<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0120</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Approfondimento dell'integrazione dell'UE in vista del futuro allargamento</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(A9-0015/2024 - Relatori: Petras Auštrevičius, Pedro Silva Pereira)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 29 febbraio 2024 "Approfondire l'integrazione dell'UE in vista del futuro allargamento" (2023/2114(INI))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare l'articolo 5, paragrafo 3, e gli articoli 48 e 49,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio del dicembre 2006 e marzo 2020, e le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di Copenaghen del 21 e 22 giugno 1993, note anche come criteri di Copenaghen,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 13 dicembre 2023 sul trentennale dei criteri di Copenaghen: imprimere nuovo slancio alla politica di allargamento dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0471<STRING ITALIC="on">.</STRING></FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il Manifesto di Ventotene,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua raccomandazione del 23 novembre 2022 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente la nuova strategia dell'UE in materia di allargamento<FOOTNOTE><FIELD> GU C 167 dell'11.5.2023, pag. 105.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti il parere del Comitato delle regioni del 5 e 6 luglio 2022 sul pacchetto allargamento 2022 della Commissione, nonché la dichiarazione del Presidente del Comitato delle regioni dell'8 novembre 2023 sul pacchetto allargamento 2023 della Commissione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della Commissione del 9 febbraio 2022 sulla coesione in Europa in vista del 2050,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno 2022, del 29 e 30 giugno 2023, del 26 e 27 ottobre 2023 e del 14 e 15 dicembre 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le relazioni analitiche della Commissione del 2 febbraio 2023 sull'allineamento all'acquis dell'UE di Ucraina (SWD(2023)0030), Moldova (SWD(2023)0032) e Georgia (SWD(2023)0031),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione congiunta della Commissione al Consiglio europeo del 29 novembre 2023 sullo stato delle relazioni politiche, economiche e commerciali tra l'UE e la Turchia (JOIN (2023)0050),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio "Affari generali" del 29 e 30 aprile 1997 sull'applicazione della condizionalità al fine di sviluppare una coerente strategia dell'UE per le relazioni con i paesi della regione dei Balcani occidentali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni in materia, in particolare quella del 24 ottobre 2019 sull'avvio dei negoziati di adesione con la Macedonia del Nord e l'Albania<FOOTNOTE><FIELD> GU C 202 del 28.5.2021, pag. 86.</FIELD></FOOTNOTE>, e le sue risoluzioni sulle relazioni 2022 della Commissione su Kosovo<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2023/1066, 15.12.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2023/1066/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, Serbia<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2023/1065, 15.12.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2023/1065/oj.</FIELD></FOOTNOTE>, Albania<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0285.</FIELD></FOOTNOTE>, Bosnia-Erzegovina<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0284.</FIELD></FOOTNOTE>, Macedonia del Nord<FOOTNOTE><FIELD> GU C 479 del 16.12.2022, pag. 33.</FIELD></FOOTNOTE> e Montenegro<FOOTNOTE><FIELD> GU C 32 del 27.1.2023, pag. 63.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua raccomandazione del 19 giugno 2020 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente i Balcani occidentali, a seguito del vertice del 2020<FOOTNOTE><FIELD> GU C 362 dell'8.9.2021, pag. 129.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 19 e 20 giugno 2003 e l'agenda di Salonicco per i Balcani occidentali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti gli accordi di associazione dell'UE con Albania<FOOTNOTE><FIELD> GU L 107 del 28.4.2009, pag. 166.</FIELD></FOOTNOTE>, Bosnia-Erzegovina<FOOTNOTE><FIELD> GU L 164 del 30.6.2015, pag. 2.</FIELD></FOOTNOTE>, Georgia<FOOTNOTE><FIELD> GU L 261 del 30.8.2014, pag. 4.</FIELD></FOOTNOTE>, Kosovo, Repubblica di Moldova<FOOTNOTE><FIELD> GU L 260 del 30.8.2014, pag. 4.</FIELD></FOOTNOTE>, Montenegro, Macedonia del Nord<FOOTNOTE><FIELD> GU L 84 del 20.3.2004, pag. 13.</FIELD></FOOTNOTE>, Serbia, Turchia<FOOTNOTE><FIELD> GU L 361 del 31.12.1977, pag. 29.</FIELD></FOOTNOTE> e Ucraina<FOOTNOTE><FIELD> GU L 161 del 29.5.2014, pag. 3.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'istituzione di uno strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali (COM(2023)0692),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la comunicazione della Commissione del 5 febbraio 2020 dal titolo "Rafforzare il processo di adesione – Una prospettiva europea credibile per i Balcani occidentali" (COM(2020)0057) e la strategia della Commissione "Una prospettiva di allargamento credibile e un maggiore impegno dell'UE per i Balcani occidentali" del febbraio 2018,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 23 giugno 2022 sullo status di paese candidato dell'Ucraina, della Repubblica di Moldova e della Georgia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 5 ottobre 2023 sul bilancio del percorso della Moldova verso l'UE<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0357.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione speciale della Corte dei conti europea 01/2022 del 10 gennaio 2022 dal titolo "Sostegno dell'UE allo Stato di diritto nei Balcani occidentali: nonostante gli sforzi, permangono problemi fondamentali",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il pacchetto allargamento 2022 della Commissione del 12 ottobre 2022,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione 2023 sulla politica di allargamento dell'UE, parte del pacchetto allargamento, adottata dalla Commissione europea l'8 novembre 2023 (COM(2023)0690),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE) 2021/1529 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 settembre 2021, che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA III)<FOOTNOTE><FIELD> GU L 330 del 20.9.2021, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 10 luglio 2014 sul tema "Rendere più trasparente e aperto il processo di adesione all'Unione europea"<FOOTNOTE><FIELD> REX/401-EESC-2014- 1609.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue risoluzioni del 16 febbraio 2017 sul miglioramento del funzionamento dell'Unione europea sfruttando le potenzialità del trattato di Lisbona<FOOTNOTE><FIELD> GU C 252 del 18.7.2018, pag. 215.</FIELD></FOOTNOTE> e dell'11 luglio 2023 sull'attuazione delle "clausole passerella" nei trattati dell'UE<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0269.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la relazione del 9 maggio 2022 sull'esito finale della Conferenza sul futuro dell'Europa  del 9 maggio 2022 e la sua risoluzione del 4 maggio 2022 sul seguito da dare alle conclusioni della Conferenza sul futuro dell'Europa<FOOTNOTE><FIELD> GU C 465 del 6.12.2022, pag. 109.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue risoluzioni del 9 giugno 2022 sulla richiesta di convocare una convenzione per la revisione dei trattati<FOOTNOTE><FIELD> GU C 493 del 27.12.2022, pag. 130.</FIELD></FOOTNOTE> e del 22 novembre 2023 sui progetti del Parlamento europeo intesi a modificare i trattati<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2023)0427.</FIELD></FOOTNOTE>, e l'attivazione dell'articolo 48 TUE, in cui si chiede al Consiglio europeo di istituire una convenzione per riformare i trattati,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 54 del suo regolamento,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della commissione per gli affari esteri e della commissione per gli affari costituzionali (A9-0015/2024),</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che nove dei dieci paesi che attualmente aspirano ad aderire all'UE hanno lo status di paesi candidati, alcuni dei quali da molti anni; che tali paesi candidati si trovano in fasi diverse del processo e dei negoziati di adesione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che, a seguito delle raccomandazioni della Commissione contenute nel pacchetto allargamento 2023, il 14 dicembre 2023 il Consiglio europeo ha deciso di concedere lo status di paese candidato alla Georgia e, una volta raggiunto il necessario livello di conformità ai criteri di adesione, di avviare i negoziati di adesione con l'Ucraina, la Repubblica di Moldova e la Bosnia-Erzegovina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e altre sfide geopolitiche in corso hanno dato un nuovo significato geostrategico all'allargamento dell'Unione europea; che la stabilità, la sicurezza e la resilienza democratica dei Balcani occidentali e del vicinato orientale sono indissolubilmente legate a quelle dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che l'allargamento è un impegno morale e storico e una priorità geopolitica strategica per un investimento geostrategico nel futuro, il quale contribuirà a pace, stabilità, sicurezza, democrazia, unità, lotta ai cambiamenti climatici, e garantirà prosperità e benessere nel continente europeo; che la sicurezza dell'UE si basa anche sulla sua capacità di difendere, promuovere e mantenere la pace, la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e i valori fondamentali; che l'allargamento può essere reciprocamente vantaggioso per gli Stati membri attuali e futuri e per i loro cittadini se le giuste condizioni e i giusti requisiti sono soddisfatti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che l'allargamento è diventato uno dei più forti strumenti geopolitici e strategici dell'UE; che, secondo l'Eurobarometro del giugno 2023, la maggior parte della popolazione dell'UE è a favore del futuro allargamento dell'UE; che sono urgentemente necessari nuovo un impulso, nuovi impegni e una nuova visione per rilanciare il processo di allargamento, garantendone la continuità, la coerenza e l'impatto; che la mancanza di impegno negli anni passati ha creato un vuoto, aprendo così la strada alla Russia, alla Cina e ad altri attori esterni; che il principio della sincera e reciproca cooperazione deve essere sempre rispettato;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che l'adesione all'UE deve essere sempre una procedura basata sul merito nell'ambito della quale ciascun richiedente è valutato in base ai propri meriti nel soddisfare i criteri di Copenaghen nella loro integralità, compresi quelli volti a garantire il pieno e continuo rispetto dei diritti umani (tra cui i diritti delle minoranze), della democrazia, dello Stato di diritto e di altri valori fondamentali dell'UE; che si dovrebbero ricercare risultati positivi il più rapidamente possibile, evitando al contempo scadenze serrate o predefinite;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che le situazioni di stasi o regresso devono avere delle conseguenze, dato che l'intero processo di adesione deve essere basato su una condizionalità equa e rigorosa;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che l'adesione all'UE richiede un programma di integrazione ambizioso sia per l'UE che per i paesi candidati; che sono necessarie riforme fondamentali nei settori del sistema giudiziario, della lotta alla corruzione, della libertà e del pluralismo dei media affinché i paesi candidati progrediscano nel percorso verso l'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che, unitamente al prossimo allargamento, sarebbe vantaggioso completare l'adesione pendente degli attuali Stati membri all'area dell'euro e allo spazio Schengen;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che i paesi dei Balcani occidentali devono occuparsi anche della risoluzione dei conflitti, della cooperazione regionale e della riconciliazione; che non vi è posto, nell'UE o nei paesi che aspirano a diventare Stati membri, per la retorica incendiaria, la negazione dei genocidi o l'esaltazione dei criminali di guerra di qualsiasi parte; che accettare il passato è l'unico modo per arrivare a un'autentica riconciliazione – fondamentale per lo sviluppo di società prospere e integrate;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che i processi di ampliamento e approfondimento dell'UE devono procedere in parallelo poiché hanno la capacità di rafforzarsi a vicenda, moltiplicando il loro impatto e contribuendo in modo significativo agli obiettivi generali per i quali è stata creata l'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che la sfida di un'Unione europea più grande richiede una politica di allargamento rafforzata, basata sulla graduale integrazione nelle politiche comuni, con chiari vantaggi per i cittadini lungo l'intero processo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che, nel contesto dell'allargamento, è necessario considerare in modo organico la revisione delle politiche europee attuali e future, le riforme strutturali, i cambiamenti istituzionali e il quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>considerando che i paesi dei Balcani occidentali hanno dichiarato per decenni la propria determinazione ad aderire all'UE; che il 23 e 24 giugno 2022 i leader dell'UE hanno riconfermato l'impegno pieno e inequivocabile a favore della prospettiva di adesione all'UE dei Balcani occidentali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che i paesi candidati devono dimostrare la propria adesione ai valori fondamentali dell'UE, allineandosi alle sue politiche e posizioni, anche in materia di politica estera e sicurezza comune (PESC);</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>	considerando che in anni recenti alcuni paesi dei Balcani occidentali hanno raggiunto un livello molto elevato di allineamento alla PESC dell'UE, anche per quanto riguarda le sanzioni nei confronti della Russia in risposta alla sua guerra di aggressione contro l'Ucraina; che nel marzo 2023 i ministri degli Affari esteri di Albania, Kosovo, Montenegro e Macedonia del Nord hanno lanciato la piattaforma "Western Balkans QUAD – 100 % alignment with EU Common Foreign Security Policy (CFSP)";</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che l'UE deve dimostrare la chiara volontà politica di sostenere i paesi candidati, nonché rafforzare notevolmente il proprio sostegno tecnico e finanziario condizionato alle riforme fondamentali, alla risoluzione delle controversie bilaterali, alla convergenza economica e all'integrazione economica regionale nei paesi in via di adesione; che il nuovo piano di crescita per i Balcani occidentali mira ad accelerare le riforme fondamentali, migliorare l'integrazione di questi paesi nel mercato unico dell'UE e promuovere l'integrazione economica della regione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che soggetti stranieri ostili utilizzano metodi ibridi d'ingerenza per influenzare e ostacolare il processo d'integrazione dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che il Parlamento è senza dubbio l'istituzione dell'UE più favorevole all'allargamento; che il ruolo del Parlamento, ancora estremamente limitato lungo l'intero processo di allargamento, dovrebbe essere rafforzato per accrescere la responsabilità e legittimità democratica incluso nella valutazione delle fasi intermedie del processo di adesione – anche con riunioni periodiche delle commissioni e il controllo parlamentare dei finanziamenti preadesione, avvalendosi al contempo degli attuali strumenti a disposizione, tra cui i programmi di sostegno alla democrazia; che le amministrazioni regionali e locali e le organizzazioni della società civile dovrebbero essere strutturalmente coinvolte nel processo di allargamento e nel suo controllo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che iniziative importanti come la comunità politica europea, che ha già tenuto tre riunioni ufficiali, consentono la cooperazione politica e contribuiscono ai dialoghi regionali in vari settori tra l'UE e altri paesi, ma non sono alternative all'adesione all'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che sono necessarie importanti riforme prima dell'allargamento per garantire l'efficiente funzionamento dell'UE allargata e la capacità di assorbire nuovi membri e promuoverne l'efficace integrazione, nonché per rispondere adeguatamente alle numerose sfide che si trova ad affrontare; che ciò potrebbe comportare cambiamenti rilevanti nel quadro istituzionale dell'UE, e l'eventuale avanzamento di soluzioni di integrazione differenziate ove consentito dai trattati; che alcune di tali soluzioni sono già da tempo oggetto di discussione; che per raggiungere tali obiettivi l'UE dovrebbe sfruttare appieno la flessibilità prevista dal trattato di Lisbona in vista di una riforma più approfondita nel contesto di un'eventuale revisione dei trattati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che l'UE si trova ad affrontare notevoli sfide per quanto riguarda l'efficace gestione delle crisi e, in particolare, le procedure decisionali; che la credibilità e la capacità dell'UE di agire in modo tempestivo ed efficace dipendono da un processo decisionale democratico ed efficiente, a maggior ragione in un'UE allargata a 30 o più Stati membri; che è evidente che le istituzioni e i meccanismi decisionali dell'UE, soprattutto in seno al Consiglio, non sono adeguati a un'Unione con un maggior numero di Stati membri; che la volontà politica e processi decisionali efficienti, che consentono azioni interne ed esterne tempestive e coordinate, sono essenziali per tutelare gli interessi dell'UE, la sua credibilità e la sua globale leadership geopolitica; che le recenti difficoltà relative alle decisioni dell'UE in materia di sanzioni confermano la necessità di abbandonare l'unanimità; che una profonda riforma del quadro istituzionale e delle strutture di governance dell'UE con procedure decisionali semplificate, più efficaci e democratiche, deve essere attuata, ove necessario, in parallelo ai negoziati di adesione in corso;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che le clausole passerella potrebbero essere utilizzate immediatamente per passare dal requisito del voto all'unanimità a disposizioni sul voto a maggioranza qualificata in settori di politica specifici; che il Parlamento ha avviato la procedura di revisione dei trattati e ha presentato al Consiglio proposte di modifica in tal senso conformemente all'articolo 48, paragrafo 2, TUE; che, in occasione del suo discorso al Parlamento europeo del 17 gennaio 2024, la Presidente della Commissione ha annunciato la presentazione di una comunicazione sulla riforma dei trattati, che apre la strada a una discussione in sede di Consiglio europeo in un prossimo futuro;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione si sono impegnati a dare concretamente seguito alle conclusioni della Conferenza sul futuro dell'Europa; che detta Conferenza ha invitato l'UE a concordare una visione forte e una strategia comune che consolidi l'unità dell'Unione e ne migliori la capacità decisionale in vista del futuro allargamento; che molte di queste proposte potranno essere attuate solo se i trattati saranno modificati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che il regresso democratico è una delle principali minacce cui l'Unione europea deve far fronte, a livello sia interno che esterno;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che il meccanismo teso a garantire il rispetto dei principi e dei valori fondamentali dell'UE e dell'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> comunitario deve anch'esso essere rafforzato in parallelo al prossimo allargamento; che l'attuazione dell'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> dovrebbe essere oggetto di un monitoraggio approfondito e obiettivo per ciascun paese candidato;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che l'allargamento rappresenta sia una sfida finanziaria di rilievo per l'UE, in particolare sotto il profilo delle politiche agricola e di coesione nonché di altri programmi e politiche dell'UE, sia un'opportunità per riformare l'Unione; che i QFP attuale e futuro dovrebbero essere riesaminati, ridefiniti a livello delle priorità, adeguatamente costruiti e notevolmente rafforzati, e che la loro governance dovrebbe essere riorganizzata per consentire e sostenere un allargamento sostanziale dell'UE, senza compromettere il sostegno necessario negli Stati membri attuali; che questa base finanziaria deve essere attuata prima dell'allargamento;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AB.</NO.P>considerando che la ricostruzione e la ripresa postbellica dell'Ucraina rappresentano un'ulteriore sfida da affrontare nel più ampio contesto di un impegno internazionale;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sulla dimensione strategica dell'allargamento</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>accoglie con favore l'aspirazione di numerosi paesi europei e dei loro cittadini ad aderire all'UE e riconosce la loro volontà politica e i considerevoli sforzi che hanno compiuto per soddisfare i requisiti di adesione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>ritiene che l'allargamento sia di un'estrema importanza strategica per l'UE; ribadisce che una politica di allargamento rafforzata è ormai uno degli strumenti di politica e geopolitici più forti dell'UE, e rappresenta un investimento geostrategico per la pace, la democrazia, la stabilità, la sicurezza, la protezione del clima e la prosperità di lungo termine in tutto il continente, tanto più di fronte alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e ad altre sfide geopolitiche comuni che richiedono una visione politica a lungo termine e decisioni coraggiose; sottolinea l'urgenza politica di dimostrare l'impegno dell'UE a favore dell'ordine internazionale basato su regole; insiste sul fatto che, date le grandi sfide in materia di sicurezza che l'Europa deve affrontare, l'allargamento dell'UE e l'inclusione dell'Ucraina nei sistemi di sicurezza e difesa collettivi occidentali rafforzeranno la sicurezza europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>accoglie con favore le raccomandazioni formulate dalla Commissione nel pacchetto allargamento 2023 e valuta inoltre positivamente le decisioni del Consiglio europeo di avviare i negoziati di adesione con l'Ucraina e la Repubblica di Moldova, di concedere alla Georgia lo status di paese candidato a condizione che siano adottate le misure pertinenti stabilite nella raccomandazione della Commissione dell'8 novembre 2023, e di avviare i negoziati di adesione con la Bosnia-Erzegovina, una volta raggiunto il necessario livello di conformità ai criteri di adesione; invita il Consiglio a incaricare la Commissione di presentare immediatamente proposte per i pertinenti quadri negoziali e di adottarle una volta che saranno state prese le misure del caso indicate nelle rispettive raccomandazioni della Commissione dell'8 novembre 2023;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sulle procedure di adesione e il ruolo del Parlamento europeo</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>riconosce l'opportunità e la sfida storica per l'UE di rispettare i propri impegni nei confronti dei paesi e dei popoli di Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Kosovo, Montenegro e Serbia, nonché di Ucraina, Repubblica di Moldova e Georgia; riconosce altresì l'importanza dell'integrazione europea di questi partner fondamentali; riconosce inoltre l'importanza della cooperazione regionale all'interno delle rispettive regioni del partenariato orientale e dei Balcani occidentali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>ribadisce l'opinione secondo cui il processo di adesione della Turchia all'UE non può essere ripreso nelle circostanze attuali; esorta il governo turco a sbloccare l'attuale situazione di stallo e a procedere verso un partenariato più stretto, più dinamico e strategico sviluppando un quadro parallelo di cooperazione realistico, quale un accordo di associazione modernizzato, e invita la Commissione a esplorare possibili formati per tale quadro; ricorda che qualsiasi miglioramento delle relazioni UE-Turchia deve basarsi su progressi tangibili in materia di diritti umani, democrazia e relazioni di vicinato rispettose;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>sottolinea che l'adesione all'UE deve sempre essere una procedura meritocratica e che ciascun richiedente deve essere valutato in base al proprio merito nel soddisfare integralmente i criteri di Copenaghen; sottolinea altresì che non possono esserci scorciatoie quando sono in gioco i valori e i principi fondamentali dell'UE; evidenzia che lo Stato di diritto, la riforma democratica, la libertà dei media e il rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle minoranze, dovrebbero essere posti in prima linea nel processo di adesione, e che l'indipendenza della magistratura, la lotta alla corruzione e l'emancipazione della società civile sono presupposti fondamentali per progredire lungo il cammino verso l'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>chiede che siano promossi meccanismi di monitoraggio efficaci per tutelare i valori fondamentali e i sani interessi finanziari dell'Unione nel contesto delle procedure di adesione; ribadisce, a tale proposito, l'invito a includere i paesi candidati nel meccanismo dell'UE per lo Stato di diritto e nel suo esercizio annuale di elaborazione di relazioni, attivando automaticamente i meccanismi di cooperazione e verifica preadesione; sostiene l'intenzione della Commissione di includere i paesi in fase di adesione nelle relazioni sullo Stato di diritto e insiste affinché tali paesi contribuiscano alle relazioni annuali sui progressi compiuti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>incoraggia i paesi dell'allargamento a continuare ad attuare con determinazione le riforme necessarie e a conseguire progressi tangibili e irreversibili, a partire dagli aspetti fondamentali del processo di adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>insiste sulla necessità di compiere sforzi continui per promuovere il pluralismo dei media, difendere i diritti dei giornalisti e garantire la libertà di espressione in tutti i paesi candidati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>	sottolinea che l'allineamento alla PESC dell'UE è anche un indicatore essenziale della piena adesione ai principi fondamentale dell'UE e a una futura adesione sostenibile; esorta tutti i paesi candidati e i potenziali candidati a dare priorità a un rapido e completo allineamento alla PESC, e ribadisce che l'adesione di un determinato paese può avere luogo solo dopo l'allineamento alle misure restrittive dell'UE, comprese le sanzioni messe in atto in risposta alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>chiede che la strategia di allargamento dell'UE sia oggetto di una valutazione approfondita e che siano valutate anche le ragioni per cui i progressi compiuti da alcuni paesi dell'allargamento sono così limitati, in particolare nei settori dello Stato di diritto, dei diritti umani e della democrazia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>ritiene che la metodologia riveduta della Commissione, che dovrebbe essere aggiornata per includervi i processi di adesione di Ucraina, Repubblica di Moldova e Georgia, costituisca un quadro strategico di lungo termine, orientativo per il processo di allargamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>sottolinea che, se da un lato il processo dovrebbe diventare più incrementale e dinamico e l'UE dovrebbe fissare obiettivi di riforma individuali concreti, tabelle di marcia e calendari intermedi per ciascun paese in via di adesione, dall'altro non possono essere previste scadenze accelerate o predefinite per l'adesione, in quanto potrebbero compromettere l'integrità del processo stesso; ritiene, tuttavia, che il prossimo allargamento dell'UE dovrebbe aver luogo non appena saranno state soddisfatte tutte le condizioni di adesione nei paesi candidati interessati e, parallelamente, non appena saranno state concordate e attuate le necessarie riforme europee; si aspetta che i primi paesi candidati siano pronti ad aderire all'Unione entro la fine di questo decennio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>insiste sul fatto che l'allargamento dell'UE è una responsabilità condivisa degli Stati membri attuali dell'Unione e dei paesi che desiderano aderire ad essa; invita gli Stati membri a dare prova di un impegno politico chiaro e inequivocabile a favore del processo di allargamento, basato su criteri oggettivi e non utilizzato impropriamente per risolvere controversie bilaterali, le quali dovrebbero essere sanate al di fuori del processo di adesione; sottolinea che ritardi eccessivi lungo il percorso verso la piena adesione all'UE possono avere un impatto negativo sia sull'opinione pubblica che sull'impegno politico dei paesi candidati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>sottolinea che i processi di adesione possono essere reversibili, che l'approccio meritocratico può anche portare al congelamento dei negoziati di adesione in caso di regresso nel rispetto dei valori fondamentali e che i negoziati possono essere ripresi solo dopo significativi progressi in materia di riforme; chiede un monitoraggio, una comunicazione e una valutazione solidi e rafforzati delle riforme e dei progressi compiuti dai paesi candidati in tutti i capitoli negoziali, con una condizionalità mirata applicata strategicamente sulla base di chiari parametri di riferimento in materia di progressi, sanzionando la regressione sulle questioni fondamentali o la persistente stagnazione delle riforme, e premiando le riforme e il raggiungimento dei parametri di riferimento attraverso calendari negoziali chiari;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>invita la Commissione a migliorare la coerenza, l'efficienza e la trasparenza dell'assistenza preadesione, rispecchiando chiaramente le priorità nei settori fondamentali al momento dell'assegnazione dei finanziamenti a titolo dell'IPA III; chiede, in particolare, l'introduzione di una responsabilità più rigorosa e meglio applicabile per quanto riguarda la spesa, e il miglioramento del ciclo complessivo di erogazione, attuazione e controllo dei finanziamenti di preadesione, applicando una condizionalità rigorosa, anche nella messa in atto del piano economico e di investimenti e del nuovo piano di crescita per i Balcani occidentali; invita la Commissione a effettuare una revisione intermedia del regolamento che istituisce l'IPA III e a proporre l'inclusione dell'Ucraina, della Repubblica di Moldova e della Georgia tra i suoi beneficiari; invita inoltre la Commissione ad attuare rapidamente le raccomandazioni contenute nella relazione speciale n. 01/2022 della Corte dei conti europea;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>chiede che, nel contesto della riforma dei trattati, si esplorino opzioni volte a rafforzare ulteriormente la tutela dello Stato di diritto e dei valori democratici dell'UE contro l'arretramento sia negli attuali che nei futuri Stati membri, garantendo che l'allargamento rafforzi l'UE e il suo mercato unico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>	evidenzia la necessità di garantire che i fondi dell'UE forniti ai paesi dell'allargamento siano in linea con gli obiettivi e gli interessi strategici stessi dell'UE; invita la Commissione a sostenere finanziariamente i paesi candidati che si adoperano a favore di relazioni di buon vicinato, di una cooperazione regionale inclusiva e di una riconciliazione sostenibile, anche perseguendo, tra l'altro, i criminali di guerra e garantendo alle vittime di crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio l'accesso alla verità, alla giustizia e a risarcimenti effettivi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>invita i paesi in fase di adesione a rafforzare la cooperazione giudiziaria con l'UE in materia penale nel quadro degli accordi di lavoro con la Procura europea (EPPO), al fine di agevolare indagini e azioni penali efficaci sull'uso improprio dei fondi dell'UE, anche attraverso il distacco di funzionari nazionali di collegamento presso l'EPPO, e il rafforzamento della capacità amministrativa delle amministrazioni locali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>ribadisce la sua posizione sulla necessità di una cooperazione rafforzata, formale, strutturata e sistematica tra l'UE e il Consiglio d'Europa per sostenere i paesi in fase di adesione nelle riforme, garantendo la loro conformità a tutte le raccomandazioni della Commissione di Venezia nel loro percorso verso l'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>ritiene che la sfida di un'UE ampliata richieda una politica di allargamento rafforzata che metta in atto un chiaro percorso incrementale verso l'adesione all'UE, compresa la graduale integrazione nelle politiche comuni, come il mercato unico, per i paesi che completano i negoziati in un determinato settore strategico o che compiono progressi sostanziali nelle riforme relative all'UE; osserva che tali progressi dovrebbero consentire l'accesso ai fondi dell'UE nei settori corrispondenti, in modo da apportare chiari benefici ai cittadini durante l'intero processo; osserva altresì che tale percorso dovrebbe essere accompagnato da una maggiore assistenza tecnica e finanziaria condizionata, con particolare attenzione all'attuazione e all'applicazione delle leggi nell'ambito dei gruppi di capitoli di negoziato sulle questioni fondamentali e le relazioni esterne, segnatamente i capitoli 23, 24, 30 e 31; invita la Commissione a presentare proposte dettagliate sulla metodologia di adesione graduale, che comprendano clausole di "graduazione" e reversibilità chiare; sottolinea che la graduale introduzione dei paesi candidati in settori di intervento selezionati con diritti e obblighi limitati non costituisce in alcun modo un sostituto dell'adesione a pieno titolo né un'alternativa ad essa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>22.</NO.P>riconosce l'importanza di iniziative come la Comunità politica europea, che consentono la cooperazione politica e contribuiscono ai dialoghi regionali, e che potrebbero facilitare l'integrazione graduale dei paesi candidati nell'Unione e nelle sue politiche, ma che non rappresentano alternative all'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>23.</NO.P>sottolinea che potrebbe essere utile prevedere un posto distinto di commissario responsabile dell'allargamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>24.</NO.P>suggerisce di prendere in considerazione la possibilità di concedere ai paesi candidati lo status di osservatore negli organi e nelle istituzioni pertinenti, compreso il Parlamento, inizialmente sulla base di accordi temporanei, se i negoziati sono sufficientemente avanzati, in particolare per quanto riguarda i gruppi di capitoli sulle questioni fondamentali e le relazioni esterne, e se tutte le condizioni sono soddisfatte e concordate, fino alla firma dei trattati di adesione; accoglie con favore, a tale riguardo, la decisione del Comitato economico e sociale europeo di includere osservatori dei paesi candidati a partire dal 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>25.</NO.P>ritiene che siano necessari un processo decisionale e un controllo più forti, efficaci e significativi del Parlamento europeo sulla politica di allargamento dell'UE e sul suo finanziamento, in modo da aumentare la legittimità democratica e la responsabilità; insiste sulla necessità di rafforzare il ruolo del Parlamento durante l'intero processo di adesione, incluse le fasi intermedie, affinché eserciti un pieno controllo sui progressi compiuti dai paesi candidati in tutti i settori di intervento; si impegna a rafforzare il dialogo e la cooperazione regolari e trasparenti con i parlamenti nazionali dei paesi candidati quale modello per il controllo parlamentare dell'integrazione dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>26.</NO.P>sottolinea la necessità di rafforzare il sostegno alla democrazia attraverso i canali e gli strumenti esistenti, quali il dialogo Jean Monnet, il dialogo interpartitico e il processo di dialogo parlamentare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>27.</NO.P>invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a impegnarsi pienamente per rafforzare ulteriormente i processi di riforma nei paesi candidati, in particolare per quanto riguarda le loro capacità amministrative;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>28.</NO.P>sottolinea la necessità di rafforzare la trasparenza, la partecipazione dei cittadini e lo stretto coinvolgimento della società civile nel processo di allargamento e nel suo controllo, garantendo il suo finanziamento sostenibile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>29.</NO.P>sottolinea che il processo di allargamento non deve inavvertitamente perpetuare o esacerbare le disparità basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere; esorta la Commissione e i paesi candidati a integrare nel processo di allargamento misure che promuovano e garantiscano attivamente i diritti delle persone LGBTIQ, come lo sviluppo di politiche che eliminino la discriminazione basata sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere, il rafforzamento della partecipazione delle persone LGBTIQ ai processi decisionali e la promozione dell'inclusività nella sfera politica, economica e sociale attraverso attività educative e di sensibilizzazione; invita la Commissione e i paesi candidati a monitorare e valutare debitamente lo stato dei diritti delle persone LGBTIQ nei paesi candidati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>30.</NO.P>ritiene che il processo di adesione debba garantire che i paesi candidati intensifichino i propri sforzi in materia di parità di diritti per le persone con disabilità; sottolinea la necessità di esercitare una maggiore pressione sui paesi candidati affinché attuino riforme volte a migliorare la situazione delle persone con disabilità e intensifichino gli sforzi verso la deistituzionalizzazione, anche attraverso la transizione dall'assistenza istituzionale all'assistenza familiare e comunitaria;</P></ACTION></ACTLST><ACTLST><ACTINIT><STRING BOLD="on"><STRING ITALIC="on">Sulle riforme istituzionali e finanziarie europee</STRING></STRING></ACTINIT><ACTION><P><NO.P>31.</NO.P>ritiene che i processi di preparazione all'allargamento dovrebbero procedere parallelamente nell'UE e nei paesi in fase di adesione; sottolinea che sono necessarie riforme istituzionali e finanziarie europee per affrontare le sfide attuali e per garantire la capacità dell'UE di assorbire nuovi membri e promuoverne l'efficace integrazione; invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a intraprendere le riforme necessarie per garantire che la loro mancata attuazione non ritardi l'adesione di nuovi Stati membri; osserva che tali riforme sono necessarie per rafforzare l'UE e le sue istituzioni in modo da promuovere la legittimità democratica, la buona governance, la funzionalità, la responsabilità, la trasparenza e la sostenibilità; sottolinea in particolare l'importanza di sostenere la legittimità democratica delle politiche dell'UE rafforzando i poteri decisionali e di controllo del Parlamento; ribadisce pertanto i suoi inviti a riconoscere al Parlamento un diritto generale diretto di iniziativa legislativa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>32.</NO.P>è fermamente convinto che le riforme istituzionali europee dovrebbero aumentare la capacità dell'UE di agire e includere procedure decisionali semplificate e più efficaci, abbandonando l'unanimità; ribadisce che il voto a maggioranza qualificata dovrebbe essere applicato in settori quali la tutela della democrazia, dei diritti umani e dello Stato di diritto, il QFP, le sanzioni e altre decisioni pertinenti in materia di politica estera, quali l'avvio dei negoziati di adesione all'UE, l'apertura e la chiusura di singoli gruppi di capitolo di negoziato e le sanzioni in caso di regresso, ad eccezione delle decisioni che autorizzano missioni o operazioni militari con un mandato esecutivo;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>33.</NO.P>chiede che il meccanismo a tutela dello Stato di diritto e dei principi e valori fondamentali dell'UE, nonché la capacità di monitoraggio per garantire il rispetto dei criteri di Copenaghen, siano rafforzati in vista del prossimo ciclo di allargamento; propone di riformare la procedura di cui all'articolo 7 TUE ponendo fine all'unanimità nelle decisioni del Consiglio, fissando un calendario chiaro e rendendo la Corte di giustizia arbitro delle violazioni; sottolinea che l'introduzione del voto a maggioranza qualificata a tale riguardo faciliterebbe il processo di allargamento; sottolinea la necessità di un'ulteriore riforma del meccanismo di condizionalità dello Stato di diritto al fine di coprire e garantire tutti i valori fondamentali dell'Unione di cui all'articolo 2 TUE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>34.</NO.P>ritiene che, nel contesto della piena adesione, l'integrazione differenziata sia parte della soluzione per un'UE allargata efficiente e approfondita; sottolinea, tuttavia, che il rispetto dei valori dell'Unione di cui all'articolo 2 TUE non è negoziabile e non dovrebbe essere soggetto ad alcuna deroga o clausola di non partecipazione e che l'adesione all'Unione deve comportare l'obbligo di un forte impegno a rispettare integralmente il diritto dell'UE; ritiene inoltre che debba sempre essere garantito un ampio spazio comune europeo, comprendente settori quali l'unione doganale, il mercato unico e le sue quattro libertà, l'<STRING ITALIC="on">acquis</STRING> sociale fondamentale e le politiche agricola, di concorrenza e commerciale; osserva che, al di là di questo terreno comune, gli Stati membri che intendono portare avanti l'integrazione europea in una serie più ampia di settori di intervento dovrebbero poterlo fare; sottolinea che, nell'ambito di tale sistema di integrazione differenziata, tutti gli Stati membri prenderebbero parte alle decisioni su questioni relative al terreno comune, mentre solo gli Stati membri interessati a partecipare ad ambiti di integrazione approfondita prenderebbero parte alle relative decisioni; osserva che l'integrazione differenziata implica anche disposizioni finanziarie differenziate;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>35.</NO.P>chiede il pieno utilizzo della flessibilità prevista dal trattato di Lisbona in vista di una riforma più approfondita nel contesto di un'eventuale revisione dei trattati; ricorda che una serie di strumenti di flessibilità, come le "clausole passerella", la cooperazione rafforzata, l'astensione costruttiva, la cooperazione strutturata permanente (PESCO) e i meccanismi di opt-out sono già possibili nell'ambito dell'attuale quadro giuridico dell'UE, come dimostrano chiaramente l'esperienza dello spazio Schengen, una delle più grandi conquiste dell'Unione europea, e la zona euro; ricorda che le soluzioni di accesso graduale, le deroghe temporanee e i periodi di transizione possono essere negoziati nel contesto delle procedure di adesione; sottolinea che il ricorso a tali meccanismi di flessibilità non dovrebbe impedire un dibattito costruttivo sulla revisione dei trattati, come sostenuto dal Parlamento nella sua risoluzione del 22 novembre 2023;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>36.</NO.P>osserva che le riforme istituzionali precedenti l'allargamento devono anche affrontare le implicazioni dell'allargamento per la composizione del Parlamento; ricorda che il Parlamento europeo è l'unica istituzione eletta direttamente che rappresenta i cittadini dell'UE; sottolinea che, pur garantendo un'adeguata rappresentatività democratica, il Parlamento dovrebbe mantenere dimensioni praticabili; sottolinea, tuttavia, che non si può escludere un ragionevole aumento di tali dimensioni al fine di garantire una sufficiente rappresentatività democratica in un'UE allargata; insiste su un nuovo sistema di assegnazione dei seggi basato su una formula matematica fissa che sia oggettiva, equa, trasparente e duratura; ricorda la sua posizione secondo cui la ripartizione dei seggi al Parlamento europeo dovrebbe essere considerata congiuntamente al sistema di voto in seno al Consiglio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>37.</NO.P>sottolinea la necessità di una rapida revisione del funzionamento e del processo decisionale del Consiglio in vista dell'allargamento; propone di rivedere il sistema delle presidenze di turno del Consiglio; osserva che anche il calcolo delle soglie di voto a maggioranza qualificata dovrebbe essere rivisto per migliorare l'equilibrio tra Stati più grandi e Stati più piccoli e per fissare soglie più elevate per le decisioni più importanti; chiede la massima trasparenza e integrità del processo decisionale del Consiglio nel contesto dell'allargamento;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>38.</NO.P>osserva che la composizione della Commissione deve tenere conto dell'allargamento e ricorda a tale proposito la flessibilità prevista dal trattato di Lisbona; sottolinea che qualsiasi riesame della prassi di nominare un commissario per Stato membro deve garantire una composizione geograficamente equilibrata della Commissione;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>39.</NO.P>ribadisce la sua richiesta di rafforzare gli strumenti per la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>40.</NO.P>sottolinea che l'allargamento rappresenta sia un'importante sfida finanziaria per l'UE, in particolare per quanto riguarda le politiche agricola e di coesione, sia un'opportunità per riformare l'UE; sottolinea che tale sfida necessita di un QFP dotato di una struttura, priorità e finanziamenti adeguati e di un bilancio dell'UE più efficace che consenta all'Unione di assumere nuovi impegni, continuando nel contempo a realizzare i programmi e le priorità politiche esistenti; sottolinea inoltre che sono necessarie risorse proprie aggiuntive e autentiche per far fronte alla sfida dell'allargamento; osserva che l'allargamento si aggiunge alle altre crescenti richieste di finanziamenti dell'UE in ambiti quali la stabilità finanziaria, l'autonomia strategica, la salute, l'energia, la decarbonizzazione, la transizione verso l'energia pulita, la tutela dell'ambiente, la digitalizzazione, la ricerca, la difesa e la sicurezza; sottolinea che tali riforme finanziarie devono essere considerate parallelamente ai negoziati di adesione in corso e adottate prima dell'allargamento; difende la sua posizione secondo cui l'attuale e futura architettura del QFP dovrebbe essere ristrutturata e notevolmente rafforzata per aumentare la resilienza; sottolinea la necessità di tenere conto dell'adesione di nuovi membri in sede di preparazione del QFP 2028-2034;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>41.</NO.P>invita la Commissione e i paesi candidati a garantire il ruolo speciale delle PMI come pilastro principale per rafforzare le politiche industriali e migliorare la capacità dei paesi di conseguire una transizione giusta e di adattarsi alle sfide tecnologiche nel percorso verso una transizione digitale inclusiva;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>42.</NO.P>ribadisce il suo invito al Consiglio, alla Commissione e al SEAE a migliorare la comunicazione strategica e la visibilità sia dei vantaggi socioeconomici reciproci che delle sfide dell'allargamento sia nei paesi in fase di adesione che negli Stati membri attraverso un'efficace strategia di campagna di informazione durante l'intero processo di allargamento, dimostrando i risultati tangibili del processo di adesione in corso e di ciascun ciclo di negoziati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>43.</NO.P>ribadisce il suo invito ad attuare le raccomandazioni della commissione speciale sulle ingerenze straniere in tutti i processi democratici nell'Unione europea, inclusa la disinformazione (INGE), in particolare intensificando gli sforzi per contrastare la disinformazione e prevenire le ingerenze straniere malevole e i tentativi di minare la democrazia e di compromettere l'integrazione dell'UE sabotando la stabilità politica, economica e sociale nei paesi candidati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>44.</NO.P>evidenzia che la ricostruzione e la ripresa postbellica dell'Ucraina rappresentano una sfida multidimensionale da affrontare nel più ampio contesto di un impegno internazionale; sottolinea che i finanziamenti per l'Ucraina devono provenire da molteplici fonti internazionali, tra cui i beni russi congelati; sottolinea che tali investimenti comporteranno rischi finanziari associati e insiste sul fatto che tale processo deve essere attentamente monitorato e integrato in un quadro legislativo ben concepito e su misura, ossia a prova di corruzione e frode; chiede, a tale proposito, una rapida adozione del regolamento che istituisce lo strumento per l'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>45.</NO.P>accoglie con favore il lavoro della Commissione sulle politiche pre-allargamento e la revisione dei finanziamenti, e chiede un'approfondita valutazione d'impatto sulle implicazioni dell'allargamento; sostiene la creazione di un efficace meccanismo di risoluzione dei conflitti e di mediazione, sostenuto dall'UE, al di fuori del quadro dell'allargamento, dedicato a promuovere la riconciliazione e a risolvere le questioni bilaterali nei paesi candidati, aiutando a trovare e attuare soluzioni vincolanti definitive alle controversie regionali e bilaterali e ai retaggi del passato;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>46.</NO.P>chiede che le elezioni europee del 2024 siano considerate un'opportunità per discutere e presentare la necessità e i vantaggi del processo di approfondimento e allargamento dell'Unione europea e le necessarie riforme politiche, istituzionali e finanziarie europee;</P></ACTION><SEPARATION><P>°</P><P>°	°</P></SEPARATION><ACTION><P><NO.P>47.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione / alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché ai governi e parlamenti dei paesi in fase di adesione.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>