<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0367</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Audizioni in corso a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, TUE riguardanti l'Ungheria per rafforzare lo Stato di diritto, e relative implicazioni di bilancio</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B9-0223/2024)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 24 aprile 2024 sulle audizioni in corso a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, TUE riguardanti l'Ungheria per rafforzare lo Stato di diritto, e sulle relative implicazioni di bilancio (2024/2683(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare l'articolo 2, l'articolo 4, paragrafo 3, e l'articolo 7, paragrafo 1,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (Carta),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e i relativi protocolli,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti i trattati internazionali delle Nazioni Unite e del Consiglio d'Europa in materia di diritti umani,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'elenco di criteri per la valutazione dello Stato di diritto adottato dalla Commissione di Venezia in occasione della sua 106<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione plenaria tenutasi a Venezia l'11 e il 12 marzo 2016,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 12 settembre 2018 su una proposta recante l'invito al Consiglio a constatare, a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, l'esistenza di un evidente rischio di violazione grave da parte dell'Ungheria dei valori su cui si fonda l'Unione<FOOTNOTE><FIELD> GU C 433 del 23.12.2019, pag. 66.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, relativo a un regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione<FOOTNOTE><FIELD> GU L 433 I del 22.12.2020, pag. 1.</FIELD></FOOTNOTE> (in appresso "il regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto"),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la decisione della Commissione del 13 dicembre 2023 relativa al riesame, su iniziativa della Commissione, del rispetto delle condizioni di cui all'articolo 4 del regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 a seguito della decisione di esecuzione (UE) 2022/2506 del Consiglio, del 15 dicembre 2022, relativa all'Ungheria (C(2023) 8999),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 15 settembre 2022 sulla proposta di decisione del Consiglio in merito alla constatazione, a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, dell'esistenza di un evidente rischio di violazione grave da parte dell'Ungheria dei valori su cui si fonda l'Unione<FOOTNOTE><FIELD> GU C 125 del 5.4.2023, pag. 463.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 24 novembre 2022 sulla valutazione del rispetto da parte dell'Ungheria delle condizioni relative allo Stato di diritto ai sensi del regolamento sulla condizionalità e lo stato di avanzamento del piano di ripresa e resilienza ungherese<FOOTNOTE><FIELD> GU C 167 dell'11.5.2023, pag. 74.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 1° giugno 2023 sulle violazioni dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali in Ungheria e i fondi dell'UE congelati<FOOTNOTE><FIELD> GU C, C/2023/1223, 21.12.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2023/1223/oj.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la sua risoluzione del 18 gennaio 2024 sulla situazione in Ungheria e sui fondi dell'UE congelati<FOOTNOTE><FIELD> Testi approvati, P9_TA(2024)0053.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il capitolo sull'Ungheria della relazione annuale della Commissione sullo Stato di diritto,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere della Commissione di Venezia relativo alla legge ungherese LXXXVIII del 2023 sulla protezione della sovranità nazionale, adottato in occasione della sua 138<STRING SUPERSCRIPT="on">a</STRING> sessione plenaria a Venezia il 15 e 16 marzo 2024,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che l'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto nonché del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze, definiti all'articolo 2 TUE e rispecchiati nella Carta, nonché integrati nei trattati internazionali in materia di diritti umani; che tali valori, condivisi dagli Stati membri, costituiscono il fondamento dei diritti di cui godono coloro che vivono nell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che un eventuale rischio evidente di violazione grave dei valori di cui all'articolo 2 TUE da parte di uno Stato membro non riguarda soltanto il singolo Stato membro in cui si manifesta il rischio, ma ha ripercussioni sugli altri Stati membri, sulla fiducia reciproca tra di essi e sulla natura stessa dell'Unione, nonché sui diritti fondamentali dei suoi cittadini in base al diritto dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che l'ambito di applicazione dell'articolo 7 TUE non si limita agli obblighi derivanti dai trattati, a differenza dell'articolo 258 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), e che l'UE può valutare l'esistenza di un evidente rischio di violazione grave dei valori comuni nei settori di competenza degli Stati membri;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che nel 2018, su proposta del Parlamento europeo, il Consiglio ha avviato la procedura di cui all'articolo 7, paragrafo 1, TUE al fine di affrontare un evidente rischio di violazione grave da parte dell'Ungheria dei valori di cui all'articolo 2 TUE; che, dall'inizio della procedura, si sono svolte in sede di Consiglio sei audizioni sulla situazione in Ungheria a norma della procedura di cui all'articolo 7, paragrafo 1, TUE, ma che il Consiglio non ha ancora tentato di stabilire se tale rischio esista e non ha formulato alcuna raccomandazione al governo ungherese;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che il regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto è della massima importanza, in quanto è lo strumento che consente la protezione efficace dei fondi dell'UE;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che la Commissione ha deciso di concedere all'Ungheria 0,9 miliardi di EUR di prefinanziamenti nell'ambito di REPowerEU; che tali prefinanziamenti possono essere concessi senza condizioni, ma non senza controlli;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che, nella sua risoluzione del 15 settembre 2022, il Parlamento ha valutato che, dall'avvio della procedura a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, TUE, le molteplici preoccupazioni relative al rispetto da parte dell'Ungheria dei valori sanciti dall'articolo 2 TUE continuavano a sussistere o si erano sostanzialmente aggravate, anche per quanto riguarda l'indipendenza della magistratura, la corruzione, i conflitti di interesse, l'indipendenza e il pluralismo dei media, il funzionamento del sistema costituzionale ed elettorale e lo spazio civico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che, dall'adozione di tale risoluzione, la situazione in alcuni di questi ambiti ha registrato miglioramenti limitati, nella maggior parte dei casi è rimasta allarmante e in altri casi è ulteriormente peggiorata; che sono emersi nuovi e gravi problemi a seguito delle azioni del governo ungherese;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che nell'aprile 2024 decine di migliaia di ungheresi sono scesi in piazza per protestare contro l'appropriazione dello Stato e la corruzione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="DASH"><INT.LI LEVEL="0">considerando che nel 2023 il governo ungherese ha approvato un pacchetto legislativo di riforme giudiziarie al fine di migliorare alcuni aspetti dell'indipendenza della magistratura, compreso il rafforzamento dell'indipendenza del Consiglio nazionale della magistratura; che l'elenco non esaustivo delle gravi carenze relative allo Stato di diritto nel sistema giudiziario ancora da affrontare comprende:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>le norme relative all'inamovibilità dell'attuale presidente della Curia, la corte suprema ungherese,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la mancanza di tutele e garanzie significative rispetto all'indipendenza della Curia,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la mancanza di trasparenza e automazione nel sistema di assegnazione dei casi in seno alla Curia e la mancanza di trasparenza circa le norme sulla composizione delle giurie,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>le pressioni politiche e amministrative sull'indipendenza del Consiglio nazionale della magistratura e dei suoi membri, anche attraverso campagne diffamatorie,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>le norme relative alla nomina, alla promozione e all'inamovibilità dei giudici,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la mancanza di tutele e garanzie significative rispetto all'indipendenza dei giudici che riesaminano le decisioni amministrative,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>un numero crescente di ostacoli ai rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE),</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>le norme carenti in materia di immunità e procedimenti disciplinari nei confronti di procuratori e giudici,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>le ingerenze politiche nell'attività delle autorità preposte all'esercizio dell'azione penale e dei singoli procuratori,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la mancanza di servizi di sostegno efficienti per le vittime di reati;</ITEM></LIST></P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="DASH"><INT.LI LEVEL="0">considerando che l'elenco non esaustivo delle gravi carenze persistenti relative alla lotta alla corruzione e ai conflitti di interessi comprende:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>l'assenza di una casistica di indagini, azioni penali e sentenze definitive riguardanti casi di corruzione ad alto livello,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>l'assenza di norme rigorose in materia di lobbismo, porte girevoli e controllo efficace delle dichiarazioni patrimoniali,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la mancanza di competenze, conferimento di poteri e accesso alle informazioni in misura sufficiente, nonché di risorse adeguate presso l'Autorità per l'integrità,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la mancanza di consultazioni pubbliche e dibattiti sulle misure anticorruzione,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la mancanza di responsabilità da parte delle autorità preposte all'esercizio dell'azione penale, anche in caso di negligenza, inadempienza dei propri obblighi e comportamento criminale,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>ingerenze politiche nell'attività delle autorità preposte all'esercizio dell'azione penale che vigilano sui casi di corruzione ad alto livello e sui casi penali;</ITEM></LIST></P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="DASH"><INT.LI LEVEL="0">considerando che l'elenco non esaustivo di gravi carenze persistenti relative alla libertà e al pluralismo dei media comprende:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la mancanza di indipendenza funzionale dell'autorità dei media e del coordinatore dei servizi digitali,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la mancanza di indipendenza editoriale e finanziaria come pure la mancanza di pluralismo di opinioni politiche nei media del servizio pubblico, utilizzati dalla maggioranza al potere per scopi di propaganda politica,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>l'abuso di pubblicità statale nei media filogovernativi e la mancanza di norme e trasparenza in materia,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>campagne diffamatorie nei confronti di giornalisti e media indipendenti,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>un numero crescente di restrizioni all'accesso alle informazioni pubbliche,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la mancanza di indagini significative sull'impiego di spyware nei confronti di giornalisti investigativi e professionisti dei media,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la concentrazione del mercato dei media e l'influenza eccessiva del governo sul panorama dei media (anche attraverso la Fondazione centroeuropea per la stampa e i media o KESMA, secondo l'acronimo ungherese),</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>il potenziale assoggettamento degli organi di informazione e dei giornalisti a indagini da parte dell'Ufficio per la protezione della sovranità;</ITEM></LIST></P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="DASH"><INT.LI LEVEL="0">considerando che l'elenco non esaustivo di gravi carenze persistenti relative al sistema costituzionale ed elettorale, nonché al bilanciamento dei poteri, comprende:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>l'assenza di condizioni eque per le campagne elettorali durante le elezioni a livello locale e nazionale, nonché frequenti modifiche del codice elettorale,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la trasparenza e l'assunzione di responsabilità insufficienti nel processo di elaborazione e adozione delle leggi,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>il mantenimento dello "stato di pericolo" ufficiale che conferisce al governo ampi poteri emergenziali e gli consente di scavalcare leggi di livello superiore mediante decreti di emergenza,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>l'assenza di un significativo processo di consultazione pubblica in merito a progetti di legge importanti,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la graduale riduzione del potere degli organismi indipendenti e l'esercizio di pressioni sulla loro indipendenza,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>il ricorso ai disegni di legge omnibus allo scopo di modificare diverse leggi;</ITEM></LIST></P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="DASH"><INT.LI LEVEL="0">considerando che l'elenco non esaustivo di gravi carenze persistenti relative al funzionamento della società civile comprende:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>l'effetto dissuasivo di varie leggi volte a limitare l'esistenza e il funzionamento di organizzazioni indipendenti della società civile, come la legge sulla trasparenza delle organizzazioni che ricevono fondi esteri e la legge sulla protezione della sovranità nazionale,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>campagne diffamatorie e vessazioni nei confronti dei rappresentanti delle organizzazioni della società civile,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la mancanza di finanziamenti pubblici per le organizzazioni indipendenti della società civile e il sostegno finanziario a organizzazioni filogovernative o a organizzazioni che hanno legami con il governo,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>il potenziale assoggettamento delle organizzazioni della società civile e dei loro rappresentanti a sorveglianza e indagini da parte dell'Ufficio per la protezione della sovranità;</ITEM></LIST></P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="DASH"><INT.LI LEVEL="0">considerando che l'elenco non esaustivo di gravi carenze persistenti relative alla protezione degli interessi finanziari dell'UE comprende:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>il funzionamento delle autorità preposte all'esecuzione del bilancio dell'UE,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>le irregolarità, le lacune e le carenze sistemiche negli appalti pubblici, compresa una percentuale elevata di procedure di gara con una sola offerta e la mancanza di concorrenza nel sistema degli appalti pubblici,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>le carenze nei meccanismi di audit e controllo per garantire un uso corretto dei fondi dell'UE,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>capacità inadeguate per prevenire e punire le frodi, la corruzione e altre violazioni del diritto dell'UE riguardanti l'esecuzione del bilancio dell'UE o la tutela dei suoi interessi finanziari,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>l'applicazione inadeguata dello strumento ARACHNE,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la mancanza di trasparenza nell'uso dei fondi dell'UE da parte delle fondazioni di interesse pubblico per la gestione del patrimonio,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la mancata adesione dell'Ungheria alla Procura europea ("EPPO");</ITEM></LIST></P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="DASH"><INT.LI LEVEL="0">considerando che l'elenco non esaustivo di gravi carenze persistenti relative al rispetto dei principi e delle norme del mercato unico comprende:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>le pratiche discriminatorie nei confronti delle imprese che operano in settori definiti come aventi un interesse strategico per il governo ungherese,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>l'abuso di potere pubblico e legislativo e il ricorso a tecniche di intimidazione nei confronti di attori economici che operano in settori definiti come aventi un interesse strategico per il governo ungherese;</ITEM></LIST></P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P><LIST LEVEL="1" TYPE="DASH"><INT.LI LEVEL="0">considerando che il governo ungherese non ha inoltre affrontato altre preoccupazioni individuate nella risoluzione del Parlamento del 15 settembre 2022 relative ai diritti fondamentali, tra cui:</INT.LI><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la libertà accademica,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>la libertà religiosa,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>il diritto alla parità di trattamento, compresi i diritti delle persone LGBTIQ,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>i diritti delle persone appartenenti a minoranze, tra cui i rom e gli ebrei; la protezione dall'incitamento all'odio nei confronti delle minoranze,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>i diritti fondamentali dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati,</ITEM><ITEM LEVEL="1"><SYMBOL>–</SYMBOL>i diritti economici e sociali;</ITEM></LIST></P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che la legge sulla protezione della sovranità nazionale è entrata in vigore il 23 dicembre 2023; che, di conseguenza, è stato istituito il nuovo Ufficio per la protezione della sovranità e il codice penale è stato modificato in modo da prevedere, tra l'altro, una pena detentiva in caso di utilizzo di finanziamenti esteri per campagne politiche; che, nella sua dichiarazione del 27 novembre 2023, la commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa ha indicato che il progetto di tale legge rappresentava un rischio significativo per i diritti umani e avrebbe dovuto essere accantonato; che, nel suo parere del 18 marzo 2024, la commissione di Venezia ha osservato che le restrizioni ai finanziamenti esteri per i partiti politici e le campagne elettorali erano prassi comune e, in linea di principio, conformi alle migliori pratiche e alle norme internazionali, ma che le modifiche giuridiche non definivano in modo chiaro quali tipi di attività di campagna elettorale fossero vietate e le modalità per stabilire che esse fossero finanziate con fondi esteri; che, nel suo parere, la commissione di Venezia ha altresì osservato che le modifiche non tenevano conto della cooperazione dei partiti politici a livello internazionale, non escludevano i finanziamenti da parte di organizzazioni internazionali e non prevedevano il rispetto degli obblighi internazionali, tra cui gli obblighi derivanti dall'adesione all'UE; che il 7 febbraio 2024 la Commissione ha deciso di avviare una procedura di infrazione nei confronti dell'Ungheria, ritenendo che la legislazione violasse diverse disposizioni del diritto primario e derivato dell'UE, tra cui i valori democratici dell'UE, il principio della democrazia e i diritti elettorali dei cittadini dell'UE, come pure diversi diritti fondamentali sanciti dalla Carta, quali il diritto al rispetto della vita privata e familiare, il diritto alla protezione dei dati personali, la libertà di espressione e di informazione, la libertà di associazione, i diritti elettorali dei cittadini dell'UE, il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale, il diritto di non autoincriminarsi e il segreto professionale forense, le prescrizioni del diritto dell'UE in materia di protezione dei dati e diverse norme applicabili al mercato unico;</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che, dall'adozione della relazione interlocutoria, la CGUE ha dichiarato, nella sua sentenza nella causa C-823/21<FOOTNOTE><FIELD> Sentenza della Corte di giustizia del 22 giugno 2023, Commissione europea contro Ungheria, C-823/21, ECLI:EU:C:2023:504.</FIELD></FOOTNOTE>, Commissione/Ungheria, che, subordinando la possibilità di presentare una domanda di protezione internazionale al previo deposito di una dichiarazione d'intenti presso un'ambasciata ungherese sita in un paese terzo, l'Ungheria è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza del diritto dell'UE in materia di asilo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che, nelle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) del 10 novembre 2022 nella causa Bakirdzi e E.C. contro Ungheria (49636/14 e 65678/14), divenuta definitiva il 3 aprile 2023, e del 30 marzo 2023 nella causa Szolcsán contro Ungheria (24408/16), divenuta definitiva il 30 giugno 2023, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha riscontrato violazioni per quanto riguarda i diritti di voto degli elettori appartenenti a minoranze nazionali e l'istruzione dei bambini rom in classi o scuole separate, senza che fossero adottate misure adeguate per porre rimedio alle disuguaglianze;</P></CONS><CONS><P><NO.P>U.</NO.P>considerando che, nelle sue decisioni relative al controllo rafforzato in sospeso dell'esecuzione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo nelle cause e nei gruppi di cause <STRING ITALIC="on">Szabó e Vissy</STRING> contro <STRING ITALIC="on">Ungheria</STRING><FOOTNOTE><FIELD> Sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 12 gennaio 2016, Szabó e Vissy c. Ungheria, 37148/14, divenuta definitiva il 6 giugno 2016.</FIELD></FOOTNOTE>, <STRING ITALIC="on">Gazsó</STRING> contro <STRING ITALIC="on">Ungheria</STRING><FOOTNOTE><FIELD> Sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 16 luglio 2016, Gazsó c. Ungheria, 48322/12, divenuta definitiva il 16 ottobre 2015.</FIELD></FOOTNOTE>, <STRING ITALIC="on">Ilias e Ahmed</STRING> contro <STRING ITALIC="on">Ungheria</STRING><FOOTNOTE><FIELD> Sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 14 marzo 2017, Ilias e Ahmed c. Ungheria, 47287/15.</FIELD></FOOTNOTE> e <STRING ITALIC="on">Baka </STRING>contro <STRING ITALIC="on">Ungheria</STRING><FOOTNOTE><FIELD> Sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 23 giugno 2016, Baka c. Ungheria, 20261/12.</FIELD></FOOTNOTE>, il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha ribadito le proprie preoccupazioni in merito alla mancata esecuzione di tali sentenze;</P></CONS><CONS><P><NO.P>V.</NO.P>considerando che, nella sua relazione sul quinto ciclo di valutazioni sull'Ungheria, il gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) ha espresso numerose preoccupazioni in merito all'efficacia del quadro in vigore in Ungheria per prevenire la corruzione tra le alte funzioni dell'esecutivo e tra i membri della polizia nazionale e del servizio di protezione nazionale ungheresi; che il GRECO ha indicato quale caratteristica comune e generale della pubblica amministrazione e delle autorità di contrasto in Ungheria il fatto che la maggior parte delle misure di integrità e di prevenzione della corruzione si rivolge a funzionari di basso e medio livello, ma che il quadro di integrità applicabile alle alte funzioni dell'esecutivo è molto debole e che le condizioni per la nomina di alti dirigenti della polizia e del servizio di protezione nazionale presentano rischi di politicizzazione;</P></CONS><CONS><P><NO.P>W.</NO.P>considerando che, nella sua relazione, la commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza ha accolto con favore alcuni sviluppi positivi in Ungheria, ma ha espresso preoccupazione per l'abolizione dell'Autorità per la parità di trattamento, la stigmatizzazione degli studenti provenienti da contesti svantaggiati e da famiglie a basso reddito, come gli studenti rom, il significativo deterioramento dei diritti umani delle persone LGBTI, la crescente xenofobia nel dibattito pubblico e nel discorso politico, in particolare nei confronti di rifugiati, richiedenti asilo e migranti, musulmani e persone LGBTI, l'efficacia estremamente limitata del quadro giuridico per combattere l'incitamento all'odio, la mancata attuazione delle strategie nazionali di inclusione sociale, la cessazione del sostegno all'integrazione statale per i rifugiati e le persone cui è stata concessa la protezione sussidiaria e la difficoltà di accesso all'asilo nel paese;</P></CONS><CONS><P><NO.P>X.</NO.P>considerando che, nelle sue osservazioni conclusive, il Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione contro le donne ha espresso preoccupazione per quanto riguarda la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, nonché per il fatto che le politiche ungheresi in materia di uguaglianza si basano esclusivamente sul concetto di famiglia e ritengono che il ruolo primario di una donna sia quello di essere una moglie e una madre, e ha raccomandato all'Ungheria l'adozione di misure per far fronte al dibattito pubblico anti-gender;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Y.</NO.P>considerando che, nella sua dichiarazione rilasciata a seguito di una visita ufficiale in Ungheria, il rappresentante per la libertà dei mezzi d'informazione dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa ha affermato che, nell'esaminare la situazione della libertà dei media in Ungheria, emerge un quadro caratterizzato da un approccio sistemico secondo cui alcune voci non godono delle stesse condizioni fondamentali per essere ascoltate;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Z.</NO.P>considerando che, nella sua raccomandazione relativa al programma nazionale di riforma 2023 dell'Ungheria e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2023 dell'Ungheria (COM(2023)0617), il Consiglio ha raccomandato all'Ungheria di intervenire per migliorare l'adeguatezza del sistema di assistenza sociale, migliorare l'accesso a efficaci misure di politica attiva del mercato del lavoro, garantire un dialogo sociale efficace e migliorare il quadro normativo e la concorrenza nel settore dei servizi, in linea con i principi del mercato unico e dello Stato di diritto;</P></CONS><CONS><P><NO.P>AA.</NO.P>considerando che il governo ungherese non ha attuato molteplici sentenze della Corte costituzionale ungherese, della CGUE e della CEDU relative a violazioni, da parte dell'Ungheria, dei valori sanciti dall'articolo 2 TUE, né ha dato seguito alla grande maggioranza delle raccomandazioni contenute nella relazione della Commissione sullo Stato di diritto 2023 o alle raccomandazioni di altri organismi internazionali quali il GRECO e la Commissione di Venezia, tra gli altri;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>esprime sgomento per la violazione persistente, sistematica e deliberata della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali in Ungheria, di cui il governo ungherese è responsabile;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>sottolinea che il rispetto dei valori sanciti dall'articolo 2 TUE si è notevolmente deteriorato in Ungheria dopo l'attivazione della procedura di cui all'articolo 7, paragrafo 1, TUE, ed esprime profondo rammarico per il fatto che la mancanza di un'azione decisa da parte della Commissione e del Consiglio abbia contribuito al crollo della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali nel paese, trasformandolo in un regime ibrido di autocrazia elettorale, secondo gli indicatori pertinenti;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>condanna l'adozione della legge sulla protezione della sovranità nazionale e la creazione dell'Ufficio per la protezione della sovranità, dotato di ampi poteri e un rigoroso sistema di sorveglianza e di sanzioni, che viola fondamentalmente le norme democratiche, come il principio di elezioni libere ed eque, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, nonché molteplici normative dell'UE; accoglie con favore la procedura di infrazione della Commissione nei confronti dell'Ungheria a tale riguardo; invita il governo ungherese ad abrogare immediatamente l'atto in questione; invita la Commissione a chiedere alla CGUE la sospensione immediata dell'applicazione della suddetta legge quale misura provvisoria, dal momento che tale legge incide sul principio di elezioni libere ed eque;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>deplora l'incapacità del Consiglio di compiere progressi significativi nell'ambito della procedura in corso di cui all'articolo 7, paragrafo 1, TUE e ribadisce il suo invito a migliorare la situazione organizzando audizioni periodiche, affrontando rapidamente i problemi nuovi e di lunga data che incidono sullo Stato di diritto, la democrazia e i diritti fondamentali e formulando raccomandazioni concrete corredate di termini per l'attuazione; invita il Consiglio a pubblicare processi verbali integrali e conclusioni dopo ogni audizione; insiste sul fatto che in tutti i procedimenti relativi all'articolo 7 TUE, il Parlamento dovrebbe essere in grado di presentare la sua proposta motivata al Consiglio, di partecipare alle audizioni di cui all'articolo 7 TUE e di essere prontamente e pienamente informato in ogni fase della procedura; invita la Commissione e gli Stati membri ad avviare la procedura di cui all'articolo 7, paragrafo 2, TUE, e il Consiglio europeo a determinare se l'Ungheria abbia commesso violazioni gravi e persistenti dei valori dell'UE ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, TUE qualora non si compiano progressi prima del termine della Presidenza belga; sottolinea che il Consiglio condivide la responsabilità di tutelare i valori sanciti dall'articolo 2 TUE e che la mancata protezione di tali valori avrebbe conseguenze durature e potenzialmente dannose;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>evidenzia l'importante ruolo della Presidenza del Consiglio nel portare avanti i lavori del Consiglio sulla legislazione dell'UE, garantendo la continuità dell'agenda dell'UE e rappresentando il Consiglio nelle relazioni con le altre istituzioni dell'UE; ribadisce la propria preoccupazione circa il fatto che il governo ungherese non sarà in grado di adempiere in modo credibile a tale compito nel 2024, in considerazione della sua inosservanza del diritto dell'UE, dei valori sanciti dall'articolo 2 TUE e del principio di leale cooperazione; deplora il fatto che il Consiglio non abbia ancora trovato una soluzione a tale problema e che i rappresentanti del governo ungherese presiederanno le riunioni del Consiglio in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali, comprese le riunioni relative alla tutela degli interessi finanziari e del bilancio dell'UE; sottolinea che tale sfida giunge nel momento cruciale delle elezioni europee e della formazione della Commissione; si rammarica per l'incapacità di trovare una soluzione e ribadisce la propria disponibilità ad adottare le misure necessarie per difendere la credibilità dell'Unione rispetto ai valori sanciti dall'articolo 2 TUE per quanto riguarda la cooperazione con il Consiglio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>invita il Consiglio e la Commissione a dedicare maggiore attenzione al contrasto dello smantellamento sistemico dello Stato di diritto, nonché all'interazione tra le varie violazioni dei valori individuate nelle sue risoluzioni; sottolinea che l'UE dovrebbe difendere con pari determinazione tutti i valori sanciti dall'articolo 2 TUE e che il mancato rispetto di tale responsabilità compromette le istituzioni democratiche e, in ultima analisi, incide sui diritti umani e sulla vita di tutti i cittadini nei paesi in cui tali valori sono violati;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>ribadisce il suo invito alla Commissione affinché si avvalga appieno degli strumenti disponibili per far fronte a un evidente rischio di violazione grave dei valori fondanti dell'Unione da parte dell'Ungheria, con particolare riferimento alle procedure d'infrazione accelerate, alle domande di provvedimenti provvisori dinanzi alla CGUE e alle misure inerenti alla mancata esecuzione delle sentenze della CGUE; ricorda l'importanza del regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto e accoglie con favore la decisione della Commissione del 13 dicembre 2023, che conferma che il rischio per il bilancio dell'Unione è rimasto invariato dal dicembre 2022, il che ha comportato la proroga delle misure adottate a norma del suddetto regolamento; invita la Commissione ad adottare misure immediate a norma del regolamento per quanto riguarda altre violazioni dello Stato di diritto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>ribadisce, in tale contesto, la sua seria preoccupazione per la decisione secondo cui la condizione abilitante orizzontale relativa alla Carta è stata soddisfatta per quanto riguarda l'indipendenza della magistratura, il che ha consentito alle autorità ungheresi di presentare domande di rimborso per un importo fino a 10,2 miliardi di EUR, senza che vi siano adeguati meccanismi di controllo o procedure di appalto pubblico intesi a garantire la sana gestione finanziaria o la protezione del bilancio dell'UE; ricorda la richiesta del Parlamento, presentata il 25 marzo 2024, intesa a verificare la legittimità della decisione C(2023)9014 dinanzi alla CGUE, conformemente all'articolo 263 TFUE; attende con interesse una rapida risoluzione della questione; ribadisce il suo invito alla Commissione affinché revochi la sua decisione, in particolare alla luce delle misure nazionali decise dopo la sua adozione e delle rivelazioni trapelate dall'ex ministro della Giustizia ungherese, che suggeriscono l'assenza di indipendenza nell'azione penale e interferenze politiche nei procedimenti giudiziari; invita la Commissione a bloccare i fondi fino a quando la legislazione pertinente sarà stata integralmente attuata, le misure adottate avranno dimostrato la loro efficacia nella pratica e l'Ungheria avrà attuato tutte le pertinenti sentenze della CGUE e della CEDU; invita la Commissione a controllare rigorosamente i prefinanziamenti concessi nell'ambito dei finanziamenti dell'UE onde garantire che i fondi siano attuati in linea con gli obiettivi della legislazione corrispondente; ribadisce il suo invito all'Ungheria affinché aderisca con urgenza all'EPPO; invita la Commissione a esortare l'Ungheria a partecipare all'EPPO;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>insiste sul fatto che le misure necessarie per l'erogazione dei finanziamenti dell'UE, quali definite dalle pertinenti decisioni adottate a norma del regolamento recante disposizioni comuni (RDC)<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura, e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo Sicurezza interna e allo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti, GU L 231 del 30.6.2021, pag. 159.</FIELD></FOOTNOTE>, del regolamento che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF)<FOOTNOTE><FIELD> Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza, <STRING ITALIC="on">GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17</STRING>.</FIELD></FOOTNOTE> e del regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto, devono essere valutate in modo coerente come un unico pacchetto integrale, e che non dovrebbero essere effettuati pagamenti anche se vi sono progressi in uno o più ambiti ma permangono carenze in altri; sottolinea che è incomprensibile sbloccare i fondi a titolo dell'RDC adducendo miglioramenti all'indipendenza della magistratura, mentre i fondi a titolo dell'RRF e del meccanismo di condizionalità rimangono bloccati a causa delle persistenti carenze relative all'indipendenza della magistratura;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>prende atto della creazione dell'Autorità per l'integrità quale una delle misure correttive da attuare nel quadro del regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto; è del parere che la mera creazione dell'Autorità non possa essere considerata sufficiente per affrontare le attuali preoccupazioni e ritiene che l'adempimento delle rispettive misure correttive dovrebbe essere valutato sulla base del funzionamento pratico di tale istituzione; ritiene che, se dotata di prerogative e competenze di esecuzione adeguate, l'Autorità per l'integrità possa far fronte ad alcune delle preoccupazioni relative alla situazione dello Stato di diritto in Ungheria, in particolare la lotta alla corruzione; è tuttavia preoccupato dal fatto che, nella pratica, l'Autorità sia priva delle competenze e delle prerogative necessarie per svolgere adeguatamente i suoi compiti, come dimostrato durante il suo primo anno di attività; insiste affinché siano conferiti ulteriori poteri all'Autorità e sul fatto che tali poteri siano attuabili, in particolare consentendo all'Autorità accesso adeguato alle banche dati pertinenti, rafforzando i suoi poteri investigativi e rendendo obbligatoria l'adozione delle sue raccomandazioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>sottolinea che il rispetto del diritto dell'UE, comprese le norme del mercato unico, rappresenta un pilastro fondamentale del principio dello Stato di diritto; invita la Commissione a includere, nell'ambito della valutazione della situazione dello Stato di diritto in ciascuno Stato membro, una valutazione della situazione del mercato unico in tale Stato membro; esprime preoccupazione per l'abuso di potere e le pratiche discriminatorie sistemiche adottate dalle autorità ungheresi nei confronti delle imprese che operano in settori definiti come aventi un interesse strategico per il governo ungherese e gli oligarchi; sottolinea che ciò ha portato a un contesto di discriminazione e paura che contraddice i pilastri del mercato unico e pone a grave rischio alcune imprese e i loro legittimi interessi commerciali, costringendole di fatto a uscire dal mercato ungherese; invita la Commissione a prestare particolare attenzione al rispetto delle norme del mercato unico nel valutare la situazione dello Stato di diritto in Ungheria; invita la Commissione a esaminare se le leggi relative ai settori definiti come aventi un interesse strategico per il governo ungherese siano in linea con la legislazione europea vigente; sottolinea che la Commissione ha il dovere di dare rapidamente seguito alle denunce presentate dalle imprese sistematicamente prese di mira dalle autorità ungheresi e di deferire i casi pertinenti alla CGUE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>deplora il fatto che l'Ungheria abbia abusato del suo potere di veto in seno al Consiglio, impedendo la concessione di aiuti essenziali all'Ucraina e compromettendo in tal modo gli interessi strategici dell'UE; condanna la politica generale del governo ungherese nei confronti della Russia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>ribadisce il suo invito alla Commissione a garantire che i destinatari o i beneficiari finali dei fondi dell'UE non siano privati di tali fondi, come stabilito nel regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto; invita la Commissione a trovare modalità per distribuire i fondi dell'UE attraverso gli enti locali e regionali e le organizzazioni della società civile qualora il governo interessato non cooperi per quanto riguarda le carenze nell'attuazione dello Stato di diritto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>sottolinea che le autorità ungheresi devono garantire trasparenza e pari opportunità alle persone, alle imprese, alla società civile, alle organizzazioni non governative e agli enti locali e regionali che desiderano accedere ai finanziamenti dell'UE e devono altresì garantire l'indipendenza del controllo giudiziario, nonché meccanismi di denuncia imparziali ed efficaci; condanna le pratiche discriminatorie sistemiche adottate nei confronti del mondo accademico, dei giornalisti, dei partiti politici e della società civile, come pure delle imprese in alcuni settori;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>invita la Commissione a sostenere una società civile indipendente in Ungheria, che salvaguardi i valori sanciti dall'articolo 2 TUE, in particolare avvalendosi del programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori; rinnova il suo invito alla Commissione affinché adotti una strategia globale per la società civile, ai fini della tutela e dello sviluppo dello spazio civico all'interno dell'Unione, che integri tutti gli strumenti esistenti e delinei una serie di misure specifiche atte a proteggere e consolidare lo spazio civico;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>ribadisce l'invito alla Commissione e al Consiglio ad avviare immediatamente i negoziati con il Parlamento su un meccanismo dell'UE per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali sotto forma di accordo interistituzionale, includendovi un ciclo politico permanente tra le istituzioni dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e alle Nazioni Unite.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>