<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0118</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">L'omicidio di Aleksej Naval'nyj e la necessità di un'azione dell'UE a sostegno dei prigionieri politici e della società civile oppressa in Russia</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B9-0147, 0150, 0152, 0154 e 0155/2024)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 29 febbraio 2024 sull'omicidio di Aleksej Naval'nyj e la necessità di un'azione dell'UE a sostegno dei prigionieri politici e della società civile oppressa in Russia (2024/2579(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulla Russia, in particolare quelle riguardanti Aleksej Naval'nyj e la situazione dei diritti umani nel paese,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione della sua Conferenza dei presidenti in data 21 febbraio 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza rilasciata il 19 febbraio 2024, a nome dell'Unione europea, sulla morte di Aleksej Naval'nyj,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione comune rilasciata il 16 febbraio 2024 dalla Presidente della Commissione e dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sulla morte di Aleksej Naval'nyj,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Costituzione della Federazione russa e gli obblighi internazionali in materia di diritti umani che la Russia si è impegnata a rispettare,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nella Federazione russa, Mariana Katzarova, in data 15 settembre 2023, dal titolo "Situation of human rights in the Russian Federation" (Situazione dei diritti umani nella Federazione russa),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione della relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nella Federazione russa rilasciata il 22 febbraio 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, in data 11 luglio 2023, dal titolo "Protecting Human Rights Defenders at Risk: EU entry, stay and support" (Proteggere i difensori dei diritti umani a rischio: ingresso, soggiorno e sostegno nell'UE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 132, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che Aleksej Naval'nyj, figura politica russa di spicco e vincitore nel 2021 del premio Sacharov per la libertà di pensiero, è deceduto in una colonia penale siberiana situata a nord del circolo polare artico mentre stava scontando una pena detentiva ingiusta e di matrice politica; che l'uccisione di Aleksej Naval'nyj è un ulteriore segnale della crescente e sistematica repressione in Russia; che la piena responsabilità della sua morte è dello Stato russo e in particolare del suo presidente, Vladimir Putin, che dovrebbe essere chiamato a rispondere;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che le autorità russe non hanno ancora fornito informazioni sulle cause e le circostanze esatte della sua morte, e che la sua famiglia è stata autorizzata a recuperare il suo corpo per un'indagine medica e il funerale solo il 24 febbraio 2024; che non è stata effettuata alcuna autopsia o indagine indipendente sulla causa del decesso;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che Aleksej Naval'nyj era detenuto dal 17 gennaio 2021, data alla quale era rientrato in Russia dopo la riabilitazione medica che aveva fatto seguito a un tentativo di assassinio ordinato dallo Stato, con l'impiego dell'agente nervino Novichok, bandito a livello internazionale; che in precedenza era stato incarcerato e arrestato più volte, e condannato, per motivi inventati e di matrice politica, a lunghe pene detentive, con il palese intento di porre fine alle sue attività politiche e alle sue campagne anticorruzione; che durante la sua detenzione in diverse carceri e colonie penali tristemente note aveva subito pressioni psicologiche, punizioni arbitrarie, gravi maltrattamenti e torture; che la salute di Aleksej Naval'nyj si era deteriorata a causa dei maltrattamenti e della mancanza di cure mediche adeguate;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che Aleksej Naval'nyj ha incarnato la lotta per la libertà e la democrazia, con il suo sogno di una "bella Russia del futuro"; che l'evoluzione costante del suo punto di vista sulla politica russa e sul ruolo della Russia nel mondo è stata accolta con rispetto; che, con la sua attività, Aleksej Naval'nyj ha messo in evidenza le illegalità e la corruzione che sono al centro del sistema di governo russo; che Aleksej Naval'nyj ha continuato instancabilmente e coraggiosamente la sua battaglia dalla prigione, illustrando il suo impegno a favore dei principi della democrazia e della giustizia; che gli avvocati di Aleksej Naval'nyj sono vittime di vessazioni e che tre di loro sono in custodia cautelare dall'ottobre 2023;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che vi sono segnalazioni riguardo a cittadini russi che rendono omaggio ad Aleksej Naval'nyj in città di tutta la Russia, che molti di essi sono detenuti per via di tali azioni pacifiche, mentre alcuni altri ricevono avvisi di leva mirati; che l'ambasciatore dell'UE in Russia, Roland Galharague, e molti suoi omologhi degli Stati membri, del Regno Unito e degli Stati Uniti figurano tra le persone che hanno reso omaggio alla memoria di Aleksej Naval'nyj davanti alla Pietra Soloveckij a Mosca;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che il sistema politico russo è controllato da un regime autoritario consolidato che è partecipe di una corruzione dilagante; che tale sistema si avvale di elezioni truccate per dare una parvenza di democrazia e concentra tutto il potere nelle mani di Vladimir Putin; che il governo reprime qualsiasi dissenso con il sostegno di forze di sicurezza lealiste, una magistratura asservita, un ambiente mediatico controllato e un'assemblea legislativa composta da un partito al potere e da partiti dell'opposizione docili;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che la morte di Aleksej Naval'nyj non è un incidente isolato, bensì il culmine del modello di violenza, repressione del dissenso e intimidazione nei confronti degli oppositori politici e degli attivisti della società civile proprio del regime del Cremlino; che molti diritti democratici e molte libertà civiche sanciti dalla Costituzione russa sono inesistenti nella realtà pratica; che la Federazione russa viola costantemente il diritto e gli impegni internazionali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che la repressione della società civile indipendente in Russia, che prende di mira organizzazioni non governative, difensori dei diritti umani, giornalisti, avvocati, storici, attivisti per i diritti delle donne e delle persone LGBTIQ+, attivisti ambientali e attivisti per le minoranze etniche e culturali, ha avuto un effetto devastante sulla vita e sulle libertà delle persone appartenenti a minoranze, delle persone LGBTIQ+, delle donne e di tutti coloro che non aderiscono alle norme dominanti o che criticano il regime russo e le sue politiche; che una società civile attiva e media liberi sono essenziali per garantire società democratiche e aperte, e per salvaguardare i diritti umani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che il regime di Putin ha decimato una generazione di organizzazioni russe per i diritti umani, tra cui Memorial e il Gruppo Helsinki di Mosca; che l'UE ospita diversi dissidenti russi e rappresentanti dei media e della società civile che sono stati costretti a lasciare la Russia perché le loro critiche al governo li esponevano a un grave rischio di ritorsioni da parte delle autorità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che molti esponenti dell'opposizione rimangono in Russia e continuano a lottare per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani dall'interno del paese, correndo grandi rischi personali; che i rappresentanti dell'opposizione sono sistematicamente vittime di aggressioni verbali, campagne ad hominem e disumanizzazione da parte dei media governativi o filogovernativi; che il gruppo per i diritti umani Memorial ha designato oltre 600 persone come prigionieri politici in Russia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che, dall'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia nel 2022, le autorità russe hanno intensificato la repressione nei confronti dell'opposizione politica, dei media e della società civile, limitando ulteriormente i diritti e le libertà individuali per soffocare il dissenso interno, anche criminalizzando qualsiasi espressione di sentimenti antibellici; che ai candidati che si oppongono alla guerra è stato impedito di presentarsi alle elezioni presidenziali che si terranno in Russia nel 2024;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che, secondo la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nella Federazione russa, in Russia non esiste più alcuno spazio sicuro per l'azione civica o l'opposizione politica;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che la severa limitazione dei diritti umani da parte del regime russo costituisce una palese violazione della Costituzione e del quadro giuridico del paese, come pure una violazione degli obblighi internazionali della Russia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che un processo di competizione politica trasparente, democratico, libero ed equo non è compatibile con le repressioni politiche che sono condotte nella Federazione russa da molti anni, e che sono culminate nell'omicidio di uno dei maggiori leader dell'opposizione russa, Aleksej Naval'nyj;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna fermamente l'omicidio di Aleksej Naval'nyj; esprime le sue più sentite condoglianze alla sua famiglia, ai suoi collaboratori e ai suoi colleghi, nonché ai suoi innumerevoli sostenitori in tutta la Russia; esprime il suo pieno sostegno a Julija Naval'naja nella sua determinazione a portare avanti l'opera iniziata da Aleksej Naval'nyj con il suo appoggio, e alla Fondazione anticorruzione da lui fondata, che continua il suo operato nelle nuove circostanze;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>rende omaggio ad Aleksej Naval'nyj in quanto leader politico e insigne politico anticorruzione che, grazie al suo coraggio, al suo carisma e alla sua capacità di mobilitare le persone, è riuscito in ciò che altri hanno tentato, ma che pochi sono riusciti a fare, vale a dire dare alle persone i mezzi per agire convincendoli della loro capacità di migliorare la loro vita, cambiare la società e influenzare la politica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>ricorda il suo contributo allo sviluppo di una coscienza civica attraverso dibattiti pubblici autentici, campagne politiche, proteste di piazza e una comunicazione innovativa, che lo hanno portato a essere riconosciuto da molti come colui che rappresentava la visione di un'altra Russia, in cui il potere non è detenuto da un regime cleptocratico protetto da forze dell'ordine asservite bensì dal popolo, e al servizio di quest'ultimo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>invita le autorità russe a permettere che la salma di Aleksej Naval'nyj sia seppellita secondo i desideri della sua famiglia e a non ostacolare gli sforzi intrapresi da quest'ultima per organizzare una cerimonia funebre dignitosa; esige un'indagine internazionale indipendente e trasparente sulle circostanze esatte della morte di Aleksej Naval'nyj e su coloro che ne sono responsabili, al fine di scoprire la verità, garantire l'accertamento delle responsabilità e assicurare la giustizia; invita l'UE e i suoi Stati membri ad assumere un ruolo guida nel chiedere e nel sostenere tale indagine;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>deplora e condanna le campagne di disinformazione orchestrate dai media controllati dal Cremlino, che hanno cercato, sia prima che dopo la sua morte, di denigrare l'eredità di Aleksej Naval'nyj e la sua dignità, come pure quella della moglie, della sua famiglia e dei suoi stretti collaboratori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>invita il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli Stati membri, in stretto coordinamento con i partner dell'UE, a chiamare la dirigenza e le autorità politiche russe a rispondere del loro operato; invita il Consiglio ad avvalersi efficacemente del regime globale di sanzioni in materia di diritti umani e ad attuare misure mirate nei confronti delle persone coinvolte e responsabili dei processi di matrice politica contro Aleksej Naval'nyj, della sua condanna, della sua incarcerazione e delle sue condizioni di detenzione, compresi i procuratori e i giudici, il personale carcerario e i responsabili della sua morte prematura; accoglie con favore la recente adozione di sanzioni da parte degli Stati Uniti a seguito della morte di Aleksej Naval'nyj e invita l'UE a coordinare le sue sanzioni con i partner internazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>sottolinea che il governo russo e Vladimir Putin in persona hanno la responsabilità penale e politica della morte del loro oppositore di maggior spicco, Aleksej Naval'nyj, e che in tali circostanze è giustificabile sollevare la questione della legittimità di Vladimir Putin nel dibattito pubblico e internazionale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>esprime solidarietà con tutte le persone in Russia e al di fuori del paese che, nonostante la repressione intenzionalmente brutale e le gravi conseguenze personali a cui sono esposti, trovano ancora il coraggio di dire la verità, difendere i valori umani e lottare per un futuro democratico e pacifico per la Russia; ritiene che il popolo russo non possa essere confuso con il regime guerrafondaio, autocratico e cleptocratico del Cremlino;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>denuncia l'escalation delle violazioni dei diritti umani da parte del regime russo e condanna la repressione in atto nei confronti delle persone che criticano il governo, dei difensori dei diritti umani, degli attivisti contrari alla guerra, degli ambientalisti, dei leader delle minoranze nazionali, degli attivisti indigeni, dei giornalisti e degli storici indipendenti, come pure la crescente repressione delle comunità LGBTIQ+; invita il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite a condurre un'indagine immediata sugli atti di detenzione inumana, di tortura e di uccisione di oppositori politici; sottolinea che l'uccisione di Aleksej Naval'nyj è un forte richiamo alla necessità di contrastare le politiche repressive del regime russo e di adottare una posizione ferma contro tali azioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>esorta le autorità russe a ritirare tutte le accuse arbitrarie e a rilasciare immediatamente e incondizionatamente tutti i prigionieri politici e le persone detenute arbitrariamente, compresi, ma non solo, Vladimir Kara-Murza, Yuri Dmitriev, Ilya Yashin, Alexei Gorinov, Lilia Chanysheva, Ksenia Fadeeva, Vadim Ostanin, Daniel Kholodny, Vadim Kobzev, Igor Sergunin, Alexei Lipster, Viktoria Petrova, Maria Ponomarenko, Alexandra Skochilenko, Svetlana Petriychuk, Evgenia Berkovich, Dmitry Ivanov, Ioann Kurmoyarov, Igor Baryshnikov, Dmitry Talantov, Alexei Moskalev, Oleg Orlov, Boris Kagarlitsky e Ivan Safronov;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>esorta le autorità russe a porre immediatamente fine al ricorso alla tortura, ad altri maltrattamenti e a misure disciplinari arbitrarie nei confronti di tutti i detenuti e a riformare urgentemente le condizioni di detenzione dei prigionieri in modo da rispettare gli obblighi che incombono alla Russia a norma del diritto internazionale in materia di diritti umani, in particolare per quanto riguarda l'accesso dei prigionieri a medici di loro scelta, a cure mediche adeguate e ad avvocati, nonché la possibilità di comunicare con le loro famiglie;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>invita gli Stati membri a intensificare gli sforzi al fine di trovare vie percorribili per liberare i prigionieri più colpiti, in particolare i prigionieri politici che sono malati o hanno subito torture, compresa l'opzione di eventuali scambi di detenuti; invita il Consiglio a creare un ruolo speciale di inviato per i prigionieri politici e gli ostaggi in Russia allo scopo di coordinare tali sforzi, in cooperazione con i partner internazionali, e di fungere da punto di contatto per le famiglie e i collaboratori coinvolti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>esorta le autorità russe a rilasciare immediatamente le centinaia di persone che sono state arrestate nelle ultime settimane per aver reso pacificamente omaggio alla memoria di Aleksej Naval'nyj; condanna la pratica crudele delle autorità russe di prendere di mira i manifestanti politici arruolandoli a combattere nella guerra;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>invita le autorità russe ad abrogare la legislazione oppressiva che è in contrasto con la costituzione russa e gli impegni internazionali del paese, come le leggi sulla censura delle informazioni veritiere sulla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, così come sui cosiddetti "agenti stranieri" e le cosiddette "organizzazioni non gradite";</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>invita gli Stati membri a introdurre ampie misure restrittive dell'UE nei confronti delle persone coinvolte nelle persecuzioni politiche e nell'avvio di procedimenti giudiziari pretestuosi a danno di rappresentanti della società civile e attivisti russi e a prendere in considerazione l'aggiunta nell'elenco delle sanzioni di altre persone identificate dalla Fondazione anticorruzione di Aleksej Naval'nyj come facilitatori del regime che contribuiscono a condurre e finanziare la guerra di aggressione contro l'Ucraina e a perpetrare la repressione interna a favore della sopravvivenza del regime; insiste su una maggiore trasparenza nel processo di applicazione e revoca delle misure restrittive dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>invita la delegazione dell'UE e le missioni degli Stati membri dell'UE in Russia a continuare a monitorare e a presenziare ai processi di persone che sono confrontate a procedimenti penali di matrice politica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri a continuare a dimostrare la loro ferma solidarietà e a sostenere attivamente la società civile indipendente e l'opposizione democratica russe, che si stanno adoperando per trasformare la Russia in una società aperta in cui i diritti politici, le libertà fondamentali e i diritti umani siano rispettati, onorando l'eredità duratura di Aleksej Naval'nyj; invita l'UE a sostenere la creazione di una rete di difensori dei diritti umani al fine di monitorare e segnalare le violazioni dei diritti umani;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>esorta gli Stati membri ad ampliare e a rendere ancora più agevole il programma per i visti umanitari ai difensori dei diritti umani, agli attivisti per la democrazia e ai giornalisti indipendenti russi che sono a rischio di persecuzione politica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>ribadisce il suo invito a istituire un regime per il rilascio di visti per ingressi multipli a livello dell'UE rivolto a difensori dei diritti umani, attivisti della società civile e persone perseguitate per motivi politici, a servirsi della flessibilità giuridica esistente e a colmare le lacune nella legislazione, come proposto dall'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali nella sua relazione del 2023 dal titolo "Protecting Human Rights Defenders at Risk: EU entry, stay and support" (Proteggere i difensori dei diritti umani a rischio: sostegno dell'UE e ingresso e permanenza nell'UE); invita le istituzioni dell'UE a predisporre misure nell'eventualità in cui la Russia cessi di rilasciare passaporti presso i suoi consolati, compreso il riconoscimento dell'apolidia de facto, e a rilasciare documenti di viaggio, così da consentire all'opposizione democratica, agli attivisti della società civile e alle altre vittime di persecuzioni politiche di trasferirsi negli Stati membri dell'UE e, se del caso, proseguire il loro lavoro dall'esilio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>invita gli Stati membri ad astenersi dall'applicare in modo ingiusto e sproporzionato le misure restrittive a danni di individui che cercano rifugio dall'attuale governo russo e lottano contro di esso;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>invita a semplificare le procedure per registrare organizzazioni ed entità, aprire conti bancari e svolgere altri compiti amministrativi a vantaggio dei dissidenti russi nell'UE affinché possano continuare il loro lavoro in esilio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>deplora le politiche imperialiste del regime russo e condanna con la massima fermezza il protrarsi della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina; ribadisce che l'UE, i suoi Stati membri e i partner che condividono i suoi stessi principi in tutto il mondo devono continuare a sostenere l'Ucraina sul piano politico, economico, finanziario e militare, incluso il sostegno alla società civile e il sostegno a lungo termine per la ricostruzione dell'Ucraina, in quanto questa è la migliore risposta alle pratiche oppressive e aggressive attualmente perpetrate dal regime del Cremlino, è convinto che una vittoria decisiva dell'Ucraina possa portare a reali cambiamenti del sistema nella Federazione russa, in particolare la deimperializzazione, la decolonizzazione e la rifederalizzazione, che sono tutte condizioni necessarie per l'instaurazione della democrazia in Russia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>invita la Commissione ad avvalersi delle piattaforme multilaterali di cui la Russia è membro per continuare a condannare le violazioni dei diritti umani in Russia e il crimine di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, a sostenere ulteriormente la documentazione relativa alle violazioni dei diritti umani in Russia e ad appoggiare la trasformazione dell'esame della situazione dei diritti umani nella Federazione russa da parte dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani in un meccanismo investigativo pienamente indipendente;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>esprime il proprio sostegno all'operato della relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nella Federazione russa, Mariana Katzarova, e invita gli Stati membri a garantire che il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite proroghi nuovamente il suo mandato nel 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>invita la Commissione, e in particolare il Servizio europeo per l'azione esterna, a elaborare una politica strategica proattiva e a lungo termine nei confronti della Russia, che risponda efficacemente alla realtà odierna delle relazioni UE-Russia, alla situazione dei diritti umani in Russia e alle necessità di sostenere i rappresentanti della società civile e dell'opposizione russa in esilio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>si impegna ad affrontare costantemente le violazioni da parte della Russia della sua costituzione e del diritto internazionale, incluse le elezioni del 17 marzo 2024, considerando che tali elezioni si svolgeranno nei territori occupati dell'Ucraina, in un contesto di crescente soppressione del pluralismo politico e dei media;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione / alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e alle autorità russe, e di metterla a disposizione in lingua russa.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>