<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0109</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Raccomandazione al Consiglio, alla Commissione e al SEAE sulla situazione in Siria</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A9-0041/2024 - Relatore: Nathalie Loiseau)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RECOM><TI><STRING BOLD="on">Raccomandazione del Parlamento europeo del 28 febbraio 2024 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza in merito alla situazione in Siria (2023/2052(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'adesione della Siria all'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, avvenuta il 14 ottobre 2013,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione, ratificata dalla Siria il 14 dicembre 2013,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le risoluzioni 2170 e 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, adottate rispettivamente il 15 agosto 2014 e il 18 dicembre 2015,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le risoluzioni 2533 e 2504 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, adottate rispettivamente l'11 luglio 2020 e il 10 gennaio 2020, entrambe riguardanti i valichi di frontiera di Bab al-Salam e Bab al-Hawa e la fornitura di aiuti umanitari,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 2664 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 9 dicembre 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 2672 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 9 gennaio 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 77/301 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 29 giugno 2023, sulla creazione di un'istituzione indipendente per le persone scomparse nella Repubblica araba siriana,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite sulla Repubblica araba siriana, presentata il 21 gennaio 2021 in occasione della 46<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione ordinaria del Consiglio dei diritti umani,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione internazionale indipendente d'inchiesta sulla Repubblica araba siriana, presentata il 14 agosto 2023 in occasione della 54a sessione ordinaria del Consiglio dei diritti umani,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'ordinanza della Corte internazionale di giustizia, del 16 novembre 2023, concernente la richiesta di misure provvisorie ai fini dell'applicazione della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti (<STRING ITALIC="on">Canada e Paesi Bassi</STRING> contro <STRING ITALIC="on">Repubblica araba siriana</STRING>),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista l'ordinanza del tribunale giudiziario di Parigi, del 14 novembre 2023, con la quale è stato emesso un mandato d'arresto internazionale nei confronti del presidente siriano Bashar Al-Assad, di Maher Al-Assad, di Ghassan Abbas e di Bassam Al-Hassan,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione (PESC) 2023/1035 del Consiglio<FOOTNOTE><FIELD> Decisione (PESC) 2023/1035 del Consiglio, del 25 maggio 2023, che modifica la decisione 2013/255/PESC relativa a misure restrittive in considerazione della situazione in Siria (GU L 139 del 26.5.2023, pag. 49).</FIELD></FOOTNOTE>, del 25 maggio 2023, che proroga le sanzioni dell'UE fino al 1° giugno 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 118 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A9-0041/2024),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che i processi di Ginevra e di Astana non sono riusciti a porre fine al conflitto e a istituire un organo di governo transitorio inclusivo, dato il continuo rifiuto del regime siriano di negoziare seriamente una soluzione politica credibile con l'opposizione; che il regime siriano ha fatto ricorso a una partecipazione selettiva ai colloqui internazionali come tattica dilatoria per vanificarne i risultati, prolungando così le sofferenze del popolo siriano;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che, dal 2011, mezzo milione di siriani ha perso la vita e 14 milioni sono stati sfollati con la forza a causa di attacchi violenti da parte di gruppi armati e terroristici, ma principalmente a seguito della feroce repressione e delle operazioni di ingegneria demografica perpetrate dal regime siriano, con l'aiuto dei suoi alleati, nei confronti del suo stesso popolo; che tale repressione ha incluso l'uso ripetuto di armi chimiche, munizioni a grappolo, bombe incendiarie, barili bomba, missili e bombardamenti aerei convenzionali sui civili; che migliaia di civili sono stati uccisi a seguito di centinaia di attacchi chimici perpetrati dal regime siriano, compreso l'attacco con il gas sarin nella Ghuta orientale nell'agosto 2013; che almeno 150 000 siriani risultano scomparsi nel sistema di detenzione arbitraria di massa del regime, di cui ben 112 713 sono stati vittime di sparizioni forzate, con frequenti decessi in stato di fermo ed esecuzioni extragiudiziali; che le famiglie sono tuttora ignare del destino dei loro cari; che quella in corso resta la più grande crisi degli sfollati al mondo; che, a causa della crisi, circa 15,3 milioni di persone in Siria necessitano di aiuti umanitari e protezione; che circa 8,8 milioni di persone sono state colpite anche dai terremoti di febbraio 2023, il che ha aggravato le preesistenti crisi umanitarie in Siria e nei paesi vicini; che, secondo le relazioni delle Nazioni Unite, il 90 % della popolazione siriana vive in condizioni di povertà e non ha accesso ai beni di prima necessità; che l'ordinanza della Corte internazionale di giustizia ha imposto alla Siria di adottare tutte le misure in suo potere per prevenire atti di tortura e altri abusi, dopo aver esaminato svariate relazioni elaborate dalla commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite sulla Repubblica araba siriana, secondo le quali vi sono motivi ragionevoli per ritenere che il governo siriano abbia continuato a commettere atti di tortura e maltrattamenti; che la Siria si colloca al 175° posto su 180 paesi nell'indice sulla libertà di stampa di Reporter senza frontiere; che, dal 2011, sono stati uccisi almeno 300 giornalisti professionisti e non professionisti; che, nonostante la brutale repressione perpetrata dal regime siriano nei confronti del suo popolo, i siriani continuano a organizzare proteste pacifiche antigovernative, in particolare quelle nel governatorato siriano di As-Suwayda, a maggioranza drusa, che sono iniziate nell'agosto 2023 e per diverse settimane hanno attirato migliaia di manifestanti, in particolare donne, da tutta la provincia; che l'obiettivo delle manifestazioni era quello di chiedere il rispetto dei diritti politici, civili e umani per tutti i siriani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che attori stranieri autoritari, tra cui la Russia e l'Iran e i loro associati (la milizia Wagner e gli Hezbollah libanesi), le milizie irachene e i mercenari afghani, nonché gli associati siriani locali, stanno svolgendo un ruolo distruttivo nel paese dal 2011; che, per la Russia, la Siria è un laboratorio in cui mettere in pratica e dimostrare le proprie capacità e tattiche militari e la propria portata logistica, come pure la capacità di intervento militare estero per salvare un regime alleato sotto assedio; che il regime siriano non controlla la totalità del territorio nazionale e può rimanere al potere unicamente con la brutalità e il sostegno di tali attori stranieri; che sia la Russia che l'Iran rimangono i principali fornitori di attrezzature militari al regime;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che sono in corso numerose indagini e azioni penali sui gravi crimini commessi in Siria in virtù del principio della giurisdizione universale, il che conferisce una qualche speranza alla lotta per la giustizia e la responsabilità per gli atti di tortura, i crimini contro l'umanità o i crimini di guerra perpetrati in Siria; che la Francia ha emesso un mandato di arresto internazionale nei confronti del dittatore siriano Bashar Al-Assad, di suo fratello Maher Al-Assad, che è il capo de facto di un'unità militare d'élite siriana, e di due generali delle forze armate accusati di complicità nei crimini contro l'umanità commessi durante gli attacchi con armi chimiche del 2013; che, per evitare possibili sanzioni e interventi militari, la Russia e la Cina hanno posto il veto alle risoluzioni sulla Siria patrocinate dai paesi arabi e occidentali in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, proteggendo così il regime siriano dall'assunzione di responsabilità per i suoi crimini di guerra;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che il regime siriano ha sostenuto l'invasione russa dell'Ucraina e riconosciuto la regione occupata di Donetsk e Luhansk nell'Ucraina orientale; che, il 7 febbraio 2024, l'agenzia di intelligence militare ucraina ha riferito che la Russia stava addestrando 1 000 mercenari siriani per sostenere la guerra russa in Ucraina; che la Russia sostiene di aver inviato dal 2015 un personale di oltre 63 000 effettivi russi, tra cui forze speciali, consulenti militari, personale dell'aeronautica e società militari private, come la milizia Wagner, per sostenere e proteggere il regime di Assad dal collasso; che la Russia ha costantemente commesso crimini di guerra in Siria, tra cui il bombardamento di strutture mediche e aree civili e l'utilizzo di armi indiscriminate; che la presenza militare russa nel paese consta di due basi principali, ossia la base aerea di Hmeimim e una base navale a Tartus, insieme a oltre 100 siti militari di minori dimensioni in tutto il paese; che la Russia è il principale fornitore di armi al regime di Assad, le cui vendite ammontano a miliardi di EUR;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che Hezbollah ha ripetutamente ed efficacemente cercato di ricevere armi iraniane attraverso il territorio siriano; che Israele ha condotto ripetuti attacchi aerei per prevenire detti trasferimenti di armi, anche sugli aeroporti di Damasco e Aleppo nell'ottobre 2023, all'indomani degli attentati terroristici del 7 ottobre perpetrati da Hamas nei confronti dei civili israeliani; che il conflitto tra Israele e Hamas, innescato dagli attacchi terroristici perpetrati da Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023, ha provocato un nuovo ciclo di violenza nella regione; che la Siria deve astenersi da qualsiasi coinvolgimento militare nella guerra nella Striscia di Gaza; che i presunti attacchi israeliani ad Aleppo e a Damasco hanno portato a un'interruzione temporanea del servizio aereo umanitario delle Nazioni Unite; che, dopo il brutale attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 contro Israele, le milizie sostenute dall'Iran in Siria hanno intensificato il lancio di droni e razzi verso Israele e le forze statunitensi e internazionali nel nord-est della Siria; che gli aeroporti siriani sono stati utilizzati dall'Iran per trasportare armi dall'Iran e dall'Iraq verso la Siria ed Hezbollah in Libano, nonché per aiutare l'Iran a fornire armi ad Hamas; che il regime ha ucciso migliaia di palestinesi siriani e rifugiati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che la Turchia, che occupa territori nel nord della Siria, intraprende regolarmente operazioni militari su larga scala in territorio siriano, sia direttamente che tramite associati, colpendo in particolare le zone controllate dai curdi nel nordest della Siria, così come all'interno e intorno ad Afrin nella zona nord occidentale; che gli interventi militari unilaterali turchi nel nord della Siria costituiscono una violazione del diritto internazionale; che nell'ottobre 2023 il parlamento turco ha votato a favore della proroga del mandato che autorizza le operazioni militari in Siria per altri due anni; che la Turchia dovrebbe porre fine alla sua occupazione illegale della Siria settentrionale e ritirare le sue forze associate militari e paramilitari;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIS) ha commesso gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale, compresi crimini contro l'umanità e genocidio, nei territori temporaneamente sotto il suo controllo prima dell'intervento della coalizione internazionale; che nel 2014 è stata costituita un'ampia coalizione internazionale per sconfiggere l'ISIS, composta da 86 membri, che si sono impegnati a fornire sostegno militare ai partner, ostacolare il flusso di combattenti stranieri, porre fine al finanziamento dell'ISIS, affrontare le crisi umanitarie nella regione e denunciare la vera natura del movimento jihadista;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che i beni di 358 persone e 95 entità direttamente coinvolte nella repressione della popolazione sono soggetti a sanzioni dell'UE; che, a causa del continuo ostruzionismo della Russia in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, è mantenuto aperto un solo punto di attraversamento tra la Turchia e le zone non controllate dal regime per la fornitura di aiuti umanitari internazionali in Siria; che dal 2014 il valico di Bab-al Hawa è utilizzato per i rifornimenti transfrontalieri di mezzi di soccorso dalla Turchia alla Siria con l'autorizzazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; che la Russia ha spesso ostacolato il rinnovo di tale autorizzazione in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, arrivando a porre il veto sull'autorizzazione del corridoio umanitario nel luglio 2023, ragion per cui il valico di Bab-al Hawa è rimasto chiuso; che nel settembre 2023, a seguito dei negoziati tra le agenzie delle Nazioni Unite, il regime siriano e Hay'et Tahrir al-Sham, il principale gruppo armato di Idlib, sono riprese le forniture di aiuti attraverso il valico di Bab-al Hawa e i corridoi umanitari dei valichi di Bab al-Salam e Al Ra'ee, che il regime siriano aveva accettato di aprire a seguito del devastante terremoto del febbraio 2023, sono stati prorogati per altri tre mesi; che non si conoscono le condizioni alle quali il regime siriano e Hay'et Tahrir al-Sham hanno autorizzato le Nazioni Unite a riprendere le forniture di aiuti attraverso i tre valichi di frontiera; che noti esperti di diritto internazionale umanitario si chiedono se per gli aiuti transfrontalieri delle Nazioni Unite sia necessaria un'autorizzazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che diversi paesi della regione hanno avviato un processo di normalizzazione delle proprie relazioni con il regime siriano, che ha portato alla riammissione della Siria nella Lega araba come deciso dai ministri degli Esteri della Lega il 7 maggio 2023 al Cairo, nonostante i gravi crimini internazionali commessi dalla Siria e senza che vi fosse alcuna indicazione in merito alla cessazione delle sue pratiche abusive; che, dal settembre 2023, i gruppi di lavoro della Lega araba sono sospesi in quanto il regime siriano non ha rispettato i suoi impegni, tra cui il contenimento del traffico di stupefacenti, la facilitazione di un rimpatrio sicuro dei rifugiati, il rilascio dei prigionieri politici e l'autorizzazione della fornitura degli aiuti umanitari a tutte le aree; che, nel frattempo, le riunioni tra la Lega araba e i rappresentanti del regime siriano sono state sospese; che, dall'approvazione della risoluzione del Parlamento europeo dell'11 marzo 2021 sul conflitto in Siria – 10 anni dopo la rivolta<FOOTNOTE><FIELD> GU C 474 del 24.11.2021, pag. 130.</FIELD></FOOTNOTE>, non è stata intrapresa alcuna azione per garantire che ai sospetti criminali di guerra non possa essere concesso l'asilo in uno Stato membro dell'UE, in particolare laddove altri Stati membri abbiano già respinto la richiesta di asilo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che l'Unione europea e i suoi Stati membri sono i principali donatori alle popolazioni colpite dal conflitto dal 2011, con un contributo pari a 30 miliardi di EUR; che gli aiuti europei promessi alla conferenza di Bruxelles del giugno 2023 ammontano a 3,8 miliardi di EUR su un totale di 5,6 miliardi di EUR; che l'Unione e gli Stati membri hanno fornito assistenza di emergenza durante il terremoto che ha colpito la Siria e che, il 23 febbraio 2023, l'UE ha deciso di attuare una deroga umanitaria temporanea dalle sanzioni per agevolare la fornitura di aiuti alle vittime; che le Nazioni Unite avvertono che il 90 % della popolazione siriana vive al di sotto della soglia di povertà e che molti siriani cercano di sbarcare il lunario in condizioni addirittura peggiori di quelle degli anni del conflitto; che, secondo le stime del Programma alimentare mondiale, 12,4 milioni di siriani, ossia il 60 % circa della popolazione, vivono in condizioni di insicurezza alimentare; che la responsabilità della grave situazione attuale è da ricondursi principalmente al regime di Assad;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che il regime risponde in modo gravemente insufficiente alle esigenze di base della popolazione, che la situazione economica del paese è estremamente precaria e che la Siria si è trasformata in un narco-Stato, destabilizzando ulteriormente la regione; che i difensori dei diritti umani e i professionisti dell'assistenza umanitaria continuano a sollevare preoccupazioni in merito alla sicurezza e alla protezione dei rimpatriati e degli sfollati alla luce delle condizioni in cui versano molte zone del paese, e sollevano interrogativi sull'approccio del regime siriano alla riconciliazione politica; che tale situazione ostacola il progresso socioeconomico della Siria e ne blocca l'uscita dalla crisi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che, secondo una relazione dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) e dell'Ufficio federale tedesco di polizia criminale (BKA), dal settembre 2023 l'Europa costituisce un punto di trasbordo chiave per il Captagon (fenetilina) in arrivo dal Medio Oriente, principalmente dalla Siria e dal Libano, e diretto alla Penisola arabica; che i paesi nella regione hanno vietato l'importazione di frutta e verdura dal Libano nel tentativo di reprimere il traffico della droga nota come Captagon; che l'Europa è diventata sia una destinazione che un importante polo di transito per il Captagon e che, secondo l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, dal 2018 in Europa sarebbero stati sequestrati oltre un milione di compresse e quasi duemila chilogrammi di Captagon; che nell'aprile 2023 l'UE ha irrogato sanzioni nei confronti di 25 persone e otto entità in Siria in ragione del loro coinvolgimento nel traffico di stupefacenti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che la distruzione e l'incuria delle fonti idriche e del sistema sanitario da parte del regime siriano hanno portato allo scoppio di un'epidemia di colera in tutto il paese nell'agosto 2022, tuttora in corso; che l'istruzione pubblica è sotto pressione in Siria e nei paesi che ospitano i rifugiati siriani, e che circa la metà della popolazione siriana in età scolare (quasi 2,4 milioni di alunni) non riceve alcun tipo di istruzione; che, di conseguenza, molti bambini subiscono le conseguenze psicosociali derivanti dal prolungarsi del conflitto e dagli sfollamenti; che, secondo l'UNESCO, solamente circa la metà dei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni in Siria è in linea con i livelli minimi di competenze richieste in termini di alfabetizzazione, calcolo e competenze utili per la vita quotidiana;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che il regime siriano, attraverso la pulizia etnica, ha portato avanti una campagna brutale finalizzata ad alterare la composizione demografica del paese; che, prima della guerra, il 10 % della popolazione siriana era costituito da cristiani, per un totale di 2,2 milioni di persone; che la brutalità della guerra ha causato un esodo di massa dei cristiani, di cui oggi ne rimangono solo circa 640 000; che, oltre al regime siriano, i cristiani nel paese sono perseguitati dall'ISIS e da altre milizie islamiste; che il regime di Assad ha cercato di proiettare un'immagine di protettore laico dei cristiani in Siria, mentre in realtà avrebbe intenzionalmente distrutto chiese e arrestato almeno centinaia di cittadini cristiani; che il regime, con il sostegno attivo della Federazione russa, ha messo sotto assedio e completamente decimato Aleppo, la città con il maggior numero di cristiani nel paese; che la Siria occupa il 12° posto nelle classifiche dei paesi del mondo in cui è più difficile essere cristiani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che, secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), la maggior parte dei rifugiati siriani vorrebbe tornare in Siria ma nutre legittime preoccupazioni legate alla sicurezza; che ne deriva che, alla luce della situazione attuale, il reinsediamento e i percorsi complementari restano la soluzione duratura più realistica per i rifugiati siriani; che, nella sua ultima relazione del settembre 2023, la commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite sulla Repubblica araba siriana ha rilevato che l'insicurezza continua a dilagare ben oltre le linee del fronte, rendendo implausibile il rimpatrio sicuro dei rifugiati siriani, e ha inoltre concluso di aver documentato casi specifici in cui i rifugiati siriani rientrati dai paesi vicini sono stati vittime di maltrattamenti per mano delle forze di sicurezza siriane;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="LC"><INT.LI LEVEL="0">raccomanda al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, per quanto riguarda la loro politica nei confronti della Siria, di:</INT.LI><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Processo politico</STRING></STRING></P><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>a)</SYMBOL>ricordare il deciso sostegno dell'Unione alle aspirazioni democratiche siriane che persistono nel paese, nonostante una repressione totale da parte del regime dopo le manifestazioni pacifiche del 2011, grazie all'aiuto militare e finanziario dell'Iran e della Russia rivelatosi decisivo per mantenere il clan Assad al potere; denunciare la concessione, da parte del regime, di contratti che consentono alla Russia e all'Iran di accedere alle risorse del paese a spese del popolo siriano;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>b)</SYMBOL>sottolineare la responsabilità particolare del regime, senza minimizzare il ruolo svolto dall'ISIS e da altri gruppi armati e terroristici, per quanto riguarda la morte di mezzo milione di civili, la distruzione del paese, lo sfollamento della maggioranza della popolazione, la tortura e la sparizione forzata di 112 713 persone<FOOTNOTE><FIELD> Rete siriana per i diritti umani, <STRING ITALIC="on">12th Annual Report on Enforced Disappearance in Syria on the International Day of the Disappeared: Enforced Disappearance is an Ongoing Crime in Syria</STRING> (12<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> relazione annuale sulle sparizioni forzate in Siria in occasione della Giornata internazionale delle persone scomparse: le sparizioni forzate, un crimine costante in Siria), 30 agosto 2023.</FIELD></FOOTNOTE> per mezzo di un sistema arbitrario di detenzione di massa, dell'uso di armi chimiche contro i civili e della repressione sistematica di qualsiasi opposizione democratica e pacifica;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>c)</SYMBOL>opporsi a qualsiasi normalizzazione delle relazioni con il regime di Assad in assenza di progressi significativi e verificabili nell'attuazione della risoluzione 2254 (2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, con particolare riferimento alla liberazione dei prigionieri politici, alla comunicazione di informazioni alle famiglie delle vittime sulla sorte delle persone scomparse e delle vittime di sparizioni forzate e alla cessazione di qualunque attacco e ostacolo agli aiuti umanitari; invitare gli Stati membri dell'UE ad astenersi dalle misure che indeboliscono o mettono a repentaglio la posizione comune dell'Unione sulla Siria; accogliere con favore l'adozione della legge contro la normalizzazione del regime di Assad da parte della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti e incoraggiare il Senato degli Stati Uniti a proseguire il processo legislativo verso la sua adozione; sottolineare che, malgrado la decisione sovrana di alcuni Stati arabi di riammettere la Siria nella Lega araba, il regime siriano non ha fornito alcuna indicazione di voler contrastare il traffico di droga che ha origine nel paese ma che interessa l'intera regione; condannare il controllo esercitato dalla famiglia Assad e dai suoi alleati, tra cui Hezbollah, sul mercato della droga nota come Captagon, il cui commercio è stimato in 57 miliardi di USD; osservare che il fratello di Bashar Al-Assad, Maher Al-Assad, è a capo dell'unità dell'esercito incaricata di facilitare la produzione di tale droga; sostenere una risposta coordinata dell'UE in materia di sicurezza per evitare che l'Unione sia utilizzata come zona di trasbordo per il Captagon prodotto in Siria e Libano;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>d)</SYMBOL>sottolineare che la repressione, la negligenza e la corruzione ad opera del regime sono responsabili della drammatica situazione economica; ricordare che le sanzioni dell'UE riguardano solo persone ed entità coinvolte nella repressione; affrontare la questione dell'eccesso di conformità finanziaria che può impedire ai gruppi che forniscono aiuti di trasferire fondi nel paese e di gestire programmi o pagare personale e fornitori locali, persino quando le transazioni servono a sostenere le attività che sono esentate dalle sanzioni; sottolineare, tuttavia, che le misure restrittive dell'UE devono rimanere mirate, continuare a garantire deroghe per gli aiuti umanitari e dare priorità alla fornitura di aiuti a livello locale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>e)</SYMBOL>concedere rapidamente deroghe consistenti, ampie e chiare alle organizzazioni umanitarie internazionali affidabili; armonizzare il più possibile l'interpretazione da parte degli Stati membri del regolamento concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria e applicare la risoluzione 2664 (2022) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sugli aiuti umanitari;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>f)</SYMBOL>elogiare il coraggio dei manifestanti nelle città di As-Suwayda e Daraa, che dall'agosto 2023 sono tornati a protestare pacificamente contro il regime di Assad; consultarsi con le reti della società civile siriana in Europa e in Siria che condividono valori democratici e si adoperano per proteggere i difensori e gli attivisti dei diritti umani nella regione, fornendo a tali reti un sostegno a lungo termine, flessibile e fondamentale; condannare con forza tutte le forme di discriminazione religiosa e insistere sulla necessità che tutti rispettino i diritti dei gruppi etnici e religiosi e delle minoranze in Siria, compresi i cristiani, i drusi, i curdi, gli alawiti e tutte le altre minoranze; condannare fermamente la propaganda antisemita e la negazione del diritto di esistere di Israele, elemento chiave della strategia generale di comunicazione della famiglia di Bashar Al-Assad; garantire che l'istruzione e i materiali didattici siano in linea con tali principi; chiedere che tutte le persone sfollate continuino a vivere o facciano ritorno nella loro terra storica e tradizionale in condizioni di dignità, uguaglianza e sicurezza e che siano in grado di praticare liberamente la loro religione e il loro credo senza essere soggette ad alcun tipo di coercizione, violenza o discriminazione; sostenere il dialogo interreligioso;</ITEM><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sicurezza</STRING></STRING></P><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>g)</SYMBOL>deplorare la persistente presenza sul territorio siriano di centinaia di basi iraniane, turche e russe e di milizie iraniane e russe; esprimere preoccupazione per lo sfruttamento economico del paese da parte di potenze straniere predatrici; condannare gli attacchi delle forze turche e la loro occupazione dei territori nel nord della Siria nonché la rinnovata e brutale campagna militare portata avanti dal governo siriano e dalla Russia in Siria nordoccidentale, anche nei confronti di bersagli civili; esprimere profonda preoccupazione per l'esistenza persistente di un'opposizione islamica radicale nella provincia di Idlib; sostenere il mantenimento della coalizione internazionale contro l'ISIS, che resta attivo in Siria malgrado sconfitte significative; invocare uno sforzo internazionale risoluto affinché si continui la battaglia contro l'ISIS in Siria sino alla sua completa eliminazione; ricordare che le azioni militari unilaterali della Turchia costituiscono una grave violazione del diritto internazionale e che hanno pregiudicato la stabilità e la sicurezza di tutta la regione; smantellare le reti jihadiste che conducono campagne in Siria e in Iraq e rintracciare e perseguire i loro membri, che hanno comandato oltre cinquemila combattenti stranieri da essi radicalizzati, reclutati e fatti arrivare dall'Europa; continuare a sostenere la coalizione internazionale per sconfiggere l'ISIS con mezzi politici, finanziari, operativi e logistici;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>h)</SYMBOL>sottolineare il ruolo delle forze democratiche siriane nella lotta contro l'ISIS nella Siria nordorientale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>i)</SYMBOL>esortare gli Stati membri a proseguire il rimpatrio dei propri cittadini detenuti nei campi per prigionieri jihadisti di Al Hol e Roj e a giudicarli in processi equi per i crimini commessi; esprimere profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione umanitaria, sanitaria e di sicurezza nei campi della Siria nordorientale, in particolare in quelli di Al-Hol e Roj, che costituiscono a tutt'oggi un terreno fertile per la radicalizzazione; chiedere agli Stati membri di rimpatriare tutti i minori europei, fornendo loro assistenza e provvedendo al loro reinserimento; chiedere agli Stati membri di promuovere, in tutte le loro relazioni bilaterali e presso tutti gli organismi internazionali, il rimpatrio di tutti i minori cittadini di paesi terzi, rispettando pienamente il diritto internazionale;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>j)</SYMBOL>intensificare gli sforzi per contrastare la disinformazione russa e iraniana sulla Siria, specialmente in lingua araba; adottare le misure necessarie per garantire che le piattaforme online intensifichino in maniera sostanziale la lotta contro la disinformazione nella regione, in particolare reclutando persone di lingua araba per moderare i contenuti online;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>k)</SYMBOL>condannare il lancio di razzi da parte delle forze siriane dal territorio siriano verso Israele e le alture del Golan occupate da Israele e l'invio di un drone disarmato nel nord di Israele; condannare i ripetuti e riusciti tentativi di Hezbollah di ricevere armi iraniane attraverso il territorio siriano; condannare l'atteggiamento permissivo del regime di Assad nei confronti di Al-Qaeda e di altri gruppi terroristici, soprattutto per quanto riguarda gli sforzi di facilitazione profusi nel conflitto iracheno, poiché ciò ha alimentato l'ascesa di Al-Qaeda, dell'ISIS e delle reti terroristiche loro affiliate all'interno della Siria;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>l)</SYMBOL>osservare che l'esercito israeliano continua a lanciare attacchi aerei e in altre forme sul territorio siriano agendo per autodifesa con l'obiettivo di impedire al regime di Assad di riconquistare le forze in misura sufficiente a costituire una minaccia per i paesi vicini;;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>m)</SYMBOL>garantire che le risoluzioni, le relazioni e le decisioni dell'UE relative alla Siria siano tradotte in arabo;</ITEM><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Lotta all'impunità</STRING></STRING></P><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>n)</SYMBOL>sottolineare che la lotta all'impunità in Siria è un prerequisito per qualsiasi futura risoluzione della crisi in corso, nonché un imperativo morale e politico per l'Europa e la comunità internazionale; accogliere con favore i progressi giudiziari della squadra investigativa comune franco-tedesca per quanto riguarda gli 11 000 cadaveri di vittime di torture identificati nel rapporto Caesar, come pure la sospensione della Siria dall'Organizzazione internazionale per la proibizione delle armi chimiche; apprezzare l'emissione di mandati d'arresto internazionali nei confronti di Bashar Al-Assad, di suo fratello Maher Al-Assad e di due generali da parte di tribunali francesi, a novembre 2023, per i crimini contro l'umanità commessi attraverso l'utilizzo di armi chimiche contro civili; accogliere con favore l'ordinanza della Corte internazionale di giustizia (CIG) che ingiunge alla Siria di adottare tutte le misure di sua competenza per prevenire atti di tortura e altri abusi dopo che i Paesi Bassi e il Canada hanno avviato un procedimento in merito alla violazione da parte della Siria della Convenzione internazionale contro la tortura; apprezzare inoltre i progressi compiuti in Germania, Francia e Svezia nel consegnare alla giustizia i criminali siriani, ad esempio attraverso i processi penali tenutisi a Coblenza e Francoforte; accogliere con favore l'arresto e la detenzione, nel dicembre 2023, nel gennaio 2024 e nel febbraio 2024, di leader paramilitari siriani legati al regime di Assad in Germania, Paesi Bassi e Belgio per crimini contro l'umanità, crimini di guerra e tortura; incoraggiare tutti gli Stati membri dell'UE ad applicare la giurisdizione universale, ove applicabile al rispettivo ordinamento costituzionale; sostenere i tentativi di assicurare alla giustizia i leader del regime siriano; chiedere la messa in comune di competenze e interpreti tra le autorità giudiziarie e di polizia e la nomina in ciascuno Stato membro di un procuratore per i crimini contro l'umanità; chiedere agli Stati membri dell'UE di istituire unità specializzate per i crimini di guerra presso le agenzie di contrasto e le procure, nel caso in cui non siano già esistenti, e di garantire che dette unità siano dotate di risorse adeguate; incoraggiare gli Stati membri a prestare particolare attenzione alle attività dei servizi di intelligence siriani e alla loro influenza sulla diaspora siriana e a prevenire tali attività, anche grazie alla tutela dei testimoni; chiedere che siano assegnate borse di studio europee appositamente pensate per i siriani desiderosi di intraprendere una formazione giuridica nell'ambito della lotta all'impunità;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>o)</SYMBOL>sollecitare uno scambio automatico di informazioni tra tutti gli Stati membri sui criminali di guerra la cui domanda di asilo è stata respinta ai sensi dell'articolo 1, sezione F, della convenzione relativa allo status dei rifugiati; invitare gli Stati membri a istituire un fondo europeo per le vittime di gravi violazioni del diritto internazionale in Siria, comprese le vittime di tortura, individuando i fondi esistenti collegati alle violazioni del diritto internazionale in Siria all'interno delle rispettive giurisdizioni, come sentenze di risarcimento danni, sanzioni, ammende e penalità, ordinanze di sequestro, fondi congelati connessi a beni illecitamente acquisiti del regime siriano e altre entrate; chiedere la messa a punto di un quadro giuridico che consenta il trasferimento di tali fondi alle famiglie delle vittime, comprese le vittime di tortura; ricordare che tali fondi devono essere concepiti attentamente in piena collaborazione con le famiglie delle vittime; riconoscere la costante minaccia rappresentata dal traffico di opere d'arte e di beni culturali saccheggiati dalla Siria sia da parte del regime di Assad che dello Stato islamico; sollecitare il consolidamento del piano d'azione dell'UE contro il traffico di beni culturali come pure la cooperazione con i paesi terzi, così da garantire che i beni culturali siano protetti, sottratti al mercato nero e rimpatriati nei paesi di origine laddove le condizioni lo consentano; accogliere con favore l'adozione della risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 29 giugno 2023, che crea un'istituzione per le persone scomparse in Siria, e il mantenimento del finanziamento del meccanismo internazionale, indipendente e imparziale per sostenere le indagini sui crimini più gravi commessi in Siria dal 2011; esortare l'UE e i suoi Stati membri ad ampliare l'elenco delle persone soggette a sanzioni mirate a norma del nuovo regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani (la cosiddetta legge Magnitsky dell'UE), per includere i comandanti civili e militari russi e siriani che possono aver avuto responsabilità di comando o essere stati credibilmente coinvolti in crimini di guerra, crimini contro l'umanità e altre gravi violazioni commesse nella parte nordoccidentale della Siria;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>p)</SYMBOL>accogliere con favore la decisione del Consiglio del 22 gennaio 2024 di aggiungere all'elenco delle sanzioni dell'UE sei imprenditori vicini alla famiglia Assad e cinque società per il loro coinvolgimento nel trasferimento di mercenari del regime siriano, commercio di armi, traffico di droga o riciclaggio di denaro a sostegno del regime siriano;</ITEM><P><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Aiuti umanitari e rifugiati </STRING></STRING></P><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>q)</SYMBOL>esortare la comunità internazionale, in occasione della conferenza di Bruxelles del 2024, a incrementare con urgenza gli aiuti umanitari destinati ai 15,3 milioni di siriani che dipendono quotidianamente da tali aiuti; esprimere la più profonda preoccupazione per la decisione adottata dal Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite di sospendere l'assistenza alimentare a partire dal gennaio 2024 a causa di una carenza di finanziamenti, che fino ad allora aveva recato benefici quotidiani a 3,2 milioni di persone in Siria; insistere sull'accesso all'acqua pulita, comprese l'acqua potabile, l'acqua per usi sanitari e l'acqua per usi agricoli, all'istruzione formale, anche per le ragazze e le donne, alle forniture di energia, a carburanti per motori a prezzi accessibili, all'istruzione e a un sostegno di bilancio a lungo termine e adeguato alle esigenze delle donne; concentrarsi sull'organizzazione di aiuti umanitari, soprattutto per quanto riguarda l'acqua pulita, l'energia a prezzi accessibili, il riscaldamento, l'assistenza sanitaria e i prodotti sanitari; invitare la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi per sostenere le attività della società civile locale e delle organizzazioni guidate dai rifugiati; sottolineare quanto è importante che le agenzie che forniscono gli aiuti rafforzino la responsabilità nei confronti dei beneficiari dell'assistenza e che operino tenendo conto dei riscontri ottenuti e delle esigenze degli assistiti, in conformità al principio della responsabilità nei confronti delle popolazioni colpite; ricordare che l'UE è il principale contributore in tal senso; accogliere con favore i continui sforzi del Libano, della Giordania, della Turchia e dell'Iraq per accogliere sei milioni di rifugiati in condizioni economiche difficili; ricordare a tali paesi il loro obbligo di rispettare il diritto internazionale a tale riguardo; ribadire la necessità di garantire lo status dei rifugiati, in particolare nei principali paesi ospitanti di Turchia, Libano, Giordania e Iraq, e di astenersi da qualsiasi discriminazione nei confronti delle minoranze; riconoscere l'imponente patrimonio culturale della Siria quale componente significativa del patrimonio culturale mondiale e strumento per la risoluzione di alcuni dei problemi del paese; riconoscere l'aramaico come lingua minoritaria a rischio, dal momento che è parlata solo da circa 100 000 persone in Siria a fronte di 500 000 parlanti in Europa;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>r)</SYMBOL>condannare con fermezza gli innumerevoli veti della Russia alla fornitura di aiuti alle popolazioni del nord della Siria, in particolare il veto posto sul rinnovo della risoluzione 2672 (2023) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il che ha impedito di prorogare l'accesso umanitario attraverso il valico di Bab al-Hawa; denunciare nuovamente i tentativi della Russia di macchiare l'immagine dei Caschi bianchi (Difesa civile siriana); sottolineare che i Caschi bianchi svolgono un ruolo significativo nel salvataggio dei civili siriani; lodare il lavoro di giornalisti, blogger e persone comuni nonché delle organizzazioni, tra cui i Caschi bianchi, che nonostante la brutalità del regime continuano a svolgere il loro lavoro nel paese, informando la comunità internazionale, sostenendo le vittime sul campo e mantenendo viva l'attenzione sul futuro del paese; prendere atto della decisione del governo di concedere un maggiore accesso alle agenzie umanitarie e ai partner dell'ONU attraverso il valico di Bab al-Hawa fino al 13 luglio 2024; deplorano l'assenza di una decisione che proroghi l'accesso attraverso Bab al-Salam e Al-Rai, in precedenza rinnovata fino al 13 febbraio 2024; ricordare a tutte le parti responsabili l'assoluta necessità di mantenere aperti tali accessi; esortare la Commissione e gli Stati membri, oltre a intraprendere una solida azione diplomatica a livello del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, a ottenere la continuità operativa dei valichi di frontiera di Bab al-Hawa, Bab al-Salam e Al Ra'ee per almeno 12 mesi; valutare la possibilità di convogliare risorse anche attraverso il Fondo di aiuto per la Siria settentrionale, istituito di recente (Aid Fund for Northern Syria); condannare i tentativi sistematici del regime siriano di dirottare gli aiuti umanitari internazionali trasferendoli alle milizie, nonché la manipolazione dei tassi di cambio finalizzata all'appropriazione della maggior parte degli aiuti destinati ai territori sotto il suo controllo;</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>s)</SYMBOL>ricordare che la Siria non può essere considerata, nel suo complesso o in parte, un paese sicuro per il rimpatrio dei cittadini siriani rifugiati e richiedenti asilo in Europa e nel mondo, poiché si tratta di persone che sono sfuggite ai crimini del regime e rischiano torture e sparizioni forzate in caso di rientro in Siria; ribadire ai paesi che li ospitano, quali la Turchia, il Libano, la Giordania, l'Iraq e l'Egitto, che la Siria non è un paese sicuro, né in tutto né in parte, e che i cittadini siriani non possono essere rimpatriati in sicurezza; sottolineare che ogni singolo rimpatrio deve essere volontario e avvenire in condizioni dignitose; evidenziare che alcuni siriani sono fuggiti dalle organizzazioni terroristiche attive in Siria, tra cui l'ISIS; sottolineare che vi sono zone in Siria in cui sono ancora attivi violenti gruppi jihadisti e milizie; porre l'accento sull'impatto del conflitto siriano sui 438 000 rifugiati palestinesi stimati nel paese che dipendono principalmente dall'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA) per le loro esigenze di base; manifestare preoccupazione per la situazione finanziaria dell'Agenzia e chiedere una migliore inclusione dei rifugiati palestinesi nei piani umanitari dell'UE in Siria;</ITEM></LIST></P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nonché di farla tradurre e pubblicare in arabo.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RECOM></TXTLST></SDOCTA>