<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0379</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Le elezioni presidenziali antidemocratiche della Russia e la loro illegittima estensione ai territori occupati</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B9-0253, 0255, 0256, 0259 e 0260/2024)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 25 aprile 2024 sulle elezioni presidenziali antidemocratiche della Russia e la loro illegittima estensione ai territori occupati (2024/2665(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulla Russia e l'Ucraina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visti la Costituzione della Federazione russa e gli obblighi internazionali in materia di diritti umani che la Russia si è impegnata a rispettare in quanto membro del Consiglio d'Europa e dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il documento di Copenaghen del 1990 dell'OSCE,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la risoluzione ES-11/4 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 12 ottobre 2022, dal titolo "Territorial integrity of Ukraine: defending the principles of the Charter of the United Nations" (L'integrità territoriale dell'Ucraina: difendere i principi della Carta delle Nazioni Unite), e la risoluzione n. 68/262 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 27 marzo 2014, dal titolo "Territorial integrity of Ukraine" (L'integrità territoriale dell'Ucraina),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione rilasciata il 17 giugno 2023 dal portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna sull'intenzione di organizzare "elezioni" nei territori occupati dell'Ucraina,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione rilasciata il 29 gennaio 2024 dall'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell'OSCE sulla decisione della Federazione russa di non invitare l'OSCE a monitorare le elezioni presidenziali russe,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione rilasciata il 18 marzo 2024 dall'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, a nome dell'UE, sulle elezioni presidenziali russe e sulla loro non applicabilità al territorio ucraino,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione rilasciata il 18 marzo 2024 dal presidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, Theodoros Rousopoulos, sulle "elezioni" presidenziali in Russia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione della relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nella Federazione russa, Mariana Katzarova, in data 15 settembre 2023, dal titolo "Situation of human rights in the Russian Federation" (Situazione dei diritti umani nella Federazione russa),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il parere n. 992/2020 della Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto (Commissione di Venezia), in data 23 marzo 2021, sulle modifiche costituzionali della Federazione russa e la procedura per la loro adozione,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste la risoluzione 2519 (2023) dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, del 13 ottobre 2023, dal titolo "Examining the legitimacy and legality of the ad hominem term-limit waiver for the incumbent President of the Russian Federation" (Esame della legittimità e della legalità della deroga ad hominem al limite di mandato per il presidente in carica della Federazione russa) e la sua relazione n. 15827, del 22 settembre 2023, dallo stesso titolo, sulla quale si basa,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la risoluzione 2540(2024) dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, del 17 aprile 2024, dal titolo "Alexei Navalny's death and the need to counter Vladimir Putin's totalitarian regime and its war on democracy" (La morte di Alexei Navalny e la necessità di contrastare il regime totalitario di Vladimir Putin e la sua guerra alla democrazia),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la relazione dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, in data 11 luglio 2023, dal titolo "Protecting Human Rights Defenders at Risk: EU entry, stay and support" (Proteggere i difensori dei diritti umani a rischio: ingresso, soggiorno e sostegno nell'UE),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 28 della Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status degli apolidi,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 132, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che tutti gli Stati partecipanti all'OSCE, compresa la Federazione russa, hanno convenuto che la volontà del popolo, espressa liberamente ed equamente attraverso elezioni autentiche e periodiche, rappresenta la base dell'autorità e della legittimità del governo;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che gli Stati partecipanti all'OSCE si sono impegnati a rispettare una serie di principi quali quelli definiti nel documento di Copenaghen del 1990, al fine di garantire, tra l'altro, che le campagne elettorali possano svolgersi in un'atmosfera aperta ed equa senza violenze, intimidazioni o timori di ritorsioni nei confronti di candidati, partiti o elettori, nonché di garantire che i voti siano espressi a scrutinio segreto e conteggiati e dichiarati onestamente;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che le cosiddette elezioni presidenziali organizzate in Russia dal 15 al 17 marzo 2024 si sono svolte senza alcuna competizione politica, in un contesto soggetto a forti restrizioni e caratterizzato da una grave repressione sistemica, nonché durante la guerra di aggressione illegale della Federazione russa contro l'Ucraina; che sono stati segnalati casi di intimidazione degli elettori, di negazione del loro diritto di voto, di deposito di schede illegali nell'urna, di falsificazione su larga scala dei verbali dei seggi elettorali e di detenzione di osservatori elettorali nazionali indipendenti; che la Russia ha organizzato votazioni in modo illegale nei territori ucraini occupati di Crimea, Donetsk, Kherson, Luhansk e Zaporizhzhia, talvolta tra violenze e minacce da parte di soldati russi armati; che la Russia ha anche organizzato votazioni illegali in Abkhazia e Ossezia meridionale e in Transnistria, contro la volontà delle autorità georgiane e moldove;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che le autorità russe non hanno invitato l'OSCE/ODIHR a osservare le elezioni, in contrasto con gli impegni e gli obblighi della Russia in qualità di Stato partecipante all'OSCE; che si tratta delle seconde elezioni russe consecutive a svolgersi senza la presenza di osservatori elettorali internazionali imparziali e indipendenti nel paese;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che la commissione elettorale centrale della Federazione russa ha rifiutato irragionevolmente di iscrivere tra i candidati qualsiasi politico critico nei confronti del regime o della guerra di aggressione, compresi alcuni politici che avrebbero raccolto oltre 100 000 firme, come prescritto dalla legislazione nazionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che Alexei Navalny, il più importante esponente dell'opposizione democratica e vincitore del premio Sacharov per la libertà di pensiero nel 2021, è stato assassinato in una colonia penale siberiana il 16 febbraio 2024, poche settimane prima delle cosiddette elezioni presidenziali; che Navalny stava scontando una pena detentiva ingiusta e di matrice politica; che la piena responsabilità del suo omicidio è dello Stato russo e, in particolare, del suo presidente Vladimir Putin;</P></CONS><CONS><P><NO.P>G.</NO.P>considerando che la Costituzione russa del 1993 limitava la carica di presidente a due mandati consecutivi, ma che Vladimir Putin è rimasto al potere ininterrottamente dal 2000, trovando diversi modi per aggirare tale limite; che il referendum farsa organizzato nel 2020 non può essere considerato valido ed è stato svolto in violazione delle leggi e degli impegni internazionali della Federazione russa; che il rinnovo del mandato presidenziale di Vladimir Putin è considerato incostituzionale da numerosi esperti; che dal 2022 il regime del Cremlino ha attuato varie leggi restrittive in materia di monitoraggio elettorale, mentre i sostenitori dei partiti di opposizione sono sistematicamente presi di mira, detenuti e spesso incriminati, in gran parte in base alla nuova legge approvata nel febbraio 2024 che consente la confisca dei beni e delle attività nei confronti di qualsiasi persona che critica la guerra in Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>H.</NO.P>considerando che il regime autoritario russo si avvale da decenni di simili cosiddette elezioni, sempre più fraudolente e farsesche, per creare una parvenza di democrazia in modo da continuare a concentrare tutto il potere nelle mani di Vladimir Putin; che il governo reprime qualsiasi dissenso con il sostegno di forze di sicurezza lealiste, una magistratura asservita, un ambiente mediatico controllato dallo Stato che assicura un flusso costante di propaganda e disinformazione e un'assemblea legislativa composta da un partito al potere e da un'opposizione arrendevole;</P></CONS><CONS><P><NO.P>I.</NO.P>considerando che gli altri candidati che hanno partecipato a tali elezioni farsa erano rappresentanti del Partito comunista della Federazione russa (CPRF), del Nuovo popolo e del Partito liberale democratico russo (LDPR), attualmente sottoposti a sanzioni da parte dell'UE e degli Stati Uniti a causa del loro sostegno alla guerra in Ucraina;</P></CONS><CONS><P><NO.P>J.</NO.P>considerando che la "vittoria elettorale" di Putin, con l'87 % dei voti, un numero chiaramente inconcepibile nell'ambito di elezioni libere ed eque, deriva da un risultato palesemente manipolato dei seggi elettorali in tutta la Russia, da Adygea a Yamalo-Nenets; che ciò dimostra la maniera sprezzante e flagrante in cui le elezioni sono utilizzate impropriamente dal regime di Putin per proseguire nel suo 24<STRING SUPERSCRIPT="on">o</STRING> anno di potere;</P></CONS><CONS><P><NO.P>K.</NO.P>considerando che, dall'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia nel 2022, le autorità russe hanno intensificato la repressione nei confronti dell'opposizione politica, dei media, della società civile e della comunità LGBTIQ, limitando ulteriormente i diritti e le libertà individuali per soffocare il dissenso interno;</P></CONS><CONS><P><NO.P>L.</NO.P>considerando che numerosi elettori russi hanno coraggiosamente manifestato la loro rabbia e opposizione nei confronti del regime del Cremlino e della farsa che ha fatto passare per elezioni, impegnandosi in atti di resistenza nei seggi elettorali; considerando che folle di elettori si sono recate ai seggi l'ultimo giorno delle cosiddette elezioni a mezzogiorno per sostenere la manifestazione "mezzogiorno contro Putin", invocata anche da Alexei Navalny prima che venisse assassinato in carcere dopo essere stato sottoposto a torture e a trattamenti disumani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>M.</NO.P>considerando che il regime del Cremlino ha decimato una generazione di organizzazioni russe della società civile, dell'opposizione politica democratica e per i diritti umani, tra cui Memorial e il Gruppo Helsinki di Mosca; che il numero di prigionieri politici in Russia, stimato ad almeno 1 000, supera i livelli registrati persino durante il tardo periodo sovietico e che vi è stato un notevole aumento delle persone detenute per aver criticato le politiche di Putin, soprattutto per quanto riguarda la guerra in Ucraina; che, secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti, in Russia sono detenuti almeno 22 giornalisti;</P></CONS><CONS><P><NO.P>N.</NO.P>che l'UE ha più volte espresso la sua inequivocabile solidarietà a tutti i dissidenti e ai cittadini russi che, nonostante le minacce alla loro libertà e alla loro stessa vita e le pressioni da parte del Cremlino e delle autorità russe, continuano a lottare per la libertà, i diritti umani e la democrazia; che l'UE ospita diversi dissidenti e rappresentanti dei media e della società civile russi, costretti a lasciare la Russia in quanto le loro critiche al governo li esponevano a un considerevole rischio di ritorsioni da parte delle autorità;</P></CONS><CONS><P><NO.P>O.</NO.P>considerando che la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nella Federazione russa ha concluso che non esiste più alcuno spazio sicuro per l'azione civica o l'opposizione politica all'interno della Russia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>P.</NO.P>considerando che la Commissione di Venezia, nel suo parere n. 992/2020, ha concluso che la velocità di preparazione delle modifiche costituzionali del 2020 è stata palesemente inappropriata, che le modifiche del 2020 alla Costituzione russa, adottate frettolosamente, hanno rafforzato in modo sproporzionato la posizione del presidente e che l'esclusione ad hominem dai limiti di mandato del presidente attuale e di quelli precedenti contraddice la logica stessa dell'emendamento adottato che limita la carica di presidente a due mandati;</P></CONS><CONS><P><NO.P>Q.</NO.P>considerando che, nelle sue risoluzioni 2519 (2023) e 2540 (2024), l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha invitato i governi europei a riconoscere l'illegittimità di Vladimir Putin dopo la fine del suo attuale mandato presidenziale e a interrompere ogni contatto con lui, eccetto per scopi umanitari e di pace;</P></CONS><CONS><P><NO.P>R.</NO.P>considerando che, nella sua raccomandazione del 2021 concernente la direzione delle relazioni politiche UE-Russia<FOOTNOTE><FIELD> Raccomandazione del Parlamento europeo del 16 settembre 2021 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione / alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente la direzione delle relazioni politiche UE-Russia (GU C 117 dell'11.3.2022, pag. 170).</FIELD></FOOTNOTE>, il Parlamento aveva concluso che le modifiche costituzionali attuate nel giugno 2020 erano illegali, così come ha fatto l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa nella sua risoluzione 2519 (2023);</P></CONS><CONS><P><NO.P>S.</NO.P>considerando che dal 24 febbraio 2022 la Federazione russa porta avanti contro l'Ucraina una guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificata; che tale guerra di aggressione costituisce una palese e flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite e dei principi fondamentali del diritto internazionale;</P></CONS><CONS><P><NO.P>T.</NO.P>considerando che il 17 marzo 2023 la Corte penale internazionale ha emesso un mandato d'arresto nei confronti di Vladimir Putin in considerazione della sua responsabilità per il crimine di guerra di deportazione e trasferimento illegali di minori ucraini nel corso della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>denuncia con forza tutte le violazioni delle norme elettorali commesse dal regime di Vladimir Putin durante le cosiddette elezioni presidenziali russe svoltesi dal 15 al 17 marzo 2024, così come la repressione e le violazioni prolungate e sistematiche dei diritti civili e politici che le hanno precedute; sottolinea che le cosiddette elezioni presidenziali russe si sono svolte in un clima di paura e repressione e nel contesto di una guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificata contro l'Ucraina; osserva che, durante le cosiddette elezioni presidenziali, non vi sono stati veri e propri candidati alternativi, né media liberi, osservatori credibili e libertà politiche; conclude che le cosiddette elezioni presidenziali organizzate in Russia sono state illegittime e antidemocratiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>conclude che l'organizzazione di questa farsa da parte delle autorità russe aveva l'unico obiettivo di dare una parvenza di legittimità elettorale a Vladimir Putin, alla sua politica di implacabile repressione interna e, soprattutto, alla guerra di aggressione contro l'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>condanna inequivocabilmente le cosiddette elezioni condotte illegalmente nei territori dell'Ucraina temporaneamente occupati dalla Russia, segnatamente la Repubblica autonoma di Crimea, la città di Sebastopoli e parti delle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson; sottolinea che lo svolgimento di elezioni in tali territori costituisce una chiara violazione della sovranità ucraina nonché una manifesta violazione del diritto internazionale, in particolare della Carta delle Nazioni Unite; deplora il ricorso alle minacce di violenza da parte delle autorità russe, dal momento che le persone sono state costrette a votare alla presenza di soldati russi armati; ribadisce che, come dichiarato a nome dell'UE dall'alto rappresentante, l'UE non riconoscerà lo svolgimento di tali cosiddette elezioni nei territori dell'Ucraina, né il loro esito; chiede misure restrittive dell'UE nei confronti delle persone implicate nell'organizzazione e nello svolgimento di tali elezioni illegali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>sottolinea che il rifiuto di consentire l'osservazione internazionale indipendente delle elezioni presidenziali russe, conformemente agli impegni internazionali della Russia in qualità di Stato partecipante all'OSCE, evidenzia un regresso democratico senza precedenti e una grave mancanza di volontà di onorare gli impegni internazionali e di rispettare i principi consolidati di cooperazione in seno alle istituzioni internazionali; sottolinea che la decisione delle autorità russe di non invitare la missione di osservazione elettorale dell'OSCE/ODIHR a monitorare le elezioni dimostra la loro volontà di privare gli elettori di una valutazione imparziale e indipendente delle elezioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>esorta gli Stati membri dell'Unione europea e la comunità internazionale a non riconoscere come legittimo l'esito delle elezioni presidenziali russe, dal momento che si sono svolte nei territori ucraini occupati illegalmente e, anche all'interno della Russia, non sono state libere né eque, non hanno rispettato le fondamentali norme elettorali internazionali e pertanto sono state prive di legittimità democratica, ed esorta a limitare le relazioni con Putin alle questioni necessarie per la pace regionale nonché per scopi umanitari e inerenti ai diritti umani, come ad esempio gli scambi di prigionieri, il ritorno in Ucraina dei minori deportati o le richieste di rilascio dei prigionieri politici;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>plaude al coraggio delle migliaia di persone che in Russia protestano contro il regime di Putin e cercano di trasformare il loro paese in una democrazia, anche mediante atti di resistenza durante le cosiddette elezioni, come le proteste che hanno affollato i seggi elettorali in Russia e all'estero a mezzogiorno di domenica 17 marzo 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>ribadisce che il regime del Cremlino, e Vladimir Putin personalmente, hanno la responsabilità penale e politica della morte del loro oppositore di maggior spicco, Alexei Navalny; chiede un'indagine internazionale sulle circostanze della sua morte, affinché i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>continua a chiedere il rilascio immediato e senza condizioni e il risarcimento di tutti i prigionieri politici, tra cui Vladimir Kara-Murza, Oleg Orlov, Alexei Gorinov, Alexandra Skochilenko, Dmitry Ivanov, Ioann Kurmoyarov, Viktoria Petrova, Maria Ponomarenko, Dmitry Talantov, Yuri Dmitriev, Lilia Chanysheva, Ksenia Fadeeva, Ivan Safronov e Ilya Yashin, dei giornalisti ingiustamente incarcerati, tra cui Alsu Kurmasheva ed Evan Gershkovich, e delle loro famiglie, nonché il ripristino della libertà di espressione e di associazione in Russia e un maggiore controllo e monitoraggio internazionale delle violazioni dei diritti umani nel paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>esorta le autorità russe a fornire un accesso immediato a cure mediche complete ai prigionieri politici le cui condizioni di salute sono critiche, in particolare Vladimir Kara-Murza; ricorda alla Russia di rispettare i suoi obblighi internazionali in materia di diritti dei prigionieri;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>invita le autorità russe a concedere ai funzionari consolari l'accesso ai prigionieri con doppia cittadinanza;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>ribadisce che l'UE dovrebbe essere pienamente solidale con la società civile russa che ha aderito a valori democratici universali e ha respinto l'imperialismo e dovrebbe avvalersi del regime europeo di sanzioni per le violazioni dei diritti umani per sanzionare gli autori di violazioni dei diritti umani; denuncia l'escalation delle violazioni dei diritti umani da parte del regime del Cremlino e condanna la repressione in atto nei confronti delle persone che criticano il governo, dei difensori dei diritti umani, degli attivisti contrari alla guerra, dei giornalisti indipendenti, degli avvocati e degli storici dediti a ricerche sui crimini sovietici, come pure la crescente repressione degli attivisti LGBTIQ;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri a collaborare con i partner e le organizzazioni internazionali per fornire sostegno ai prigionieri politici, in particolare assistenza medica e legale, che viene loro limitata o negata, e a cercare soluzioni per ottenere il loro rilascio; rinnova l'invito alle rappresentanze diplomatiche dell'UE e dei suoi Stati membri a continuare a monitorare da vicino i procedimenti giudiziari nei confronti di membri dell'opposizione politica russa e le loro condizioni di detenzione; invita l'UE e i suoi Stati membri a continuare a sensibilizzare in merito al deterioramento della situazione dei diritti umani in Russia e a esercitare pressioni sul governo russo affinché rispetti i suoi obblighi internazionali;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>invita l'UE e i suoi Stati membri a continuare a sostenere attivamente le organizzazioni della società civile indipendenti russe, gli organi di informazione indipendenti e i difensori dei diritti umani; invita l'UE e i suoi Stati membri a impegnarsi attivamente con l'opposizione democratica russa che osteggia la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e a offrirle sostegno;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>esorta gli Stati membri a fornire visti umanitari e sostegno di altro tipo ai dissidenti russi, fra cui avvocati, che rischiano di subire persecuzioni politiche; ribadisce l'invito a istituire un regime per il rilascio di visti per ingressi multipli a livello dell'UE destinato ai difensori dei diritti umani e alle persone perseguitate per motivi politici e ad avvalersi della flessibilità esistente per colmare le lacune nella legislazione, come proposto dall'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali nella sua relazione del 2023 dal titolo "Protecting Human Rights Defenders at Risk: EU entry, stay and support" (Proteggere i difensori dei diritti umani a rischio: ingresso, soggiorno e sostegno nell'UE); sottolinea, a tal riguardo, che regimi di questo tipo possono essere estesi anche a leader dell'opposizione, attivisti della società civile e altre persone che subiscono persecuzioni politiche;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>esorta le istituzioni e gli Stati membri dell'UE a prepararsi a una situazione in cui la Russia, come la Bielorussia, cessi di rilasciare passaporti nei suoi consolati, nel qual caso potrebbe essere necessario che l'UE e tutti i suoi Stati membri riconoscano l'apolidia de facto e rilascino documenti di viaggio, come previsto dall'articolo 28 della Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status degli apolidi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>invita a semplificare le procedure per registrare organizzazioni ed entità, aprire conti bancari e svolgere altri compiti amministrativi a vantaggio dei dissidenti russi nell'UE affinché possano continuare il loro lavoro in esilio;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>deplora il fatto che il primo ministro ungherese, Viktor Órban, abbia scelto di prendere le distanze dall'UE e di congratularsi con Vladimir Putin per la sua rielezione farsa;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>esprime sostegno all'operato della relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nella Federazione russa, Mariana Katzarova, e invita gli Stati membri a garantire che il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite proroghi nuovamente il suo mandato nel 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>ribadisce la sua ferma solidarietà al popolo ucraino e il suo sostegno all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale; ribadisce, pertanto, la sua ferma condanna nei confronti della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e chiede che la Russia e i suoi mandatari pongano fine a tutte le attività militari, cessino gli attacchi contro zone residenziali e infrastrutture civili, ritirino tutte le forze militari dall'intero territorio dell'Ucraina riconosciuto a livello internazionale, pongano fine alle deportazioni forzate di civili ucraini, rilascino tutti gli ucraini detenuti, in particolare i minori, e cessino definitivamente di violare o minacciare la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale dell'Ucraina;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione / alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e alle autorità russe.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>