<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><SDOCTA xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" STATUS="DEF1" xsi:noNamespaceSchemaLocation="TA.xsd"><IDENT><STRING BOLD="on">P9_TA(2024)0381</STRING></IDENT><TI><STRING BOLD="on">Tentativi di reintrodurre una legge sugli agenti stranieri in Georgia e relative restrizioni alla società civile</STRING></TI><HIDDEN><STRING HIDDEN="on" ITALIC="on">(B9-0244, 0246, 0247, 0248 e 0251/2024)</STRING></HIDDEN><TXTLST><RESOL><TI><STRING BOLD="on">Risoluzione del Parlamento europeo del 25 aprile 2024 sui tentativi di reintrodurre una legge sugli agenti stranieri in Georgia e relative restrizioni alla società civile (2024/2703(RSP))</STRING></TI><TEXT><PREAMBLE><PRINIT><STRING ITALIC="on">Il Parlamento europeo,</STRING></PRINIT><GRVISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le sue precedenti risoluzioni sulla Georgia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione dell'alto rappresentante e del commissario per il Vicinato e l'allargamento, del 17 aprile 2024, sull'adozione della legge sulla "trasparenza delle influenze straniere",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione del Servizio europeo per l'azione esterna, del 4 aprile 2024, sul progetto di legge sulla "trasparenza delle influenze straniere",</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>viste le conclusioni del Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre 2023,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la comunicazione della Commissione, dell'8 novembre 2023, dal titolo "Comunicazione 2023 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2023)0690),</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra<FOOTNOTE><FIELD> GU L 261 del 30.8.2014, pag. 4.</FIELD></FOOTNOTE>,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la Convenzione europea dei diritti dell'uomo,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>vista la dichiarazione congiunta del presidente della commissione per gli affari esteri, della presidente della delegazione per le relazioni con il Caucaso meridionale e del relatore permanente del Parlamento europeo sulla Georgia del 18 aprile 2024 in merito alla reintroduzione del progetto di legge sulla "trasparenza delle influenze straniere" in Georgia,</P></VISA><VISA><P><NO.P>–</NO.P>visto l'articolo 132, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,</P></VISA></GRVISA><GRCONS><CONS><P><NO.P>A.</NO.P>considerando che l'esercizio delle libertà di opinione, di espressione, di associazione e di riunione pacifica è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione della Georgia;</P></CONS><CONS><P><NO.P>B.</NO.P>considerando che la Georgia, in quanto firmataria della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, e in quanto membro del Consiglio d'Europa e dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, si è impegnata a rispettare i principi della democrazia, lo Stato di diritto, nonché le libertà e i diritti umani fondamentali;</P></CONS><CONS><P><NO.P>C.</NO.P>considerando che l'Unione europea si aspetta che la Georgia, paese candidato all'adesione all'UE, rispetti pienamente l'accordo di associazione e gli altri impegni internazionali assunti e, in particolare, soddisfi le condizioni e adotti le misure indicate nella raccomandazione della Commissione dell'8 novembre 2023; che il Consiglio europeo ha deciso di concedere alla Georgia lo status di paese candidato unicamente a condizione che tali misure siano adottate; che tale raccomandazione invitava la Georgia a garantire la libertà di azione della società civile (misura n. 9) e a combattere la disinformazione contro l'UE e i suoi valori (misura n. 1) e che il progetto di legge viola entrambi gli obiettivi;</P></CONS><CONS><P><NO.P>D.</NO.P>considerando che il 17 aprile 2024 il parlamento georgiano ha approvato in prima lettura la cosiddetta legge sulla trasparenza delle influenze straniere con 83 voti favorevoli e nessun voto contrario, nonostante le proteste di massa dei cittadini georgiani, le critiche della presidente della Georgia, che ha definito il progetto di legge una forma di "sabotaggio del percorso europeo del paese", la condanna nazionale e internazionale e i ripetuti appelli dei partner europei della Georgia a ritirare il progetto di legge; che tale legge imporrebbe alle organizzazioni che ricevono oltre il 20 % dei loro finanziamenti dall'estero di registrarsi entro due mesi come "organizzazioni che perseguono gli interessi di una potenza straniera" e di definirsi come tali; che le organizzazioni sarebbero soggette a ulteriori controlli, obblighi di dichiarazione ed eventualmente sanzioni, comprese sanzioni amministrative fino a 25 000 GEL; che la legge restringerebbe profondamente la capacità dei media e delle organizzazioni della società civile di operare liberamente;</P></CONS><CONS><P><NO.P>E.</NO.P>considerando che l'obiettivo legittimo di garantire la trasparenza delle organizzazioni non governative che ricevono finanziamenti esteri non può giustificare in alcun modo misure che ne limitano l'attività, in particolare nel campo della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti umani;</P></CONS><CONS><P><NO.P>F.</NO.P>considerando che tale progetto di legge è proposto in un momento di crescenti attacchi contro la società civile e i media indipendenti in Georgia, nonché contro il sostegno alla democrazia da parte di donatori internazionali in un tentativo apparente di ridurre lo spazio civico e mettere a tacere le voci critiche nella sfera pubblica, anche limitando l'accesso ai finanziamenti esteri; che tale progetto di legge è solo l'ultima di una serie di iniziative legislative pre-elettorali e di altro tipo del governo georgiano, tra cui l'annuncio di modifiche costituzionali per combattere la "propaganda LGBT" e l'inversione di una politica che impone quote di genere per le donne in parlamento, che mettono a repentaglio le riforme democratiche e contribuiscono a diffondere la disinformazione sull'UE, sui suoi valori e sulle sue politiche; che il Parlamento europeo ha già chiesto, in precedenti risoluzioni, misure volte a ridurre il ruolo distruttivo svolto dagli interessi oligarchici nella politica e nell'economia georgiane, anche con riferimento alla persecuzione di matrice politica di giornalisti e oppositori politici, come l'ex presidente Mikhail Saakashvili, del quale il Parlamento ha chiesto il rilascio per motivi umanitari in modo che possa ricevere cure mediche all'estero;</P></CONS></GRCONS></PREAMBLE><DISPOSITIF><ACTLST><ACTION><P><NO.P>1.</NO.P>condanna fermamente la reintroduzione del controverso progetto di legge sulla "trasparenza delle influenze straniere", che imporrebbe restrizioni deleterie alla società civile e ai media indipendenti e ne limiterebbe la capacità di operare liberamente e ha pertanto suscitato massicce proteste da parte del pubblico georgiano, delle organizzazioni della società civile, dei media indipendenti, di personalità pubbliche di spicco, nonché dei partner europei e internazionali del paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>2.</NO.P>sottolinea che il progetto di legge è incompatibile con i valori e i principi democratici dell'UE, è contrario alle ambizioni della Georgia di aderire all'UE, danneggia la reputazione internazionale del paese e mette a rischio la sua integrazione euro-atlantica;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>3.</NO.P>sottolinea che i negoziati di adesione all'UE non dovrebbero essere avviati finché tale legge fa parte dell'ordinamento giuridico della Georgia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>4.</NO.P>esorta pertanto il parlamento georgiano a sospendere le procedure parlamentari relative all'adozione di tale legge ed esorta il governo georgiano a onorare gli impegni assunti nel marzo 2023, quando ha annunciato che avrebbe ritirato incondizionatamente il suo progetto di legge inteso a imporre restrizioni alla società civile e ai media indipendenti e che si sarebbe astenuto dal presentare nuovamente tale legge; invita inoltre il governo della Georgia ad astenersi dal presentare ulteriori proposte legislative che sono in contrasto con i principi della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti umani e delle libertà fondamentali e che sarebbero pertanto in contrasto con i criteri di Copenaghen per l'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>5.</NO.P>sottolinea che il progetto di legge tradisce le aspirazioni della grande maggioranza del popolo georgiano a vivere in una società democratica, a proseguire le riforme democratiche e dello Stato di diritto, a perseguire una stretta cooperazione con i partner euro-atlantici e a impegnarsi in un percorso verso l'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>6.</NO.P>sottolinea che i diritti alla libertà di espressione e di riunione e di protesta pacifica sono libertà fondamentali che devono essere rispettate in ogni circostanza, in particolare in un paese che aspira ad aderire all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>7.</NO.P>esorta il governo georgiano a rispettare i diritti costituzionali dei cittadini georgiani ed esprime pertanto preoccupazione per le segnalazioni secondo cui la polizia antisommossa ricorre a un uso sproporzionato della forza per disperdere i manifestanti che protestano contro tale progetto di legge controverso; invita le autorità georgiane a indagare sui responsabili dell'uso illecito e sproporzionato della forza e a chiamarli a renderne conto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>8.</NO.P>sottolinea che il ruolo di controllo pubblico esercitato dalla società civile e dai media indipendenti è essenziale per una società democratica ed è fondamentale per portare avanti le riforme connesse all'adesione all'UE e invita pertanto le autorità georgiane a fare tutto il possibile per garantire un contesto favorevole in cui la società civile e i media indipendenti possano prosperare;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>9.</NO.P>denuncia il fatto che il governo georgiano sta traendo ispirazione da una legge russa simile, altamente controversa, ossia la "legge sugli agenti stranieri" della Russia, che stigmatizza e discrimina intenzionalmente le organizzazioni e gli attivisti della società civile ed è utilizzata anche per reprimere l'opposizione alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e per mettere a tacere ogni voce dissidente restante nel paese;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>10.</NO.P>ricorda che il Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre 2023 ha concesso alla Georgia lo status di paese candidato a condizione che fossero adottate le pertinenti misure indicate nella raccomandazione della Commissione dell'8 novembre 2023; sottolinea che tale raccomandazione invitava la Georgia a garantire la libertà di azione della società civile e a combattere la disinformazione contro l'UE e i suoi valori e che il progetto di legge viola entrambi gli obiettivi;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>11.</NO.P>ricorda al governo georgiano gli impegni che ha assunto nonché i valori e i principi a cui ha aderito quando ha presentato la domanda di adesione all'UE e invita il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, il commissario per il Vicinato e l'allargamento e la Presidente della Commissione a fare altrettanto;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>12.</NO.P>invita la Commissione a presentare una valutazione intermedia sui progressi compiuti dalla Georgia nell'attuazione delle nove tappe indicate nella raccomandazione della Commissione dell'8 novembre 2023;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>13.</NO.P>invita la Commissione a valutare tempestivamente l'impatto della prevista adozione della legge sugli "agenti stranieri" in Georgia sul costante rispetto, da parte del paese, dei parametri di riferimento per la liberalizzazione dei visti, in particolare quello relativo ai diritti fondamentali, che è una componente fondamentale della politica di liberalizzazione dei visti dell'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>14.</NO.P>invita la Commissione e gli Stati membri a valutare l'impatto di tale progetto di legge sul ruolo di donatore dell'UE in Georgia e a comunicare chiaramente al governo e al parlamento georgiani in merito a questo potenziale impatto e alle sue conseguenze per i finanziamenti dell'UE in generale;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>15.</NO.P>esorta il governo georgiano a riprendere il suo percorso europeo, a mantenere il suo impegno a rispettare, rafforzare e promuovere la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e le libertà fondamentali e a impegnarsi realmente per la piena attuazione delle misure necessarie per soddisfare le condizioni per ottenere lo status di paese candidato e l'adesione all'UE, in uno spirito di impegno e cooperazione con la società civile e l'opposizione politica della Georgia;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>16.</NO.P>deplora il ruolo svolto in prima persona dall'unico oligarca georgiano Bidzina Ivanishvili, il quale è tornato attivamente in politica il 30 dicembre 2023, diventando "presidente onorario" del partito Sogno georgiano, nell'attuale crisi politica e nell'ennesimo tentativo di compromettere il cammino del paese verso l'Occidente reindirizzandolo verso la Russia; ribadisce il suo invito al Consiglio e ai partner democratici dell'UE a considerare l'imposizione di sanzioni personali nei confronti di Ivanishvili per il suo ruolo nel deterioramento del processo politico in Georgia e per il suo operato contro gli interessi del popolo georgiano;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>17.</NO.P>ribadisce il suo fermo sostegno alle legittime aspirazioni europee del popolo georgiano e al loro desiderio di vivere in un paese prospero, libero dalla corruzione, che rispetti pienamente le libertà fondamentali, tuteli i diritti umani e garantisca una società aperta e media indipendenti; sottolinea che la decisione di concedere alla Georgia lo status di paese candidato all'adesione all'UE è stata motivata dall'intenzione di riconoscere i risultati e gli sforzi democratici della società civile georgiana, nonché l'enorme sostegno dei suoi cittadini all'adesione all'UE;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>18.</NO.P>esorta il partito di maggioranza Sogno georgiano a ritirare la legislazione costituzionale proposta che limita i diritti delle persone LGBTIQ, che rappresenta non solo un attacco contro la comunità LGBTIQ, ma anche contro la libertà di parola e una società civile libera;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>19.</NO.P>rinnova il suo invito alle autorità georgiane a scarcerare l'ex presidente Mikheil Saakashvili per motivi umanitari e a permettergli di ricevere cure mediche adeguate all'estero; sottolinea che il suo caso mette ulteriormente in luce l'importanza di attuare una reale riforma del sistema giudiziario;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>20.</NO.P>chiede una missione internazionale di osservazione elettorale a lungo termine imparziale e indipendente da parte dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, allo scopo di monitorare le prossime elezioni parlamentari nel paese che si terranno nell'ottobre 2024;</P></ACTION><ACTION><P><NO.P>21.</NO.P>incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, nonché alla Presidente, al governo e al parlamento della Georgia.</P></ACTION></ACTLST></DISPOSITIF></TEXT></RESOL></TXTLST></SDOCTA>