 sul terzo piano d'azione dell'Unione europea sulla parità di genere<FOOTNOTE><FIELD> GU C 347 del 9.9.2022, pag. 150.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>accoglie con favore l'attuazione del progetto pilota dal titolo "Verso la creazione di un'Accademia diplomatica europea"; chiede l'istituzione di una struttura permanente sostenuta dalle risorse necessarie; chiede che vengano studiate e decise le modalità di accesso al SEAE per chi si diploma in questa Accademia, il che può contribuire al pieno sviluppo di una diplomazia autonoma dell'UE plasmata da una cultura diplomatica comune partendo da una prospettiva europea; ribadisce l'invito alla Commissione a creare un programma permanente di formazione residenziale sull'azione esterna dell'UE e sulla PESC per i giovani diplomatici dei paesi candidati;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Rafforzare e difendere un multilateralismo basato su regole e</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>sottolinea che i forum multilaterali, in particolare le Nazioni Unite e le loro agenzie, dovrebbero essere la forma di cooperazione privilegiata dell'UE; esprime preoccupazione, a tale riguardo, per la crescente importanza di forme di cooperazione esclusive, che sono la prova di una crescente competizione tra le grandi potenze; osserva, allo stesso tempo, che le istituzioni e le norme internazionali sono sempre più strumentalizzate e mette in evidenza, in tale contesto, le controversie in seno all'OMC e all'OMS; sottolinea che tale tendenza pone l'UE in una posizione delicata, che deve trovare un equilibrio tra la necessità di appellarsi a un concetto ampio e inclusivo di multilateralismo e la necessità di dare nel contempo priorità alla cooperazione con partner selezionati che condividono gli stessi principi; invita gli Stati membri a rafforzare le forme di governance multilaterale inclusive e incoraggia, in tale contesto, la Commissione, il SEAE e il Consiglio a intensificare la cooperazione interistituzionale con le organizzazioni multilaterali che sono parte integrante del sistema internazionale basato su regole e della gestione dei beni comuni globali, tra cui le Nazioni Unite e le sue agenzie, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), l'OMS, l'OMC e la NATO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>prende atto della necessità di assicurare l'unità, la coerenza e la complementarità degli sforzi tra l'UE e la NATO nel sostenere la pace e la sicurezza internazionali; sottolinea che la NATO rimane la pietra angolare della sicurezza europea e chiede che la cooperazione tra la NATO e l'UE sia ulteriormente potenziata, rafforzando nel contempo il pilastro europeo all'interno della NATO, tra l'altro rispettando in modo coerente il parametro di spesa per la difesa della NATO, pari al 2 % del prodotto interno lordo; chiede una maggiore cooperazione con la NATO nella lotta alla disinformazione e alle minacce ibride provenienti da paesi terzi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a sostenere attivamente una riforma istituzionale completa delle istituzioni multilaterali, in primo luogo il sistema delle Nazioni Unite e in particolare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che dovrebbe includere misure volte a limitare il ricorso al veto, a rafforzare la rappresentanza regionale, a rendere gli organi esecutivi responsabili dinanzi alle assemblee che li eleggono e a ridefinire la composizione del Consiglio di sicurezza in modo che rispecchi meglio la realtà geopolitica, anche istituendo un seggio permanente per l'UE; invita la Commissione a concentrarsi sulla garanzia della necessità strategica imprescindibile dell'UE in un mondo sempre più multipolare; invita le istituzioni dell'UE a garantire che quest'ultima parli con una sola voce all'interno delle Nazioni Unite, in particolare nel Consiglio di sicurezza; chiede di garantire un dialogo continuo con il Regno Unito per mantenere la cooperazione all'interno del Consiglio di Sicurezza; invita tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite ad agire per revocare i poteri di veto della Russia nel Consiglio di Sicurezza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>invita il VP/AR a promuovere una narrazione democratica convincente, duratura e mirata che dimostri che la democrazia è vantaggiosa per i cittadini e le società in tutto il mondo ed è in grado di resistere alla pressione e all'influenza autocratiche; deplora che la Repubblica popolare cinese, la Russia, l'Iran e altri regimi totalitari o autoritari utilizzino la manipolazione delle informazioni e l'ingerenza malevola come strumenti integranti per esercitare pressioni sulle istituzioni multilaterali e sui valori e sulle norme democratici, per erodere i controlli sull'abuso di potere, aumentare l'incidenza e la gravità delle violazioni dei diritti umani, limitare gli spazi per la società civile, i media indipendenti e i movimenti di opposizione democratica e diffondere la disinformazione antioccidentale; incoraggia, in questo contesto, gli investimenti nelle comunicazioni strategiche e nella lotta alle ingerenze straniere e alla diffusione della disinformazione e accoglie con favore l'impegno del SEAE con le Nazioni Unite su un codice di condotta globale per l'integrità delle informazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>mette in evidenza il crescente fenomeno delle minacce transnazionali nei confronti dei difensori dei diritti umani e degli attivisti politici da parte delle autorità nazionali dei loro paesi o di loro emissari; incoraggia la Commissione e gli Stati membri a fornire ai difensori dei diritti umani e agli attivisti stranieri residenti nell'UE mezzi finanziari e di altro tipo adeguati per consentire loro di proseguire a distanza la loro attività, senza timore di ritorsioni; elogia l'incessante lavoro delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti umani in tutto il mondo e invita l'UE a rafforzare il suo sostegno alla società civile e ai difensori dei diritti umani; esprime profonda preoccupazione per i crescenti attacchi contro varie minoranze in tutto il mondo, tra cui la comunità LGBTIQ e le minoranze religiose, come i cristiani; sottolinea la necessità di affrontare l'intersezionalità in tutte le azioni dell'UE, anche nell'attuazione della PESC, al fine di promuovere la piena uguaglianza di genere;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>condanna con la massima fermezza l'uccisione, il 16 febbraio 2024, di Alexei Navalny, un'importante figura politica russa e vincitore del premio Sacharov 2021, che è stato incarcerato in una colonia penale e sottoposto a maltrattamenti, tra cui torture, punizioni arbitrarie e pressioni psicologiche; chiede che, in linea con i suoi impegni internazionali, la Russia migliori le condizioni di detenzione dei prigionieri politici; denuncia l'escalation delle violazioni dei diritti umani da parte del regime russo e condanna la repressione in atto nei confronti di chi critica il governo, dei difensori dei diritti umani e dei giornalisti indipendenti; esorta l'UE e i suoi Stati membri a fornire assistenza ai difensori dei diritti umani, agli attivisti per la democrazia e ai giornalisti indipendenti russi, all'interno e all'esterno della Russia; esorta il Consiglio ad adottare misure restrittive contro i responsabili dell'uccisione di Alexei Nalvany, delle azioni penali arbitrarie e delle torture nei confronti di chi manifesta contro la guerra;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>riconosce che diversi attori del Sud del mondo stanno diventando più assertivi; sottolinea, in tale contesto, che il termine "Sud del mondo" trasmette un certo grado di unità su ciò che in realtà è un gruppo molto eterogeneo di attori caratterizzati da aspirazioni e allineamenti divergenti; riconosce l'influenza internazionale di detti attori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>ricorda che l'UE è il primo donatore mondiale di aiuti ufficiali allo sviluppo; sottolinea che l'UE deve rimanere un alleato affidabile nella cooperazione allo sviluppo a livello mondiale; esprime preoccupazione per il fatto che l'UE si trova ad affrontare un crescente scetticismo e disimpegno; invita l'UE a rispondere alle aspettative dei paesi partner e a realizzare rapidamente accordi politici con essi al fine di dimostrare che l'UE è un partner fondamentale e strategico e che il sistema internazionale basato su regole può rispondere alle sfide contemporanee; incoraggia, in tale contesto, una presenza politica più incisiva nei paesi in cui l'impronta dell'UE è costituita prevalentemente dalla cooperazione allo sviluppo; sottolinea in particolare l'importanza della presenza dell'UE in Africa e invita la Commissione e gli Stati membri a consolidare il dialogo politico ai livelli nazionale e regionale, nonché a fornire una gamma diversificata di supporti tecnici, compresi i finanziamenti a livello sia di governo che di comunità locale, per ottenere più efficacia e visibilità; sottolinea l'importanza di stabilire accordi politici con i paesi terzi, sulla base di diritti fondamentali e valori europei comuni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>invita il Consiglio ad avviare un progetto per istituire un corpo civile europeo di pace che riunisca le competenze degli attori istituzionali e non istituzionali in materia di prevenzione dei conflitti, nonché di risoluzione pacifica degli stessi e di riconciliazione, al fine di rendere più credibile, coerente, efficace, flessibile e visibile la gestione civile delle crisi da parte dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>ricorda che l'UE dovrebbe essere un attore globale più assertivo per la pace e la sicurezza umana; osserva che un'efficace cooperazione allo sviluppo e una politica commerciale ambiziosa sono fondamentali anche per affrontare le cause profonde della migrazione e le altre sfide cui l'Unione deve far fronte;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>invita la Commissione a utilizzare in modo efficace e rapido la strategia Global Gateway come alternativa sostenibile all'iniziativa cinese "Nuova via della seta" e come strumento per aumentare la presenza e la visibilità dell'UE nel mondo attraverso investimenti in infrastrutture e telecomunicazioni che creino valore nazionale nei paesi partner e ne consentano lo sviluppo socio-economico, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e l'accordo di Parigi, perseguendo al contempo gli interessi di prosperità e sicurezza dell'UE; ricorda che la strategia Global Gateway deve essere intesa come progetto strategico che integra la politica estera, la politica economica e la politica di sviluppo; sottolinea a tal proposito che, affinché lo strumento raggiunga la portata desiderata, sono essenziali il coordinamento con le istituzioni finanziarie internazionali, un coinvolgimento ben definito del settore privato e comunicazioni strategiche su misura; accoglie con favore, in tale contesto, il primo Forum sul Global Gateway di alto livello ospitato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen nell'ottobre 2023; insiste sul fatto che il Parlamento dovrebbe essere coinvolto più da vicino nel processo decisionale al fine di garantire una governance trasparente e assicurare che la strategia Global Gateway sia adeguatamente coordinata con il partenariato per le infrastrutture e gli investimenti globali del G7;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>osserva che gli investimenti e l'assistenza dell'UE dovrebbero concentrarsi su obiettivi comuni al livello di azione più appropriato, con una chiara visibilità nei paesi beneficiari, e su investimenti su misura che rispondano alle esigenze dei nostri partner, definite attraverso un impegno più proattivo e costruttivo nei loro confronti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>chiede soluzioni multilaterali alle nuove sfide e realtà, quali la cibersicurezza, la biotecnologia e l'intelligenza artificiale; insiste sulla centralità del multilateralismo per il mantenimento efficace dell'ordine nello spazio extra-atmosferico e sulla necessità di approfondire le iniziative attuali, e di avviarne di nuove, al fine di preservare gli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Affermare gli interessi attraverso lo sviluppo di solide alleanze strategiche e partenariati con paesi che condividono gli stessi principi </STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>sottolinea la necessità di costruire una solidarietà strategica tra partner che condividono gli stessi principi come migliore risposta a un ambiente di sicurezza più pericoloso e imprevedibile; sottolinea la necessità di rafforzare i partenariati esistenti con paesi che condividono i nostri valori, in particolare su questioni quali le dipendenze strategiche, la coercizione economica, l'ingerenza politica e la disinformazione, ed evidenzia l'importanza di costruire nuove alleanze, tra l'altro nel Sud del mondo, tenendo conto delle esigenze e degli interessi reciproci al fine di promuovere partenariati reali ed equilibrati; ritiene che occorra integrare pienamente nelle relazioni con i paesi terzi il principio "maggiori aiuti a fronte di un maggiore impegno", in base al quale l'UE svilupperà partenariati più solidi con i paesi che condividono i principi della PESC e della PSDC nonché i valori fondamentali dell'Unione; ritiene, al contrario, che occorra applicare il principio "meno progressi, meno aiuti" in relazione ai paesi terzi che dimostrano un evidente spregio per i diritti umani e il diritto internazionale, come pure a quelli che consentono ad altri paesi terzi di commettere le violazioni in questione; ricorda che occorre adattare di conseguenza il livello e l'intensità dell'impegno dell'UE, in particolare in termini di cooperazione allo sviluppo, vantaggi commerciali e accesso ai programmi dell'Unione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>sottolinea l'importanza di una cooperazione transatlantica forte e strategica, compresa quella tra la NATO e l'UE, fondata su valori, interessi e obiettivi comuni e sul principio di partenariato tra pari; invita la Commissione a promuovere legami più stretti con i partner chiave sia negli USA che in Canada, al fine di contrastare le sfide globali che incidono sui nostri valori e interessi comuni e sulla nostra sicurezza e prosperità; esorta la Commissione e il VP/AR a impegnarsi strettamente con entrambi i partner, intensificando e consolidando i meccanismi di cooperazione già istituiti, tra cui il Consiglio UE-USA per il commercio e la tecnologia; sottolinea, in particolare, la necessità di progredire sui principali fascicoli di politica estera, tra cui le rispettive relazioni con la Cina, il vicinato orientale e meridionale dell'Europa, l'Africa, l'America latina e i Caraibi, nonché la regione indo-pacifica; sottolinea, per quanto riguarda quest'ultima, il dialogo specifico USA-UE sulla sicurezza e la difesa e la regione indo-pacifica al fine di sviluppare una cooperazione più stretta e ambiziosa, e sottolinea la prima esercitazione navale congiunta UE-USA nell'Oceano Indiano nord-occidentale nel marzo 2023; invita a rafforzare la cooperazione transatlantica in materia di commercio e a combattere le sfide causate dai rapidi cambiamenti tecnologici e dalle crescenti minacce informatiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>ricorda che gli Stati Uniti sono il più importante alleato dell'Unione europea; ribadisce la richiesta che si tengano a cadenza regolare vertici UE-USA, al fine di imprimere uno slancio costante al carattere indispensabile della cooperazione transatlantica; ribadisce il suo sostegno alla creazione di un consiglio politico transatlantico che funga da piattaforma per un dialogo regolare ed efficace tra l'UE e gli Stati Uniti in materia di politica estera e di sicurezza; invita la Camera dei rappresentanti a istituire una delegazione permanente del Congresso per il dialogo transatlantico tra legislatori (TLD), in linea con la dichiarazione comune del 1999 sull'istituzione del TLD tra il Congresso degli Stati Uniti e il Parlamento europeo, dato che ciò rafforzerebbe la nostra capacità di dialogo e cooperazione strategici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>invita l'UE e gli Stati Uniti a compiere progressi decisivi nei negoziati sul rafforzamento delle catene di approvvigionamento internazionali dei minerali critici, al fine di trovare soluzioni reciprocamente accettabili per affrontare le conseguenze discriminatorie della legge statunitense sulla riduzione dell'inflazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>si compiace della conclusione del Quadro di Windsor e ricorda l'importanza dell'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione UE-Regno Unito per un partenariato forte e costruttivo con il Regno Unito; evidenzia l'importanza cruciale e a più livelli del protocollo sull'Irlanda del Nord e del Quadro di Windsor per intrattenere relazioni durature con il Regno Unito;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>si rammarica del fatto che l'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione UE-Regno Unito non contenga disposizioni sulla cooperazione in materia di politica estera e di difesa; chiede, in tale contesto, un maggiore coinvolgimento del Regno Unito nei progetti europei in materia di sicurezza e difesa e un impegno più strutturato e regolare con il Regno Unito in materia di affari esteri, sulla base dell'esperienza costruttiva della cooperazione UE-Regno Unito nel contrastare la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, compresi l'adozione e il monitoraggio delle sanzioni; apprezza le missioni congiunte in paesi terzi, da parte dei responsabili dell'Unione europea e del Regno Unito, miranti a prevenire l'elusione di sanzioni; evidenzia gli interessi condivisi e le responsabilità collettive e chiede forme più permanenti di coordinamento in materia di politica estera e di sicurezza in varie regioni; si compiace della partecipazione del Regno Unito alla comunità politica europea; e del fatto che ospiterà il suo quarto vertice; è convinto che la comunità politica europea possa favorire la fiducia tra il Regno Unito e l'UE, promuovere un dialogo più stretto sulle sfide comuni, in particolare in materia di sicurezza, e fungere da incubatore per progetti di cooperazione concreti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>apprezza l'avvio del gruppo consultivo UE-Bielorussia, per consentire un dialogo continuo tra l'UE e le forze democratiche bielorusse, come anche il costante sostegno fornito ai difensori dei diritti umani russi e ai media indipendenti all'interno e all'esterno della Russia; esprime sgomento per la morte di Alexei Navalny, vincitore del premio Sacharov 2021, che è stato arrestato e condannato per motivi discutibili e di natura politica e che ha sacrificato la propria vita per difendere la democrazia e per opporsi all'oppressione e alla corruzione in Russia; invita il regime russo a far luce quanto prima sulle circostanze della morte di Alexei Navalny; ribadisce il proprio sostegno all'opposizione democratica bielorussa, a tutti i prigionieri politici e ai coraggiosi attivisti e giornalisti in Bielorussia che continuano a resistere, nonostante le repressioni in atto, al regime del leader illegittimo e alla complicità del regime nella guerra di aggressione russa contro l'Ucraina, e che hanno espresso il desiderio di conseguire lo sviluppo democratico della Bielorussia e la sua adesione all'UE, tra l'altro in occasione della Conferenza per la "Nuova Bielorussia" svoltasi a Varsavia nell'agosto 2023; sottolinea che tali sforzi dimostrano il ruolo fondamentale della società civile nel rafforzamento della democrazia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>condanna il ruolo attivo del regime di Lukashenko nel sostegno alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina; sottolinea la necessità urgente di un'applicazione speculare delle sanzioni tra Bielorussia e Russia, data la piena complicità del regime di Lukashenko nei crimini di guerra perpetrati, come ad esempio il rapimento di migliaia di bambini ucraini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>esprime sconcerto e sgomento per l'assassinio dell'oppositore politico russo, e vincitore del premio Sacharov 2021, Alexei Navalny, che ha sacrificato la propria vita per difendere la democrazia e opporsi all'oppressione e alla corruzione in Russia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>valuta favorevolmente il pacchetto allargamento 2023 e il piano di crescita per i Balcani occidentali, che comprende uno strumento con una dotazione di 6 miliardi di EUR in sovvenzioni e prestiti inteso ad accelerare la convergenza socioeconomica con l'UE tra il 2024 e il 2027; conferma che sta esaminando la proposta relativa allo strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali e che collaborerà con il Consiglio per garantire una rapida ratifica; invita il Consiglio a dar prova di vero impegno politico a favore della prospettiva di adesione all'UE per i paesi dei Balcani occidentali; osserva che ciò dovrebbe includere l'avanzamento dei negoziati di adesione con l'Albania, il Montenegro e la Macedonia del Nord; sostiene gli sforzi volti a conseguire, in via prioritaria, le pertinenti modifiche costituzionali nella Macedonia del Nord e invita tutte le forze politiche a svolgere un ruolo costruttivo a tale riguardo; chiede, in particolare, ai governi degli Stati membri che hanno stabilito questo requisito supplementare per la Macedonia del Nord di fare tutto il possibile per sostenere tali sforzi; deplora i ritardi ingiustificati nei processi di adesione della Macedonia del Nord e dell'Albania e ricorda che i paesi candidati dovrebbero essere valutati sulla base del merito nel rispettare i criteri oggettivi per l'adesione, fra cui la loro attuazione delle riforme connesse all'UE e il loro allineamento politico alla PESC, come ad esempio le posizioni e le misure restrittive adottate in risposta alla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina; apprezza il fatto che la maggior parte dei paesi dei Balcani occidentali sia allineata alla PESC, invitando Belgrado ad adottare con urgenza la stessa posizione, in particolare considerando che la Serbia è uno dei pochissimi paesi europei non ancora in linea con le sanzioni adottate in risposta alla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina; ricorda che l'adesione può avanzare solo una volta che il paese in questione si sia allineato alle sanzioni dell'UE contro la Russia e abbia compiuto progressi significativi sul fronte delle riforme connesse all'UE; continua a nutrire profonda preoccupazione per l'influenza destabilizzante esercitata sull'intera regione dalle autorità serbe;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>prende atto dei risultati e delle conclusioni preliminari della missione internazionale di osservazione elettorale dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'OSCE sulle elezioni parlamentari anticipate tenutesi in Serbia il 17 dicembre 2023; valuta positivamente l'elevata affluenza alle urne, ma esprime preoccupazione per le irregolarità e le carenze procedurali segnalate; sottolinea che il buon funzionamento delle istituzioni democratiche serbe è al centro del processo di adesione del paese all'UE e invita le autorità competenti a condurre indagini adeguate e a dare seguito alle raccomandazioni della missione; incoraggia la leadership politica serba a garantire un dialogo costruttivo e inclusivo tra tutti gli schieramenti politici e a realizzare le riforme necessarie affinché la Serbia possa compiere progressi nel percorso verso l'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>esprime forte preoccupazione per una dichiarazione pubblica del presidente Vučić nel febbraio 2024 che appoggiava esplicitamente eventuali misure militari della Cina contro Taiwan in contraddizione con la politica dell'Unione di sostegno allo status quo nello stretto di Taiwan e gli avvertimenti contro misure unilaterali, in particolare con la forza o coercizione.</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>deplora che le forti tensioni politiche e la polarizzazione in Montenegro abbiano ritardato i progressi nelle riforme connesse all'UE e abbiano fatto precipitare il paese in una profonda crisi politica e istituzionale, bloccando il processo di adesione del Montenegro all'UE; si compiace della formazione di un nuovo governo e sottolinea l'importanza che tale governo sia in grado di portare avanti le riforme connesse all'UE e di mantenere saldamente il Montenegro sul percorso strategico dell'UE, e si impegni in tal senso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>deplora che le elezioni parlamentari e locali serbe tenutesi il 17 dicembre 2023 si siano discostate dalle norme internazionali e dagli impegni della Serbia a favore di elezioni libere ed eque, a causa del persistente e sistematico abuso delle istituzioni e degli organi di informazione da parte del partito al governo al fine di ottenere un vantaggio indebito e sleale; ritiene che le condizioni in cui si sono svolte tali elezioni non possano essere considerate giuste; è allarmato per quanto riferito circa la portata diffusa e sistematica delle frodi che hanno compromesso l'integrità delle elezioni in Serbia; nota che la missione internazionale di osservazione elettorale ha constatato che le elezioni si sono svolte complessivamente in modo corretto, ma che la giornata è stata caratterizzata da numerose carenze procedurali, tra cui l'applicazione incoerente delle garanzie durante il voto e lo spoglio, frequenti casi di sovraffollamento, violazioni della segretezza di voto e numerosi casi di voto di gruppo, ed è stata dominata dalla partecipazione decisiva del presidente Vučić e dai vantaggi sistematici del partito al governo; esprime profonda preoccupazione per tali irregolarità e per il contesto elettorale generale, che risulta al di sotto degli standard attesi da un paese candidato all'adesione all'UE; ricorda alle autorità serbe che il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche del paese è al centro del processo di adesione della Serbia all'UE e della metodologia di adesione a quest'ultima; chiede un'indagine internazionale indipendente condotta da esperti e istituzioni giuridiche internazionali rispettabili sulle irregolarità delle elezioni parlamentari, provinciali e comunali, con particolare attenzione alle elezioni dell'Assemblea comunale di Belgrado, dal momento che alcune accuse, comprese quelle relative alla migrazione organizzata degli elettori a livello locale, vanno oltre la portata delle relazioni dell'OSCE/ODIHR;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>apprezza che il Consiglio europeo abbia deciso di avviare negoziati di adesione all'UE con la Bosnia-Erzegovina, una volta raggiunto il necessario livello di conformità ai criteri di adesione; attende con interesse la relazione della Commissione sui progressi compiuti, prevista al più tardi per marzo 2024; esorta i leader politici del paese ad attuare la serie sostanziale di riforme, comprese le riforme elettorali, conformemente alle decisioni dei tribunali nazionali e internazionali, al fine di garantire i principi di uguaglianza e non discriminazione per tutti i cittadini e i popoli costituenti, come sancito dalla sua costituzione e nel pieno rispetto delle sentenze dei tribunali nazionali e internazionali, fra cui tutte le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo relative alla Bosnia-Erzegovina; denuncia la retorica incendiaria e le leggi e le politiche secessioniste ricorrenti da parte della dirigenza dell'entità "Republika Srpska", compresa la celebrazione della "Giornata della Republika Srpska" incostituzionale il 9 gennaio 2024; invita gli Stati membri e i rappresentanti della comunità internazionale in Bosnia-Erzegovina a promuovere e sostenere l'attuazione di tali sentenze; ribadisce il proprio invito ad adottare sanzioni mirate nei confronti degli attori destabilizzanti in Bosnia-Erzegovina, in particolare Milorad Dodik, come pure altri alti funzionari della Republika Srpska e funzionari serbi che forniscono sostegno politico e materiale per le politiche secessioniste; invita tutti gli Stati membri a provvedere affinché tali sanzioni possano essere adottate dal Consiglio e a imporle bilateralmente o di concerto con altri Stati membri qualora la loro adozione in sede di Consiglio non sia possibile; si compiace dell'accordo raggiunto sulla proroga del mandato della forza dell'UE nell'operazione Althea in Bosnia-Erzegovina fino al 2 novembre 2024 e ricorda che tale missione continua a svolgere un ruolo centrale per la sicurezza e la stabilità della Bosnia-Erzegovina; esorta la missione militare dell'UE a prevenire attivamente le sfilate illegali e altre provocazioni come pure le minacce contro chiunque si adoperi per aiutare le vittime del genocidio e investa nella riconciliazione interetnica e in un futuro pacifico per il paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>apprezza il fatto che la guerra di aggressione non provocata contro l'Ucraina abbia indotto l'UE a ridare la priorità alla sua politica di allargamento; ribadisce che il ritmo del processo di allargamento dipende sia dalla capacità dei singoli paesi di soddisfare i criteri di adesione che dall'impegno dei leader politici dei paesi dei Balcani occidentali e degli Stati membri dell'UE; esprime preoccupazione per l'aumento dell'etnonazionalismo nei Balcani occidentali; invita il SEAE a monitorare attentamente la situazione in modo da prevenire tensioni; sottolinea l'importanza delle attività di sostegno alla democrazia agevolate dal Parlamento, come il dialogo Jean Monnet e il processo di dialogo parlamentare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>si compiace dei recenti segnali riguardanti il calendario accelerato per i paesi candidati; chiede che sia garantito il fatto che i negoziati di adesione in corso e futuri non subiscano ritardi a causa di particolari interessi nazionali o della necessità di riformare i trattati; ribadisce la necessità di continuare a lavorare all'adesione di nuovi Stati membri e, parallelamente, alla maggiore integrazione dell'UE; sottolinea l'importanza degli strumenti finanziari, come ad esempio lo strumento di assistenza preadesione III, per il rafforzamento del partenariato tra l'UE e i paesi candidati; chiede di sviluppare una strategia coerente per la graduale integrazione di tutti i paesi candidati, anche nelle politiche settoriali e in qualità di osservatori nelle varie istituzioni dell'Unione; continua a esprimere profonda preoccupazione per le notizie secondo cui il commissario per il Vicinato e l'allargamento cerca deliberatamente di eludere e indebolire la centralità delle riforme democratiche e dello Stato di diritto nei paesi candidati all'adesione all'UE; esorta la Commissione ad avviare un'indagine indipendente e imparziale per verificare se la condotta mostrata e le politiche promosse dal commissario per il Vicinato e l'allargamento costituiscano una violazione del codice di condotta dei membri della Commissione e degli obblighi del commissario a norma dei trattati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>rileva l'importanza strategica dei Balcani occidentali nell'attuale contesto geopolitico, nonché per la sicurezza e la stabilità dell'UE nel suo complesso; ribadisce la necessità di aumentare la presenza e la visibilità europee nella regione in modo da deviare le influenze malevole straniere e le loro attività ibride;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>condanna l'attacco terroristico perpetrato il 24 settembre 2023 nei confronti di agenti di polizia del Kosovo a Banjska, nel nord della Repubblica del Kosovo, e le altre provocazioni; ribadisce le proprie posizioni quali espresse nella sua risoluzione del 19 ottobre 2023<FOOTNOTE><FIELD> Risoluzione del Parlamento europeo del 19 ottobre 2023 sui recenti sviluppi nel dialogo Serbia-Kosovo, tra cui la situazione nei comuni nel nord del Kosovo (Testi approvati, P9_TA(2023)0372).</FIELD></FOOTNOTE>; esorta tutte le parti, in tale contesto, ad adoperarsi per allentare la tensione ed evitare qualsiasi retorica o azione che possa comportare ulteriori tensioni; segue con attenzione le indagini in corso e ribadisce che i responsabili devono rispondere delle loro azioni e rendere conto alla giustizia; invita la Commissione e il Consiglio ad adottare misure contro il governo serbo qualora le indagini rivelino che lo Stato serbo è stato direttamente coinvolto nell'attacco di cui sopra o negli attacchi violenti che hanno avuto luogo nel nord del Kosovo nel maggio 2023, o qualora le autorità serbe non siano disposte a cooperare pienamente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>sostiene la normalizzazione delle relazioni tra Kosovo e Serbia e lo sviluppo del dialogo facilitato dall'UE tra Belgrado e Pristina; invita il Kosovo e la Serbia a intavolare, senza ulteriori indugi, tale dialogo in buona fede e in un'ottica di compromesso per raggiungere un accordo globale e giuridicamente vincolante sulla normalizzazione delle loro relazioni, sulla base del riconoscimento reciproco, conformemente al diritto internazionale; ricorda che il mancato avanzamento della normalizzazione delle relazioni avrà ripercussioni negative sull'integrazione nell'UE di entrambi i paesi; deplora le misure restrittive imposte dal Consiglio nei confronti del Kosovo e ne chiede la revoca immediata; invita l'UE ad adottare un approccio equilibrato alla mediazione tra le parti, in modo da superare l'attuale situazione di stallo; ricorda che il fallimento del dialogo avrebbe conseguenze anche sul ruolo dell'UE quale attore credibile nell'ambito della politica estera;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>si rammarica delle numerose irregolarità segnalate dagli osservatori durante le elezioni parlamentari anticipate del 17 dicembre 2023 in Serbia, ivi compresi, ma non solo, l'uso improprio delle risorse pubbliche, la pressione sui dipendenti del settore pubblico, le intimidazioni e le pressioni nei confronti degli elettori, l'acquisto di voti e la cattura dei media; chiede una rapida indagine indipendente su queste irregolarità; invita, in tale contesto, le autorità serbe a dare un seguito alle raccomandazioni della missione internazionale di osservazione elettorale; è preoccupato per la profonda polarizzazione all'interno della società serba e per i recenti episodi di violenza, incluso il pestaggio di un politico dell'opposizione da parte dei servizi segreti serbi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>apprezza la decisione del Consiglio europeo di avviare negoziati di adesione con l'Ucraina e la Repubblica di Moldova; invita il Consiglio ad adottare i rispettivi quadri negoziali una volta adottate le pertinenti misure indicate nelle rispettive raccomandazioni della Commissione dell'8 novembre 2023. prende atto con soddisfazione della raccomandazione di avviare negoziati di adesione anche con la Bosnia-Erzegovina, una volta raggiunto il necessario livello di conformità ai criteri di adesione; si compiace della domanda di adesione all'UE presentata dal Kosovo e chiede alla Commissione di darvi risposta; ricorda che la richiesta del Kosovo di essere considerato un paese candidato all'adesione sarà valutata sulla base dei meriti di tale paese e del suo successo nel soddisfare i criteri di Copenaghen per l'adesione all'UE; si compiace, tuttavia, dell'abolizione dell'obbligo di visto per i cittadini kosovari;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>prende atto con soddisfazione della decisione del Consiglio europeo di concedere alla Georgia lo status di paese candidato, a condizione che siano adottate le pertinenti misure indicate nella raccomandazione della Commissione dell'8 novembre 2023, tra cui quelle intese a combattere la disinformazione, allinearsi alla PESC, migliorare l'attuazione del controllo parlamentare e affrontare la polarizzazione politica, la deoligarchizzazione e la lotta alla corruzione; rinnova l'invito a liberare l'ex presidente Mikheil Saakashvili per motivi umanitari e incoraggia la Presidente, Salome Zourabichvili, ad avvalersi del suo diritto costituzionale di indulto, il che contribuirebbe a ridurre la polarizzazione politica nel paese; sottolinea le legittime aspirazioni europee del popolo georgiano e, di conseguenza, evidenzia l'importanza del sostegno dell'UE al paese, prestando una particolare attenzione agli attori della società civile che si adoperano per l'integrazione della Georgia nell'UE; richiama l'attenzione sul possibile ruolo di stabilizzazione che la Georgia può svolgere nel Caucaso meridionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>74.</NO.P>invita le istituzioni e gli Stati membri dell'UE a intraprendere azioni decisive per garantire che la Russia rispetti i propri obblighi derivanti dall'accordo per il cessate il fuoco del 12 agosto 2008 mediato dall'UE, in particolare l'obbligo di ritirare tutte le sue forze militari e di sicurezza dai territori occupati della Georgia, di consentire l'utilizzo dei meccanismi di sicurezza internazionali sul campo e di concedere un accesso senza ostacoli alla missione di vigilanza dell'UE alle regioni georgiane occupate dalla Russia dell'Abkhazia e della regione di Tskhinvali/Ossezia del Sud; incoraggia le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a rafforzare ulteriormente le capacità della missione di vigilanza dell'UE e ad ampliarne ulteriormente il mandato; invita le istituzioni e gli Stati membri dell'UE a utilizzare il termine "occupazione" in relazione alle regioni georgiane dell'Abkhazia e della regione di Tskhinvali/Ossezia del Sud che sono occupate illegalmente dalla Russia e si trovano sotto il suo effettivo controllo, come stabilito dalle rispettive sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo e dalle indagini della Corte penale internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>75.</NO.P>ritiene che l'adesione dell'Ucraina e della Repubblica di Moldova all'UE costituirebbe un investimento geostrategico in un'Europa unita e forte; apprezza il pacchetto di sostegno e l'avvio della missione civile di partenariato dell'Unione europea nella Repubblica di Moldova; elogia i progressi già compiuti in materia di riforme ed esorta la Commissione a presentare una tabella di marcia ambiziosa per l'avvio di negoziati di adesione non appena possibile, nonché per la graduale integrazione dell'Ucraina e della Moldova nelle politiche e nei programmi dell'UE; sottolinea la complessità del processo di allargamento e la sua natura basata sul merito, che richiedono progressi costanti e tempestivi; insiste nuovamente sul fatto che occorre profondere uno sforzo costante per adeguare gli strumenti di adesione esistenti e creare la base giuridica per lo strumento di assistenza preadesione III; si attende che nelle prossime riunioni il Consiglio europeo affronti le riforme interne riguardanti l'allargamento, con l'obiettivo di adottare, entro l'estate del 2024, conclusioni su una tabella di marcia per i lavori futuri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>76.</NO.P>ribadisce la necessità di ripensare la politica multilaterale del partenariato orientale per ripristinare l'impegno regionale e il programma di riforme democratiche regionali, anche attraverso l'Assemblea parlamentare EuroNest;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>77.</NO.P>deplora che l'Azerbaigian abbia preferito una soluzione militare a quella diplomatica sul Nagorno-Karabakh, pur riconoscendo che tale regione è internazionalmente riconosciuta come territorio azero; condanna con la massima fermezza l'attacco militare pianificato e ingiustificato dall'Azerbaigian contro gli armeni del Nagorno-Karabakh e le persone che sono rimaste nella regione; invita le autorità azere a consentire il ritorno sicuro della popolazione armena nel Nagorno-Karabakh e a offrire solide garanzie per quanto riguarda la tutela dei diritti di questo popolo; chiede con fermezza la protezione del patrimonio culturale, storico e religioso armeno nel Nagorno-Karabakh, in linea con le norme dell'Unesco e con gli impegni internazionali dell'Azerbaigian; deplora il fatto che l'offensiva di Baku rappresenti una grave violazione del diritto internazionale e dei diritti umani e una chiara infrazione della dichiarazione trilaterale di cessate il fuoco del 9 novembre 2020, nonché degli impegni assunti dall'Azerbaigian nel quadro dei negoziati mediati dall'UE; ritiene che un dialogo autentico tra l'Azerbaigian e l'Armenia sia l'unica prospettiva sostenibile e invita l'UE e i suoi Stati membri a sostenere gli sforzi in tal senso; sostiene i colloqui di pace in corso tra l'Armenia e l'Azerbaigian, che sono stati gravemente ostacolati dalla recente operazione militare contro il Nagorno-Karabakh, che ha provocato l'esodo della popolazione armena; sottolinea che una pace regionale dignitosa e duratura che mantenga la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale di entrambi i paesi è un presupposto essenziale per la stabilità nel vicinato; esprime preoccupazione per i tentativi di alcuni leader e potenze regionali di sfruttare l'attuale situazione per mettere a repentaglio le fragili prospettive di pace; avverte che l'UE e la comunità internazionale dovrebbero reagire in maniera risoluta all'eventuale tentativo di conseguire obiettivi ricorrendo alla forza e violando l'integrità territoriale dei paesi vicini;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>78.</NO.P>invita la missione civile dell'UE in Armenia (EUMA) a monitorare attentamente l'evoluzione della situazione della sicurezza sul campo, a fornire relazioni trasparenti al Parlamento e a contribuire attivamente agli sforzi di risoluzione dei conflitti; chiede che l'UE e i suoi Stati membri rafforzino il mandato dell'EUMA, ne aumentino il personale, ne proroghino la durata e inviino anche osservatori lungo il confine con la Turchia; invita l'Azerbaigian ad autorizzare la presenza dell'EUMA sul suo lato del confine e nel Nagorno-Karabakh;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>79.</NO.P>invita il VP / AR e il SEAE a dare un maggiore sostegno all'Armenia attraverso lo strumento europeo per la pace, in particolare al fine di rafforzare le sue capacità di difesa contro le minacce ibride, in modo da ampliare il suo spazio di sicurezza al di là dell'Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva; si compiace dell'istituzione del dialogo politico e di sicurezza tra l'UE e l'Armenia e della sua seconda riunione svoltasi il 15 novembre 2023;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>80.</NO.P>sottolinea che i molteplici avvertimenti del Parlamento in merito alla situazione non hanno portato ad alcun cambiamento nella politica dell'UE nei confronti dell'Azerbaigian; insiste sul fatto che qualsiasi rafforzamento delle relazioni dell'UE con l'Azerbaigian deve rimanere subordinato al fatto che il paese compia progressi sostanziali per quanto concerne il rispetto dei diritti umani, lo Stato di diritto, la democrazia e le libertà fondamentali, fra cui la tutela delle minoranze etniche; esprime, a tale riguardo, la sua seria preoccupazione per il recente inasprimento della repressione nei confronti dei giornalisti indipendenti e dei difensori dei diritti umani in Azerbaigian; invita inoltre l'UE a imporre immediatamente sanzioni all'Azerbaigian e a sospendere il memorandum d'intesa su un partenariato strategico nel settore dell'energia; si interroga inoltre sull'idoneità dell'Azerbaigian ad ospitare la COP29 nel 2024, visto che il paese intende aumentare di un terzo la sua produzione di combustibili fossili nel corso del prossimo decennio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>81.</NO.P>ribadisce il proprio sostegno al governo democraticamente eletto dell'Armenia, così come il proprio pieno rispetto della sovranità, della democrazia e dell'integrità territoriale del paese; elogia la dichiarazione del primo ministro Nikol Pashinyan secondo cui l'Armenia non sarà trascinata in una nuova guerra con l'Azerbaigian e i suoi recenti appelli a favore della ripresa di colloqui di pace al più alto livello con l'Azerbaigian; condanna l'ingerenza della Russia in Armenia, volta a diffondere disordini; invita l'UE a rafforzare il suo impegno nel Caucaso meridionale; plaude alla ratifica, da parte dell'Armenia, dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>82.</NO.P>continua a nutrire una profonda preoccupazione per il fatto che il governo turco non abbia invertito la tendenza negativa di deterioramento della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti fondamentali e dell'indipendenza della magistratura, che la politica estera turca continui a essere in contrasto con le priorità dell'UE nel quadro della PESC e che la Turchia non si sia allineata alle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia; esprime forte disaccordo e disappunto per le dichiarazioni del presidente della Turchia, che ha affermato che Hamas non è un'organizzazione terroristica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>83.</NO.P>sottolinea che, in assenza di un drastico cambiamento di rotta da parte del governo turco, non sarà possibile riprendere il processo di adesione della Turchia all'UE; invita l'UE e il governo turco a progredire verso un partenariato più stretto, più dinamico e strategico, in considerazione del ruolo fondamentale svolto dalla Turchia nella regione e della sua importanza come alleato nel quadro della NATO; raccomanda l'avvio di un processo di riflessione per trovare un quadro parallelo e realistico per le relazioni UE-Turchia che comprenda gli interessi di tutte le parti interessate e che leghi saldamente la Turchia all'Unione, anziché spingerla verso la Russia o l'Iran;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>84.</NO.P>si compiace del parziale allentamento delle tensioni nel Mediterraneo orientale e nell'Egeo e invita la Turchia a lavorare a un approccio costruttivo, e non assertivo o aggressivo, con i suoi partner nelle regioni in questione; accoglie con favore, a tal proposito, la decisione della Turchia e dell’Ungheria, a lungo rimandata, di approvare finalmente l'adesione della Svezia alla NATO ed esorta le autorità nazionali turche a cooperare strettamente con l'inviato dell'UE per le sanzioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>85.</NO.P>condanna l'avvio di lavori di costruzione illegali ad opera della parte turco-cipriota all'interno della zona cuscinetto nei pressi del villaggio bicomunitario di Pyla/Pile a Cipro, come pure le aggressioni contro le forze di pace delle Nazioni Unite e i danni provocati ai veicoli delle Nazioni Unite il 18 agosto 2023; chiede il rispetto dello status di zona cuscinetto e del mandato della forza di mantenimento della pace delle Nazioni Unite a Cipro; ricorda che le minacce alla sicurezza delle forze di pace delle Nazioni Unite e i danni ai beni delle Nazioni Unite costituiscono un reato norma del diritto internazionale; esorta la Turchia e la leadership turco-cipriota a cessare e revocare tutte le attività unilaterali in oggetto e a evitare ulteriori azioni e provocazioni che non favoriscono la ripresa dei negoziati guidati dalle Nazioni Unite; plaude all'intesa raggiunta dalle parti, finalizzata a trovare una soluzione per quanto riguarda la strada nei pressi di Pyla/Pile a Cipro e a stabilizzare la situazione, e chiede l'avvio di negoziati pacifici e di un autentico processo di dialogo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>86.</NO.P>lamenta che, dopo più di venticinque anni dall'avvio del processo di Barcellona, non sia stata realizzata la creazione di uno spazio di prosperità, stabilità e libertà condiviso con i paesi mediterranei del vicinato meridionale; incoraggia il VP/AR e la Commissione a consolidare la dimensione meridionale del vicinato dell'UE, anche attraverso un rafforzamento del dialogo e delle condizioni di condizionalità per quanto riguarda l'erogazione di fondi, nonché a garantire risorse adeguate per un'attuazione tempestiva ed efficace della nuova agenda per il Mediterraneo, e sottolinea l'importante ruolo svolto dai paesi del vicinato meridionale nella gestione della migrazione sulla base dei principi dei diritti umani dei migranti e dei rifugiati sanciti dalla legislazione a livello internazionale, regionale e nazionale, di solidarietà, equilibrio e condivisione della responsabilità tra paesi; sottolinea l'importanza della cooperazione con i suddetti paesi in modo da attenuare le cause profonde della migrazione, le conseguenze della migrazione irregolare, della tratta di esseri umani e del contrabbando di armi e beni culturali illeciti; sottolinea che molti paesi del vicinato meridionale sono ricchi di risorse energetiche e possono contribuire maggiormente alla diversificazione dell'approvvigionamento energetico dei paesi europei;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>87.</NO.P>prende atto dell'accordo politico su un pacchetto globale di partenariato con la Tunisia; ricorda che il memorandum d'intesa in questione prevede determinate condizioni ed esorta la Commissione a garantirne il rispetto; si rammarica, tuttavia, del fatto che il memorandum d'intesa non abbia incluso gli obblighi in materia di diritti umani previsti dall'UE nei suoi accordi con i paesi terzi; ritiene, tuttavia, che le relazioni UE-Tunisia dovrebbero basarsi sul quadro dell'accordo di associazione UE-Tunisia e sul rispetto della democrazia, dei diritti umani e dello Stato di diritto, con il pieno controllo parlamentare per quanto riguarda l'attuazione dell'accordo di associazione e l'erogazione dei fondi dell'UE alla Tunisia; è fermamente convinto che il trasferimento di fondi dell'UE dovrebbe essere subordinato al rispetto delle norme in materia di diritti umani da parte della Tunisia e dovrebbe includere disposizioni in materia di condizionalità e responsabilità; invita la Commissione a presentare un meccanismo finalizzato a garantire il rispetto a tale riguardo, valutando tutte le opzioni pertinenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>88.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per la deriva autoritaria della leadership tunisina, per la detenzione di esponenti dell'opposizione e della società civile e per la persecuzione dei rifugiati e dei richiedenti asilo, ed esorta le autorità tunisine a rispettare il diritto internazionale in materia di diritti umanitari e i diritti dei migranti; condanna inoltre la decisione delle autorità tunisine di rifiutare l'ingresso alla delegazione della commissione per gli affari esteri del Parlamento ed esorta le autorità tunisine a consentire un dialogo politico aperto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>89.</NO.P>sottolinea la necessità di un dialogo più strategico con i paesi del Golfo, in particolare per quanto riguarda la promozione della sicurezza regionale, la cooperazione, l'azione per il clima, i diritti umani e la lotta alla corruzione; si compiace della ripresa delle relazioni diplomatiche tra il Regno dell'Arabia Saudita e la Repubblica islamica dell'Iran; si compiace, inoltre, della proposta di istituire un dialogo strutturato in materia di sicurezza tra l'UE e il Consiglio di cooperazione del Golfo; ricorda, a tale riguardo, la necessità di garantire la piena trasparenza e la piena responsabilità nel partenariato strategico tra l'UE e i paesi del Golfo; invita l'UE e gli Stati membri a continuare a insistere sul rispetto dei diritti umani e dell'uguaglianza di genere, nonché sul progressivo allineamento dei valori, in particolare in risposta alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e alle sue conseguenze;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>90.</NO.P>sottolinea che la PESC mira a sviluppare e consolidare la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, obiettivi che non sono condivisi dal Regno dell'Arabia Saudita; prende atto del fatto che il Regno dell'Arabia Saudita continua a intrattenere con l'UE un dialogo regolare in materia di diritti umani; condanna, tuttavia, la continua violazione dei diritti umani da parte di quel paese, in particolare l'applicazione di condanne a morte e di esecuzioni e le restrizioni dei diritti civili e politici, come pure della libertà di parola, e chiede l'abolizione della pena di morte;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>91.</NO.P>denuncia la repressione brutale posta in atto dalla polizia e dalle forze di sicurezza iraniane, fra cui il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC), contro le manifestazioni che hanno fatto seguito all'uccisione di Mahsa Amini e alla tortura e all'uccisione di numerosi altri oppositori del regime; chiede ulteriori misure restrittive nei confronti dell'IRGC, delle sue forze sussidiarie e di tutti i responsabili delle gravi violazioni dei diritti umani durante le proteste pacifiche, compresi i funzionari di più alto livello; invita il Consiglio a classificare l'IRGC e le sue forze sussidiarie, tra cui la polizia morale dell'Iran, la milizia paramilitare Basij e la forza Quds, come entità terroristiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>92.</NO.P>ribadisce il proprio sostegno al movimento di opposizione pacifica insorto in Iran, che protesta contro la sistematica e crescente oppressione delle donne e le gravi violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali; condanna il regime iraniano per la sua campagna di vessazioni, sorveglianza, rapimenti e minacce di morte nei confronti degli attivisti iraniani e per la sua sistematica discriminazione nei confronti delle donne, attraverso leggi e regolamenti che limitano gravemente le loro libertà; chiede l'istituzione di un meccanismo internazionale di indagine e di accertamento delle responsabilità per quanto riguarda le violazioni dei diritti umani perpetrate dal governo iraniano;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>93.</NO.P>condanna il regime iraniano per la fornitura di attrezzature militari alla Russia nell'ambito dell'aggressione brutale e illegale da parte russa nei confronti dell'Ucraina; sottolinea che la Repubblica islamica contribuisce ai crimini di guerra in Ucraina, in quanto tali attrezzature sono utilizzate per colpire i civili e le infrastrutture civili, e chiede una risposta ferma dell'UE al coinvolgimento dell'Iran nella guerra russa; condanna il sostegno da parte dell'Iran a gruppi classificati come terroristici, tra cui Hezbollah, Hamas, la Jihad islamica palestinese e gli Houti; condanna gli attacchi illegali, inaccettabili e destabilizzanti degli Houti contro le navi commerciali in transito nel Mar Rosso, mediante missili, piccole imbarcazioni e tentati dirottamenti; insiste sul fatto che ciò ha gravemente perturbato il commercio mondiale, in quanto le compagnie di navigazione sono costrette a deviare gran parte del traffico del Mar Rosso e a circumnavigar l'Africa; chiede un'azione collettiva e incoraggia un più attivo impegno dell'UE e una maggiore cooperazione internazionale; si compiace in proposito della decisione degli Stati membri di avviare un'operazione marittima in ambito PSDC, denominata ASPIDES, volta a proteggere le navi mercantili, rafforzando la conoscenza della situazione marittima e accompagnando le navi per scoraggiare gli attacchi e garantire la libertà di navigazione su una delle vie navigabili più critiche al mondo; chiede la cessazione immediata di tali attacchi illegali e il rilascio delle navi e degli equipaggi detenuti illegalmente; esprime preoccupazione per l'effetto destabilizzante delle attività iraniane sul Medio Oriente e sulle prospettive di pace nel conflitto israelo-palestinese; sottolinea la necessità di affrontare e contrastare le più ampie attività dannose e destabilizzanti intraprese dall'Iran in tutto il Medio Oriente e oltre; si oppone fermamente alla diplomazia degli ostaggi perseguita dall'Iran e chiede che tutti i cittadini europei detenuti in Iran siano rilasciati e possano lasciare il paese; invita il regime di Teheran a porre fine alla sula campagna di intimidazione e repressione contro i gruppi della diaspora iraniana nell'UE e nel mondo; invita i governi degli Stati membri a essere consapevoli delle specifiche tattiche di repressione transnazionale impiegate dall'Iran;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>94.</NO.P>esprime grave preoccupazione per il continuo arricchimento dell'uranio da parte della Repubblica islamica fino al 60 % di purezza e per le sue ripetute violazioni del piano d'azione congiunto globale (PACG); incoraggia la ripresa dei negoziati relativi al trattato PACG;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>95.</NO.P>condanna con la massima fermezza gli spregevoli attacchi terroristici di Hamas contro Israele; chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi sequestrati dal gruppo terroristico Hamas e la restituzione delle salme degli ostaggi deceduti; riconosce il diritto di Israele all'autodifesa quale sancito e limitato dal diritto internazionale e ricorda pertanto che le azioni di Israele devono rispettare rigorosamente il diritto internazionale umanitario, secondo cui tutte le parti in conflitto devono distinguere sempre tra combattenti e civili, gli attacchi devono essere diretti solo su obiettivi militari e i civili e le infrastrutture civili non devono essere oggetto di attacchi; condanna la risposta militare sproporzionata di Israele, che ha causato un numero di morti senza precedenti tra i civili; è profondamente preoccupato per la situazione umanitaria estremamente deteriorata nella Striscia di Gaza e chiede un cessate il fuoco permanente per consentire la fornitura di aiuti umanitari ai civili nella Striscia di Gaza; esorta la comunità internazionale a proseguire e a incrementare la sua assistenza umanitaria alla popolazione civile dell'area e ribadisce che l'UE deve continuare a fornirle aiuti umanitari; sollecita le autorità israeliane a garantire l'accesso continuato degli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza, con particolare attenzione alla fornitura ininterrotta di beni essenziali quali carburante, cibo, acqua, forniture mediche e ripari, in linea con il diritto internazionale; si rammarica che l'Autorità palestinese non abbia tenuto elezioni dal 2005, il che pregiudica la sua credibilità, e si attende che vengano presto organizzate elezioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>96.</NO.P>invita gli Stati membri a sostenere la Corte internazionale di giustizia (CIG) e ad esigere che Israele rispetti immediatamente le sentenze giuridicamente vincolanti pronunciate dalla CIG;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>97.</NO.P>deplora che Hamas e i suoi alleati cerchino vieppiù di allargare sostanzialmente il teatro del conflitto per esercitare pressione su Israele con l'intensificarsi dell'offensiva sul campo a Gaza; esprime pertanto preoccupazione per il fatto che l'Iran e i suoi alleati stiano premendo per una guerra regionale; è estremamente preoccupato per l'importante rischio di escalation della guerra e per le sue incidenze sull'intera regione, in particolare per la situazione al confine israelo-libanese, visti i razzi lanciati su Israele dai combattenti fedeli a Hezbollah; insiste sull'importanza di allentare le tensioni nella regione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>98.</NO.P>ribadisce il suo fermo sostegno a una soluzione negoziata fondata sulla coesistenza di due Stati per Israele e Palestina sulla base dei confini del 1967, con due Stati sovrani e democratici come vicini pacifici e con Gerusalemme come capitale comune; incoraggia il SEAE e gli Stati membri a definire un'iniziativa europea per rilanciare la soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati; invita, in tale contesto, il VP/AR e il rappresentante speciale dell'UE per il processo di pace in Medio Oriente a ottenere un sostegno internazionale per l'iniziativa "Peace Day Effort" sulla pace in Medio Oriente, lanciata a New York nel settembre 2023 in occasione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite; è consapevole del fatto che per la ripresa dei negoziati, occorre che le parti interessate a livello internazionale, tra cui Stati Uniti, Nazioni Unite, UE e Stati arabi, integrino i rispettivi sforzi in maniera costruttiva; ricorda che gli insediamenti nei territori palestinesi occupati sono illegali a norma del diritto internazionale; condanna fermamente l'aumento della violenza dei coloni estremisti nei confronti dei palestinesi; chiede che si ponga immediatamente fine alla politica di insediamento e all'occupazione dei territori palestinesi, che compromettono gravemente la fattibilità della soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati; chiede l'imposizione di misure restrittive ai coloni estremisti che violano i diritti umani e il diritto internazionale; è favorevole a una soluzione giusta, praticabile e concordata per la questione dei profughi palestinesi; sottolinea che il sostegno continuo all'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente è tuttora un elemento fondamentale della strategia dell'UE per contribuire alla stabilità e alla pace in Medio Oriente; prende atto con preoccupazione delle recenti accuse formulate da Israele nei confronti di 12 membri del personale dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA); si compiace della risposta immediata e determinata delle Nazioni Unite a tali accuse, compreso il licenziamento immediato dei dipendenti in questione e l'avvio di due indagini distinte sulla questione da parte dell'Ufficio dei Servizi di controllo interno (OIOS) delle Nazioni Unite e del gruppo di riesame indipendente guidato dall'ex ministro francese Catherine Colonna e da tre organizzazioni europee; invita Israele, a tale riguardo, a cooperare strettamente e a fornire tutte le prove necessarie all'OIOS e al gruppo di riesame indipendente; si compiace della decisione della Commissione di non sospendere i finanziamenti all'UNRWA prima che le Nazioni Unite abbiano annunciato l'esito delle indagini e le azioni che intendono intraprendere; esorta tutti i paesi donatori che hanno sospeso i finanziamenti all'UNRWA in ragione delle accuse a riconsiderare la loro decisione alla luce della risposta immediata dell'UNRWA a tali accuse e del suo ruolo cruciale nel fornire assistenza di primo soccorso ai due milioni di persone nella Striscia di Gaza che dipendono da essa per la loro sopravvivenza nel contesto di una delle crisi umanitarie più gravi e complesse al mondo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>99.</NO.P>ribadisce il forte sostegno dell'UE al lavoro della Corte penale internazionale (CPI) e della CIG; chiede che i responsabili di atti terroristici e violazioni del diritto internazionale siano chiamati a risponderne e che si indaghi a tal fine su tutti i possibili crimini di guerra; ribadisce che gli attacchi deliberati contro i civili costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale, così come il trasferimento forzato delle popolazioni; chiede giustizia per le vittime degli attacchi terroristici di Hamas, che hanno compreso massacri e torture sessuali, sia il 7 ottobre 2023 che successivamente; prende atto della causa avviata dal Sudafrica contro Israele dinanzi alla CIG;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>100.</NO.P>riconosce che la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina presenta sia sfide che opportunità per gli Stati dell'Asia centrale, che tradizionalmente intrattengono strette relazioni con la Russia; è preoccupato per la pressione esercitata dalla Russia e dalla Cina nella regione e sottolinea la necessità di aumentare la presenza dell'UE in Asia centrale in risposta a tale pressione; sottolinea l'interesse dell'UE a rafforzare le relazioni economiche e a intensificare i legami politici con i paesi dell'Asia centrale, in parte per affrontare l'elusione delle sanzioni nei confronti della Russia e della Bielorussia; invita le autorità nazionali di tali paesi, in particolare quelle del Kazakistan, del Kirghizistan e dell'Uzbekistan, a cooperare strettamente con l'UE, in particolare con il suo inviato per le sanzioni, e ricorda inoltre, a tale riguardo, l'importanza di relazioni di lavoro più strette con l'OSCE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>101.</NO.P>incoraggia la Commissione e gli Stati membri a continuare a promuovere riforme politiche ed economiche che rafforzino lo Stato di diritto, la democrazia, il buon governo e il rispetto dei diritti umani, anche nel contesto del sistema di preferenze generalizzate (SPG) e dell'SPG+ se del caso, e a incoraggiare le relazioni di buon vicinato; ribadisce che tutti i paesi della regione dell'Asia centrale devono impegnarsi a rispettare la Carta delle Nazioni Unite, in particolare i principi del rispetto dell'indipendenza, della sovranità e dell'integrità territoriale di tutti i paesi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>102.</NO.P>accoglie con favore i risultati del secondo Forum economico UE-Asia centrale tenutosi ad Almaty nel maggio 2023 e della seconda riunione tra il Presidente del Consiglio europeo e i capi di Stato dei cinque paesi dell'Asia centrale nel giugno 2023; chiede che a tali incontri e dichiarazioni ad alto livello facciano seguito azioni concrete; si compiace del fatto, in tale contesto, che il primo vertice UE-Asia centrale sia previsto per quest'anno; plaude all'approvazione della tabella di marcia comune per l'intensificazione dei legami tra l'UE e l'Asia centrale, che funge da piano strategico per far avanzare il dialogo e la cooperazione in ambiti specifici, tra cui lo sviluppo della resilienza culturale, sociale ed economica; esorta la Commissione e gli Stati membri a firmare l'accordo rafforzato di partenariato e cooperazione (ARPC) con il Kirghizistan, a portare a termine i lavori preparatori per la firma dell'ARPC con l'Uzbekistan e a compiere rapidi progressi nei negoziati in corso per un ARPC con il Tagikistan;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>103.</NO.P>ricorda che i paesi dell'Asia centrale sono importanti fornitori di materie prime e di energia; ritiene che l'UE abbia un forte interesse a rilanciare il corridoio di mezzo non solo come zona economica regionale ma anche come alternativa al nuovo ponte terrestre eurasiatico che passa attraverso i territori sanzionati della Russia e della Bielorussia; sottolinea l'importanza di promuovere l'integrazione regionale lungo il corridoio di mezzo, anche al fine di attirare finanziamenti per i progetti infrastrutturali nel quadro del Global Gateway;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>104.</NO.P>ribadisce il suo non riconoscimento del governo afghano de facto; esprime preoccupazione per la drammatica situazione economica e umanitaria in Afghanistan, come pure per la violazione dei diritti delle donne e delle ragazze nel paese; denuncia la drastica riduzione della capacità del Programma alimentare mondiale di fornire aiuti alimentari alla popolazione afghana e invita la Commissione e gli Stati membri a garantire la fornitura di aiuti umanitari essenziali alla popolazione afghana e finanziamenti supplementari per gli aiuti d'urgenza; invita il VP/AR a sollevare l'idea di perseguire i leader talebani presso la Corte penale internazionale per i loro crimini contro le donne e le ragazze;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>105.</NO.P>sostiene i cinque parametri fondamentali adottati dal Consiglio il 21 settembre 2021 e utili come principi guida per le future relazioni con i talebani, ma ritiene che debba essere compiuto un importante sforzo per definire una strategia a lungo termine al fine di affrontare l'emergenza riguardante i diritti umani e l'apartheid di genere attualmente in vigore in Afghanistan; sottolinea che il programma di evacuazione dell'UE per le persone in Afghanistan che lavoravano per le missioni europee, che confidavano nella protezione europea e sono tuttora in pericolo imminente, non può essere terminato fino a quando le persone che soddisfano i criteri rimarranno nel paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>106.</NO.P>deplora il veto posto dalla Federazione russa nella riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dell'11 luglio 2023 per quanto riguarda il rinnovo della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 2672(2023) riguardante la fornitura transfrontaliera di aiuti umanitari alla popolazione nel nord-ovest della Siria attraverso il corridoio di Bab al-Hawa, mettendo a rischio oltre quattro milioni di persone che dipendono dagli aiuti umanitari per soddisfare i loro bisogni primari in termini di cibo, medicinali e altri approvvigionamenti vitali; prende atto della reintegrazione della Siria nella Lega araba; ritiene che una normalizzazione con l'attuale regime siriano non possa avvenire e sottolinea che il processo politico siriano è in fase di stallo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>107.</NO.P>ribadisce che una regione indo-pacifica in pace, libera, connessa, aperta, stabile e fondata su regole è di vitale interesse per l'Europa; esprime preoccupazione per il fatto che la competizione tra le grandi potenze impone parametri alla capacità dell'UE di promuovere il multilateralismo nella regione; sottolinea, in tale contesto, che il vertice Asia-Europa è tuttora intralciato dalle tensioni geopolitiche con la Russia; riconosce gli sforzi compiuti dal VP/AR per avviare un dialogo con la regione, come dimostrato dall'organizzazione del terzo Forum ministeriale per la cooperazione nella regione indo-pacifica tenutosi il 2 febbraio 2024 e dalla partecipazione del VP/AR al Forum regionale dell'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (ASEAN) tenutosi il 14 luglio 2023; invita l'UE a sostenere attivamente il Forum ministeriale per la cooperazione nella regione indo-pacifica come evento annuale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>108.</NO.P>incoraggia legami politici più stretti con partner che condividono gli stessi principi, in linea con la strategia dell'UE per la cooperazione nella regione indo-pacifica, in particolare con il Giappone, la Repubblica di Corea, l'Australia, la Nuova Zelanda, Taiwan e gli Stati membri dell'ASEAN, anche in materia di sicurezza marittima, non proliferazione e resilienza alle minacce ibride; accoglie con favore l'impegno del SEAE nello sviluppo di capacità nella regione indo-pacifica al fine di creare resilienza contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri; evidenzia la necessità di promuovere le relazioni interpersonali con i nostri partner, in particolare gli scambi di giovani e la cooperazione civica e nell'ambito di gruppi di riflessione; sottolinea che il mantenimento della pace, della stabilità e della libertà di navigazione nella regione indo-pacifica continua a rivestire un'importanza cruciale per gli interessi dell'UE e dei suoi Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>109.</NO.P>invita la RPDC ad abbandonare i suoi programmi relativi alle armi di distruzione di massa e ai missili balistici in modo completo, verificabile e irreversibile; deplora con la massima fermezza i crimini contro l'umanità ed esorta le autorità del paese a intraprendere un processo di riforma in base al quale siano rispettati e tutelati tutti i diritti umani; sottolinea l'urgente necessità che l'UE e la comunità internazionale intervengano per impedire la cooperazione militare e lo scambio di armi tra la Russia e la RPDC;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>110.</NO.P>osserva che le sfide geopolitiche hanno rafforzato l'interesse comune dell'India e dell'UE a garantire la sicurezza, la prosperità e lo sviluppo sostenibile; pone in evidenza la piena attuazione della strategia dell'UE per l'India del 2018 e la tabella di marcia UE-India per il 2025 in stretto coordinamento con gli interventi degli Stati membri mirati al dialogo attivo con l'India; accoglie con favore la creazione del Consiglio UE-India per il commercio e la tecnologia; incoraggia l'intensificazione delle relazioni tra l'India e l'UE in quanto partner strategici; chiede, in tale contesto, di tener fede all'impegno a favore di dialoghi e vertici multilivello periodici per mantenere le relazioni bilaterali in cima all'ordine del giorno; incoraggia inoltre un dialogo interparlamentare più strutturato tra il Parlamento europeo e il suo omologo indiano; ritiene che tale dialogo contribuirebbe al coordinamento delle posizioni e delle iniziative nei consessi multilaterali, in particolare le Nazioni Unite, l'Organizzazione mondiale del commercio e il G20; sottolinea l'importanza di una conclusione positiva dei negoziati su un accordo di libero scambio UE-India, tenendo conto delle sensibilità di entrambe le parti; auspica che l'India allinei la propria posizione in merito all'invasione russa dell'Ucraina a quella della comunità transatlantica e invita il Consiglio e il VP/AR a intraprendere sforzi diplomatici in tal senso; ricorda, in tale contesto, che l'eventuale intensificazione del partenariato dovrebbe fondarsi sui valori di libertà, democrazia, pluralismo, Stato di diritto, uguaglianza, rispetto dei diritti umani, giustizia sociale, sviluppo sostenibile e impegno a promuovere un ordine globale inclusivo basato su regole;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>111.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per i recenti cambiamenti relativi alla posizione nazionale e miliare della Cina dal 20° congresso nazionale del partito comunista cinese; ritiene che la crescente assertività della Cina, in parte attraverso una politica di coercizione economica, rimanga una delle principali sfide geopolitiche del XXI secolo; ritiene che la Cina stia dimostrando che ha sia l'intenzione sia, sempre più, i mezzi economici, diplomatici, militari e tecnologici per incrinare l'ordine internazionale basato su regole; sottolinea che ciò richiede una risposta multidimensionale che consenta all'UE di mantenere il suo impegno selettivo nei confronti della Cina su una serie di questioni chiave e nel contempo di ridurre i rischi inerenti alle sue relazioni con il paese limitando sempre più la dipendenza economica in settori critici, in linea con la strategia di sicurezza economica dell'UE; osserva che un impegno sostanziale nei confronti della Cina è sempre più difficile a causa del fatto che le dimensioni della concorrenza e della rivalità sistemica svolgono un ruolo sempre più importante; sottolinea che la Cina continua a essere importante in molti settori d'intervento, inclusi i cambiamenti climatici; mette in guardia dal fatto che la continua crescita del partenariato strategico tra Cina e Russia, anche nell'ambito del trasferimento di tecnologia e capacità militari e della cooperazione nella regione artica, può aumentare la capacità di coercizione della Cina nei confronti dei partner dell'UE in Asia e in tutto il mondo; rinnova il suo invito a una strategia UE-Cina più assertiva, che modelli le relazioni con la Cina nell'interesse dell'UE e tenga pienamente conto delle sfide derivanti dall'ascesa della Cina quale attore globale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>112.</NO.P>condanna gli atti di guerra ibrida quali gli attacchi informatici, le campagne di disinformazione, la sorveglianza e lo spionaggio dei cittadini cinesi all'interno dell'UE; esorta la Cina a porre immediatamente fine a questi atti malevoli e alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze elettorali e invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare con urgenza le iniziative sulle ingerenze straniere in tutti i processi democratici nell'Unione europea, inclusa la disinformazione, come proposto dal Parlamento; condanna le sanzioni nei confronti di deputati al Parlamento europeo (e di membri di altre entità dell'UE), dei parlamenti nazionali, dei gruppi di riflessione e dei ricercatori europei e chiede la loro abolizione immediata e incondizionata;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>113.</NO.P>condanna il sistema di lavoro forzato sostenuto dal governo cinese e le sue violazioni dei diritti umani, che secondo l'Alto Commissariato per i diritti umani possono costituire crimini contro l'umanità, incluso l'elevato rischio di genocidio nello Xinjiang e di crimini contro l'umanità in Tibet e nella Mongolia interna, come pure le politiche oppressive contro altre minoranze etniche; ricorda che la politica di "una sola Cina" dell'UE rimane una pietra angolare delle relazioni UE-Cina; ribadisce la sua condanna della violazione da parte della Cina dei suoi impegni internazionali, delle violazioni delle dichiarazioni congiunte sino-britannica e sino-portoghese, del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, del principio "un paese, due sistemi" e della Legge fondamentale di Hong Kong, nonché del giro di vite dell'autonomia della regione amministrativa speciale e degli esponenti dell'opposizione, tra cui membri della società civile e i loro familiari; invita la Commissione a valutare lo status di autonomia di Hong Kong e di Macao alla luce delle violazioni delle dichiarazioni congiunte sino-britannica e sino-portoghese da parte della Cina e della repressione dell'autonomia di Hong Kong;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>114.</NO.P>sottolinea la necessità di garantire un approccio europeo unificato quando la Cina utilizza la sua influenza economica per mettere a tacere l'opposizione contro le sue violazioni dei diritti umani; esorta la Cina a indagare su eventuali violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale e a impedirle; ricorda che la Cina, in qualità di membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha una responsabilità particolare in relazione al rispetto della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo; esprime preoccupazione per la situazione dei cristiani e di altre minoranze religiose, inclusa la loro libertà di culto in Cina, che sono vittima di continue persecuzioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>115.</NO.P>condanna la crescente tendenza alla repressione transnazionale da parte della Cina e invita gli Stati membri dell'UE che non l'hanno ancora fatto a sospendere i rispettivi trattati di estradizione con la Cina e Hong Kong e a chiudere tutte le "stazioni di polizia" cinesi illegali rimaste sul loro territorio; esprime preoccupazione per l'accordo sul rafforzamento della cooperazione per il mantenimento dell'ordine pubblico e dei pattugliamenti congiunti firmato il 16 febbraio 2024 dal ministero cinese della Pubblica sicurezza e dal ministero dell'Interno ungherese; invita il governo ungherese a rendere noti, immediatamente e integralmente, tutti i dettagli dell'accordo e i suoi potenziali effetti negativi sulla sicurezza comune e sulla sovranità dell'Unione europea; invita il SEAE a monitorare attentamente i processi ai prigionieri politici a Hong Kong e a chiedere il rilascio di tali prigionieri politici, tra cui il fondatore dell'Apple Daily Jimmy Lai;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>116.</NO.P>prende atto dell'ultimo vertice dei BRICS che si è tenuto a Johannesburg nell'agosto 2023 e degli obiettivi geopolitici della Cina nei confronti dei BRICS e delle narrazioni della Cina nel contesto delle sue iniziative sullo sviluppo globale, la sicurezza globale e la civilizzazione globale; sottolinea la necessità che l'UE e i suoi Stati membri incrementino il dialogo e la cooperazione con alcuni membri dei BRICS+ per contrastare le azioni malevoli della Russia e la crescente influenza globale della Cina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>117.</NO.P>esorta l'UE e la Cina a intensificare il dialogo e la stretta cooperazione nella lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata e, più in generale, sull'uso sostenibile delle risorse biologiche marine e sulla governance degli oceani; invita l'UE a rafforzare la cooperazione con il Regno Unito, gli Stati Uniti, il Giappone e altri attori chiave nella politica della pesca e degli oceani, utilizzando i propri strumenti diplomatici per incoraggiare la Cina a procedere con le necessarie riforme del proprio quadro di governance della pesca;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>118.</NO.P>condanna fermamente le continue provocazioni militari cinesi nei confronti di Taiwan e ribadisce la sua ferma opposizione a qualunque cambiamento unilaterale dello status quo nello stretto di Taiwan che mette a rischio la stabilità regionale; invita l'UE e i suoi Stati membri a garantire, trasmettendo un messaggio chiaro e coerente, che qualsiasi tentativo di modificare unilateralmente lo status quo nello stretto di Taiwan, in particolare attraverso le forza o la coercizione, non può essere accettato e avrà costi elevati; ; sottolinea che le rivendicazioni territoriali della Cina non hanno alcuna base nel diritto internazionale; denuncia inoltre il blocco da parte della Cina della partecipazione di Taiwan alle organizzazioni multilaterali; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere la partecipazione significativa di Taiwan alle pertinenti organizzazioni internazionali, come l'OMS, l'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale e la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici; ribadisce che Taiwan è un partner fondamentale dell'UE e un alleato democratico nella regione indo-pacifica; riconosce l'importanza di Taiwan nel garantire la sicurezza delle catene di approvvigionamento globali, in particolare nel settore dell'alta tecnologia, ed esorta l'UE e i suoi Stati membri a impegnarsi in una più stretta cooperazione con Taiwan; accoglie con favore le visite consecutive di delegazioni ufficiali di commissioni parlamentari a Taiwan dal 2021 e incoraggia ulteriori scambi tra l'UE e Taiwan; invita la Commissione ad avviare senza indugio misure preparatorie per i negoziati su un accordo bilaterale sugli investimenti con Taiwan;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>119.</NO.P>condanna le dichiarazioni del Presidente cinese secondo cui la Cina non rinuncerà mai al diritto di usare la forza nei confronti di Taiwan e incoraggia la leadership cinese a dar prova di prudenza e moderazione in seguito alle elezioni presidenziali e parlamentari a Taiwan; osserva che né Taiwan né la Cina sono reciprocamente subordinati; esprime grave preoccupazione per l'uso da parte della Cina della disinformazione ostile per minare la fiducia nella democrazia e nella governance di Taiwan; invita l'UE e i suoi Stati membri a cooperare con i partner internazionali per contribuire a sostenere la democrazia a Taiwan, senza il rischio di ingerenze e minacce esterne, e sottolinea che solo il governo democraticamente eletto di Taiwan può rappresentare la sua popolazione sulla scena internazionale; prende atto della necessità di concentrarsi anche sulla diplomazia preventiva per evitare un'escalation nello stretto di Taiwan;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>120.</NO.P>rileva che nell'ultimo decennio la Cina si è incentrata sul rafforzamento della propria influenza nella regione indo-pacifica attraverso l'aumento degli aiuti, dello sviluppo, della diplomazia e della cooperazione in materia di sicurezza; sottolinea che le risorse devono essere messe in comune per rafforzare efficacemente l'impronta politica dell'UE e affermare l'UE quale partner affidabile e strategico nel Pacifico; esprime preoccupazione per i tentativi da parte della Cina di dominare la regione dei mari, che comprende il Mar Cinese Meridionale e il Mar Cinese Orientale, che potrebbero seriamente compromettere l'equilibrio di poteri regionale e influire negativamente sugli interessi economici e politici dell'UE; esorta la Cina, a tale riguardo, a sospendere qualsiasi azione e pressione militare contro la marina delle Filippine e le sue isole occupate nel Mar Cinese Meridionale; incoraggia gli Stati membri a unire le forze e a impegnarsi a livello ministeriale con i paesi insulari del Pacifico e con l'Organizzazione degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico; sottolinea che un vero e proprio seguito alla COP28 è un interesse centrale per i paesi della regione ed esorta pertanto il SEAE a promuovere il sostegno globale per una transizione verde sostenibile e a intensificare la sua diplomazia climatica per consolidare la cooperazione sulle misure in materia di mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento agli stessi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>121.</NO.P>sottolinea che l'ASEAN è un alleato fondamentale per rafforzare il multilateralismo basato su regole; chiede una stretta cooperazione, in linea con la dichiarazione congiunta dei leader UE-ASEAN del 14 dicembre 2022, al fine di plasmare le dinamiche regionali al di là dei vincoli binari della concorrenza Cina-America; sottolinea inoltre, in tale contesto, l'importanza di mantenere la libertà di navigazione nel Mar cinese meridionale e orientale; ricorda la necessità di attuare pienamente il piano d'azione UE-ASEAN 2023-2027;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>122.</NO.P>accoglie con favore la firma dell'accordo di Samoa e dei relativi protocolli regionali che apporteranno un'attenzione regionale senza precedenti ai paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico e chiede la rapida ratifica sia da parte dell'Organizzazione degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico che da parte dell'UE; esorta la Commissione e il VP/AR a garantire che sia dato seguito al vertice UE-Unione africana del febbraio 2022 al fine di approfondire la cooperazione sulle iniziative di interesse comune e di soddisfare le esigenze dei paesi partner in Africa; chiede che la terza riunione ministeriale UE-Unione africana, che era stata rinviata, si tenga quanto prima; sottolinea che l'UE dovrebbe perseguire priorità geografiche a livello bilaterale, concentrandosi sui principali partner africani, ma anche a livello regionale, concentrandosi sull'attuazione di strategie regionali per il Sahel e i paesi costieri, la regione dei Grandi Laghi e il Corno d'Africa; accoglie con favore, in tale contesto, l'operazione Atalanta che, essendo la prima operazione navale dell'UE con l'obiettivo specifico di proteggere le imbarcazioni del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, è diventata un'operazione antipirateria di successo; incoraggia il Consiglio e gli Stati membri a considerare la possibilità di estendere la portata geografica dell'operazione Atalanta;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>123.</NO.P>attribuisce particolare importanza al rafforzamento della collaborazione in materia di sicurezza con i paesi del Golfo di Guinea, sostenendone l'integrazione e la solidarietà intraregionale; accoglie con favore, a tal proposito, l'avvio dell'iniziativa dell'UE in materia di sicurezza e difesa a sostegno dei paesi dell'Africa occidentale del Golfo di Guinea, per una durata iniziale di due anni, in stretto coordinamento con la Costa d'Avorio, il Ghana, il Togo e il Benin; esprime profonda preoccupazione per il deterioramento della stabilità nel Sahel, aggravato dal colpo di Stato militare in Niger e dalla dissoluzione delle istituzioni democratiche; non riconosce e non riconoscerà le autorità derivanti dal colpo di Stato in Niger; ribadisce il suo appello molto chiaro per il pieno ripristino, senza indugio, dell'ordine costituzionale e si associa pienamente alle dichiarazioni della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale e dei suoi partner africani e internazionali a tale riguardo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>124.</NO.P>denuncia l'ingerenza della Russia in Africa, in particolare attraverso una maggiore presenza del gruppo Wagner nel continente, e condanna con fermezza gli abusi e i crimini commessi; ricorda che la stabilità del Sahel ha ripercussioni dirette sulla sicurezza e la stabilità delle frontiere esterne europee nel Mediterraneo; invita l'UE ad aumentare le risorse e a rafforzare la cooperazione con i nostri partner per lottare contro la tratta di esseri umani attraverso il Mediterraneo e la Bielorussia e smantellare le reti criminali utilizzate per la tratta di esseri umani; ritiene che la politica dell'UE nei confronti del Sahel non abbia prodotto i risultati attesi e prende atto dell'annuncio del VP/AR di rivalutare la strategia dell'UE nei confronti del Sahel;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>125.</NO.P>sottolinea la necessità di adattare l'attuale approccio per mantenere l'influenza e chiede di rafforzare l'impegno e il sostegno dell'UE alla regione; accoglie con favore la preparazione da parte della Commissione di un "nuovo approccio strategico" al partenariato con l'Africa, che tenga conto della nuova situazione geopolitica, ed esorta la Commissione e il Consiglio a sviluppare un partenariato reciprocamente vantaggioso che si concentri su questioni comuni per l'Europa e l'Africa; accoglie con favore il pacchetto di investimenti Global Gateway Africa-Europa di 150 miliardi di EUR, volto a sostenere i partner africani nello sviluppo di una ripresa e di una trasformazione forti, inclusive, verdi e digitali; ritiene che gli sforzi volti a combattere la disinformazione e a meglio dimostrare il sostegno dell'UE all'Africa debbano essere urgentemente aumentati e migliorati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>126.</NO.P>sottolinea che l'accesso all'acqua potabile sicura costituisce una delle principali sfide del XXI secolo, soprattutto perché quasi il 60 % delle risorse acquifere attraversa i confini territoriali politici; sottolinea che la scarsità di acqua può portare ai conflitti più gravi, se non si definiranno modalità integrate e condivise per l'uso di tali risorse; sottolinea la necessità che l'UE adotti una strategia per facilitare soluzioni tecnologiche e geopolitiche nelle zone interessate dalla scarsità di acqua, che ha un alto potenziale di destabilizzazione; incoraggia i paesi situati nelle zone dei principali conflitti legati all'acqua a firmare la Convenzione di Helsinki sulla protezione e l'utilizzazione dei corsi d'acqua transfrontalieri e dei laghi internazionali del 1992;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>127.</NO.P>condanna le azioni intraprese dal presidente venezuelano Nicolas Maduro, che rappresentano una minaccia diretta alla sovranità della Guyana; invita la comunità internazionale ad avviare colloqui per trovare una soluzione diplomatica che rispetti la giurisdizione della CIG su questa controversia di lunga data;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>128.</NO.P>condanna il regime autoritario di Daniel Ortega e Rosario Murillo, che sta sistematicamente minando le strutture democratiche del Nicaragua, tra cui la separazione dei poteri, il sistema elettorale e il rispetto dei diritti umani; ricorda che il regime nicaraguense intrattiene forti legami con altre autocrazie, come quelle iraniana, venezuelana e cubana, e dimostra costantemente il suo sostegno al Cremlino, anche autorizzando la presenza militare russa in Nicaragua; chiede che tutti i prigionieri politici, tra cui diversi vescovi e sacerdoti cattolici, detenuti nel tentativo di mettere a tacere le voci dissidenti, siano rilasciati, che lo Stato di diritto sia ripristinato e che il dialogo tra il regime e l'opposizione sia agevolato dall'UE; condanna i continui abusi psicologici e fisici che tutti i detenuti subiscono per mano delle autorità di polizia e penitenziarie, come pure lo stato di detenzione in isolamento in cui si trovano alcuni di essi, senza accesso ad avvocati, familiari o cure mediche; ricorda al regime nicaraguense la sua responsabilità di garantire che le condizioni di detenzione rispettino i suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani e norme quali le regole minime standard delle Nazioni Unite per il trattamento dei detenuti (regole di Nelson Mandela);</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>129.</NO.P>ritiene che l'approccio politico dell'UE nei confronti di Cuba sia costruttivo ma critico, come sancito dall'accordo di dialogo politico e di cooperazione del 2016; deplora che da decenni il regime cubano stia costantemente ignorando e violando tali principi e diritti; condanna con la massima fermezza le violazioni dei diritti umani e gli abusi sistematici, aumentati in tempi recenti, perpetrati dal regime cubano ai danni, tra l'altro, di migliaia di prigionieri politici, manifestanti, dissidenti politici, leader religiosi, attivisti per i diritti umani e artisti indipendenti; esorta le autorità cubane a porre immediatamente fine alla politica di repressione; osserva che il quarto dialogo sui diritti umani si è tenuto a Cuba nel novembre 2023, ma deplora la mancata partecipazione delle organizzazioni indipendenti della società civile; conclude pertanto che tale esercizio non ha prodotto risultati concreti; ritiene che l'UE consideri il dialogo fine a se stesso e non uno strumento per migliorare le condizioni di vita dei cittadini cubani, che hanno dovuto affrontare gravi carenze alimentari e crisi sanitarie che hanno provocato un esodo su larga scala; condanna l'attuale divieto del regime cubano di effettuare visite "in loco" nell'ambito del meccanismo di sorveglianza a disposizione di attori internazionali imparziali come l'Unione Europea; condanna fermamente, a tal proposito, il fatto che il regime cubano abbia rifiutato la visita di una delegazione del Parlamento europeo nel paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>130.</NO.P>osserva che l'UE dovrebbe avere un particolare interesse a rilanciare il suo partenariato con i paesi dell'America latina e dei Caraibi; osserva che l'impegno dell'UE nella regione si è ridotto negli ultimi decenni, creando un vuoto per gli attori stranieri malevoli; esorta i paesi dell'America latina ad adottare una posizione più risoluta nel condannare l'aggressione della Russia contro l'Ucraina; esprime la sua preoccupazione per l'aumento della criminalità organizzata e del traffico di stupefacenti in America latina, che si ripercuote anche sull'UE; condanna fermamente le violenze e gli attacchi criminali perpetrati da gruppi armati coinvolti nel traffico di droga in Ecuador e nella regione circostante; chiede di aumentare in maniera sostanziale la cooperazione biregionale nella lotta contro tale fenomeno;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>131.</NO.P>prende atto del vertice del 17 e 18 luglio 2023 tra l'UE e la Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici e auspica che esso migliorerà le relazioni biregionali, in particolare alla luce della crescente influenza della Cina e della Russia in America latina e nei Caraibi; invita gli Stati membri e il SEAE a perseguire una diplomazia proattiva nella regione, ponendo un forte accento sulla difesa dell'ordine globale multilaterale, del diritto internazionale e del rispetto della democrazia e dei diritti umani; accoglie con favore la firma del nuovo accordo quadro avanzato UE-Cile, che comprende una componente politica e di cooperazione e una componente relativa a commercio e investimenti, e chiede che si compiano progressi verso la firma e la ratifica dell'accordo globale UE-Messico; invita la Commissione e la Presidenza del Consiglio belga a portare avanti con decisione e a concludere l'accordo con il Mercosur prima della fine dell'attuale legislatura, mantenendo nel contempo il massimo livello di ambizione in relazione all'applicazione delle sue disposizioni in materia di sostenibilità; si compiace inoltre che il processo di ratifica dell'accordo di associazione UE-America centrale si sia concluso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>132.</NO.P>sottolinea l'importanza di promuovere relazioni ancora più solide con la Norvegia, che è il partner più strettamente associato dell'UE nel quadro dell'accordo sullo Spazio economico europeo; accoglie con favore la conclusione dei colloqui esplorativi con la Svizzera e chiede che si compiano progressi nei negoziati relativi a un nuovo accordo; valuta positivamente l'esito dei negoziati per un accordo di associazione tra l'UE, Andorra e San Marino; prende atto della sospensione dei negoziati su un accordo di associazione con Monaco;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>133.</NO.P>chiede un maggiore impegno dell'UE nell'Artico, vista la sua importanza geostrategica fondamentale per l'UE in considerazione delle conseguenze dei cambiamenti climatici, della concorrenza industriale ed economica, delle minacce alla sicurezza, causate tra l'altro dall'espansione militare russa nel Grande Nord, e della minaccia alla libertà di navigazione; osserva che la NATO ha sottolineato l'importanza del Grande Nord, in particolare per l'espansione delle possibili rotte marittime, l'accesso alle risorse naturali, la conservazione del clima e le rivendicazioni territoriali, che possono portare a un aumento delle tensioni geopolitiche; sottolinea che l'impegno dell'UE nella regione deve comportare la cooperazione con i partner locali, compresi i popoli indigeni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>134.</NO.P>chiede un maggiore sostegno alla strategia dell'UE per la sicurezza marittima, in quanto la libertà di navigazione presenta una sfida crescente; insiste sul fatto che la libertà di navigazione deve essere sempre rispettata, dando la priorità all'allentamento della tensione e alla prevenzione di conflitti armati e incidenti militari;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>135.</NO.P>sottolinea che la regione polare meridionale dovrebbe essere considerata un'area di interesse emergente a causa delle dinamiche geopolitiche mutevoli; sottolinea l'importanza della cooperazione multilaterale nella gestione delle aree marine protette; incoraggia l'UE a elaborare un'agenda polare europea mirata, che cerchi di integrare le sue ambizioni regionali nella sua PESC e che riunisca i notevoli interessi degli Stati membri in materia di scienza, conservazione degli oceani, pesca, pace regionale e multilateralismo basato su regole; chiede un rafforzamento del dialogo UE-Cina-Antartico;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>136.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>