<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0105</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune – Relazione annuale 2023</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A9-0403/2023 - Relatore: Sven Mikser)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 28 febbraio 2024 Attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune – relazione annuale 2023 (2023/2119(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il titolo V del trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare il capo 2, sezione 2, recante disposizioni sulla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/697 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2021, che istituisce il Fondo europeo per la difesa e abroga il regolamento (UE) 2018/1092<FOOTNOTE><FIELD> GU L 170 del 12.5.2021, pag. 149.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2019/452 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2019, che istituisce un quadro per il controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione<FOOTNOTE><FIELD> GU L 791 del 21.3.2019, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2023/2418 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, sull'istituzione di uno strumento per il rafforzamento dell'industria europea della difesa mediante appalti comuni (EDIRPA)<FOOTNOTE><FIELD> GU L, 2023/2418, 26.10.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/2418/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2023/1525 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 luglio 2023, sul sostegno alla produzione di munizioni (ASAP)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 185 del 24.7.2023, pag. 7.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche e che modifica i regolamenti (UE) n. 168/2013, (UE) 2018/858, (UE) 2018/1724 e (UE) 2019/1020 (COM(2023)0160),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce misure intese a rafforzare la solidarietà e le capacità dell'Unione di rilevamento delle minacce e degli incidenti di cibersicurezza, e di preparazione e risposta agli stessi (COM(2023)0209),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (PESC) 2017/2315 del Consiglio, dell'11 dicembre 2017, che istituisce la cooperazione strutturata permanente (PESCO) e fissa l'elenco degli Stati membri partecipanti<FOOTNOTE><FIELD> GU L 331 del 14.12.2017, pag. 57.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (PESC) 2021/509 del Consiglio, del 22 marzo 2021, che istituisce uno strumento europeo per la pace (EPF), e abroga la decisione (PESC) 2015/528<FOOTNOTE><FIELD> GU L 102 del 24.3.2021, pag. 14.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (PESC) 2022/1970 del Consiglio, del 17 ottobre 2022, che modifica la decisione 2010/452/PESC sulla missione di vigilanza dell'Unione europea in Georgia, EUMM Georgia<FOOTNOTE><FIELD> GU L 270 del 18.10.2022, pag. 93.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (PESC) 2022/1968 del Consiglio, del 17 ottobre 2022, relativa a una missione di assistenza militare dell'Unione europea a sostegno dell'Ucraina (EUMAM Ucraina)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 270 del 18.10.2022, pag. 85.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (PESC) 2022/2507 del Consiglio, del 19 dicembre 2022, che modifica la decisione 2010/452/PESC sulla missione di vigilanza dell'Unione europea in Georgia, EUMM Georgia<FOOTNOTE><FIELD> GU L 325 del 20.12.2022, pag. 110.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (PESC) 2023/162 del Consiglio, del 23 gennaio 2023, relativa a una missione dell'Unione europea in Armenia (EUMA)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 22 del 24.1.2023, pag. 29.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre 2023 riguardanti la decisione di avviare negoziati di adesione con l'Ucraina e la Repubblica di Moldova, di avviare negoziati di adesione con la Bosnia-Erzegovina una volta raggiunto il necessario livello di conformità ai criteri di adesione e di concedere lo status di paese candidato alla Georgia, fermo restando che siano adottate le pertinenti misure indicate nella raccomandazione della Commissione dell'8 novembre 2023;</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza del 16 febbraio 2024 su una prevista operazione militare israeliana a Rafah,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio del 22 gennaio 2018 sull'approccio integrato alle crisi e ai conflitti esterni e del 24 gennaio 2022 sulla situazione della sicurezza europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio del 21 febbraio 2022, che prorogano e rafforzano l'attuazione del concetto delle presenze marittime coordinate nel Golfo di Guinea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione di Versailles adottata in occasione della riunione informale dei capi di Stato e di governo l'11 marzo 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la "bussola strategica per la sicurezza e la difesa – Per un'Unione europea che protegge i suoi cittadini, i suoi valori e i suoi interessi e contribuisce alla pace e alla sicurezza internazionali", approvata dal Consiglio il 21 marzo 2022 e dal Consiglio europeo il 25 marzo 2022, e la relazione annuale sui progressi compiuti nell'attuazione della bussola strategica per la sicurezza e la difesa, pubblicata nel marzo 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il patto sulla dimensione civile della PSDC – Verso missioni civili più efficaci, approvato dal Consiglio il 22 maggio 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 18 maggio 2022, dal titolo "Analisi delle carenze di investimenti nel settore della difesa e prospettive di percorso" (JOIN(2022)0024),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 10 marzo 2023, sull'aggiornamento della strategia per la sicurezza marittima dell'UE e del relativo piano d'azione "Una strategia rafforzata per la sicurezza marittima dell'UE per far fronte all'evoluzione delle minacce marittime" (JOIN(2023)0008),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 10 marzo 2023, dal titolo "Strategia dell'Unione europea per la sicurezza e la difesa" (JOIN(2023)0009),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 10 novembre 2022, dal titolo "Piano d'azione sulla mobilità militare 2.0" (JOIN(2022)0048),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione del 27 settembre 2023 dal titolo "Verso un'Europa più resiliente, competitiva e sostenibile" (COM(2023)0558),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'ottava relazione sullo stato dei lavori relativi all'attuazione dell'insieme comune di proposte approvato dai Consigli dell'UE e della NATO il 6 dicembre 2016 e il 5 dicembre 2017, presentata congiuntamente dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) e dal Segretario generale della NATO ai Consigli dell'UE e della NATO il 16 giugno 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato del Nord Atlantico,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il concetto strategico 2022 della NATO e il comunicato del vertice NATO 2023 a Vilnius,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione del vertice di Madrid adottata dai capi di Stato e di governo della NATO che hanno partecipato alla riunione del Consiglio del Nord Atlantico tenutasi a Madrid il 29 giugno 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le tre dichiarazioni congiunte sulla cooperazione UE-NATO firmate l'8 luglio 2016, il 10 luglio 2018 e il 10 gennaio 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Carta delle Nazioni Unite, in particolare l'articolo 2, paragrafo 4, che vieta l'uso della forza, e l'articolo 51 sul diritto naturale di autotutela individuale o collettiva,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1325 (2000), 1889 (2013), 2122 (2013), 2242 (2015) e 2493 (2019) su donne, pace e sicurezza, e le risoluzioni 2250 (2015), 2419 (2018) e 2535 (2020) su giovani, pace e sicurezza,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su Cipro e il comunicato stampa del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su Cipro del 21 agosto 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 5 maggio 2022 sulle minacce alla stabilità, alla sicurezza e alla democrazia nell'Africa occidentale e saheliana<FOOTNOTE><FIELD> GU C 465 del 6.12.2022, pag. 137.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 18 gennaio 2023 sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune – relazione annuale 2022<FOOTNOTE><FIELD> GU C 214 del 16.6.2023, pag. 54.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2023 sulle conseguenze umanitarie del blocco in Nagorno-Karabakh<FOOTNOTE><FIELD> GU C 214 del 16.6.2023, pag. 104.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue risoluzioni del 9 marzo 2022<FOOTNOTE><FIELD> GU C 347 del 9.9.2022, pag. 61.</FIELD></FOOTNOTE> e del 1° giugno 2023<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0219.</FIELD></FOOTNOTE> sulle ingerenze straniere in tutti i processi democratici nell'Unione europea, inclusa la disinformazione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue risoluzioni del 15 marzo 2023 sulle relazioni UE-Armenia<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2023/404, 23.11.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2023/404/oj.</FIELD></FOOTNOTE> e sulle relazioni UE-Azerbaijan<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2023/405, 23.11.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2023/405/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 18 aprile 2023 sull'attuazione della PSDC civile e di altre forme di assistenza dell'Unione in materia di sicurezza civile<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2023/445, 1.12.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2023/445/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua raccomandazione dell'8 giugno 2022 al Consiglio e al VP/AR sulla politica estera, di sicurezza e di difesa dell'Unione europea dopo la guerra di aggressione contro l'Ucraina da parte della Russia<FOOTNOTE><FIELD> GU C 493 del 27.12.2022, pag. 136.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua raccomandazione del 5 ottobre 2022 al Consiglio, alla Commissione e al VP/AR sulle relazioni e il partenariato strategici dell'UE con il Corno d'Africa<FOOTNOTE><FIELD> GU C 132 del 14.4.2023, pag. 115.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua raccomandazione del 23 novembre 2022 al Consiglio, alla Commissione e al VP/AR concernente la nuova strategia dell'UE in materia di allargamento<FOOTNOTE><FIELD> GU C 167 dell'11.5.2023, pag. 105.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 19 aprile 2023 sulla capacità di dispiegamento rapido dell'UE, i gruppi tattici dell'UE e l'articolo 44 TUE: prospettive per il futuro<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2023/448, 1.12.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2023/448/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua raccomandazione del 10 febbraio 1999 sull'istituzione di un Corpo di pace civile europeo<FOOTNOTE><FIELD> GU C 150 del 28.5.1999, pag. 164.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 54 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A9-0403/2023),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che il continente europeo sta affrontando la più complessa combinazione di minacce militari e non militari causate dalla guerra illegale della Russia contro l'Ucraina, che ha minacciato gravemente la sicurezza e la stabilità dell'UE; che l'aggressione russa viola il diritto internazionale, i principi della Carta delle Nazioni Unite e l'Atto finale di Helsinki, e costituisce un attacco all'ordine internazionale basato su regole, mettendo a repentaglio il principio fondamentale del non ricorso alla forza nelle relazioni internazionali; che la guerra di aggressione russa contro l'Ucraina, parallelamente alla militarizzazione di altri settori quali l'energia, l'approvvigionamento alimentare e l'informazione, ha segnalato l'avvento di un ambiente geopolitico internazionale più competitivo e meno sicuro;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che tali minacce non militari comprendono disinformazione, attacchi informatici, pressione economica, ricatti alimentari ed energetici, strumentalizzazione della migrazione e ingerenze politiche sovversive a sostegno delle operazioni militari illegittime da parte della Russia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che la guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina e l'accresciuta assertività di altri attori regionali e globali, come la Cina, l'Iran e taluni paesi del Golfo, stanno destabilizzando il vicinato immediato dell'UE, tra l’altro attraverso campagne di disinformazione e investimenti strategici; ma anche, in alcuni casi, attraverso la fornitura di sostegno politico, finanziario, operativo e logistico a entità ostili nella regione; che l'UE ha bisogno di garantire un sostegno maggiore, in particolare ai paesi candidati, per preservare la stabilità e la sicurezza e intensificare la cooperazione in materia di difesa, soprattutto in termini di lotta alla disinformazione e alla guerra ibrida; che il futuro dei Balcani occidentali e dei paesi del vicinato orientale è nell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che i persistenti tentativi della Russia di destabilizzare l'UE e di compromettere l'architettura di sicurezza europea richiedono che l'UE rafforzi in modo sostanziale la coesione e l'efficacia della sua politica estera, di sicurezza e di difesa, e della sua sovranità strategica, fissi i suoi obiettivi strategici, difenda i suoi interessi, i suoi valori e i suoi cittadini sia all'interno che all'esterno dei suoi confini, nei Balcani occidentali e nel suo immediato vicinato orientale e meridionale, al fine di garantire la pace, la sicurezza umana, lo sviluppo sostenibile e la democrazia, e di sostenere i suoi partner;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che l'ambiente strategico del continente europeo nel suo complesso è estremamente instabile, con conflitti aperti o latenti nella maggior parte delle regioni vicine, dal Caucaso al Sahel e dal Medio Oriente ad alcune zone del Nord Africa; che, oltre all'annessione della Crimea e delle regioni di Donetsk, Kherson, Luhansk e Zaporizhzhia in Ucraina, la Russia continua a occupare l'Abkhazia e l'Ossezia meridionale in Georgia e la Transnistria nella Repubblica di Moldova, il che dimostra la necessità di una presenza costante della PSDC nella regione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la cooperazione dell'UE con alcuni paesi africani è oggetto di contestazione; che l'UE e i suoi Stati membri devono valutare l'efficacia delle missioni e delle operazioni PSDC dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che l'Ucraina deve essere dotata delle capacità militari necessarie per tutto il tempo che le servirà per riportare una vittoria militare decisiva che ponga fine alla guerra di aggressione illegale della Russia, per ripristinare la propria sovranità e integrità territoriale entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale e per scoraggiare qualsiasi aggressione futura; che l'Ucraina, nel difendere sé stessa, sta anche proteggendo i valori europei e gli interessi fondamentali della sicurezza e combattendo per essi; che la cooperazione UE-NATO è stata fondamentale per coordinare la fornitura di armi all'Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che vi è una nuova urgenza per l'UE, che è quella di rafforzare le sue capacità, anche basandosi sul sostegno senza precedenti all'Ucraina e aumentando i finanziamenti a titolo del Fondo europeo per la difesa (FED), della mobilità militare e, in particolare, dello strumento europeo per la pace (EPF), attraverso i quali l'UE ha fornito all'Ucraina attrezzature militari per un valore di oltre 5 miliardi di EUR, nonché attraverso progetti di cooperazione strutturata permanente (PESCO) e missioni militari e civili PSDC; che l'UE deve promuovere ulteriormente la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione nei settori della sicurezza e della difesa, ma anche nel settore della cibersicurezza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che nel 2023 il Parlamento e il Consiglio hanno concluso accordi sullo strumento per il rafforzamento dell'industria europea della difesa mediante appalti comuni (EDIRPA) e sul regolamento sul sostegno alla produzione di munizioni (ASAP), che mirano a incoraggiare l'acquisto congiunto di prodotti per la difesa, a potenziare la capacità di produzione dell'industria europea della difesa, a ricostituire le scorte esaurite e a ridurre la frammentazione del settore degli appalti pubblici nel settore della difesa; che sono necessarie ulteriori iniziative per stabilire un'autentica integrazione europea della difesa, tra cui un programma europeo di investimenti nel settore della difesa (EDIP) e una strategia industriale europea della difesa;;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che, in assenza di sostanziali sforzi di bilancio, tali strumenti di difesa non avranno l'effetto previsto né sul sostegno militare all'Ucraina né sullo sviluppo di un'autentica capacità di difesa europea e di una base industriale e tecnologica di difesa dell'UE competitiva (EDTIB); che il quadro finanziario pluriennale (QFP) e la sua revisione non apportano alcun miglioramento al bilancio assegnato alla difesa europea; che sono state formulate proposte per la creazione di un fondo comune per la difesa da 100 miliardi di EUR, che mirerebbe ad aumentare immediatamente la produzione nazionale di armi e munizioni e sarebbe finanziato da obbligazioni europee;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che la massimizzazione delle capacità di difesa dell'UE e degli Stati membri richiede una spesa più intelligente e maggiori appalti congiunti; che la costruzione di capacità e il loro adattamento alle esigenze militari richiedono una cultura strategica comune, una percezione della minaccia e soluzioni da sviluppare e armonizzare in termini di dottrina e concetti; che l'UE deve preparare il suo futuro quadro di cooperazione in materia di difesa per quanto riguarda le capacità militari, dalla loro concezione allo sviluppo e all'impiego operativo, al fine di aumentare la nostra prontezza di difesa in uno sforzo comune;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina ha riaffermato il ruolo della NATO come cardine della difesa collettiva dei suoi membri e il carattere indispensabile di un legame transatlantico forte; che la guerra ha inoltre evidenziato la mancanza di investimenti nella sicurezza e nella difesa in numerosi Stati membri dell'UE e della NATO; che la decisione dei leader della NATO di dedicare almeno il 2 % del PIL alla spesa per la difesa è stata attuata solo da pochi Stati membri della NATO; che l'obiettivo di spesa del 2 % dovrebbe rappresentare un minimo per i paesi UE della NATO e non un massimale per la spesa per la difesa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che gli attacchi terroristici di Hamas contro Israele hanno messo in luce l'instabilità e la dinamicità della situazione della sicurezza in Medio Oriente nonché la necessità che l'UE e altri attori internazionali si assumano maggiori responsabilità e assistano i governi e le organizzazioni della società civile della regione nel raggiungimento di una pace duratura e sostenibile, in particolare continuando a sostenere una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati tra Israele e Palestina e contrastando il terrorismo e la radicalizzazione nella regione; che, il 7 ottobre 2023, 1139 cittadini israeliani e stranieri sono stati uccisi e 240 persone sono state prese in ostaggio durante lo spregevole attacco terroristico perpetrato da Hamas; che decine di migliaia di palestinesi innocenti e centinaia di membri del personale delle Nazioni Unite, di membri del personale medico e di giornalisti sono stati uccisi nella Striscia di Gaza a seguito della risposta del governo israeliano; che il continuo bombardamento e l'evacuazione forzata dei palestinesi verso il sud della Striscia di Gaza hanno creato una situazione umanitaria gravissima in rapido deterioramento; che dal 7 ottobre 2023 almeno 330 palestinesi in Cisgiordania sono stati uccisi da attacchi delle forze e dei coloni israeliani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che gli attacchi attualmente lanciati nel Mar Rosso dalle zone dello Yemen controllate dagli Houthi, con il sostegno dell'Iran, rappresentano una grave minaccia per la libertà di navigazione, la sicurezza marittima e il commercio internazionale; che altri attacchi lanciati in Iraq e in Siria da varie milizie sostenute dall'Iran stanno aggravando il rischio di escalation nella regione; che da decenni non si raggiungeva un rischio di escalation così elevato nella regione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che la bussola strategica mira a dotare l'UE degli orientamenti strategici e degli strumenti realistici e operativi necessari per passare a una politica di difesa coerente e credibile, basata su una cooperazione militare significativamente accresciuta tra gli Stati membri, e per fare dell'Unione un garante della sicurezza efficace e capace nonché un attore globale assertivo, anche alla luce del nuovo contesto di sicurezza, capace di rispondere rapidamente alle crisi esterne; che i leader dell'UE si sono impegnati a sviluppare modalità per un processo decisionale più flessibile, in particolare attraverso l'articolo 44 TUE, che consente "coalizioni dei consenzienti" che conducono missioni e operazioni per conto dell'UE; che per navigare nell'attuale ambiente internazionale, l'UE deve adottare un approccio olistico per far fronte a tutte le minacce cui è esposta;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che la bussola strategica fornisce un contributo positivo alla sicurezza globale e transatlantica, e deve essere coerente e compatibile con il concetto strategico della NATO; che la cooperazione UE-NATO è recentemente migliorata in modo significativo; che l'articolo 5 del trattato del Nord-Atlantico e l'articolo 42, paragrafo 7, TUE comportano una clausola di difesa reciproca per i membri; che l'articolo 222 TFUE aggiunge inoltre una "clausola di solidarietà" tra gli Stati membri dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che, come indicato nella bussola strategica, l'UE deve avanzare nella sua ambizione di raggiungere un'autonomia strategica aperta e una sovranità tecnologica, rafforzando nel contempo anche il partenariato con quanti condividono gli stessi principi, al fine di salvaguardare i propri valori e interessi, nonché quelli dei propri alleati e vicini;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che la PSDC ha nove missioni militari e 13 missioni civili che coinvolgono oltre 4 000 persone; che le missioni e le operazioni PSDC sono spesso prive di un processo decisionale rapido e soffrono di un'eccessiva microgestione da parte del Consiglio, oltre che di risorse finanziarie, logistiche e umane limitate; che gli Stati membri stanno impiegando meno personale per le missioni e le operazioni; che tali ostacoli limitano l'efficacia complessiva delle missioni e delle operazioni PSDC; che uno degli obiettivi della bussola strategica è rafforzare le missioni e le operazioni civili e militari dell'UE in ambito PSDC, attribuendo loro mandati più solidi e flessibili, promuovendo processi decisionali rapidi e più flessibili e garantendo una maggiore solidarietà finanziaria;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che le missioni e le operazioni PSDC mirano a rafforzare la resilienza e la stabilità del vicinato europeo, ad esempio nel Mediterraneo, nel Caucaso meridionale, nella regione del Mar Nero, nei Balcani occidentali e nel Corno d'Africa, offrendo servizi di tipo militare, di polizia, di guardia costiera, di formazione alla gestione dei confini e di sviluppo di capacità; che, se vogliono conseguire i loro obiettivi, le missioni PSDC devono iniziare a fornire consulenza e formazione per affrontare le tecnologie emergenti e di rottura che stanno rapidamente penetrando l'ambiente dei "conflitti congelati";</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che l'approccio integrato dell'UE alle crisi e ai conflitti esterni consente di fare un uso coerente delle diverse capacità dell'Unione, nel cui ambito la sua politica di sicurezza e di difesa dovrebbe integrare ed essere integrata da altri strumenti civili per contribuire alla sicurezza umana e alla pace sostenibile in Europa e nel mondo in generale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che i conflitti colpiscono in modo sproporzionato le donne e le ragazze, oltre a intensificare la violenza di genere, come dimostra anche la guerra di aggressione ingiustificata della Russia contro l'Ucraina; che le donne sono fortemente sottorappresentate nelle missioni civili PSDC e nelle missioni e operazioni militari; che la partecipazione delle donne alle operazioni militari e di mantenimento della pace andrebbe incoraggiata e intensificata;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che la missione di assistenza militare dell'UE a sostegno dell'Ucraina (EUMAM) ha dimostrato l'impatto positivo che le missioni e le operazioni PSDC hanno quando sono dotate delle risorse e dei contributi necessari degli Stati membri; che l'EUMAM ha già raggiunto l'obiettivo dell'addestramento di 30 000 soldati ucraini; che, sulla base dei risultati e delle tendenze attuali, l'EUMAM è pronta ad addestrare altro personale militare ucraino per raggiungere l'obiettivo di 60 000 soldati; che la missione è altresì pronta a integrare l'addestramento nei settori aereo e marittimo, ove opportuno, o a reagire a qualsiasi altra richiesta urgente di addestramento da parte dell'Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che le missioni e le operazioni PSDC sono spesso oggetto di minacce ibride, tra cui campagne di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri, che mettono a rischio la loro efficacia nella stabilizzazione del paese in cui sono schierate; che la capacità civile di pianificazione e condotta (CPCC) dell'UE e la capacità militare di pianificazione e condotta (MPCC) devono valutare come proteggere una forza dispiegata dalle minacce ibride;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che la Russia si avvale di società militari private, quale il gruppo Wagner, come parte di uno strumento di guerra ibrida per mantenere una negabilità plausibile, mentre esercita con successo una certa influenza in varie regioni e ottiene l'accesso a risorse naturali e infrastrutture critiche; che, secondo le informazioni disponibili, il gruppo Wagner avrebbe commesso atrocità in Ucraina, Mali, Libia, Siria e nella Repubblica centrafricana; che ha rafforzato i sentimenti antieuropeisti, soprattutto nei paesi con una forte presenza dell'UE o che ospitano missioni PSDC; che in Mali, Burkina Faso e Niger la situazione è caratterizzata dall'atteggiamento non cooperativo dei putschisti nei confronti di altri partner, tra cui la missione militare dell'UE volta a contribuire alla formazione delle forze armate maliane (EUTM Mali), organizzazioni regionali e MINUSMA;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che, a seguito del colpo di Stato di luglio in Niger, i putschisti hanno deciso di istruire una causa per perseguire il legittimo Presidente del Niger Mohamed Bazoum per "alto tradimento"; che la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS) ha seguito una duplice politica, vale a dire la mediazione e la contemporanea applicazione di sanzioni (commerciali, bancarie e individuali); che l'UE ha espresso un forte sostegno all'ECOWAS, la disponibilità a preparare un regime di sanzioni autonomo e la volontà di esaminare qualsiasi richiesta di ulteriore sostegno proveniente dell'ECOWAS; che, in seguito al colpo di Stato, entrambe le missioni PSDC (la missione dell'UE per lo sviluppo delle capacità (EUCAP) Sahel Niger e la missione di partenariato militare dell'UE (EUMPM) in Niger) hanno sospeso le loro attività operative e hanno mantenuto nel paese solo il personale di base necessario; che le quattro misure di assistenza in corso a titolo dell'EPF (per un totale di 74 milioni di EUR) sono state sospese; che le missioni EUTM ed EUCAP nel Sahel e nella Repubblica centrafricana non hanno dato i risultati sperati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che l'instabilità e l'insicurezza nel vicinato meridionale e nella regione del Sahel sono strettamente connesse alla gestione delle frontiere esterne europee e continuano a rappresentare una sfida per tale gestione; che la missione dell'UE di assistenza alle frontiere in Libia e l'operazione militare dell'UE nel Mediterraneo (IRINI) contribuiscono agli sforzi compiuti per una pace, una sicurezza e una stabilità sostenibili attraverso l'attuazione dell'embargo sulle armi e la lotta alle armi illegali e al traffico di esseri umani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che le ingerenze straniere malevole e le campagne di disinformazione, in particolare sponsorizzate dalla Russia e, in alcuni casi, da altri attori come la Cina e l'Iran, rappresentano un'importante sfida per la politica estera dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che l'aumento del ricorso ad attacchi e minacce ibride, quale risulta dalle attività della Russia nell'UE, in Ucraina, in Africa e altrove, rende necessario lo sviluppo di strumenti completi per individuare e prevenire tali incidenti e reagire ad essi, e per proteggere i cittadini e i beni dell'Unione trasformando le capacità militari tradizionali, migliorando la sicurezza delle infrastrutture critiche, contrastando la manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri e sviluppando ulteriormente un elevato livello comune di cibersicurezza; che anche la Cina sembra ricorrere maggiormente a tattiche di guerra ibrida, ivi compreso nella regione indo-pacifica e nel Mar cinese meridionale, volte a minare la stabilità e la sicurezza dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AC.</NO.P>considerando che nei prossimi anni le minacce ibride registreranno un maggiore ricorso alla combinazione sistematica di guerra dell'informazione, manovre di forza agili, guerra informatica di massa e tecnologie emergenti e di rottura, dai fondali marini allo spazio, con il dispiegamento di sistemi avanzati di attacco e sorveglianza basati sullo spazio, tutti abilitati con intelligenza artificiale (IA) avanzata, calcolo quantistico, tecnologie con sciami di droni sempre più "intelligenti", capacità informatiche offensive, sistemi di missili ipersonici e guerre biologiche e con nanotecnologie;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AD.</NO.P>considerando che circa il 90 % del commercio estero dell'Unione avviene via mare; che circa i due terzi delle forniture mondiali di gas e petrolio sono estratti dal mare o trasportati per via marittima, e che fino al 90 % dei trasferimenti internazionali di dati e comunicazioni è effettuato attraverso cavi sottomarini; che la criminalità organizzata e i narcotrafficanti realizzano una parte significativa delle loro attività per via marittima, persino avvalendosi di mezzi sommergibili o semi-sommergibili che le autorità di contrasto fanno fatica ad arrestare;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AE.</NO.P>considerando che la cooperazione in materia di sicurezza e di difesa con i partner e gli alleati è fondamentale per l'ambizione dell'UE di diventare un garante della sicurezza internazionale; che la cooperazione con organizzazioni quali le Nazioni Unite, la NATO, l'Unione africana (UA), l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), l'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico, nonché numerosi alleati e partner che condividono gli stessi principi, è fondamentale per un'efficace messa in atto della PSDC;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AF.</NO.P>considerando che gli Stati Uniti sono il più importante alleato dell'UE; che la cooperazione congiunta, il partenariato e l'amicizia UE-USA, che si rispecchiano, tra l'altro, nella nostra cooperazione congiunta in seno alla NATO, sono la spina dorsale della nostra libertà, prosperità, democrazia e sicurezza condivise;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AG.</NO.P>considerando che l'America latina è un partner strategico per l'UE e che esiste un grande potenziale non sfruttato per la costruzione di un vero e proprio partenariato strategico, anche per quanto riguarda la cooperazione in materia di sicurezza;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AH.</NO.P>considerando che la Commissione e il Parlamento europeo sono impegnati a rafforzare l'UE come attore esterno, in grado di agire in modo più strategico e autonomo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AI.</NO.P>considerando che la regione artica sta diventando sempre più importante in termini geopolitici, di sviluppo economico e di trasporti e che, nel contempo, sta affrontando le sfide legate ai cambiamenti climatici, alla militarizzazione e alla migrazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AJ.</NO.P>considerando che il comportamento sempre più aggressivo della Cina, in particolare nel suo stesso vicinato, ad esempio nello stretto di Taiwan e nel Mar cinese meridionale, rappresenta un rischio per la sicurezza regionale e globale; che la Cina ha promosso per molti anni una narrazione alternativa, mettendo in discussione i valori democratici, i mercati aperti e l'ordine internazionale basato su regole; che la crescente influenza della Cina nelle organizzazioni internazionali ha impedito progressi positivi e ha escluso ulteriormente Taiwan da una partecipazione legittima e significativa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AK.</NO.P>considerando che gli Stati Uniti, il Giappone e la Corea del Sud hanno avuto un primo incontro storico trilaterale il 18 agosto 2023; che la cooperazione reciproca tra paesi che condividono gli stessi principi, in particolare nella regione indo-pacifica, è fondamentale per garantire lo sviluppo pacifico e prospero della regione; che l'UE dovrebbe altresì adoperarsi per rafforzare la sua collaborazione in materia di sicurezza con questi paesi della regione che condividono gli stessi principi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AL.</NO.P>considerando che il Kosovo e il dialogo tra Belgrado e Pristina, facilitato dall'UE, sono esposti a minacce di destabilizzazione; che l'operazione EUFOR Althea svolge un ruolo cardine per la sicurezza e la stabilità della Bosnia-Erzegovina e della regione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AM.</NO.P>considerando che il patrimonio culturale presenta una dimensione universale quale testimonianza della storia indissolubilmente legata all'identità dei popoli, che la comunità internazionale deve proteggere e preservare per le generazioni future;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AN.</NO.P>considerando che è necessario un approccio complessivo di costruzione della pace che coinvolga specialisti civili al fine di attuare misure concrete per la pace; che le organizzazioni non governative locali e internazionali svolgono attività cruciali volte a prevenire i conflitti e a risolverli pacificamente e che è della massima importanza sfruttare al meglio la loro esperienza;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF> <ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>esprime preoccupazione per il rapido deterioramento della situazione della sicurezza a livello globale e ritiene che, in questo periodo di forte incertezza, la coesione europea e transatlantica come pure una stretta collaborazione con i partner di tutto il mondo che condividono gli stessi principi siano più che mai necessarie per affrontare le sfide poste dalle molteplici crisi globali, agire in modo proattivo, rispondere con decisione alle minacce all'ordine internazionale basato su regole nonché agevolare l'effettiva attuazione della PSDC;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>è al fianco dell'Ucraina e condanna risolutamente la guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificata della Russia; deplora le conseguenze globali della guerra di aggressione illegale della Russia, che sta colpendo paesi e società vulnerabili in tutto il mondo attraverso l'aumento dei prezzi dell'energia e la carenza di generi alimentari e che inoltre viola e minaccia gravemente il diritto internazionale e i principi della Carta delle Nazioni Unite e compromette la sicurezza e la stabilità europee e globali; riconosce che la Russia sta proseguendo la sua guerra di aggressione contro l'Ucraina con il sostegno della Bielorussia, dell'Iran e della Corea del Nord e mantiene una presenza militare attiva laddove la consideri strategicamente importante;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>condanna con la massima fermezza gli spregevoli attacchi terroristici del gruppo terroristico Hamas contro Israele, compresa la cattura di ostaggi; esprime sostegno allo Stato di Israele e al suo popolo e ai civili palestinesi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania; chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi sequestrati dal gruppo terroristico Hamas e la restituzione delle salme degli ostaggi; sottolinea il diritto di Israele di difendersi in conformità del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario; sottolinea che tutte le parti devono sempre operare una distinzione tra combattenti e civili e che esse possono colpire soltanto combattenti e infrastrutture militari; invita il governo israeliano a non intraprendere azioni militari a Rafah che peggiorerebbero una situazione umanitaria già catastrofica e impedirebbero la fornitura urgente di servizi di base e assistenza umanitaria; esprime il suo più profondo dolore e piena solidarietà alle vittime innocenti su entrambi i fronti, alle loro famiglie e ai loro cari; chiede che tutti i responsabili di atti terroristici e di violazioni del diritto internazionale siano tenuti a risponderne; chiede un'indagine approfondita sul ruolo svolto da peasi terzi, inclusi l'Iran e il Qatar, e da entità non statali nella fornitura di sostegno finanziario, materiale e operativo a Hamas;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>condanna fermamente gli attacchi in corso contro attività marittime nel Mar Rosso nel Mar Rosso lanciati dalle zone dello Yemen controllate dagli Houthi, con il sostegno dell'Iran; si compiace della decisione degli Stati membri di avviare un'operazione marittima in ambito PSDC, denominata ASPIDES, volta a proteggere le navi mercantili, rafforzando la conoscenza della situazione marittima e accompagnando le navi per scoraggiare gli attacchi; condanna altresì gli attacchi lanciati da milizie sostenute dall'Iran dal Libano, dalla Siria e dall'Iraq;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Fornire all’Ucraina le capacità di difesa di cui ha bisogno</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>conferma che l'UE continuerà a sostenere l'Ucraina fornendole i mezzi militari necessari per porre fine alla guerra di aggressione russa e per ripristinare l'integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale, consentendole di esercitare effettivamente la sua sovranità, di proteggere i suoi cittadini, di documentare i crimini di guerra, indagare al riguardo e consegnare i responsabili alla giustizia, nonché di realizzare le aspirazioni del popolo ucraino in merito all'integrazione euro-atlantica, e in particolare a un'adesione all'UE fondata su una forte identificazione con i valori europei di libertà, democrazia e Stato di diritto come pure a un'adesione alla NATO; sottolinea che la vittoria militare dell'Ucraina e la sua adesione all'UE e alla NATO sono necessarie per la sicurezza generale, la stabilità e una pace duratura nel continente europeo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>sottolinea l'importanza dell'EPF, che ha fornito sostegno alle forze armate ucraine sotto forma di finanziamenti, attrezzature militari e addestramento, assicurando nel contempo il coordinamento di tutte le parti interessate attraverso il meccanismo di coordinamento gestito dallo Stato maggiore dell'UE; incoraggia gli Stati membri a creare un inventario basato su scenari e prevedibile delle capacità militari che possono essere fornite nell'ambito dell'EPF per garantire una rapida mobilitazione delle capacità a breve e lungo termine; chiede che la sostenibilità finanziaria e la durabilità dell'EPF siano garantite per fornire il sostegno richiesto all'Ucraina e ad altri partner dell'UE in tutto il mondo; chiede un ulteriore incremento e un'accelerazione dell'assistenza finanziaria e militare all'Ucraina e l'immediato dispiegamento di attrezzature moderne, armi e sistemi di difesa aerea e terra-terra di nuova generazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>esorta gli Stati membri più grandi con capacità significative per quanto riguarda l'industria della difesa, come la Francia, la Spagna e l'Italia, ad aumentare con urgenza e in misura rilevante l'assistenza militare all'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>sollecita i governi degli Stati membri ad avviare immediatamente un dialogo con le imprese del settore della difesa al fine di garantire che la produzione e la consegna, in particolare, di munizioni, proiettili e missili per l'Ucraina siano prioritarie rispetto agli ordini provenienti da altri paesi terzi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>accoglie con favore la proposta iniziale del VP/AR Borrell di istituire un fondo di assistenza di 20 miliardi di EUR nell'ambito dell'EPF, destinato a sostenere le forze armate ucraine con un massimo di 5 miliardi di EUR all'anno per il periodo 2023-2027; si rammarica che gli Stati membri abbiano rivisto tale ambizione al ribasso, proponendo solo un sostegno integrativo di 5 miliardi di EUR, ed esorta gli Stati membri a trovare rapidamente un accordo a tale riguardo; condanna fermamente gli sforzi compiuti dall'Ungheria per bloccare i recenti tentativi di aumentare la dotazione finanziaria dell'EPF e la proposta del VP/AR relativa al fondo speciale di assistenza per l'Ucraina; evidenzia che tutta l'assistenza militare e le forniture di armi a titolo dell'EPF devono essere pienamente conformi alla posizione comune dell'UE sulle esportazioni di armi, al diritto internazionale in materia di diritti umani e al diritto umanitario e garantire altresì una trasparenza e una responsabilità adeguate; deplora l'inutile ritardo nell'approvazione da parte degli Stati Uniti della prossima tranche di assistenza all'Ucraina, che è urgentemente necessaria;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>accoglie con favore l'istituzione della missione di assistenza militare a sostegno dell'Ucraina (EUMAM Ucraina) e il suo ruolo nel rafforzare l'efficacia militare delle forze armate ucraine, affinché possano difendere la loro integrità territoriale entro i confini dell'Ucraina riconosciuti a livello internazionale e consentire al paese di esercitare efficacemente la propria sovranità e la protezione dei civili; sottolinea la necessità di fornire alla capacità militare di pianificazione e condotta (MPCC) il personale e le infrastrutture necessarie per gestire la pianificazione e il comando di tale importante missione di addestramento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>valuta positivamente la capacità dell'EUMAM Ucraina di rispondere in modo flessibile alle esigenze di addestramento ucraine; si attende che tale missione apporti valore aggiunto ampliando l'offerta di addestramento e si sincronizzi con altre iniziative di addestramento già in corso; insiste sulla necessità di adeguare i moduli di addestramento agli insegnamenti tratti per rispondere adeguatamente alle esigenze delle forze ucraine; si congratula con il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e con gli Stati membri per il successo dell'addestramento di più di 30 000 soldati entro la fine del 2023; accoglie con favore la proposta del VP/AR di rendere più ambizioso l'obiettivo di addestramento, portandolo a 60 000 soldati nel 2024; sottolinea l'importanza di adeguare e rivedere costantemente i moduli di addestramento sulla base degli insegnamenti tratti sul campo di battaglia, nonché di prestare una continua attenzione alle sfide attuali e future, tra cui gli aeromobili senza equipaggio (UAV) da combattimento, l'addestramento ai sistemi UAV, la difesa aerea, il rilevamento delle mine, l'addestramento alle armi combinate e specializzato, nonché di potenziare le capacità degli ufficiali attuali e futuri delle forze armate ucraine a tutti i livelli e in funzione delle loro esigenze; plaude inoltre alla rapida conclusione delle deliberazioni e alla forte partecipazione degli Stati membri all'avvio di EUMAM Ucraina, che può essere considerata un modello per le future missioni di addestramento militare, e li invita a dare prova di un'ambizione e di contributi analoghi in altre missioni e operazioni PSDC attuali e future;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>elogia la flessibilità e l'adattabilità della missione consultiva dell'Unione europea in Ucraina (EUAM Ucraina) nell'attuazione, in circostanze difficili, del suo mandato rivisto, compreso il sostegno alle indagini e al perseguimento dei crimini internazionali commessi nel contesto dell'aggressione militare non provocata e ingiustificata della Russia contro l'Ucraina; invita l'UE ad assicurarsi di poter operare con mezzi finanziari, logistici e umani adeguati per soddisfare le esigenze dell'Ucraina e accoglie con favore la partecipazione dei paesi terzi a tal fine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>sottolinea il sostegno concreto dell'UE all'Ucraina attraverso i "tre percorsi per le munizioni"; sollecita una consegna più rapida di munizioni dalle scorte esistenti degli Stati membri attraverso l'EPF; richiama l'attenzione sul secondo dei "tre percorsi per le munizioni", che mira a fornire un milione di munizioni di artiglieria all'Ucraina entro marzo 2024, ed esprime preoccupazione per le recenti dichiarazioni che suggeriscono che il termine non sarà rispettato; invita il VP/AR, la Commissione e gli Stati membri ad accelerare l'acquisizione congiunta di munizioni per l'Ucraina e sottolinea la necessità di potenziare le capacità produttive dell'industria europea, garantendo un'attuazione rapida ed effettiva del regolamento sul sostegno alla produzione di munizioni (ASAP); incoraggia gli Stati membri a offrire alle piccole e medie imprese (PMI) del settore europeo della difesa opportunità specializzate affinché possano partecipare alle gare d'appalto; invita gli Stati membri dell'UE ad accelerare lo sviluppo delle capacità di produzione di munizioni militari, prestando particolare attenzione ai progetti congiunti con l'Ucraina, e ad accertarsi che agli ordini riguardanti tale paese si attribuisca carattere prioritario senza ulteriori ritardi; sottolinea inoltre che occorre compiere passi concreti verso l'integrazione dell'Ucraina nelle politiche e nei programmi dell'Unione in materia di difesa e cibersicurezza durante il processo di adesione all'UE, sulla base della cooperazione e degli scambi con l'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza (ENISA), dell'accordo esistente con l'Agenzia europea per la difesa (AED) nonché della possibilità per gli Stati membri di effettuare acquisizioni per conto dell'Ucraina in quanto destinatari di quantità aggiuntive nell'ambito dello strumento per il rafforzamento dell'industria europea della difesa mediante appalti comuni (EDIRPA); invita il SEAE e la Commissione a presentare un piano relativo a un pacchetto sostenibile e a lungo termine di impegni in materia di sicurezza per l'Ucraina che sia conciliabile con la necessità di soddisfare i crescenti requisiti di sicurezza dell'Unione europea; accoglie con favore la creazione dello strumento per l'Ucraina ed esorta tutti i soggetti ad adoperarsi per la sua attuazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>sottolinea l'importanza della condanna su scala mondiale della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina, che viola il diritto internazionale e i principi della Carta delle Nazioni Unite e compromette la sicurezza e la stabilità mondiali; invita l'inviato speciale della Commissione per l'attuazione delle sanzioni dell'UE a indagare in modo approfondito sull'elusione delle sanzioni dell'UE contro le entità russe, in particolare per quanto riguarda i beni a duplice uso in relazione alla guerra di aggressione contro l'Ucraina; condanna il fatto che soldati di paesi terzi, tra cui Cuba, Serbia e Siria, stiano combattendo per la Russia nella sua guerra di aggressione in Ucraina e chiede il loro immediato ritiro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>sottolinea l'esito del vertice di Vilnius della NATO, che conferma chiaramente che il futuro dell'Ucraina è legato all'alleanza; accoglie con favore il pacchetto di sostegno per l'Ucraina presentato durante il vertice nonché l'istituzione del Consiglio NATO-Ucraina, che, una volta terminata la guerra, avrà il compito di preparare l'Ucraina all'adesione alla NATO, che dovrà essere completata quanto prima; sostiene il proseguimento degli sforzi e del coordinamento transatlantici in materia di assistenza militare e fornitura di armi all'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>sottolinea che gli impegni dell'UE e della NATO nei confronti dell'Ucraina si iscrivono in un più ampio pacchetto di garanzie di sicurezza per l'Ucraina coordinato a livello internazionale, compreso l'avvio da parte del G7 di un quadro multilaterale per la negoziazione di impegni e accordi bilaterali in materia di sicurezza per l'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>sottolinea l'importanza di continuare a rendere operativo l'articolo 42, paragrafo 7, TUE, sull'assistenza reciproca e chiede che siano compiuti passi concreti verso l'elaborazione di un'autentica politica di solidarietà dell'UE, anche chiarendo la coerenza tra tale articolo e l'articolo 5 del trattato del Nord-Atlantico, considerando che non tutti gli Stati membri dell'Unione sono membri della NATO;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Rafforzare la difesa europea in risposta alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>sottolinea ed esprime il suo fermo sostegno all'impegno dei capi di Stato e di governo dell'UE, assunto nella dichiarazione di Versailles, di fornire tutta l'assistenza necessaria all'Ucraina e ad assumersi una maggiore responsabilità per la sicurezza europea rafforzando le capacità di difesa degli Stati membri e dell'UE; incoraggia, a tal fine, un maggiore coordinamento con gli alleati transatlantici e la NATO; ritiene necessario aggiornare la bussola strategica per integrarvi gli insegnamenti tratti dalla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina iniziata a ridosso della sua adozione, nonché alla luce dei recenti avvenimenti in Medio Oriente; invita l'UE e i suoi Stati membri, a seguito di tale revisione, la quale dovrebbe diventare un esercizio periodico, a rispettare l'impegno formulato nella dichiarazione di Versailles accelerando la piena attuazione della bussola strategica attraverso un forte incremento della cooperazione militare europea a livello industriale e di forze armate, al fine di rendere l'Unione europea un garante della sicurezza più forte e capace, che operi in modo interoperabile e complementare alla NATO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>prende atto del dibattito sulla deterrenza nucleare in Europa e chiede una discussione europea costruttiva e aperta su questo elemento fondamentale in materia di difesa territoriale e deterrenza, necessario per garantire la sicurezza a lungo termine del continente europeo e dei suoi popoli;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>ricorda che, come chiaramente indicato nella bussola strategica, l'obiettivo dell'UE è quello di poter agire rapidamente e con fermezza ogniqualvolta scoppi una crisi, da sola ove necessario oppure in partenariato, e che la bussola strategica non deve sostituire il rinvio di investimenti essenziali nelle capacità di sicurezza e di difesa dell'UE; sottolinea che gli obiettivi e i traguardi ambiziosi della bussola strategica possono essere conseguiti solo con un'adeguata volontà e azione politica degli Stati membri e delle istituzioni dell'UE nonché, se necessario, mediante i contributi finanziari necessari; invita pertanto gli Stati membri a effettuare aggiornamenti sistematici e periodici dell'analisi delle minacce;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>ribadisce che, per diventare un attore geopolitico credibile, l'UE dovrebbe riformare il proprio sistema decisionale; si rammarica che il potenziale per un'azione rapida, efficiente ed efficace nel settore della politica estera, di sicurezza e di difesa, come previsto dalle clausole passerella del TUE, sia stato utilizzato solo in maniera molto limitata; ribadisce il suo invito al Consiglio a passare gradualmente al voto a maggioranza qualificata per le decisioni sulla PESC e sulla PSDC, almeno nei settori che non hanno implicazioni militari; ribadisce la sua richiesta di organizzare riunioni periodiche del Consiglio dei ministri della difesa dell'UE e chiede che sia istituito un quartier generale congiunto civile-militare a livello europeo che combini strumenti civili e militari, onde sfruttare appieno l'approccio integrato dell'Unione nella gestione delle crisi, dalla pianificazione strategica all'esecuzione effettiva della missione od operazione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>chiede che in seno alla prossima Commissione sia nominato un commissario per l'Unione della difesa, responsabile della messa a punto di un'autentica Unione europea della difesa e di tutte le questioni relative alla difesa, compresa la PSDC, a seguito di una chiara divisione dei compiti con il VP/AR; ritiene che, oltre alla Commissione per la sicurezza e la difesa che sarà istituita a pieno titolo in seno al Parlamento, il commissario per l'Unione della difesa dovrebbe supervisionare congiuntamente un bilancio dell'Unione specifico e consistente destinato alla difesa;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">La bussola strategica: "AGIRE"</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>ricorda ai rispettivi organi dell'UE e agli Stati membri il loro impegno a rafforzare l'MPCC e a conseguire la piena capacità operativa, anche mettendo a disposizione locali e personale adeguati e riorganizzando lo Stato maggiore dell'UE; chiede che la piena capacità operativa sia raggiunta entro il 2025, come indicato nella bussola strategica e a dispetto delle conclusioni del Consiglio del 19 novembre 2018, che fissavano tale scadenza al 2020; chiede inoltre che il personale dell'MPCC sia incrementato notevolmente, portandolo fino a 250 unità; sottolinea l'urgenza di istituire l'MPCC come struttura di comando e controllo privilegiata per le operazioni militari dell'UE, in particolare per quanto riguarda il ricorso alla futura capacità di dispiegamento rapido; sottolinea che tale compito può essere affidato anche a uno dei quattro attuali comandi operativi nazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>ribadisce l'importanza di dare piena attuazione alla capacità di dispiegamento rapido, dotata di almeno 5 000 soldati e delle relative capacità in base alla sua natura modulare, disponibili per situazioni di crisi in ambienti non permissivi, quali compiti di salvataggio ed evacuazione, operazioni iniziali di ingresso e stabilizzazione o rafforzamento temporaneo delle missioni; ritiene che, in assenza di un solido impegno politico e di un incremento delle risorse, l'obiettivo di rendere operativa la capacità di dispiegamento rapido entro il 2025 sia a rischio; invita gli Stati membri a tenere conto delle modalità pratiche per l'attuazione dell'articolo 44 TUE durante l'entrata in funzione della capacità di dispiegamento rapido nonché in altre attività operative della PSDC, ove del caso, onde consentire a un gruppo di Stati membri volenterosi e capaci di pianificare e condurre una missione o un'operazione dell'UE e, in tal modo, di garantire la rapida attivazione della capacità di dispiegamento rapido; ribadisce che la capacità di dispiegamento rapido dovrebbe essere organizzata sulla base di termini diversi di "preavviso di trasferimento" per le diverse aree della capacità di dispiegamento rapido, di cui alcune con "preavviso di trasferimento" da 5 a 10 giorni; constata che sarà possibile valutare il numero minimo esatto di soldati solo dopo che i responsabili della pianificazione strategica avranno analizzato tutti i possibili scenari; ritiene che la capacità di dispiegamento rapido dell'UE possa migliorare sostanzialmente e fare tesoro degli insegnamenti tratti dai precedenti gruppi tattici dell'UE, affrontare e superare le loro varie carenze, rafforzare l'autonomia strategica dell'UE e contribuire positivamente all'approccio integrato dell'UE alla sicurezza e alla pace;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>accoglie con favore la prima esercitazione dal vivo della capacità di dispiegamento rapido, nell'ambito dell'esercitazione militare dell'UE di gestione delle crisi (MILEX) 2023, svoltasi nell'ottobre 2023 in Spagna e auspica che in futuro si tengano ulteriori esercitazioni dal vivo in futuro, volte a migliorarne le capacità, ad aumentare l'interoperabilità tra gli Stati membri e a testare efficacemente l'utilizzo della capacità di dispiegamento rapido in diversi scenari; invita gli Stati membri e il SEAE a garantire che tali esercitazioni di formazione e certificazione siano coperte dal meccanismo dei costi comuni per assicurare un'adeguata partecipazione in futuro;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>sottolinea che la capacità di dispiegamento rapido dovrebbe essere istituita come tipologia di capacità militare dell'UE di risposta alle crisi dotata di una propria identità giuridica, al fine di consentire la creazione della capacità di dispiegamento rapido quale forza disponibile in qualsiasi momento che effettua addestramenti congiunti con l'obiettivo di diventare una forza permanente; osserva che la capacità di dispiegamento rapido dovrebbe condurre regolari esercitazioni congiunte a livello strategico, di forze congiunte e tattico, nell'ambito di un quadro dell'UE basato su scenari operativi e sulla base di norme uniformi in materia di formazione e certificazione, come quelle della NATO, al fine di migliorare la prontezza e l'interoperabilità; sottolinea che le esercitazioni devono essere programmate dallo Stato maggiore dell'UE e pianificate e condotte dalla capacità militare di pianificazione e condotta; invita gli Stati membri a impegnarsi a ridurre considerevolmente le gravi lacune dei facilitatori strategici entro il 2025, in particolare per quanto riguarda quelli legati alla capacità di dispiegamento rapido, come il trasporto aereo strategico, le risorse di comunicazione spaziale, la strumentazione medica, le capacità di ciberdifesa, nonché l'intelligence e la ricognizione; accoglie con favore il fatto che gli Stati membri abbiano recentemente colmato il divario in termini di costituzione della forza, il che consentirà alla capacità di dispiegamento rapido e ai suoi gruppi tattici di diventare pienamente operativi entro il 2025;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>ricorda che l'UE ha fissato l'obiettivo a lungo termine di rafforzare significativamente il proprio livello di ambizione e di adoperarsi per sviluppare la propria capacità di schierare fino a 60 000 soldati degli Stati membri, su base volontaria, in operazioni guidate dall'UE, come stabilito nell'obiettivo primario di Helsinki del 1999;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>sottolinea l'urgente necessità di potenziare la mobilità militare delle nostre forze armate e di investirvi notevolmente, dando priorità agli investimenti ed eliminando le strozzature e i collegamenti mancanti; elogia gli sforzi compiuti dagli Stati membri, dagli alleati, dall'UE e dalla NATO per promuovere la mobilità militare in tutta l'Europa centrale e orientale; invita gli Stati membri ad adoperarsi ulteriormente per semplificare e armonizzare le procedure per la mobilità militare e ad abbreviare i tempi necessari per la concessione delle autorizzazioni, onde consentire agli Stati membri dell'UE di intervenire più rapidamente e di migliorare l'efficacia della risposta, in linea con le rispettive esigenze e responsabilità in materia di difesa, sia nel contesto delle missioni e delle operazioni PSDC sia nell'ambito delle attività nazionali e multinazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>chiede il rafforzamento dell'AED, la gestione della ricerca e dello sviluppo di capacità avanzati nonché la promozione di appalti congiunti al fine di rafforzare la base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB), senza ostacolare in alcun caso l'approvvigionamento di attrezzature provenienti da paesi affini; chiede che il finanziamento della difesa sia migliorato vagliando una potenziale riforma della politica di prestito della Banca europea per gli investimenti; chiede che l'accesso dell'industria ai finanziamenti privati sia rafforzato, onde garantire che l'industria europea della difesa abbia un accesso adeguato a fondi e investimenti pubblici e privati su base sostenibile; invita la Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, a prendere in considerazione la possibilità di definire parametri per un prodotto finanziario che miri a sostenere gli investimenti nella sicurezza europea, comprese le azioni dell'industria della difesa; accoglie con favore gli sforzi congiunti profusi dalla Banca europea per gli investimenti e dalla Commissione per istituire lo strumento di capitale proprio la difesa, con una dotazione di 175 milioni di EUR, nell'ottica di stimolare lo sviluppo delle tecnologie a duplice uso; accoglie con favore le nuove norme di bilancio rivedute sui disavanzi di bilancio, che consentono una spesa militare supplementare a seguito dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>invita il VP/AR e gli Stati membri a realizzare missioni e operazioni PSDC più solide, flessibili, efficaci e modulari, che possano adeguarsi all'evoluzione del contesto della sicurezza e, tenendo conto del principio dell'approccio integrato, che si basino sulle sinergie e sulle complementarità tra le dimensioni civile e militare della PSDC; sottolinea l'importanza di coordinare le missioni civili PSDC con altri partner internazionali impegnati in attività analoghe nel paese ospitante; sottolinea l'importanza di definire obiettivi chiari e realizzabili per ciascuna missione e operazione, integrati dalle necessarie risorse finanziarie, logistiche e umane in base ai progressi compiuti verso il raggiungimento di ciascun obiettivo; sottolinea che ciascuna missione e operazione deve essere efficacemente adeguata alle esigenze e ai requisiti di ciascun paese ospitante, garantendo la creazione delle condizioni necessarie affinché la missione consegua i propri obiettivi e mantenga un forte partenariato con la popolazione locale e le autorità nazionali; sottolinea l'importanza di adottare gli approcci di "formazione ed equipaggiamento" e di "formazione dei formatori" nelle missioni e nelle operazioni per garantirne il successo a lungo termine e l'impatto sul paese ospitante;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>plaude all'adozione del nuovo patto sulla dimensione civile della PSDC e all'impegno a rafforzare l'efficacia, la flessibilità e la capacità di risposta delle missioni civili, anche accelerando il processo decisionale, rafforzando la pianificazione operativa e migliorando la selezione e il reclutamento del personale, ponendo nel contempo l'accento sulla parità di genere e migliorando gli strumenti inerenti alla capacità di risposta; ritiene che le missioni civili e militari debbano concentrarsi maggiormente sugli elementi chiave della sicurezza umana; accoglie con favore l'impegno del SEAE e degli Stati membri, in stretta consultazione con la Commissione, a stabilire un processo regolare e strutturato di sviluppo delle capacità civili nel 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>chiede che siano introdotte valutazioni d'impatto dettagliate per tutte le missioni e le operazioni da condurre a intervalli frequenti, in combinazione con l'esercizio di riesame strategico, al fine di valutare più efficacemente gli effetti a breve, medio e lungo termine sul paese ospitante nonché di valutare se le missioni e le operazioni hanno raggiunto l'impatto desiderato; chiede che tali valutazioni d'impatto siano condivise con il Parlamento; sottolinea la particolare necessità che tutte le missioni e le operazioni prevedano disposizioni provvisorie che consentano, ove necessario, una conclusione sostenibile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>invita il Consiglio e il SEAE a includere nelle loro missioni e operazioni PSDC una componente relativa alla tutela del patrimonio culturale, onde fornire assistenza e formazione ai partner locali nell'affrontare le sfide di sicurezza correlate alla conservazione e alla tutela del patrimonio culturale; invita il Consiglio e il SEAE a includere nelle loro missioni e operazioni PSDC una componente relative alla diplomazia preventiva, al fine di valutare meglio la situazione in determinate zone, di prevenire lo scoppio, l'escalation, il proseguimento e il ripetersi dei conflitti e di mediare tra parti che sono sull'orlo di un conflitto violento, contribuendo alla riconciliazione e alla costruzione di società resilienti e inclusive;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>ricorda che l'integrazione e l'operatività della prospettiva di genere nelle relazioni esterne e l'attuazione dell'agenda su donne, pace e sicurezza sono priorità di lunga data per l'UE; insiste pertanto sull'importanza di mantenere tutti gli impegni assunti, compresi quelli del piano d'azione dell'UE sulla parità di genere III (GAP III 2020-2024) e della bussola strategica, anche promuovendo l'uguaglianza di genere e integrando sistematicamente una prospettiva di genere, basata sull'analisi di genere fondata su dati, in tutte le pianificazioni e le azioni civili e militari della PSDC; plaude, in tale contesto, alla nomina di consulenti in materia di genere in tutte le missioni e operazioni PSDC nonché all'istituzione di una rete di punti focali per le questioni di genere; chiede che siano pienamente attuati gli impegni assunti nel nuovo patto sulla dimensione civile della PSDC, che prevede un aumento significativo della presenza femminile nel personale internazionale della PSDC civile, con l'obiettivo di raggiungere almeno il 40 % di rappresentanza, puntando a conseguire la parità di genere; sottolinea tuttavia che occorre compiere sforzi maggiori per garantire la parità di genere e la piena e significativa partecipazione delle donne alla PSDC, soprattutto nelle missioni militari; invita gli Stati membri ad adottare provvedimenti per ridurre al minimo gli ostacoli alla carriera delle donne all'interno delle rispettive forze di difesa; esorta il SEAE a presentare alla sottocommissione per la sicurezza e la difesa (SEDE) relazioni periodiche sui progressi compiuti nell'attuazione delle azioni relative alle questioni di genere;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>sottolinea il ruolo essenziale della parità di genere e dei diritti delle donne negli aspetti fondamentali delle misure di sicurezza e difesa; condanna fermamente i crimini di guerra perpetrati contro le popolazioni civili, in particolare il ricorso alla violenza sessuale come strumento di guerra; sottolinea l'importanza delle misure di cibersicurezza nel monitoraggio e nella prevenzione del traffico di donne vittime di conflitti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>sottolinea che, oltre alle garanzie di sicurezza e all'assistenza all'Ucraina, è necessario adottare misure per affrontare i problemi di salute mentale che sorgono e continueranno a sorgere tra il personale militare e i cittadini a causa della guerra;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>accoglie con favore la comunicazione congiunta del giugno 2023 dal titolo "Una prospettiva nuova del nesso tra clima e sicurezza", che delinea misure concrete per affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale sulla sicurezza e sulla difesa europea, compresa la PSDC; sottolinea la necessità di procedere con la sua piena attuazione al fine di migliorare l'efficacia operativa, anche attraverso l'invio di consulenti ambientali in tutte le missioni e le operazioni PSDC entro il 2025, e di sostenere gli Stati membri nell'affrontare eventuali lacune, barriere e incentivi per preparare le loro forze armate ai cambiamenti climatici, come richiesto nella bussola strategica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>ribadisce l'importanza dei giovani e delle organizzazioni giovanili nel mantenimento e nella promozione della pace e della sicurezza e invita il SEAE a impegnarsi a integrare i giovani in modo più sistematico nella sua agenda in materia di giovani, pace e sicurezza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>sottolinea l'importanza di garantire finanziamenti adeguati, flessibili e sostenibili a tutti i programmi e a tutte le iniziative in materia di sicurezza e difesa, compresi il bilancio della PESC e l'EPF; si rammarica che il bilancio della PESC sia aumentato solo marginalmente dal quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020 al QFP 2021-2027, mentre il numero delle missioni PSDC è cresciuto; chiede un sostanziale aumento dei finanziamenti destinati al bilancio della PESC, compresa una linea di bilancio specifica della PESC che istituisca uno strumento di sostegno civile inteso a fornire ai paesi partner attrezzature e servizi per migliorare le loro capacità civili; valuta positivamente l'accordo raggiunto in seno al Consiglio europeo per assegnare alle nuove priorità 64,6 miliardi di EUR supplementari nel QFP dell'UE riveduto, compresa l'assegnazione di 1,5 miliardi di EUR supplementari al Fondo europeo per la difesa (FED) nell'ambito della nuova piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa (STEP); invita gli Stati membri ad anticipare la revisione della portata e della definizione delle spese comuni, volte a rafforzare la solidarietà e a stimolare la partecipazione alle missioni e alle operazioni militari, nonché delle spese legate alle esercitazioni, in linea con la bussola strategica; invita inoltre gli Stati membri a modificare il processo di finanziamento dell'EPF per garantire un sostegno adeguato e sostenibile ai partner, agli alleati e alle operazioni PSDC;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">La bussola strategica: "INVESTIMENTI"</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>accoglie con favore l'aumento delle dotazioni di bilancio e degli investimenti nel settore della difesa da parte degli Stati membri e delle istituzioni dell'UE e chiede che il loro impatto sia massimizzato al fine di dotare le forze armate europee delle capacità necessarie attraverso un maggiore ricorso agli appalti congiunti e agli investimenti congiunti nella ricerca e nello sviluppo in materia di difesa; deplora, tuttavia, il fatto che né la guerra di aggressione russa contro l'Ucraina né gli attuali programmi industriali di difesa a livello dell'UE abbiano portato a un reale cambiamento verso la normalizzazione della cooperazione a livello dell'UE; esorta gli Stati membri a potenziare la cooperazione industriale nel settore della difesa e a fissare, come obiettivi minimi, il parametro di riferimento del 35 % per l'acquisizione collaborativa di materiali di difesa a livello europeo e il parametro di riferimento del 20 % per la ricerca e tecnologia collaborative a livello europeo, come concordato da tutti gli Stati membri nell'ambito dell'AED già nel 2007; deplora inoltre il fatto che, per finanziare l'EDIRPA e l'ASAP, la Commissione abbia assorbito le risorse esistenti destinate ad altre iniziative di sicurezza e difesa o ad altri programmi, compromettendo così altre iniziative in essere e sottolineando la necessità di destinare ulteriori risorse alla rubrica 5 del QFP; invita gli Stati membri e la Commissione a destinare ulteriori risorse finanziarie e umane al SEAE affinché quest'ultimo possa svolgere efficacemente il suo ruolo di servizio diplomatico dell'UE alla luce del contesto geopolitico altamente volatile e delle crescenti richieste degli ultimi anni a dispetto delle sue limitate capacità; sottolinea, tuttavia, che l'aumento degli investimenti deve essere sostenibile e affrontare le minacce emergenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>ricorda che l'UE e gli Stati membri dispongono ora di una serie completa di strumenti per rafforzare un approccio strategico allo sviluppo delle capacità, in particolare sotto la guida della task force per le acquisizioni congiunte nel settore della difesa e utilizzando la revisione coordinata annuale sulla difesa (CARD) dell'AED, il piano di sviluppo delle capacità (CDP) e l'analisi delle carenze di investimenti nel settore della difesa; sottolinea che è necessario che tali strumenti siano ora sfruttati appieno, dimostrino la loro coerenza ed efficacia e producano risultati concreti; invita la Commissione e il VP/AR a presentare un aggiornamento dell'analisi delle carenze di investimenti nel settore della difesa e a individuare le capacità e i programmi che saranno sviluppati con il sostegno dell'UE entro la fine del decennio; ricorda la necessità di sviluppare a tal fine una politica europea in materia di capacità e armamenti; invita il Consiglio e la Commissione a rafforzare gli investimenti nell'innovazione nel settore della difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>accoglie con favore la revisione e la presentazione del CDP per il 2023; si rammarica dei limitati progressi nello sviluppo delle capacità rispetto al primo CDP del 2008; sottolinea che, soprattutto alla luce della guerra illegale di aggressione della Russia contro l'Ucraina e della minaccia per la sicurezza europea, sono necessari sforzi più forti e congiunti da parte degli Stati membri dell'UE per scoraggiare gli aggressori e proteggere i cittadini e gli interessi europei;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>ritiene che il FED sia purtroppo ancora sottofinanziato, ma dimostri il valore aggiunto dell'azione a livello dell'UE nel settore della difesa europea; raccomanda di estendere le proposte della Commissione a tutti i settori connessi alla difesa della politica dell'UE, in coordinamento con gli Stati membri; chiede un ulteriore aumento di bilancio di 1 miliardo di EUR per il FED, oltre agli 1,5 miliardi di EUR concordati nell'ambito della proposta sulla STEP; chiede il massimo livello di coerenza e coordinamento tra le varie iniziative nel campo della sicurezza e della difesa, come CARD, FED, EDIRPA, ASAP, PESCO e mobilità militare, tra le altre, al fine di evitare sovrapposizioni, garantire investimenti pubblici efficienti e affrontare il divario critico di capacità;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>sottolinea l'importanza di ridurre le dipendenze per quanto riguarda le tecnologie critiche e le catene del valore, affinché l'Unione possa progredire verso una maggiore autonomia tecnologica che le consenta di sviluppare, produrre e applicare le proprie tecnologie in settori critici; accoglie con favore, a tale riguardo, il regolamento sulle materie prime critiche, che è fondamentale per soddisfare i principi della dichiarazione di Versailles e rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento per le industrie europee della difesa; evidenzia che la promozione degli appalti congiunti a livello europeo è un complemento logico del FED, in quanto copre tutti gli ambiti, dalla ricerca e sviluppo agli appalti, consolidando così la domanda, il che a sua volta migliora l'interoperabilità delle forze armate degli Stati membri, realizzando economie di scala e, in ultima analisi, rafforzando la difesa europea; osserva che, ove possibile, i prodotti per la difesa dovrebbero essere assemblati presso imprese europee, in quanto ciò sosterrà l'industria europea, in particolare le PMI;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>pone in evidenza che l'EDIRPA e l'ASAP possono rappresentare solo un primo passo verso il miglioramento delle capacità dell'EDTIB di fornire agli Stati membri i prodotti e i quantitativi necessari e dovrebbero essere integrati da ulteriori iniziative, tra cui la strategia industriale europea della difesa (EDIS) associata al previsto EDIP globale e a lungo termine, per il quale devono essere garantiti finanziamenti adeguati, nonché da un quadro normativo efficace volto a incoraggiare l'innovazione, a stimolare la produzione e a garantire investimenti pubblici più intelligenti ed efficienti; invita, a tale proposito, gli Stati membri dell'UE a prevedere i fondi necessari per tutti gli strumenti di difesa europei nell'ambito della prossima revisione del QFP; si rammarica del fatto la Commissione non abbia ancora presentato una proposta di EDIP; chiede un'attuazione rapida ed efficiente dell'EDIRPA e dell'ASAP; sostiene pienamente la proposta di creare un fondo comune per la difesa da 100 miliardi di EUR volto ad aumentare immediatamente la produzione interna di armi e munizioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>invita la Commissione ad avvalersi dell'esperienza del comitato militare dell'Unione europea (EUMC) nel definire le priorità delle industrie della difesa e nel formulare iniziative in materia di difesa, al fine di garantire la coerenza militare a livello industriale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>invita gli Stati membri ad aumentare e garantire livelli di spesa sostenibili per la difesa per adeguarsi all'attuale situazione geopolitica e affrontare le gravi minacce alla sicurezza dell'Unione; invita i paesi dell'UE che sono membri della NATO a incrementare i loro bilanci militari, sulla base di una valutazione delle proprie esigenze, e a spendere almeno il 2 % del PIL, in modo ben coordinato e globale, così da realizzare economie di scala e conseguire l'interoperabilità, anche in considerazione del forte aumento della spesa per la difesa da parte di altri rivali, come la Russia e la Cina, e al fine di porre rimedio alle carenze e soddisfare i requisiti che interessano tutti i settori a causa delle crescenti sfide per l'assetto di sicurezza e tenuto conto dell'impatto della storica carenza di investimenti e dell'impennata dell'inflazione sui bilanci per la difesa; sottolinea il ruolo essenziale dell'EDTIB nel fornire alle forze armate degli Stati membri le attrezzature necessarie per proteggere i cittadini e gli interessi europei;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>48.</NO.P>evidenzia che le forze armate europee hanno serie difficoltà in termini di assunzione e mantenimento del personale; ritiene necessario analizzare tali sfide e invita pertanto il VP/AR a incaricare l'EUMC di raccogliere e analizzare i dati relativi a tali questioni in tutti gli Stati membri dell'UE, al fine di individuare possibili contromisure; sottolinea che non è possibile costruire una vera e propria Unione europea della difesa senza una cultura militare comune e invita pertanto il VP/AR a incaricare l'Accademia europea per la sicurezza e la difesa di modernizzare e ampliare i moduli educativi per il personale militare delle forze armate degli Stati membri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>49.</NO.P>sottolinea l'importanza della PESCO ai fini del miglioramento delle capacità di difesa dell'UE e accoglie con favore i progressi compiuti finora attraverso i progetti dell'iniziativa PESCO, ad esempio in settori quali la ciberdifesa, i sistemi aeromobili senza equipaggio, i servizi medici e la sorveglianza in ambito chimico, biologico, radiologico e nucleare, nonché gli ulteriori progressi realizzati nell'ambito dei progetti in tutti i settori militari, come indicato dalla relazione annuale sullo stato di avanzamento dei progetti del segretariato PESCO; deplora, tuttavia, il fatto che gli Stati membri non sfruttino ancora appieno il quadro della PESCO e che i progressi sul fronte dell'attuazione restino ampiamente al di sotto delle aspettative; invita il VP/AR e gli Stati membri a procedere a un riesame continuo e approfondito dei progetti e delle loro prospettive, prevedendo altresì la possibilità di fondere, raggruppare e persino interrompere i progetti che non hanno compiuto progressi sufficienti e di riorientare gli sforzi verso un numero limitato di progetti prioritari destinati a tradursi in azioni concrete, come indicato nella bussola strategica; deplora fermamente il fatto di non essere in grado di esercitare un adeguato controllo sui progetti PESCO; invita gli Stati membri a fornire periodicamente al Parlamento, almeno due volte all'anno, una valutazione dei progressi compiuti nell'ambito della PESCO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>50.</NO.P>invita il Consiglio ad avviare un progetto per istituire un corpo civile europeo di pace che riunisca le competenze degli attori istituzionali e non istituzionali in materia di prevenzione dei conflitti, nonché di risoluzione pacifica degli stessi e di riconciliazione, al fine di rendere più credibile, coerente, efficace, flessibile e visibile la gestione civile delle crisi da parte dell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">La bussola strategica: "PREVISIONE e SICUREZZA"</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>51.</NO.P>evidenzia che la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina fa parte di una strategia più ampia volta a minare l'ordine internazionale basato su regole; invita l'UE a rafforzare le sue capacità di risposta alla guerra ibrida, comprese misure di rilevazione e risposta nei confronti della Russia e di altri attori statali e non statali che conducono campagne di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri che mettono in discussione i nostri interessi, i nostri valori e la nostra sicurezza, anche diffondendo narrazioni false sull'UE o prendendo di mira le missioni e le operazioni PSDC in settori strategici; esprime seria preoccupazione per i pericoli che le campagne di disinformazione e di manipolazione dell'informazione basate sull'IA, anche attraverso la creazione di siti web falsi e la generazione di immagini false, rappresentano per i processi democratici, soprattutto in vista delle elezioni; invita la Commissione e il SEAE a cooperare strettamente con il settore privato, la società civile e la comunità accademica e tecnica nel contrastare tali campagne di influenza malevola e nell'affrontare il problema della strumentalizzazione delle nuove tecnologie a fini bellici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>52.</NO.P>invita, a tale riguardo, tutti gli Stati membri e i paesi candidati all’adesione all’UE ad attuare le raccomandazioni formulate dal Parlamento nelle risoluzioni sulle ingerenze straniere in tutti i processi democratici nell'Unione europea, compresa la disinformazione<FOOTNOTE><FIELD> (2020/2268(INI)) e (2022/2075(INI)); 	https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2022-0064_IT.html; https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2023-0219_IT.html.</FIELD></FOOTNOTE>;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>53.</NO.P>sottolinea che la Cina ha istituito un'"amicizia senza limiti" con la Russia, che comprende importanti trasferimenti di tecnologie e capacità militari e comporta un numero crescente di sfide in materia di sicurezza per l'UE, in particolare nei settori della cibersicurezza nonché della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze da parte di attori stranieri; pone in rilievo la necessità che l'UE rafforzi la sicurezza e l'integrità delle sue infrastrutture critiche, eliminando i rischi e promuovendo il vantaggio tecnologico dell'UE in settori critici, comprese misure intese a limitare o escludere i fornitori ad alto rischio, in particolare gli attori legati al governo cinese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>54.</NO.P>ricorda che la dipendenza da fornitori ad alto rischio di prodotti critici con elementi digitali rappresenta un rischio strategico che dovrebbe essere affrontato a livello dell'Unione; pone l'accento sulla necessità di rafforzare ulteriormente le procedure di screening degli investimenti esteri diretti con norme in materia di dovere di diligenza, al fine di individuare le pressioni esercitate da governi statali, che violerebbero gli interessi di sicurezza e di difesa dell'Unione e dei suoi Stati membri, come stabilito nel quadro della PESC ai sensi del titolo V TUE, sugli investitori nelle infrastrutture critiche dell'UE, come i porti europei e i cavi sottomarini nel Mar Baltico, nel Mediterraneo e nel Mar Artico; sottolinea che tale approccio dovrebbe essere parimenti applicato ai paesi candidati e potenziali candidati; reputa necessario adottare ulteriori misure legislative per proteggere efficacemente la sicurezza della catena di approvvigionamento europea delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione da fornitori rischiosi e dai furti di proprietà intellettuale favoriti dall'informatica; chiede l'istituzione di un quadro europeo volto a regolamentare in modo rigoroso e a stabilire norme e condizioni minime per l'esportazione di proprietà intellettuale e tecnologie fondamentali per la sicurezza e la difesa dell'Unione, tra cui i beni a duplice uso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>55.</NO.P>esprime preoccupazione per l'atteggiamento militare aggressivo della Cina nel Mar cinese meridionale, tra cui la costruzione di isole, le vessazioni e le pericolose manovre condotte dalla marina, dalla guardia costiera e dalle milizie marittime nazionali, nonché per le continue pressioni militari, le esercitazioni d'assalto, le violazioni dello spazio aereo e altre azioni militari che si collocano in una zona grigia, comprese le campagne informatiche e di disinformazione a danno di Taiwan; chiede una maggiore presenza marittima coordinata e lo sviluppo di capacità con i partner dell'UE nella regione; invita la Cina a cessare tutte le suddette attività, che pregiudicano la stabilità dell'intera regione e, in un contesto più ampio, incidono direttamente sulla sicurezza europea; incoraggia gli Stati membri ad aumentare la frequenza delle operazioni di libertà di navigazione nello stretto di Taiwan e ad approfondire il dialogo in materia di sicurezza con Taiwan per scoraggiare aggressioni cinesi contro questa isola democratica; pone in evidenza l'importanza della collaborazione con Taiwan e dello sfruttamento delle sue competenze e del suo vantaggio tecnologico contro le minacce informatiche cinesi, in considerazione delle preoccupazioni per la sicurezza regionale e dell'UE; accoglie con favore il recente accordo raggiunto tra i leader della Cina e degli Stati Uniti, che prevede la ripresa delle comunicazioni ad alto livello sul piano militare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>56.</NO.P>osserva che un'ampia parte di tutte le infrastrutture africane, comprese le infrastrutture di comunicazione, è stata finanziata e costruita da imprese statali cinesi; esprime preoccupazione per il fatto che il modello cinese esercita chiaramente un'attrattiva su molti paesi che non sono in grado di soddisfare i requisiti dell'UE per l'accesso a livelli di finanziamento equivalenti, ampliando così l'influenza cinese a scapito dei partenariati dell'UE; è fermamente convinto, in tale contesto, che l'UE dovrebbe rafforzare ulteriormente la sua cooperazione con i partner africani e aumentare tanto la visibilità quanto i benefici tangibili del suo sostegno alla popolazione locale; chiede una strategia di sicurezza dell'UE a lungo termine e lungimirante nei confronti della Cina, del Mediterraneo e dell'Africa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>57.</NO.P>chiede maggiori progressi per migliorare ulteriormente il pacchetto di strumenti dell'UE contro le minacce ibride, in particolare per quanto riguarda le attività che comportano attacchi informatici e la manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri, e la revisione degli orientamenti di attuazione del pacchetto di strumenti della diplomazia informatica dell'UE; accoglie con favore l'impegno dichiarato nella bussola strategica e nel nuovo patto sulla dimensione civile di garantire le capacità necessarie per consentire alle missioni e alle operazioni PSDC di rispondere agli attacchi ibridi, tra cui la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, anche in ambito informatico, entro il 2024, nonché di sviluppare una strategia di comunicazione coerente e chiara; ribadisce l'urgente necessità di garantire competenze e capacità in materia di tecnologie dell'informazione e della comunicazione sicure per tutte le missioni e le operazioni PSDC, al fine di comunicare in modo sicuro nel teatro delle operazioni e con tutte le istituzioni dell'UE; accoglie con favore, a tale proposito, l'impegno del SEAE e degli Stati membri ad attuare, entro il 2025, un sistema di comunicazione e informazione rapida e sostenibile per collegare in modo sicuro i comandi delle forze e delle missioni nel teatro delle operazioni con Bruxelles; riconosce l'importante ruolo che le tecnologie emergenti e di rottura, come l'informatica quantistica e l'IA, svolgeranno in tal senso; invita il SEAE e la Commissione ad intensificare la cooperazione e il coordinamento con altre missioni e operazioni di partner e organizzazioni che condividono gli stessi valori, comprese le operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite, per contrastare le operazioni di manipolazione delle informazioni e ingerenza da parte di attori stranieri sul campo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>58.</NO.P>invita gli Stati membri e il SEAE a rafforzare la loro strategia e ad adottare misure concrete per includere sistematicamente risorse finanziarie e umane, strumenti e formazioni intesi a contrastare le minacce connesse alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze da parte di attori stranieri in tutte le missioni e le operazioni PSDC, come parte del loro più ampio mandato nei paesi ospitanti e della loro resilienza contro le minacce ibride. la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri; chiede di migliorare la visibilità e la comunicazione strategica per quanto riguarda i benefici, la presenza e il ruolo delle missioni PSDC;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>59.</NO.P>invita gli Stati membri, il SEAE e la Commissione a prendere in considerazione l'istituzione di una struttura indipendente e dotata di risorse adeguate, incaricata di individuare, analizzare e documentare le minacce di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri contro l'UE nel suo complesso, al fine di aumentare la consapevolezza in merito alla situazione e la condivisione di informazioni sulle minacce, nonché di sviluppare capacità di attribuzione e contromisure in relazione alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze da parte di attori stranieri; ritiene che tale struttura fungerebbe da punto di riferimento e da polo di conoscenze specializzato per facilitare e promuovere lo scambio operativo tra le autorità degli Stati membri, le istituzioni dell'UE e le agenzie dell'UE, nonché per consentire lo scambio di migliori pratiche con partner che condividono gli stessi valori in tutto il mondo; sottolinea che la struttura dovrebbe chiarire e rafforzare il ruolo della divisione StratCom del SEAE e delle sue task force come organo strategico del servizio diplomatico dell'UE ed evitare la sovrapposizione delle attività;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>60.</NO.P>sottolinea che, per combattere le crescenti minacce e l'aumento delle narrative antieuropeiste da parte di paesi terzi nel vicinato immediato dell'UE, quest'ultima deve intensificare i propri sforzi in termini di sostegno, formazione e rafforzamento delle capacità a favore dei partner che condividono i suoi stessi principi, ivi incluso contrastando le campagne di manipolazione delle informazioni e ingerenza da parte di attori stranieri; invita ad accrescere la resilienza alla disinformazione e alle campagne destabilizzanti intese a compromettere i processi democratici e creare divisioni, nonché a incoraggiare i paesi candidati ad adottare misure incisive per contrastare la disinformazione manipolativa, la propaganda ostile e altre minacce ibride; chiede misure strategiche e proattive per contrastare le minacce ibride e prevenire le ingerenze da parte di terzi nei processi politici ed elettorali e in altri processi democratici dei paesi candidati all'adesione, in particolare le attività dolose volte a manipolare l'opinione pubblica e a compromettere l'adesione di un paese all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>61.</NO.P>condanna le attività di guerra ibrida di società militari private e di forze ausiliarie sponsorizzate dallo Stato, quali il gruppo Wagner e altri gruppi armati, milizie e forze irregolari, che esercitano la loro influenza in diversi paesi del mondo, ed esprime preoccupazione a tale riguardo; sollecita il SEAE ad avviare un'iniziativa con i partner affini per contrastare i gruppi di attori malevoli non statali e sponsorizzati dallo Stato, quali il gruppo Wagner; sottolinea che i pacchetti di strumenti dell'UE esistenti dovrebbero includere risposte, come le sanzioni, nei confronti dei paesi terzi che finanziano o cooperano con società militari private in regioni vulnerabili;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>62.</NO.P>condanna le politiche di aggressione, incluso l'attacco militare pianificato dell'Azerbaigian contro il Nagorno-Karabakh; ricorda che quest'ultimo fa seguito a mesi di carestia organizzata e di isolamento degli armeni che vivono nel Nagorno-Karabakh attraverso il blocco del corridoio di Lachin; sottolinea che le cosiddette "forze di pace" russe presenti in loco non hanno intrapreso alcuna azione per porre fine al blocco o evitarlo, o per fermare l'assalto militare azero contro il Nagorno-Karabakh; condanna il sostegno militare fornito da paesi terzi all'Azerbaigian; è seriamente preoccupato per le ripercussioni sulla popolazione civile, in quanto tali azioni equivalgono a una pulizia etnica de facto; ribadisce che, a suo avviso, l'attacco condotto dall'Azerbaigian non può rimanere privo di conseguenze e invita l'UE ad adottare sanzioni contro le autorità azere responsabili delle molteplici violazioni del cessate il fuoco, nonché a sospendere il memorandum d'intesa sull'energia; invita l'UE a sospendere i negoziati per un nuovo accordo di partenariato con l'Azerbaigian alla luce dei recenti eventi e della drammatica situazione dei diritti umani nel paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>63.</NO.P>accoglie con favore la creazione della missione civile dell'UE in Armenia (EUMA), che mira a contribuire a rafforzare la sicurezza nella regione riducendo il numero di incidenti nelle zone teatro di conflitto e nelle zone di frontiera in Armenia, a ridurre il livello di rischio per la popolazione che vive in tali zone e, così facendo, a concorrere alla normalizzazione delle relazioni tra l'Armenia e l'Azerbaigian sul terreno, migliorando al contempo la visibilità dell'UE nella regione; accoglie con favore l'accordo raggiunto in seno al Consiglio sul rafforzamento della capacità di osservazione della missione, aumentandone la presenza sul campo; invita il Consiglio a prorogare il suo periodo di dispiegamento di altri cinque anni e a estendere la sua portata geografica per includere potenzialmente il confine tra Armenia e Turchia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>64.</NO.P>invita il SEAE a essere pronto a fornire l'assistenza tecnica necessaria all'Armenia attraverso l'EPF, in modo che l'Armenia riconsideri le sue attuali alleanze militari, in quanto ciò rafforzerebbe la resilienza del paese nel garantire sicurezza, indipendenza e sovranità e porterebbe a una cooperazione più completa e rafforzata in materia di difesa tra le parti;; accoglie con favore la decisione dell'Armenia di aderire allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale; chiede al SEAE di fornire in via riservata alla commissione per gli affari esteri (AFET) e alla sottocommissione per la sicurezza e la difesa (SEDE) del Parlamento le relazioni dell'EUMA sulla situazione in loco;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>65.</NO.P>invita il Consiglio a essere pronto a imporre sanzioni mirate e individuali contro i responsabili dell'aggressione, tra cui, ma non solo, il seguito politico e militare del presidente Aliyev, nonché a sospendere le importazioni di petrolio e gas dall'Azerbaigian in caso di aggressioni militari da parte del paese nei confronti dell'integrità territoriale armena;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>66.</NO.P>accoglie con favore il dispiegamento della missione di partenariato PSDC dell'UE nella Repubblica di Moldova (EUPM Moldova), la prima missione civile della PSDC dedicata al rafforzamento della resilienza del settore della sicurezza della Moldova nella gestione delle crisi e nel contrasto delle minacce ibride; sottolinea l'importanza di questa innovativa missione PSDC e invita gli Stati membri a fornire le competenze e le capacità necessarie per la missione al fine di sostenere la Moldova nel contesto della guerra ibrida messa in atto dalla Russia; invita il SEAE a valutare la creazione di missioni simili per altri paesi candidati, associati e partner, con l'obiettivo di accrescere la loro resilienza alle minacce ibride, comprese le minacce informatiche, la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>67.</NO.P>ribadisce il sostegno dell'UE alla sovranità e all'integrità territoriale della Repubblica di Moldova e agli sforzi profusi nel quadro del processo negoziale 5 + 2 per giungere a una soluzione politica pacifica, duratura, globale e politica del conflitto transnistriano, basata sul rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale della Repubblica moldova entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale, con uno status speciale per la Transnistria, che garantirebbe la tutela dei diritti umani anche nei territori attualmente non controllati dalle autorità costituzionali; esprime preoccupazione per il fatto che la Transnistria continui a fungere da rifugio sicuro per i trafficanti di esseri umani e la criminalità organizzata, pur riconoscendo che la missione dell'UE di assistenza alle frontiere (EUBAM) per la Moldova e l'Ucraina svolge un ruolo importante nel contribuire a riaprire il trasporto ferroviario di merci attraverso la Transnistria e ha sventato numerose operazioni di contrabbando;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>68.</NO.P>accoglie con favore la decisione del Consiglio del 4 maggio 2023 di stanziare 40 milioni di EUR nell'ambito dell'EPF a sostegno delle forze armate della Repubblica di Moldova e 30 milioni di EUR a sostegno delle forze di difesa georgiane; sottolinea la necessità di incrementare ulteriormente il sostegno a tali paesi partner, in funzione delle loro esigenze;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>69.</NO.P>condanna fermamente l'occupazione illegale delle regioni georgiane dell'Abkhazia e di Tskhinvali/Ossezia del Sud da parte della Federazione russa e sottolinea che quest'ultima continua la sua occupazione illegale e il suo controllo effettivo sui territori occupati della Georgia attraverso la presenza militare, la continua installazione di recinzioni di filo spinato e di altre barriere artificiali lungo la linea di occupazione, frequenti detenzioni illegali e rapimenti di cittadini georgiani e altre violazioni dei diritti umani sul campo; condanna fermamente i piani della Russia di costruire una base navale permanente presso il porto di Ochamchire, sul Mar Nero, nella regione occupata dell'Abkhazia, e invita la comunità internazionale a sostenere tutti gli sforzi volti a punire questa grave violazione della sovranità e dell'integrità territoriale della Georgia; invita la Federazione russa di adempiere ai propri obblighi internazionali nel quadro dell'accordo di cessate il fuoco mediato dall'UE del 12 agosto 2008, in particolare all'obbligo di ritirare tutto il proprio personale militare e di sicurezza dai territori georgiani occupati e di consentire la creazione di meccanismi di sicurezza internazionali in tali territori, nonché a permettere alla missione di vigilanza dell'Unione europea (EUMM) di avere liberamente accesso all'intero territorio della Georgia conformemente al suo mandato; invita nuovamente l'UE a continuare a perseguire il proprio impegno per una soluzione pacifica del conflitto tra Russia e Georgia, sfruttando efficacemente tutti gli strumenti disponibili, compresi il rappresentante speciale per il Caucaso meridionale e la crisi in Georgia, le discussioni internazionali di Ginevra, i meccanismi di prevenzione e di risposta agli incidenti, l'EUMM e la politica di non riconoscimento e coinvolgimento; accoglie con favore il sostegno dell'UE alla Georgia nell'ambito dell'EPF e invita l'UE a impegnarsi maggiormente nella cooperazione in materia di sicurezza con la Georgia negli ambiti prioritari individuati nella bussola strategica, in particolare per rafforzare la resilienza del settore della sicurezza della Georgia per quanto riguarda la gestione delle crisi, contrastare le minacce ibride e migliorare le capacità di difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>70.</NO.P>accoglie con favore l'estensione del mandato dell'EUFOR Althea in Bosnia-Erzegovina e sottolinea l'importanza del lavoro svolto da quest'ultima nel garantire formazione e assistenza alle forze armate della Bosnia-Erzegovina; accoglie con favore, in tal senso, il contratto di cooperazione e formazione per il 2023 concluso tra le forze armate della Bosnia-Erzegovina e l'EUFOR; invita la Bosnia-Erzegovina ad adoperarsi per formare unità multietniche in seno alle forze armate della Bosnia-Erzegovina; ricorda l'impegno dell'UE a sostenere lo sviluppo delle capacità di difesa della Bosnia-Erzegovina, in particolare attraverso i 20 milioni di EUR stanziati finora attraverso l'EPF; è favorevole alla proroga del mandato dell'EUFOR Althea da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, trattandosi di una missione consolidata e comprovata; condanna fermamente qualsiasi retorica divisiva e/o secessionista che contribuisca ulteriormente ad accrescere la vulnerabilità del paese e sottolinea che lo status di paese candidato è un'opportunità e un obbligo per i rappresentanti eletti della Bosnia-Erzegovina di soddisfare le aspettative dei cittadini e migliorare concretamente la vita quotidiana della gente comune; chiede un ulteriore rafforzamento dell'EUFOR Althea, in particolare attraverso il dispiegamento di truppe e mezzi aggiuntivi e l'instaurazione di una presenza credibile nel distretto di Brčko;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>71.</NO.P>accoglie con favore gli elevati livelli di allineamento alla PSDC raggiunti dalla maggior parte dei paesi dei Balcani occidentali, con l'importante eccezione della Serbia; chiede che i Balcani occidentali partecipino in misura significativa alle iniziative dell'UE di sviluppo e di acquisizione in cooperazione di capacità di difesa; chiede che gli accordi amministrativi tra l'AED e i paesi dei Balcani occidentali che non abbiano ancora raggiunto tale traguardo vengano conclusi; accoglie con favore la presenza costante della forza per il Kosovo (KFOR) in Kosovo e invita la missione dell'UE sullo Stato di diritto in Kosovo (EULEX) a rafforzare la sua cooperazione con la KFOR al fine di impedire che le bande della criminalità organizzata, i gruppi paramilitari e altre forze turbolente destabilizzino il Kosovo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>72.</NO.P>riconosce il diritto di Israele all'autodifesa, quale sancito e limitato dal diritto internazionale, ed evidenzia che le azioni di Israele devono pertanto rispettare rigorosamente il diritto internazionale umanitario; ribadisce il fermo sostegno dell'UE all'operato della Corte penale internazionale; sottolinea l'importanza di operare una distinzione tra il popolo palestinese e le sue aspirazioni legittime, da un lato, e l'organizzazione terroristica Hamas e i suoi atti terroristici, dall'altro; chiede che siano previsti canali per la fornitura di aiuti umanitari ai civili nella Striscia di Gaza e che tali canali siano mantenuti costantemente aperti; ribadisce il suo fermo sostegno a una soluzione negoziata, fondata sulla coesistenza di due Stati sulla base dei confini del 1967, che preveda la convivenza, all'insegna della pace e della sicurezza garantita, di due Stati sovrani e democratici, con Gerusalemme come capitale di entrambi gli Stati, e nel pieno rispetto del diritto internazionale; chiede un'indagine approfondita sul ruolo dell'Iran, del Qatar e della Russia nel finanziamento e nel sostegno del terrorismo nella regione; esprime forte disaccordo e disappunto per le recenti dichiarazioni del presidente della Turchia, il quale ha erroneamente affermato che Hamas non è un'organizzazione terroristica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>73.</NO.P>sostiene i lavori in corso della missione dell'UE di polizia e Stato di diritto per i territori palestinesi occupati (EUPOL COPPS) e della missione dell'UE di assistenza alle frontiere a Rafah nell'assistere la riforma del settore della sicurezza e della giustizia da parte delle autorità palestinesi e la gestione integrata delle frontiere; esprime apprezzamento per i funzionari e il personale delle missioni che continuano a lavorare in condizioni estremamente difficili; invita il SEAE e gli Stati membri a rivedere i mandati delle due missioni e a rafforzarne il ruolo futuro, alla luce della situazione attuale e della loro posizione unica in cui mantengono il dialogo sia con lo Stato di Israele che con l'Autorità palestinese, nel tentativo di rafforzare gli sforzi di pace dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>74.</NO.P>accoglie con favore la comunicazione congiunta sulla politica di ciberdifesa dell'UE e invita gli Stati membri a mantenere il proprio impegno e ad attuare la serie ambiziosa ma realistica di azioni proposte dalla Commissione, compresa la proposta di un atto di cibersolidarietà per rafforzare la loro capacità di individuare e rispondere alle minacce e agli incidenti di cibersicurezza nell'UE, ma anche per migliorare la condivisione delle informazioni e sostenere la produzione di intelligence di alta qualità insieme a piattaforme, risorse e finanziamenti dedicati; osserva che la cooperazione reciproca tra gli Stati membri dell'UE, nonché con i nostri alleati e partner in tutto il mondo, è essenziale per la nostra cibersicurezza; invita alla cautela nella condivisione dei dati, che dovrebbero essere disponibili solo per partner che condividono gli stessi valori, mentre la gestione e l'infrastruttura dovrebbero essere affidate a imprese e fornitori di servizi di fiducia; osserva, a tale proposito, che l'uso della tecnologia Huawei nello sviluppo del 5G mina seriamente la ciberresilienza dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>75.</NO.P>invita a rafforzare la resilienza e le capacità delle istituzioni dell'UE nella lotta agli attacchi informatici, che rappresentano un'importante questione di sicurezza, in particolare in vista delle elezioni dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>76.</NO.P>chiede che l'Unione adotti misure efficaci per proteggere le infrastrutture critiche europee, le preziose catene di approvvigionamento e le istituzioni democratiche dalle minacce ibride; invita l'UE a porre in atto sistemi di monitoraggio e sorveglianza efficaci per le infrastrutture critiche, come gasdotti e cavi in fibra ottica, per garantire la prevenzione e la rapida individuazione degli attacchi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>77.</NO.P>accoglie con favore i risultati e l'elevato livello di ambizione delle raccomandazioni proposte nella nuova strategia spaziale dell'UE in materia di sicurezza e difesa; ritiene che l'accesso sicuro, protetto e autonomo allo spazio sia un aspetto critico della sicurezza e della difesa dell'UE, come dimostrato dalla sua importanza nella guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina; accoglie con favore, a tale proposito, la proposta contenuta nella strategia di elaborare un documento annuale classificato di analisi delle minacce spaziali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>78.</NO.P>ricorda la necessità di rafforzare la condivisione di intelligence e lo scambio di informazioni tra gli Stati membri e le istituzioni dell'UE, compreso il Parlamento, al fine di migliorare la conoscenza situazionale, prevedere e contrastare meglio le minacce alla sicurezza collettiva e informare meglio l'elaborazione delle politiche; sottolinea la necessità di migliorare i protocolli di sicurezza dei servizi che si occupano di intelligence e/o di informazioni sensibili nell'UE; invita il VP/AR e gli Stati membri a rafforzare la capacità unica di analisi dell'intelligence (SIAC) e il Centro satellitare dell'Unione europea (SatCen); ribadisce la richiesta di dispiegare capacità di intelligence in tutte le missioni e operazioni PSDC che forniscano informazioni al centro UE di situazione e di intelligence (INTCEN), all'EUMS e alla CPCC; sottolinea l'importanza di comunicazioni sicure per un'intelligence affidabile e accoglie con favore gli sforzi per snellire le norme e i regolamenti di sicurezza a questo proposito, per una migliore protezione delle informazioni, delle infrastrutture e dei sistemi di comunicazione da interferenze e attacchi stranieri; invita gli Stati membri a rafforzare l'INTCEN dell'UE come efficace organismo di condivisione dell'intelligence al fine di condividere l'intelligence in modo sicuro, formulare una cultura strategica comune e fornire informazioni strategiche per anticipare e garantire una risposta migliore alle crisi all'interno e all'esterno dell'UE;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING ITALIC="on">La bussola strategica: "PARTNER"</STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>79.</NO.P>esprime profonda preoccupazione per la difficile e grave situazione nel Sahel, a seguito di numerosi colpi di Stato, come in Niger, Mali e Burkina Faso, ma anche in Sudan; deplora il colpo di Stato militare del 26 luglio 2023 in Niger e chiede il rilascio immediato e incondizionato del presidente Mohamed Bazoum e della sua famiglia, nonché di tutte le persone detenute arbitrariamente, e il ritiro delle accuse a suo carico; chiede l'immediato reinsediamento di Bazoum, democraticamente eletto, alla presidenza del Niger, nonché il ripristino dell'ordine costituzionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>80.</NO.P>ricorda che la stabilità del Sahel ha ripercussioni dirette sulla sicurezza e la stabilità dell'Europa; sottolinea che l'UE e i suoi Stati membri devono riesaminare la loro politica nei confronti della regione strategica del Sahel e trarre insegnamenti dagli errori del passato, in particolare per quanto riguarda la Russia, ma anche per quanto riguarda la necessità che tali politiche includano approcci olistici alla gestione delle variabili sociali, economiche e di sviluppo a lungo termine; reputa necessario, in tale contesto, fornire risorse adeguate ai partner africani; invita il SEAE e gli Stati membri a garantire che le loro politiche di sicurezza tengano conto degli aspetti regionali e locali, anche attraverso il dialogo con la popolazione locale, la società civile e, ove possibile, le autorità e le organizzazioni regionali democraticamente elette, nel rispetto del principio delle "soluzioni africane ai problemi africani"; riconosce che le varie missioni internazionali non hanno ancora conseguito il loro obiettivo primario di una pace duratura nella regione; accoglie con favore l'annuncio del VP/AR di rivalutare la strategia dell'UE sul Sahel; chiede che tale revisione sia realizzata il più rapidamente possibile e che si rafforzi ulteriormente lo status delle missioni PSDC nella regione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>81.</NO.P>sostiene con forza le decisioni adottate dall'ECOWAS e dall'UA in risposta ai colpi di Stato e invita gli Stati membri e il SEAE a valutare come assisterli efficacemente nei loro sforzi, ove possibile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>82.</NO.P>condanna la presenza di compagnie militari private e/o di forze ausiliarie sponsorizzate dallo Stato, come il gruppo Wagner e il Corpo africano, che hanno svolto un ruolo destabilizzante nella regione del Sahel e hanno sostenuto vari regimi repressivi nel tentativo di aumentare l'influenza russa in Africa; ritiene che tutti i colpi di Stato siano il risultato di cause diverse e multidimensionali, che non sono identiche in ogni paese e richiedono quindi un'attenta riflessione; è tuttavia sconcertato dalle espressioni di forti sentimenti antieuropei in alcuni paesi e invita gli Stati membri e il SEAE a prendere in considerazione il rafforzamento dei contatti interpersonali attraverso scambi più stretti con le popolazioni locali e le autorità nazionali e una comunicazione strategica più mirata nelle lingue locali per controbilanciare gli effetti negativi, affrontando in modo onesto il loro passato coloniale, ove necessario;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>83.</NO.P>incoraggia il SEAE a proseguire i progressi già compiuti dalla missione di addestramento militare dell'Unione europea in Mozambico (EUTM Mozambico) nella risposta alla crescente minaccia terroristica a Cabo Delgado e nell'addestramento delle forze mozambicane sul campo; nutre ancora preoccupazione per il rischio che questa minaccia si diffonda nell'area; chiede un'azione immediata per accelerare la fornitura di attrezzature non letali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>84.</NO.P>sottolinea che delle cinque missioni di formazione (EUTM) e di partenariato militare (EUMPM) dell'Unione in Africa, tre di esse (Repubblica centrafricana, Mali, Niger) operano troppo lentamente o sono state ufficialmente sospese; nota altresì che alcune missioni civili che forniscono assistenza alle forze di sicurezza interne sono ferme (EUCAP Sahel Mali) o operano male (EUAM RCA) o si ritirano (EUCAP Sahel Niger); sottolinea l'urgente necessità che il personale schierato abbia accesso a strumenti, formazione, attrezzature e risorse che gli consentano di fornire informazioni e intelligence all'UE e ai suoi Stati membri; ritiene che il concetto di accompagnamento nelle missioni di formazione rimanga essenziale per consentire ai consulenti europei di verificare sul campo, con la massima precisione possibile, se i programmi di formazione sono stati attuati correttamente e se sono in linea con le esigenze operative delle forze armate locali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>85.</NO.P>invita inoltre il SEAE e gli Stati membri a esaminare attentamente il mandato di tutte le missioni PSDC in Africa, compresa la loro potenziale cessazione, se necessario, con l'obiettivo di fornire obiettivi e traguardi fondamentali raggiungibili per ciascuna missione, dato l'attuale contesto politico, nonché a valutare se tali missioni possano essere modificate per servire più efficacemente una nuova strategia multidimensionale e su misura dell'UE nel Sahel e in Africa, nell'ambito del suo approccio integrato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>86.</NO.P>accoglie con favore l'avvio dell'iniziativa dell'UE in materia di sicurezza e difesa a sostegno dei paesi dell'Africa occidentale del Golfo di Guinea, per una durata iniziale di due anni, in stretto coordinamento con la Costa d'Avorio, il Ghana, il Togo e il Benin;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>87.</NO.P>deplora la continua mancanza di sostegno da parte di un gran numero di paesi africani a favore di una risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite che condanna la Russia, sostiene l'integrità territoriale dell'Ucraina e chiede la pace;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>88.</NO.P>accoglie con favore l'aggiornamento della strategia marittima dell'UE e il suo piano d'azione, nonché l'impegno a rafforzare il ruolo dell'Unione come garante della sicurezza marittima mondiale; apprezza il fatto che tale revisione includa il potenziamento delle attuali operazioni navali; accoglie con favore il fatto che nell'aggiornamento si proponga di valutare nuove aree marittime di interesse nelle quali applicare il concetto di presenza marittima coordinata, sulla base dell'esperienza maturata nel golfo di Guinea e nell'oceano indiano nordoccidentale; invita gli Stati membri a impegnarsi attivamente in tali iniziative e a sviluppare le rispettive capacità navali militari al fine di rafforzare la presenza e la visibilità dell'UE nel Mediterraneo, nel Mar Nero, nell'Atlantico, nella regione indo-pacifica e nel settore marittimo globale, nonché ad affrontare efficacemente le minacce e le sfide nel Mar Baltico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>89.</NO.P>sottolinea la necessità di garantire la sicurezza della regione del Mar Nero sostenendo lo sminamento delle acque marine dell'Ucraina e di incoraggiare gli Stati membri a offrire esercitazioni di formazione a tal proposito, ponendo l'accento sullo sviluppo delle capacità di contromisure contro le mine marittime e sulla protezione delle infrastrutture critiche dei fondali marini; evidenzia il fatto che tecnologie analoghe dovrebbero essere testate e impiegate in altri mari europei in cui il problema degli ordigni inesplosi e delle armi chimiche riversate in mare nel secolo precedente costituisce già una minaccia per la sicurezza, l'ambiente, la salute e l'economia, come nel Mar Baltico, nell'Adriatico e nel Mare del Nord; invita la Commissione a stanziare più finanziamenti per affrontare questa sfida crescente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>90.</NO.P>sottolinea che, dinanzi alle crescenti tensioni geopolitiche nel settore marittimo, l'UE deve garantire la libertà di navigazione, la sicurezza delle linee di comunicazione marittime e delle sue navi e dei relativi equipaggi, le infrastrutture offshore, la lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata e il controllo efficace delle sue frontiere marittime esterne onde prevenire attività illegali; sottolinea la necessità di intensificare la cooperazione tra l'UE e la NATO in materia di sicurezza marittima per poter affrontare tutte le questioni di interesse comune in tale settore;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>91.</NO.P>sottolinea che, date le crescenti tensioni geopolitiche in mare, l'UE deve garantire che le sue frontiere marittime esterne siano monitorate efficacemente per prevenire le attività illegali; deplora che, nonostante il quadro di misure restrittive istituito dall'UE l'11 novembre 2019 in risposta alle attività illegali di trivellazione della Turchia nel Mediterraneo orientale, tali misure siano proseguite;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>92.</NO.P>accoglie con favore il voto della Turchia a favore della condanna della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina in seno all'Assemblea generale delle Nazioni Unite e il suo impegno a favore della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina, ma deplora nel contempo il fatto che l'elusione delle sanzioni dell'UE da parte della Turchia ne comprometta l'efficacia e invita la Commissione a esaminare la questione; ribadisce il suo invito alla Turchia ad allinearsi alle sanzioni dell'UE nei confronti della Russia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>93.</NO.P>deplora, pur riconoscendo che la Turchia è un paese di importanza strategica, le posizioni e le politiche della Turchia in alcuni settori di interesse per l'UE e nel suo vicinato, le quali minacciano la pace, la sicurezza e la stabilità regionali; condanna fermamente le attività illegali della Turchia a Cipro, come la continua violazione delle risoluzioni 550(1984) e 789(1992) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che invitano la Turchia a trasferire la zona di Varosha ai suoi legittimi abitanti sotto l'amministrazione temporanea delle Nazioni Unite, nonché le recenti aggressioni contro le forze di pace delle Nazioni Unite all'interno della zona cuscinetto vicino al villaggio bicomunitario di Pyla/Pile; denuncia l'appello del presidente turco Recep Tayyip Erdogan affinché la comunità internazionale riconosca l'entità secessionista nella parte occupata di Cipro, abbandonando in tal modo le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che chiedono una federazione bicomunitaria e bizonale dotata di un'unica personalità giuridica internazionale, di un'unica sovranità, di un'unica cittadinanza e di uguaglianza politica, in linea con l'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>94.</NO.P>deplora il fatto che, nonostante gli sforzi di allentamento delle tensioni, la Turchia continui le sue azioni provocatorie unilaterali e il mancato rispetto della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull'embargo delle armi alla Libia per quanto riguarda l'operazione IRINI, violando il diritto internazionale, compresa l'UNCLOS, e i diritti sovrani degli Stati membri dell'UE, in particolare Grecia e Cipro, nel Mediterraneo orientale; accoglie con favore la recente dichiarazione congiunta dei leader di Turchia e Grecia sul perseguimento di relazioni di buon vicinato, sull'apertura delle comunicazioni, sulla riduzione delle tensioni attraverso il rafforzamento della fiducia militare, sull'aumento degli scambi commerciali e sull'impegno a risolvere le questioni relative al Mar Egeo; osserva che la Turchia è sempre più presente in aree in cui l'UE ha interessi di sicurezza fondamentali e missioni PSDC e invita la Turchia ad astenersi dal compromettere gli interessi e le missioni dell'UE in tali regioni; ribadisce la sua condanna della firma dei memorandum d'intesa tra la Turchia e la Libia relativi a una cooperazione onnicomprensiva di sicurezza e militare e alla delimitazione delle zone marittime, che sono interconnessi e violano chiaramente sia il diritto internazionale e le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sia i diritti sovrani degli Stati membri dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>95.</NO.P>sottolinea l'urgente necessità di incrementare in maniera significativa gli investimenti nel controllo degli armamenti, nella non proliferazione e nel disarmo a livello regionale e globale, in particolare negli approcci multilaterali; pone l'accento sulla necessità di una maggiore trasparenza e convergenza a livello nazionale ed europeo in materia di esportazioni di armi; invita gli Stati membri a rispettare pienamente la posizione comune 2008/944/PESC, dell'8 dicembre 2008, che definisce norme comuni per il controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari, modificata dalla decisione (PESC) 2019/1560 del Consiglio; riconosce le competenze degli Stati membri per quanto concerne le politiche in materia di acquisizioni per la difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>96.</NO.P>ribadisce il suo pieno sostegno all'impegno dell'UE e dei suoi Stati membri a favore del trattato di non proliferazione delle armi nucleari quale pietra angolare del regime di non proliferazione e disarmo nucleare; insiste sulla necessità di garantire che l'UE svolga un ruolo forte e costruttivo nello sviluppo e nel potenziamento degli sforzi globali di non proliferazione basati su regole e dell'architettura in materia di controllo degli armamenti e disarmo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>97.</NO.P>evidenzia che l'UE deve sviluppare ulteriormente le proprie capacità in tutti i settori per proteggere la sovranità di tutti gli Stati membri, ma anche spianare la strada a un trasferimento degli oneri a lungo termine, con l'assunzione da parte dell'UE di maggiori responsabilità per la propria difesa, rafforzando nel contempo la sua cooperazione in materia di sicurezza con la NATO e i partner che condividono gli stessi principi in tutto il mondo; accoglie con favore l'istituzione del forum Schuman per la sicurezza e la difesa come piattaforma di scambio tra i partner basata sull'uguaglianza e sulla stima reciproca;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>98.</NO.P>sottolinea con la massima fermezza l'importanza dell'alleanza UE-USA, che si basa sui valori condivisi della democrazia, della libertà e dello Stato di diritto; apprezza l'impegno e il forte coinvolgimento degli Stati Uniti nella difesa territoriale dell'Europa, soprattutto alla luce della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina che minaccia l'intero continente; accoglie con grande favore l'intensificazione del partenariato con gli Stati Uniti, in particolare la firma di un accordo amministrativo tra l'AED e il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti nell'aprile 2023, i dialoghi UE-USA sulla sicurezza e la difesa, nonché sulla Cina; invita l'UE a proseguire la sua attiva cooperazione con gli Stati Uniti nel quadro del dialogo strategico UE-USA in materia di sicurezza e difesa, ad esempio per quanto riguarda le iniziative di sicurezza e difesa reciproche, il disarmo e la non proliferazione, l'impatto delle tecnologie di rottura, i cambiamenti climatici, le minacce ibride, la ciberdifesa, la mobilità militare, la gestione delle crisi e le relazioni con i concorrenti strategici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>99.</NO.P>rileva l'importanza di una maggiore collaborazione nella produzione e nell'approvvigionamento di prodotti per la difesa, anche attraverso un accesso paritario al mercato per le industrie della difesa; accoglie con favore, a tale proposito, gli sforzi compiuti dall'UE per migliorare le proprie capacità di difesa e assumere una maggiore responsabilità per la propria difesa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>100.</NO.P>rinnova la propria richiesta di una cooperazione istituzionalizzata con il Regno Unito in materia di sicurezza e di difesa, anche attraverso una più stretta collaborazione sulla condivisione delle informazioni, la mobilità militare, le iniziative di sicurezza e difesa reciproche, la gestione delle crisi, la cibersicurezza, le minacce ibride, la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e le nostre relazioni con i concorrenti strategici comuni; incoraggia il Regno Unito a intraprendere seriamente un dialogo con l'Unione europea sulle sfide strategiche urgenti; esorta il VP/AR a invitare il Regno Unito alle riunioni informali del Consiglio dei ministri degli Affari esteri (e della Difesa) per uno scambio di opinioni su questioni di interesse comune tutelando al contempo la piena autonomia decisionale dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>101.</NO.P>sottolinea l'importanza della dimensione di partenariato della bussola strategica nel rafforzare la cooperazione tra l'UE e i suoi alleati e partner che condividono gli stessi valori in tutto il mondo al fine di contrastare le strategie estere volte a minare l'UE e a destabilizzare l'ordine internazionale basato su regole; accoglie con favore la terza dichiarazione congiunta sulla cooperazione UE-NATO, la quale conferma che l'UE e la NATO sono partner essenziali che condividono valori e interessi strategici comuni e che operano in complementarità per garantire che gli alleati della NATO beneficino di un forte pilastro europeo all'interno della stessa; chiede in particolare sinergie e coerenza tra il concetto strategico della NATO e la bussola strategica dell'UE, in particolare nei settori della lotta all'aggressione russa, della mobilità militare, della guerra ibrida e informatica, comprese le campagne di manipolazione delle ingerenze da parte di attori stranieri, della sicurezza marittima globale, della lotta contro le minacce tradizionali, come il terrorismo, e della fornitura di sostegno ai partner;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>102.</NO.P>accoglie con favore l'adesione della Finlandia alla NATO; deplora vivamente il ritardo nella ratifica dell'adesione della Svezia alla NATO; denuncia inoltre, in tale contesto, i tentativi di minare le libertà democratiche negli Stati membri dell'UE mediante la strumentalizzazione del consenso concesso all'adesione della Svezia alla NATO; a tal riguardo, accoglie con favore a decisione, a lungo ritardata, della Turchia e dell'Ungheria di approvare l'adesione della Svezia alla NATO; invita le autorità turche a mantenere la promessa di collaborare in modo più costruttivo all'interno della NATO, anche nel Mediterraneo orientale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>103.</NO.P>accoglie con favore la comunicazione congiunta su un piano d'azione sulla mobilità militare 2.0 in quanto contributo fondamentale al rafforzamento della sicurezza europea, come riconosciuto nella bussola strategica; sottolinea l'adozione accelerata di progetti di infrastrutture di trasporto a duplice uso in seguito alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina; ricorda l'importanza di assicurare una sufficiente disponibilità di risorse finanziarie per garantire la continuità dei progetti nei prossimi anni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>104.</NO.P>sottolinea l'importanza di sviluppare dialoghi in materia di sicurezza e difesa con i partner di tutto il mondo, in particolare nei Balcani occidentali e nel partenariato orientale, ma anche con partner chiave in aree marittime strategiche come quelle che si estendono dal vicinato meridionale alla regione indo-pacifica, dalla costa orientale dell'Africa fino al Pacifico meridionale e dall’Artico all'Estremo Oriente; chiede di approfondire la cooperazione in materia di sicurezza militare con i paesi del vicinato europeo immediato, rafforzando la dimensione della sicurezza e potenziando i dialoghi sulla politica di sicurezza e di difesa; rinnova l'invito a una più intensa collaborazione con le organizzazioni internazionali, quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, l'ONU, l'UA e le sue missioni di mantenimento della pace nei teatri congiunti nonché l'OSCE in materia di sicurezza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>105.</NO.P>riconosce che la regione artica riveste una notevole importanza strategica e geopolitica grazie alle sue rotte marittime emergenti, alle ricche risorse naturali e alle opportunità di sviluppo economico emerse dal riscaldamento globale, pur essendo sempre più contesa; ritiene che le crescenti attività e l'interesse di regimi autoritari, tra cui Russia e Cina, nell'Artico siano allarmanti; sottolinea l'importanza di preservare la sicurezza, la stabilità e la cooperazione nell'Artico; sottolinea che la regione deve rimanere libera da tensioni militari e dallo sfruttamento delle risorse naturali, nel rispetto dei diritti delle popolazioni indigene; ribadisce la necessità di includere la politica artica dell'Unione nella PSDC e di impegnarsi in una cooperazione efficace con la NATO; chiede che l'Artico sia incluso periodicamente nelle riunioni del comitato politico e di sicurezza e del Consiglio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>106.</NO.P>condanna fermamente i numerosi test missilistici condotti dalla Corea del Nord nel 2023; sottolinea la particolare responsabilità della Cina e della Russia per quanto riguarda la Corea del Nord e invita tali paesi a sfruttare la loro influenza per evitare un'ulteriore escalation; esprime profonda preoccupazione per il recente incontro tra i leader della Corea del Nord e della Russia; condanna fermamente le consegne di armi e missili balistici nordcoreani alla Russia, che sono utilizzati nella guerra di aggressione contro l'Ucraina, e osserva che, attraverso la cooperazione militare rafforzata, la Russia stia violando le sanzioni e le risoluzioni delle Nazioni Unite sulla Corea del Nord; condanna fermamente l'Iran per aver fornito alla Russia droni e missili da utilizzare nella sua guerra di aggressione contro l'Ucraina e sottolinea che sono necessari ulteriori sforzi internazionali, in stretta collaborazione con i nostri partner, per quanto riguarda l'Iran;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Ruolo del Parlamento europeo</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>107.</NO.P>chiede il rafforzamento della democrazia parlamentare e un migliore controllo dei paesi partner non UE attraverso dialoghi parlamentari sulle questioni di sicurezza e difesa e rafforzando la resilienza parlamentare contro le minacce ibride, comprese le ingerenze informatiche e la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>108.</NO.P>osserva che il recente aumento della spesa per le politiche e i programmi di difesa a livello dell'UE e tra gli Stati membri è di particolare importanza per la difesa e la sicurezza europee, riflette le necessità dell'attuale contesto di sicurezza e indica l'evoluzione della difesa come un vero settore politico dell'UE che richiede il pieno controllo parlamentare e la piena responsabilità per garantire che tali programmi e politiche contribuiscano nel modo più efficace al conseguimento degli obiettivi strategici dell'UE e alla protezione degli interessi europei in materia di sicurezza e difesa; ribadisce a tale proposito la richiesta di atti delegati per i programmi di lavoro dei programmi industriali di difesa finanziati dal bilancio dell'UE; ribadisce con forza la sua richiesta di istituire una commissione a pieno titolo per la sicurezza e la difesa del Parlamento europeo, con pieni compiti legislativi e di bilancio in materia di difesa europea, comprese misure per rafforzare l'EDTIB, a condizione che tale commissione assuma un ruolo guida sull'acquis emergente in materia di difesa nel quadro dell'UE con responsabilità di controllo, legislazione e bilancio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>109.</NO.P>sottolinea, in riferimento al successo della cooperazione tra la sottocommissione SEDE e la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia nel processo di istituzione del regolamento EDIRPA, che, fino all'istituzione di una commissione a pieno titolo, la sottocommissione dovrebbe essere inclusa in tutte le procedure legislative con implicazioni pertinenti per la difesa europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>110.</NO.P>invita il SEAE a riferire in maniera regolare ed esaustiva alla sottocommissione SEDE in merito all'attuazione della bussola strategica;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>111.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla Presidente della Commissione e ai commissari competenti, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretario generale della NATO, al Presidente dell'Assemblea parlamentare della NATO, alle agenzie dell'UE per la sicurezza e la difesa, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>